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Bologna, 1852, dicembre 30, cm. 64 x 46, Notificazione dell' I.R. Governo Civile Militare, aquila bicipite xil. ed a firma Conte Nobili.
Milano, 1940, giugno 30, "Il Popolo d'Italia" con titolo a tutta pagina ", pp. 4
Venezia, 1882, giugno 11, A. II n. 22, con ritratto xilografico del Generale, pp. 4 di questo raro e curioso giornale in lingua veneta.
Milano, 1940, giugno 29, "Il Popolo d'Italia" con titolo a tutta pagina ", pp. 4
Roma, 1901 agosto 4, copertina illustrata a colori in fascicolo originale completo di pp. 8 de "La Tribuna illustrata della Domenica"
Torino, 1950, 1 ottobre, copertina fotografica in fascicolo originale completo di pp. 16 de “Illustrazione del Popolo" - Supplemento della ”Nuova Gazzetta del Popolo" .
Milano, Mondadori, 1969, 8vo brossura con copertina illustrata, pp. 146 completamente illustrato da fotografie e tavole fotografiche in nero e a colori (Numero di “Storia illustrata”) .
Milano, Garbini, 1883, fascicolo completo della Rivista Illustrata Settimanale, N. 217, articolo e due incisioni xil.
Roma, 1901 luglio 28, copertina illustrata a colori in fascicolo originale completo di pp. 8 de "La Tribuna illustrata della Domenica"
In 8, p. 36. Br. ed. Raro documento testimonianza della congiura ordita dal famigerato conte Girolamo Riccini, ai danni di Giuseppe Ricci, guardia nobile del Duca, accusato di attentato alla vita di Francesco IV. Montanari e Tosi, accusati di furto, dichiararono di essere stati convocati dal Ricci in una sua villa presso Bastiglia con la promessa di 200 napoleoni d'oro nel caso avessero ucciso il Duca in occasione di una sua visita alla Chiesa dei Benedettini. Col Ricci venivano accusati di essere presenti al convegno altri quattro cospiratori: Piva, Guicciardi, Gasparini e Borghi. Il processo, ampiamente falsato, si concluse con la morte del Ricci e dei suoi presunti complici. Solo piu' tardi, nel 1865, venne riabilitato da una corte dell'Italia unita e ascritto nell'empireo dei martiri risorgimentali. L'ennesima beffa per il povero Cavaliere Ricci, duchista e anti liberale convinto.
In 4, pp. 90 + (4). P. post. e dorso rifatti con carta d'epoca. P. ant. orig. con tracce di polverosita'. Pubblicazione contenente tavole sinottiche relative ai dati dei condannati a morte in Italia nel decennio 1867-1876.
In 8, pp. (2b) + 46 + (2). Stemma xilogr. al fr. Ex libris al verso della sguardia. Legatura coeva in p. pg. Statuti della Confraternita delle anime del Purgatorio di Roma il cui scopo principale - come dichiarato nel primo capitolo - e' 'l'esercizio di opere di Pieta', e di devozione con profitto spirituale de' Fratelli'. Tra gli uffici della Confraternita c'e' anche quello di assistere i condannati a morte: quando e' dichiarata la condanna a morte di un prigioniero, si stabiliscono un numero di messe 'ad postulandam gratiam bene moriendi'. Il giorno antecedente l'esecuzione si recitano continue orazioni 'da applicarsi in sollievo dei delinquenti, e nel giorno della morte dopo l'ore 20, per suffragio de' medemi, invigilera' che da Fratelli si reciti nella nostra Chiesa l'Officio intero di requie'. Il giorno successivo alla morte viene fatta celebrare una messa cantata con l'assistenza di 33 'povere vedove preventivamente invitate' alle quali viene distribuito in segno di ricompensa un giulio ciascuna 'per suffragio di quell'anima'. Il denaro raccolto dalle cassette delle elemosine dovra' essere impiegato per la celebrazione di altre messe. A tal fine sara' redatto un libro nel quale compare da un lato il nome del giustiziato e dall'altro il denaro raccolto durante le messe celebrate per lui. Si allega un foglio sciolto (cm 20 x 27,5) con stemma della Confraternita xilogr. in testa. Si tratta del foglietto che veniva distribuito alle 'carissime sorelle' per invitarle a presenziare alle oblazioni delle messe.
