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DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. FONDO DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVI SEGNI DEL TEMPO. Con l'arte della combinazione delle cose, ars combinatoria, arte del fare, arte poetica per eccellenza, le cose diventano eterne (eternità della pittura e della scultura, eternità della scrittura), e vanno a costituire le civiltà intellettuali che noi ereditiamo. In questo libro, l'Autore espone il percorso di questa civiltà, dall'età moderna (il Rinascimento) al Novecento, l'età del disincanto, tracciando una rigorosa filosofia dell'arte, attenta alle avventure della forma, alle sue erranze e al miracolo infinito della bottega della poesia... L'idea di poiesis – come costruzione, lavoro creativo e simbolico, fantasia produttrice, ars combinatoria – segna fortemente interi percorsi della civiltà intellettuale dell'Occidente. A questa idea (che abbraccia ambiti molto più vasti di quelli riconducibili all'arte poetica) si riferisce Giordano Bruno quando nel De umbris idearum (par. X della parte dedicata all'ars memoriae) scrive: "È questa l'arte che con i suoi mezzi rende presenti e visibili le cose sensibili trascorse ed assenti: da questo dipende che da una parte fa in modo che le cose siano percettibili alla vista con la pittura e la scultura, mentre dall'altra, con la scrittura, rende durevoli e immutabili le parole che, scorrendo, vanno quasi smarrendosi nel nulla. Inoltre trasmette a distanza in ogni luogo e tempo concetti e tacite intenzioni comunicabili solo da vicino". Nel passo citato, in cui si possono ritrovare indicazioni e prospettive che caratterizzeranno anche le grandi poetiche dell'Ottocento e del Novecento, sono in nuce le linee di una rigorosa filosofia dell'arte, attenta alle infinite avventure della forma, alle sue erranze, alle sue figure e soprattutto alla "fredda giudiziosità" e alla "magia severa" che vivono nel linguaggio "autentico" della poesia, le cui procedure – rileva Novalis – sono analoghe alle formule matematiche, le quali "elaborano un mondo per sé, giocano soltanto con se stesse". Indice "De arte combinatoria". Il numero e la figura Cosmopoiesis e arte della memoria Simbolica e grammatica della poiesis La poetica leibniziana Il barocco, la modernità Le regole della poiesis e l'ontologia della luce L'armonia materiale e pura Il nulla, le cose L'insensato gioco della mente Simbolica del fare Tra il mito e l'assurdo Poeticità e mondo Poesia senza mondo Descrizione bibliografica Titolo: Ars combinatoria Autore: Aldo Trione Editore: Milano: Spirali/Vel, Aprile 1999 Lunghezza: 178 pagine; 21 cm ISBN: 8877705213, 9788877705211 Collana: Volume 150 di L'alingua Soggetti: Filosofia popolare, Estetica della composizione, Creazione artistica, Calcolo magico, Logica fantastica, Giordano Bruno, Mnemotecnica, Segni, Simboli, Leibniz, Poetica simbolista, Segrete corrispondenze, Analogie, Allegorie, Tavole girevoli, Lullo, Ontologia del numero, Pitagorici, Mon Faust, Valéry, Ipertesto, Faust, Goethe, Artificio, Trucco, Metamorfosi, Anamorfosi, Barocco, Tecniche cinematografiche, Cinema, Ejzenstejn, Combinazioni, Musicalità, Arte, Baudelaire, Delacroix, Formula magica, Mallarmé, Testo lirico, Suoni musicali, Parole, Poiesis, Sospensione, Attente, Immaginazione, Psicologia, Opere divulgative e generali, Metafisica, Dissertatio de arte combinatoria, Sperimentalismo, Manierismo, Letteratura, Hocke, Deleuze, Schlegel, Finzione, Poietica, Creazione, Creatività, Critica, Forme e stili letterari, Laugier, Infinito intrattenimento, Blanchot, Architettura, Modernità, Linguaggio, Ars Memoriae, De umbri idearum, Cassirer, Popular philosophy, Aesthetics of composition, Artistic creation, Magic calculus, Fantastic logic, Mnemotechnics, Signs, Symbols, Symbolist poetics, Secret correspondences, Analogies, Allegories, Turntables, Llull, Ontology of number, Pythagoreans, Hypertext, Artifice, Trick, Metamorphosis, Anamorphosis, Baroque, Film techniques, Combinations, Musicality, Magic formula, Lyric text, Musical sounds, Words, Suspension, Attentive, Imagination, Psychology, Popular and general works, Metaphysics, Experimentalism, Mannerism, Literature, Fiction, Poietic, Creation, Creativity, Criticism, Literary forms and styles, Infinite entertainment, Architecture, Modernity, Language, Linguistics
