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br. Esponente di spicco della cultura italiana degli ultimi decenni, Erri De Luca si accosta da tempo al testo biblico da lettore, traduttore, esegeta e riscrittore. In questo volume, Luciano Zappella ci propone un articolato percorso finalizzato a mettere in risalto le coordinate della presenza della Bibbia nella multiforme opera De Luca. Narratore, saggista, poeta e traduttore, nel panorama culturale degli ultimi decenni Erri De Luca rappresenta indubbiamente una voce originale. Le sue esperienze biografiche, le scelte letterarie e il suo rapporto con la Bibbia ne fanno un intellettuale senza parentele. Non credente ma non ateo, De Luca si è accostato al testo biblico da lettore competente, da traduttore autodidatta, da ri-narratore e scrittore poliedrico. Lungi dall'essere semplice motivo ispiratore, la Bibbia - che lo accompagna da quarant'anni - funge per lui da testo fondatore e da codice antropologico universale, influenzandone anche lo stile. Luciano Zappella propone un percorso ragionato nella variegata produzione di De Luca mettendo i lettori a diretto contatto con le sue parole.
br. Vengono qui raccolti, ordinati e proposti in un insieme coerente gli scritti in prosa dedicati da Andrea Zanzotto al tema del paesaggio. Questi testi, inediti o da tempo irreperibili, permettono di seguire l'evoluzione dell'immaginario dell'autore attraverso cinquantanni di impegno letterario. La scrittura di Zanzotto racconta un"'idea di paesaggio" in cui l'uomo e la natura interagiscono e si confrontano, nonostante l'impatto del primo sulla seconda si faccia sempre più invasivo. Ai luoghi reali della vita dell'autore, il grande Veneto che si estende dalle Dolomiti alle Lagune, si affiancano i paesaggi immaginati, viaggi compiuti o sognati in un'Europa sospesa tra lontananza e prossimità. Il ritratto dei luoghi si intreccia con quello dei personaggi che l'autore incontra e insegue nelle sue peregrinazioni, compagni di viaggio fidati e sorprendenti nella loro caratterizzazione umana e linguistica. Il risultato è un rapporto con il mondo che si completa nella scrittura, "vero luogo del nostro stare", ricercato e difeso con la forza di una passione intima e civile, come solo la poesia può essere.
1989309Berlin, Neues Leben 1989. 294 S. 8 , OPbd mit OSU. OSU mit leichten Gebrauchsspuren, guter Zustand.
1981243Berlin, Neues Leben 1981. 289 S. 8 , OPbd mit OSU. Namenszug auf Vorsatz, OSU eingerissen und mit Gebrauchsspuren, sonst gut.
ril. Un prospetto della narrativa brasiliana negli anni 1870-1922: quelli che vanno dall'avvento del regionalismo al modernismo, cioè nel periodo in cui - dopo l'indipendenza nel 1822 e l'inizio del Segundo Reinado (1840) - essa andò progressivamente acquisendo caratteri autonomi. Nell'arco di tempo preso in esame la letteratura brasiliana venne percorsa da diversi movimenti e tendenze: dall'ancora attivo romanticismo al realismo, al parnasianismo, al naturalismo, al simbolismo, al penumbrismo, al post-etichettato e avvolgente premodernismo; ma a sostanziarla in ogni fase fu soprattutto il regionalismo: un fenomeno trasversale in quanto presente in ciascuno di questi -ismi, e distingue altresì in forma determinante varie opere le cui caratteristiche sono a essi solo debolmente riferibili. Integrato da 20 testi antologici di molti dei principali scrittori, questo lavoro è ripartito in sei grandi capitoli dedicati ciascuno alla produzione narrativa delle cinque macroregioni. Una scelta necessaria, per comprendere l'ambiente fisico e sociale e lo sviluppo di ogni area, alla base dell'apporto tematico e delle caratteristiche salienti degli autori e dei rispettivi testi; e per far sì che, nella sua essenza composita, il quadro d'insieme risulti il più possibile conforme ed esaustivo.
in-8 (mm 260x133), pp.43, (1). Legatura in mezza tela moderna ad imitazione antica, titolo manoscritto in rosso al piatto superiore. Edizione originale di quest'opera toscana in prosa. "Un Asino guerrier non sa fuggire, come dice un proverbio degli Arabi: proverbio tanto apprezzato da Califfo Mervan, che si fece chiamar Asino per significar col nome il proprio valore."Perfettamente conservato.. .
