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1991ROD0140348INTEREDITIONS. 1991. In-8. Broché. Etat d'usage, Coins frottés, Dos satisfaisant, Intérieur frais. 394 pages.. . . . Classification Dewey : 120-Epistémologie, causalité, genre humain
1924RO20043499POAN & Cie. 1924. In-12. Broché. Etat d'usage, Couv. défraîchie, Mors fendus, Quelques rousseurs. 132 pages. Quelques illustrations en noir et blanc dans le texte et en planches hors-texte. Bandeaux illustrés et culs-de-lampe.. . . . Classification Dewey : 120-Epistémologie, causalité, genre humain
1998148202Oxford, UK: Blackwell Publishers 1998. XIII, (1), 445 Seiten. Gr. 8° (22,5-25 cm). Orig.-Broschur. [Softcover / Paperback].
br. Questo libro, tradotto per la prima volta, ha anticipato la rivoluzione dell'epistemologia del XX secolo presentando tesi che sono poi diventate famose grazie a K.R. Popper, T.S. Kuhn e in parte RK. Feyerabend. Già dal 1927, basandosi sulla relatività e la meccanica quantistica, Bachelard ha avanzato l'idea che la conoscenza scientifica sia fondamentalmente approssimata e inesatta, ma capace di rendere tale approssimazione il suo punto di forza e la chiave della sua crescita trionfante. La verità scientifica si rivela una ricerca senza fine, che si perfeziona rettificandosi nel corso della sua storia discontinua e aperta. Con esempi tratti dalla fisica e dalla matematica, Bachelard mostra come i concetti di realtà e di verità possano ricevere un senso del tutto nuovo da questa sua "filosofia dell'inesatto" scientifico. L'approssimazione dimostra poi come la realtà sia piuttosto una costruzione del nostro spirito (scientifico) che un'entità metafisica data una volta per tutte al di fuori di noi. L'attenta e antidogmatica analisi bachelardiana spiega come la ragione scientifica tragga il proprio senso dalla consapevolezza della propria insufficienza e dalla determinazione nel continuo tentativo di superarla (riabilitando il valore cognitivo degli errori). A partire da questo libro, Bachelard dimostrerà poi l'importanza della storia delle scienze, inaugurando una epistemologia che cambierà per sempre il nostro modo di considerare le teorie scientifiche.
br. Questo libro, tradotto per la prima volta, ha anticipato la rivoluzione dell'epistemologia del XX secolo presentando tesi che sono poi diventate famose grazie a K.R. Popper, T.S. Kuhn e in parte RK. Feyerabend. Già dal 1927, basandosi sulla relatività e la meccanica quantistica, Bachelard ha avanzato l'idea che la conoscenza scientifica sia fondamentalmente approssimata e inesatta, ma capace di rendere tale approssimazione il suo punto di forza e la chiave della sua crescita trionfante. La verità scientifica si rivela una ricerca senza fine, che si perfeziona rettificandosi nel corso della sua storia discontinua e aperta. Con esempi tratti dalla fisica e dalla matematica, Bachelard mostra come i concetti di realtà e di verità possano ricevere un senso del tutto nuovo da questa sua "filosofia dell'inesatto" scientifico. L'approssimazione dimostra poi come la realtà sia piuttosto una costruzione del nostro spirito (scientifico) che un'entità metafisica data una volta per tutte al di fuori di noi. L'attenta e antidogmatica analisi bachelardiana spiega come la ragione scientifica tragga il proprio senso dalla consapevolezza della propria insufficienza e dalla determinazione nel continuo tentativo di superarla (riabilitando il valore cognitivo degli errori). A partire da questo libro, Bachelard dimostrerà poi l'importanza della storia delle scienze, inaugurando una epistemologia che cambierà per sempre il nostro modo di considerare le teorie scientifiche.
