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Paris, Chez Debray et chez l'Auteur, 1805, 25 x 19 cm., cartoné, portada + 22 págs. (Primera edición muy rara de la Memoria sobre cristales acromáticos hechos de un nuevo tipo de cristal desarrollado por Lançon y el óptico Kruines junto con el Informe del "Institut National des Sciences Physiques & Mathématiques" firmado por Gay Lussac y otros. Contiene mucha información sobre los instrumentos ópticos de la época).
in-4, pp. 14, 6, leg. carta color. coeva. Fregio xilogr. al front. con tit. e testo incorniciato. Con 6 tavv. in rame al fine, anche ripp., raff. esempi e schemi geometrici. Manca a Riccardi. Una tav. legg. foderata e tracce di gore.
In 8°, 86, (4) pp. Brossura editoriale con titolo impresso in nero entro cornice xilografica al piatto anteriore e luogo di stampa, stampatore e anno di stampa, sempre entro cornice al piatto posteriore. Dedica autografa dell'autore al grande fisico italiano, Giovanni Battista Venturi (Bibbiano, 11 settembre 1746 - Reggio nell'Emilia, 10 settembre 1822) al margine superiore del piatto anteriore. Timbretto ex-libris privato del Venturi al piatto anteriore. Prima, non comune edizione, di questo importante scritto del celebre fisico lucchese, Liberato Baccelli (Lucca 1772 - Lucca 1835) che insegnò all'Archiginnasio di Bologna, all'Università di Bologna della quale fu anche rettore ed infine, sul finire della sua vita, a Correggio. Per il diretto interessamento dell'Imperatore d'Austria, Francesco I, ebbe anche assegnata la cattedra di Pavia che però non ricoprì mai per motivi ancora oggi sconosciuti. Durante la sua vita portò sempre avanti i suoi studi fisici e dedicati, in particolare all'elettro-magnetismo, studi che ancora oggi sono considerati attuali e di notevole importanza. Di grande importanza sono i suoi studi intorno alla teoria dei gas ed alla liquefazione dei medesimi, arrivando a comprendere la validità della legge di Boyle-Mariotte. A lui si deve anche la prima liquefazione di un gas documentata nella storia. Difese la teoria di Ampere sui fenomeni magnetici secondo la quale i fenomeni magnetici sono da considerare come manifestazioni esterne di correnti interne circolanti nei corpi magnetici, portando avanti importanti esperimenti pratici sull'influenza della corrente elettrica sul magnetismo. Quando conobbe gli esperimenti portati avanti da Hans Christian Ørsted (Rudkøbing, 14 agosto 1777 - Copenaghen, 9 marzo 1851) sulla deviazione degli aghi magnetici in presenza di fili percorsi da corrente Baccelli, come riportato da Lugli nel suo Elogio del Professore d. L. B. del 1844, "vi accerta che in qualsiasi delle toccate contingenze i moti dell'ago tendono sempre a dirigerne il braccio boreale alla sinistra di chi osserva, e pressoché perpendicolare al braccio resinoso del filo; e il suo mezzo a contatto di questo. Alla quale legge da lui fermata ne dà compagna un'altra circa la magnetica polarità sentita dagli aghi non calamitati. Messi in vicinanza o di traverso ad un filo metallico, sopra a cui si versi l'onda elettrica, questi si calamitano, e la punta volta a sinistra del riguardante ne dà il polo nordico. Che se poi l'ago si adagi dentro la spira del filo, l'ago si calamita al solo scintillamento, e la sua estremità a rimpetto del polo resinoso si fa nordica od australe secondo che le anella a spirali tengono vergenza a manca o a dritta […] ritenne che circolassero i due rivi elettrici in due strati di estrema sottilità, nulla od appena inclinati all'asse del filo, fasciando l'asse ne, loro giri spirali di doppia elica cilindrica, di tanto poi questa rendutasi ampia ed impetuosa, quanto maggiore e rapido fosse lo sgorgo degli elettrici medesimi". Il B. ebbe a compiere una serie di importanti esperienze, verificando quanto aveva affermato Ampère sull'effetto magnetico delle correnti elettriche. Prima edizione, con dedica autografa e con illustre provenienza di questo non comune studio elettro-magnetico. Rif. Bibl.: Rossetti e Cantoni, p. 11.
