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br. Nel 1280 il grande cabalista aragonese Avraham Abulafia giunge a Roma per incontrare il papa Niccolò III e per comunicargli la sua visione della "redenzione finale" del mondo, il pontefice rifiuta di dargli udienza e il cabalista viene arrestato. Abulafia è solo uno dei tanti mistici-Messia della tradizione ebraica, maestri che diedero spesso origine a veri movimenti di massa. Questo saggio è una ricostruzione del misticismo messianico dalla "Qabbalah estatica" medievale sino alla modernità, con un'analisi della varietà di modelli impiegati nell'attività di redenzione volta a sconfiggere il male e l'imperfezione del cosmo, da quello mistico ed estatico, attraverso quello teosofico-teurgico fino a quello magico-cabalistico.
<p>24 cm, brossura editoriale, p. 409.</p>
br. Quando apparve nel 1988, questo libro - qui riproposto in una nuova edizione aggiornata e accompagnato da un'Introduzione che illustra i risultati più significativi della ricerca successiva - diede luogo a una feroce polemica. Gli allievi di Scholem, che pure a Idel era legato da un profondo rapporto di stima, si scagliarono unanimi contro quella che ai loro occhi appariva come la confutazione del maestro e la demolizione di un dogma. Benché estraneo agli intenti che gli furono attribuiti, il libro segnava un punto di svolta nelle indagini sulla mistica ebraica, offrendo, sulla scorta di una enorme documentazione inedita, un'interpretazione innovativa della Qabbalah e in particolare dei suoi aspetti più affascinanti e trascurati: quelli magici. L'assoluta rilevanza dei temi affrontati - a partire dalla questione dell'antichità della Qabbalah (Idei sovverte qui una classica teoria di Scholem, giungendo a dimostrare l'influsso determinante dell'ebraismo sulla Gnosi) -, le inedite prospettive dischiuse alla ricerca, i riferimenti comparativi alla filosofia greca, a quella araba medioevale e alle più diverse forme di pensiero religioso contribuiscono a fare di quest'opera una lettura imprescindibile per chiunque voglia accostarsi alla tradizione mistica della Qabbalah.
Autori: Johannes Pistorius. Curatori: J. P. Brach, M. Gabriele.
In 8°, br. edit., pp. VIII,233,(3); buon esemplare, lieve brunitura, lieve usura del dorso; copia firmata dall'autore. (Yd4) (La spedizione standard è SEMPRE tracciata con raccomandata - piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine) (Yd4)
ill., br. Il Bahir (Sefer ha-Bahir, Libro dell'Illuminazione) è considerato la prima opera letteraria kabbalistica, scritta alla fine del XII secolo nella Francia meridionale. Ciononostante, essa è ancora poco conosciuta nel mondo occidentale, a differenza del Sefer Yeztirah (Libro della Formazione) e del Sefer ha-Zohar (Libro dello Splendore). In questo testo Aryeh Kaplan offre al lettore un commento al "Bahir" e rivela la metodologia che gli antichi kabbalisti hanno seguito nella sua redazione, illuminando in tal modo le zone d'ombra che riguardano l'origine della Kabbalah.
br. La Kabbalah si divide in tre aree fondamentali: teorica, meditativa e magica. Molti libri ne hanno esplorato l'aspetto teorico, ma pressoché niente è stato scritto sui suoi metodi di meditazione. Nel presente libro, il celebre rabbino Aryeh Kaplan, avvalendosi di numerosi testi mai tradotti o apparsi a stampa, presenta le tecniche meditative utilizzate dagli antichi kabbalisti, esplorando in profondità il loro sviluppo. Per questa ragione, "Meditazione e Kabbalah" raccoglie per la prima volta le testimonianze sulle tecniche essenziali alla pratica kabbalista. Kaplan offre una lucida panoramica degli strumenti meditativi come mantra e mandala, utilizzati dai mistici e dalle scuole esoteriche kabbalistiche, coinvolgendo il lettore in una penetrante interpretazione del loro significato alla luce della moderna ricerca sulla meditazione e sugli stati non ordinari di coscienza.
ill., br. Tra gli studiosi della Kabbalah, il "Sefer Yetzirah. Libro della Creazione" viene considerato un testo meditativo con forti implicazioni magiche. Rabbi Aryeh Kaplan ci presenta lo scritto originale ebraico e la sua traduzione in base alle quattro versioni più accreditate. Ne offre altresì un accurato commento, in grado di accompagnare il lettore attraverso l'analisi e la comprensione di quello che appare come un antico manuale di istruzioni per uno speciale tipo di meditazione: è infatti ricco di esercizi volti a rafforzare la concentrazione dell'iniziato e utili nello sviluppo di poteri telepatici e di telecinesi, attraverso cui attuare imprese che dall'esterno sarebbero apparse come magie. Si tratta perciò di un'opera che senza dubbio arricchisce enormemente l'attuale panoramica degli strumenti di ricerca sulla meditazione, gli stati non ordinari di coscienza e l'evoluzione del Sé profondo.
brossura
brossura
pp. 131, cm 21x15, brossura. Nuovo.
In 8, brossura editoriale, pp. X, 604, con illustrazioni n.t. b/n; buon esemplare (ZC05/A)
br. Questo trattato teorico-pratico di magia cabalistica cristiana consente al lettore di recuperare gli insegnamenti e le pratiche dell'occulto che affondano le proprie radici nella tradizione e nella fede cristiana. Spiegando la differenza tra magia e misticismo, religione naturale e rivelata, monismo e teismo, la visione di Dante, il potere dell'alfabeto ebraico e i molti altri elementi che fondano la magia cabalistica cristiana, Gareth Knight consente agli appassionati di occultismo di recuperare una tradizione che è parte integrante dell'eredità spirituale e culturale dell'uomo occidentale. All'aspetto teorico viene poi affiancato un vademecum pratico: il libro contiene infatti numerosi esercizi - dalla visualizzazione alla comunicazione con i maestri e gli esseri di altre dimensioni - che si rivelano passi di quella che è una vera iniziazione ai segreti della magia cabalistica cristiana.
