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1908Q518Berlin, Verlag Jugendhort 1908. Ganzleinen mit geprägtem Titelbild, 8°, 138 S., mit fünf schwarzen ganzseitigen Bildern sowie sechs farbigen Bildern von Eugen Hanetzog
1895Q503Stuttgart/Berlin/Leipzig, Union Deutsche Verlagsgesellschaft 1895. Ganzleinen, 8°, 366 S., mit zahlr. Illustrationen von Fritz Bergen, Siebenter Band der »Gesammelte Werke«, herausgegeben von ihrer Tochter
1900Y865Stuttgart, Union Deutsche Verlagsgesellschaft, o.J., ca 1900. Ganzleinen, roter Schnitt, 8°, 327 S., mit Illustrationen von Fritz Bergen, Zweiter Band der Reihe »Ottilie Wildermuths Gesammelte Werke«, herausgegeben von ihrer Tochter Adelheid Wildermuth
In 16? (cm 18), Brossura, pagg.377-(6) timbro di biblioteca privata e firma d'apparenenza al frontespizio, segni del tempo alla cop., leggera gora marginale alle ultime carte, buon es. Collana "I garzanti", 251. Prima edizione.
192510679Berlin, G. Grote"sche Verlagsbuchhandlung 1925. Ganzleinen, 8°, 121 S., Neue Ausgabe mit Zeichnungen von Hans Baluschek, Inhalt: Der Letzte - Die Landpartie.
1923003409Berlin, Grote'sche Verlagsbuchhandlung, 1923. Orig.-Halbleinenbände ohne SU, 426 / 380 / 433 / 397, 8°. Zweite Auflage 1923. Einbände etwas angestaubt. Seiten papierbedingt nur leicht gebräunt. Beim 4. Band wurde eine kleine Beschädigung am Buchrücken mit Textilklebeband ausgebessert - dies wurde bei der Preisfindung berücksichtigt. Ansonsten handelt es sich um noch gut erhaltene Exemplare. Sehr schöne Ausgabe mit einem Einbandentwurf von Hugo Steiner-Prag.
1976C1151Leipzig, Insel-Verlag 1976. Ganzleinen mit Schutzumschlag, 8°, 587 S., 1. Auflage
1908WEAU0147Wien, Wiener Verlag 1906-1908. Insgesamt 2705 S., OHLnbde., marmor. Deckel, mit goldener Rückenprägung, bestoßen u. berieben, Kopfschnitt angestaubt, ausgeschiedene Bibliotheksexemplare mit Stempel auf den Vorsätzen u. Aufklebern auf den vorderen Deckeln.
1908WEAU0146Wien, Wiener Verlag 1906-1908. Insgesamt 2605 S., graue OLnbde. mit braunen Rückenschildchen gold geprägt, bestoßen u. berieben, Kopfschnitt angestaubt.
1922WEAU0149Berlin, Deutsche Bibliothek [1922]. Kl.-8°. 376; 403; 477; 434; 407S., blaue OHLnbde. mit goldener Deckel- u. Rückenprägung, Lesebändchen, bestoßen u. berieben.
1918WEAU0144aBerlin, Globus [1918]. Kl.-8°. insg.3157 S., gelbe OLnbde. mit schwarzen Rücken u. goldener Rückenprägung, Einbände u. Schnitt angestaubt u. mit Griffsuren, Titelbl. mit priv. Eignerstempel.
1930C1785Berlin, Verlag von Th. Knaur Nachf., o. J., ca 1930. Flexibles Leinen, 8°, Dünndruckausgabe, Kopfgoldschnitt, 698 und 695 S., herausgegeben und eingeleitet von Arnold Zweig, inliegend Zeitungsausschnitt mit einem Text von Paul Wiegler »Tod im Hotel d'Alsace.«
br. Questi due saggi di Oscar Wilde sono dei veri e propri testi letterari e fanno parte della raccolta "Intentions" del 1891. "Il critico come artista" (1890) è scritto in forma di dialogo tra due amanti in una notte stellata: Gilbert (che impersona le idee di Wilde) ed Ernest discutono sul significato della critica d'arte. Il discorso si trasforma in un elogio dell'arte e dei suoi fini. L'arte e la critica, per Wilde, hanno un valore eversivo e sono in contrapposizione alla società. Da qui nasce il secondo saggio, "L'anima dell'uomo sotto il socialismo" (1891), dove si esprimono, forse in risposta al socialismo di George Bernard Shaw, le idee anarchiche di Wilde. Introduzione di Silvio Perrella.
br. Uno dei dialoghi wildeiani di più rilevante peso teorico, "La decadenza del mentire" (1898) rappresenta il manifesto dell'antinaturalismo e il più importante contributo dell'irlandese al dibattito sul rapporto tra valore dell'arte e ruolo dell'uomo nel mondo. La più grande aspirazione umana, quella alla bellezza, si condensa nella massima: "Primo dovere dell'uomo è quello di risultare il più artificiale possibile, il secondo nessuno l'ha ancora scoperto". L'artista tenta costantemente di rendere ciò che lo circonda più consono alle proprie esigenze di quanto lo sia "per natura'. Creare, produrre arte, significa trasfigurare la realtà e deviarne i fini naturali, troppo aspri e violentemente veritieri per essere sopportabili, significa rendersi sapienti nella suprema arte della menzogna. Significa riprodurre un mondo artificiale dove mentire diviene il più sublime esercizio del sapiente. Attraverso il confronto con le opere d'arte e con gli esiti della critica a lui contemporanea, Wilde mette alla prova le proprie teorie per giungere ad allontanare sempre più l'Arte e la Vita dalle catene della Verità, diremmo oggi dal realismo.
