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In-8° pp. XIII-193, con 1 tav. f.t. leg. in tela con sovracc. ill. edit.
pp. 344, in 8°, bross.
pp. 368, in 8°, bross.
In-16° pp. 281, bross. edit. con lievi tracce d'uso, intonso.
in-12, 139 pages, 1 carte h.t. depl., broche, couverture illustree à rabats. Tres bel exemplaire. [CL-5]
P., Gallimard "Les cahiers de Marcel Proust" n° 5, 1929. In-8 broché, 242 pages. Papier vieilli naturellement.
In-8, XV-84p. Catalogue d'exposition rédigé par Jacques Suffel. Préface de Julien Cain. Illustré de 22 planches hors texte.
In-8, 196p.
In-8, 228p. Avec une préface de Paul Morand et une lettre inédite de Marcel Proust.
In-4, non paginé. Contient notamment: "Proust vu par les médecins"; "Le martyr d'un écrivain" par le Dr A. Wicart; "En voyant vivre et souffrir le romancier du ÒTemps perduÓ" par le Pr G. Roussy; "Les médecins consultants dans Proust" par le Pr H. Mondor.
In-8, 191p. Exemplaire à l'état de neuf.
Paris, N.R.F. Album de La Pléiade, 1965. In-12, 321 pp plus index des illustrations et des noms cités., reliure cuir souple de l'éditeur, rhodoïd, étui. (sans sa jaquette illustrée). 412 illustrations Quatrième album illustré de la Bibliothèque de la Pléiade. Exemplaire en très bel état.
Paris, Editions " Le Rouge et le Noir", Cahier spécial de Littérature et de Critique - Avril 1928. In-8, broché, couverture imprimée, 111 pp. Coupures de presse jointe du 22 Septembre et Octobre 1928. Edition originale numérotée. N° 137. Textes par H. Daniel-Rops, André Berge, Ernest-Robert Curtius, Henri Bonnet, Pierre Charles, Louis Emié... Un portrait et des lettres de Marcel Proust à Robert de Montesquiou en fac-similé. Bel exemplaire.
Paris, Perrin, 1991. Fort in-8, broché, couverture illustrée, 775 pp. Edition originale. Planches hors-texte. Bel envoi autographe de l'auteur.
Paris, Armand Colin, 1970. Grand in-8, 369 pp plus table.Bradel en demi percaline bleue à coins, dos lisse, fleuron et filets dorés, pièce de titre havane, (couvertures conservées). Avec une page en fac-similé de la dédicace d'un exemplaire de Pastiches et Mélanges à André Beaunier. Bel exemplaire, rare.
in-8°, 382 pp., illustrations n&b hors-texte, tabl. genealogique, notes, index, broche, couverture illustree. Tres bel exemplaire [DV-16]
Paris, Hachette, 1965. Collection "Génies et Réalités". Un volume de format in 8° de 295 pp. sur beau vélin blanc; illustré de très nombreuses reproductions photographiques dont certaines en couleurs contrecollées. Reliure de l'éditeur en skivertex grenat titres dorés, jaquette rhodoid. Bel état.
Messaggerie Pontremolesi, 1989. Rilegato con sovraccoperta. Spedizioni tracciabili con raccomandata entro 24 ore dall'ordine. Hardback cover with dust jacket in fine conditions, no price clipped, no inscriptions or markings inside. Worldwide delivery.
AA. VV. Quaderni Proustiani. , Arte tipografica 2011, Buone condizioni: copertina con lievi segni di usura, tagli leggermente sporchi, pagine ingiallite dal tempo ma di ottima fruibilità Buono (Good) . <br> <br> <br> 279<br> 9788864190587
AA. VV. Quaderni Proustiani. , Arte Tipografica 2010, Condizioni discrete: copertina un pò sporca, tagli leggermente bruniti, pagine ingiallite ma di buona fruibilità, sottolineature a penna all'interno del libro, presenza di foto ed illustrazioni Buono (Good) . <br> <br> <br> 245<br> 9788864190426
Copia in ottimo stato di conservazione in prima edizione Meridiani con astuccio figurato e sovra copertina in acetato trasparente.
pp. 144, cm 18x10, bross.
br. "Quando Marcel Proust morì, già celebre nel mondo, nel 1922, molti si precipitarono da colei ch'egli chiamava la sua «cara Céleste», per ottenerne la testimonianza, i ricordi. Molti sapevano che solo lei (per essergli vissuta accanto negli otto decisivi anni della sua esistenza) deteneva verità essenziali sulla persona, sul passato, sugli amori, sullo sguardo sul mondo, sul pensiero, sull'opera di quel grande, geniale infermo. Quelle stesse persone non ignoravano che, per ore e ore, tutte le notti - notti che erano il giorno per quell'uomo -, Céleste Albaret aveva avuto l'eccezionale privilegio di sentirlo raccontar di sé sul filo della memoria, e raccontare le serate da cui tornava, e mimare e ridere come un fanciullo e tracciare già ad alta voce questo o quel capitolo dei suoi libri. Céleste era il testimone principe, il centro di tutto. Ma per cinquant'anni rifiutò di parlare. La sua vita, diceva, se n'era andata con Monsieur Proust. E come lui s'era costretto, in volontaria reclusione, nella propria opera, così lei ormai voleva vivere da reclusa nella sua memoria. Soltanto così lui sarebbe rimasto il magnifico monarca dello spirito e il mostro di tirannia e di bontà ch'ella aveva, come oggi dice, «amato, subìto, assaporato». Tentare di render tutto questo - e di renderlo malamente, come temeva - avrebbe significato tradirlo. Se ora, a ottantadue anni, ha mutato parere è perché ha ritenuto che altri, meno scrupolosi, avessero tradito Marcel Proust, sia perché non disponevano delle sue fonti di verità, sia per eccesso di fantasia o per la tentazione di erigere a tesi le loro piccole, «interessanti» (o interessate) ipotesi. Quanto a me, affermo che non avrei accettato di farmi l'eco di Madame Albaret se dopo alcune settimane - sui cinque mesi che durarono le nostre conversazioni - non mi fossi convinto della sua assoluta sincerità. Poiché questo libro urterà molti preconcetti e susciterà numerosi malumori, volevo esser assolutamente certo di non prestarmi a un altro genere di tradimento: quello, come ho detto un giorno a Madame Albaret, di erigere un'icona." (Dall'introduzione di Georges Belmont)
Il presente libro, curato da Giuseppe Grasso, comprende quattro scritti, apparsi in francese tra il 2004 e il 2009, in cui l'autrice propone un interessante percorso di lettura sulle complesse relazioni che s'intessono - a partire dal caso Proust - fra la creazione letteraria e la creazione del pensiero. Se Proust ha avuto un rapporto ambivalente con la filosofia, anche i pensatori del Novecento - da Sartre a Barthes a Deleuze - hanno adottato strategie di appropriazione e di distanziazione diversificate nei confronti della Recherche, opera divenuta punto di riferimento ineludibile nel corso degli anni Cinquanta. Dopo alcuni suggestivi raffronti con la filosofia di Husserl, che la critica francese non ha mai accostato a Proust, Anne Simon passa in rassegna le divergenze di fondo che separano l'approccio ermeneutico di Ricoeur da quello fenomenologico di Merleau-Ponty, ugualmente interessati al mondo poetico proustiano. La raccolta di scritti antologizzati - tre dei quali sono inediti in Italia - mira a far vedere il modo in cui Proust non smette d'infondere il proprio respiro al pensiero. Autori: Anne Simon. Curatori: G. Grasso.