br. I racconti di Levi si ispirano a un groviglio di motivi, di argomenti, e di eventi della nostra esistenza, come della micro e della macro storia. Presentano un vasto materiale tratto dai moduli più disparati del fantastico: vi si avvicinano, innestano, e mescolano una dovizia di mitologie, di civiltà, e di tradizioni delle culture più lontane e più diverse. Allora si apprende che il realismo è il fantastico della vita. Gli accesi toni dell'umorismo collaborano allo sviluppo di parecchie funzioni dei racconti; sostengono l'andamento ludico del rovescio; enfatizzano profonde preoccupazioni ed inquietudini, come il sentimento tragico della vita; rafforzano la satira alle attività irrazionali dell'uomo, anche di come questi usa e abusa sia la scienza che la fantascienza... Il saggio di Zangrilli rivaluta l'enorme geografia neofantastica dei racconti di Levi, che la critica contemporanea ha spesso trascurato, come l'aspetto più moderno e significativo della sua opera di scrittore.
195017670Frankfurt/M, Holle Verlag 1950. Halbleinen, 8°, 308 S., Titel der niederländischen Originalausgabe »Het klotsende Meer«, berechtigte Übertragung von Robert Monje.
ril. Il 29 febbraio 1944 Ulisse, squadrista, membro di un direttorio del fascio, viene ucciso dai Gruppi di Azione Patriottica. Pochi mesi prima erano morti i sette fratelli Cervi, fucilati dai fascisti. Il 16 marzo 1961, diciassette anni dopo, il gappista Soragni, nome di battaglia Muso, sarà vittima dell'odio covato nel tempo da un compagno militante e amico, assieme a lui responsabile dell'uccisione di Ulisse. La storia è lineare solo quando scegliamo di raccontarla cosi, ma gli eventi si affastellano in un ordine che, quando ti riguarda da vicino, non è necessariamente quello cronologico. Cosi è per chi cerca di capire le ragioni del sangue, quando il sangue degli oppressori si mescola a quello degli oppressi. E l'eco di quegli spari accompagna Massimo Zamboni nella sua indagine attraverso due secoli per ricostruire una storia che lo riguarda molto da vicino, anche se gli è stata sempre taciuta. "Di mio nonno, due sole cose possedevo: il nome, Ulisse, che io porto come secondo, e che sempre ho dovuto considerare come un intruso, una parte sconosciuta di me; e una giacca, un tessuto ruvido di lana, il nero orbace della sua divisa autarchica. Niente di più, prima di questo libro". Questa indagine lo porta a respirare polvere negli archivi cercando di decifrare le calligrafie ostili dei registri parrocchiali; lo porta sulle colline reggiane a intervistare i superstiti; lo porta sulla tomba dei fratelli Cervi - sette, come sette erano i fratelli B*, l'agiata famiglia a cui apparteneva il bisnonno Massimo.
1905C986Stuttgart und Leipzig, Deutsche Verlags-Anstalt 1905. Ganzleinen, roter Schnitt, 8°, 320 S., 1.-5. Tausend (Erste Buchauflage)
197612712Leverkusen, Literarischer Verlag Helmut Braun 1976. Hardcover, 8°, 155 S., Diese Texte schrieb Peter Paul Zahl (geb. 1944) in Untersuchungshaft, wo er auf seine Verurteilung wegen gefährlicher Körperverletzung und Widerstands gegen die Staatsgewalt wartete (1974 zu 15 Jahren Haft verurteilt). (Inliegend ein ganzseitiger Artikel aus der "Zeit" von 1977 über den Autor).
196652256Les Impénitents 1966 Petit in-4. En feuilles sous chemise papier brun à rabats, portfolio toilé orange et étui cartonné, 4- 96- 4 ff., frontispice gravé sur cuivre, 9 eaux-fortes en couleurs. Etui avec légère trace d’humidité. Bel exemplaire.
Mm 110x170 Collana "Invito alla lettura. Sezione italiana". Brossura editoriale di 132 pagine. Esemplare in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
brossura Pensiero attivo è il pensiero come azione. Considerare il potere del pensiero su se stessi e sulla realtà. Il pensiero come un testo, un corpo vivo. Da qui questo scritto con tutta una serie di riflessioni: esistenziali, culturali, umane, sociali e personali, più intime e riguardanti l'autrice stessa. Ma anche una sorta di sommario umano, un occhio letterario con particolare attenzione anche allo stato attuale politico italiano. In copertina il dipinto di Eclario Barone, serie Mitici. Progetto Micrulia.
191313833Berlin, Verlag von Rich. Bong 1913. Ganzleinen, 8°, 328 S., 69.-73. Tausend, mit zahlr. Abbildungen auf Tafeln.
