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Mm 125x195 Collana: Idee. Testi di Amoroso, Carchia, Comolli, Costa, Crespi, Dal Lago, Eco, Ferraris, Marconi, Rovatti, Vattimo. Brossura editoriale di 262 pagine. Opera in buone condizioni, solo un piccolo timbro di biblioteca privata dismessa in apertura. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
br. Gianni Vattimo guida il lettore e lo studente alla comprensione del pensiero di Friedrich Nietzsche, offrendo gli strumenti critici essenziali per intendere l'opera del filosofo alla luce delle molteplici prospettive storiografiche.
Mm 150x215 Collana Saggi. Brossura editoriale di 522 pagine, buono stato. Spedizione entro 24 ore dalla conferma dell'ordine.
br. Vengono qui presentate, per la prima volta in italiano, tutte le lettere e le note che Paul Valéry dedicò a Nietzsche. Come tutta la sua generazione, Valéry scoprì l'opera del filosofo tedesco attraverso la lettura delle traduzioni che Henri Albert Haug pubblicò nel "Mercure de France" a partire del 1898 e per i successivi dieci anni. Oltre ad essere un'inedita testimonianza della particolare ricezione che ebbe, in un primo momento, la riflessione di Nietzsche in Francia (come ricorderà A. Gide, "presso di noi, l'influenza di Nietzsche ha preceduto la pubblicazione della sua opera"), questa raccolta si pone anche quale meditazione emblematicamente critica sul pensiero del filosofo. Confermandone a più riprese la valenza di excitant per l'esprit, Valéry non manca infatti di farsi esaminatore profondo della dirompente carica sovversiva del suo pensiero, brillando, ancora una volta, per rigore teoretico ed incisività critica nell'instaurare un vero e proprio corpo a corpo con alcune delle tesi più pregnanti della smisurata opera del filosofo tedesco.
CAROCCI 1999 128 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PERFETTO E INTONSO Il Fermo e Lucia del Manzoni è comunemente, e ingenerosamente, trattato dalla critica alla stregua di uno strumento ancillare all'interpretazione dei Promessi Sposi. Questo volume offre invece una prova efficace e articolata dell'autonomia del primo romanzo manzoniano, vagliandone la poetica dello sguardo che ne spiega la logica narrativa. Valter Puccetti mostra come nel Fermo e Lucia il tema della visione di personaggio - tra riflessi d'identità, transfert d'autore e proiezioni simboliche - svolga una tragica e paradossale epopea del male come cecità strutturante e come vuoto metafisico. Dall'accurata e articolata indagine emerge peraltro fino a quale punto, nel Fermo e Lucia, i sentieri del mito (ad esempio quello di Medusa) e quelli dell'antropologia e della teologia si incrocino e si sovrappongano, secondo una trama ambiziosa e talora vertiginosa che andrà parzialmente perduta nel passaggio ai Promessi Sposi. Indice L'«ordine del cuore» del primo romanzo manzoniano / Gli idoli del vuoto e del silenzio / Allegorie da un abbaino / Nell'orto di Lucia / Anamorfosi milanesi / Lo sguardo del serpente Valter Puccetti Svolge attività di ricerca presso il Dipartimento di Italianistica dell'Università di Bologna. Si è occupato di letteratura italiana dei primi secoli, con studi su Dante, Petrarca, Boccaccio e Tasso, e di poesia del Novecento, in particolare di Erba e di Cattafi. Ha pubblicato presso il Mulino Dal flusso alle forme. Poetica e narrativa dell'istante da Jacques Rivière a Alessandro Bonsanti (1996), e ha attualmente in preparazione un vasto studio sulla critica letteraria di Emilio Cecchi.
