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Prima edizione. Distacco dei piatti della brossura insieme alla prima e ultima carta, per il resto un ottimo esemplare. Fascicolo parte di «Tau / Ma 5», la rivista/raccoglitore di libri d’artista, pubblicata a cadenza annuale in sette numeri dal 1975 al 1981. Le prime undici, delle dodici mostre del titolo, sono raccontate da Pistoletto con un accostamento di testi a cura dell’artista (con traduzione inglese a cura di Malcom Skey) e immagini fotografiche di Paolo Mussat Sartor. La dodicesima mostra è invece così descritta: «Nel mese di settembre del 1976 è stata spedita dalla galleria Stein di Torino ad ogni destinatario delle 11 precedenti paginette informative una pagina stampata completamente in nero e senza alcuna parola scritta, come annuncio e contemporaneamente come realizzazione della dodicesima mostra», segue, in fine di volume, una pagina nera.
128 numeri, oltre ai 38 numeri di Supplemento e i 9 numeri contenenti gli atti ufficiali del Governo provvisorio e gli avvisi: tutto il pubblicato, legato in mezza pelle bordeux con custodia. legata in piena pelle rossa moderna con custodia. Diretto da Carlo Tenca, il giornale si pubblicò dal 25 marzo 1848 al 3 agosto dello stesso anno con il rientro degli austriaci a Milano. Tra i collaboratori: C. Correnti, C. Tenca, T. Massarani, T. Grossi. Nei pochi mesi compresi tra le Cinque giornate e il ritorno degli austriaci i giornali furono il principale strumento della vita politica e il “22 Marzo” assunse il carattere di Giornale del Governo Provvisorio. Nelle sue prime settimane di vita, quando ancora gli entusiasmi della vittoria velarono le ragioni di contrasto politico, il foglio ebbe un carattere unitario, in conformità al decreto istitutivo. Ad assicurare questo tono di obiettività contribuì Carlo Tenca, il direttore redazionale del giornale. Una modificazione radicale negli orientamenti del “22 Marzo” si verificò agli inizi di maggio, in relazione alla scelta del Governo provvisorio a favore dell’annessione immediata al Piemonte e alla conseguente decisione di decretare, il 12 maggio, il plebiscito per la fusione: da allora il foglio si impegnò in un’assidua campagna a favore dell’annessione con il Regno Sabaudo che provocò l’uscita di scena di Carlo Tenca dalla redazione sostituito da G. Torelli, decisamente a favore dell’annessione. Ottimo esemplare legato in mezza pelle rossa, cofanetto.
Collezione completa. Tutto il pubblicato, dal numero 1 del 10 febbraio 1949, al numero 10 del 10 marzo 1966; le annate sono rilegate in mezza tela con titoli ai dorsi. Ottime condizioni. Formato giornale (cm. 36 x 65) pagine varianti da 12 a 20. Settimanale. Giornale politico, economico, letterario e culturale forse il più prestigioso del dopoguerra. Diretto da Mario Pannunzio alla cui scuola si sono formate generazioni di brillanti giornalisti. Notevoli le firme: Croce, Montale, Raimondi, Rodotà, Pavolini, Salvadori, Cederna, Arbasino, Falconi, Musatti, Moravia, Monelli, Rea, Silone, Flaiano con le sue rubriche di cinema, Tobino, Jemolo, Landolfi, Comisso, Brancati. La grafica, le fotografie, il taglio da rotocalco, deve tanto all’ Omnibus di Longanesi al quale lo stesso Pannunzio, con Maccari ed altri del "Mondo" collaborarono attivamente. I bellissimi e pungenti disegni di Mino Maccari e Amerigo Bartoli hanno accompagnato tutta la vita del giornale, con gustosi riferimenti a scene politiche e borghesi.