In 16, pp. (8b) + 39 + (9b). Fr. nero e rosso. Bella vignetta inc. all'acq. al fr. raff. San Giovanni Decollato. Testo stampato in nero e rosso. Capilettera figg. Tarletto alle prime 5 cc. Antica cart. rustica. Rarissima raccolta di salmi, litanie e preghiere in lingua latina utilizzati dai membri della confraternita romana della Misericordia per accompagnare i condannati a morte nel momento estremo. Questa confraternita nacque a Firenze alla fine del 1400 con il nome di 'Confraternita di San Giovanni Decollato dei Fiorentini' con lo scopo di confortare i condannati a morte durante gli ultimi istanti di vita, e, una volta giustiziati, di dar loro dignitosa sepoltura. Nel 1490, Papa Innocenzo VIII canonizzo' la loro opera umanitaria con una Bolla Pontificia. La Confraternita divento' quindi 'Privilegia Venerabilis Arciconfraternitas Sancti Joannis Decollati', detta della 'Misericordia della Nazione Fiorentina in Roma'. Il Papa concesse alla confraternita come sede l'antichissima chiesa di S. Maria de Fovea. Alla vigilia di un'esecuzione, i Confratelli uscivano da una porticina della casa dell'Arciconfraternita nei loro sai e mantelli neri, dirigendosi verso le carceri di Tor di Nona o di Corte Savella, al lume di candela, e accompagnati dal suono di una campanella, per annunciare al popolo l'esecuzione dell'indomani. Dopo la lunga veglia notturna, scortavano il condannato, confortandolo fino alla fine. Quindi lo seppellivano nel chiostro della Confraternita, attraverso sette botole i cui coperchi di marmo portano ancora la scritta 'Domine, cum veneris judicare, noli me condemnare'.
In 16, pp. 28. Br. coeva. Libello antigesuitico pubblicato subito dopo il regicidio Henry IV Le Grand, avvenuto per mano di Ravaillac. Questi, fanatico cattolico, perseguitato da visioni, si convinse che il Re volesse far guerra al Papa. Decise di ucciderlo, cosa che fece il 14 maggio 1610 in Rue de la Ferroviere, pugnalandolo sulla sua carrozza. Durante il processo, nonostante le torture cui fu sottoposto, non rivelo' di avere altri complici. Mori' il 27 maggio, squartato da 4 cavalli, tra atroci torture. Subito dopo si scateno' una feroce diatriba tra coloro che indicavano i gesuiti come i mandanti del regicidio, e i gesuiti che, con alcuni scrittori come il Mariana, Coton e il Bellarmino, arrivavano addirittura a sostenere la legittimita' del tirannicidio quando il sovrano fosse eretico o senza una forte convinzione religiosa. Quando il 6 giugno il parlamento emano' un 'arret' che condannava il tirannicidio, inizio' la lunga querelle portata avanti a forza di libelli, perlopiu' anonimi quelli antigesuitici, con autore dichiarato invece quelli redatti dalla Compagnia. Il primo a comparire e' proprio questa 'Remostrance' con la quale si afferma che la mano di Ravaillac fu armata dai buoni padri. Tornando pero' al regicidio di Ravaillac, occorre considerare che se in ogni infrazione c?e' un crimen majestatis e nel piu' infimo dei criminali un regicida in potenza, il regicida a sua volta e' il criminale assoluto. Invece di fare la lotta al potere, attaccando la volonta' del potere sovrano, egli ne attacca il principio nella persona fisica del Principe. La punizione ideale per il regicida dovrebbe formare la somma di tutti i supplizi possibili: la vendetta infinita. Non esistendo una pena specifica per questo reato, per Ravaillac era stato necessario inventarla, combinando tra loro le piu' crudeli. Lo stesso accadra' nel 1757 a Damiens, fallito regicida di Luigi XV. Si puo' persino considerare che queste due atroci esecuzioni rappresentarono una moderazione dell?efferatezza della vendetta del potere, paragonata all?esecuzione dell?omicida di Guglielmo d?Orange nel 1582, durata addirittura 18 giorni. Cfr. Foucault, Sorvegliare e punire, p. 58. Duchini, Faire voir, faire croire, pp. 90-91.
Catalogue de l'exposition présentée en 1993 au centre culturel de la Communauté française, Wallonie, Bruxelles, Le Botanique, sur la tradition mexicaine de "la mort en fête": textes de Thierry ZENO, Salvador RUEDA SMITHERS et Ariane FRADCOURT sur l'histoire du culte de la mort mexicain, les rites funéraires et les créations artistiques qui l'illlustrent, en particulier les fameuses "calaveras" (squelettes en action), avec notes et références, photos (scènes et objets), reproductions de gravures; texte de Miriam MOLINA sur l'illustrateur et graveur José Guadalupe Posada (1852-1913) et la société de son temps, avec 66 reproductions de gravures de calaveras de José Guadalupe POSADA, "Mexicain au point de faire rire le peuple, avec ses estampes, de sa misère et de l'injustice, voire de la mort", et de M. MANILLA, V.G. GAONA, L. MENDEZ et A.ZALCE; bibliographie. Français
1 22x13.5 cm., [48] cc., incisione al frontespizio; capilettera di Hans Lutzelburger da Holbein; testo in cornici figurate dalle "Heures" di Simon Vostre incise da L?on Le Maire di Parigi, legatura cartonata, rossa; titoli in oro al dorso e, in motivo ornamentale, al piatto anteriore, intonso, macchie alle sguardie, in francese bella edizione, su v?lin, ben marginata; in ottime condizioni
Palermo, Alberto Reber, 1909, in-8 piccolo, brossura editoriale, pp. 311. Non comune volumetto filosofico contenente audaci teorie pro pena di morte, pro abolizione della libertà di stampa e sovranità della Chiesa, attribuito all'editore Alberto Reber, di cui questo esemplare presenta la dedica autografa all'occhietto. Buone condizioni.