Les impressions nouvelles, 1987, 247 pp., broché, légères traces d'usage, bon état.
br. Il libro propone una ricognizione delle teorie della tragedia elaborate da Aristotele e da Nietzsche, assumendo come motivo conduttore dell'analisi il tema della rappresentazione. In questa prospettiva, la tragedia diventa l'occasione esemplare per ricomprendere non soltanto la questione della rappresentazione - questione, peraltro, di indubbia rilevanza e attualità filosofica - ma anche quella, strettamente connessa alla prima, relativa al rapporto arte-vita, o arte-realtà. A essere in gioco, allora, è innanzitutto quel carattere autenticamente "veritativo" che tanto Aristotele quanto Nietzsche - in modi e forme radicalmente diversi -attribuiscono alla forma-tragedia, finendo col riconoscere la sua ineludibile funzione conoscitiva, la sua capacità cioè di parlare del mondo: il suo offrirsi a noi, insomma, come uno dei luoghi eminenti del pensare e del comprendere.
brossura Obiettivo del libro è mostrare come la figura concettuale del "tragico", in quanto espressione di un autentico "sapere della superficie", possa essere fruttuosamente ricompresa mettendola in relazione con la riflessione che il giovane Nietzsche sviluppa, nella Nascita della tragedia, intorno all'antico Coro dei Satiri. Agli occhi del Satiro, infatti, l'apparenza diventa l'orizzonte di manifestatività di una verità che esige di essere pensata non già come pieno svelamento del nascosto, ma piuttosto come transito infinito del senso: come indefinita apertura al significare. Da questo punto di vista, la saggezza incarnata dal Satiro consiste nella capacità di ravvisare in ogni dato fenomenico un vero e proprio enigma, e per ciò stesso una soglia: l'accadere di una distanza che occorre imparare ad abitare con la "sperimentante prodezza dello sguardo più acuto".
brossura Quando i corsivi dannunziani fecero la loro comparsa, non si fece attenzione che alla loro fabula accattivante, sgangherata. Ora che la trama torna allo scoperto, se ne può ravvisare il metatesto, la strategia "politica" sottesa al progetto d'una vita: l'inaugurazione d'una "comunità stilistica" che passasse per una gestione esclusiva degli apparati mediatici statu nascenti, per una "schiavitù semiologica" presaga dello Stato integrale di là da venire.
DEDALO 1999, LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME PERFETTO, MAI SFOGLIATO. La guerra sembra essere un evento che si sottrae, quasi per definizione, ad ogni possibile definizione logica. Eppure, in tutto l'arco dela storia della cultura occidentale, si è costantemente cercato di "pensare la guerra", di comprenderne la logica, anche là dove essa sembrava oscura o assente. Si può anzi affemare che non vi è autore o filone speculativo nel quale non sia possibile ritrovare il realistico riconoscimento della "dura realtà" della guerra. Nello stesso tempo, in quella stessa tradizione è ricorrente la tensione al superamento di questo vincolo e lo sforzo per individuare le condizioni per l'instaurazione di qualcosa che almeno assomigli alla "pace perpetua".
PENDRAGON 1999 192 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PARI AL NUOVO, PERFETTO E INTONSO. Il libro è insieme una introduzione al pensiero di Deleuze - uno dei più importanti filosofi contemporanei - e una ricerca originale sulla concezione di “istituzione” rintracciabile soprattutto nei primi scritti. L’autore raccoglie in questo suo testo, con modifiche e integrazioni rilevanti, alcuni suoi contributi realizzati per diverse sedi: riviste, introduzioni a volumi ecc., per proporre un passo in avanti negli studi deleuziani, un approfondimento dei temi essenziali per la comprensione dell’intera ricerca del pensatore francese. In quest’ottica va appunto collocata la sottolineatura del pensiero di Deleuze su concetti come “istituzione” e “istinto” (un presupposto “forte”, quest’ultimo, per la collaborazione successiva con F. Guattari) e la proposta della centralità filosofica della “coppia” Spinoza-Nietzsche per un pensiero attento alle dimensione del corpo, del desiderio, della potenza di vita. Ubaldo Fadini insegna attualmente alla Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Firenze. È autore di Il corpo imprevisto. Filosofia, antropologia e tecnica in Arnold Gehlen (Franco Angeli 1988), e Configurazioni antropologiche. Esperienze e metamorfosi della soggettività moderna (Liguori 1991). Ha pubblicato inoltre numerosi saggi sulla filosofia del Novecento (da T. Lessing a G. Deleuze e P. Virilio). Ha curato negli ultimi anni la raccolta di colloqui tra Adorno, Canetti, Gehlen, Desiderio di vita. Conversazioni sulle metamorfosi dell’umano (Mimesis 1996); la raccolta di saggi di G. Deleuze, Divenire molteplice (Ombre corte 1996); l’edizione italiana di P. Virilio, La velocità di liberazione (Strategia della Lumaca 1997).