Collezione completa. Ottimo esemplare, fresco e pulito, in solida legatura; rara la collezione in queste condizioni. Tutto il pubblicato dal numero 1 (7 aprile 1945) al numero 61 (15 febbraio 1948). «Il Mondo» fu fondato da Alessandro Bonsanti e dal lui diretto insieme ad Arturo Loria ed Eugenio Montale, coadiuvati da una vasta schiera di collaboratori d'eccezione. Interrotta la pubblicazione a ottobre 1946, continuò a distanza di cinque mesi con «Il Mondo europeo», continuità dimostrata anche dalla numerazione dei fascicoli, che riparte nel marzo 1947 da quella interrotta l’anno precedente. Rara la collezione completa anche del «Mondo europeo», le cui pagine iniziali e finali erano stampate su carta arancione. -- «Formato appena più grande di un moderno “tabloid”; sedici pagine a quattro colonne, e solo la prima a tre, quindici lire a copia, periodicità quindicinale, quasi a confermare le prudenze e le timidezze dell’editoria fiorentina» (Spadolini in Montale). -- «La parte dedicata alla letteratura viene affidata in genere alla sesta e settima pagina per quanto riguarda la critica letteraria, le recensioni, i dibattiti tra cui va segnalato almeno l’articolo di Eugenio Montale, ‘Fascismo e letteratura’, apparso sul primo numero; mentre la narrativa, spesso a puntate, e i testi poetici seguono nei due fogli successivi con un nutritissimo gruppo di collaboratori più o meno stabili — tra i nomi incontriamo Gadda, Cassola, Bassani, Pasolini, Banti, Fortini, Piovene, Manzini, Landolfi, Luzi, Brancati — che si riuniscono intorno ai tre direttori della rivista, Bonsanti, Montale e Loria. Tra le opere pubblicate si trovano delle vere primizie come l’inedito ‘Corto viaggio sentimentale’ di Svevo, la prima versione a puntate del romanzo della resistenza di Cassola, ‘Bube’, ‘Le due zitelle’ di Tommaso Landolfi, o ancora racconti e liriche di Giorgio Bassani, le ‘Due scene’ teatrali di Elio Vittorini. [...] a Carlo Emilio Gadda vengono assegnati gli eventi teatrali e talvolta musicali; Anna Banti si occupa di moda con gli elzeviri della ‘Torre del pipistrello’, Lalla Romano e Leonardo Sinisgalli si destreggiano tra esposizioni di pittori impressionisti e mostre di ceramiche» (Gubert) Gubert, scheda CIRCE; Gurrieri, Il Mondo 1945-1946: indici (Milano 2004); Montale, I miei scritti sul «Mondo» (Firenze 1981)
Edizione originale. Esemplare ben conservato. Ultimo fascicolo pubblicato, senza numerazione e con la dicitura di «numero straordinario», del periodico «Il Montello» (giornale di guerra edito per soli 4 numeri più questo speciale nell’autunno del 1918). Nell’occasione cambia il sottotitolo (da «Quindicinale dei soldati del medio Piave»), tipografia e luogo di stampa, formato (più piccolo) e contenuti: non più coloratissimi disegni e parole in libertà, ma poesie, brevi prose e slogan militareschi («La vita del fante», «La casa del fante», «Il saluto militare» etc.) e tradizionali illustrazioni b.n. della vita in trincea. Raro.
Prima edizione. Ottimo esemplare (piccole mancanze marginali e abrasioni alla legatura, altrimenti privo di particolari difetti da segnalare). Etichetta al contropiatto anteriore della legatura, «L» manoscritta in rosso al piatto anteriore della legatura e in blu al contropiatto anteriore della legatura. Correzione manoscritta al piatto posteriore della brossura: la scritta a stampa recita: «In carta fina con 10 rami lir. 3.50 austr.», «10» e «3» son corretti a penna rispettivamente in «2» e «1». Salutato dal «Giornale di letteratura, scienze ed arti» (tomo LXXII, numero di ottobre, novembre e dicembre dello stesso 1833) come «quasi un comodo manuale di ciò che in Monza contiensi di più considerabile», ci informa il prospetto pubblicitario del libro «L'inferno aperto al cristiano» (Corbetta, 1836, pagina 87) che di questo libro furono stampate copie contenenti 2 rami al costo di 1 lira e copie contenenti 10 rami dal costo di 5 lire, oltre ad una tiratura di lusso con rami miniati con rilegatura alla bodoniana, dal costo di 9 lire. Attestato in 8 sedi del sistema bibliotecario nazionale (di cui 5 in Lombardia una sola fuori dal nord Italia), il libro è invece divenuto assai raro con il tempo.
