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br. "Come entrare in un'opera come quella di Kafka? un'opera che è un rizoma, una tana?". Proprio come il Castello, essa presenta molteplici ingressi, senza che si sappia quali siano le leggi che ne regolano l'uso e la distribuzione. Si potrà allora entrare da un punto qualsiasi, non ce n'è uno che valga più dell'altro, nessun ingresso è principale o secondario. Deleuze e Guattari scelgono di partire dal concetto di lingua (e letteratura) minore, facendone il cardine di un vero e proprio programma filosofico-politico e la chiave per rileggere, insieme con l'opera di Kafka, tutta la letteratura del Novecento. Letteratura minore non vuol dire letteratura in una lingua minore, ma letteratura di una minoranza che impiega una lingua maggiore. Di fronte a una triplice impossibilità (impossibilità di non scrivere, impossibilità di scrivere in tedesco, impossibilità di scrivere in un'altra lingua), Kafka ha deciso di usare - e qui sta il suo genio - il tedesco come lingua minore. "Di grande, di rivoluzionario non c'è che il minore. Odiare ogni letteratura di padroni. Attrazione di Kafka per i servi e gli impiegati - stessa cosa, in Proust, per i servi e il loro linguaggio. Ma, altrettanto interessante, la possibilità di fare della propria lingua un uso minore. Essere nella propria lingua come uno straniero... Quanti stili, o generi, o movimenti letterari, anche minimi, sognano una cosa sola: assolvere una funzione maggiore del linguaggio, offrire i propri servizi come lingua di Stato, lingua ufficiale... Fare il sogno al contrario: saper creare un divenir-minore - c'è una chance per quella filosofia che per secoli formò un genere ufficiale e referenziale? Oggi l'antifilosofia vuol essere linguaggio del potere. Approfittiamone".
in-8°,, 313 pp., broche, couv. Bel exemplaire, complet de sa bande pub. [MI-3] Analyse de l"oeuvre de romanciers et de philosophes tels que Dostoïevski, Kafka, Graham Greene, Malraux, Koestler, Malebranche, Kant, Hegel, Jaspers, etc.
Saggi 758. In 8°, bross. e sovraccop., pp.286.
In-8 (cm. 22.70), brossura illustrata, pp. 443, (3). Texte en français. Introduction de Elian-J. Finbert. Carte ancora intonse. Tracce d’uso ai tagli della brossura. Ex libris e segnatura al risguardo anteriore. Peraltro, volume in buono stato di conservazione (good copy).
No marks or inscriptions . No creasing to covers. A very clean very tight copy with bright unmarked boards and no bumping to corners. 163p. This issue includes Billy Bunter annuals and paperbacks, John Creasey's pseudonymous works, Franz Kafka, Bette Davis, Sir Charles Oman historian, London Book Fairs, Erskine Childers, index and letters and classified..