In-16° (16,8 x 9,5 cm), pp. XXII, (2), 262, (2), legatura coeva in mezza pelle e angoli con titoli in oro su tassello al dorso e tagli decorati a spruzzo. Piccolo restauro al frontespizio, nella parte non impressa, titoli integri. Piccola macchia (1,4 x 2,8 cm), color marrone chiaro, al margine esterno delle pagine 99-103: la macchia interessa il margine bianco, giungendo ad interessare solo poche lettere di una parola alle pp. 99-101. Per il resto ottimo e fresco esemplare. Indice - Table: Introduction, où l'on fait voir l'utilité d'une Réforme dans nos Loix pénales; Premiere partie. Des Délits & des Peines en général; Chapitre I. Du bien et du mal moral; Chapitre II. Du droit de punir; Chapitre III. De la maniere d'envisager les délits relativement à l'ordre social; Chapitre IV. De l'objet de la Loi dans la punition des délits; Chapitre V. Le droit de punir s'éntend-il jusqu'à la peine de mort?; Chapitre VI. Que la peine de mort dois être restreinte aux attentats de guet-à-pens; Chapitre VII. Que la Loi pénale doit être générale; Chapitre VIII. Que la punition ne doit affecter que le coupable; Chapitre IX. Que les peines doivent tourner autant qu'il est possible au profit de l'État; Chapitre X. Que les delits doivent être réprimés par les peines les plus opposées aux genres de vices qui les auront produits; Chapitre XI. Quels délits & quelles peines doivent emporter infamie; Chapitre XII. Quels délits & quelles peines doivent emporter mort civile & confiscation; Chapitre XIII. Que la peine de confiscation peut être justement & utilement modifiée; Chapitre XIV. Ce qu'il faut laisser à l'arbitrage du Juge dans l'application des peines. Seconde partie. Des différentes peines applicables aux différents genres de délits. Chapitre I. Des délits provenants de l'abus de la liberté, qui doivent être punis par la prison; Chapitre II. Des délits produits par l'abus de la vie civile, qui doivent être punis par l'interdiction; Chapitre III. Des délits dont la cause tient au local, qui doivent être punis par l'exil, ou par la déportation dans les Colonies; Chapitre IV. Des délits produits par la cupidité, qu'il faut punir par des condamnations pécuniaires: § I. L'Usure; § II. Le Monopole; § III. La Concussion; § IV. Le Stellionat; Chapitre V. Des délits du vol ou équipollents au vol, qu'il faut punir par la condamnation aux travaux publics, & par la confiscation: § I. La Banqueroute frauduleuse; § II. Différentes especes de vols; § III. Différentes especes de faux équivalent au vol; Chapitre VI. Des délits du faux honneur & de la vaine gloire, qu'il convient de réprimer, principalement par les humiliations & par le déshonneur: § I. Inconvénients de la Loi de Louis XIV sur les duels; § II. Absurdité du préjugé qui porte au duel; § III. Réparations d'offenses propres à empécher le duel; § IV. Modifications des péines prononcées contre les Duellistes; Chapitre VII. Des délits qui doivent être punis de mort: § I. L'Assassinat non consommé doit-il être puni de mort?; § II. Le faux téimoignage en matiere grave doit-il être puni de mort?; § III. Le Suicide doit-il être puni par la Justice humaine?; § IV. La Loi concernant l'Infanticide ne doit-elle pas être modifiée?; Chapitre VIII. De quelques délits très-graves qui semblent exiger dans la peine des caracteres distinctif: § I. Du crime de trahison privée; § II. Du crime d'incendie ou de l'Incendiat; § III. Du crime de Poison; § IV. Du parricide; § V. Du Régicide; § VI. Du crime de lese-Majesté divine. Troisieme partie. De l'Instruction. Parallele de notre instruction criminelle avec l'Instruction criminelle d'Angleterre. Chapitre I. De la Dénonciation e de la Plainte; Chapitre II. De l'Information; Chapitre III. Des Décrets; Chapitre IV. De la Prison; Chapitre V. De l'Interrogatoire; Chapitre VI. De la Civilisation & du Réglement à l'extraordinaire; Chapitre VII. De l'Instruction publique pour les Reproches, Récolemens & Confrontations; Chapitre VIII. Des Preuves & Indices; Chapitre IX. Des Faits justificatifs & Exceptions péremptoires; Chapitre X. Des Jugemens de premiere istance; Chapitre XI. De l'Appel des Jugemens définitifs & des rapports publics; Chapitre XII. De la pluralité nécessaire dans les suffrages pour la condamnation; Chapitre XIII. Des Jugemens souverains & de leur exécution; Chapitre XIV. De la contumace; Chapitre XV. Idée d'un Supplement nécessaire à cet Ouvrage.
