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in-8, 271 pp., broché, couv. Bel exemplaire. [DV-1]
Souvenir, Lausanne - Imprimeries Réunies, Valence. 1927. In-12 Carré. Broché. Etat d'usage. Couv. légèrement passée. Dos abîmé. Intérieur acceptable. 240 pages. Photo-gravure en noir et blanc en frontispice (portrait). 11e édition. de 'La Vie après la Mort', suivie de fragments de 'La Grande Aurore'.
Alain Moreau. 1976. In-8 Carré. Broché. Bon état. Couv. convenable. Dos satisfaisant. Intérieur frais. 318 pages. Collection dir. par Jean Picollec. Couverture de Trémois.
br. Un nuovo libro della dottoressa svizzera Elizabeth Kübler-Ross, una delle psichiatre più conosciute del nostro tempo, fondatrice della moderna ricerca sulla morte, detta anche psicotanatologia o death studies. La sua definizione delle cinque fasi del morire, oggi riconosciuta a livello scientifico, è stata una vera rivoluzione nella ricerca sulla morte. In quest'opera l'autrice ci rivela la risposta alla domanda di gran lunga più importante sulla vita e sulla morte: come possiamo preparare la nostra vita attuale per riconciliarci con la morte? La stessa Kübler-Ross diceva: "la Terra è la scuola della vita, dobbiamo vivere questa esistenza fisica per imparare le cose che non possiamo imparare dall'altra parte. Perché di là sperimenteremo solo l'amore incondizionato". Prefazione di Rüdiger Dahlke.
ril. «Perché parlare della vita dopo la morte? E soprattutto, possiamo parlarne insieme, ascoltandoci seriamente, credenti, non credenti e "non saprei"? La morte, liquidata frettolosamente come un destino che ci fa finire nel niente, non può che apparire come uno spreco ingiustificabile della vita umana. Ma considerare così la nostra morte, senza indagare a fondo, diciamolo ruvidamente, è un'offesa alla nostra intelligenza». Da questa premessa coraggiosa parte l'ardimentoso viaggio di Vincenzo Paglia fino alla soglia di quell'Oltre misterioso a cui nessuno osa avvicinarsi. Un viaggio che non ha paura di denunciare l'esculturazione della morte, espulsa dall'orizzonte umano, nella puerile speranza che non incalzi il senso della vita. Un viaggio che non disdegna di descrivere cosa accade nell'attimo del passaggio cruciale. Un viaggio, infine, che annuncia che «il bello deve ancora venire» e che «la vita eterna inizia già qui sulla terra», nella misura in cui sappiamo mettere al centro l'argomento universale della fraternità: «Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a visitarmi». Il dramma inevitabile del lutto non può essere sciolto. Neppure il credente conosce un modo per aggirare il dolore, conosce piuttosto un modo per attraversarlo: nella compagnia degli uomini e in compagnia di Dio.
br. Gli ultimi giorni di una persona cara sono difficili da affrontare, per il malato, stremato dal dolore, e per i parenti, stretti attorno a lui, che condividono la sua sofferenza. In quei momenti ci poniamo diversi interrogativi, nell'arduo tentativo di dare un senso alla vita e alla morte. Nel mondo occidentale l'innalzamento dell'età media della vita unito alle acquisizioni scientifiche, mediche e tecnologiche, hanno protratto a lungo l'esistenza, trasformandola a volte in una vita solo biologica, in una presenza assente come per le persone in stato vegetativo permanente o in una sopravvivenza dolorosa. In alcuni casi sembra quasi che più che aiutare la vita si cerchi di impedire la morte. Qual è il confine tra cura e accanimento terapeutico? Si può decidere la propria morte? Come trovare, da credente, una dignità nella morte? In questo libro si analizza il tema del fine vita cercando delle risposte a queste domande dal punto di vista religioso, etico, legale e medico, con interventi di Beppino Englaro, padre di Eluana; dell'avvocato Giulia Facchini Martini, nipote del Cardinal Martini; di Don Pierluigi Di Piazza, fondatore del Centro di accoglienza Ernesto Balducci; di Vito Di Piazza, primario di Medicina Interna all'Ospedale di Tolmezzo (Ud) e di Marinella Chirico, unica giornalista ammessa al capezzale di Eluana alla casa di riposo La Quiete di Udine.