Prima edizione. Il celebre e longevo periodico teatrale di larga diffusione, diretto da Enrico Cavacchioli, alla fine degli anni ’20 ospita alcune sintesi di Marinetti: anno X n. 6 (giu.-lug. 1928), «L’oceano del cuore. Cinque sintesi incatenate di F.T. Marinetti con scenografie di Benedetta», con tre riproduzioni delle scenografie di Benedetta; anno XI n. 3 (mar.-apr. 1929), «Luci veloci. Dramma futurista in sei sintesi», con riproduzioni della rappresentazione al Teatro di Torino; anno XI-XII s.n. (dic. 1929-gen. 1930), «Il suggeritore nudo. Simultaneità futurista in undici sintesi di F.T. Marinetti», edizione illustrata da cinque splendidi disegni composti ad hoc da Bruno Munari. Salaris, Storia, p. 186a; Cammarota, Marinetti, 132, 136, 142 3 voll.
Edizione originale. Bell’esemplare. Ultimo numero pubblicato, le uscite erano iniziate nel 1978. Supplemento ad «Anarchismo» n. 23/24.
Edizione originale. Qualche segno di penna all’ultima pagina, ma bell’esemplare. Supplemento al n. 231 del 29 settembre 1963; edito con la collaborazione della sezione stampa e propaganda del Pci. Curato da G. Boffa, A. Curzi, G. Giadresco, E. Polito, E. Roggi, E. Simeone.
Edizione originale. Parziale distacco del piatto superiore, ma bell’esemplare. Anno IV, numero 2, aprile, maggio, giugno. Ciclostilato.
Collezione completa. Insieme in ottime condizioni di conservazione (da segnalare solo tracce di ruggine alla pinzatura di alcuni fascicoli), completo di un rarissimo messaggio dattiloscritto circolare su carta intestata della rivista, che annuncia l’uscita dei due fascicoli complementari a chiusura dell’annata. L’ultima annata della rivista «Note fotografiche», l’“house organ” di AGFA Foto diretto da Alfredo Ornano e stampato a Milano presso la tipografia Lucini anziché Rizzoli dall’8 luglio 1941 al febbraio 1943, è probabilmente la prima esperienza di Albe Steiner come art director. Steiner illustra regolarmente con fotomontaggi pubblicitari la seconda e la quarta di copertina. Sospesa con il numero 10 dell'aprile 1942 «per disposizioni ministeriali», pubblicò nel febbraio 1943 due fascicoli monografici fuori numerazione per completare l’annata: «Fotografare» e «Pose istantanee», al fine di rispettare l’impegno preso con gli abbonati. Copertine fotografiche di W. Benser, Franco Grignani, Giovanni Scheiwiller e altri, stampa a cura del tipografo Lucini. Tra i collaboratori troviamo Guido Piovene, Luigi Veronesi, Giulio Galimberti, R. Muratore, Ermanno F. Scopinich, Pierluigi Erizzo, Federico Vender, Giorgio Mazzonis, Bruno Munari, G. Muggiani, G. Mondaini, A. Bragaglia, G. Pagano, Marcello Nizzoli, S. Pedrotti, Eriberto Carboni. Particolarmente rari i due fascicoli «Fotografare» e «Pose e istantanee», registrati in ICCU in sole tre biblioteche (solo IUAV Venezia e ICCD Roma li possiedono entrambi). 12 volumi
