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formato 44X31. Rivista d Arte diretta da Hans Ulrich Obrist. Con fotografie a colori e scritti di Michel Foucault. Bella copia
ANGELO PONTECORBOLI EDITORE 1991 263 PP. FONDO DI MAGAZZINO: TRACCE DI POLVERE IN QUARTA DI COPERTINA, LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO
Come è possibile esercitare la libertà nel tempo della "biopolitica"? Ha ancora un senso parlare di libertà quando il potere è diventato "biopotere" (alla lettera: un "potere sulla vita") impadronendosi delle attitudini, delle capacità, degli affetti e perfino dei nostri pensieri più intimi e privati? Quando cioè le stesse categorie del “pubblico” e del “privato” hanno perduto ogni ragione di essere, proprio perché il "biopotere" produce - come dichiara insistentemente Foucault - il "soggetto" stesso? Sono alcuni degli interrogativi che fanno da guida a questo studio e a cui l'autore tenta di rispondere esaminando l'intera opera di Foucault. La questione della libertà viene interpretata come il problema che ne orienta le tappe e ne dirige gli sviluppi, dagli scritti dedicati alle "relazioni di potere" a quelli finali sull'etica degli antichi. La biopolitica costituisce la situazione attuale, il contesto e lo sfondo significante che spinge Foucault a ridefinire il concetto tradizionale (filosofico-giuridico) di libertà in direzione di un'inedita concettualizzazione etico-politica di "pratiche di libertà" disperse, contingenti, irriducibilmente plurali. Autori: Filippo Domenicali.
Firenze, 1935, 8vo stralcio con copertina posticcia muta, pp. 105/122 con tre tavole ripiegate. - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo, completo in se, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perché ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “extract” or “excerpt” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
Mm 130x205 Collana "Il cammino - Pensiero e civiltà" - Brossura editoriale con sovraccoperta ingiallita ai margini e incollata ai contropiatti, 191 pagine, interno perfetto e pari al nuovo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Il concetto di sovranità ricorre costantemente e in maniera quasi ossessiva nel dibattito politico occidentale fin dall’età moderna. Esso dimostra di sapersi adattare alle diverse epoche storiche, riducendo le relazioni di potere a una concezione unificante e pacificante. Ancora oggi, in un’epoca segnata da una globalizzazione che minaccia l’autonomia delle istituzioni statuali, la sovranità rimane al centro del dibattito pubblico, come fulcro su cui far ruotare la pretesa del corpo politico di decidere delle proprie sorti, o come posta in gioco di una paradossale reazione di matrice nazionalistica. Non sono tuttavia mancate, negli ultimi decenni, voci critiche in merito alle proprietà analitiche della teoria della sovranità. Essa farebbe parte della strategia mediante cui il potere si assicura una presa costante sulla vita e non sarebbe in grado di illuminare le razionalità che circolano fra governanti e governati. Questo libro interroga due di queste voci, quella di Foucault e quella di Agamben, per offrire un quadro completo e ragionato non solo del loro pensiero politico, ma anche dei moventi epistemologici e ontologici che promuovono le loro imprese filosofiche. Autori: Carlo Crosato.
Book is in excellent condition with 1/4 red cloth covers Binding is solid and square, covers have sharp corners, exterior shows no blemishes, text/interior is clean and free of marking of any kind. Dust jacket shows the slightest signs of shelf wear, with one 1/4" tear at top front. 186 pages, intro by John Ashbery. Postscript interview with Michael Foucault by Charles Ruas.
Essai "d'inspiration foucaldienne" d'Eirick PRAIRAT, professeur de sciences de l'éducation, retraçant "l'évolution des pratiques punitives dans les petites écoles et collèges de France" (XVIè-XIXè siècles) et "[mettant] en évidence l'émergence d'un nouveau type de discours sur l'enfant: le discours psychologique": inventaire et typologie des pratiques punitives et questionnement sur "le problème de la légitimité de l'acte de punir" (4è de couverture); notes et références; index; importante bibliographie. Français
Deleuze considerava Foucault il più grande filosofo contemporaneo. Alla morte dell'amico gli dedicherà questo prezioso omaggio postumo, che rappresenta senz'altro la migliore lettura complessiva della sua opera. Si tratta di un testo simpatetico, di un'interpretazione intensiva, problematica e problematizzante, che si snoda attraverso le dimensioni del sapere, del potere e dei processi di soggettivazione, in cui Deleuze ci ha mostrato cosa significhi veramente pensare con Foucault, andando necessariamente anche oltre di lui. Qui le individualità dei due filosofi si amalgamano, si fondono, e facciamo il nostro ingresso in un territorio in cui non c'è più nessuno che dica "io". Perché - Deleuze ce lo ha insegnato - si pensa sempre in più d'uno, anche quando si è da soli. Quello che ne esce, è il sorprendente ritratto di un Foucault «metallico e stridente», che si rivolge direttamente ai problemi della nostra attualità, inventando gli strumenti che ci permettono di interpretarla, di capirla, e forse anche di cambiarla. Per aiutarci a comprendere il presente, con i suoi limiti, le sue degenerazioni, le sue linee di fuga. Autori: Gilles Deleuze. Curatori: Filippo Domenicali.