brossura L'autore si propone l'esame di alcune delle principali questioni filosofiche poste dalla nozione di "persona", con particolare attenzione al recente dibattito sviluppatosi su questo tema nel contesto della filosofia analitica e delle scienze cognitive. Che cosa costituisce l'identità di un individuo attraverso il tempo? Che cosa determina l'unità del soggetto? L'articolazione del volume segue esigenze di tipo didattico e presenta i temi trattati per progressivi approfondimenti. Il pubblico potenziale comprende i filosofi, gli psicologi interessati al tema dell'identità, gli scienziati cognitivi in genere.
br. Riunire in un volume le esperienze meta-scientifiche di un gruppo di giovani ricercatori è una sfida che già negli anni scorsi, in questa collana, ha consentito al pubblico incontri sulle frontiere dei saperi di oggi e di domani. Dalla presa di coscienza epistemologica di che cosa sia una macchina, nella sua accezione più ampia di "artefatto che consumando una risorsa modifica lo stato di un sistema", alcuni valorosi dottorandi del corso di Epistemologia della macchina, nella Scuola di dottorato del Politecnico di Torino, hanno intrapreso un'avventura per declinare le macchine nelle loro funzioni multidisciplinari, studiandole secondo un metodo del tutto nuovo, che unisce la scienza pura alla pura fantasia. Nasce così un "Atlante degli incontri con la macchina" per mezzo del quale è possibile compiere viaggi (immaginari, ma non solo) tra passato e futuro, perché la letteratura rende possibile scoperte ben oltre la curvatura dello spaziotempo.
ill., br. I confronti avuti con numerosi giovani nel corso di Epistemologia della macchina, nella Scuola di Dottorato del Politecnico di Torino, da alcuni anni producono una serie di brevi libere "scritture" che potremmo definire "ai confini della realtà". I capitoli di questo libro sono il frutto di originali ed extravaganti elaborazioni realizzate da una quarantina di dottorandi che, pur provenendo dalle più disparate aree culturali (sempre afferenti alla cultura politecnica), hanno sperimentato l'avventura di valicare i confini delle proprie discipline. Parlare di fanta-scienza sarebbe inopportuno, perché invece è proprio l'immaginazione, a volte irriverente verso i dogmi della scienza, l'unico mezzo per mettere a fuoco ciò che ancora non è parte di una disciplina comprovata. E, sebbene alcune affermazioni faranno sorridere, basterà aspettare per poterne verificare la valenza, se non "scientifica", almeno utopistica. Perché le domande di fondo restano: Che cos'è la scienza? Che cos'è la tecnica? Quale sarà il nostro futuro?
brossura Cos'è la scrittura? Qual è il suo rapporto con il pensiero? Come restituire le cose nella parola? E qual è il legame fra questa parola e la relazione con gli altri, l'agire collettivo? La filosofia ha sempre incontrato queste domande, ma le ha spesso aggirate, concependo il suo linguaggio come un semplice strumento, trasposizione di qualcosa già pensato e posseduto in modo chiaro e distinto. Maurice Merleau-Ponty ci ha mostrato invece una filosofia che mette in questione il suo essere scrittura, che ragiona attraverso la letteratura e usa consapevolmente formulazioni letterarie per tentare di rendere la vitalità dei fenomeni e l'esperienza delle «cose stesse». Con Merleau-Ponty non solo la riflessione intorno all'espressione - da intendere come cifra dell'avventura umana e forma di comunicazione che lega esseri e cose - si impone con tutta la sua forza, ma lo stesso testo filosofico è costretto a spingersi ai suoi limiti, per dire la nostra commistione con il mondo ed esibire il carattere produttivo e intimamente sociale della parola. Così, esplorando il rapporto fra la filosofia e la dimensione letteraria in Merleau-Ponty, analizzando le figure che utilizza e cercando di individuare una sua particolare retorica, facendo leva sui suoi testi meno conosciuti, postumi, inediti e sui più recenti studi critici, questo lavoro non si propone solo di gettare un nuovo sguardo su uno dei pensieri più affascinanti del Novecento, ma anche di riprendere il suo sforzo per esplorare il rapporto fra scrittura e filosofia nelle sue profonde implicazioni ontologiche e politiche, per arrivare a pensare nuove istituzioni dell'essere sociale. Prefazione di Renaud Barbaras.
