6 476 résultats
Diretta da A. Tironi con Angelo Zambelli redattore -responsabile, la Cronaca Turchina, settimanale, appare nel 1868 e si ha notizia di pubblicazione fino ad una data imprecisata del 1870. La Cronaca Turchina si presenta come giornale di libero pensiero e fortemente critico nei confronti dell’Amministrazione Veneziana e del Governo centrale, con feroci attacchi alla Magistratura più volte impegnata a condannare gli articoli pubblicati. Offriamo tutto il pubblicato dell’anno II, 1869, con il supplemento al n 44, con le seguenti lacune: nn 1 3 10 27 40 41 42 43. Molto rara.
Edizione originale. Bell’esemplare. Disponiamo del n. 10, dicembre 1971. All’interno: R. Del Carria «I centri effettivi di potere politico», S. Burattin «Tra ‘metaestetica’ e rivoluzione», M. Giustinian «Per una metodologia critica», A. Iacono «Alcune osservazioni su Lukács e Habermas», poesie «Pubblironiche» di P. Emanuele, e infine una relazione del Seminario di studi sulla Cina tenutosi a Bergamo, con scritti di S. Spazzali, E. Reyneri e Wen Khiun (trad. C. Pecis).
Fondata a Roma nel 1882 da R. Bonghi. Nel 1907 subentrò nella direzione C. De Lollis che indirizzò la rivista su un binario in cui dovevano conciliarsi rigore, ricerca e gusto letterario. Nel 1913 si unì nella direzione G. A. Borgese e tarsformò il nome in Nuova Cultura. Seguì una crisi redazionale in seguito alla quale tutto rimase in mano al Borgese che la trasfomò anche nel nome (Il Conciliatore). Nel 1921 la rivista riprese l'antica denominazione e nuovo slancio con la direzione di De Lollis e oltre che per l'altezza dei contributi e la varietà d'interessi, La Cultura si distinse per indipendenza critica e coraggiose riserve verso opere di autori protetti dal regime, e alcuni dei collaboratori rishiarono il carcere. Nel 1935 venne soppressa dal governo fascista. In questa nuova fase collaboratori furono fra gli altri G. Calogero, L. Ginzburg, C. Pavese, B. Migliorini. Disponibile l'annata completa 1921 in un volume in 8° rilegato in brossura editoriale.
Edizione originale, emissione in francese. Esemplare integro e pulito in più che buone condizioni di conservazione (piccola lieve gora all’angolo interno alto, appena visibile sulla copertina superiore e su un paio di pagine interne; poche fioriture al taglio alto di alcune carte [1/2, 5/6, 13/14, 19/20, 27/28, 31/32], che sono anche un po’ brunite; minima lacerazione senza perdite al piede interno dell’ultima carta). Ultima uscita zurighese della rivista «Dada», fondata e diretta da Tristan Tzara a partire dal 1917 (nn. 1-2, seguiti dal n. 3 nel 1918). Sarà continuata a Parigi per altre due uscite fino al marzo 1920, per poi chiudere definitivamente. Straordinario numero doppio, ricchissimo di contenuti impaginati assai creativamente — su falsariga futurista — su carte di vario colore e con ampio uso di tipografia sperimentale e parolibera, non a caso chiamato «Anthologie Dada» in copertina. Come il precedente numero della rivista, anche «Dada» 4/5 fu pubblicato in una versione tedesca e in una francese, che differiscono per sole nove pagine. L’emissione francese non presenta alcuni dei testi in tedesco, ma ha in più tre xilografie di Arp non presenti nell’emissione tedesca, per un totale di sette incisioni (sei a mezza pagina e una testatina) stampate su carta colorata. Completano il notevolissimo apparato iconografico di questo numero tre litografie a piena pagina da disegni di Francis Picabia (tra i quali il «Réveil matin» al frontespizio), due litografie astrattiste a piena pagina di Viking Eggeling, una xilografia a mezza pagina di Hans Richter e due xilografie a mezza pagina di Raul Hausmann (per tacere delle tavole patinate applicate che riproducono opere di Augusto Giacometti, A. van Rees, Hans Richter, Vassilij Kandinskij, Arp e Paul Klee). Sul versante dei contenuti, alcune poesie e un «Autre petit manifeste» di Picabia sono seguiti da Tristan Tzara (Note 14 sur la poésie; Proclamation sans