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ill., ril. Arriano nacque tra l'85 e il 90 d.C. a Nicomedia, in Bitinia. Egli cominciò a scrivere di Alessandro quando il carattere di lui già da tempo era diventato oggetto di discussione nelle scuole di filosofia e di retorica. In quei tempi, Alessandro era la massima figura che fosse mai apparsa nella storia, e un concentrato di tutto ciò che l'uomo aveva sognato e immaginato. Arriano era sobrio, scrupoloso, preciso: cercava di rinnovare l'esattezza di Senofonte: consultò e utilizzò gli storici più fededegni. Arriano cancellò i paesaggi orientali, che avevano incantato Curzio Rufo: sfumò le figure minori e le ombre, e tutto il suo quadro fu occupato dal nuovo Achille, che conquistò il mondo.
br. «Tantissimi anni fa, per una collana chiamata "Invito alla lettura di...", fra tanti autori del nostro Novecento scelsi di scrivere su Dino Buzzati. Il clima culturale era ancora così pesantemente influenzato dalle mode neorealistiche, che lo stesso direttore della collana, poco amante delle atmosfere e dello stile buzzatiani, tentò di modificare il mio testo in senso molto negativo verso l'autore, direi addirittura sprezzante. Non ci riuscì. Buzzati è un grande, ed è ormai un classico. Il deserto dei Tartari continua ad affascinare i lettori ed è diventato proverbiale; le novelle dei primi libri hanno spesso una perfezione incantata, sembrano scolpite nel cristallo. E il mio piccolo libro mi pare ancora la chiave giusta per entrare nel suo mondo».
br. Ed è a questo punto che riprende il mio delirio, il mio delirio di rivendicatore-nato. Chi, infatti, dal 1918, e non parlo di teatro, ha gettato un colpo di sonda 'in tutti i bassifondi della sorte e del caso', se non Hitler, l'impuro moldovalacco della razza delle scimmie innate?
br. Per me, non vi è rivoluzione senza rivoluzione nella cultura, ovvero nel nostro modo universale, nel nostro modo, a noi tutti, gli uomini, di comprendere la vita e di porre il problema della vita. Spossessare coloro che possiedono è bene, ma mi sembra meglio togliere ad ogni uomo il gusto della proprietà. In un mondo in cui la «cultura razionalista dell'Europa» ha portato la civiltà allo sfacelo, in cui persino chi pretende resistere è preda della «disperazione del macchinismo», Antonin Artaud fa le valigie, lascia l'Europa e s'imbarca per il Messico, in cerca di una cultura rossa, primitiva, indigena, magica, viva di un nucleo pulsante su cui possa fondarsi la Rivoluzione, che prima ancora d'essere una rivoluzione sociale deve essere una rivoluzione della mente poiché «la Rivoluzione più urgente da compiere è una sorta di regressione nel tempo».
198837386Matthes & Seitz, München, 1988. 2. erweiterte Neuauflage. 151 Seiten, einige Abbildungen; Gr.-8°, 22 x 14 cm, Pappeinband mit Schutzumschlag
ill., br. Questo libro, redatto e riunito in base alle antiche fonti tratte dai libri dei sogni (Oneirocritica) di Artemidoro Daldiano e di Ahmet F. Serim, cabalisti aulici del califfo Al-Manum, spiega i sogni, svela il futuro e consiglia i numeri della cabala per il lotto.