GUIDA 2004 242 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PERFETTO E INTONSO. Parole e frasi comuni alcun assoluto Auschwitz banalità del male Baum Carl Schmitt compito comunità concezione coscienza costituisce costruire Cracovia crisi Cristo dell'Olocausto dell'uomo dice diritto domanda ebraica ebraismo ebrei Eckardt Eichmann Elie Wiesel esiste esso etica f1glio fascismo fede filosofia funzione Germania Gerusalemme Gesù ghetto Giobbe guerra Gumplovicz Hannah Arendt headship Hegel Heidegger Hitler Ibid ideologica Ihid interpretazioni interrogativi Israele Judenrat Judenriite Kafka l'ebreo L'Olocausto l'uomo lager Lévinas liberalismo Lissa lotta male naturale mente Metz mistico mondo morte Movimenti giovanili nazista nemico notte nulla nuovo parlare parola passato Paul Celan pensare poema poesia politica anti - ebraica possibile potere problema processo proprio questione radicale Raul Hilberg razze realtà Reich religiosa responsabilità resurrezione Ruether ruolo sembra senso Shoah signif1cato silenzio situazione sociale sofferenza Sombart storia storico sviluppi tedesco Tel Aviv teodicea teologia cristiana termini Terzo Reich totalitario totalmente tradizione tratta trova umano vuol dire XX secolo
Editrice Malfatti, dicembre 1967 n. 6. Solzenitijn, Racconti brevi. Carlo Contreras, L'atto di morte, dramma ideologico. Frattini, Vollaro, Russo, Simonetta, Ravenna, Faggi, Zavanone: Un'inchiesta sui giovani. G. Servadio, Romanzo di spionaggio CIA. Il diario di una schizofrenica. Testi di Camerana, Jarry, Milanese. Disegni di C. Manzoni. Gazzettino. Libro in buone condizioni. Ordinarie tracce d'uso. Spedizioni tracciabili con raccomandata entro 24 ore dall'ordine. Soft cover, in good conditions, no inscriptions or markings inside. Worldwide delivery.
In 8 (21x13,5) Brossura; pp. 174; Ottimo
No marks or inscriptions. Crease to lower corner of front cover, none to spine. A very clean very tight copy with bright unmarked boards and no bumping to corners. 134pp. An explanation of reincarnation based on the teachings of his divine grace A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada.
Mm 140x220 Brossura cucita di pp 382, con numerosissime illustrazioni in bianco e nero fuori testo, intonso. Serie ''Convegni del centro di studi sulla spiritualità medievale'', n. V. Indice: Gustavo Vinay, Discorso d'apertura; Mariantonia Liborio Ferrucci, Il sentimento della morte nella spiritualità dei secoli XII- XIII; Jean Frappier, La douleur et la mort dans la litterature française del XII e XIII siècles; Mario Gabrielli, Il dolore e la morte nella letteratura nordica dei secoli XII e XIII; Aurelio Roncaglia, Il dolore e la morte nella letteratura provenzale dei secoli XII- XIII; Ruggero M. Ruggeri, Il dolore e la morte in qualche personaggio femminile dell'antica poesia francese; Heinz Rupp, ''Il dolore e la morte'' in der deutschen literatur des 12 und 13 jahrhunderts; Raoul Manselli, Dolore e morte nella esperienza religiosa catara; Raffaele Monterosso, Il dolore e la morte nell'espressione musicale dei secoli XII-XIII; Yvonne Labande-Mailfert, Le douleur et la mort dans l'art des XII et XIII siècles; Raffaele Ciasca, La rappresentazione della vita e della morte nella ''Laura'' di S.Margherita sul Vulture; Adriano Prandi, L'espressione del dolore e della morte attraverso una serie di Crocifissi del Museo di Cividale.Testi anche in francese e tedesco. Opera in buone condizioni.
Mm 240x310 Brossura editoriale di pp. 90 con belle immagini in bianco e nero e a colori, anche a piena pagina. In buono stato di conservazione. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Mm 300x405 Fascicolo in folio di pp. 8 con prima carta illustrate in bianco e nero, illustrazioni in nero nel testo. Fioriture ai margini, piccolo foro che interessa le cc. In buono stato. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.