prétention DADA 1919; Aa 24 IX; Bilan), Jean Cocteau (3 pièces facile pour petites mains), Pierre Reverdy (Globe; 199 Cs), Philippe Soupault (Servitudes), Louis Aragon (Statue; Le délire du fantassin – dedicata a De Chirico), André Breton (Pour Lafcadio), Raymond Rediguet (A plusieures voix), Pierre Albert-Birot (Catastrophe; Extrait de «Poèmes à la chair»), Georges Ribemont Dessaignes (Le coq fou; Trombone à coulisse), Gabrielle Buffet (Gambit de la reine), J. Perez Jorba (Elle a deux têtes). Dada Zürich 1916-1920 (Berlin 2016), n. 25; Ilk, Janco graphische Werk, n. 37; Arntz, Graphischen Arbeiten von Hans Arp, pp. 40-44
Edizione originale. Piccoli strappetti marginali e una lieve mancanza, ma esemplare in condizioni più che buone. Dir. Mario Giovana, suppl. al n. 3 marzo 1970 de «Il Partito e le lotte».
in-18 (80x125), 196 pages, reliure demi-veau à coins, dos à 5 nerfs, titre dore Bel exemplaire. [FP-1]
Edizione originale di due racconti di Delfini. Usuali segni del tempo, nel complesso fascicoli integri e ben conservati. In questi due fascicoli appaiono per la prima volta due racconti di Antonio Delfini: rispettivamente «Passeggiata ossia divagazione» e «Fumo nei bagni». Tra le altre collaborazioni: Guandalini, Moscardelli, Beltramelli e Cavicchioli. Importante rivista culturale di carattere locale, caratterizzata da uno squisito disegno déco e da sapiente eleganza nella composizione degli interni. 2 voll.
Edizione originale. Qualche segno del tempo, ma esemplari in condizioni più che buone. 20 € A FASCICOLO. Disponiamo dei nn. 3, 5, senza numero. A cura della Organizzazione comunista Avanguardia Operaia sezione di Torino. Primo anno di pubblicazione 1975, ciclostilato, supplemento al «Quotidiano dei Lavoratori».
Minime lacerazioni marginali, senza perdite. Nel complesso un più che buon esemplare di questo fragile documento d’epoca. Straordinaria grafica di copertina firmata Depero, un bel disegno a quattro colori basato sulla prospettiva geometrica offerta dalla doppia ‘X’. Il Secolo XX adotta questa copertina a partire dall’ottobre 1928, e la mantiene - con varianti - almeno fino all’ottobre 1930. In copertina: Edwin Cerio, Capri; “Quarantaquattro pagine dedicate al mare e ai monti”. In chiusura di numero il racconto “Addio New York!” di Paul Morand con gradevoli illustrazioni di Francesco Chiappelli. Più che buone condizioni. Fanelli - Godoli, Il Futurismo e la grafica, p. VI nr. 19; Salaris, Il Futurismo e la pubblicità, p. 57
Edizione originale. Esemplare completo del rarissimo pergamino originale semitrasparente a proteggere la copertina. Brunito alla copertina e alle pagine interne, per il resto in condizioni più che buone quando non ottime. Numero 3-4-5 (giugno) del mensile diretto e curato graficamente da Depero, di cui è l’ultima uscita. Di formato e grafica diversa dai precedenti, tirato in un maggior numero di copie in occasione delle Onoranze nazionali a Umberto Boccioni organizzate dal Comune di Milano nelle giornate del 14-16 giugno 1933. Di elevatissima qualità grafica, contiene interventi originali di Marinetti (Il grido di Marinetti), Buzzi (la parolibera: Canzone di Boccioni e il testo Gloria a UB), Russolo, Notari, oltre a ripescaggi segnalati dalla stampa e scelte citazioni boccioniane. Due diagrammi disegnati da Depero, «La storia dell’arte suddivisa da Boccioni o nei seguenti periodi» e «Dall’impressionismo al futurismo», e una scelta iconografia di opere del maestro. Cammarota, Futurismo, Giornali fut., 118; Diz. Fut., pp. 385b-387b; Millefiorini, La pubblicistica futurista nei primi anni Trenta, ad indicem; Salaris, Riviste, pp. 198ss
Fu fondata a Roma nel febbraio 1882 da F. Martini. Formato in folio, nasce nel contesto della Roma umbertina, trasormista e bizantina. Surclassata dalla Cronaca Bizantina di A. Sommaruga, si fuse con essa nel marzo1885. Collaborarono fra gli altri G. Carducci, L. Capuana, O. Guerrini. Tutto il pubblicato rilegato in un unico volume mezza tela.