pp. 187, cm 18x11, bross., Tascabili Bompiani
Brossura editoriale in cartoncino flessibile lucido, dalla copertina illustrata, con bandelle. Buonissimo lo stato di conservazione, pagine perfettamente tenute, ossidate da tonalità seppia, come i tagli. Traduzione dal francese di Laura Xella. Numero pagine 197. USATO
Il quadro di cui oggi disponiamo, dopo la pubblicazione completa dei corsi tenuti da Michel Foucault al Collège de France, ci permette di mettere in discussione la classica divisione tra un Foucault “politico” degli anni Settanta, profeta della società disciplinare, e una presunta “svolta etica” degli anni Ottanta, interpretata di volta in volta come un ripiegamento sull’individuo al di là della presa totalizzante del potere o una resa all’individualismo liberale. E ci permette, ancora, di mettere in prospettiva la fortuna di cui oggi gode il concetto di biopolitica nella filosofia morale e politica italiana. L’intento di questo lavoro è fornire una linea di lettura delle indagini di Foucault sulla governamentalità – intesa come «condotta delle condotte», come quella relazione di potere che articola il doppio vincolo di potere di totalizzazione e potere di individualizzazione. La relazione di governo che emerge si struttura come governo dell’ethos, in un campo in cui soggettività, verità e potere si coimplicano e nel quale la verità è al contempo forza etopoietica e strumento di assoggettamento. Autori: Antonio Moretti.
Michel Foucault Histoire de la folie. , EDITION 10/18 1964, Piatti e dorso segnati dal tempo, con fioriture. Tagli bruniti, con gore. Firma a penna nel frontespizio. Interno brunito, con fioriture. Buono (Good) . <br> <br> <br> 308<br>
Un fort volume broché de format in 8° de 590 pp.; couverture illustré. Volume légèrement manié. Bon état.
Book is in excellent condition with a little shelf wear to lower edge only. Binding is solid and square, covers have sharp corners, exterior shows no other blemishes, text/interior is clean and free of marking of any kind. Dust jacket shows the slightest signs of shelf wear only, no tears. 386 pages with b&w photos, architectural drawings, elevations, floorplans, etc.
Mm 210x295 Brossura editoriale con alette, copertina illustrata a colori, 195 pagine, immagini nel testo. Ottimo stato, come nuova. Spedizione entro 24 ore dalla conferma dell'ordine.
br. Il mostro costituisce il limite di un determinato ordine del discorso e del potere, segnala il punto di crisi dei dispositivi nell'includere, gestire, controllare la differenza. Ma la differenza è mostruosa nella misura in cui pone il pensiero e il linguaggio di fronte ai propri limiti. Tale questione ha carattere riflessivo, riguarda la possibilità di pensare questa indeterminatezza, questo indefinibile a cui il mostro rinvia. La sfida del mostro concerne la stessa pratica filosofica quale pensiero in grado di pensare la differenza singolare e molteplice, senza che tale differenza venga misconosciuta e fraintesa, assoggettata e identificata all'interno di un dispositivo significante, che procede attraverso distinzioni, partizioni, determinazioni. La posta in gioco è alta. Riguarda la possibilità del pensiero di essere critico, pensiero della differenza, pensiero molteplice, in grado di sfuggire alla dialettica della identità e alla sovranità dell'uno. Qui è possibile cogliere il carattere mostruoso del pensiero di Foucault. Un pensiero dell'eccedenza, capace di inquietare e rendere instabile tanto i discorsi che stabiliscono il confine tra identità e differenza, quanto le pratiche di potere che si assumono il compito di governarla.
Umberto Eco Il pendolo di Foucault. , Bompiani 1988, Copertina originale e sovraccoperta lievemente segnate dal tempo. Tagli e pagine leggermente bruniti. Complessivamente in buono stato. Buono (Good) . <br> <br> <br> 509<br>
In-8 (cm. 24), cartonato editoriale, sovracoperta editoriale illustrata, pp. 509, (9), con alcune illustrazioni in bianco e nero nel testo. Prima edizione. Conservato il segnalibro editoriale. Minime tracce di polvere alla sovracoperta; peraltro, volume in ottimo stato (nice copy).
