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Roma, 1962, 19 agosto, copertina illustrata a colori in fascicolo originale completo di pp. 40 de "La Tribuna illustrata" .
in-8°, 121 pages, ill. en noir, cartonnage pleine toile decore de l'editeur. Bel exemplaire. [LA-8]
FL 1997. In-8 relié toile sous jaquette de 374 pages. Bon état
Reli?. 226 pages. Jaquette.
Latina, Circolo “Idee e Fatti”, (1982), in-8, br. edit., pp. 62. Con illustrazioni.
ill., br. Ripercorrendo le modalità di rappresentazione di questo tema sin dai testi biblici, in questo studio storico e iconografico Victoria Cirlot studia il grande fascino e il potere evocativo delle nuvole di velare e al contempo ispirare all'intelletto umano nuovi orizzonti di conoscenza. Queste suggestive pagine che attraversano i secoli, passando dalla mistica medievale fino alla sensibilità moderna di autori come Baudelaire, fanno sì che la nube diventi una proiezione del nostro universo interiore. Come osserva Enrico Lodi nell'Introduzione, la stessa scrittura di Victoria Cirlot si avvale di uno «stile correlativo» avvincente, che cattura l'attenzione del lettore in un percorso ricco di svolte e legami simbolici e culturali inattesi. A "Immagini negative", il testo che dà il nome al volume - nato da una conferenza tenuta nel 2016 a Santiago del Cile - Victoria Cirlot accosta in questa edizione italiana anche un saggio totalmente inedito, "La stella e la nuvola", che ne continua il percorso e, pur tenendolo saldamente ancorato all'eredità simbolica della cultura cristiana, lo porta fino alle forme in cui la contemporaneità più vicina a noi ha preso ispirazione, nell'arte e nel pensiero, dalle nuvole.
br. Oggi parlare di morte è ritenuto sconveniente e poco elegante e suscita il più delle volte atti scaramantici. Quando qualcuno muore si mostra sorpresa, come se non sapessimo che la morte è la conseguenza ineluttabile dell'essere viventi. Siamo impreparati ad affrontare l'atto finale perché non siamo abituati a riflettere sulla nostra transitorietà. Nessuno ce lo insegna e noi non lo impariamo. Fin da bambini iniziamo ad avere paura della morte, a esorcizzarla, per eventi luttuosi vissuti con sofferenza o per semplice istinto di paura. Difficilmente è motivo di seria e dedicata conversazione. La nostra cultura relega sullo sfondo la tematica della morte, evita di addentrarsi nei sentimenti del dolore e della paura, mentre ci stimola a vivere come se fossimo immortali. Per vivere bene e senza timore è invece necessario guardare la vita dal punto di osservazione della morte, considerando che il nostro tempo materiale non solo è limitato, ma è anche di durata ignota, perché la fine può arrivare in ogni istante. Partendo dall'insegnamento religioso e laico di Francesco d'Assisi, questo libro vuole sottolineare come chi ama veramente la vita sa anche preparare la qualità della morte, che va accettata e va vissuta con amore.
Mm 150x210 Brossura editoriale di 110 pagine, in condizioni pari al nuovo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
ill., ril. Una giornata spensierata all'aperto, tra fratelli. Mentre il maggiore è intento a palleggiare, il minore incappa nel corpo senza vita di un passero. Subito la curiosità infantile inizia ad indagare, a porre domande, ad esigere risposte soddisfacenti su ciò che, per sua essenza, è inafferrabile e misterioso. Così nasce un dialogo tra fratelli che, da una parte, ha la potenza universale del mito, dall'altra serba la freschezza della lingua parlata. La scrittrice Antonella Ossorio, accompagnata dalle illustrazioni lievi e oniriche del Premio Andersen Antonio Ferrara, affronta con onestà e delicatezza un tema complesso ma fondamentale: come parlare della morte? Come farlo con i bambini, per evitare di trasformarla in un tabù? Come scegliere le parole adatte senza cadere in cliché e giri di parole che, invece di cercare le risposte, eludono le domande? Età di lettura: da 5 anni.
br. Da qualche tempo a questa parte, nel gergo giornalistico e televisivo di molti "intellettuali mediatici", laici e cattolici, del nostro Paese, la parola eutanasia è diventata una parola impronunciabile: quasi che colui che osa pronunciarla commetta un peccato mortale, un crimine e sia destinato, in ogni caso, alle fiamme dell'inferno. Eppure, per oltre duemila anni, ha conservato l'originario significato che ben conoscono quanti hanno ancora una qualche familiarità con il greco antico: morte felice, serena, dolce e, in ogni caso, nobile e razionale, in quanto morte a cui si espone il saggio "per la patria e per gli amici e nel caso in cui sia vittima di dolori acuti o di menomazioni o di malattie incurabili" (Diogene Laerzio, Vite dei filosofi, VII, 130).
