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In-8 (Cm 20 x 13), pp. 125, br. ed. ill. Intonso. Ordinari segni del tempo. OTTIMO (FINE) WORLDWIDE DELIVERY
In-8 (Cm 20 x 13), pp. 125, br. ed. ill. Ordinari segni del tempo. OTTIMO (FINE) WORLDWIDE DELIVERY
Casterman, 1970. In-12 broché de 160 pages. Bon état
Lethielleux, 1975. In-8 broché de 351 pages. Bon état
In 8°, br. edit. con sovrac. ill. pp. 93,(3); ottimo esemplare, lievemente brunito; prima edizione. (LU003) (La spedizione standard è SEMPRE tracciata con raccomandata - piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
(Fatti e misfatti).<BR>8°, pp. 90 (6). Br. edit. ill.
in-8°, pp. 90. Bross. edit. ill. con disegno di Noele. Buono lo stato.
La table ronde, 1977. In-8 broché de 277 pages. Bon état
France Empire, 1973. In-12 broché de 236 pages. Bon état
brossura «234 giorni sull'altalena delle emozioni: sarà vivo? Se è morto cosa faccio? Non posso sopportare una nuova perdita... non so se sono capace di reggere ancora una volta. Ma forse è vivo. In fondo non ho segnali evidenti che sia morto. In verità segnali non ne ho mai avuti, non così evidenti. Eppure sono morte. Erano morte... Ho portato con me la morte senza saperlo. No: devo essere fiduciosa. Se non avessimo un briciolo di fiducia non avremmo tentato ancora. Abbiamo tentato perché vogliamo avere fiducia: ancora. Probabilmente è vivo. Voglio godere della vita di mio figlio. Voglio esserci. Ci sono! Ma se muore? Che ne faccio di questo tempo? Come faccio...? » Perdere un figlio durante l'attesa non rende migliori, così come si usa dire per trovare un valore positivo a qualcosa di tremendo, ma certamente rende diversi. Si cambia e non si torna più indietro. Col tempo certi spigoli possono essere smussati, certi traumi possono essere digeriti e sopportati, ma non si torna più quelli di prima, nemmeno se si riesce ad avere il figlio vivo che si è tanto rincorso.
br. Nel dibattito pubblico italiano l'apparato simbolico del discorso ostile alla genetica e alla biomedicina contemporanee si fonda sull'impiego polemico di accezioni fortemente negative della parola "eugenetica". Si tratti di diagnosi prenatale, fecondazione assistita o terapia genica, è sempre questa parola-tabù a comparire. E ad accompagnarla è, il più delle volte, il riferimento a uno specifico contesto storico: il nazismo. In tale discorso stigmatizzante l'eugenetica viene presentata come una forma di "pseudoscienza reazionaria, razzista e antisemita", fonte di violenza e discriminazioni. Ma spesso una reale definizione è del tutto assente. In forte contrasto con tale banalizzazione, negli ultimi trent'anni la storiografia ha definito un quadro sempre più complesso dell'eugenetica nel Novecento. Alla luce di questi sviluppi il libro ragiona sull'uso pubblico del concetto di "eugenetica", per decostruire le ambiguità semantiche, spesso strumentali, legate all'adozione del termine nel dibattito politico-culturale italiano.
br. Nell'antichità l'aborto era fondamentalmente una questione di donne, il feto era considerato una sorta di appendice del corpo della madre, e l'aborto era perseguibile solo nei casi in cui ledeva un interesse maschile. È il cristianesimo che per primo equipara l'aborto all'omicidio, ma ci vorranno secoli per codificare il momento in cui avviene l'animazione del feto. La situazione muta radicalmente tra il Sei e Settecento quando il feto acquista una sua autonomia, grazie alle acquisizioni scientifiche, e con la Rivoluzione francese, dopo il 1789, entra nella sfera pubblica. Con il movimento femminista e con la depenalizzazione dell'aborto oggi molti segnali ci dicono che qualcosa sta cambiando: l'aborto è una questione di tutti, donne e uomini.
Milano, Feltrinelli, 1989, 8vo brossura editoriale, pp. 300 con figure nel testo.
(Milano), Editoriale LCA, (1981), in-8, br. edit., pp. 125.
[ 19,5 x 12,5 CM. ], VI 195 (3) PP., BROSS. EDIT., COP. ILL. DI PINO TOVAGLIA (LIEVISSIMI SEGNI D'USO AL DORSO, LIEVI TRACCE DI POLVERE, ALCUNE BRUNITURE), LEGGERE BRUNITURE AI MARGINI DELLE CARTE, OTTIMO STATO (F), (LA QUESTIONE FEMMINILE, 5). 841
Quand, pour la morale dominante et la loi, il fallait "laisser faire la nature" (alors que des milliers d'avortements clandestins étaient pratiqués): terrible témoignage sur la détresse des femmes entendue dans son cabinet par la gynécologue Marie-Andrée LAGROUA WEILL-HALLE (1916-1994), fondatrice en 1956 de l'association "La maternité heureuse", qui deviendra le "Mouvement français pour le planning familial" en 1960; préface de Simone de BEAUVOIR. 1ère édition. Français
No marks or inscriptions. No creasing to covers. A very clean very tight copy with bright unmarked boards, slightly foxed spine and no bumping to corners. 28pp. A discussion within the Labour Movement about abortion and the 1967 Abortion Act. Scarce.
This issue titled Private Lives and their public enemies: journalism, the law, television, medicine, secret police, etc. Contributors include J. B. Priestley, Paul Getty, Adam Faith and Brigitte Bardot. 176 pages. Covers have some creases and browning.