br. L'analisi della comicità in Kafka di Guido Crespi ha una carica innovativa rispetto all'interpretazione che di Kafka vede solamente l'artefice di un'opera che contestava dall'interno le ragioni che rendono possibile il totalitarismo. È evidente, come scrisse Kundera nei "Testamenti traditi" che lo scrittore, lungi dall'essere alienato dal suo riso, in realtà "si diverte per noi" mentre inscena le sue storie condendole con crudeltà e sadismo, tanto più notevoli perché serviti freddi con una prosa al tempo stesso allusiva e trasparente (in apparenza, ma sempre con la doppia camera di compensazione del "simbolo nascosto"). David Foster Wallace nel 2005 scrisse che "la comicità di Kafka dipende da una sorta di letterarizzazione radicale di verità solitamente trattate come metafore" dispiacendosi di non essere capace di far comprendere ai propri studenti "che Kafka è comico". Il maggior studioso contemporaneo dello scrittore boemo, Reiner Stach, si è voluto concedere alla fine del monumentale lavoro biografico durato circa vent'anni, un libro propriamente "kafkiano", ovvero composto con "99 reperti" che ci offrono tutti insieme i tratti somatici dell'Uomo-Metamorfosi. Eccone alcuni: "Kafka bara all'esame di maturità", "Kafka s'infuria", "Kafka vorrebbe essere come Voltaire", "Kafka e Brod perdono al gioco i soldi della cassa comune per il viaggio". Il ritratto che ne esce, dove si mettono a nudo i tic di un uomo apparentemente come altri, ma che delle sue ossessioni - compresa quella sessuale, su cui il comico di Kafka si sbizzarrisce non poco (la sua Brunelda era rimasta nel cuore di Fellini, anche se non riuscì a farci il film che avrebbe desiderato, all'incrocio fra la Gradisca e la Grosse Margot) - ha saputo darci il succo più puro e per questo anche il più pericoloso, è a tutti gli effetti una maschera da Commedia dell'arte e non è da escludere che la figura longilinea di Kafka, i suoi tratti minuti e appuntiti del volto, possa trasformarsi nel burattino del ventriloquo, in perfetto abito di gala, che apre e chiude la sua bocca per pronunciare battute franche e crudeli a cui si dà ascolto come un divertimento ma che arrivano a toccare i nostri più nascosti orgogli. Come il saggio di Crespi dimostra. Prefazione di Alessandro Paci.
pagg. 112, foto a colori.
A stunning livre d'artiste, WITH 31 EXTREMELY FINE ORIGINAL ETCHINGS (many with aquatint, many printed in color) BY JOAN PONC. One of the etchings is double-page, 24 are full-page, and 6 are smaller ornaments. Edition limited to 180 numbered copies on extremely fine Guarro wove paper. EXCEPTIONALLY, THIS COPY COMES WITH AN ADDITIONAL ETCHING, A LARGER VERSION OF THE FRONTISPIECE, PRINTED ON JAPON NACRE AND SIGNED BY PON«. ONLY 20 SUCH PROOFS WERE PRINTED. The book, furthermore, is SIGNED IN PENCIL BY THE ARTIST WITH HIS LARGE AND HIGHLY DECORATIVE SIGNATURE. Large elongated folio (45 cm). Loose as issued, in publisher's cloth chemise and clamshell box. FINE AND BRIGHT, LIKE NEW, WITH NO DEFECTS, IN THE ORIGINAL CARDBOARD SHIPPING BOX. Very rare in such perfect condition.
AN ORIGINAL SIGNED ETCHING BY JOAN PON«. This haunting etching is a larger version of the frontispiece of the well-known livre d'artiste published by PolÌgrafa. ONE OF ONLY 20 IMPRESSIONS WITH HUGE MARGINS (66 x 50 cm) ON EXTREMELY FINE JAPON NACRE PAPER, SIGNED AND NUMBERED BY THE ARTIST IN PENCIL. FINE AND BRIGHT, LIKE NEW, WITH NO DEFECTS.
In 4°, br. edit. ill., pp. non num.; prevalentemente ill. b/n; ottimo es.. (m192) . (spedizione standard SEMPRE tracciata con raccomandata-piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
Une revue brochée de format in 8° de 280 pp. Bon état. Nombreuses contributions. Voir photos. Revue peu fréquente.
Une revue littéraire brochée de format in 8° de 320 pp.. Textes inédits de Kafka (Lettres à Milena); D. Rolin; P. Mousset; Boileau-Narcejac (Le Mauvais Oeil); ... Bon état. Voir photo
Mm 150x220 Brossura editoriale di pp. 160. Opera in buonissime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE. WORLDWIDE DELIVERY
Mm 130x215 Europe: revue littéraire mensuelle, 80 année, n° 876, Avril 2002. Brossura editoriale di 344 pagine. Piccola rottura restaurata del dorso, peraltro copia molto buona. Testo in lingua francese - french text. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Mm 145x250 Collection "L'atelier du monde". Brossura editoriale con bandelle, 143 pagine profusamente illustrate a colori. Esemplare in ottime condizioni. Testo in lingua francese - french text. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
301, [3] pp.; 21,5 cm. Cart. edit., sovrac
br. Fin dalle prime pagine di questo libro, Kafka diventa prossimo e famigliare al lettore. Grazie al libro di Citati, ognuno, senza accorgersene, viene portato nel cuore da cui è possibile comprendere tutta l'opera di Kafka, dalle "Metamorfosi" al "Processo", da "America" al "Castello", dalla "Costruzione della muraglia cinese" alla "Tana".
