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Mm 140x225 Edizione in francese / French edition. "Critique de la politique Payot" - Brossura editoriale di pp. 293. Opera in condizioni pari al nuovo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
br. In che modo i luoghi liguri hanno influenzato un filosofo tedesco di enorme portata quale Friederich Nietzsche? Come si sono intrecciati con l'evolversi della sua filosofia e della sua produzione, dando luce a fondamentali aspetti del suo pensiero? In questo lavoro ci si propone di capire e interpretare la maniera in cui la vita in Liguria e le località prescelte da Nietzsche sono state "fatte proprie" e assimilate dallo stesso, fino a diventare veri e propri archetipi di una sua dimensione e modus vivendi. Parallelamente vengono descritti aspetti storico-geografici della regione Liguria e del capoluogo genovese, con reperti fotografici relativi a come erano i paesaggi nei secoli scorsi, con particolare attenzione ai luoghi dove Nietzsche ha vissuto in Genova e provincia.
Mm 150x220 Collana "Nuova Cultura" - Volume con legatura editoriale in tela, sovraccoperta originale figurata, xv+1167 pagine. Opera in ottime condizioni poco o mai frequentata. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
br. Nella sterminata serie di esegeti di Nietzsche che si sono susseguiti, Klossowski ha qualcosa di unico: per l'irriducibile libertà, per la capacità rabdomantica con cui si inoltra negli ingannevoli meandri degli scritti di Nietzsche. Qui con gesto risoluto sgombera subito il campo da banalizzanti interpretazioni tanto diffuse quanto fuorvianti - come quella «erronea del "superuomo" deliberatamente separata dal suo corollario della dottrina dell'eterno ritorno» -, perché occorre innanzitutto «liberare l'esperienza che porta il nome di Nietzsche sia dal suo contesto storico sia dalle malversazioni di cui è stata fatalmente oggetto presso la posterità», l'inevitabile prezzo che doveva pagare «un'anima condotta all'incandescenza». E incandescenti sono anche queste pagine di Klossowski, in una lettura di Nietzsche dove s'intrecciano il recupero della dimensione mitica, il legame di reversibilità tra verità e finzione, la tensione tra il poeta, il filosofo e il profeta. Una lettura contrassegnata dalla complicità e dalla piena identificazione con un aforisma della Gaia scienza: «Noi senza patria siamo per razza e provenienza troppo multiformi e ibridi» - vale a dire, precisa Klossowski, «troppo legati a tutto ciò che da sempre è stato vissuto e provato in diversi luoghi; insomma troppo ricchi e quindi troppo liberi per poter rinunciare a questa ricchezza e a questa libertà in favore di un'appartenenza concretamente determinata dal tempo e dallo spazio».
71 p., prima edizione, nuovo
in-8°, 207 pages, notes, broche, couverture illustree Bel exemplaire. [CA-5][NAN-3]
Fine Turkish Paperback. Cr. 8vo. (20 x 14 cm). In Turkish. [vii], 279 p. Nietzsche'nin dansi. Toplumsal hayatta hinç karsiliklilik ve siddet. = [Nietzsche's dance. Resentment, reciprocity and resistance in social life].
79pp., 21cm., Doctoral Dissertation (Inaugural-Dissertation zur Erlangung des Doktorgrades genehmigt von der Philosophischen Fakultät der Friedrich-Schiller-Universität Jena), softcover, stamp at verso of title page, text is clean and bright, F112941
vii + 296pp., 25cm., in the series "Monographien und Texte zur Nietzsche-Forschung" vol.2, cloth, G, F71948
Mm 115x180 Edizione tedesca / German edition - Due brossure editoriali di 388 +239 pagine. Vol. I: Texte zur Nietzsche-Rezeption 1873-1963; Vol. II: Forschungsergebnisse. Opera in condizioni pari al nuovo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
NIETZSCHE Nietzsche Sulla storia. Roma, Club del Libro Fratelli Melita 1981 italian, 167 ST1098N Brossura editoriale, volume in buone condizioni, lievi segni di lettura sul dorso, interno in ottimo stato, legatura salda 167 pagine circa Copertina come da foto
Mm 135x215 Brossura editoriale di pp.403, in lingua francese, in buono sttao. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
pp. 301, in 8°, bross.
