34 267 résultats
In folio (mm. 457x330), mz. pelle mod., dorso a cordoni con fregi e tit. oro, pp. 10/12 cad. numero, stampato in b.n. e a colori. Offriamo l’annata completa del 1940 (Anno V) in 2 volumi, dal n. 274 (7 gennaio) al n. 325 (29 dicembre). Cfr. Treccani.it: “L’Avventuroso, settimanale a fumetti, uscì a Firenze per l’editore Mario Nerbini dal 1934 al 1943. Pubblicava le migliori storie americane di avventura, quasi in contemporanea con l’edizione degli USA. La sua fortuna declinò quando a queste storie furono sostituite quelle di ispirazione nazionale, imposte dalla propaganda fascista”. Alcuni numeri sono stati rifilati al marg. infer., altrimenti ben conservati.
19467Londres, The Garden, 1893. In-4, 538 pp., demi-basane brune, dos long orné de filets dorés, tranches mouchetées (petites épidermures, légère insolation, petits manques de papier aux coins, une mouillure à plusieurs ff.).
Collezione completa. In ottime condizioni. Serie completa dei numeri unici pubblicati dal gruppo anarchico “Senza limiti”, così dettagliati: «Libertà.... senza limiti, rivista anarchica edita dal gruppo giovani livornesi», agosto 1952; «Volere, rivista anarchica compilata dal gruppo editoriale ‘Senza limiti’», gennaio 1953; «Antitesi, rivista anarchica edita dal Gruppo ‘Senza limiti’», aprile 1953; «Chiarezza, numero unico edito dal Gruppo ‘Senza limiti’», settembre 1953; «Fermezza; Sociologia - Arte - Critica; Rivista Anarchica edita dal Gruppo ‘Senza limiti’», giugno 1954. -- Direttore responsabile Renzo Izzi. Tra i contributori originali Renzo Ferrari, Aldo Filippi, Rolando Barbò, Carriddi Di Domenico, Stelio Ferrari, Domenico Mirenghi, Angelo Destri, Giorgio Bartoli, Tito Eschini, Domenico Pastorello, Mario Barbani. Ripubblicati due articoli di Renzo Novatore: ‘Della donna e dell’amore’ (in «libertà», con indicazione tratto dalla rivista ‘Eresia’ pubblicata in America 1928-29), ‘L’espropriatore’ (in «Volere», con indicazione «dalla rivista ‘Iconoclasta’ n. 10). 5 voll.
Edizione originale. Ottimo esemplare. Celebre rivista milanese, vide la sua prima uscita nel 1973 per interrompere le pubblicazioni 11 anni dopo, con 27 numeri editi e 9 supplementi. Non si presentò mai come portavoce di un gruppo, ma divenne un luogo di dibattito sulle lotte autonome e sulla lotta armata, offrendo ampio spazio a materiale e comunicati delle principali organizzazioni, dalle Brigate Rosse a Prima linea fino ai Nuclei Armati Proletari. Curatissima nella veste grafica: di grande formato, vedeva la stampa di un centinaio di pagine per ogni numero, con molte fotografie e disegni.
Fondata a Roma nel 1882 da R. Bonghi. Nel 1907 subentrò nella direzione C. De Lollis che indirizzò la rivista su un binario in cui dovevano conciliarsi rigore, ricerca e gusto letterario. Nel 1913 si unì nella direzione G. A. Borgese e tarsformò il nome in Nuova Cultura. Seguì una crisi redazionale in seguito alla quale tutto rimase in mano al Borgese che la trasfomò anche nel nome (Il Conciliatore). Nel 1921 la rivista riprese l'antica denominazione e nuovo slancio con la direzione di De Lollis e oltre che per l'altezza dei contributi e la varietà d'interessi, La Cultura si distinse per indipendenza critica e coraggiose riserve verso opere di autori protetti dal regime, e alcuni dei collaboratori rishiarono il carcere. Nel 1935 venne soppressa dal governo fascista. In questa nuova fase collaboratori furono fra gli altri G. Calogero, L. Ginzburg, C. Pavese, B. Migliorini. Disponibile l'annata completa 1921 in un volume in 8° rilegato in brossura editoriale.