In-8 (cm. 22.40), cartonato editoriale, sovracoperta editoriale illustrata, pp. 301, (3). Prima edizione. In ottimo stato (nice copy).
Mm 110x180 Collana "Pinnacoli". Brossura editoriale di 123 pagine. Esemplare in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
BORLA 1967 223 PAGINE, TRADUZIONE DI OTTAVIA ROISSARD. SEGNI DEL TEMPO, OTTIME CONDIZIONI GENERALI.
Exemplar aus dem Vorbesitz des Germanisten Michael Berger, Träger des Josef-Mühlberger-Preises 1999 und Dozent für die Literatur zum Prager Kreis. Kleinste Bleistiftanstreichungen bis zur Seite 30, sonst geringe Lesespuren. V o r b e m e r k u n g 9 1 . E i n l e i t u n g 1 1 1 . 1 . F o r s c h u n g s l a g e z u m P h a n t a s t i s c h e n i n d e r L i t e r a t u r . . . 1 1 Zum Wandel des Forschungsinteresses 11 - Außertextliche Definitions- schablonen 11 - Wirkungsästhetische Bestimmung des Phantastischen 11 - Der psychologische Ansatz 12 - Sozialtheoretische Ansätze 13 - Text- immanente Beschreibungskriterien 14 - Motivanalytische Bestimmun- gen 14 - Phantastik und 'Realität' 15 - Todorovs „Introduction" 18 - Zusammenfassende Kritik 19 1.2. Ansatz der Untersuchung 20 Zur Problematik einer ausschließlichen Orientierung am Selbstverständ- nis der Texte und eines begriffsgeschichtlichen Zugriffs 20 - Struktur- analytische Gesichtspunkte 21 - Historische Kriterien 22 - Die Tradi- tion der „schwarzen Romantik" (M. Praz) 22 - Zur Epochen- und Textauswahl 25 - Kafka und die phantastische Literatur in der For- schung 27 - „Einsinnigkeit" 30 - Kafka und der literarhistorische Kon- text 30 2. Die Normalausprägungen der Phantastik zu Beginn des 20. Jahrhunderts in der Tradition der „schwarzen Romantik" 34 2.1. Okkultistische Phantastik. Gustav Meyrinks Roman „der Golem" 34 2.1.1. Die natürliche Komponente 34 Detailschärfe, Authentizität und eigenständige Relevanz des städtischen Milieus in der Dickens-Nachfolge 34 — Wassertrum und die „Metamor- phosen Satans" 35 - Rosina und die Tradition der „femme fatale" 3 7 - Weitere Figuren im Horizont des Natürlichen 38 — Meyrinks natura- listische Folie 38 2.1.2. Die Signatur des Übernatürlichen 38 Die Golem-Gestalt 38 - Zur Position Mirjams, Laponders und Hillels 40 - Athanasius Pernath als Repräsentant sämtlicher Erfahrungsebenen des Romans 42 - Spiritualisierung des Raumes 44 - Meyrinks symboli- sche Welt 46 - „Der Golem" als Schauerliteratur? 46 2.1.3. Geistesgeschichtliche Grundlagen der okkultistischen Phantastik 47 Buddhismus 47 - Kabbala 48 - Paracelsus 51 - Yoga 52 - Meyrink und die zeitgenössische Theosophie 55 2.1.4. Unschlüssigkeit Verrätselung in der Binnenhandlung 56 - Die Funktion des Erzählrah- mens unter dem Einfluß Camille Flammarions 57 — Zusammenfassung 63 2.1.5. Die Rolle des Subjekts. Symbolismus 63 2.2. Phantastische Allegorie in der Tradition der „schwarzen Romantik". Alfred Kubins „Die andere Seite" 66 2.2.1. Phantastik und Allegorie bei Todorov, Vax und Sokel 2.2.2. P h a n t a s t i s c h e Unschlüssigkeit i n V o r s p a n n u n d Schluß . . 