In 8° (20,5x14 cm); 20, (36) pp. e una carta di tav. astronomica più volte ripiegata. Brossura coeva, qualche lieve piega e segno del tempo. All’interno in buone condizioni di conservazione. Prima edizione rara, nessun esemplare censito in ICCU stampata a Parma da Bodoni nei suoi chiari ed eleganti caratteri. L’opera raccoglie le “Effemeride Astronomica” del celebre matematico veronese, Pietro Cossali (Verona, 29 giugno 1748 – Padova, 20 dicembre 1815) per l’anno 1794. Di nobili origini, suo padre era il conte Benassù e sua madre la contessa Laura Malmignati, l’autore iniziò gli studi presso il collegio gesuitico di Verona dove fin dai primi anni dimostrò una grande predisposizione per le dottrine matematiche. Fattosi teatino, probabilmente per la maggior apertura di quest’ordine verso le moderne tesi scientifiche, perfeziona i suoi studi a Milano concentrandosi particolarmente nell’eloquenza, nella teologia, nella matematica e nella fisica. E’ qui che conosce in modo approfondito gli studi di Newton, Locke e Wolff. Nel 1770 il suo nome inizia a circolare negli ambienti accademici italiani tanto che gli viene offerta una lettura di diritto canonico all’Università di Padova, lettura che però lo stesso rifiuta, sembra, per concentrarsi completamente sugli studi scientifici. Nel 1778 torna a Verona dove fonda un’Accademia e si pone in luce come matematico e fisico. E’ in questo periodo che pubblica i primi scritti scientifici fra i quali un interessante studio dal titolo su “Su l'equilibrio esterno ed interno nelle macchine aerostatiche” nel quale l’autore dibatte sulle recenti esperienze di volo di Montgolfier che dimostra la grande attenzione di Cossali per le nuove scoperte scientifiche. Cossali fu anche uno dei primi in Italia a far alzare un pallone aerostatico in una manifestazione pubblica tenuta all’Arena di Verona. Proprio gli scritti di Cossali dedicati al volo, spinsero nel 1787, il Duca Ferdinando di Borbone ad offrire al matematico veronese la cattedra di fisica teorica prima e poi dal 1791 quelle di astronomia, idraulica e meteorologia dell’Università di Parma poi. L’autore si impegnò fin da subito a fornire una strumentazione scientifica adeguata all’ateneo parmense che nella seconda metà del XVIII° secolo aveva visto un grande progresso didattico e di fama. È in questo periodo che le sue "ricerche si concretarono in sette volumi di effemeridi astronomiche annue (Effemeride astronomica per l'anno..., Parma 1791 e seguenti) pubblicati fino al 1804 con saggi introduttivi su temi d'astronomia generale. Altri scritti di questa fase furono le Apparenze del solare eclissi del 3 apr. 1791, Parma 1791, il Discorso... astronomico su l'eclissi del 1800 (Parma s. d.) ed il Prenuncio... sull'eclissi dell'11febbr. 1804, Venezia 1804. Il C. ottenne anche dal governo un aiuto finanziario per osservazioni su pianeti che effettuò a Milano, nell'osservatorio di Brera, e per l'istallazione d'un osservatorio meteorologico nella casa parmense dei teatini, nel quale effettuò registrazioni sistematiche pluriennali che non riuscirà mai, malgrado l'intento, a pubblicare. […]A PSenza titolo-7arma il C. s'impose tra le personalità culturali più in vista, e fu vicino alla stessa famiglia ducale e in particolare al principe ereditario Ludovico, che in una lettera allo Spallanzani l'indicò come ispiratore di suoi esperimenti volti a smentire le tesi del naturalista sull'orientamento dei pipistrelli (un sonetto del C. al principe è a Guastalla, Bibl. Maldottiana, Fondo provenienze varie, ms. 39); inoltre il C. fu consulente governativo per questioni idrauliche., e arbitro in vertenze analoghe tra famiglie parmensi. "(da http://www.treccani.it). Con il cambiamento della situazione politica parmense, nel 1805, torna a Verona dove “si vide offrire la cattedra di introduzione al calcolo sublime nel locale liceo e la sovrintendenza a canali, ponti e strade, mentre il governo austriaco ricorse a lui per consulenze idrauliche; proseguì anche la ricerca e le pubblicazioni scientifiche” (da http://www.treccani.it). L’opera qui presentata riporta le effemeridi per l’anno 1794 con la posizione dei pianeti e delle stelle nei diversi mesi dell’anno, rendendo così possibile indirizzare gli strumenti astronomici ed individuare correttamente gli oggetti astrali presenti nel campo visivo dei telescopi. Le effemeridi erano anche ampiamente utilizzate nell’astrologia. Prima rara ed unica edizione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\UBOE\119236.