br. «Un tale sognò di vedere nella luna il proprio volto... Un tale sognò di imboccare il proprio membro con pane e formaggio, come se fosse un animale... Un tale sognò di scuoiare il proprio figlio e di farne un otre... Una donna sognò di avere un occhio nella mammella destra... Un tale sognò che dal cielo cadesse una stella, e che un'altra salisse in cielo dalla terra... Un tale sognò di mangiare i propri escrementi insieme al pane, e di gustarli». Il significato di questi e di centinaia di altri sogni ci viene illustrato nell'opera di Artemidoro, vera enciclopedia teorica e pratica del sogno, scritta nel II secolo dopo Cristo, compendio di tutta l'antica e complessa tradizione greca su questo tema, che nel mondo moderno è stato posto, dopo Freud, al centro di tutta la psicologia e si è rivelato una fonte inesauribile di conoscenze e di misteri. Artemidoro era un interprete di sogni per professione e la sua ambizione era di scrivere un manuale definitivo della sua scienza: con diligenza e minuzia, utilizzando tutta la letteratura precedente, oggi in gran parte perduta, e insieme la sua diretta esperienza, Artemidoro classifica tutti i tipi di sogni e i procedimenti che vi operano, elenca le più disparate immagini che vi possono comparire e ne svela i vari sensi. Il risultato è sorprendente: dietro le sue interpretazioni, spesso asciutte e prosaiche, si profila tutto un diverso regime dell'immagine, che getta luce preziosa su quella che era la coscienza psicologica greca. Naturalmente il lettore moderno non potrà resistere alla tentazione di confrontare le interpretazioni di Artemidoro con quelle della psicoanalisi. E anche qui la lettura sarà quanto mai eccitante: proprio nella totale diversità dei presupposti, certe indicazioni sembrano convergere e integrarsi, a riprova che le immagini oniriche costituiscono una realtà che nessun sistema culturale riesce compiutamente a ridurre al proprio codice. Infine, Il libro dei sogni potrà essere consultato direttamente dai suoi lettori di oggi, come Artemidoro voleva: e da questa via inusuale impareremo a conoscere qualcosa di più di quelle misteriose, ambigue figure che escono, secondo le parole di Omero, da due porte, una di corno e l'altra di avorio: «E ai sogni che escono attraverso la porta d'avorio è pericoloso credere, perché portano messaggi che non si realizzano nei fatti, mentre quelli che procedono per la porta di corno hanno potere nella realtà, ogni volta che un uomo li veda». Ma anche sotto un altro aspetto l'opera di Artemidoro è per noi oggi preziosa: come testimonianza vividissima sulla vita quotidiana e i rapporti sociali nella Grecia dell'antichità, i cui usi e costumi ci appaiono limpidamente riflessi nello specchio dei sogni. La presente edizione è dovuta a Dario Del Corno, uno dei più attenti studiosi dell'onirocritica greca, ed è accompagnata da un suo lungo saggio, che ripercorre tutta la storia del sogno nella Grecia antica e analizza i sottili rapporti di Artemidoro con una tradizione che era insieme religiosa, filosofica e popolare.
Buono stato, coperta illustrata in cartoncino goffrato semimorbido, su I.a di coperta di Henri de Fantin-Latour "Un coin de table", 1872, particolare, punte appena sfregate, etichetta adesiva di libreria su piatto posteriore, cerniera stretta, tagli lievemente ambrati, pagine ben conservate, qualcuna con becca. Traduzione e note di Cosimo Ortesta. Con uno scritto di René Char. XIV volume della collana Tascabili - Classici. Lingue: Italiano, Testo a Fronte Francese. Numero Pagine 127 USATO
19791231814Residenz Verlag; Salzburg und Wien, 1979. 344 S., 498 S. und 520 S.; 21 cm; 3 fadengeh. Orig.-Leinenbände mit (illustr.) OUmschlägen; im illustr. OSchuber.
1970X103Salzburg, Residenz Verlag 1970. Ganzleinen mit Schutzumschlag, 8°, 131 S., mit Zeichnungen von Daniela Rustin und einem Nachwort von Hannes Schneider
197021632BBSalzburg, Residenz Verl., 1970. Erstausgabe. 131 S. Ill. Or.-Leinen, m. illustr. Buchumschlag. Buchumschl. u. Seiten gering gebräunt, ans. Buch im guten Zustand. 1
1976X1117Frankfurt/M, Suhrkamp Verlag 1976. Taschenbuch, 8°, 107 S., 1. Auflage, edition suhrkamp 337
19599500München, R. Piper & Co., 1959. 8°. 132 S. Orig.-Ganzleinenband mit goldgepr. Lederrückenschildchen und Farbkopfschnitt. Erstausgabe. Gutes und sauberes Exemplar.