6 7 2.2.3. D i e allegorische A u s r i c h t u n g d e r ' a n d e r e n Seite' . . . . 7 1 2 . 2 . 3 . 1 . P a t e r a u n d d i e » M e t a m o r p h o s e n S a t a n s " 7 1 Rätselhaftigkeit der Figur 71 — Patera in der Tradition des Magneti- seurs: Poe, Hoffmann 72 — Satanische Züge bei Herkules Bell 76 — Die messianische Gegenkomponente 77 — Die übergreifende Polarität von Leben und Tod. Eros-Thanatos 77 - Die Lebensphilosophie von Lud- wig Klages 80 - Universalität von Pateras Wirkmacht 82 2.2.3.2. Melitta Lampenbogen als „femme fatale" 83 Elemente des Typus 83 - Barbey d'Aurevilly, „Les Diaboliques" 84 - Melittas Bindung an die Grundkonstellation von Leben und Tod 85 - Otto Weiningers Theorie der „femme fatale" 86 2.2.3.3. Die umfassende Präsenz der „Medusenschönheit" bei Kubin . 88 2.2.3.4. Zum Sadismus in der 'anderen Seite'. Mereschkowski. . . 90 2.2.3.5. Die Landschaft der 'anderen Seite' 92 2.2.3.6. Der Allegoriker Kubin 95 2.2.3.7. Der Symbolismus der „Anderen Seite". Baudelaire . . . 99 2.3. Das Spektrum der Normalausprägungen 101 2.3.1. Einleitung. Die Poe-Rezeption um die Jahrhundertwende . 101 2.3.2. Die spiritualistisch-mythische Grundstruktur 103 Der Poe-Essay von Hanns Heinz Ewers 103 - Weitere Texte Meyrinks 104 - Korf, „Die andere Seite der Welt" 105 - Strobl, „Umsturz im Jenseits" 106 — Poes Erzählungen zum Magnetismus 106 — Erotik und Tod: Ewers, „Der schlimmste Verrat" 109 - Frauengestalten Poes im Einflußbereich von Lockes Empirismus 110 2.3.3. „Metamorphosen Satans" 114 Meyrink, „Ohrensausen", „Meister Leonhard" und „Der weiße Domi- nikaner" 114 - Weitere Varianten des Diabolischen: Korf, Busson, Sta- delmann 115 - Humanisierung des Satanischen: Ewers, „Der Zauber- lehrling" und Strobls „Eleagabal Kuperus" 116 - Humoristische Aus- prägungen: Ewers, „Der Spaß des Dr. Teufelsdrökh" und das Teufels- motiv bei Poe 117 2.3.4. Die „femme fatale" 118 Ewers, „Alraune" 118 - Gabelentz, „Die Verführerin" 119 - Animali- sierung: Ewers, „Die Spinne", Gabelentz, „Der Vampir" 120 - Mey- rink, „Der Engel vom westlichen Fenster" 120 — Poe und der Typus 121 2.3.5. „Medusenschönheit" 122 „The Oval Portrait" und andere Ausprägungen dieses Schönheitstypus bei Poe 122 - Meyrink, „Der weiße Dominikaner", Gabelentz, „Ein Traum", Münzer, „Phantom" 124 2.3.6. Das Erbe des „Göttlichen Marquis" 125 Poe, „The Pit and the Pendulum" als psychologisches Experiment 125 — Strobl, „Der Kopf" und Poes „A Predicament" 128 - Ewers, „Die Ma- maloi", „Der Zauberlehrling" 130 2.3.7. Die vitalisierte Landschaft und Poes „The Fall of the House ofUsher" 131 2.3.8. Unschlüssigkeit 133 Die Phantastik zu Beginn unseres Jahrhunderts 133 - Theoretische Äu- ßerungen Poes, „The Fall of the House of Usher" und „The Man of the Crowd" 136 2.3.9. Angst, Schrecken 140 2.3.10. Allegorische Varianten 141 Strobl, Flam, Renker, Gabelentz, Heym und Döblins „Die Helferin" 141 - Poe, „The Masque of the Red Death" und Poes Theorie der Imagi- nation 144 2.3.11. Symbolismus in Poes „Ligeia" und in der Phantastik zu Beginn des 20. Jahrhunderts . 