Very Good Turkish, Ottoman (1500-1928) In contemporary fine black 1/3 leather bdg. Decorated gilt to spine. Roy. 8vo. (23 x 16 cm). In Ottoman script (Old Turkish with Arabic letters). 112 p. Extremely rare first edition of this Nabi's first-hand account of Mecca, Medina and the Hejaz during his pilgrimage in the late 17th century. This is the most celebrated literary pilgrimage narrative written in Ottoman Turkish. Nabi (1642-1712) was one of the prominent Ottoman poets and is considered a foremost exponent of the didactic trend (hikem-i tarz) in Ottoman Turkish literature. Nabi, whose given name was Yusuf, was born in Urfa (then known as Ruha) in 1052/1642. In 1082/1671 he took part in the Ottoman military campaign in Poland, in the retinue of Müsahib Pasha, (1640-1686). Having spent thirteen years in Istanbul, Nabi desired to go on a pilgrimage to Mecca. He was personally ready to undertake a journey to the Hijaz and to set down an eloquent account of his journey, the experience of his lifetime. Accordingly, having achieved a position of good standing with his patrons, Müsahib Mustafa Pasha and Mehmed IV, Nabi revived his longstanding desire to perform the hajj. In 1089/1678, at around 37 years of age, he set out in a small private caravan from Istanbul, passing through Konya, Urfa, Damascus, Jerusalem and Cairo, where he joined the main Egyptian pilgrimage caravan. The work, which is one of the most successful examples of Ottoman insa (artistic prose), includes historical, sociological, geographical and autobiographical information. In his preliminary remarks, Nabi indicates that he had received governmental help for his journey. He relates that he first obtained leave for the hajj from his patron Musahib Mustafa Pasha, and then submitted a qasida to Mehmed IV, describing the sacred places. The sultan provided Nabi a letter of recommendation addressed to Abdurrahman Pasha (d. 1691), governor of Egypt, ordering him to enable Nabi to make a comfortable journey. Nabi traveled in a small private caravan, since the caravan extended its route to Nabi's homeland, Urfa, and spent about fifty days there. It appears that he generally followed the usual route of the pilgrimage caravan from Istanbul to Damascus, passing through Scutari, Kartal, Gebze, Hersek, Iznik, Eskisehir, Seyitgazi, Aksehir, Ilgin, Ladik, Konia, Eregli, Adana, Misis bridge, Payas, Antioche, Aleppo (with a long detour to Urfa (Edessa) and back to Aleppo via Aintab), Hama, Hims and the Kuteyfe strait. He was fascinated with the splendid architecture of the buildings, the bazaars and the mosques built side by side by Kurdish and Circassian rulers and the Nile when he arrived in Cairo. Nabi gives a general description of the city of Cairo, the Nile, the two reservoirs of the city, parklands, the Ahram hills and the immediate neighborhood of the city. In Mecca, Nabi visited the sacred sites enthusiastically and performed the hajj on 77 January 1679. He gives a moving account of his experience as a pious emotional pilgrim. It appears that Nabi stayed in Mecca for more than twenty days. Immediately after 1 Muharrem 1090/12 February 1679, he set out for Medina, presumably in the Damascus caravan. While in Medina, Nabi served at the tomb of the Prophet by lighting the candles since his name was on the honorary list of attendants who were determined by the central government to serve the sanctuaries in Mecca and Medina. Nabi regards these services as a testimony to the legitimacy of Ottoman rule. He summarizes his journey of return from Medina to Damascus and to Istanbul in a few general words. Özege 21267.; Not in OCLC.
174Traduit du chinois par Martine Valette-Hémery, broché 137 pages, Publications Orientales de France 1983 - Collection D'Etranges Pays. Traces de 2 étiquettes en 4ème de couverture, bon état
brossura "Quoi? L'Éternité" è l'ultimo romanzo della saga familiare della scrittrice francese inaugurata con Care memorie e proseguita con "Archivi del nord". Personaggi e ambienti si inseriscono qui in un affascinante panorama della società del primo Novecento: accanto alle inquietudini del padre, la Parigi piccolo-borghese, le spiagge della Costa Azzurra, i circoli mondani di Pietroburgo. All'immobilità aristocratica degli interni, tutta patriottismo, fronzoli e pizzi, si alternano vicende di amori clandestini, passioni omosessuali, uccisioni volontarie: un turbinare di eventi, di tragedie pubbliche e private, in un continuo alternarsi di ricordi e ricostruzione storica.
in-8° (cm 19 x 12,5); 1 vol. (su 3 - solo III Tomo); pp. 240; scena allegorica in antiporta incisa in rame; leg. originale in brossura; quarta edizione. Rif.: IT\ICCU\LO1E\024353. Cond.: carte in barbe; opera incompleta in buone condizioni generali.