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br. "La ricostruzione fedele e minuziosa degli anni di fuoco della legge sull'aborto da chi l'ha vissuta di prima persona". Leandro Aletti insieme a Luigi Frigerio hanno vissuto e combattuto in prima persona alla Mangiagalli di Milano, luogo simbolo tra gli anni '70 e '80 della battaglia tra favorevoli e contrari all'aborto. A tutti questo libro offre una provocazione e una riflessione. "Un documento prezioso. A chi è nato dopo gli anni Settanta, come me, permette di seguire per la prima volta la cronaca di un periodo caldissimo". Raffaella Frullone, giornalista "Leggendo queste pagine, ho rivissuto con il cuore e con la mente quegli anni cruciali e crescevano l'orgoglio e la nostalgia di quelle battaglie". Mons. Luigi Negri
pp. viii, 372. Tall 8vo. Original printed wraps. A significant document in the "Sexual Revolution". MED 4
pp. x, 189. Seventy-One illustrations. Paste downs and fly leaves foxed. Small 4to. Original full blue cloth binding. Gynecological and obstetrical Monographs. MED 1
in-8°, 195 pp., broche, couv. illustree à rabats. Bel exemplaire. [LA-3]
Mm 140x200 Brossura editoriale di pp. 79, normale ingiallimento delle carte dovuto al tempo. Opera in buonissime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
br. In un contesto politico profondamente mutato, la questione dell'aborto continua ad essere - come fu negli anni Settanta del Novecento - questione cruciale per la libertà, soggettività e convivenza civile di tutte e tutti. In un panorama che sembra segnato dalla rottura di vecchi schemi gerarchici e dal trionfo neoliberale dei diritti individuali emergono con grande forza, in Italia e in molti paesi, forme di nostalgia per un passato governato dalle certezze patriarcali e sovraniste che incidono ancora una volta sui corpi delle donne. In molti paesi del mondo l'aborto torna ad essere oggetto di politiche criminalizzanti. Le donne però reagiscono, in forme politiche forti e interessanti. In questo volume, che pensiamo come strumento di riflessione e di attivismo, si racconta il protagonismo politico femminista in Spagna, Polonia, Irlanda, Brasile, Argentina e Cile, dove, attraverso forme di resistenza e sperimentazione inedite, è stato posto un freno a riforme reazionarie e sono state aperte brecce nell'ordinamento per la regolamentazione dell'aborto. Le esperienze maturate in Italia e nei diversi contesti sono narrate nella cornice del dibattito politico, giuridico e filosofico più articolato che si interroga sui modi di rappresentare la questione dell'aborto, la soggettività e l'autodeterminazione femminile, e non solo.
br. Nel 1978 il diritto all'aborto veniva finalmente riconosciuto dalla legge italiana, grazie a una lunga battaglia femminista per la tutela della salute e dell'autodeterminazione delle donne. Oltre quarant'anni dopo l'approvazione di quella legge, Patrizia Maltese ripercorre la strada tortuosa della sua applicazione, restituendo voce alle donne e mettendo in luce la storia di un diritto garantito solo sulla carta. Un libro necessario, un'inchiesta rigorosa e amara che ci racconta l'ipocrisia e le storture di un sistema che continua ad arricchirsi sul corpo delle donne.
A clean, unmarked book with a tight binding. Stated First Printing. An Evergreen original, E-477. 193 pages.