149 2.3.12. Zusammenfassung 151 3. Die Phantastik Franz Kafkas 153 3.1. Das Gespenstermotiv bei Kafka 153 3.1.1. „Unglücklichsein" 153 Thomas Mann, „Der Kleiderschrank" 153 - Ansätze zur Allegorisie- rung bei Kafka 157 - Modifikationen des Gespenstermotivs gegenüber den Normalausprägungen. Dostojewski 158 — Subjektivität 161 — Auto- biographische Züge 163 3.1.2. Kafka und die lebenden Toten. „Der Jäger Gracchus" und weite- re Varianten des Gespenstermotivs 167 Entsprechungen zu den Normalausprägungen 167 - Max Brod, „Die erste Stunde nach dem Tode" 169 - Brods Essay „Höhere Welten" 171 - Kafka und der zeitgenössische Okkultismus: Theosophie (Steiner, Herr- mann), Spiritismus und Okkultismus mit naturwissenschaftlichem An- spruch (Bergmann, Maeterlinck) 171 - Modifikationen des okkultisti- schen Horizonts in Kafkas Erzählung 177 3.2. Kafka und die Tradition derzählung 177 3.2. Kafka und die Tradition der „schwarzen Romantik" . . 181 3.1.1. Einleitung 181 3.2.2. Das Erbe des Sadomasochismus 183 3.2.2.1. Varianten von Qual und Selbstqual 183 Der Abschnitt „Ritt" in der „Beschreibung eines Kampfes" und Lebens- zeugnisse Kafkas 183 - „Die Verwandlung" und Todorovs Sicht der Erzählung: Sadomasochismus und Animalisierung. Flauberts „Legende", Dostojewski. Jagd und gejagtes Wild bei Kafka 186 - Das „Prügler"- Kapitel im „Prozeß" 194 3.2.2.2. Der Tod als Kulminationspunkt von Qual und Selbstqual . 195 Drang zum Tode und Tod zu Lebzeiten. „Tatbeobachtung" als Grund- erfahrung von Kafkas Phantastik 195 - „In der Strafkolonie": Hin- richtungen in der „schwarzen Romantik" des 19. Jahrhunderts (Byron) und die Struktur der „Tatbeobachtung" 198 3.2.2.3. Schmerz, Destruktion und Wahrheit 201 3.2.2.4. Perversion 203 Zur Problematik der Motivation quälerischer Aktivität bei Kafka 203 - Mirbeau 204 - Dostoje und die Struktur der „Tatbeobachtung" 198 3.2.2.3. Schmerz, Destruktion und Wahrheit 201 3.2.2.4. Perversion 203 Zur Problematik der Motivation quälerischer Aktivität bei Kafka 203 - Mirbeau 204 - Dostojewski 205 - Poe, „The Black Cat" und „The Imp of the Perverse" 207 3.2.3. Kafkas „Metamorphosen Satans" 209 „Ich mache Pläne" 209 - Entmoralisierung und Humanisierung des Teufelsmotivs in der „schwarzen Romantik" 211 — Fraglose Präsenz des Teufels bei Kafka. 213-Roskoffs „Geschichte des Teufels" 216- Die Literarisierung des Teufels 217 - Flauberts Frühwerk 218 3.2.4. Kafka und der Typus der „femme fatale" 221 Anklänge an den Typus bei Kafka 221 - Kafka und „Carmen" 223 - „Der Kübelreiter" 226 - „Die Krallenhände der Sirene" 227 3.2.5. „Medusenschönheit" 228 Getrübte Schönheit und charakterliche Disposition im literarischen Um- feld Kafkas 228 - Zu den Frauengestalten im „Schloß" 230 - „Ein Landarzt" und die Tradition der „Medusenschönheit" 231 - „Elf Söh- ne" 235 3.3. Die Darstellung der Behördenapparate im „Golem", in der „An- deren Seite" und in Kafkas „Schloß". Satire und potenzierte Unschlüssigkeit 237 Einleitung: Phantastik und Bürokratie 237 - Satire im „Golem" 238 - Auflösung der Rätselhaftigkeit im theaterhaften Gepräge der Büro- kratie bei Kubin 240 - Unschlüssigkeit im Zusammenhang mit der „Schloß"-Bürokratie 241 4 . S c h l u ß . Ü b e r n a t ü r l i c h e u n d t r a n s z e n d e n t a l e P h a n t a s t i k . . . . 