19311185<p>Cover title: Reglas Oficiales de Atletismo. 66 pp. rule book for international sporting competitions. 8vo. Very good. Illus. stiff wraps saddle stapled. 1185</p><p><i>Primarily of interest for the superb but uncredited estridentismo illustration that graces the front cover. "Aceptados por la Federación Atlética Internacional de aficionados en el Congreso de La Haya en agosto de 1926 con las adiciones y reformas hechas en el congreso de Amsterdam en 1928." As of February 2021 we can locate only one holding in North America at the National Library of Mexico.</i></p> Talleres Gráficos de la Nación
In 8° (20,5×14 cm); 16, (38) pp. Brossura coeva, qualche lieve piega e segno del tempo. All'interno in buone condizioni di conservazione. Prima edizione rara, nessun esemplare censito in ICCU, stampata a Parma da Bodoni nei suoi chiari ed eleganti caratteri. L'opera raccoglie le "Effemeride Astronomica" del celebre matematico veronese, Pietro Cossali (Verona, 29 giugno 1748 - Padova, 20 dicembre 1815) per l'anno 1795. Di nobili origini, suo padre era il conte Benassù e sua madre la contessa Laura Malmignati, l'autore iniziò gli studi presso il collegio gesuitico di Verona dove fin dai primi anni dimostrò una grande predisposizione per le dottrine matematiche. Fattosi teatino, probabilmente per la maggior apertura di quest'ordine verso le moderne tesi scientifiche, perfeziona i suoi studi a Milano concentrandosi particolarmente nell'eloquenza, nella teologia, nella matematica e nella fisica. E' qui che conosce in modo approfondito gli studi di Newton, Locke e Wolff. Nel 1770 il suo nome inizia a circolare negli ambienti accademici italiani tanto che gli viene offerta una lettura di diritto canonico all'Università di Padova, lettura che però lo stesso rifiuta, sembra, per concentrarsi completamente sugli studi scientifici. Nel 1778 torna a Verona dove fonda un'Accademia e si pone in luce come matematico e fisico. E' in questo periodo che pubblica i primi scritti scientifici fra i quali un interessante studio dal titolo su "Su l'equilibrio esterno ed interno nelle macchine aerostatiche" nel quale l'autore dibatte sulle recenti esperienze di volo di Montgolfier che dimostra la grande attenzione di Cossali per le nuove scoperte scientifiche. Cossali fu anche uno dei primi in Italia a far alzare un pallone aerostatico in una manifestazione pubblica tenuta all'Arena di Verona. Proprio gli scritti di Cossali dedicati al volo, spinsero nel 1787, il Duca Ferdinando di Borbone ad offrire al matematico veronese la cattedra di fisica teorica prima e poi dal 1791 quelle di astronomia, idraulica e meteorologia dell'Università di Parma poi. L'autore si impegnò fin da subito a fornire una strumentazione scientifica adeguata all'ateneo parmense che nella seconda metà del XVIII° secolo aveva visto un grande progresso didattico e di fama. È in questo periodo che le sue "ricerche si concretarono in sette volumi di effemeridi astronomiche annue (Effemeride astronomica per l'anno…, Parma 1791 e seguenti) pubblicati fino al 1804 con saggi introduttivi su temi d'astronomia generale. Altri scritti di questa fase furono le Apparenze del solare eclissi del 3 apr. 1791, Parma 1791, il Discorso… astronomico su l'eclissi del 1800 (Parma s. d.) ed il Prenuncio… sull'eclissi dell'11febbr. 1804, Venezia 1804. Il C. ottenne anche dal governo un aiuto finanziario per osservazioni su pianeti che effettuò a Milano, nell'osservatorio di Brera, e per l'istallazione d'un osservatorio meteorologico nella casa parmense dei teatini, nel quale effettuò registrazioni sistematiche pluriennali c he non riuscirà mai, malgrado l'intento, a pubblicare. […]A Parma il C. s'impose tra le personalità culturali più in vista, e fu vicino alla stessa famiglia ducale e in particolare al principe ereditario Ludovico, che in una lettera allo Spallanzani l'indicò come ispiratore di suoi esperimenti volti a smentire le tesi del naturalista sull'orientamento dei pipistrelli (un sonetto del C. al principe è a Guastalla, Bibl. Maldottiana, Fondo provenienze varie, ms. 39); inoltre il C. fu consulente governativo per questioni idrauliche., e arbitro in vertenze analoghe tra famiglie parmensi. "(da http://www.treccani.it). Con il cambiamento della situazione politica parmense, nel 1805, torna a Verona dove "si vide offrire la cattedra di introduzione al calcolo sublime nel locale liceo e la sovrintendenza a canali, ponti e strade, mentre il governo austriaco ricorse a lui per consulenze idrauliche; proseguì anche la ricerca e le pubblicazioni scientifiche" (da http://www.treccani.it). L'opera qui presentata riporta le effemeridi per l'anno 1795 con la posizione dei pianeti e delle stelle nei diversi mesi dell'anno, rendendo così possibile indirizzare gli strumenti astronomici ed individuare correttamente gli oggetti astrali presenti nel campo visivo dei telescopi. Le effemeridi erano anche ampiamente utilizzate nell'astrologia. Prima rara ed unica edizione.
