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354pp., + frontispiece, publisher's hardcover in blue cloth, dustwrapper, 23cm., text and interior clean and bright, good condition, F104664
Automne 1973. In-8 carré broché, Très bon état André Dalmas, Monique Witting, Marthe Boidin, Friedrich Nietzsche : la cité grecque, Gérard Macé : le mort volubile, Rafael Pividal, Christian Guez, Philarese Chasles
Mm 150x230 Brossura editoriale di 298 pagine ancora intonse. Opera in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
479pp., 23cm., in the series "Münchener Universitäts-Schriften. Münchener Monographien zur historischen und systematischen Theologie", softcover, few stamps, G, F69389
br. "Il libro è infatti un originale colpo di sonda sul significato profondo di uno scrittore proteiforme: filologo rinnegato e coniatore felicissimo di aforismi intriganti, critico acerrimo del Socrate platonico, logorroico, logocentrico e, nello stesso tempo, polemico veggente dell'Oltreuomo. È un pensatore che ama la maschera, ma l'Autrice non gli dà tregua, comprende e fissa l'intento radicale di chi dice, in un momento di disarmata schiettezza: Mein Stil ist ein Tanz ("Il mio stile è una danza"). Non solo. Gabriella Lasca svela e in questo libro documenta persuasivamente la sua scoperta: l'ateismo di Nietzsche altro non è che un'acuta, dolorosa nostalgia di Dio - una nostalgia che finisce per essere e riassumersi in una affermazione sublimante di se stesso, forse troppo precisa ed esibita per non essere percorsa da un fremito di incertezza". Dall'introduzione di Franco Ferrarotti.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. Traversato da una grazia e un'ironia che ricordano le pagine migliori di Kundera e Salinger, "Il tennis, Strindberg e l'elefante" è un divertente racconto sulla società americana, vista con gli occhi di un intellettuale europeo. Informazioni bibliografiche Titolo: Il tennis, Strindberg e l'elefante Collana: Volume 6 di Il bianco e il blu Autore: Lars Gustafsson Traduzione dallo svedese di: Maria Cristina Lombardi Titolo originale: Tennisspelarna Editore: Napoli: Guida Editori, 1991 ISBN: 8878351008, 9788878351004 Lunghezza: 117 pagine, 22 cm Soggetti: Letteratura, Narrativa contemporanea, Racconti, America, Tennis, Filosofia, Società, Nietzsche, Superuomo, Campus, Cultura, Wagner, Umorismo, Austin, Texas, Tennis Players, Mikhail Bakunin, Stati Uniti Parole e frasi comuni Abel afternoon Assistant Sheriff Gordon Austin Australian Open backhand ball base line bike Bill campus coffee dark Doobie door eyes feeling fired floor Flosshilde football front Geoffrey Gore German girl Gordon Hugh Smith HANDBALL Hotel Orfila huge Hugh Frisco Inferno Crisis jeans lawn lunch machine Memoires d'un chimiste Mikhail Bakunin minicomputer morning Nietzsche Paris Commune park pecan Pietziewzskoczsky plane player podium Polish Polly prime numbers Professor racket Rheingold Rhine Journey Rhine Maidens Richard Wagner seemed seminar Sheriff Gordon Hugh shouted someone strange Strategic Air Command Strindberg Strindberg's Inferno suddenly telescopic sights court tennis Texas topspin Travis County turned Varossi Wagner Walter Cronkite whole
308pp.+ 5 buitentekstills.
br. Tra il 1883 e il 1885 Nietzsche compone "Così parlò Zarathustra", un'opera da lui stesso definita «per tutti e per nessuno», difficile da decifrare. Questo libro svela l'enigma di Zarathustra: la formula della suprema affermazione della libertà umana. A tal fine, Zarathustra indica un sentiero da percorrere che condurrà ad una radicale trasformazione del sé. Benché si tratti di un sentiero irto di ostacoli, l'uomo che avrà il coraggio di attraversarlo - provando a «vivere pericolosamente» - potrà ottenere una profonda consapevolezza di se stesso. Pur conscio della provvisorietà di tale percorso, l'io potrà dare piena espressione alla propria personalità, traendo il massimo di ricchezza dalla complessità dell'esperienza.