Prima edizione. Ottimo esemplare, fresco e pulito, integro (appena accennati segni alle piegature orizzontale e verticale). Penultimo fascicolo (su un totale di soli quattro fascicoli per sei numeri: nn. 3/4 e 5/6 doppi) del mensile diretto e curato graficamente da Fillia — qui come Luigi Colombo. Raccoglie la pattuglia naturista reduce dall'esperienza al quindicinale romano «Il Nuovo». «Interamente dedicato alla problematica naturista [...] una serie di interventi a carattere “scientifico” su vari aspetti del naturismo (alimentare, razziale, igienico, medico, giuridico) e di politica culturale, nella preoccupazione di reintrodurre nel programma politico fascista le linee principali dell'estetica futurista» (Diz. Fut., p. 469). -- Fascicolo interamente dedicato al III Congresso naturista-futurista e Mostra del Naturismo in Piemonte, tenutisi a Torino. Salaris, Riviste futuriste, pp. 256-261; Cammarota, Futurismo, Giornali fut., 139
Edizione originale. In ottime condizioni. Notevolissima grafica di copertina per questo fascicolo del mensile cattolico ‘De Gemeenschap’ (La comunità). Non firmata, ma attribuita al designer neoplasticista Gerrit Rietveld. All’interno, interessante tavola parolibera — o calligramma — di Jan Engelman (tra i fondatori del mensile), che si svolge sulle pp. 30-33.
7687P., Bureau du Journal Amusant, du Papier peint comique, etc., s.d. (seconde moitié du XIXe siècle), 1 vol. in-4 (304 x 217) cartonné sous couverture illustrée en papier, de 52 numéros de 8 pp. chacun. Mis à part quelques très pâles rousseurs au cartonnage, la première et la dernière page du recueil légèrement brunies, le reste est tellement neuf que l'on pourrait croire à un fac-similé !!! Rarissime dans cet état.
1865EYL-188Lyon, Chez tous les Libraires, 1865-1866. In folio (300 x 395) de 83 livraisons de 4 p. (332 p.). Demi basane brune de l’époque, dos lisse orné de fleurons et filets dorés (lèg. passés), plats de percaline prune, avec titre doré sur le plat sup. “Journal de Guignol”, coupes et coins frottés. Bon exemplaire.
Edizione originale. Tutto il pubblicato del 1848 dal numero 1 del 14 agosto al numero 119 del 31 dicembre. Fascicoli sciolti (normali tracce d’usura e segni al dorso di precedente legatura ma complessivamente in stato più che buono quando non ottimo) conservati in cofanetto color avorio con titoli al dorso. Quotidiano fondato a Trieste nell’agosto del 1848 da Angelo Alpron e attivo per due annate. Stampato per i tipi della tipografia Weis, il bifoglio si propose, sull’onda dei moti risorgimentali, come voce moderata della fazione triestina filo-italiana, benché tale moderazione non impedì alle autorità austriache di guardare con sospetto all’influenza che, in poco tempo, il giornale riuscì a conquistare nell’area di diffusione. Scriveva infatti il vicesegretario del governo de Klinkowström al Ministro della Giustizia nel gennaio del 1949: «Considero “Il Costituzionale” come particolarmente pericoloso, quantunque non sia tanto pessimista da credere che tutti i suoi abbonati, reclutati fuori di Trieste e specialmente sulle coste ex venete dell’Istria, giurino per la bandiera della rivoluzione». Ma la tensione che guardava con favore alle insurrezioni e ai processi di unificazione dell’Italia si legava, nello spirito del quotidiano, anche alla più particolare e complessa questione ebraica. Ebreo goriziano, il fondatore e direttore Alpron vedeva - come molti ebrei della nuova generazione - con estrema speranza allo Statuto Albertino promulgato nel marzo del 1848 in cui, per la prima volta, si dichiarava l’uguaglianza di tutti i sudditi, concedendo di fatto pari diritti civili e religiosi anche alla discriminata minoranza ebraica. Cfr. T. Catalan, «Ebrei triestini fra ribellione e lealismo all’Austria nel 1848 - 1849”, in «Studi in onore di Giovanni Miccoli», EUT, 2004, Trieste pp. 239 - 241.