In 8° (20,5×14 cm); (38) pp. Brossura coeva, qualche lieve piega e segno del tempo. Antico timbro di appartenenza nobiliare al margine basso del frontespizio. All'interno in buone condizioni di conservazione. Prima edizione rara, nessun esemplare censito in ICCU, stampata a Parma da Bodoni nei suoi chiari ed eleganti caratteri. L'opera raccoglie le "Effemeride Astronomica" del celebre matematico veronese, Pietro Cossali (Verona, 29 giugno 1748 - Padova, 20 dicembre 1815) per l'anno 1799. Di nobili origini, suo padre era il conte Benassù e sua madre la contessa Laura Malmignati, l'autore iniziò gli studi presso il collegio gesuitico di Verona dove fin dai primi anni dimostrò una grande predisposizione per le dottrine matematiche. Fattosi teatino, probabilmente per la maggior apertura di quest'ordine verso le moderne tesi scientifiche, perfeziona i suoi studi a Milano concentrandosi particolarmente nell'eloquenza, nella teologia, nella matematica e nella fisica. E' qui che conosce in modo approfondito gli studi di Newton, Locke e Wolff. Nel 1770 il suo nome inizia a circolare negli ambienti accademici italiani tanto che gli viene offerta una lettura di diritto canonico all'Università di Padova, lettura che però lo stesso rifiuta, sembra, per concentrarsi completamente sugli studi scientifici. Nel 1778 torna a Verona dove fonda un'Accademia e si pone in luce come matematico e fisico. E' in questo periodo che pubblica i primi scritti scientifici fra i quali un interessante studio dal titolo su "Su l'equilibrio esterno ed interno nelle macchine aerostatiche" nel quale l'autore dibatte sulle recenti esperienze di volo di Montgolfier che dimostra la grande attenzione di Cossali per le nuove scoperte scientifiche. Cossali fu anche uno dei primi in Italia a far alzare un pallone aerostatico in una manifestazione pubblica tenuta all'Arena di Verona. Proprio gli scritti di Cossali dedicati al volo, spinsero nel 1787, il Duca Ferdinando di Borbone ad offrire al matematico veronese la cattedra di fisica teorica prima e poi dal 1791 quelle di astronomia, idraulica e meteorologia dell'Università di Parma poi. L'autore si impegnò fin da subito a fornire una strumentazione scientifica adeguata all'ateneo parmense che nella seconda metà del XVIII° secolo aveva visto un grande progresso didattico e di fama. È in questo periodo che le sue "ricerche si concretarono in sette volumi di effemeridi astronomiche annue (Effemeride astronomica per l'anno…, Parma 1791 e seguenti) pubblicati fino al 1804 con saggi introduttivi su temi d'astronomia generale. Altri scritti di questa fase furono le Apparenze del solare eclissi del 3 apr. 1791, Parma 1791, il Discorso… astronomico su l'eclissi del 1800 (Parma s. d.) ed il Prenuncio… sull'eclissi dell'11febbr. 1804, Venezia 1804. Il C. ottenne anche dal governo un aiuto finanziario per osservazioni su pianeti che effettuò a Milano, nell'osservatorio di Brera, e per l'istallazione d'un osservatorio meteorologico nella casa parmense dei teatini, nel quale effettuò registrazioni sistematiche pluriennali che non riuscirà mai, malgrado Senza titolo-16l'intento, a pubblicare. […]A Parma il C. s'impose tra le personalità culturali più in vista, e fu vicino alla stessa famiglia ducale e in particolare al principe ereditario Ludovico, che in una lettera allo Spallanzani l'indicò come ispiratore di suoi esperimenti volti a smentire le tesi del naturalista sull'orientamento dei pipistrelli (un sonetto del C. al principe è a Guastalla, Bibl. Maldottiana, Fondo provenienze varie, ms. 39); inoltre il C. fu consulente governativo per questioni idrauliche., e arbitro in vertenze analoghe tra famiglie parmensi. "(da http://www.treccani.it). Con il cambiamento della situazione politica parmense, nel 1805, torna a Verona dove "si vide offrire la cattedra di introduzione al calcolo sublime nel locale liceo e la sovrintendenza a canali, ponti e strade, mentre il governo austriaco ricorse a lui per consulenze idrauliche; proseguì anche la ricerca e le pubblicazioni scientifiche" (da http://www.treccani.it). L'opera qui presentata riporta le effemeridi per l'anno 1799 con la posizione dei pianeti e delle stelle nei diversi mesi dell'anno, rendendo così possibile indirizzare gli strumenti astronomici ed individuare correttamente gli oggetti astrali presenti nel campo visivo dei telescopi. Le effemeridi erano anche ampiamente utilizzate nell'astrologia. Prima rara ed unica edizione.