1979EDzz6468Salzburg, Residenz 1979. 344 S.; 498 S., OKart, beide Bände bestoßen, abgegriffen. Rücken ausgeblichen. Mit hs. Signatur des Autors in Band 1.
1987116507Leverkusen-Opladen: Herweg. 1987. 208 Seiten. 18cm. Zustand: Gut bis Sehr Gut min. bis gering gebräunt (Innen); Einband (Außen) hat geringe Gebrauchsspuren; Deckel ist etwas gebräunt; Broschiert
ril. Con le sue 790 ricette, raccolte dall'autore con paziente passione nel giro di lunghi anni e innumerevoli viaggi, l'Artusi resta il libro più famoso e letto sulla cucina italiana, quello da cui tutti i grandi cuochi dell'ultimo secolo hanno tratto ispirazioni e suggerimenti. Un'opera singolare che esalta il piacere del mangiar bene; più che un ricettario è un libro di gusto, ricco di dissertazioni, di spunti linguistici in una prosa limpida che ricorda la cordialità del discorso conviviale. Questa edizione speciale, pensata per i 200 anni dalla nascita dell'autore, ne mette in luce la straordinaria modernità e attualità affidando la presentazione a una voce d'eccezione: Massimo Bottura, chef tra i più stimati a livello internazionale.
ill., ril. Un'opera considerata un classico della cultura italiana, che esalta il piacere del mangiar bene. Non solo un ricettario ma un documento storico, un libro letterario sul gusto, ricco di dissertazioni e di godibili spunti linguistici, in una prosa limpida che ricorda la cordialità del discorso conviviale. Con le sue 790 ricette, raccolte dall'autore con paziente passione nel giro di lunghi anni e innumerevoli viaggi, l'Artusi è il libro più famoso e letto sulla cucina italiana, quello da cui tutti i grandi cuochi dell'ultimo secolo hanno tratto ispirazioni e suggerimenti.
ril. Con le sue 790 ricette, raccolte dall'autore con paziente passione nel giro di lunghi anni e innumerevoli viaggi, l'Artusi resta il libro più famoso e letto sulla cucina italiana, quello da cui tutti i grandi cuochi dell'ultimo secolo hanno tratto ispirazioni e suggerimenti. Un'opera singolare che esalta il piacere del mangiar bene; più che un ricettario è un libro di gusto, ricco di dissertazioni, di spunti linguistici in una prosa limpida che ricorda la cordialità del discorso conviviale. In questa edizione la presentazione è affidata a una voce d'eccezione: Massimo Bottura, chef tra i più stimati a livello internazionale. Prefazione Massimo Bottura.
br. Se la storia del gusto italiano ha un ricettario per eccellenza questo è "l'Artusi", che a oltre 100 anni di distanza appare oggi strumento privilegiato per rileggere i consumi attraverso cui si è formata l'identità nazionale. Questo piccolo libro ne ripropone una selezione molto particolare, dettata dall'autore stesso nell'Appendice che volle aggiungere alla 14" edizione dell'opera e che intitolò "Cucina per gli stomachi deboli", chiosando con arguzia "la quale pare sia venuta di moda". Nel trionfo di carni farcite e preparazioni elaborate del suo ricettario l'Artusi traccia una safety zone per chi voglia mangiar bene senza compromettere la digestione. Quasi un sorprendente ricettario dietetico ante litteram.