brossura La neurobiologia costituisce una delle aree scientifiche più avanzate e che più interesse suscita in tutto il mondo. Le ricerche neuroscientifiche oggi riguardano questioni come il pensiero, la coscienza, la libertà, le emozioni, che prima erano considerate un campo esclusivo della filosofia. Questo volume intende introdurre in questo settore in un modo essenziale, accessibile ma anche rigoroso, per poter così delineare ciò che potrebbe chiamarsi una "filosofia della neuroscienza".Nella prima parte si presenta una visione panoramica della storia della neuroscienza, con una particolare attenzione al pensiero di neuroscienziati contemporanei che hanno riflettuto su argomenti antropologici, spesso con interpretazioni contrastanti. La seconda parte è dedicata al rapporto tra il cervello, con le sue funzioni, e i diversi livelli della persona umana, con un'ampia sezione sulle tematiche della percezione, le emozioni di base, la coscienza del proprio corpo e la percezione delle altre persone. Il libro interesserà a tutti coloro che desiderino approfondire i rapporti che si possono tracciare tra le conoscenze neurobiologiche e l'antropologia filosofica.
1975100136471Wiley-Blackwell 1975 208 pages 13 9x21 5x1 4cm. 1975. Broché. 208 pages.
In-8° (cm. 23,4), pp. 35 (da p. 132 a p. 166. Fasc. pinzato a graffe, privo di piatti. Sottolineature leggere a matita a molti passi nelle prime 12 pagine. 1. A Terminilogical Clatification. 2. Te Question at Issue. I. Objections against the Philosophical Approach to Reality. 1. Philosophy.s Claim to a Superscientific Status. 2. Argumentation against the Superscientific Claim of Philosophy. II. Historical and Psychologicla Contributions of Philosophy to Scoence. 1. Historical... 2. Psychilogicla... III. The Problem of Human Understanding; a Systematic Analysis. 1 Genetica Epistemilogy or the Scientific Investigation of Knowlwdge. 2. Achievements and Problems os Scientific Epistemology. 3. Philosophical Aspects of the Problem of Understanding. CANTORE gesuita, laureato in fisica, filosofia e teologia, già docente alla Università Gregoriana e alla Fordham University, biblista, iniziatore della prospettiva intellettuale nota come "Umanesimo scientifico", tesa a valorizzare il contributo della scienza alla promozione della dignità umana.
1976100134582Indiana University Press 1976 240 pages 14 986x1 778x23 114cm. 1976. Cartonné. 240 pages.
1991100137959State University of New York Press 1991 294 pages 13 462x21 59x1 7018cm. 1991. Broché. 294 pages.
1982235635Berlin: de Gruyter 1982. XVII, 546 S., Reg., Lit.verz. Br. *Anfangs mit Bleistiftanstreichungen*.
2001100147312VRIN 2001 320 pages 13x2x21cm. 2001. Broché. 320 pages.
1967100145709François Maspero 1967 in8. 1967. Broché. Lire le Capital est un ouvrage collectif issu d'un séminaire dirigé par Louis Althusser à l'ENS publié en 1965. Il propose une lecture philosophique et symptômale du Capital de Marx visant à dégager la philosophie sous-jacente de Marx à travers une approche structuraliste plutôt qu'une interprétation économique humaniste ou historiciste
1999100150977À la carte 1999 118 pages in8. 1999. Broché. 118 pages. Ce livre de Marie-Dominique Chenu théologien dominicain explore la question de savoir si la théologie peut être considérée comme une science. Il s'inscrit dans une collection encyclopédique catholique du XXe siècle et examine le statut épistémologique de la théologie
1990100136470Routledge 1990 272 pages 14x3x22cm. 1990. Cartonné jaquette. 272 pages.