78pp., 22cm., text in German in Gotic script, Doctoral Dissertation (Inaugural-Dissertation zur Erlangung der Doktorwürde genehmigt von der philosophischen Fakultät der Friedrich-Wilhelms-Universität zu Berlin), stamp at verso of title page, text is clean and bright, F112953
P., Nouvelles Editions Latines, 1980. In-8 broché, 257 pp. Bon état.
Mm 150x240 "Collection La philosophie en effet". Brossura originale, 388 pagine di testo in lingua francese - french text. Copia in ottime condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
in-12, 228 pages, broche, couverture imprimee.- Edition originale sur papier d"edition (achevé d"imprimer du 6 février 1963). Bel exemplaire (fortes rousseurs au dos). [GA-2] GIDE - PARAIN - BLANCHOT - BATAILLE - NIETZSCHE
br. Klossowski è riuscito a costruire un libro-labirinto all'interno di un altro, tuttora ingannevolissimo, labirinto: gli scritti di Nietzsche degli ultimi anni, tra la folgorazione dell'"eterno ritorno", il progetto di un'opera che avrebbe dovuto chiamarsi "La volontà di potenza" e gli estremi messaggi dell'"euforia di Torino". Proprio su questo punto si dividono, da sempre, le interpretazioni di Nietzsche: sono anni di progrediente lucidità? o di progrediente follia? Klossowski recide subito questo banalissimo nodo, affermando che tutto il pensiero di Nietzsche "ruota attorno al delirio come attorno al proprio asse". E già questo permette di stabilire una incolmabile distanza fra tale pensiero e la sequenza della filosofia: c'è uno iato che separa sin dall'inizio l'impresa speculativa di Nietzsche dal discorso occidentale - lo iato del caos. Per non perdere mai il contatto con questa singolarità irriducibile di Nietzsche, Klossowski ha scelto la via più ardua, ha deciso di lasciarsi trascinare "dal mormorio, dal respiro, dalle esplosioni di collera e di risa di questa prosa, la più insinuante che si sia mai formata nella lingua tedesca". Così, più che l'articolarsi dei concetti, segue le "fluttuazioni d'intensità" in quella "tonalità dell'anima" che era Nietzsche stesso - e il libro si intesse alle sue pagine come un perpetuo commento, un'eco dove le parole dell'autore stingono su quelle dell'esegeta e viceversa.
br. Nella sterminata serie di esegeti di Nietzsche che si sono susseguiti, Klossowski ha qualcosa di unico: per l'irriducibile libertà, per la capacità rabdomantica con cui si inoltra negli ingannevoli meandri degli scritti di Nietzsche. Qui con gesto risoluto sgombera subito il campo da banalizzanti interpretazioni tanto diffuse quanto fuorvianti - come quella «erronea del "superuomo" deliberatamente separata dal suo corollario della dottrina dell'eterno ritorno» -, perché occorre innanzitutto «liberare l'esperienza che porta il nome di Nietzsche sia dal suo contesto storico sia dalle malversazioni di cui è stata fatalmente oggetto presso la posterità», l'inevitabile prezzo che doveva pagare «un'anima condotta all'incandescenza». E incandescenti sono anche queste pagine di Klossowski, in una lettura di Nietzsche dove s'intrecciano il recupero della dimensione mitica, il legame di reversibilità tra verità e finzione, la tensione tra il poeta, il filosofo e il profeta. Una lettura contrassegnata dalla complicità e dalla piena identificazione con un aforisma della Gaia scienza: «Noi senza patria siamo per razza e provenienza troppo multiformi e ibridi» - vale a dire, precisa Klossowski, «troppo legati a tutto ciò che da sempre è stato vissuto e provato in diversi luoghi; insomma troppo ricchi e quindi troppo liberi per poter rinunciare a questa ricchezza e a questa libertà in favore di un'appartenenza concretamente determinata dal tempo e dallo spazio».