Edizione originale. Tre annate complete (1864, 1865, 1866 - gennaio 1867). Fascicoli complessivamente in ottimo stato rilegati in due volumi mezza pelle coeva. Mancanze e segni d’usura ai piatti e al dorso del primo volume (I e II annata). Bellissimo settimanale illustrato fondato a Torino nel 1864, prima di spostare la propria sede a Firenze quando la città toscana divenne capitale del Regno d’Italia. In un periodo di iniziale e ancora difficile diffusione dei periodici illustrati sul territorio italiano, questa rivista con incisioni in bianco e nero (spesso a piena o anche a doppia pagina) e notizie d’attualità, letteratura e arti rappresentò uno dei tentativi più riusciti di consolidare questo tipo di pubblicazione che all’estero - specie in Francia, Inghilterra e negli Stati Uniti - si era ormai già affermata. Originariamente diretto da Isidoro Maggi e composto da 52 uscite per ogni annata, «Il Giornale illustrato» ebbe inizio con il numero 1 del 5 giugno 1864 per poi proseguire fino al 1868.
Edizione originale. Tutto il pubblicato (16 fascicoli, dal gennaio 1945 all’aprile 1946) della rivista di politica «L’Acropoli». Esemplari in ottimo stato (minime mancanze al dorso di alcuni numeri, brossure con lievissimi segni d’usura, carte intonse leggermente brunite). L’ultimo numero (17-24) dedicato ad Adolfo Amodeo per la sua scomparsa conserva la fascetta editoriale. Fascicoli sciolti contenuti in cofanetto protettivo. Presenti anche il numero speciale commemorativo della rivista dell’aprile 1983 con interventi di Francesco De Martino, Alessandro Galante, Giovanni Pugliese Carratelli, Cosimo Ceccuti, Giovanni Spadolini e «”L’Acropoli” di Adolfo Omodeo, con lettere inedite” (estratto da «Nuova Antologia» dell’ottobre-dicembre 1982 e del gennaio-marzo 1983), Rivista di politica fondata nel gennaio 1945 dal grande storico e membro del Partito d’Azione Adolfo Omodeo, rettore dell’Università degli Studi di Napoli dall’ottobre del 1943 fino alla sua morte sopraggiunta nell’aprile del 1946, mese in cui cesseranno anche le pubblicazioni del periodico realizzato con l’editore napoletano Gaetano Macchiaroli. Studioso dei totalitarismi e difensore della libertà e della democrazia nel loro senso più alto e pieno, Omodeo volle - come scrisse nella premessa al primo numero - che questa rivista fosse un luogo di “critica politica” (con la politica intesa come campo in cui rientra l’intera realtà umana) per far rinascere la vita civile italiana: «Critica politica perciò ci occorre: critica degli ideali e critica delle azioni, calcolo delle forze e calcolo dei limiti. Se esiste una critica delle altre forme e degli altri atteggiamenti spirituali, critica dell’arte, della filosofia, della storia, non si capisce perché non debba esistere una critica della politica».
Edizione originale. In ottime condizioni, con etichetta d’invio a «S. E. Marinetti | Villa Miramare | Levanto». Quindicinale diretto da Arnaldo Ginna, ne uscirono 18 numeri nel 1934. «Organo ufficiale della Federazione dei gruppi naturisti-futuristi e della Confederazione italiana per la bonifica umana fascista», «[...] movimento filosofico dalle basi autarchico-fasciste il cui programma era stato esposto da A. Ginna nell'incredibile libello “L'Uomo futuro”» (Diz. Fut., p. 803). Spazia dall'arte alla medicina, passando per l'industria e il commercio. Salaris, Riviste futuriste, pp. 464-471; Cammarota, Futurismo, Giornali fut., 128
Edizione originale. Brunitura lungo la piegatura verticale nella parte alta della prima pagina; lacerazione in corrispondenza; lacerazione al centro delle pagine in corrispondenza dell’intersezione delle piegature; senza perdite, leggera fragilità. Numero doppio in occasione del «Primo convegno italiano naturista: Energetica e costituzionalismo», da inaugurarsi il 1° ottobre 1934. «Il Nuovo» fu un quindicinale diretto da Arnaldo Ginna, ne uscirono 18 numeri nel 1934. «Organo ufficiale della Federazione dei gruppi naturisti-futuristi e della Confederazione italiana per la bonifica umana fascista», «[...] movimento filosofico dalle basi autarchico-fasciste il cui programma era stato esposto da A. Ginna nell'incredibile libello L'Uomo futuro» (Diz. Fut., p. 803). Spazia dall'arte alla medicina, passando per l'industria e il commercio.