Edizione originale. Gran parte del pubblicato dal numero 1 del 12 settembre 1946 al numero 85 del 25 aprile 1948. Mancano i numeri: 16 - 17 - 34 - 49. Esemplari bruniti e con occasionali lacerazioni, ma nel complesso in stato più che buono se non ottimo per alcuni fascicoli. Fondata nel 1946 a Roma e diretta da un comitato formato da Maccari, Majorana, Pescatore e Scarpelli, «Don Basilio» si proponeva - sulla scia di precedenti e importanti esperienze di satira politica e anticlericale, a cominciare da «L’asino» di Gabriele Galantara e Guido Podrecca - di combattere con l’ironia e l’umorismo «contro le parrocchie di ogni colore», come recita il sottotitolo. Nel clima socialmente e politicamente teso dell’Italia dell’immediato dopo guerra, la redazione del settimanale rese chiarissime la propria posizione e la propria vocazione ferocemente avversa al Vaticano e alla Democrazia Cristiana. E basterebbe del resto guardare al grande titolo che domina il numero di apertura del 12 settembre 1946 per comprenderlo: «De Gasperi è un fantoccio manovrato dalla Compagnia di Gesù» accompagnato da una vignetta in cui Don Sturzo - ritornato in Italia da pochi giorni dopo l’esilio americano - viene accolto proprio da De Gasperi, dal Papa e da un gruppo di inquietanti prelati e guardie svizzere. L’esperienza di «Don Basilio» nel formato originario si concluse nel 1948 dopo 120 uscite, benché una “nuova serie” continuò le pubblicazioni dal gennaio 1949 all’aprile 1950.
Collezione completa. Tutto il pubblicato, dal n. 1 del 4 settembre 1848 al n. 233 (erroneamente segnato 234) del 2 luglio 1849. Pubblicato durante la rivoluzione romana, il Don Pirlone, quotidiano di taglio satirico, ebbe un enorme successo. In copertina, il motto “Intendami chi può, ch’i m’intend’io” è una dichiarazione d’intenti contro l’ipocrisia, così come la caricatura del benpensante disegnata da Gigli a Siena nel 1711. Le 234 belle tavole litografiche (anche a piena pagina) sono anonime, per evitare di esporre i disegnatori ad inchieste e persecuzioni. Nonostante l’opposizione dell’allora ministro dell’Interno del Governo pontificio, il Don Pirlone non cessò le pubblicazioni, e anzi, con la proclamazione della Repubblica Romana nel febbraio del 1849, seguì da vicino lo sviluppo delle turbolente vicende politiche del periodo, sempre con una vena satirica e irriverente. Il 2 luglio 1849 si stampò l’ultimo numero, e il giorno successivo le truppe francesi entrarono a Roma.