408pp., 21cm., softcover, text in German, Doctoral dissertation (Abhandlung zur Erlangung der Doktorwürde der Philosophischen Fakultät I der Universität Zürich), stamp at verso of title page, text is clean and bright, good condition, F108782
v + 289pp., 21cm., softcover, text in German, Doctoral dissertation (Dissertation zur Erlangung der Würde eines Doktors der Philosophie vorgelegt der Philosophisch-Historischen Fakultät der Universität Basel), stamp at verso of title page, text is clean and bright, good condition, F108781
PUF, Thémis, 1999, 312 pp., broché, couverture partiellement décolorée, plis de lecture sur le dos, petites mouillures sur le coin inférieur du volume, passages sioulignés et annotés au crayon, état correct.
394p. 8vo. Original full green cloth binding, slightly stained. Hardbound. Very good. First Edition. PHILOSOPHY 2
Exemplar aus dem Vorbesitz des Rechtswissenschaftlers Prof. Heinz Wagner, FU-Berlin, leichte Lesespuren und etwa 25 Seiten mit kleinen Anstreichungen meist in Bleistift. . - Zum Geleit (Hans Albert) -- Aus den Vorworten zur ersten bis vierten Auflage -- Anmerkung zu den ZitatenX -- Prolog: Die Nietzsche-Legende, -- Erster Teil: Hintergrund -- Nietzsches Leben als Hintergrund seines Denkens -- Nietzsches Methode -- Der Tod Gottes und die Umwertung -- Zweiter Teil: Die Entwicklung von Nietzsches Denken -- Kunst und Geschichte -- Die Existenz gegen den Staat, Darwin und Rousseau -- Die Entdeckung des Willens zur Macht -- Dritter Teil: Nietzsches Philosophie der Macht -- Moral und Sublimierung -- Sublimierung, Geist und Eros -- Macht gegen Lust -- Die Herrenrasse -- Der Übermensch und die ewige Wiederkunft -- Vierter Teil: Synopse -- Nietzsches Zurückweisung Christi -- Nietzsches Einstellung gegenüber Sokrates -- Epilog: Das Erbe Nietzsches -- Nachwort des Übersetzers -- Bibliographie und Verzeichnis der Siglen. ISBN 3534087690
A clean, unmarked book with a tight binding. Light wear to cover. Previous owner's name inside. 412 pages.
pp. xix, 322. Top edge foxed. 8vo. Original full cloth binding. Original priced dust jacket, slightly worn. Hardbound. Very good. PHILOSOPHY 1
ril. Esegesi incalzante e, insieme, sterminata spigolatura di "perle psicologiche". Il confronto tra Jung e "Così parlò Zarathustra" - di fronte all'uditorio zurighese che interloquisce da anni con trasporto - conserva intatto fino alla fine tale duplice carattere, e non perde di ardimento nel seguire i vettori della psicologia analitica che proprio qui si mettono splendidamente alla prova. La geometria dell'inesausto commento testuale sembra aderire infatti a una delle massime di Zarathustra, la figura semidivina che è ipostasi di Nietzsche stesso: "Tutte le cose dritte mentono... Ogni verità è ricurva, il tempo stesso è un circolo". La traiettoria curvilinea disegnata da Jung serpeggia tra le visioni, le fantasmagorie e i vertiginosi costrutti che il filosofo concepì, ma di cui non seppe riconoscere la radice inconscia e il significato archetipico, ossia quella provenienza "dagli intestini del mondo" senza i quali l'idea di superamento dell'uomo si riduce a pericoloso proposito cerebrale. Nell'oltre che aveva atterrito i primi lettori benpensanti dello Zarathustra Jung però, dopo mezzo secolo, non teme più il maleficio della follia sovvertitrice. Con un affondo memorabile, il 15 febbraio 1939 chiude il seminario sulla minaccia che viene da un eccesso di vicinanza tra l'ideale nietzscheano e la comune "idiozia" di collocare ogni felicità nella terra dei figli, sempre coniugata al futuro. Di lì a poco, l'apocalisse della guerra gli darà ragione.