Edizione originale. Esemplare normalmente brunito e con un piccolo strappo al piatto anteriore, ma nel complesso ottimo esemplare. Estremamente raro. Quinto fascicolo della terza seria della rivista olandese «Wendingen» con la copertina dell’artista fiammingo Jozef Cantré. Come la maggior parte dei numeri del 1920, anche il presente ha carattere monografico ed è dedicato all’arte ungherese, come precisato nelle righe introduttive al numero stesso. Creata da Hendricus Theodorus Wijdeveld nel 1918, la rivista, legata all’associazione professionale «Architectura et Amicitia», nacque con l’intento di perseguire un ideale di comunione tra tutte le arti seguendo i “rivolgimenti” - “Wendigen”, appunto - propri di quegli anni di grande fermento culturale e politico. Una «totale riconciliazione delle arti», come scrisse nel primo numero il suo ideatore e capo redattore Wijdeveld, in cui l’architettura avrebbe dovuto giocare un ruolo ovviamente fondamentale ma non egemonico. Non sorprende, dunque, che dei centosedici fascicoli pubblicati tra il 1918 e il 1931 soltanto quarantasette vennero dedicati in modo esclusivo all’architettura, riservando invece estrema attenzione ai punti di contatto tra progettazione e creazione artistica (o alla progettazione messa al servizio della pura creazione artistica). Notevole fu anche la sensibilità verso la pittura simbolista e la “Nieuwe Kunst”, testimoniata ad esempio dall’ultimo numero della prima serie interamente incentrato sull’opera di Jan Toorop, tra i massimi rappresentanti in pittura dell’“Art Nouveau” olandese. Ma l’amore per l’arte in ogni sua forma espressiva è più in generale dichiarato dalle molte immagini che arricchivano ogni fascicolo - elegantissimo con il suo formato 33 x 33 cm e la rilegatura alla giapponese con rafia -, dalle illustrazioni a piena pagina e dalle meravigliose copertine affidate ogni volta ad artisti e architetti diversi.
Edizione originale. Ottimo esemplare (normali e lievi abrasioni perimetrali alle copertina, carte leggermente brunite). Raro. Bellissimo numero doppio della quarta serie (1921) della rivista olandese «Wendingen» interamente dedicato al teatro di figura. Oltre alla copertina affidata all’incisore, ceramista e designer Carel Adolph Lion Cachet, il corposo fascicolo contiene numerose riproduzioni fotografiche in bianco e nero di marionette e burattini utilizzati nel teatro europeo e cinese accompagnate da articoli di approfondimento. Creata da Hendricus Theodorus Wijdeveld nel 1918, la rivista, legata all’associazione professionale «Architectura et Amicitia», nacque con l’intento di perseguire un ideale di comunione tra tutte le arti seguendo i “rivolgimenti” - “Wendigen”, appunto - propri di quegli anni di grande fermento culturale e politico. Una «totale riconciliazione delle arti», come scrisse nel primo numero il suo ideatore e capo redattore Wijdeveld, in cui l’architettura avrebbe dovuto giocare un ruolo ovviamente fondamentale ma non egemonico. Non sorprende, dunque, che dei centosedici fascicoli pubblicati tra il 1918 e il 1931 soltanto quarantasette vennero dedicati in modo esclusivo all’architettura, riservando invece estrema attenzione ai punti di contatto tra progettazione e creazione artistica (o alla progettazione messa al servizio della pura creazione artistica). Notevole fu anche la sensibilità verso la pittura simbolista e la “Nieuwe Kunst”, testimoniata ad esempio dall’ultimo numero della prima serie interamente incentrato sull’opera di Jan Toorop, tra i massimi rappresentanti in pittura dell’“Art Nouveau” olandese. Ma l’amore per l’arte in ogni sua forma espressiva è più in generale dichiarato dalle molte immagini che arricchivano ogni fascicolo - elegantissimo con il suo formato 33 x 33 cm e la rilegatura alla giapponese con rafia -, dalle illustrazioni a piena pagina e dalle meravigliose copertine affidate ogni volta ad artisti e architetti diversi.