Edizione originale. Primi quattro numeri (autunno 1926; inverno 1926 - 1927; primavera 1927; estate 1927). Esemplari in ottime condizioni (lievi tracce d’usura alle copertine e carte leggermente brunite). Primi quattro numeri di «900», rivista letteraria fondata nel 1926 da Massimo Bontempelli e Curzio Malaparte edita, fino al terzo numero compreso, dalla romana “La Voce”, prima di passare alla Società Sapientia. Pubblicato in francese, dichiaratamente europeista e con un comitato di redazione d’eccezione composto da James Joyce, George Kaiser, Gómez de la Serna, Pierre Mac Orlan, il trimestrale - stampato in 1700 esemplari numerati - si proponeva di aprire i confini culturali italiani oppressi dal patriottismo imperante mettendoli a contatto con quanto di meglio la letteratura e l’arte internazionali avessero da offrire. Invisa per questa ragione ai sostenitori del movimento Strapaese e al regime, la rivista riuscì comunque a proseguire le pubblicazioni fino al giugno del 1929, per un totale di 17 numeri che ospitarono testi, tra i tanti, di Joyce, Woolf, Cechov, Tolstoj. Il clima di sospetto e l’aperta avversità nei confronti del progetto costrinsero comunque il direttore Bontempelli a cedere all’italianizzazione dei suoi “quaderni” a partire dal primo numero della “nuova serie” del luglio 1928 dopo aver già registrato il tradimento di Malaparte, che un anno prima aveva abbandonato la rivista per entrare nel gruppo strapaesano di «Il Selvaggio».
Edizione originale. Numeri 1, 2 e 5 della nuova serie di «900» (luglio 1928; agosto 1928; novembre 1928). Numeri 1 e 2 con fioriture e bruniture ai piatti, piatto anteriore del numero 5 perimetralmente brunito. Per il resto ottimi esemplari. Rari. Numeri 1, 2 e 5 (luglio, agosto e novembre del 1928) della nuova serie di «900», rivista letteraria fondata nel 1926 da Massimo Bontempelli e Curzio Malaparte edita, fino al terzo numero compreso, dalla romana “La Voce”, prima di passare alla Società Sapientia. Pubblicato in francese, dichiaratamente europeista e con un comitato di redazione d’eccezione composto da James Joyce, George Kaiser, Gómez de la Serna, Pierre Mac Orlan, il trimestrale (mensile dal luglio 1928) si proponeva di aprire i confini culturali italiani oppressi dal patriottismo imperante mettendoli a contatto con quanto di meglio la letteratura e l’arte internazionali avessero da offrire. Invisa per questa ragione ai sostenitori del movimento Strapaese e al regime, la rivista riuscì comunque a proseguire le pubblicazioni fino al giugno del 1929, per un totale di 17 numeri che ospitarono testi, tra i tanti, di Joyce, Woolf, Cechov, Tolstoj. Il clima di sospetto e l’aperta avversità nei confronti del progetto costrinsero comunque il direttore Bontempelli a cedere all’italianizzazione dei suoi “quaderni” a partire dal primo numero della “nuova serie” dell’estate 1928, qui parzialmente presentata. Un anno prima, Bontempelli aveva dovuto registrare anche il tradimento di Malaparte, uscito dalla rivista per entrare nel gruppo strapaesano di «Il Selvaggio».