In-8 (cm 20,9x17), pp. 191, brossura edit. (con alette). Traduzione di A. Ongaro. Collana Documenti 28. Minimi segni d'uso, ottimo.
8°, pp.79 (3) + 5 tavv. f.t. Br.edit. Raccolta di messaggi, telegrammi, memorie (O.Boldrini, Ottavio Bracci, Lamberto Corsi, Angelo Molaioli), curata dalla madre del defunto, nato a Fabriano il 26 mar.1888, dottore in economia, industriale, padre di 3 figli, morto il 19 mar.1923.
Opuscolo in brossura spillata con copertina editoriale a stampa (32h).
Mm 160x240 Brossura editoriale di pp. 14, fioriture sparse, segnatura al piatto anteriore. Opera in buone condizioni.
8°, pp.12, br.edit. Lievi fioriture.
In-8° pp. 14 nn. Bross. muta. Testo riquadrato da doppio filo nero.
In-8° pp. 8 nn. bross. muta recente, ill. al frontespizio.
In-4 (cm. 29.80), brossura illustrata, pp. LXXXV, (1), 137, (5), con illustrazioni in bianco e nero nel testo. Edizione critica a cura di Giovanni Biancardi. Con una premessa di Alberto Cadioli. Dedica autografa del Curatore a matita. In ottimo stato (nice copy).
8°, pp.(4) 16 + 1 tav. con ritratto della defunta inc. in rame da "Lasinio figlio". Cop. posticcia. In barbe. Invio calligr. dell'Aut. al front. Opuscolo dedicato dall'Aut. a Emilia, per la morte della sorella Virginia (Lucca 1798-1821), figlia del letterato Cristoforo Boccella, sposa a 15 anni, vedova giovanissima, di nuovo sposa di Michele Orsucci, madre e morta all'età di 23 anni.
David Yallop In nome di Dio. La morte di papa Luciani. , Tullio Pironti 1985, Copertina: flessibile in brossura, ingiallita soprattutto in quarta di copertina con piccola gora e adesivo, con pieghe e margini stanchi. Dorso: ingiallito e sporco con margini leggermente stanchi. Taglio: ingiallito e sporco. Sguardi: ingialliti con molte gore. Frontespizio: ingiallito con gore. Pagine testo: ingiallite e leggermente brunite ai margini. Margini delle pagine: ingialliti. Legatura: a filo. Buono (Good) . <br> <br> <br> 338<br> 5000000073575
Yallop, David A. In nome di Dio. La morte di papa Luciani. , Tullio Pironti 2001, Copertina flessibile plastificata con piccoli segni d'uso ai margini; pagine integre con immagini illustrati Buono (Good) . <br> <br> Copertina flessibile <br> 358<br> 8879370561
ril. Ripercorrendo tra memoria privata e pubblica i momenti chiave degli ultimi settant'anni di storia sociale italiana, dal Concordato del '29, alla stagione dei diritti degli anni Settanta, al tema spinoso del fine vita con i casi Welby ed Englaro, Margherita Hack ci lascia questo suo ultimo pamphlet sulle libertà individuali, su cosa significhi essere laico e sulle eredità spesso taciute che ancora pesano sulle istituzioni e impediscono un dibattito veramente libero sui temi che ci toccano in prima persona. Fecondazione assistita e testamento biologico, aborto e unioni civili, libera ricerca scientifica e multiculturalismo, sono le questioni care alla Hack e sulle quali il dibattito nel nostro Paese è pesantemente condizionato dalla Chiesa Cattolica. La società di domani dipenderà da come i giovani sapranno affrontare tali questioni. È a loro, quindi, che la Hack racconta chi eravamo e quali sfide ci attendono, avendo sempre come guida la nostra Costituzione, affinché gli italiani che verranno non si adagino sui diritti acquisiti e siano più liberi dei loro padri.
ril. Ripercorrendo tra memoria privata e pubblica i momenti chiave degli ultimi settant'anni di storia sociale italiana, dal Concordato del '29, alla stagione dei diritti degli anni Settanta, al tema spinoso del fine vita con i casi Welby ed Englaro, Margherita Hack ci lascia questo suo ultimo pamphlet sulle libertà individuali, su cosa significhi essere laico e sulle eredità spesso taciute che ancora pesano sulle istituzioni e impediscono un dibattito veramente libero sui temi che ci toccano in prima persona. Fecondazione assistita e testamento biologico, aborto e unioni civili, libera ricerca scientifica e multiculturalismo, sono le questioni care alla Hack e sulle quali il dibattito nel nostro Paese è pesantemente condizionato dalla Chiesa Cattolica. La società di domani dipenderà da come i giovani sapranno affrontare tali questioni. È a loro, quindi, che la Hack racconta chi eravamo e quali sfide ci attendono, avendo sempre come guida la nostra Costituzione, affinché gli italiani che verranno non si adagino sui diritti acquisiti e siano più liberi dei loro padri.