br. Il pensiero come terapia: ecco 99 pillole, efficaci e senza controindicazioni, raccolte in un corso di filosofia quotidiana divertente e sagace, che parte dalle idee del grande filosofo tedesco - a ragione definito il più influente dell'età moderna - per esserci d'aiuto nella vita di tutti i giorni. Per la sfera personale come per quella lavorativa, il pensiero di Friedrich Nietzsche si rivela infatti particolarmente risolutivo nel trovare una via d'uscita a qualsiasi dilemma. Concetto dopo concetto, in questo libro si pongono le basi di una visione del mondo lucida, razionale, vitale e molto rassicurante, che ci viene in aiuto tutte le volte in cui ci troviamo a dover fare delle scelte, quando abbiamo bisogno di recuperare la motivazione, aggiustare la rotta o ridimensionare l'importanza di qualcosa che è successo durante la giornata.
PUF, Thémis, 1999, 312 pp., broché, couverture partiellement décolorée, plis de lecture sur le dos, petites mouillures sur le coin inférieur du volume, passages sioulignés et annotés au crayon, état correct.
Mm 145x240 Brossura originale, 336 pagine di testo in lingua francese - french text. Ottima copia, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
P., Nouvelles Editions Latines, 1980. In-8 broché, 257 pp. Bon état.
brossura É la mattina del 3 gennaio 1889, un giovedì freddo. Friedrich Nietzsche esce di casa in piazza Carlo Alberto a Torino. Ha 45 anni. Da dieci ha lasciato l'insegnamento a Basilea. È ormai un fugitivus errans, un filosofo errabondo e apolide. Lo slargo è affollato di ronzini e carrozze: d'un colpo lui lo traversa di corsa, poi si stringe al collo di un cavallo mogio malmenato da un vetturino, infine si accascia al suolo in lacrime. La follia gli ha sbriciolato la mente. Si spegne a Weimar, in Turingia, undici anni dopo, a mezzogiorno del 25 agosto 1900. Demente. Senza mai avere ripreso coscienza. Ma prima? Quella di Nietzsche è stata, assieme forse al cervello eversivo di Marx, la mente più pericolosa dell'Ottocento. Nato da un padre pastore a Röcken, nella profonda e letargica Sassonia luterana e bigotta, Fritz, come lo chiamano in famiglia, è venuto al mondo con un parto prematuro di almeno un secolo: è un precursore, il termometro di una crisi febbrile che surriscalda un cambio d'epoca, il piccone speculativo maneggiato controcorrente che sgretola millenni di cristianità e scardina la logica socratica. Da Naumburg fino alle geometrie militaresche di Torino, passando per l'incanto alpino di Sils Maria, che gli propizierà l'incontro con Zarathustra, e per «l'azzurra solitudine» del Sud dell'Italia, che gli donerà anni fertili di pensiero, Nietzsche sarà sempre morbosamente tormentato dalla malattia. E, tuttavia, educherà se stesso e quindi tutti gli uomini alla grandezza, alla libertà di spirito, alla esaltazione della vita («Costruite le vostre città sul Vesuvio!») come antidoto alla tragedia dell'esistere. Con un drammatico montaggio a flashback diviso in tre parti (tutta la Germania di Nietzsche, tutta la Svizzera di Nietzsche, tutta la sua brama di meridione con la scoperta dell'Italia e della Costa Azzurra) Paolo Pagani compone un romanzo d'avventura, non una semplice biografia, inseguendo ogni stagione intellettuale del più dinamitardo dei pensatori, il distruttore di mondi, lì dove il suo genio si forma in virtù di una geografia.