Edizione originale. Rara collezione completa (10 volumi). Esemplari in ottime condizioni con rare e normali abrasioni ai piatti (da segnalare solo fioritura al piatto del X volume). Carte pulite con qualche occasionale fioritura. Rarissima collezione completa di «Novissima» “albo d’arti e lettere” ideato e fondato da Edoardo De Fonseca tra il 1900 – anno in cui diede vita a Milano alla Società Editrice di Novissima - e il 1901, anno di pubblicazione del primo volume di questa bellissima – e unica nel suo genere – rivista dedicata alla letteratura, all’arte e all’illustrazione. Contraddistinta da una grafica curata e riccamente liberty, al suo interno «Novissima» raccoglieva testi e componimenti poetici di autori importanti (tra i molti, De Amicis, Pirandello, Pascoli, D’Annunzio), rubriche di teatro, musica e moda, inserzioni pubblicitarie ma, soprattutto, illustrazioni e tavole stampate su carte di tipo diverso. Bompard, Majani, Terzi, Dudovich, Kienerk sono solo alcuni degli illustratori che De Fonseca chiamò a sé per collaborare stabilmente al periodico annuale e per firmare le copertine, piccoli gioielli d’Art Nouveau. Nel dettaglio, «Novissima» si presentò con la copertina del 1901 - raffigurante una giovane donna tra i rami di ciliegio - firmata da Aleardo Terzi; nel 1902 con l’illustrazione di Antonio Rizzi; nel 1903 con l’elegante creazione dello scultore Edoardo Rubino, a metà tra bassorilievo e cammeo; nel 1904 con la grafica del notissimo cartellonista Marcello Dudovich; nel 1905, il piatto anteriore è affidato ad Augusto Majani, mentre nel 1906 nuovamente ad Aleardo Terzi; nel 1907, in un numero che affronta i temi emersi all’Esposizione Internazionale di Milano dell’anno precedente, la copertina - che ritrae un uomo intento a innaffiare un melograno - è di Duilio Cambellotti; nel 1908 il tema femminile è invece sviluppato da Giovanni Mataloni; nel 1909 è la volta di Alfredo Baruffi, a cui viene affidata anche l’illustrazione dell’intero volume, mentre nel 1910 la pubblicazione si congeda con la copertina di Umberto Bottazzi. Tra i contributi artistici accolti all’interno dei numeri, non si può non segnalare quantomeno la presenza di un’opera di Giacomo Balla nel volume del 1904. Perfettamente in linea con i tempi, l’esperienza di «Novissima» si concluse nel 1910 al mutare del gusto artistico e del clima culturale, rimanendo tuttavia una splendida testimonianza dello spirito a cavallo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, così sospeso, onirico e borghesemente languido. 10 voll.
Edizione originale. Bell’esemplare. Numero 0 in attesa di autorizzazione. Supplemento a «Unità proletaria» numero 2/79, direttore responsabile Daniele Protti. Bel foglio corredato da numerose illustrazioni, copertina a colori, articoli di S. Semenzato, I. Stagliani, F. Bottaccioli, L. Ferrajoli, F. Calamida, A. Picciolini, L. Berti, A. Mangano, P. Palazzi, G. Mattioli, M. Scalia, F. Bo, A. Poli, V. Moretti, C. Coradeschi, L. Bobbio, M. Pivetta.
Edizione originale stampata nella tipografia clandestina “L’Alpina” di Torre Pellice. Tutto il pubblicato del 1944 dei “Nuovi quaderni di Giustizia e Libertà” (numeri 1, 2 - 3, 4). Quaderni 2 - 3 e 4 in ottimo stato, con normali segni d’usura alle brossure. Quaderno 1 con distacco fermato dei piatti della brossura e dorso con estese mancanze, ma carte in ottimo stato. Tutto il pubblicato del 1944 dei “Nuovi quaderni di Giustizia e Libertà” stampati nella tipografia “L’Alpina” di Torre Pellice, luogo simbolo delle pubblicazioni clandestine antifasciste piemontesi in cui coraggiosamente nasceva e da cui coraggiosamente veniva diffuso il materiale partigiano. Questi “Nuovi quaderni” ripresero l’eredità dei primi quaderni di Giustizia e Libertà - quelli voluti da un gruppo di esuli antifascisti guidati da Carlo Rosselli ed Emilio Lussu e stampati a Parigi tra il 1932 e il 1935 - proponendosi, a partire dal maggio del 1944, come spazio di discussione alta dei problemi e delle soluzioni legati non soltanto all’ancora opprimente tempo presente, ma anche a quello futuro. Come si legge nelle toccanti pagine introduttive del primo numero infatti: «Le condizioni di lavoro dei superstiti redattori e dei giovani che ad essi si sono associati sono notevolmente più difficili, più pericolose di quelle esistenti dieci o dodici anni fa. La loro maggiore forza è data dalla speranza che ci si trovi ormai avviati verso la sconfitta del nostro nemico più immediato: il fascismo e il nazismo. Ma la sconfitta del nemico non significa ancora necessariamente - e guai a farsi illusioni su questo punto - la vittoria della causa nostra [...]. Bisogna insomma avere il coraggio di dare delle soluzioni che implichino una rottura non solo col fascismo, non solo coi Savoia, non solo col grande capitale parassita, ma con tutto il modo di pensare dell’epoca che finisce».