br. Friedrich Nietzsche è stato il filosofo che più di ogni altro, nell'Ottocento, ha sovvertito i valori materiali e spirituali dell'Occidente, che riteneva colpevoli della sua decadenza: la religione, la morale, la storia come evoluzione positiva dell'uomo "psico-pedagogizzato", che ha il compito di capire, descrivere e classificare l'esistenza, subordinando ogni cosa a questo tipo di conoscenza. E il cosiddetto nichilismo, che parte dall'annientamento degli idoli per creare una filosofia che esalti e affermi la vita anziché giudicarla e condannarla. Nietzsche desidera costruire esistenze nelle quali ogni attimo possieda tutto il suo senso in sé e non vada a cercarlo in qualcosa di trascendente. La felicità è sulla terra, non nei cieli. Introduzione di Armando Torno.
ill., br. "Imparate a leggermi bene", aveva ammonito Nietzsche. E imparare a leggerlo bene, a scoprire il significato recondito delle sue metafore astrali, il senso nascosto dietro alle sue poetiche immagini celesti è proprio lo scopo di questo libro. L'analisi storico-astronomica del contesto scientifico-culturale ottocentesco, la fedele ricostruzione delle letture di Nietzsche e l'indagine ermeneutica della sua abbondante metaforica celeste accompagnano il lettore alla scoperta del costituirsi del suo filosofare, a quella zona di pensiero che, procedendo dai risultati sperimentali della scienza dell'epoca, giunge, con esiti del tutto innovativi, a un campo diverso da quello d'origine: la riflessione filosofica. L'affinità tra Nietzsche e il contesto astronomico ottocentesco viene qui colta in una molteplicità di aspetti. La visione antiantropocentrica e a-finalistica, l'immagine della luce come metafora di una verità nuova e la proclamazione dell'inesistenza di un punto di vista assoluto vengono esplorate nelle loro analogie con le verità del pensiero scientifico moderno, dall'eliocentrismo copernicano alla propagazione della luce a velocità finita, per giungere infine al movimento dell'intero sistema solare. Da tale indagine la riflessione nietzschiana ne esce arricchita: sul piano storico acquista una maggiore profondità, su quello filosofico una nuova, crescente complessità.
Estratto dai n.61-62, 64-65, 66,67-68, 71-72 dell'Atene e Roma.<BR>16°, pp.128, br. edit.
In 8°, br. edit., pp. 174,2; coll. "Le idee 27", prima ed., nota di possesso a pennarello al frontesp., per il resto ottimo es.. (CCOM01) (spedizione standard SEMPRE tracciata con raccomandata - piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
In 16°, brossura editoriale, pp. 174, (2), collana "Le Idee", ottimo esemplare. (MAG ZA1/d) (spedizione standard SEMPRE tracciata con raccomandata-piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine) 9788835944881 (MAG ZA1/d)
<p>23 cm, brossura editoriale illustrata in stile architettonico da Cisari, lievemente brunita, p. 349. Firma di possesso al frontespizio con piccola mancanza, per il resto interni molto buoni.</p>
INTRODUZIONE DI ROSARIO CONFORTI LA CITTà DEL SOLE 2009 207 PP. FONDO DI MAGAZZINO: PARI AL NUOVO, PERFETTO E INTONSO.