br. L'autrice esamina la questione della centralità del diritto nelle relazioni umane attribuendo una posizione primaria al pensiero di Nietzsche. Questi determina una spaccatura nelle dottrine tradizionali e segna il punto di non ritorno delineato da un nuovo tipo di meditazione in sintonia con il cambiamento di una realtà che si presenta sempre più vasta, molteplice e refrattaria ai comuni strumenti di interpretazione. L'antagonismo tra Apollo e Dioniso, messo in evidenza da Nietzsche, e analizzato dall'autrice, rivela lo spessore "irrazionale" della vita e le dicotomie insuperabili di ordine e caos, logica e mistero, corpo e anima, socialità e individualità, mostrando l'imprescindibilità di un dato fondamentale: la nostra definitiva caducità. L'umanità, dal momento in cui ha fatto la sua apparizione sulla terra, ha cercato di porre argini alla minaccia costante della dissoluzione e della morte, e alle sfide dell'insicurezza esistenziale che le proviene da più parti risponde con il suo fare, con arti e tecniche che tentano la riconduzione, a livello scientifico e sociale, dell'ignoto al noto, regolando ciò che, lasciato allo stato di natura, comporterebbe guerra e distruzione.
br. La Rivoluzione conservatrice costituisce uno snodo significativo della storia tedesca ed europea del primo Novecento. Il volume indaga il modo, assai problematico e paradossale, in cui il movimento rivoluzionario-consenatore rimodula alcune istanze tradizionali della destra a partire dal confronto con l'avvento della civiltà della tecnica e con l'irruzione delle masse sulla scena politico-sociale. Tale prospettiva, contraddistinta da una ripresa anti-moderna della modernità, viene approfondita in relazione ai suoi principali interpreti, tra i quali E. Jünger, F.-G. Jünger, A. Moeller van den Bruck e O. Spengler, e in relazione a pensatori come A. Baeumler, T. Mann, C. Schmitt e M. Heidegger. La categoria mediante la quale ci si propone di gettare luce su questo complesso fenomeno è la ricezione del pensiero di Friedrich Nietzsche. Il volume rappresenta quindi un'ulteriore occasione di confronto con l'eredità nietzschiana, nonché una discussione circa la collocazione del movimento rivoluzionario-conservatore rispetto al nazionalsocialismo.
pp. 357, in 8°, bross., Philosophie d'aujourd'hui
Serie Imparare a pensare
Etwas schiefgelesen, sonst sauber erhalten. I.TEIL: Der »Gute Europäer« und die Parteien des europäischen Bürgerkriegs 1. Kapitel: Die »Philosophie des Nietzsche-Archivs«. . 22 § 1 Im Familienbann: Einhegungen mit Folgen . . . 22 § 2 Im Bann des Staates oder die Anfänge der Verkehrung von Nietzsches Philosophie 27 §3 Nietzsche im Kriegsbann oder die Anfänge öffentlicher Ächtung 42 2. Kapitel: Nietzscheanismus ohne Philosophie? 52 §4 Nietzsche im Umfeld der Sozialdemokratie . . . 54 § 5 Jüdischer oder messianischer Nietzsche- anismus? 6S §6 Nationaldeutsche Nietzschebewegung 76 II.TEIL: Nietzsche und der Nationalsozialismus 3. Kapitel: »Wille als Macht« und Übermensch: Halbierungen von Nietzsches Philosophie . . . . 86 § 7 »Heroischer Realismus« oder wie Alfred Baeum- ler den »Willen zur Macht« systematisiert . . . . 90 §8 Die »Welt als Kampf« oder mit welchen Mitteln Nietzsches Philosophie nationalsozialistisch banalisiert wird 4. Kapitel: Von Nietzsche zu Hitler? 109 § 9 Zwischen innerer und äußerer Emigration: Martin Heidegger und Karl Löwith, Max Horkheimer und Karl Jaspers 109 § 10 Der Streit um das nationalsozialistische Nietzschebild 124 §11 Machenschaften mit Nietzsche 136 IM.TEIL: Im Schatten der Nachkriegszeit 5. Kapitel: Zwischen Anklage und Verteidigung 150 § 12 Bewahrung des Nietzsche-Nachlasses im Goethe- und Schiller-Archiv und eine »Sterbenische« für Nietzsche 153 § 13 Nietzsche in Nürnberg oder Verwechslungen mit Alfred Rosenberg: Johannes R.Becher. . . 