2 4 8 Kafkas phantastische Weltsicht in den Lebenszeugnissen 248 - Vorläu- fer: Dostojewski („Die Sanfte" u. a. ), Poe 250 - Schopenhauers trans- zendentale Theorie des Geistersehens als Gegenentwurf zur spiritualisschen Konzeption 255 - Kants „Träume eines Geistersehers" 259 - Brods „Erste Stunde nach dem Tode" und Schopenhauers Willensphilosophie 261 - Affinitäten zum „Jäger Gracchus" 263 - Die Fraglosigkeit von Triebhaftigkeit, Schmerz und Destruktion bei Kafka 265 - Entsprechun- gen zu Dostojewskis Phantastik 267 - Resümee 269 Siglen 272 Anmerkungen 273 Bibliographie 314 Namenregister ISBN 9783770521333
brossura I lavori di Remo Cantoni raccolti in questo libro intendono costituire una vera e propria guida interpretatva all'opera e alla figura di Franz Kafka. Linea di congiunzione dell'intero volume è la lettura del grande scrittore praghese non solo come vittima di un complesso paterno o un caso clinico, come ha voluto spesso la critica psicoanalitica, né come uno scrittore, secondo la lettura di Lukàcs, complice o vittima del capitalismo, ma come uno dei massimi scrittori tragici.
br. Di che cosa parlano le storie di Kafka? Dopo aver ricevuto innumerevoli risposte, la domanda continua a suscitare un sentimento di acuta incertezza. Sono sogni? Sono allegorie? Sono simboli? Sono cose che succedono ogni giorno? Le molte soluzioni che sono state offerte non riescono a eliminare il sospetto che il mistero sia rimasto intatto. Questo libro non si propone di dissipare quel mistero ma di lasciare che venga «illuminato dalla sua propria luce», come scrisse una volta Karl Kraus. Perciò prova a mescolarsi al corso, al tortuoso movimento, alla fisiologia di quelle storie, incontrando via via i quesiti più elementari. Come, per esempio: chi è K.?
brossura Di che cosa parlano le storie di Kafka? Sono sogni? Sono allegorie? Sono simboli? Sono cose che succedono ogni giorno? Non si può dire che le innumerevoli risposte si siano rivelate, alla fine, del tutto soddisfacenti. Questo libro segue un'altra via: non già dissipare il mistero, ma lasciare che venga illuminato dalla sua stessa luce. Kafka scrisse tre romanzi incompiuti, non soltanto perché mancavano ancora alcuni episodi. Piuttosto, era come se fossero stati concepiti per prolungarsi indefinitamente, anche oltre il loro autore. Capire quei romanzi implica ripercorrerli e proseguirli. E implica anche mescolarsi al corso, al movimento, alla fisiologia di quelle storie. Sino al punto di trovarsi in un mondo costituito quasi solo dai suoi scritti.