In 8° (20,5×14 cm); 18, (36) pp. Brossura coeva, qualche lieve piega e segno del tempo. All'interno in buone condizioni di conservazione. Antica firma di appartenenza al piatto anteriore. Prima edizione rara stampata a Parma da Bodoni nei suoi chiari ed eleganti caratteri. L'opera raccoglie le "Effemeride Astronomica" del celebre matematico veronese, Pietro Cossali (Verona, 29 giugno 1748 - Padova, 20 dicembre 1815) per l'anno 1793. Di nobili origini, suo padre era il conte Benassù e sua madre la contessa Laura Malmignati, l'autore iniziò gli studi presso il collegio gesuitico di Verona dove fin dai primi anni dimostrò una grande predisposizione per le dottrine matematiche. Fattosi teatino, probabilmente per la maggior apertura di quest'ordine verso le moderne tesi scientifiche, perfeziona i suoi studi a Milano concentrandosi particolarmente nell'eloquenza, nella teologia, nella matematica e nella fisica. E' qui che conosce in modo approfondito gli studi di Newton, Locke e Wolff. Nel 1770 il suo nome inizia a circolare negli ambienti accademici italiani tanto che gli viene offerta una lettura di diritto canonico all'Università di Padova, lettura che però lo stesso rifiuta, sembra, per concentrarsi completamente sugli studi scientifici. Nel 1778 torna a Verona dove fonda un'Accademia e si pone in luce come matematico e fisico. E' in questo periodo che pubblica i primi scritti scientifici fra i quali un interessante studio dal titolo su "Su l'equilibrio esterno ed interno nelle macchine aerostatiche" nel quale l'autore dibatte sulle recenti esperienze di volo di Montgolfier che dimostra la grande attenzione di Cossali per le nuove scoperte scientifiche. Cossali fu anche uno dei primi in Italia a far alzare un pallone aerostatico in una manifestazione pubblica tenuta all'Arena di Verona. Proprio gli scritti di Cossali dedicati al volo, spinsero nel 1787, il Duca Ferdinando di Borbone ad offrire al matematico veronese la cattedra di fisica teorica prima e poi dal 1791 quelle di astronomia, idraulica e meteorologia dell'Università di Parma poi. L'autore si impegnò fin da subito a fornire una strumentazione scientifica adeguata all'ateneo parmense che nella seconda metà del XVIII° secolo aveva visto un grande progresso didattico e di fama. È in questo periodo che le sue "ricerche si concretarono in sette volumi di effemeridi astronomiche annue (Effemeride astronomica per l'anno…, Parma 1791 e seguenti) pubblicati fino al 1804 con saggi introduttivi su temi d'astronomia generale. Altri scritti di questa fase furono le Apparenze del solare eclissi del 3 apr. 1791, Parma 1791, il Discorso… astronomico su l'eclissi del 1800 (Parma s. d.) ed il Prenuncio… sull'eclissi dell'11febbr. 1804, Venezia 1804. Il C. ottenne anche dal governo un aiuto finanziario per osservazioni su pianeti che effettuò a Milano, nell'osservatorio di Brera, e per l'istallazione d'un osservatorio meteorologico nella casa parmense dei teatini, nel quale effettuò registrazioni sistematiche pluriennali che non riuscirà mai, malgrado l'intento, a pubblicare. […]A Parma il C. s'impose tra le personalità culturali più in vista, e fu vicino alla stessa famiglia ducale e in particolare al principe ereditario Ludovico, che in una lettera allo Spallanzani l'indicò come ispiratore di suoi esperimenti volti a smentire le tesi del naturalista sull'orientamento dei pipistrelli (un sonetto del C. al principe è a Guastalla, Bibl. Maldottiana, Fondo provenienze varie, ms. 39); inoltre il C. fu consulente governativo per questioni idrauliche., e arbitro in vertenze analoghe tra famiglie parmensi. "(da http://www.treccani.it). Con il cambiamento della situazione politica parmense, nel 1805, torna a Verona dove "si vide offrire la cattedra di introduzione al calcolo sublime nel locale liceo e la sovrintendenza a canali, ponti e strade, mentre il governo austriaco ricorse a lui per consulenze idrauliche; proseguì anche la ricerca e le pubblicazioni scientifiche" (da http://www.treccani.it). L'opera qui presentata riporta le effemeridi per l'anno 1793 con la posizione dei pianeti e delle stelle nei diversi mesi dell'anno, rendendo così possibile indirizzare gli strumenti astronomici ed individuare correttamente gli oggetti astrali presenti nel campo visivo dei telescopi. Le effemeridi erano anche ampiamente utilizzate nell'astrologia. Prima rara ed unica edizione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\TO0E\041433.
200x130 mm, pp. IV, 204, 12 tavole ripiegate fuori testo, titolo in oro al dorso che è diviso da 5 nervi, piatti marmorizzati, tagli colorati, vignetta incisa al frontespizio, ex libris privato applicato al contropiatto. Esemplare molto buono. Seconda edizione.