In-8 (cm. 20.30), cartonato editoriale, sovracoperta editoriale illustrata, pp. 236, (4). In ottimo stato (nice copy).
br. Gli zombi esistono. La tesi di questo libro è semplice e terrificante: il mito dei morti viventi nasce nel "cuore di tenebra" del vudù haitiano, ma la radice del mito accompagna il progresso della storia, con le sue guerre, rivoluzioni, conquiste e sconfitte. I Caraibi si perdono sullo sfondo, la magia svapora, ma rimane il nucleo di una realtà che non smette di inquietare e di provocare. Usato come strumento di protesta, lo zombi serve agli artisti come Fela Kuti o i Cranberries, per mostrare la terribile degradazione della mente umana quando è soggiogata dal potere; oppure ai cineasti come Romero, per denunciare l'abbrutimento della civiltà di massa; oppure ai critici della cultura come Sloterdijk o Zizek, per descrivere le forme disumane del neocapitalismo... In questo libro si tenta un altro passo: se di mito si tratta, occorre scavare nella sua realtà. Il morto vivente esiste: è l'essere uccidibile. Nell'epoca delle democrazie in affanno, nel crinale autoritario delle politiche mondiali, lo zombi affolla i notiziari della tivù del dolore quotidiano. Riconoscerlo nella realtà è un atto per resistere all'apocalisse che il mito evoca. Prefazione di Rocco Ronchi.
Opera ben conservata con normali segni del tempo. Piccolo strappetto sulla sovra copertina
Victor Serge Vita e morte di Trotskij. , Laterza 1976, Libro in condizioni mediocri, presenta pagine interne ingiallite come la copertina Mediocre (Poor) . <br> <br> <br> 376<br>
Mm 125x190 Collana "Collezione Storica" - Volume in copertina rigida con sovraccoperta, 352 pagine con 26 illustrazioni fuori testo. Opera in ottime condizioni (mai letta), spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Alain Demurger Vita e morte dell'ordine dei templari. , Il Giornale 2005, Copertina rigida originale in buono stato, Con sovraccoperta lievemente segnata dal tempo. Taglio di testa impolverato. Interno leggermente ingiallito ma in buono stato. Buono (Good) . <br> <br> <br> 358<br>
In 8°, br. edit. ill., pp. 429,(3); coll. "Universo sconosciuto - 40", esemplare molto buono. (m079) (La spedizione standard è SEMPRE tracciata con raccomandata - piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
Mm 110x180 Collana "Universale". Volume nella sua brossura editoriale, 364 pagine. Qualche fioritura, ma libro in buone condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Dangles 1997, In-8 broché, 102 pages. Bon état.
[Raro-Vizi-Demonio-Matrimonio] (cm.16) buona piena pergamena originale semirigida con tracce di lacci (uno conservato) titolo al dorso calligrafato.-- cc. 180 nn. l' ultima è bianca. Al frontis marca tipografica con il motto "Festina Lente" all' inizio piccolo capolettera figurato a fondo nero, piccoli fregi ed legante carattere rotondo minuscolo. Opera rara, curiosa e varie volte ristampata come riferisce Graesse. Elenca in 134 capitoli vari vizi e facoltà umane e ne commenta i contenuti: Demonio, angeli, matrimonio, idolatria, spiriti, omicidio, lussuria, morte ecc. Manca a tutta la bibliografia consultata compreso Adams, Bm. Stc. German, Choix, Brunet e vari cataloghi di religione come Rosenthal n° 202 e Olschki Cat. 157 "Theology". Solo Graesse elenca 4 edizioni, la più antica del 1533 ma non siamo riusciti a determinare quale fosse la prima edizione. Alcune carte con fori di tarlo ben restaurati, frontis con antica firma cassata, ipercettibili tracce di alone ma esemplare bello nitido e genuino. Secondo il Census Iccu Sbn. questa edizione di Colonia non è posseduta da nessuna biblioteca italiana. Cfr. Graesse III 206 per altre edizioni.[f52] Libro
In-8 (cm. 23.40), brossura, sovracoperta di Giuseppe Galli con ritratto a colori di Tommaso Landolfi (Beppe Bongi, 1945), pp. 310, (2). Prima edizione. Cfr. Gambetti / Vezzosi, p. 439: “Unico libro di poesie pubblicato dall’Autore in una collana di Saggi. Abbastanza raro e ricercato.” Tracce di polvere e minime abrasioni ai tagli anteriori, sempre alla sovracoperta; peraltro, volume in ottimo stato (nice copy).
