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brossura
Documento autografo originale. In ottime condizioni di conservazione. Franco Fortini utilizza la copia numero 139/560 di «Sei poesie e sei disegni» («Il Bicordo» 1, Edizioni 32 di Milano, dicembre 1972, poesie di Vittorio Sereni e disegni di Franco Francese) come un taccuino di fortuna, ruotato di 90 gradi in senso orario, e verga tre prove e infine una bella copia di una poesia, 12 versi titolati «Di notte» datati e firmati «1973 / Franco Fortini», con numerose cancellature e varianti. Il componimento è, apparentemente, inedito.
brossura Compendio nell'evoluzione della propria poesia , una profonda riflessione per tentare di renderla sempre più intensa ed accessibile a quanti la sentono propria. Un guardare gli eventi con pensiero attento attraverso quelle maree di sensazioni ed emozioni che si aprono e sconvolgono dentro. Ancora un viaggio d'amore verso l'amore, con l'esodo, l'approdo, i naufragi dell'Essere!
Lettera a stampa con alcune correzioni autografe. Si tratta della lettera aperta con la quale il maggiore Reina della brigata Granatieri esplicita le ragioni del suo abbandono della terra Dalmata e della causa fiumana tra la fine del 1919 e l’inizio del 1920. L’appassionata e puntuale enunciazione dell’ufficiale risultò, sia per i contemporanei che in chiave storica, manifesto delle ragioni dei moderati contro la deriva libertaria e dittatoriale dell’impresa fiumana. Il presente documento rappresenta la prima stampa sulla quale – presumibilmente di pugno dello stesso Reina – sono apportate due correzioni autografe: alla riga 23 della prima pagina, aggiunto in interlinea «evitare [i deliberati de] l’inchiesta Robilant»; alla riga nove della terza pagina cassato il pronome ‘mi’ in «a me […] non mi era più possibile». Raro e affascinante documento, macchie di foxing e leggeri restauri conservativi, complessivamente in buono stato di conservazione. Cfr. R. Chiarini, L’impresa di Fiume nelle carte del maggiore Carlo Reina, in R. De Felice - P. Ghibellini (curr.), D’Annunzio politico, atti del convegno, Milano, Garzanti («Quaderni dannunziani» nv. ser. nr. 1-2), 1987, pp. 47-76: «Ampio risalto ha avuto sia tra i contemporanei sia tra gli storici la lettera di Reina del luglio del 1920, con la quale [Reina] illustrò le ragioni dell’abbandono di d’Annunzio consumato sei mesi prima» (p. 49); «Una copia del documento è conservata anche nell’Archivio fiumano del Vittoriale degli Italiani, cart. 25 Re. Il documento aveva avuto una redazione piuttosto lunga, come si desume dal testo inedito, conservato nelle Carte Nitti e pubblicato da Vivarelli nel 1967 nel suo lavoro Il dopoguerra in Italia e l’avvento del fascismo, pp. 596-598, testo a cui Reina apporterà successivamente alcune varianti» (p. 68 n. 12); «L’ampia ed argomentata requisitoria svolta da Reina è destinata a diventare presso la storiografia la summa politica della “parte ragionevole” dei legionari» (p. 74 n. 57).
brossura Pascoli avrebbe voluto "scrivere per musica", ma non vi riuscì, e il librettista mancato parte "dal vorrei ma non posso" per assolversi con il "potrei ma non voglio": perché "il pubblico d'Italia" non è pronto. In questo libro la lama della riflessione critica affonda proprio dove arte e intenzione artistica si contraddicono. Alessandro Zattarin unisce alla competenza musicologica quella letteraria.
Prima edizione. Deliziosa plaquette in perfetto stato di conservazione. Timbro magenta «Sovrintendenza Il Vittoriale degli Italiani» in ultima pagina.
Prima edizione. Bell’esemplare a pieni margini, in gran parte intonso. Scritta a ridosso del centenario della nascita dello scrittore francese (in calce la data 24 gennaio 1902), la poesia «A Victor Hugo» qui contenuta era già stata pubblica nelle «Poesie varie» curate da Maria Pascoli nel 1912, a dispetto di quanto annuncia la rivista sulla copertina e nella nota che precede il testo: «Nel 1902 Federico de Maria, (ecco il... victohughiano) cominciò a raccogliere in un album pensieri, omaggi, autografi di scrittori e artisti italiani a Victor Hugo. [...] Ne riproduciamo una delle gemme più preziose, una poesia – inedita – di Giovanni Pascoli».
Edición bilingüe Castellano Catalán.210 PAGINAS
Madrid, Librería de Mariano Murillo, Librería de Fernando Fé, 1912. 4to.; 30 pp. Cubiertas originales.
Barcelona, Ediciones Picazo, 1978. 4to. mayor; 138 pp., 2 hs., con dibujos entre el texto de Francesc Benaiges. Cubiertas originales. El autor, Oficial del Ejército de la República, Combatiente de la Resistencia en Francia durante la WW2, y Guerrillero Comunista entre 1944 y 1946, fue detenido en Barcelona y condenado a cuatro penas de muerte, conmutadas por treinta años de reclusión mayor que cumplió en la Modelo de Barcelona, en la Prisión Central del Dueso, en Ocaña, San Miguel de los Reyes, Gijón y Burgos, entre otras, saliendo en libertad tras veinte años de prisión ininterrumpida el 25 de Septiembre de 1966. El libro contiene una parte de la poesía contra el olvido, escritura nocturnal y esperpéntica desafiando cacheos, registros y censura que guarda el recuerdo y la memoria de esos veinte años.
Málaga, Imprenta La periodística ?El debate?, 190921 x 15 cm., rústica editorial, con dedicatoria manuscrita del autor 19 págs. en verso
Edited and translated by Robert Marquez.
1ª edicion.
Madrid, Tip. Moderna, sin fecha, (hacia 1945), 17,5 x 13 cm., rústica editorial, 154 págs. +3 hojas. (Ejemplar intonso).
Barcelona, Editorial Labor, 1979. Numerosas ilustraciones en b/n de Luis de Horna. 123p. 8º. Rústica editorial ilustrada. Muy buen ejemplar.
In-16° pp. 66, bross. muta recente. leggeri segni del tempo.
AA.VV. Zérudèll Sturièll e Narzisát - poesie scelte in dialetto bolognese. , G. Brugnoli e figli 1920, Buono stato interno. Brossura editoriale con copertina con gore sparse e con strappo al dorso. Poesia AA VV Zérudèll Sturièll e Narzisát poesie scelte in dialetto bolognese G Brugnoli e figli 1920 Poesia Buono (Good) . <br> <br> <br> <br>