Prima serie completa nn. 1-9 e 11 (il 10 mai pubblicato). Fascicoli in ottimo stato di conservazione, da segnalare solo minima fioritura al primo numero. IL 4 febbraio 1920 appare il numero I,1 del «Bollettino ufficiale» del Comando di Fiume d’Italia, con lo scopo principale di fare informazione e controinformazione: diffondere ai sostenitori e «agli avversari di buona fede» gli atti del Comando, e contrastare la campagna di denigrazione messa in campo dai nemici della causa fiumana. Il bollettino, che inizialmente appare con cadenza poco meno che quotidiana e via via si attesta tra il settimanale e il decadale, diventa uno strumento essenziale per registrare nel dettaglio le vicende dell’occupazione. Il suo successo fu tale che, nel maggio 1920, si provvide a stamparne una «prima serie» che ripercorre gli atti salienti del 1919: ne escono 10 fascicoli (l’ultimo erroneamente numerato «11») con l’indicazione di «prima serie» tra parentesi a seguire il numero, datati dal 12 settembre (marcia di Ronchi) al 25 ottobre. Salaris, Alla festa della rivoluzione (Bologna 2002); L’Arengario S.B., La città inquieta e diversa (2019), nn. 45-48, 60, 67; Guabello, Raccolta dannunziana, n. XXXXXX-; Gerra, L’impresa di Fiume, XXXXXX
Prima edizione ufficiale della «Carta del Carnaro». Ottimo esemplare, normalmente brunito. «La Reggenza Itaiana del Carnaro» rappresentò la costituzione dello stato libero di Fiume italiana, documento-simbolo di quella sorprendente avventura rivoluzionaria cominciata il 12 settembre 1919 con la marcia dei legionari da Ronchi (oggi appunto Ronchi dei legionari, Gorizia) e conclusasi nel «Natale di sangue» del 1920. I bibliografi ritengono che essa sia stata stampata per la prima volta in una rarissima placchetta in sole 110 copie fuori commercio, con data 27 agosto 1920 (effettiva promulgazione dell’ordinamento) e con due refusi nel testo laddove negli articoli 18 e 35 compariva ancora il termine «repubblica», altrove sistematicamente sostituito con reggenza. In questa prima edizione ufficiale, a cui è dedicato invece il trentunesimo «Bollettino ufficiale del Comando di Fiume d’Italia», l’errore è per la prima volta sanato. -- La carta fu elaborata in gran parte da Alceste De Ambris, dal gennaio 1920 capo di gabinetto del comandante di Fiume d’Italia (sotto la sua guida si intensificarono le attività più avanzate in termini di propaganda rivoluzionaria), il quale consegnò la bozza il 18 marzo 1920, come «Costituzione della Repubblica italiana del Carnaro». Il 12 agosto, al Teatro Fenice di Fiume D’Annunzio pronuncia il discorso «Domando alla città di vita un atto di vita», nel quale si riferisce del lavoro sulla carta e della prossima scadenza fissata al 12 settembre per la promulgazione dello «Stato libero del Carnaro» — «la nostra nuova vita». Da questo momento fino al 27 agosto si colloca l’intenso lavoro di revisione e integrazione: «L’editing dannunziano consiste nella trasposizione dello scritto in prosa d’arte, con il sistematico uso, per indicare istituti e varie magistrature, di termini arcaici tratti dal linguaggio degli antichi statuti comunali e corporativi, e nella sostituzione della parola repubblica con reggenza. Da poeta, D’Annunzio trova perfino una giustificazione estetica, dicendo che “reggenza italiana del Carnaro” è un endecasillabo: “Il ritmo ha sempre ragione”» (Salaris, p. 86)