Edizione originale. In ottime condizioni, con etichetta d’invio a «S. E. Marinetti | Villa Miramare | Levanto». Quindicinale diretto da Arnaldo Ginna, ne uscirono 18 numeri nel 1934. «Organo ufficiale della Federazione dei gruppi naturisti-futuristi e della Confederazione italiana per la bonifica umana fascista», «[...] movimento filosofico dalle basi autarchico-fasciste il cui programma era stato esposto da A. Ginna nell'incredibile libello “L'Uomo futuro”» (Diz. Fut., p. 803). Spazia dall'arte alla medicina, passando per l'industria e il commercio. Salaris, Riviste futuriste, pp. 464-471; Cammarota, Futurismo, Giornali fut., 128
Edizione originale. Brunitura lungo la piegatura verticale nella parte alta della prima pagina; lacerazione in corrispondenza; lacerazione al centro delle pagine in corrispondenza dell’intersezione delle piegature; senza perdite, leggera fragilità. Numero doppio in occasione del «Primo convegno italiano naturista: Energetica e costituzionalismo», da inaugurarsi il 1° ottobre 1934. «Il Nuovo» fu un quindicinale diretto da Arnaldo Ginna, ne uscirono 18 numeri nel 1934. «Organo ufficiale della Federazione dei gruppi naturisti-futuristi e della Confederazione italiana per la bonifica umana fascista», «[...] movimento filosofico dalle basi autarchico-fasciste il cui programma era stato esposto da A. Ginna nell'incredibile libello L'Uomo futuro» (Diz. Fut., p. 803). Spazia dall'arte alla medicina, passando per l'industria e il commercio.
In ottime condizioni. Ciclostilato di 15 fogli, pinzati, in 4° (cm 33x22) autocopertinato ( copertina in carta colorata), illustrato di disegni e vignette satiriche. Informazioni, appelli di collaborazione da altri gruppi sparsi in tutta la nazione, recensioni di concerti. Stampato probabilmente a Civitanova Marche.
Tutto il pubblicato con eccezione dei nn 3 dell’anno I e 3/4 dell’anno II. Fascicoli in due volumi in mezza pelle blu, titoli oro al dorso, in ottimo stato di conservazione. Ideato da Leo Longanesi per Rizzoli, uscì con il primo numero il 3 aprile 1937, anno primo, fino al nr. 39 del 25 dicembre; anno secondo 1938 dal nr. 1 del 7 gennaio al nr. 53 del 31 dicembre; anno terzo 1939 dal nr. 1 del 7 gennaio al nr. 4 del 28 gennaio. Formato folio grande, con cadenza settimanale, ospitò interventi letterari e politici. «Omnibus» rappresentò il primo esempio di rotocalco ben illustrato da belle fotografie, curato in ogni dettaglio, arricchito dai sapienti disegni di Mino Maccari. Tra i collaboratori: Alvaro, Barilli, Benedetti, Bacchelli, Palazzeschi, Praz, Landolfi, Malaparte, Moravia, Pannunzio e tanti altri. Primo in Italia, «Omnibus» pubblicò scrittori allora oscurati dalla censura fascista, come Ernest Hemingway (tradotto da Elio Vittorini), Erskine Caldwell, David H. Lawrence, Dashiell Hammett, James Cain, Joseph Roth e John Steinbeck. Importanti gli articoli sulla guerra di Spagna. Nel gennaio 1939, per insuperabili contrasti, il regime ne sospende le pubblicazioni. 2 volumi
Edizione originale. Lievi ingialliture alle piegature ma bell’esemplare. Anno I foglio preparatorio n. 1. Direttore responsabile Marcello Baraghini. Supplemento a «Stampa alternativa».