A Paris, A Lyon : , 1808.8°, mm 200x130, due parti di pp. XVI, 121, (1); pp. 382, (2); ritratto dell'autore inciso al frontespizio; legatura coeva in mezza pelle, titoli in oro. Carte ingiallite uniformemente con rare e lievi bruniture, nel complesso ben conservato (una sottolineatura a pagina 11 in matita blu, un foro a pagina 201 sul margine bianco). Seconda edizione, pubblicata a pochi mesi dalla morte dell'autore. Petetin fornisce il suo resoconto della guarigione di otto catalettici tramite l'elettricità. Deleuze, il primo bibliografo della materia, dedica un intero capitolo nella sua "Histoire critique du magnétisme animal", alle opere di Petetin (pp. 247-258). Deleuze non approva la prima opera di Petetin, perché in essa l'autore rifiuta il magnetismo come causa di certe malattie, e sviluppa una personale teoria dei fluidi elettrici("Memoire sur la decouverte des phenomenes que presentetn la catalepsie et le somnabulisme", 1787). Ma a vent'anni di distanza anche il Petetin non disdegna le teorie magnetiche e le utilizza per curare alcuni suoi pazienti catalettici. Di ciò si compiace il Deleuze che finalmente scrive: "M. Petetin a persisté dans sa théorie sur le fluide électrique; mais il a changé d'opinion sur le magnétisme, dont il a reconnu la réalité". Deleuze, Histoire critique: pp. 247-258. Caillet 8563: Ouvrage devenu rare et toujours recherché. Entrambi ignorano l'edizione del 1805.
Tre volumi di cm. 16,5, pp. 1000 ca. complessive-. Legatura coeva in piena pelle, dorsi a nervi con titoli e ricchi fregi in oro. Sguardie marmorizzate e tagli rossi. Qualche segno d'uso ai dorsi, ma esemplare genuino e ben conservato.
2 vol. in 1, in 8, pp. 314 + 70, mezza pelle con titolo e fregi oro al dorso, 16 tavv piu' volte ripiegate fuori testo. Etichetta di collocazione. Minime fioriture. Lievi sbucciature al dorso. Ottimo (5745/ MAGNETISMO - GALVANOMETRO - FISICA)
In 4°, mz. perg. ottocentesca, tit. in nero al dorso, pp. (1cb)-VI-142-(2nn di Errata). Con 1 tav. f.t. incisa in rame contenente 6 figg. Fresco es. a larghi margini. Raro.
8° (mm 215x135); 2 vol. in 4 tomi; pagg. VII, 428 con 10 tavv. f.t.; pagg. 338 con 6 tavv.; pagg. 376 con 8 tavv; pagg. 373-852 con 15 tavv. Brossura edit. a stampa. Bell'esemplare in barbe con lievi saltuarie fioriture, tracce d'uso leggere.
Due voll. in 8° (cm.20,0) pp.XII + 678 + VII tavv. più volte ripieg.; 2 cc.n.n. + pp.786 + XI tavv. più volte ripieg. Ben legati im mz. pelle coeva con tit. e fregi in oro e a secco al dorso; sguardie e tagli marmorizzati. Ottimo esemplare. Terza edizione, dopo quelle del 1817 e 1821 di quest'opera che il Poggendorff (I, p.195) qualifica come "un des meilleurs qu ait été écrits sur la physique" Dalla prefazione:"Ce précis élémentaire est le texte des leçons publiques que j'ai données depuis plusieurs années à la Faculté des Sciences de Paris, dans le cours de physique que je partage avec M. Gay-Lussac. Dans cette édition j'ai taché d'insérer toutes les acquisitions nouvelles dont la Physique s'etait enrichie."
1 tomo, 2 voll. uniti in unica legatura amatoriale mz. tela con piatti marmorizzati, etichetta con tit. scritti a mano al dorso;I vol. in lingua tedesca, Verlag von S.Hirzel in Leibzig(Lipsia) 1921, pp. 198, timbro d'apparteneza a privato al frontespizio, all'indice, a p. 1 e 5(introduzione)fioriture e segni di restauro con nastro professionale tra contropiatto ant. e frontespizio, e tra p. 14 /15 e 16 / 17.In zwei Teilen:Spezielle RelativitatstheorieAllgemeine RelativitatstheorieII vol. edito da Hoepli, 1923, edizione italiana a cura di Raffaele Contu e Tommaso Bembo, prefazione di G.Armellini: Valore e interpretazione della teoria negli scritti originali di Aliotta, Bianchi, Boccardi, Bonucci, Burgatti, Cerulli, Emanuelli, Enriques, Fermi, Fubini, Gianfranceschi, La Rosa, Majorana, Rignano, Spirito, Tilgher, Troilo, Borel, Weylcomplementi di G.Castelnuovo e T. Levi -CivitaBibliogafia-Formulario-Indicipp. 455, suddiviso in quattro partiLa Relatività particolareLa Relatività generaleComplementiValore e interpretazione della Teoria della Relativitàtimbro d'appartenenza all'occhiello, al frontespizio, e alle prime pp., segno a matita a margine a p. 25;Complessivamente in buono stato, fioriture ai tagli, ordinari segni d'uso e del tempo.