Prima edizione. Esemplare in più che buone condizioni (normale lieve usura perimetrale), mancante della carta 25/26 con applicato il trittico «La Madre pazza - L’assassino - L’impostore» di Arnaldo Ginna. Terzo fascicolo del mensile diretto da Dessy per 9 numeri in 5 fascicoli dall’aprile al dicembre 1920 come seconda serie della gloriosa «Poesia» di Marinetti (1905-1909), cui si ispira per il raffinatissimo layout e l’impostazione aperta e internazionale. Il numero apre con l’epigrafe dedicatoria «Alla grandezza purissima di Gabriele D’Annunzio» — di cui pubblica alle pp. 11ss. il «Ritratto di Luisa Baccara: La maestria» in edizione pre-originale rispetto al libretto pubblicato di lì a poco per i tipi della Fionda di Roma — segue il lungo pezzo del direttore su Bruno Corra, pregiato da un bel ritratto b.n. di Ginna applicato. Poco prima della chiusura del fascicolo, un’altra bella tavola in b.n su patinata applicata a piena pagina dei «Pappagalli - motivo ornamentale» di Depero. Poesie e prose di Ada Negri, Mercereau (Mon Dieu, vous etes), Dessy (Autour du cadavre d’un voleur d’etoiles, trad. Marinetti), Settimelli, Divoire su Isadora Duncan, Los Pajaros errantes di Pedro Prado poeta chileno, Arabeschi fiumani del Carli, Buzzi tradotto da Marinetti, Armando Curcio, F.G. Bowles, Linati, Reverdy, Jacuzio-Ristori.
Edizione originale. Esemplare in buono stato. Disponiamo del fascicolo a. VII n. 1, febbraio 1963. Direttore resp. Alberto Minucci, articoli di S. Vertone, Sputnik, L. Rossi, G. Pensati, E. Sulotto, G. Arian Levi, Sirio, Lucullo. Giornale prevalentemente locale a carattere ‘moderato’ (= parlamentare) di sinistra.
Edizione originale. Nuovo. Indice * Editorial. The activities of the Egyptological Archives and Library of the Università degli Studi di Milano (2010-2011) — Patrizia Piacentini * «Littérature», «littéraire» et supports d’écriture. Contribution à une théorie de la littérature dans l’Égypte pharaonique — Pascal Vernus * The Anglo-Saxon-Branch of Berlin School. The war-correspondence (1914-1916) of J.H. Breasted (1865-1935) and J.P.A. Erman (1854-1937) — Thomas L. Gertzen * Gardiner and graffiti — Hana Navrátilová * Who was Who in Egyptology Morris — L. Bierbrier Il dottor Granville e la sua mummia — Paola Cosmacini * The Egyptological Archives and Library of the Università degli Studi di Milano. Bibliography ( II ) — Christian Orsenigo * List of Authors * Plates
Edizione originale. Nuovo. Indice * Editorial. The activities of the Egyptological Archives and Library of the Università degli Studi di Milano (2012) — Patrizia Piacentini * The Egyptological Archives and Library of the Università degli Studi di Milano. Bibliography (III) — Christian Orsenigo * Archives et diplomatique à la XXIe dynastie. À propos d’un papyrus «d’el-Hibeh» — Dominique Lefèvre * Sulla problematica attribuzione di alcuni oggetti al corredo funerario della tomba di Thutmosi III nella Valle dei Re (KV 34) — Christian Orsenigo * I «taccuini egizi» inediti dell’ingegnere Cesare Bertea (1866-1941) — Silvia Einaudi * Sulle tracce di Virginio Rosa: un pinerolese in Egitto al seguito di Schiaparelli — Beppe Moiso * The Imam and the Museum: An Islamic Provenance for Ancient Egypt at the University of Pennsylvania Museum of Archaeology and Anthropology — Wendy Doyon * Ludwig Borchardts Fälschungen-Recherche von 1930 aus den Quellen neu erzählt — Rolf Krauss * I Faraoni a Milano. Il gusto neo-egizio nella scena d’architettura alla Scala d’inizio Ottocento — Pierluigi Panza * List of Authors * Plates