FLAMMARION. 1970. In-8 Carré. Broché. Bon état. Couv. convenable. Dos satisfaisant. Intérieur frais. 216 pages- nombreux soulignements à l'encre dans le texte n'altérant pas réellement la lecture
petit in-8°, 222 pp., illustrations en noir, broche, couverture illustree plast. Bel exemplaire. [HA-5]
Milano, C.T.I., 1937, in-8, br., pp. XIV, (111). Copertina e 2 tavv. a col., numerose ill. fotografiche a col. ed una cartina piegata. Dorso difettoso.
FRANCE EMPIRE. 1963. In-8 Carré. Broché, Jaquette. Bon état. Couv. convenable. Dos satisfaisant. Intérieur frais. 317 pages- quelques photos en noir et blanc hors texte TRADUIT REMY
Firenze, 1993, 8vo stralcio con copertina posticcia muta, pp. 553/559 con una carta ed una tavola fotografica a colori. - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo, completo in se, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perché ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “extract” or “excerpt” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
Mm 140x210 Collana " Biblioteca universale ". Brossura originale con copertina a colori, viii-298 pagine con indice dei nomi in chiusura. Libro in perfette condizioni di nuovo, spedizione in24 ore dalla conferma dell'ordine.
br. Adottando un approccio transculturale di grande originalità e includendo le più recenti scoperte mediche e scientifiche, l'autrice combina le NDE, le esperienze di pre-morte, con le nuove teorie sulle relazioni tra mente e corpo e con l'attuale ricerca sul funzionamento del cervello. Analizza i modelli dualistici di corpo e mente ed esamina le principali caratteristiche delle esperienze di pre-morte così come sono state riportate dalle molte persone che le hanno sperimentate in Oriente e in Occidente, rilevandone le affascinanti differenze culturali. Inoltre, ancorandosi ai suoi studi sull'uso della ketamina, rivela come le principali caratteristiche delle NDE possano essere indotte chimicamente senza che le persone siano vicine alla morte. Ornella Corazza contesta così la tradizionale "ipotesi di sopravvivenza", secondo la quale le NDE rappresentano una prova dell'esistenza dopo la vita, arrivando a concludere che, per cogliere davvero il valore di queste esperienze, è necessario arricchire di significato la vita umana, muovendosi verso una visione integrata di corpo e anima e superando quindi il modello dualistico dominante nella cultura occidentale. Prefazione di Umberto Galimberti.
br. "Via di qua; ecco la mia meta". Nell'annuncio del protagonista del racconto di Kafka La partenza risuona l'universale della condizione umana, quell'andar via a cui non occorre una destinazione, poiché è già meta in sé: la morte, ineluttabile, inconcepibile, inconoscibile, eppure evento-limite che conferisce alla vita il senso più autentico. Nella sua vicenda millenaria, talvolta la filosofia si è incaricata di strappare alla morte l'aculeo velenoso, ossia di liberare l'uomo dal timore della morte, riducendola a puro nulla, quindi espungendola dall'orizzonte dell'esistenza. Una strategia che il filosofo Umberto Curi non condivide affatto. Come il principe di Danimarca, è convinto da tempo che i contenuti di pensiero abitino anche al di fuori della disciplina che ne è ufficialmente titolare, e li va a cercare con mano sapiente nella tragedia e nel mito dell'antica Grecia, nella poesia e nella narrazione contemporanee. Lì incontra ricchissime testimonianze che, da prospettive diverse, recuperano la morte alla pienezza della vita, senza per questo disinnescare in modo consolatorio il potenziale angoscioso della fine. Sfuggono infatti a intenti edificanti, e non potrebbero mai essere rifuse in un eserciziario della buona morte, simile a quelli diffusi in Occidente secoli fa. Ci possono solo suggerire con Rilke - ed è suggerimento prezioso - che "bisogna imparare a morire: ecco in che cosa consiste tutto il vivere".