Edizione originale. Ottimo esemplare, normalmente brunito e leggermente fiorito ai piatti. Decimo numero della dodicesima serie (1931) della rivista olandese «Wendingen», ultima uscita monografica prima della sua definitiva chiusura decisa in seguito alla cessazione del contratto con le edizioni Mees (subentrate all’editore De Hooge Brug dal 1924). Creata da Hendricus Theodorus Wijdeveld nel 1918, la rivista, legata all’associazione professionale «Architectura et Amicitia», nacque con l’intento di perseguire un ideale di comunione tra tutte le arti seguendo i “rivolgimenti” - “Wendigen”, appunto - propri di quegli anni di grande fermento culturale e politico. Una «totale riconciliazione delle arti», come scrisse nel primo numero il suo ideatore e capo redattore Wijdeveld, in cui l’architettura avrebbe dovuto giocare un ruolo ovviamente fondamentale ma non egemonico. Non sorprende, dunque, che dei centosedici fascicoli pubblicati tra il 1918 e il 1931 soltanto quarantasette vennero dedicati in modo esclusivo all’architettura, riservando invece estrema attenzione ai punti di contatto tra progettazione e creazione artistica (o alla progettazione messa al servizio della pura creazione artistica). Notevole fu anche la sensibilità verso la pittura simbolista e la “Nieuwe Kunst”, testimoniata ad esempio dall’ultimo numero della prima serie interamente incentrato sull’opera di Jan Toorop, tra i massimi rappresentanti in pittura dell’“Art Nouveau” olandese. Ma l’amore per l’arte in ogni sua forma espressiva è più in generale dichiarato dalle molte immagini che arricchivano ogni fascicolo - elegantissimo con il suo formato 33 x 33 cm e la rilegatura alla giapponese con rafia -, dalle illustrazioni a piena pagina e dalle meravigliose copertine affidate ogni volta ad artisti e architetti diversi. Per questo penultimo numero, l’illustrazione d’apertura è di Otto B. de Kat, mentre il resto del fascicolo – composto da sole riproduzioni fotografiche in bianco e nero di edifici e interni - è interamente dedicato all’architetto tedesco Emil Fahrenkamp.
14543Paris, Paul Morihien, 1948 ; in-8 (23 x 14,5 cm), broché. 390 pp.-1f. Couverture un peu jaunie, manque de papier en queue et petits accrocs au dos. Pâles rousseurs sur les tranches et les tous premiers et derniers feuillets.
198724264London, Oguz Press / HALI Publications, 1978-1987. Issue No / Heft Nr. 1-20 u. 22-33 in acht Original-Pappschubern / in the original hand-made HALI Library cases. 4°, OBrosch., in den Original-HALI-Pappschubern,
1948009642Paris K éditeur 1948 Broché
1970MUS5694MPlus d'une trentaines de documents autour de l'artiste basque Luis Mariano ( journaux, lettres, photos, publicités ) souvent atour de 1970. Notamment La république des Pyrénées, Paris-Jour, Le parisien, France-Dimanche , etc.., Les journaux sont parfois entiers, parfois découpés ou séparés des autres pages. Très bon état général. Deux affiches contrecollées sur petit contreplaqué probablement parues à l'occasion de la sortie d'un single et/ou d'un album, "La voix de son maître" ( 120 x 78 cm ) et "La caravelle d'or" ( 110 x 78 cm ), assez bon état.
