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Mm 130x210 Collana " Scritti di Storia letteraria e politica ". Seconda edizione, con aggiunte, interamente riveduta dall'Autore. Opera completa nei suoi quattro volumi pubblicati tra il 1953 ed il 1954 con uniforme rilegatura editoriale in tela, custodia originale, viii-487+428 +515 +517 pagine con alcune tavole in nero ad intercalare il testo. Tutti i volumi sono in ottime condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Paris, Germer-Baillère, 1875. Ensemble de deux volumes brochés de format in 8° de LIV, 496 pp., pour le tome premier et 580 pp. Pour le tome second. Couvertures bleu, imprimées. Dos légèrement bruni, quelques défauts aux couvertures, fentes... Quelques pâles rousseurs dans le texte qui reste frais. Emouvant, tels que parus à l'époque.
A CURA DI DOMENICO CONTE E MAURIZIO MARTIRANO FRIDERICIANA EDITRICE UNIVERSITARIA 1999 CLII-1380 PP. DUE VOLUMI, ALLO STATO DI NUOVO. L’opera raccoglie per la prima volta, in due ampi volumi, tutti gli scritti giornalistici (oltre 300) dati alle stampe da Cuoco nel corso della sua intensa attività pubblicistica (1801-1815). Il primo volume, a cura e con introduzione di Maurizio Martirano, riunisce gli articoli del periodo milanese (1801-1806), pubblicati nel «Redattore Cisalpino» e nel «Giornale Italiano»; il secondo, curato e introdotto da Domenico Conte, raccoglie quelli del periodo napoletano (1806-1815), apparsi nel «Corriere di Napoli» e nel «Monitore delle Due Sicilie». Questa pubblicazione costituisce una novità assoluta, perché raccoglie numerosi articoli mai più ripubblicati e quindi solo molto difficilmente accessibili, e offre uno strumento significativo per inquadrare in modo completo l’attività politica e culturale di uno dei protagonisti di un periodo di storia italiana fra i più complessi e convulsi. Attraverso la sua produzione giornalistica, Cuoco testimonia le speranze e i drammi di una generazione vissuta fra repubbliche giacobine, monarchie napoleoniche ed esigenze di indipendenza nazionale. Parole e frasi comuni abbiamo alcuni altre Anassagora Angioini antichi Archita arti articoli Atellana autore avea avvenuto barbarie belle bisogno Buonsanto cangiamento città cittadini civilizzazione colla commercio conoscere Corriere di Napoli costumi crede cuochianiCuoco d'Italia dice dimostra Domenico Conte dovea dritto egualmente erano favola feudalità filosofia forma forza Giornale Italiano giudice gloria governo gran grandissimo Grecia guerra idee incomincia infra istesso istituzioni italiana l'autore leggi lettere libroLongobardi maggiore Magna Grecia medesima memoria mente mezzo migliori militare molisano Monitore Montesquieu napoletano nazione neutrali nome numero nuovo oggi opere Orazio osservazioni pace di Tilsit palmi parliamo passato patria Periclepiccioli Platone pochi poco politica popoli possa potuto principj provincie pubblica Puglia ragione Regno di Napoli riunire Romani Sanniti sapere sarebbe scienze Scritti vari scrittori secolo Sibari Sicilie signor simo sistema soggetto spiritostabilimenti storia storico studj tale terra tratto trova umano uomini uomo utile Ventotene Vincenzo Cuoco virtù vizj
EDIZIONE CRITICA A CURA DI FABRIZIO LOMONACO PRESENTAZIONE DI FULVIO TESSITORE ANASTATICA DELL'EDIZIONE F. MOSCA NAPOLI 1713 LIGUORI 2005 RISPETTIVAMENTE LXIV-506 E 507-937 PP. FONDO DI MAGAZZINO: LIEVI IMPERFEZIONI AI MARGINI DELLE SOVRACCOPERTE (SU ENTRAMBI I VOLUMI), PER IL RESTO PERFETTI E INTONSI. Presentata da Fulvio Tessitore, la ristampa anastatica delle Origines Juris Civilis del filosofo e giurista calabrese Gianvincenzo Gravina è curata da Fabrizio Lomonaco, professore di Storia della Storiografia filosofica nell'Università degli di Napoli Federico II. L'esemplare riproposto è tratto dalla prima e completa edizione napoletana del 1713, successiva all'edizione lipsiense del 1708; nella due "Appendici" sono riprodotti la