Mm 150x215 Volume in copertina rigida, xii-315 pagine. Copia in buone condizioni, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 130x195 Brossura editoriale di pp. 194, con illustrazioni e disegni in nero, sottolineature alle pp. 166-173, firma d'appartenenza al frontespizio. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Mm 115x185 Volume nella sua brossura originale, 122 pagine. Copia in buone condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
ill., br. Il tentativo di sabotare le normative che regolamentano l'interruzione di gravidanza, l'autodeterminazione delle donne e il loro diritto ad un aborto sicuro è, in Europa e nel mondo, una costante che ciclicamente si ripropone. Così anche in Italia, negli oltre 40 anni trascorsi dall'approvazione della legge 194 e dal referendum che l'ha confermata. Nei primi anni Duemila, dopo l'approvazione della normativa sulla procreazione medicalmente assistita, il governo di centrodestra riapre il dibattito politico sull'applicazione della legge, cercando di rimettere in discussione il diritto delle donne a decidere del proprio corpo e della propria vita. E allora il movimento femminista, con le sue eccedenze, alleanze, condivisioni, torna a far sentire la propria voce. Questa volta l'onda parte da Milano, da una mail che la giornalista Assunta Sarlo invia a colleghe e amiche: "Care tutte, ma dove siamo, dove siete? Stanno facendo la guerra alla nostra libertà. Non so come, ma c'è bisogno dei nostri pensieri e della nostra opposizione". In poche ore la rete si riempie di risposte di donne, le più diverse. Partono una serie di iniziative e assemblee, migliaia di donne si rendono conto che la partita dell'autodeterminazione in materia di interruzione di gravidanza è ancora e sempre aperta e riprendono parola contro l'attacco portato dal fronte conservatore e dalla Chiesa. E allora si torna a manifestare. Il 14 gennaio 2006 Usciamo dal silenzio (Uds) porta in piazza Duomo a Milano 200.000 donne e non pochi uomini, in una delle più grandi manifestazioni di donne mai registrate nel nostro Paese. È l'inizio di una storia di movimento lunga dieci anni che qui viene ricostruita, attraverso l'archivio di Uds riordinato e custodito dalla Fondazione Badaracco e con uno sguardo dall'oggi di alcune delle fondatrici su quell'esperienza che si iscrive nella lunga e appassionante vicenda del femminismo italiano. Postfazione di Manuela Cartosio, Maddalena Gasparini, Cristina Pecchioli, Assunta Sarlo.
ill., br. Giulia, Monica, Elisa, Loveth. Quattro donne sole. Quattro gravidanze non desiderate. Quattro corpi in cui perdersi. Quattro storie di libertà negate.
br. Attraverso un'analisi comparata tra la teoria malthusiana del controllo delle nascite, le interpretazioni della teoria darwiniana dell'evoluzione per selezione naturale e la teoria moreliana della degenerazione, è stata delineata la cornice storico-concettuale all'interno della quale, nell'Italia post-unitaria, raggiunse il suo apice la discussione sulla contraccezione. Per di più, dall'esame approfondito di illuminanti fonti del periodo trattato, sono emerse alcune tra le principali contraddizioni della morale sessuale che contribuirono a determinare il significato di concetti come quello di "pudore" e "normalità sessuale". Soprattutto, poi, oltre a trattare la più nota bibliografia sulla questione del controllo delle nascite, nel presente volume si è voluta rimarcare l'importanza di un periodico di divulgazione popolare pubblicato in Italia tra il 1913 e il 1915: la rivista di neomalthusianismo e di eugenica «L'educazione sessuale». Con la sua pubblicazione si concretizzò, in Italia, uno dei primi tentativi di cimentarsi in una propaganda, libera e senza tabù, su sessualità e contraccezione, con la consapevolezza che una buona educazione sessuale avrebbe rappresentato un elemento essenziale per la salvaguardia del nostro paese. Prefazione di Franco Bacchelli.
br. Serena Marchi ha percorso 33613 chilometri, per incontrarle. Dall'Ucraina al Canada, dal Texas al Regno Unito, passando per la California fino ad arrivare in Italia. Nessuna intervista via Skype, nessuna telefonata, nessuna domanda via email, nessuna risposta scritta. Faccia a faccia, pelle a pelle. Ha visto dove abitano, ha incontrato le loro famiglie, ha vissuto nel loro ambiente. Un viaggio nel mondo della maternità surrogata per ascoltare le donne che prestano il loro utero e una parte della loro vita per partorire figli di altri. Per soldi, per interesse, per altruismo, per senso di responsabilità, per amicizia, per amore. Sicuramente, scegliendo. Serena Marchi decide di raccontare il non detto, di dare voce a chi non l'ha avuta fino a oggi e lo fa con il suo stile chiaro, diretto, senza giudizi. "Mio Tuo Suo Loro" ci aiuterà a rimettere a posto tutti i pezzi del puzzle e a dare la giusta centralità alla scelta della donna, qualunque essa sia. Anche se non è la scelta che avremmo fatto noi.