100132De l'Imprimerie de A. Egron/Brasseur Aîné/ de l'Imprimerie Lefebvre, cette feuille paroît tous les dix jours, les I, II et 21 de chaque, on souscrit à Paris, chez DELAPLACE, Libraire, du N° I. 1er Thermidor an 12. au N° LXXXIX du 21 décembre 1806, 89 numéros réunis en 1 volume in-4 de 270x195 mm environ, 732 pages (pagination continue), demi-basane marbré fauve avec coins en parchemin, dos à nerfs portant titres dorés sur pièce de titre corail. Petits défauts et galeries de ver dans les marges, une tache p. 465, quelques rousseurset pages légèrement brunies, cartonnage frotté, manque de cuir sur un coin et sur une coiffe. Des tampons de la poste sur chaque numéro.
184923659Paris "LE CHARIVARI" 1849 -in-folio demi-basane un volume, reliure demi basane violet foncé in-folio à coins (37 x 26 cm), dos long (spine without raised bands), titre, année et tomaison frappés "or", double filets "or" en place des nerfs et en tête et en pied, papier peigné crème, marron et violet aux plats, toutes tranches lisses, Le JOURNAL : "LE CHARIVARI" est un quotidien satirique de 4 pages dont une page de dessin par jour lithographié en noir . le 4ème trimestre 1849 comprend un ensemble de 91 numéros se décomposant comme suit : du N° 274 au N°365 : l'ensemble comprend 30 lithographies hors-texte en noir d'Honoré DAUMIER, 11 lithographies hors-texte en noir de Charles VERNIER, 36 lithographies hors-texte en noir de CHAM, 14 lithographies hors-texte en noir d' E. DE BEAUMONT , 18ème Année du N°274 du 1er octobre 1849 au N°365 du lundi 31 décembre 1849 Paris "LE CHARIVARI" Editeur,
187123662Paris "LE CHARIVARI" 1871 -in-4 demi-basane un volume, reliure demi-basane marron in-folio (43,6 x 31 cm), dos long (spine without raised bands), Titre + Année et tomaison frappés "or"avec un filet "or", un filet large et un filet fin à froid de part et d'autre, dos trés légèrement épidermé, papier couleur "chocolat" aux plats, toutes tranches lisses, Le JOURNAL : "LE CHARIVARI" est un quotidien satirique de 4 pages dont une 1/2 page de dessin par jour lithographié en noir, l'Année 1871 (du 6 Mars 1871 au 31 Décembre 1871) comprend un ensemble de numéros tous illustrés d'une lithographie in-texte en noir par de trés nombreux illustrateurs dont : Honoré DAUMIER 42 Lithos), CHAM (112 lithos), GREVIN (17 lithos), HADOL (11 lithos), DRANER (24 lithos), NARCY (1 litho), STOP (18 lithos), gG. LAFOSSE (1 litho) et MORLAND (1 litho), Année 1871 Paris "LE CHARIVARI" Editeur,
184925760Paris "LE CHARIVARI" 1849 -in-folio demi-basane un volume, reliure demi basane violet foncé in-folio à coins (37 x 26 cm), dos long (spine without raised bands), titre, année et tomaison frappés "or", double filets "or" en place des nerfs et en tête et en pied, papier peigné crème, marron et violet aux plats, toutes tranches lisses, Le JOURNAL : "LE CHARIVARI" est un quotidien satirique de 4 pages dont une page de dessin par jour lithographié en noir . le 2ème trimestre 1849 comprend un ensemble de 91 numéros se décomposant comme suit : du N° 182 au N°273 : l'ensemble comprend 30 lithographies hors-texte en noir d'Honoré DAUMIER, 14 lithographies hors-texte en noir de Charles VERNIER, 36 lithographies hors-texte en noir de CHAM + 8 lithographies hors-texte en noir d'E. DE BEAUMONT + 4 Lithographies hors-texte en noir de BOUCHOT, 18ème Année du N°182 du 1er Juillet 1849 au N°273 du 30 Septembre 1849, Paris "LE CHARIVARI" Editeur,