br. Uno dei dialoghi wildeiani di più rilevante peso teorico, "La decadenza del mentire" (1898) rappresenta il manifesto dell'antinaturalismo e il più importante contributo dell'irlandese al dibattito sul rapporto tra valore dell'arte e ruolo dell'uomo nel mondo. La più grande aspirazione umana, quella alla bellezza, si condensa nella massima: "Primo dovere dell'uomo è quello di risultare il più artificiale possibile, il secondo nessuno l'ha ancora scoperto". L'artista tenta costantemente di rendere ciò che lo circonda più consono alle proprie esigenze di quanto lo sia "per natura'. Creare, produrre arte, significa trasfigurare la realtà e deviarne i fini naturali, troppo aspri e violentemente veritieri per essere sopportabili, significa rendersi sapienti nella suprema arte della menzogna. Significa riprodurre un mondo artificiale dove mentire diviene il più sublime esercizio del sapiente. Attraverso il confronto con le opere d'arte e con gli esiti della critica a lui contemporanea, Wilde mette alla prova le proprie teorie per giungere ad allontanare sempre più l'Arte e la Vita dalle catene della Verità, diremmo oggi dal realismo.
In-8° pp. XVI-51, bross. edit. con mancanze al dorso. Firma anonima sul piatto ant.
in-16°, pp. 478 con ritratto dell'autore in antiporta. Leg. in tela edit. con sovrac. Buono stato.
brossura Un grande scrittore celebre per le sue piccole frasi: "Posso resistere a tutto tranne che alle tentazioni"; "La donna: una sfinge senza segreti"; "Amo molto parlare di niente. È l'unico argomento di cui so tutto". Ecco una guida, divisa per "argomenti", per citare Oscar Wilde.
br. "La bellezza è una forma di genio", "So resistere a tutto, tranne che alle tentazioni", "O si è un'opera d'arte, o la si indossa"... Una raccolta, organizzata secondo i temi che definiscono la vita e l'opera di Wilde l'arte, il piacere, la morale, la ricchezza - dei suoi celebri aforismi, ancora oggi ripetuti, usati, "commercializzati"; una lettura seducente, vitale, sgarbata, impertinente, affascinante dall'autore che fu definito da James Joyce "il più arguto parlatore del nostro secolo" e che fece dire a W.B. Yeats: "Non avevo mai sentito prima un uomo parlare con frasi perfette, come se le avesse tutte scritte faticosamente durante la notte, e tuttavia tutte spontanee".
br. Quale idea J. Rodolfo Wilcock avesse della critica e del suo status lo si inferisce da alcuni noti vezzi, come quello di recensire spettacoli che non aveva visto, o di inventarne di inesistenti, sulle cui tracce si gettavano subito tutti. Gli articoli raccolti qui coprono i due decenni più importanti della sua collaborazione a giornali e riviste (innanzitutto al "Mondo" di Pannunzio), e sono tutti dedicati al mondo delle lettere e alle sue singolari, ricorrenti, tormentose perversioni.
br. "Così giunse nelle mie mani 'La sinagoga degli iconoclasti', in un inverno freddo e umido, e ricordo ancora il piacere enorme che le sue pagine mi diedero, e anche il conforto, in giorni nei quali tutto faceva presagire solo tristezza. Il libro di Wilcock mi restituì l'allegria, come riescono a farlo solo i capolavori della letteratura che sono al tempo stesso capolavori dello humour nero, come gli aforismi di Lichtenberg o il 'Tristram Shandy' di Sterne ... Oggi, diciassette anni dopo, esce in seconda edizione. Se volete ridere, se volete migliorare la vostra salute, compratela, rubatela, fatevela prestare, ma leggetela". (Roberto Bolaño)
19236314Leipzig, Dürr & Weber 1923. Illustriertes Halbleinen, 8 , 193 S., 1.-5. Tausend, aus dem Norwegischen. Einband leichte Gebrauchsspuren, an den Kanten etwas bestoßen, Namensstempel auf dem Inneneinband. Hardcover
19776680Rudolstadt, Greifenverlag 1977. Leinen mit Schutzumschlag, 8 , 230 S., 3. Auflage, mit Illustrationen von Dietrich Bauer, "Hereinspaziert, wer gerne lacht! Über die anderen, die leider so viele Dummheiten machen, wie sie uns natürlich nicht passieren können. Wenn sie aber Lust und Mut haben, über sich höchstpersönlich zu lachen, dann schauen sie erst Recht in Ralph Wieners Spiegel." Schutzumschlag Gebrauchsspuren, leicht bestoßen und kleine Einrisse. Schutzumschlag Hardcover
1984X003Hamburg, Hamburger Stiftung zur Förderung von Wissenschaft und Kultur 1984. Halbleder, 8°, 225 S, mit einem Porträt Wielands von Raimund Oertling, Der vorliegende Band trägt die Nummer 08981 als Bestandteil der Hamburger Reprintausgabe.