Edizione originale. Nuovo. Indice * Editorial — Patrizia Piacentini * Les papyrus magiques du Ramesseum: aperçu de la recherche et choix de résultats — Pierre Meyrat * The prisoner statue «fragments» in Milano — Tara Prakash * La longue histoire documentaire d’un colosse de Ramsès II à Karnak — Alain Arnaudiès * Carlo Ignazio Busca Arconati Visconti (1791-1850): from his travels in Egypt to the Castellazzo Collection — Patrizia Piacentini * Unpublished documents ad memoriam of the scientific exploration of ancient and modern habitats in the Valley of the Nile: W. Friedrich Hemprich and B. Drovetti, E. Schiaparelli and A. Schweinfurth — Laura Donatelli Dotta & Elvira D’Amicone * Amedeo Peyron and the Coptic papyrus codices from This — Paola Buzi * Ancora su Amalia Nizzoli e le sue Memorie sull’Egitto — Sergio Pernigotti * Quello che dobbiamo a Medea Norsa — Carlo Pernigotti * L’Accademia di Belle Arti d’Egitto a Roma: fra tradizione e innovazione — Gihane Zaki * Il pane e la vita — Gihane Zaki * De la Grèce à l’Égypte Ptolémaïque et Romaine: exemples d’expérimentation alimentaire dans une société multiculturelle — Silvia Bussi * List of Authors * Plates
Edizione originale. Nuovo. Indice -- VOL. 1 Preface. Old Kingdom Art and Archaeology in Milano —Patrizia Piacentini * Sergio Donadoni and Egypt’s Most Ancient History —Sergio Pernigotti * Politics of Religious Symbols: Maat as a Concept of Rule, Justice and Kingship —Miroslav Bárta, Veronika Dulíková * Representations of Human and Animal Emotions in the Old Kingdom —Nathalie Beaux * «Bat» and the «Fortress of Khufu» in the Wadi el-Jarf Logbooks —Pierre Tallet * Non-Normative Burials of the Old Kingdom —Antje Kohse * Mastabas g 7050 attributed to Nefret-kau, Nefermaat (g 7060), and Snefru-khaf (g 7070) in the Eastern Cemetery (g 7000) at Giza: a 4th Dynasty Family —Laurel Flentye * Construction Methods for the Top of the Great Pyramid at Giza —Yukinori Kawae, Yoshihiro Yasumuro, Ichiroh Kanaya, Fumito Chiba— * Some Observations on Old Kingdom Burials at the Eastern Edge of Giza Excavated in 2007-2014 —Maksim A. Lebedev — * A New Fragment of an Autobiographical Inscription from Giza —Olena Romanova — * Reassembling the Cabin of Khufu’s Second Boat, 2013–2016: a Preliminary Analysis of the Wooden Components and Carpenters’ Marks —Ayano Yamada, Eissa Zidan, Mamdouh Taha, Sakuji Yoshimura * Nakhtsare’s Cemetery in Abusir Centre —Jaromír Krejčí — * Mapping Sun Cult and Architecture in 5th Dynasty Egypt. Towards an Historical Geographical Information System (HGIS) —Massimiliano Nuzzolo * Naoi with High-Relief Figures as Part of the Tomb Design in Abusir South —Gabriele Pieke, Hana Vymazalová * The Orientation of the Hieroglyphic Texts on the Lintel of Intef’s Tomb Façade at the Necropolis of Tabbet el-Guesh (6th Dynasty) — Vassil Dobrev * False Doors from Pepy i’s Necropolis —Rémi Legros * Djedkare’s Pyramid in 3d: New Documentation Methods for the King’s Burial Apartments —Mohamed Megahed, Vladimír Brůna * SIGSaqqâra: Presentation and Applications of the Project —Eloïse Noc * Reconstruction of the Project Intent of Snefru’s Bent Pyramid —Riccardo Manzini * Zawiyet Sultan in the Old Kingdom — Review and Update —Richard Bussmann * Two Sister-Sites during the Old Kingdom: the Recent Results from the Settlement Excavations at Tell Edfu and Dendara —Gregory Marouard, Nadine Moeller * An Intact Late 6th Dynasty Tomb from Qubbet