Il ripetuto ritorno di Michel Foucault al testo di Kant "Che cos'è l'illuminismo?" (1784) è rimasto per molto tempo ai margini nella ricezione del suo pensiero. Solo negli ultimi anni, dopo la pubblicazione dei corsi al Collège de France, ha conquistato una sua centralità nel vasto panorama degli studi foucaultiani. Il pionieristico lavoro di Rudy Leonelli ha l'indubbio merito di avere colto negli scritti dedicati all'illuminismo kantiano alcuni temi chiave della riflessione di Foucault, conducendo all'elaborazione di un'inedita idea di critica che è ancora carica di conseguenze per il presente. Al cuore della discussione vi è il ruolo e gli effetti del razionalismo europeo, la sua presunta universalità scossa, dopo la Seconda guerra mondiale, dalle esperienze drammatiche del XX secolo: la ragione non può essere oggetto di sacralizzazione, ma nemmeno può diventare bersaglio di una illusoria demolizione. Il problema che emerge con lucidità dalla lettura dei testi di Foucault su Kant proposta da Leonelli è quello della conflittualità interna del razionalismo moderno: la contraddizione tra l'esigenza di una critica radicale della razionalità occidentale e l'uso di mezzi essi stessi razionali utilizzati nell'analisi critica. Con grande originalità Leonelli individua una fertile biforcazione interna del progetto critico inaugurato da Kant: una via "tedesca", che va dai giovani hegeliani, Karl Marx, fino a Max Weber e alla Scuola di Francoforte; e una via "francese", che da Comte e dal positivismo del primo Ottocento si sviluppa nella scuola storica-epistemologica di Gaston Bachelard fino a Georges Canguilhem e allo stesso Foucault. Riportare la ragione su se stessa in modo nuovo diventa allora l'ultima fondamentale sfida non solo della modernità europea, ma anche dei nostri tempi. Prefazione di Étienne Balibar. Autori: Rudy M. Leonelli. Traduttori: Guglielmo Forni Rosa. Prefazione: Étienne Balibar.
Book is in excellent condition, absolutely new. Binding is solid and square, covers have sharp corners, exterior shows no blemishes, text/interior is clean and free of marking of any kind. 317 pages.
Michel Foucault L'ordre du discours. , Gallimard 1971 french, 81 1971. Opera con copertina morbida in brossura e alette. N157.
BOLLATI BORINGHIERI 2000. LIEVI SEGNI DEL TEMPO, VOLUME PERFETTO. Se l'economia è sempre più un arcipelago connesso da flussi in ogni direzione, e l'impresa una rete senza precisi confini, quali forme di governo sono ormai pensabili e realizzabili? E le forme a rete, vincenti in economia, come si coniugano con una forma di potere politico che tende ancora e sempre alla gerarchia? Insoddisfatto delle risposte fornite dalle scienze sociali, l'autore ha cercato un paradigma intermedio tra l'individuo e la totalità. Parole e frasi comuni Amburgo arcipelago Arendt attori autonomia azione base capitale caso centrale centro ciascuno città delle reti città-stato collettiva competitiva competizione comunità comunità autonoma conflitti controllo cooperazione costi di transazione crisi decentralizzazione dell'impresa democrazia dimensione distretti industriali diversi Douglass North Durkheim economia istituzionale economico economie di rete Elster entro europea fase federale fordista formazione funzioni Galès gerarchia Giappone gioco globalizzazione govemance governo gruppi idealtipico identità imprese globali individuale individui infrastrutture innovazioni interessi istituzionale istituzioni l'economia l'impresa l'individuo Lànder lavoro livello localizzazione mercato Mircea Eliade modello Mulino nazionali networks oggi organizzazione paesi partecipano pianificazione strategica politica possibile possono postfordismo problema processo produzione proprio pubblici rappresentazione regionali regioni regole relazioni reti di città reticolare ricerca risorse ruolo Saul Kripke scelta razionale servizi sfera Simmel sistemi locali Smith sociale società sociologia soggetti sopranazionali spazio statale stato-nazione struttura sviluppo tecnologie teoria territoriali Theory tratta University Press urbane visione Weber welfare zionali
Negli ultimi anni la critica ha sottoposto ad acute analisi la produzione foucaultiana degli anni '70 sulla biopolitica e sull'estetica dell'esistenza. Sostanzialmente poco esplorata risulta, invece, la produzione degli anni '60, nella quale Foucault affronta questioni di critica letteraria, ma soprattutto si cimenta in una ricostruzione archeologica delle pratiche del sapere. L'autrice prende in considerazione una serie di scritti sulla letteratura e sulla pittura che, avendo un carattere saggistico e d'occasione, superficialmente non sembrano avere una ricaduta sul lavoro archeologico. Ma, se letti in riferimento ai principali scritti di Foucault, in cui viene citata l'esemplarità dell'opera d'arte, allora emerge un quadro ben preciso: letteratura e pittura sembrano disegnare rispettivamente l'una la curva di movimento, l'altra il diagramma di stato di un'epoca storica archeologicamente determinata. Si profila, così, la possibilità di intendere la pittura e la letteratura come due pratiche che, ognuna nel suo specifico ruolo e attraverso la loro alternanza, il loro ritmo, ci restituiscono da un altro punto di vista - un'angolazione privilegiata - quel tipo di storia filosofica che Foucault ricostruisce adottando il noto sguardo archeologico. Autori: Miriam Iacomini.