8°, mm 225x135, due parti in un volume di pp. (8), XVI, 342; (4), 368; legatura coeva in mezza pelle con decorazioni intrecciate e titoli in oro al dorso, piatti in carta marmorizzata. Eccellente conservazione, due carte della prefazione e le ultime 30 pagine con gore piccole all'estremità del foglio, tuttavia esemplare privo di arrossature e dagli ampi margini. Il libro si prefigge di dimostrare che i sonnambuli magnetici (somnabules magnétiques) sono diretti da intelligenze spirituali, diverse dall'uomo, che agiscono in maniera a volte occulta, a volte patente. L'opera è costituita dal fitto carteggio tra l'autore, dottore in medicina, e Deleuze, grande studioso di fenomeni magnetici. Bibliografia: Caillet 1158: "Cet ouvrage a été très recherche dans les ventes publiques. Il est curieux à plus d'un titre; c'est le premier travail ou il soit question d'apport d'objets pendant des experiences des somnambulisme".
Paris. Edit. A. René et Cª, c. 1844. 464 p. 8º. Pasta española algo rozada. Dorados en el lomo. Buen ejemplar. Livre en français. Ensayos sobre ciencia - astronomía, química, física, medicina -, industria, geología, etc.
In 8. Dim. 24x17,5 cm. Pp. 48+214+238, 40+227+232, 196+224, 278+206. Kg. 3,00 Bella raccolta di otto annate dal 1931 al 1938 della rivista scientifica bimestrale "Urania" con notizie di astronomia, metereologia, geologia, mineralogia, chimica e fisica Tra gli articoli presenti: Dal sistema solare all'Universo Siderale, notiziario di astronomia, Marte 1659-1929, La meteorologia, Geologia, Dagli atomi agli astri, Notiziario di mineralogia, Elettricità ed energia, Elettroni ed elettricità, Maree terremoti e macchie solari, I raggi ultravioletti, La conoscenza dell'universo, Trattato di astronomia siderale (parte III stelle) di Giuseppe Armellini, Cos'è l'elettricità, Etere ed elettroni, Le nuove ricerche sull'età dell'Universo, Macchie solari, La moderna mineralogia nel quadro delle scienze fisiche chimiche e geologiche, I metalli negli Esseri viventi, L'ottica e l'astronomia, L'astronomia stellare prima del secolo XIX, Galvani la rana la radio, Fantasticando sulle origini dell'Universo, Influenze sulle macchie solari sulla Terra, Elettrizzazioni e radiazioni del corpo umano ecc... Qualche illustrazioni e planches all'interno tra cui la fotografia della Cometa di Halley eseeguite nell'Osservatorio Cerulli in Teramo Brossura di ogni primo numero conservata all'interno. In buone condizioni e completi Copertina in mezza tela con titolo al dorso in buone condizioni generali con lievi usure ai margini e dorso. Dorso dell'annata 1937-38 quasi del tutto staccata. Legatura in buone condizioni con lievo rotture. All'interno le pagine si presentano in buone condizioni con rare fioriture. Beautiful collection of eight years of the scientiphic bemonthly magazine "Urania" from the year 1931 until 1938. The magazine contained information of astronomy, metereology, geology, mineralogy, chemistry and physics. Between the articles inside: From solar system to Sideral Universe, information of astronomy, Mars 1659-1929, Meteorology, Geology, From atoms to stars, Information of mineralogy, Electricity and energy, Electricity, Earthquakes and sun stains, Ultraviolet rays, Knowledge of Universe, Treaty of sideral astronomy (part III stars) by Giuseppe Armellini, What electricity is, Electrons, The new researches about age of universe, Sun stains, Modern mineralogy in the frame of physical, chemical and geological sciences, The metals of beings, Optic and astronomy, Star astronomy before XIX century, Galvani the frog the radio, Wondering about the origins of universe, Influences about sun stains of earth, Radiations of human bodies ecc... Some illustrations and planches inside between them the Star of Halley made in Cerulli Observatory in Teramo. Editorial cover of each first number preserved inside. In good conditions and complete. Half cloth cover with title in the spine in good general conditions slightly worn in the edges and spine. SPine of the year 1937-38 almost totally detached. Binding in good conditions with slight cracks. Inside pages are in good conditions with occasional foxings.