el-Hawa —Martina Bardonova, Eva Montes-Moya, Alejandro Jiménez-Serrano * Invisible History: Hidden Markov Model of Old Kingdom Administration Development and its Trends —Veronika Dulíková, Radek Mařík, Miroslav Bárta, Matej Cibuľa * Some Notes on Harkhuf’s Career —Alejandro Jiménez-Serrano * The Royal Governors of El-Qusiya in the Old and Middle Kingdoms —Naguib Kanawati * Social Differentiation and Degree of Integration in Court Society: towards a Sociology of the Provincial Élites in the Old Kingdom —Émilie Martinet * Multiple Marriages and Polygamy in the Old Kingdom —Kim McCorquodale * Re-examination of Jww/Hr-jb Coffin, the Egyptian Museum cgc 28003: Case Study —Zeinab Hashesh * Manipulating Image, Processing Script: Construction and Deconstruction of the Human Figure in the Pyramid Texts —Francesca Iannarilli * Lexicographic and Iconographic Study of «hesayt», an Aromatic Product from Africa. —Ilaria Incordino * How to Give Something as a Present to the Tomb Owner in Old Kingdom Daily-Life Scenes —Aurore Motte * Animal Categorisation During the Old Kingdom: Lexicography, Hieroglyphs and Iconography —Simon Thuault * The King of the Cannibal Hymn as the New Creator —Dana Bělohoubková, Jiří Janák, Marie Peterková Hlouchová * The «Scene of the Pelicans» in the Room of the Seasons: an Early Attestation of Animal Worship (?) —Angelo Colonna * The Outside World in the Pyramid Texts. An Overview of the Foreign Toponyms —Elena Panaite * Daybreak, Dawn and Recurrent Revivification in the Pyramid Texts —Joanna Popielska-Grzybowska * The Two Kites and the Osirian Revolution —Racheli Shalomi-Hen * Old Kingdom Tomb Decoration Changes as an Indicator of a Changing Riverine Ecology? —John Burn * Egypt and Brancusi. An Intuition of Jacob Epstein’s —Alessio Delli Castelli * Cattle Feet in Funerary Rituals: a Diachronic View Combining Archaeology and Iconography —Marleen De Meyer, José Manuel Serrano * The Significance of the Calf’s Head in the Old Kingdom Offering Scenes —Emad Ahmed Elsayyad * «Unusual Herders»: Iconographic Development, Diffusion and Meanings of Dwarves, Boys and Lame and Emaciated People as Drovers from the Old Kingdom to the Early Middle Kingdom —Andrés Diego Espinel * The Semiotics of Representations: Between the Signs of Royal Communications in the Pharaonic Tradition of the Old Kingdom —Massimiliano Franci * Old Kingdom Influence in the Southern Room of Amun in the Temple of Hatshepsut at Deir el-Bahari —Katarzyna Kapiec * Auguste Rodin and the Old Kingdom: the Catalogue of the Egyptian Collection —Nathalie Kayser-Lienhard * Depictions of Defeated Foreigners in the Late Old Kingdom Pyramid Complex: A Mythological Interpretation —Tara Prakash ---- VOL. 2 Appendices * Abbreviations * Bibliography * Index * List of Authors * Plates 2 voll.
Edizione originale. Nuovo. Sommario / Summary: Christina Hanus, Anne Stumpf und Klaus Finneiser: “Die Archivbestände des Berliner Ägyptischen Museums”. Rolf Krauss: “Nachbearbeitung von Funden aus den dog-Grabungen in Ägypten”. Amr Omar, Walaa Ahmed: “Bibliography of Prof. Dr. Abdel Moneim bey Abu Bakr (1907-1976)”. Alessio Delli Castelli: “Pre- and Early Dynastic Documents in the Victor Loret Collection of the Università degli Studi di Milano: Le roi Nar-mer, an unpublished article”. Flavio Merletti, Arianna D’Ottone Rambach: “L’altro Champollion: gli autografi conservati nel Fondo Champollion della Biblioteca Comunale Manfrediana di Faenza”.