164 § 14 Im Vorraum des Faschismus? Thomas Mann und Ernst Niekisch 171 6. Kapitel: Zwischen West- und Ostzone: Zweierlei Nietzsche-Debatten 180 § 15 Im Zwielicht des Jahrhunderts: Der junge Wolf- gang Harich als Nietzsche-Verteidiger? 180 §16 Freispruch für Nietzsche: Eva Siewert 192 § 17 Vor dem Kassationshof: Stefan Andres, Otto Flake und Heinrich Scholz. Mit einem Nachtrag zum Urteilswiderspruch in Thomas Manns >Doktor Faustus< IV.TEIL: Der Philosoph als Staatsfeind 7. Kapitel: Im Namen des Antifaschismus oder wie Nietzsche realsozialistisch banalisiert wird . . . 208 § 18 Verurteilung durch die Besatzungsmacht und Ernennung zum Staatsfeind 208 §19 Essayraum der Hoffnung: Ernst Bloch 215 §20 Die Banalität ist die Gegenrevolution: Georg Lukäcs 8. Kapitel: Der Kampf gegen die westliche Nietzsche-Renaissance 237 §21 DasFeindbild»spätbürgerlichePhilosophie«. . 237 §22 Auf den Spuren Zarathustras: Fahndungen nach dem Kriegstreiber 241 V.TEIL: Lärm, Stille vor dem Sturm und ein Mantel um Nietzsches Gedanken 9. Kapitel: Zwischen Staat und Kirche 248 §23 Zweierlei »Nietzsche-Konferenzen« 248 § 24 Nietzsches Weg aus dem Weimarer Goethe- und Schiller-Archiv 257 § 25 Kein Ausbruch aus der Lügenparade? Grunderfahrung und Gefahrenzone von Nietzsches Philosophieo der die Frage des »Vernichtungskriegs« 262 10. Kapitel: »Wo der Staat aufhört...« 273 § 26 Solopartie mit Kirchenchor: Der späte Wolf- gang Harich und die Nietzsche-Debatte in >SinnundForm< 273 §27 Keine Nische für Nietzsche? 286 § 28 Nietzsche und der Staat: Zweierlei Wendegesang 296 Epilog: Goethe und Nietzsche 300 Anmerkungen ISBN 9783379007627
brossura
brossura Quello che scorre lungo le pagine di questo intenso racconto dedicato da Guy de Pourtalès a Nietzsche che visita, vive, ama, soffre e per non perdersi ritorna in Italia, è un vero e proprio gesto d'amore letterario: l'autore ci presenta gli incontri, i luoghi, i sogni e le frustrazioni del genio della filosofia moderna attraverso gli incontri, le vie e i palazzi delle città italiane da lui amate, Genova, Roma, Venezia, Torino, ultima tappa e definitivo barlume di coscienza prima del buio. In questi luoghi Nietzsche cercò di trovare un po' di pace dai tormenti della sua mente, dal dolore della quotidianità, dall'incapacità di vivere il presente perché proiettato in quella dimensione per noi quasi sconosciuta che è la definizione del pensiero assoluto. Leggiamo uno stralcio tratto dal testo qui presentato e dedicato al soggiorno veneziano del filosofo, che ci illumina su come de Pourtalès ha inteso scrivere delle peregrinazioni del filosofo in Italia: «Questa fu la Venezia senza mandolini di Nietzsche. Certo non ebbe una giovinezza molto brillante, questo filosofo votato a diventare un Cristo laico, allorché se ne andava verso il suo calvario spirituale. Come unico amore, l'umanità futura. Come solo discepolo, un musicista indigente. Siamo lontani da quegli antichi veneziani di rango: il Byron gaudente e veramente troppo fortunato, lo snob Chateaubriand, il patetico Mickiewicz, il simpatico Musset con la sua barba da parrucchiere. Tutto questo pittoresco letterario si è stinto mentre diventavamo adulti. Oggi, queste ombre così grandiloquenti sono impallidite; queste ambizioni forsennate ci fanno un poco sorridere, e il modesto Nietzsche, così riservato, ci commuove di più nella sua discrezione, nella sua chiaroveggenza ironica. La sua Venezia personale non ha per niente l'aspetto di un piedistallo dove ci si arrampica per posare. Non ha l'aspetto di un albergo dove si gode qualche giorno di piacere. Per lui non fu che una melodia dell'anima, il preludio alle sue opere più autentiche. Più tardi scrisse in Ecce Homo: "Quando cerco una parola per sostituire quella di musica, non trovo altro che la parola Venezia"».