Prima edizione numerata. Esemplare numero 255 nella ristampa Feltrinelli del 1966 di tutto il pubblicato di «L’Ordine Nuovo» (1 maggio 1919 - 24 dicembre 1920 e 1 marzo 1924 - 1 marzo 1925. Fascicoli raccolti in mezza pergamena con piatti in cartone marmorizzati in ottimo stato (carte normalmente brunite, tracce di sporco al dorso della legatura. Ristampa Feltrinelli del 1966 di tutto il pubblicato dall’1 maggio del 1919 al 24 dicembre del 1920 e dall’1 marzo 1924 all’1 marzo 1925 del periodico fondato da Antonio Gramsci, a Torino nello stesso 1919. Inizialmente pubblicato con cadenza settimanale come voce del comunismo torinese, «L’Ordine Nuovo» divenne nel 1921 organo ufficiale del neonato Partito Comunista Italiano (fondato a Livorno il 21 gennaio di quell’anno grazie alla spinta determinante di Gramsci e di due fondamentali collaboratori della rivista, ovvero Terracini e Togliatti), continuando le proprie pubblicazioni fino al novembre 1922. Nel marzo del 1924, quando Gramsci aveva da poco dato vita a «L’Unità», «L’Ordine Nuovo» tornerà come quindicinale sotto la direzione di Ruggiero Greco e con sede a Roma, prima che il regime fascista ne imponesse la definitiva chiusura un anno più tardi.
Edizione originale. Fioriture alla prima pagina, nel complesso bell’esemplare. Anno I, numero 1. Rivista di stampo marxista-leninista tradizionale, diretta da Mario Geymonat, celebre filologo classico.
Edizione originale. Sporadiche ingialliture, soprattutto alla copertina, un lieve strappetto, ma esemplare in condizioni più che buone. Anno I, n. 0. Settimanale di informazione, cronaca, attualità, cultura: «Padova 52, non avendo nessuna intenzione di far concorrenza ai locali quotidiani, si segnala come foglio di “riflessione democraticamente neutra” sulle principali problematiche in cui il regista, lo sceneggiatore e il protagonista sarà sempre il lettore».
Edizione originale. Tutto il pubblicato (dal primo numero dell’aprile-maggio 1946 al numero doppio 3-4 dell’agosto- settembre-ottobre-novembre dello stesso anno) della rivista di letteratura e arte «Paesaggio». Esemplari in ottime condizioni, privi di particolari difetti da segnalare. Rivista fondata e diretta da Mino Rosi nel 1946 dedicata a scritti di arte e letteratura. Benché pubblicata per un solo anno - dall’aprile al novembre del 1946 -, «Paesaggio» merita di essere ricordato nella storia dei periodici del secondo dopoguerra grazie ai suoi contributi di alto profilo e alle eleganti immagini e litografie che arricchivano i fascicoli. Tra i collaboratori vanno almeno ricordati Saba, De Pisis, Del Buono, Milena Milani, Sinisgalli, mentre le litografie erano firmate da Tamburi, Gentilini, Gallo, Savelli, Sassu, Pulcinelli, Maccari, Rosi e De Grada. 3 voll.