La miglior retorica è quella che non si nota. Se chi ci ascolta si accorge che stiamo usando degli artifici, l'effetto è compromesso. Gli avvocati di una volta lo sapevano: guai a farsi sospettare esperti, guai a far trasparire le proprie capacità. Non per nulla l'idea che la vera arte consista nel nasconder l'arte è stata teorizzata per la prima volta nella retorica classica, da Aristotele a Cicerone. Ma, a partire da qui, questo curioso paradosso compie una carriera inaspettata, proliferando nei campi più disparati: dalla cosmetica alla politica, dall'arte del tiro con l'arco a quella del giardino, dal galateo all'abbigliamento, senza dimenticare naturalmente le arti nel senso consueto della parola, dalla pittura alla musica, dalla danza alla poesia. Come dovrebbe fare ogni buon saggio di storia delle idee, questo libro mette in rapporto luoghi, autori e testi tra i quali non sospetteremmo alcun collegamento. Si dipana così una storia che attraversa tutta la cultura occidentale, dall'anonimo del "Sublime" al "Cortegiano" di Baldassar Castiglione, dai moralisti francesi a Leopardi, da Ovidio a Dryden, da Michelangelo a Duchamp, ma a partire dalla quale è possibile gettare un ponte anche verso le filosofie orientali dello Zen e del Tao. Ma attraverso la storia dell'"ars est celare artem" scopriamo anche qualcosa di essenziale per l'idea stessa di arte, il suo essere sempre inevitabilmente regola e invenzione, tecnica e creatività, tradizione e innovazione. Autori: Paolo D'Angelo.
La miglior retorica è quella che non si nota. Se chi ci ascolta si accorge che stiamo usando degli artifici, l'effetto è compromesso. L'idea che la vera arte consista nel nasconder l'arte è stata teorizzata per la prima volta nella retorica classica, da Aristotele a Cicerone. Ma, a partire da qui, questo curioso paradosso compie una carriera inaspettata, proliferando nei campi più disparati. Questo libro mette in rapporto luoghi, autori e testi tra i quali non sospetteremmo alcun collegamento. Si dipana così una storia che attraversa tutta la cultura occidentale, dai moralisti francesi a Leopardi, da Ovidio a Dryden, da Michelangelo a Duchamp, ma a partire dalla quale è possibile gettare un ponte anche verso le filosofie orientali dello Zen e del Tao Autori: Paolo D'Angelo.
63010Lingua italiana, Quodlibet Studio, 2005, 141 p., brossura editore, passaggi sottolineati a matita, condizioni buone.
IN HEBREW. 230x155 mm. 101 pages. Hardcover. In good condition.
162 pages including index. Through art, children learn discipline, aesthetics, and much more. This marvelous, practical book tells how and why. Clean. Unmarked. Moderate wear. Nice copy. Book
2019ART6023MRelié, 612 pages, paru le 16 octobre 2019 chez Flammarion, livre en très bon état général.
Corposa legatura datata, copertina telata ben tenuta segnata da abrasioni alle cuffie, sovraccoperta illustrata, con pigmento omogeneamente alterato dalla luce, patinato usurato da manipolazione o sfregamento, bordo consunto, testo tracciato da sottolineature con lapis, carte velate da leggera ossidazione uniforme, pulviscolo ai tagli. N. pag. 350. USATO
IN HEBREW WITH ENGLISH SUMMARY. 24.5x17.5 cm. 148 pages. Softcover. Cover edges slightly rubbed. Spine faded and slightly curved. Ex-library copy with usual marks. Title pages age stained - no damage to text. Pages slightly yellowing. Else in good condition.