ril. Club psicologico di Zurigo, 2 maggio 1934. Il dottor Jung apre il seminario su "Così parlò Zarathustra" di Nietzsche. È il suo uditorio - un'ottantina di uomini e donne di varia nazionalità e professione, tra cui medici, analisti praticanti, allievi in training - a chiedergli di mettere a tema proprio quell'autore e quell'opera, in un momento della storia europea che volge al tragico. Fino al 15 febbraio 1939 continueranno a misurarsi con il filosofo che, appena oltrefrontiera, il nazismo trionfante va spacciando come profeta del superuomo. Tenuto in inglese, stenografato e trascritto inizialmente per un uso interno, il seminario vedrà la luce in un'edizione a stampa solo nel 1988, senza perdere nulla della viva oralità che modula il pensiero mentre prende forma. Attraverso la voce di Jung il registro colloquiale preserva gli indugi, gli scandagli, ma anche i proficui erramenti di un commento allo "Zarathustra" che agisce sull'elaborazione stessa della psicologia analitica e diventa una tappa ineludibile della ricezione di Nietzsche. "È straordinariamente complesso, e vi regna un caos infernale. Certi problemi sono stati per me un vero rompicapo e sarà molto dura riuscire a chiarire quest'opera da un punto di vista psicologico", esordisce Jung. La lunga, corale discesa agli inferi sarà decisiva per comprendere "fino a che punto lo Zarathustra fosse connesso con l'inconscio e dunque con il destino dell'Europa in generale".
TRADUZIONE DI EUGENIO ZANIBONI SANSONI 1981 614 PP. SEGNI DEL TEMPO, BRUNITURE AI TAGLI, PER IL RESTO OTTIMO. Il signor «Möller», che desiderava di non essere riconosciuto come l'autore del Werther e che sognava di poter compiere in silenzio e in segreto il proprio pellegrinaggio, entra in Italia l'otto settembre del 1786. Ha compiuto da undici giorni i trentasette anni. E già entrato con futti gli onori del genio nella corte di Weimar, di quel piccolo Stato è diventato ministro, di una città di provincia farà l'Atene della Germania. A Weimar si davano proprio allora ai torchi i primi fogli di quelle che per il momento erano le opere complete del poeta: otto volumi. Egli aveva con sé il manoscritto incompiuto della nuova Ifigenia e seguiva nella fantasia l'Egmont e il Tasso. In una scansia del suo studio di Weimar, era custodito il manoscritto del primo Faust. Il Werther era stato tradotto in otto lingue. Il viaggio non è quello italiano che sarà compiuto nel 1818 dal giovane Aroldo byroniano. Goethe ha stabilito dei limiti precisi, non solamente al proprio itinerario geografico, ma anche a quello del suo spirito. Tutta l'Italia non è che la progressiva conquista del Mito romano. A Roma il genio troverà la scuola e la patria che il suo spirito va cercando. In questa serenità classica si stagliano le figure, nitide e precise, in continuo movimento, del suo viaggio in Italia. Su queste pagine tornò a posarsi lo sguardo del poeta quattro decenni più tardi. Il poeta aveva ottant'anni e lavorava al secondo Faust; si può dunque dire che i fogli del Viaggio in Italia l'hanno accompagnato fin quasi alla soglia della morte, a testimonianza di un amore per l'Italia che resta una componente della sua formazione culturale e fonte continua di ispirazione poetica.
con un saggio introduttivo di Gianfranco Pecchinenda IPERMEDIUM 2005 176 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PARI AL NUOVO La riflessione sui pericoli prodotti dalla seduzione retorica, di cui sono spesso portatori i mondi artificiali mediati dalle tecnologie, oltre a costituire il nucleo tematico di tantissimi capolavori della letteratura e del cinema moderno, è parte integrante del bagaglio filosofico proprio della cultura occidentale. Nel mondo contemporaneo però, le tecnologie elettroniche sembrano aver trovato, con il paradigma costituito a partire dalla diffusione del medium televisivo, il più straordinario e insuperabile strumento di destabilizzazione della realtà sociale. Almeno questa è una delle tesi di fondo che il saggio di Jean-Jacques Wunenburger, qui tradotto in italiano, sostiene attraverso una brillante serie di analisi teoriche. Jean-Jacques Wunenburger è uno dei più accreditati filosofi francesi contemporanei. Allievo del grande Gaston Bachelard, è noto soprattutto per i suoi studi sull’immaginario. Attualmente insegna all’Università di Bourgogne. Della sua opera è stato tradotto in italiano Filosofia delle immagini, Einaudi (1999).