br. "Questo è un libro davvero necessario, quello che mancava, una piccola chiave preziosa per cercare di aprire il cuore, di sfondare quella barriera che sembra inesorabilmente dividere quando si parla di aborto, di comunicare nel modo giusto con le donne che sono tentate dal dire no alla vita, ma soprattutto con quelle che hanno già fatto quel passo. È un libro che parla ai cuori spezzati con un cuore spezzato dal loro dolore, capace di una compassione profonda, che credo oggi sia l'unica via da provare a percorrere per trovare ascolto anche tra le orecchie più chiuse dai preconcetti. È incredibile come Jorge María Randle riesca a giudicare con chiarezza le azioni, mantenendo nello stesso momento uno sguardo dolcissimo e misericordioso sulle persone." (Dalla Prefazione di Costanza Miriano). Sono milioni ogni anno i bambini non nati a causa dell'aborto. Le vittime non sono però soltanto coloro a cui viene tolta la vita nel grembo materno, ma anche le loro madri e i loro padri. Queste pagine sono state scritte per loro. E, di conseguenza, mostrano che cosa dire, che cosa fare a chiunque si trovi accanto una persona che asoffre a causa di un aborto.
In-16 (Cm 20,5 x 12), pp. 71, br. ed. Ordinari segni del tempo. OTTIMO
Firenze, Testimonianze, 1980, A. XXIII, n.11 novembre, 8vo brossura editoriale, pp. 100 (Terrorismo e degenerazione del potere. Aborto e referendum. Il caso italiano tra galassia Gutenberg e galassia elettronica).
Cm. 22, cart. edit., pag. 170 (2). Interessante resoconto dell'iter che porterà al referendum sull'aborto. Ottimo esemplare.
257 pagine; 21 cm. Brossura editoriale
Mm 110x170 Collana "Strumenti di ricerca". Volume nella sua brossura originale, dorso muto, 232 pagine. Opera in buone condizioni, presenta una firma in apertura del volume e fioriture ai tagli. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Collana 'L'altro segno' - '...e noi vedemmo chiaro negli occhi di quegli uomini: chiuse in casa ci volevano, docili e quiete, a ricamare i giorni con molti silenzi chiuse in una vita che noi rifiutavamo chiuse in abiti che noi ci strappavamo...L'infanzia felice? - Tu sei, egli ?, io non sono - Alla Standa: compra...chiamami..- E il sesso? - Aborto - Dove sono le donne - Le fate avranno le mani pesanti - No, tu non sognavi 1 24x14 cm., in brossura, fumetti con testi in carattere manoscritto minuscolo, pp. 91 (4), prima edizione, in italiano, leggeri segni del tempo, buon esemplare.
Nell'ottobre 2009, quando Abby Johnson si licenziò da direttrice di una clinica texana in cui si eseguivano aborti, negli Stati Uniti il suo caso ebbe una grossa risonanza. I giornali e le televisioni accorsero da tutto il paese per conoscere la sua storia. In questo libro la Johnson racconta la sua drammatica conversione da sostenitrice dell'aborto ad attivista cristiana per la vita. Non si tratta però di un libro ideologico. L'autrice narra i fatti che ha vissuto in prima persona, le sue emozioni, il suo dialogo con Dio, gli scrupoli morali che l'hanno portata a rifiutare per sempre l'aborto come soluzione ai problemi delle donne. Abby Johnson non esita a parlare dei segreti più terribili della sua vita, ma non usa mai, verso nessuno, parole d'odio o di condanna. La sua vicenda dimostra che l'amore, la gentilezza e la compassione possono fare la differenza nel dibattito sull'aborto. Autori: Abby Johnson. Traduttori: G. Piombini.
br. Quando l'attesa si interrompe si propone di offrire una risposta agli interrogativi più comuni quando si perde un bimbo nell'attesa o subito dopo la nascita. È difficile parlare di questo dolore, perché al dispiacere si aggiunge anche la devastante consapevolezza di non essere comprese. Uscire dal silenzio che molto spesso avvolge questi argomenti, rendendoli quasi dei tabù, può essere di grande aiuto non solo per la donna, ma anche per chi le sta accanto (partner, familiari, amici, operatori sanitari) e vorrebbe offrirle il proprio sostegno emotivo. Grazie ai contributi di numerosi esperti (ostetriche, psicologi, ginecologi, neonatologi) l'autrice Giorgia Cozza offre una chiave di lettura delle reazioni fisiche ed emotive della donna (e della coppia), riflettendo sulle tappe e sui tempi di elaborazione del lutto. Le testimonianze, intense e commoventi, di tanti genitori che hanno perso il proprio figlio vogliono essere una mano tesa verso ogni donna che sta soffrendo e ha bisogno di sapere che non è sola. Prefazione di Piera Maghella.