1934BLG00173Ed. Henri Dangles, Paris, 1934, broché, 9 figures ou photographies h.t., 224 pages, 12x18.5
1986ARCH6985MRelié, 288 pages, paru en 1986 aux éditions du Regard, livre comme neuf.
1999ART5692MBroché, 288 pages, paru le 30 juin 1999 chez Thames & Hudson, livre comme neuf, aucun défaut.
Mm 140x225 Collana "Bibliothèque scientifique". Brossura originale, 204 pagine con alcuni disegni in nero nel testo. Prefazione di Jean Duvignaud. Lingua francese - french text. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
1944100148050Editions du Mont-Blanc 1944 in8. 1944. Broché. Essai philosophique de Georges Mottier Privat-docent à l'Université de Genève qui examine la nature et la portée de l'acte esthétique. L'ouvrage cherche à dépasser l'illusion selon laquelle l'œuvre d'art résulterait d'un simple enregistrement des formes naturelles s'inscrivant dans une réflexion sur l'expérience esthétique et l'ontologie de l'œuvre
1986192654Klincksieck Paris, Éditions Klincksieck, 1986. Collection « Esthétique », n° 46, 1985. In-8 broché (24 x 15,5 cm) de 244 pages.Édition originale de ce recueil d'essais où Henri Maldiney déploie avec une force rare sa phénoménologie de l'art. Dans Art et existence, le philosophe refuse de réduire l'uvre à un objet de consommation culturelle ou à un simple jeu de formes. L'art y est pensé comme le lieu d'une rencontre esthétique radicale, un « ouvert » où l'homme fait l'expérience du rythme et du monde naissant. À travers des pages sur la lumière de Tal Coat ou l'espace géométral de Cézanne, Maldiney livre une réflexion majeure sur la création comme acte d'exister. Un des grands classiques de l'esthétique contemporaine.
1970205369
In-12 (197 x 132 mm), demi-percaline vert olive de l'époque à la Bradel, titre de maroquin bordeaux en long, couverture imprimée conservée, (2), 73 p. Première édition et unique française de librairie de 'Deutsche Kunst und deutsche Politik', dans la traduction de l'homme de lettres bruxellois Jules-Louis Guilliaume (1825-1900), précoce et fervent défenseur de la musique Wagner et du wagnérisme théorique. La publication, commencée par articles dans la "Süddeutsche Presse" en octobre 1867, fut interrompue quelques mois plus tard par ordre du gouvernement bavarois, avant d'être imprimée sous forme de livre. Quant à cette traduction française, elle parut initialement sous forme d'articles dans le "Guide musical" de Bruxelles (1867-1868). Wagner y développe son idéal d'un renouveau nationaliste de la culture allemande adossé à un plaidoyer opportuniste en faveur de son nouveau mécène Louis II. C'est également dans cette série d'essais que Wagner formalise, pour la première fois, sa théorie de l'opposition entre "culture" allemande et "civilisation" française. En se démarquant de ses influences "romanesques", l'art allemand incarné par son "drame musical" porteur de la vigueur d'esprit et la force d'âme requises, fera prévaloir une culture "plus élevée" contre laquelle la civilisation française n'aura plus de pouvoir. L'objectif premier de l'essai, infléchir la politique culturelle de Louis II, ne sera pas atteint. (Henri Silège, 'Bibliographie wagnérienne française', p. 16). Petite réparation en pied de la couverture sans perte. Rousseurs éparses. Bon exemplaire, non rogné, couvertures conservées.
116905Paris, Masson et Cie. 1974, 240x155mm, 264pages, broché. Bon état.
2000ART5740MBroché, 144 pages, paru en 2000 chez Pepin Press, livre en très bon état général.