Edizione originale. Nuovo. Sommario / Summary: - Ivan Ladynin: At the Start of a Friendship: Vladimir Golenischeff, Alan Gardiner and the Ancient Egyptian Onomastica in 1907-1912. - Evgeniya Anokhina: Moscow or Berlin. History of V. Golenischeff’s Collection Based on the Documents from A. Erman’s Archive. - Vladimir Shelestin, Anastasia Iasenovskaia, Alexandre Nemirovsky: Vladimir Golenischeff and first steps in studying Kültepe tablets. - Giovanni and Alessandro Cimmino: Franco Cimmino. - Hend Mohamed Abdel Rahman: The Khashaba Museum (1910s-1960s).
Edizione originale. Numeri 1, 2, 3 e 4. Ottimi esemplari. Supplementi mensili all’agenzia stampa quotidiana «Il barrito». Rivista della Comuna Baires fondata nel 1969 da Liliana Duca, Antonio Llopis e Renzo Casali, quest’ultimo direttore della rivista. Ne uscirono almeno altri 2 numeri.
Ampia Collezione. Collezione dei numeri 2, 3, 4, 5, 6, 9, 10 della prima serie (su 9 fascicoli pubblicati) e dei numeri 3, 6, 9, 11 della seconda serie (su 12 fascicoli pubblicati), in più che buone condizioni. La prima serie (formato 320 x 220 mm) uscì regolarmente ogni 15 giorni fra 1 novembre 1918 e il 31 marzo 1919, dieci numeri in totale, di cui uno doppio (7 - 8, febbraio 1919) per un totale dunque di 9 fascicoli, tutti di 16 pagine. La seconda serie composta di 12 numeri uscì fra 5 maggio 2019 e il 12 febbraio 1920, con numero di pagine variabile fra un minimo di 8 (il numero 7) e un massimo di 32, con una media di 24.. La rivista veniva stampata presso la tipografia Mittone, la cui redazione era, sempre a Torino, in Via XX settembre 60, sede storica delle iniziative editoriali del Gobetti. Gerente veniva indicato il padre dell’allora diciassettenne Piero, mentre la redazione comprendeva (nei primi due numeri) anche Ada Prospero, Levi e Manfredini. Questa è la rivista d’esordio, con una leggera copertura grigio-azzurra dopo i primi numeri; seguirono «La rivoluzione liberale» e infine «Il Baretti». Assai raro, questo foglio di formazione intellettuale e politica del pensatore liberaldemocratico torinese, ebbe la collaborazione di firme prestigiose quali Croce, Einaudi, Lombardo Radice, Pareto, Prezzolini; il gruppo di giovani della redazione oscillava alquanto fra l’una e l’altra idea del tempo, con entusiasmo e qualche ingenuità; ma già allora emergeva il talento di una costruzione teorica profonda e destinata a segnare il suo tempo, scatenando la rabbia violenta del Mussolini e la repressione che non si limitò alla chiusura delle riviste ma prese la vita di questo rivoluzionario liberale. Rende bene l’importanza che l’intera comunità piemontese attribuiva al giovanissimo pensatore il caustico attacco che Palmiro Togliatti sferrò contro Gobetti dalle colonne di «Ordine Nuovo» (anno I, numero 2, 15 maggio 1919) scrivendo fra l’altro: «avesse un po’ di spirito (S minuscola) o un poco della diabolica agilità che ci faceva ammirare lo stroncatore Papini, ma è pesante, greve tedioso peggio di un professore e saltella intorno alle sue frasi con la sveltezza di un Atta Troll».