recensione-"compendio" (in italiano) delle Origines e l'elogio dell'Autore nel "Giornale de' Letterati d'Italia" del 1711 e del 1718. L'iniziativa prosegue il lavoro della "Fondazione Pietro Piovani per gli studi vichiani" svolto a sussidio della nuova edizione delle opere di Vico. Non a caso, infatti, l'Introduzione (a cura di F. Lomonaco) indica le connessioni con la cultura "previchiana" da un lato, e con Vico stesso dall'altro. Tuttavia, non si propone un pensatore "previchiano" per opposizione o per attardato giusnaturalismo, e neppure un filosofo preparatore delle Scienze Nuove. Gravina è studiato in quanto portatore di una risposta diversa da quella di Vico a problemi non diversi: dalla polemica contro il dualismo cartesiano e la prevalenza della mens alla critica del razionalilsmo giusnaturalistico, dall'esigenza di fondare logicamente e sistemare storicamente l'ordine della humanitas, scosso dalla prepotenza hobbesiana, alla fondazione di una scientia humanitatis che, per Gravina, deve garantire l'animi tranquillitas, ripensando il nesso ciceroniano di honestas e utilitas. Ed è qui che la via di Vico diverge, incalzato dalla consapevole necessità di fondare la historia come scienza della vita, animata, fino ad essere inquieta, dagli incommoda e anfractuosa vitae, dalle affectiones, in cui si esprime tutta la forza degli uomini. Perciò, anche il comune platonismo neoplatonico, egualmente letto dalla prospettiva dell'intimismo della coscienza agostiniana, conduce Gravina e Vico a conclusioni diverse che sono, per il primo, il "sistema" della recta ratio iuris su cui si regge la "ragione universale della tranquillità pubblica" e, per il secondo, la definizione, tutta moderna, della storicità del diritto come sistema delle utilità in vista della "teologia civile ragionata", in cui l'umanità consegue la congiunzione di pietas e sapientia in nesso indissolubile e, però, mai certo o assolutizzato.
LIGUORI 2002 A CURA DI FABRIZIO LOMONACO E FULVIO TESSITORE 528 PP. FONDO DI MAGAZZINO: ALLO STATO DI NUOVO, NEL CELLOPHANE EDITORIALE L'esemplare che significativamente è stato prescelto per questa ristampa anastatica è conservato presso la Biblioteca Nazionale di Napoli “V. Emanuele III”. Questa copia rappresenta, insieme all'altro volume postillato segnato XIII H 58, uno dei più importanti e ricchi esemplari di “editio princeps” dell´opera del 1730 finora conosciuti, sui quali Vico sia intervenuto in prima persona. Si tratta di un esemplare a stampa ben conservato, rilegato in pergamena, di cm 16×9, di pp. XII-478-XII + 2 pp. numerate 479 e 480, che presenta la “Dipintura” prima della “Dedica a Clemente XII” e, in aggiunta all'“Indice”, le “Correzioni, Miglioramenti e Aggiunte” prime (interamente barrate dal Vico), la lettera a F.M. Spinelli e le “Correzioni” seconde (entrambe barrate dall'autore). La redazione del 1730 costituisce sicuramente la tappa più travagliata e complessa – sia dal punto di vista filologico che teoretico – del percorso vichiano. La qualità e la tecnica degli interventi di modifica e integrazione al testo mediante un vasto apparato di postille autografe rendono più convincente l'immagine di un Vico frequentatore abituale della tipografia, preoccupato di correggere gli errori più vistosi o di personalizzare – dal punto di vista non solo della forma, ma anche del contenuto – copie destinate a particolari personaggi. La corposità degli interventi vichiani è particolarmente singolare in questa copia prescelta per essere fornita in anastatica perché spesso compare un vero e proprio rimando a un apparato esterno, a volte mediante numeri di riferimento, facendo pensare – come è stato già detto – all'utilizzo di questa copia (come anche dell´esemplare XIII H 58) alla stregua di una correzione di bozza per una successiva e nuova stampa. La “Tavola cronologica”, ripiegata e posta alla fine del volume, documenta ulteriori correzioni manoscritte dell'autore.