ril. Se la storia del gusto italiano ha avuto un ricettario per eccellenza, questo è certamente La scienza in cucina. Così, a oltre cento anni e decine di edizioni di distanza, "l'Artusi" appare oggi come uno strumento privilegiato per rileggere in filigrana, in forma di ricette, le scelte e i consumi che, attraverso fasi alterne di povertà e benessere, hanno contribuito a creare un'identità nazionale. Molte fra le questioni sollevate qui sui cibi e sui sapori rimandano infatti ad altre domande, più gravi, che riguardano conflitti di generazioni e mentalità. Attraverso la storia delle parole, l'origine delle ricette, gli scambi epistolari con i lettori, spesso forieri di consigli preziosi, la fortuna che alcune intuizioni avranno nella storia alimentare italiana, Alberto Capatti ci conduce con curiosa sapienza a investigare le pieghe di un ricettario che funge ancora da guida per cuochi e cuoche che ne hanno rimosso l'origine, smarrito l'autore, alterato le regole, ma non hanno rinunciato a ripeterne i piatti e, soprattutto, a interpretarne il sogno di felicità, ribadito quotidianamente attraverso la condivisione di una tavola apparecchiata.
ill., br. La scienza in cucina è ancora oggi per la cultura gastronomica italiana una pietra miliare, che ha percorso i decenni senza smettere di esercitare la sua influenza su appassionati dell'arte culinaria e di quella letteraria: uno strumento privilegiato per rileggere in filigrana le scelte e i consumi che, attraverso fasi alterne di povertà e benessere, hanno contribuito a creare un'identità nazionale. Un classico senza tempo, capace di entrare in comunicazione con il presente lasciandosi modificare da esso ma rimanendo termine di paragone e punto di partenza imprescindibile. In questo corpus di 790 ricette, pensate e volute dall'Artusi, prende vita la storia del gusto italiano, attraverso le tradizioni della tavola e le parole dei lettori del tempo, i cibi, i sapori e soprattutto le felici intuizioni che diventeranno parte centrale della cultura gastronomica nazionale. Ricette e aneddoti sono, in questa edizione di pregio, corredate dalle illustrazioni di Augusto Majani detto "Nasica", che restituiscono al lettore il gusto per l'arte della cucina, che l'Artusi ancora oggi riesce a trasmetterci, amplificandolo e arricchendolo con il suo immaginario popolare.
br. L'"Autobiografia" di Pellegrino Artusi è l'altra faccia, segreta, de "La scienza in cucina". Tra queste pagine del 1903, sono raccolti i ricordi della prima infanzia trascorsa in Romagna dove la famiglia tiene bottega a Forlimpopoli, e della giovinezza, fino al trasloco definitivo a Firenze dove l'Artusi prenderà domicilio come mercante di sete, ma scoprirà anche la sua vocazione per lo studio e la gastronomia divenendo il celebre autore che insegnerà alle madri di famiglia la lingua del buon gusto e l'arte dei sapori delicati. Dopo la lettura, torneremo ai suoi cappelletti con maggiore consapevolezza della loro storia e di quella di coloro che li hanno allora preparati e ce ne hanno dato memoria.
ill., ril. Con le sue 790 ricette, raccolte dall'autore con scrupolo e passione nel giro dei lunghi anni e innumerevoli viaggi, "l'Artusi" è il libro più famoso e letto sulla cucina italiana, quello da cui tutti i grandi cuochi dell'ultimo secolo hanno tratto ispirazioni e suggerimenti. Un manuale adatto al cuoco esperto così come al principiante, che esalta l'arte del "mangiar bene" e ispira la cucina delle famiglie italiane da più di un secolo. Un'edizione nuova nella veste ma fedele in tutto e per tutto a quella originale del 1891, pensata per rendere omaggio al padre fondatore della sana cucina di casa nostra, quella della nonna e della mamma, per consegnarla nelle mani delle nuove generazioni.
2006vk1420Editions Apogée Dos carré collé 2006 In-8 (14,2 x 21,7 cm), dos carré collé, 74 pages ; le livre est couvert d'une protection en plastique transparent scotchée directement aux contreplats, quelques rousseurs aux tranches et à la première garde, assez bon état. Livraison a domicile (La Poste) ou en Mondial Relay sur simple demande.