Tutto sommato è meglio non abortire. Lo dimostrano qui le testimonianze di tante donne che, aiutate dai centri di aiuto alla vita (CAV) ma soprattutto dal proprio coraggio, hanno deciso di proseguire la gravidanza. E lo dimostra anche lo sconfinato rammarico di altre donne che hanno scelto (o sono state costrette a scegliere) l'aborto. Qui scorrono storie e opinioni di personaggi famosi, come Ornella Vanoni, Alexia e Nek, oltre a Celentano, Andrea Bocelli e a un insospettabile Eminem; e poi registi come Pupi Avati e Franco Zeffirelli; femministe storiche (Lella Costa, Alessandra Kustermann), insieme con la poetessa Alda Merini. Questo libro - al tempo stesso militante ed ecumenico - nasce dalla consapevolezza che ogni vita «abbia in sé la propria giustificazione». Di qui l'idea suggerita da Claudio Magris nella prefazione: «guai a far dipendere il diritto dell'individuo alla sopravvivenza dall'amore o dall'affetto che altri hanno per lui o, peggio ancora, dalle sue capacità e dalle sue prestazioni». Presentazione di Claudio Magris. Postfazione di Marina Casini. Curatori: Gianni Mussini. Prefazione: Marina Casini, Claudio Magris.
ril. Ripercorrendo tra memoria privata e pubblica i momenti chiave degli ultimi settant'anni di storia sociale italiana, dal Concordato del '29, alla stagione dei diritti degli anni Settanta, al tema spinoso del fine vita con i casi Welby ed Englaro, Margherita Hack ci lascia questo suo ultimo pamphlet sulle libertà individuali, su cosa significhi essere laico e sulle eredità spesso taciute che ancora pesano sulle istituzioni e impediscono un dibattito veramente libero sui temi che ci toccano in prima persona. Fecondazione assistita e testamento biologico, aborto e unioni civili, libera ricerca scientifica e multiculturalismo, sono le questioni care alla Hack e sulle quali il dibattito nel nostro Paese è pesantemente condizionato dalla Chiesa Cattolica. La società di domani dipenderà da come i giovani sapranno affrontare tali questioni. È a loro, quindi, che la Hack racconta chi eravamo e quali sfide ci attendono, avendo sempre come guida la nostra Costituzione, affinché gli italiani che verranno non si adagino sui diritti acquisiti e siano più liberi dei loro padri.
brossura Cosa comporta perdere un bambino durante la sua attesa? Solitamente ci si limita a pronunciare a denti stretti: "L'ho perso", l'interlocutore si ammutolisce, abbassa lo sguardo e, se non ci travolge con commenti inopportuni, dopo un rapido "Mi dispiace", cambia discorso. Resta la sensazione che si parli unicamente di un incidente di percorso, qualcosa di poco conto che deve essere accantonato frettolosamente per andare avanti, perché un figlio è tale solo se nasce vivo, altrimenti non si sa bene cosa sia. La realtà è che dietro la perdita di un figlio, il suo aborto, c'è un insieme di gesti gravosi che devono essere compiuti per forza. Quindi ci sono emozioni da affrontare che costringono a prendere decisioni sofferte, a meno che non siano gli altri (gli addetti ai lavori della medicina) ad arrogarsi il diritto di decidere per noi. Infine ci sono domande, molte domande che vorrebbero risposte, ma di sovente le risposte non ci sono o non si trovano.
br. Un nuovo diritto non previsto né codificato da alcuna legge si è prepotentemente affacciato, nel nostro tempo, sulla scena: il diritto al figlio. Per molti è un semplice passo in avanti sul piano della libertà individuale, reso possibile dall'inarrestabile progresso delle tecnoscienze. Per l'autrice di queste pagine è il segno di una trasformazione antropologica di vasta portata in cui sono in questione i punti nevralgici della condizione umana, a cominciare dalla generazione. Nulla più delle modificazioni linguistiche e giuridiche è in grado di mostrare la profondità di questa trasformazione. In molti paesi i termini stessi di «madre» e «padre» vengono cancellati; la frase «nato da...» viene sostituita da «figlio di..»; la «parentela» sparisce e si affermano nuovi termini sessualmente neutri, quali «genitorialità», «progetto genitoriale» ecc. Infine, una nuova formula giuridica, il contratto di affitto dell'utero, rende giuridicamente disponibile ciò che in tutte le legislazioni occidentali è sempre stato giudicato indisponibile: il corpo umano. Il risultato è che la scena della generazione muta radicalmente. Comprende ora, oltre ai due genitori, i donatori o la donna che affitta l'utero, i medici addetti alle operazioni necessarie, le istituzioni che mediano i rapporti fra i cosiddetti «donatori» con gli aspiranti genitori; i legali, indispensabili per definire la «proprietà» del bambino e l'eventuale anonimato del donatore. Un teatro in cui scompare un'unica figura: la madre, quale detentrice unica, secondo Lucetta Scaraffia, di quella capacità di procreare che da sempre gli uomini hanno invidiato alle donne.
Milano, Mazzotta, 1976, 16mo brossura con copertina illustrata a colori, pp. 198 (alcune sottolineature a biro nel testo) .
8°, br. edit. (dorso rinforzato, lievi tracce d’uso. ), pp. 52. L’aborto dal punto di vista giuridico, medico e farmacologico con dettagliata descrizione dei metodi abortivi e dei sistemi per accertare l’aborto. Inoltre il delitto di procurata impotenza, il contagio di sifilide, ecc.
brossura Dalla scienziata più amata d'Italia un discorso sulle libertà individuali, su cosa significhi essere laico e sulle battaglie civili nell'Italia di ieri e di domani. Dalla fecondazione sino al suicidio assistito. Dall'inizio alla fine di una vita.