In 8o, pp. (XLVIII) 367, mz. pelle con fregi e titolo ad dorso. Filosofia della storia del mondo antico di G.G. Federico Hegel giusta la compilazione del dott. Odoardo Gans e la versione dal tedesco di G. B. P. (Passerini). Minime fioriture. Ottimo (3617/ HEGEL - FILOSOFIA - PASSERINI - CAPOLAGO)
Paris, Ladrange, 1863/1864/1865. Ensemble de trois forts volumes brochés de format in 8° de : Tome premier 12, 628 pp. Et 32 pp., catalogue de l'éditeur; Tome second 440 pp.; et 32 pp., catalogue de l'éditeur; Tome troisième 576 pp., et 3é pp., catalogue de l'éditeur. Couvertures imprimées. Couvertures un peu défraîchies, quelques rousseurs; émouvant exemplaire, en bon état et tel que paru à l'époque; de la première édition française.
7 fascicoli in 8, pp. 64; 64; 64; 63 + (1); 104; 80; 40. Intonsi. Taglietti ai margg. est. dei p. di qualche fascicolo. Al p. ant. compare in greco il motto 'Batti, ma ascolta'. Br. ed. Tutto il pubblicato di questa rivista storico-letteraria che usci' in 9 numeri nel 1941 e, a causa dell'orientamento antifascista, interruppe il suo corso editoriale alla fine del primo anno. La rivista, diretta da Alberto Carocci e Raffaello Ramat, si compone di 7 fascicoli per 9 numeri (due fascicoli sono doppi, il 5-6 di luglio-agosto, e il 7-8 di settembre-ottobre). L'ultimo fascicolo, il IX, porta al p. ant. l'indicazione di novembre 1941, alla prima p. quella di dicembre 1941. Tra i vari contributi: Alberto Bertolino, Economia umanistica, Lorenzo Valla, Poesie, R. Orengo, Nascita del D'Annunzio; Maria Maltoni, Due scuole; R. R., Appunti sul Petrarca contemplatore di morte; Alfredo Tittamanti, Le memorie inutili; P. F. Antonio Rosmini; Carlo Antoni, Note sullo storicismo di Hegel; A. E. Faria, Cavour o della politica romantica, Giacomo Noventa, Poesie; S. Agliano', L'esilio del Foscolo, T. Fiore, La fine di Tommaso Moro; Mario Soldati, Angelica; etc...
22,7x14 cm; Tre tomi: XII, 628 pp.; (4), 440, 32 pp.; (4), 574, (2), 32 pp. Brossure azzurre con fascetta con il titolo ed il volume applicata al dorso. Piccoli e leggeri aloni di foxing in alcune pagine dovuti alla qualità della carta ma per il resto in buone condizioni di conservazione. Prima edizione di questa traduzione in francese e commento dell'hegeliano Augusto Vera, celebre filosofo italiano, professore a Parigi, Milano e a Napoli, originario di Amelia in provincia di Terni. Vera mantenenne frequenti rapporti sia con la Società filosofica hegeliana di Berlino che con la cultura letteraria francese e tedesca anche se rimase sempre freddo nei confronti dei rappresentanti della corrente Hegeliana "critica". E' proprio attraerso la traduzione di Vera che il pensiero hegeliano entrò in Francia. Minime macchioline di foxing in alcune pagine dovute alla qualità della carta e per il resto buon esemplare di questa rarissima edizione originale. Testo basilare nella storia della filosofia. GOOD COPy.