Light pencilling to a few pages. Upper corners a bit bumped. Edgewear to DJ with a bit of chipping. ; 11.2 X 8.5 X 1.0 inches; 288 pages
br. "Arte come esperienza" costituisce uno dei maggiori contributi della cultura angloamericana all'estetica del Novecento. In quest'opera Dewey non si limita a elaborare una filosofia dell'arte come disciplina specialistica. Emerge qui un nuovo paradigma per l'esperienza in generale, individuato nell'estetico quale ordine di perfezionamento e compimento delle istanze sensoriali ed emotive dell'uomo. Ne deriva una concezione attenta a cogliere e vagliare criticamente le fitte relazioni dell'arte e dell'estetico sia con le dinamiche esperienziali sia con le realtà sociali che le alimentano. Dewey mette così a fuoco motivi di crisi della cultura contemporanea, delineando l'impalcatura di un'antropologia nutrita anche dai frutti delle rivoluzioni artistiche primonovecentesche. Questi caratteri hanno reso "Arte come esperienza" un classico per le riflessioni sull'esperienza estetica, illuminante per importanti artisti, da Josef Albers a Mark Rothko, e oggi ancora al centro dell'attenzione in vari ambiti cruciali del dibattito filosofico.
“Arte come esperienza” costituisce uno dei maggiori contributi della cultura angloamericana all’estetica del Novecento. In quest’opera Dewey non si limita a elaborare una filosofia dell’arte come disciplina specialistica. Emerge qui un nuovo paradigma per l’esperienza in generale, individuato nell’estetico quale ordine di perfezionamento e compimento delle istanze sensoriali ed emotive dell’uomo. Ne deriva una concezione attenta a cogliere e vagliare criticamente le fitte relazioni dell’arte e dell’estetico sia con le dinamiche esperienziali sia con le realtà sociali che le alimentano. Dewey mette così a fuoco motivi di crisi della cultura contemporanea, delineando l’impalcatura di un’antropologia nutrita anche dai frutti delle rivoluzioni artistiche primonovecentesche. Questi caratteri hanno reso "Arte come esperienza" un classico per le riflessioni sull’esperienza estetica, illuminante per importanti artisti, da Josef Albers a Mark Rothko, e oggi ancora al centro dell’attenzione in vari ambiti cruciali del dibattito filosofico. Autori: John Dewey. Curatori: Giovanni Matteucci.
Milano, Bocca, 1939, 8vo brossura originale, pp. VII-195.
br. Come guardare a uno scenario, come quello contemporaneo, nel quale, perdendo terreno i registri morali e veritativi, emerge la dimensione di un sentire fisico, libidinale, refrattario a ogni sintesi? Come accostarsi a un panorama segnato dall'incoerente comparsa di soggetti che, saltando ogni mediazione, esprimono la loro irriducibile corporeità, erodendo la possibilità di un trascendimento normativo? Nel lavoro di Jean-Luc Nancy - negli sviluppi e scarti interni che lo solcano a partire dalla metà degli anni Settanta fino alle elaborazioni più recenti - questo libro cerca delle risorse per penetrare nella densità di un mondo che esprime differenze proliferanti. La posta in gioco di questa ricerca è quella di sottrarre Nancy tanto al paradigma heideggeriano post-fondazionalista quanto all'esercizio decostruttivo della mise en abyme. Attraverso un confronto serrato non solo con Heidegger, Arendt, Derrida, Deleuze e i grandi classici del pensiero filosofico, ma anche con taluni autori contemporanei, in particolare Agamben ed Esposito, l'intento è quello di ripensare la nancyana ontologia dell'esposizione, per mettere in evidenza la forza e l'entusiasmo che in essa si esprimono. Siffatta pulsazione ontologica si articola con una passione politica che risolutamente sfugge al dispositivo rappresentativo.
1 Vol. In-4 t. editoriale, sovracopt. e risg. ill. Come nuovo pag. 582 636 ill. di cui varie a col PROG 30750 CATT_ATT 42