IN-16°, PP. 147 (5), BROSS. EDIT., COP. ILL. COL. (LIEVISSIME TRACCE D'USO E DI POLVERE, LEGGERE BRUNITURE), LEGGERISSIME BRUNITURE AI MARGINI DELLE CARTE, SCRITTA A PENNA AL RISG., STATO DI CONSERVAZIONE: MOLTO BUONO (VG). 635 99 B
Fascicoli da dattiloscritti, In-4°. legature in brossure editoriale, pp. varianti, circa da 50 a 110 per fascicolo. Diponiamo dei seguenti:- (Anno I°, Fasc. 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, (3 fascicoli no numerati). (Anno II°, 1990, - 9 fascicoli non numerati). Con alcune simbologie illustrative. Perfetto stato di conservazione.
br. Rivolgendosi a chiunque intenda aprire la propria coscienza e liberarsi delle proprie paure, Lahy riprende antichi concetti cabbalistici adattandoli alla vita moderna al fine di reintegrare la gioia nelle nostre vite e intraprendere un cammino di benessere e libertà spirituale. Il titolo del libro allude al Kissé haKavod, il "Trono di Gloria" dell'antico misticismo, da cui Lahy riprende alcuni principi riformulandoli in chiave contemporanea. La gioia di cui parla è la felicità assoluta e fine a se stessa, l'estasi che ci libera da qualsiasi vincolo e malessere e che non è prerogativa di alcuni seguaci scelti, ma un'opportunità per chiunque voglia percorrere la strada verso il risveglio interiore. Nel Libro dello Zohar è scritto: "La Presenza Divina non dimora dove vi è tristezza, ma in un luogo inondato di gioia", ed è proprio questa la gioia che dobbiamo fare nostra per ritrovare la pace e la liberazione interiori.
brossura Per la Bioermeneutica® di Georges Lahy tutto ciò che ha un nome è simile a un libro che può essere aperto e interpretato a qualsiasi livello conoscitivo. Il nome di ogni parte anatomica è carico di misteri che la lingua ebraica sa rivelare e definire, e l'arte cabbalistica della trasposizione delle lettere (Tseruf) ne fa vibrare la sostanza più intima e aiuta ad attribuire ad ogni male le relative parole chiavi, che diventeranno la via di accesso alla guarigione. La trasposizione delle tecniche di lettura della Qabalah viene applicata al corpo e alla sua storia, svelando un'antica arte terapeutica iniziatica di grande valore anche per il pubblico moderno.
ill., br. Tra i vari orientamenti della Qabalah vi è quello mistico e spirituale sviluppato dal grande cabalista spagnolo del XIII secolo, Abraham Abulafia. Egli ha creato degli esercizi spirituali, contenuti nel libro, basati su combinazioni delle ventidue lettere dell'alfabeto ebraico, aprendo così la via della Qabalah della parola, la cui pratica conduce all'estasi mistica. Tale estasi è un'apertura della coscienza grazie a cui è possibile comunicare con il proprio universo interiore e con tutto il creato. Le combinazioni di lettere alimentano tecniche di vocalizzazione, di respirazione e di movimenti del corpo, favorendo l'unione di materia, soffio e spirito.
br. Un'opera per il cammino spirituale di coloro i quali cercano di trovare il significato della vita e di "connettersi con quella forza generale che governa tutta la natura e che i kabbalisti chiamano il Creatore". Gli insegnamenti trasmessi dai grandi kabbalisti del passato, esposti in una forma chiara e completa da M. Laitman, sono disponibili alle nuove generazioni, dopo secoli di occultamento. La Kabbalah è un metodo pratico che permette allo studente di sperimentare ciò che i kabbalisti definiscono come i Mondi Superiori, mentre ancora vive in questo mondo. Al culmine di questo cammino, l'essere umano, attualmente frammentato e separato dai suoi simili, raggiungerà lo stato di Adam ("simile al Creatore"), ritrovando lo stato primordiale di unione e connessione con la Natura e con i suoi simili. Solo seguendo gli insegnamenti della Kabbalah saremo in grado di uscire dallo stato di crisi e di malessere che pervade l'uomo contemporaneo e ritrovare il ruolo che ci compete nel disegno della Creazione.
in-8, pp. 206, broch. edit. Tra i capitoli del saggio: "Dante und die Kabbala". Buon esemplare.. .
br. "Tre cose hanno in sé una primizia del mondo futuro: il sole, lo Shabbat e l'atto sessuale" (Berakhot 57b). La meraviglia dell'eros ha affascinato sia gli antichi autori ebrei che le altre antiche civiltà. Già la Genesi (1,27) gli riconosce un'immensa importanza, dal momento che scopre un corrispettivo dell'unione sessuale nell'essenza divina: E Dio creò l'uomo a Sua immagine, a immagine di Dio lo creò, maschio e femmina li creò: Prese una delle sue costole e ne fece una donna (2,22); Per questo l'uomo lascerà padre e madre per unirsi alla propria donna (2,24). Gli antichi Sapienti del Talmud interpretavano questi versetti così: "Egli li creò con due volti, e solo dopo li separò".
In 16°, brossura editoriale illustrata, pp. 186,(6); copia molto buona. (ZC10/A) (ZC10/A)