331 pages. Notes, bibliography and index. "Through English literary works and critical periodicals of the imperial fin de siecle and the pre-war years we see Nietzsche's ideas pass from notoriety to increasingly sympathetic acceptance." - from dust jacket. Book clean, bright and unmarked with minimial wear. Dust jacket bears moderate wear and is now preserved in Brodart. A very nice copy. Book
Mm 120x165 Brossura editoriale di pagine 93, alcune fioriture ai tagli. Opera in buone condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
brossura Nietzsche parte dal corpo e dalla fisiologia per ottenere "la rappresentazione esatta della nostra unità soggettiva". Dobbiamo concluderne che il corpo nietzscheano non è che una nuova maschera della soggettività moderna? Questo libro ricostruisce, anche da un punto di vista storico, il contesto biologico in cui si situa la corporeizzazione del soggetto promossa da Nietzsche (nei suoi rapporti con Darwin, Roux, Haeckel, Virchow), ma tenta di mostrare come in realtà essa inauguri un'epoca del tutto nuova. Il soggetto, divenuto corpo vivente, non si costituirà d'ora in poi se non nella prova, che è sempre anche una ferita, infertagli da un'alterità che gli resiste. Solo a partire da questa dimensione diventa possibile comprendere il progetto nietzscheano di selezione e interrogare i suoi rapporti, veri o presunti, con il biologismo e l'eugenetica. Quale deve essere la politica del vivente di fronte alle proprie ferite? Deve sanarle intervenendo con energiche misure terapeutiche, oppure lasciarle a se stesse sfidando l'infezione? Interrogarsi oggi sul destino della sofferenza, della malattia e della morte, alla luce di tutte le pratiche di manipolazione del vivente sviluppate da quel vivente che è l'uomo, significa ritrovare una domanda che Nietzsche ha saputo porre per primo.
Einband leicht berieben und bestoßen, insgesamt stärker vergilbt, sonst guter Zustand. - Das Buch des bekannten englischen Germanisten bietet eine neue, sorgfältige, immer den Texten folgende Deutung und Kritik des Werkes von Nietzsche. Ausgangspunkt ist dabei dessen Verhältnis zur Sprache und zur Form des eigenen Werks. Der Sprachartist Nietzsche ist mißtrauisch gegenüber der Sprache: Grammatik und Syntax fingieren einen Zusammenhang und eine Festigkeit der Welt, die nach Nietzsches Überzeugung nicht bestehen. Der Philosoph will seine Utopie — die Einheit von Denken und Leben — durch Annäherung seiner Sprache an das »Gesetz der Welt« erreichen: launisch, verworren, widersprüchlich, quecksilberig wie »die Welt« und »das Leben« selbst. Die Methode der Fragmentierung und Multiperspektivität sowie die Aura der Unruhe begründen die Modernität seines Werkes. So entsteht die uns so vertraute »Landschaft aus Kratern und Gerüsten«. Es ist die These des Buches, daß Nietzsche in seinem Votum für das einzelne, Einzigartige, Besondere gleichwohl eine soziale Bötschaft verkündet: die Erschaffung und Erziehung des Übermenschen. Ohne die Widersprüche in Nietzsches Denken zu verdecken oder überzubewerten, trägt Stern Bausteine zu dessen System zusammen: das neue Geschichtskonzept der Ewigen Wiederkehr, das den Fortschrittsglauben zerstört. Die Welt ist zwar sinnlos, ziellos, hoffnungslos — soll aber emphatisch bejaht werden. Die Moralität der äußersten Anstrengung schafft neue Verbindlichkeiten nach dem Tode Gottes. Nietzsche verwirft den christlichen Opfergedanken — doch sein Denken mündet in den Satz: »Ich kenne keinen höheren Lebenszweck, als am Großen und Unmöglichen unterzugehen.« ISBN 9783814700182
GARZANTI 1997. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI SEGNI DEL TEMPO, UN CENNO DI PIEGA AL MARGINE ANGOLARE SUPERIORE DELLA COPERTINA, VOLUME ASSOLUTAMENTE INTONSO, MAI SFOGLIATO, PERFETTO. Le più recenti scuole critiche e filosofiche sembrano avere incrinato i rapporti tra le parole e il loro significato: il testo diventa oggetto di infinite possibilità di interpretazione e appropriazione, tutte ugualmente legittime. L'elettronica e la cultura di massa stanno trasformando la produzione, la diffusione e la conservazione dei segni. In questa situazione come può sopravvivere il libro, che ha plasmato così in profondità la nostra cultura? Quali sono le implicazioni dell'atto della lettura che rischiamo inconsapevolmente di perdere? Partendo da queste domande George Steiner indaga lo statuto del libro ed esplora l'enigma della rivelazione attraverso il linguaggio, che è il fondamento del giudaismo e del suo tragico destino.
Kleine Alterungs- und Lesespuren aber sauber erhalten, keine Einträge. Einleitung 10 I. Nietzsches Erfahrungen 15 II. Nietzsches Einschätzung der Bedeutung seiner Erfahrungen für sein Philosophieren 63 III. Nietzsches Anschlüsse 81 1. Christentum - 2. Griechentum - 3. Musik - 4. Philo- sophie - 5. Geschichte - 6. Literatur - 7. Malerei und Bildende Kunst - 8. Naturwissenschaften und Medizin - 9. Psychologie, Neurologie und Psychiatrie IV. Nietzsches Formen philosophischer Schriftstellern . . 98 1. Textuelle Isolierung: Aphorismen - 2. Kontextualisierung: Aphorismen-Bücher - 3. Dramatisierung: episch-drama- tisch-lyrisches Lehrgedicht - 4. Personalisierung: Sprech- stil - 5. Verflüssigung des Philosophierens: Metaphern - 6. Musikalische Phrasierung des Philosophierens: Rhythmik - 7. Persönliche Isolierung des Philosophierens: Nótate - 8. Persönliche Mitteilung des Philosophierens: . Briefe V. Nietzsches Erwartungen an Leser »beiderlei Geschlechts« 114 1. Geduld für philologische Überraschungen - 2. Mut zu philosophischen Überraschungen - 3. Verzicht auf sichere Bestände - 4. Verzicht auf methodische Aprio- ris - 5. Verzicht auf ein System - 6. Verzicht auf den Ambivalenz-Vorwurf VI. Nietzsches Aufgabe und leitende Unterscheidungen . . 120 1. Aufgabe: Steigerung der Kultur - 1.1. Voraussetzung: Wertkampf - 1.2. Ursprüngliche Einsicht: Weisheit des Silen - 1.3. Folgerung: Theoretisches Philosophieren als Dekadenz - 2. Leitende Unterscheidungen - 2.1. Unter- scheidung der Haltung zur Realität: Pessimismus/Opti- mismus - 2.2. Unterscheidung der Realität selbst Chaos/ Kosmos - 2.3. Unterscheidung der menschlichen Rea- lität: Individuum/Gesellschaft - 2.4. Unterscheidung der menschlichen Zurechtlegung der Realität Metaphern/ Begriffe VII. Nietzsches Kritik illusionärer Orientierungen 131 1. Metaphysik und Christentum - 2. Herrschende Moral - 3. Gesellschaft - 4. Wissenschaft - 5. Erkennt- nis - 6. Logik - 7. Bewusstsein - 8. Sprache - 9. Glauben - 1 0 . Asketisches Ideal VIII. Nietzsches Anhaltspunkte und Maßstäbe einer selbstkritischen Orientierung 141 1. Natürlichkeit - 2. Leiblichkeit - 3. Vernünftigkeit - 4. Geistigkeit - 5. Redlichkeit - 6. Furchtlosigkeit - 7. Fröhlichkeit, Heiterkeit - 8. Verantwortlichkeit IX. Nietzsches Wege der Umwertung 148 1. Negativer Weg: Widerlegung - 2. Hypothetischer Weg: Perspektivierung - 3. Entlarvender Weg: Auf- deckung - 3.1. Setzen von Fragezeichen - 3.2. Heuristik der Not - 3.3. Psychologie - 3.4. Genealogie - 4. Humo- ristischer Weg: Parodierung X. Nietzsches Lehren und Anti-Lehren in Also sprach Zarathustra 160 1. Gabe (Schenken und Schaffen) - 2. Übermensch - 3. Ewige Wiederkunft - 4. Wille zur Macht XI. Nietzsches Bejahungen 171 1. Nihilismus - 2. decadence - 3. Überreichtum des Lebens - 4. Rangordnung - 5. Pathos der Distanz - 6. Größe - 7. Große Politik - 7.1. Europa, die Erd- regierung und die Juden - 7.2. Züchtung einer regieren- den Kaste und die Notwendigkeit einer neuen Sklaverei - 8. amor fati - 9. »ganz in Symbolen und Unfasslich- keiten schwimmendes Sein« - 10. Dionysos gegen den Gekreuzigten XII. Nietzsches Zukunft? 201 Anhang Hilfsmittel zum wissenschaftlichen Nietzsche-Studium . . . . 206 Werksiglen 210 Über den Autor ISBN 9783885066958