In 8, pp. 478 con 7 tavv. f. t. inc. all'acq. (su 8) alcune rip. Annata completa del Giornale di fisica e chimica fondato e diretto da Configliachi e Brugnatelli costituito da 6 fascicoli con numerazione continua. Legatura in mz. tl. novecentesca (all'interno sono conservate le bross. edit.). Fra gli articoli: Avogadro, Memoria sulla legge della dilatazione del mercurio del calore; Drapiez, Effetti dell'acqua del mar morto; Bellani, Nuova ipotesi sulla coda delle comete; Varese, Dell'influenza della luna ne' cambiamenti del tempo e nella vegetazione; Braconnot, Processo per fissare sulla lana, la seta, il cotone, la canapa un bellissimo color giallo minerale; Annunzio di una cometa rimarchevole che e' ritornata nel nostro sistema negli anni 1786, 1795, 1801, 1805 e 1818-19; Articolo di lettera del sig. Bartolomeo Bizio di Venezia sulla materia colorante dei grani del caffe'; Drapiez, Sostanze da sostituirsi con profitto all'arsenico nella preparazione della pelle degli animali; Articolo di lettera scritta dall'isola di S. Maura il 28 marzo 1820 intorno ai terremoti ai quali soggiace quell'isola nei tre mesi ora scorsi di Gennajo, Febbrajo e Marzo; Ridolfi, Estratto di lettera sopra una sostanza particolare scoperta nel rabarbaro; Menge, Descrizione delle sorgenti calde dette Geysers in Islanda; Cadet de Vaux, Maniera di ripulire la biancheria coi pomi di terra; Notizie sul nuovo osservatorio astronomico di Vienna e sullo stabilimento cola' recentemente eretto...; Moretti, Continuazione dell'appendice all'elenco delle piante spontanee del Vicentino; Catullo, Appendice alla memoria sopra gli avanzi marini che si trovano dentro i monti della provincia veronese; Sulle pietre meteoriche; Laplace, Sulla diminuzione della durata del giorno per il raffreddamento della terra; Intorno alle sostanze che contengono dello jodio e agli usi di questa sostanza; Zantedeschi, Descrizione dei funghi della provincia bresciana; Rimedio contro l'ubriachezza...
Primi cinque volumi della serie (che ci risulta interrotta col decimo pubblicato nel 1941), ciascuno in tutta tela rigida editoriale con titoli e stemma della Vasca impressi in oro , cm 27x20. Il primo volume (1931) si compone di pp (8) 99 (1) e XLVI tavole e tabelle ripiegate; contiene una prefazione del presidente dell’istituzione Giuseppe Rota e una sezione introduttiva che rende conto della costituzione e amministrazione della Vasca, delle opere murarie e idrauliche, del laboratorio per la preparazione dei modelli ecc, oltre ai decreti istitutivi e al tre relazioni di esperienze (rimorchio di carena, efficienza di eliche, autopropulsione). Il volume secondo (1932) conta pp X 51 (1) e LXII tavole e tabelle più volte ripiegate, contiene informazioni d’esercizio, tabelle dei costi, resoconti di esperienze. Il volume terzo (1933) conta pp VIII 139 (3) e XXXIII tavole e tabelle più volte ripiegate, contiene informazioni di esercizio e resocontò dei miglioramenti del laboratorio, resoconti di esperienze, e atti della Prima Riunione degli Ingegneri Aderenti agli Annali della Vasca Nazionale, con una decina di interventi relativi per lo più alla stabilità delle navi. Il volume quarto (1934) conta pp VIII 101 (1) e XXXI tavole e tabelle doppie o ripiegate, contiene i resoconti di esperienze, i decreti e tariffari, e le memorie presentate alla Seconda Riunione degli Ingegneri aderenti. Il volume quinto (1935) racchiude semi-tomi nella stessa copertina-custodia, uno col testo di pp (6) 95 (1) illustrate in nero, e uno composto da XXXVII tavole ripiegate. Raro insieme seppur non completo di questa non comune pubblicazione scientifica italiana.
In 8, pp. 47 + (1b) con ill. n.t. Qualche sporadica fioritura alle cc. Rinforzo al d. Br. ed. Studio di Biot (Parigi, 1774-1862), fisico e matemtaico, noto in particolare per lo studio delle relazioni tra corrente elettrica e magnetismo e del fenomeno della rotazione del piano di polarizzazione della luce nel passaggio attraverso soluzioni di composti chimici.
Due volumi in un tomo, cart. muto azzurro originale, pag. (4) 236; 324 più 3 tavole incise in rame f.t.. Prima edizione, non comune. Ottimo esemplare con barbe
In 8, pp. (2) + 202. Br. muta ed. Bordi intonsi. Edizione originale di questo raro testo del Carena (Carmagnola 1778 - Torino 1859). Si occupo' di scienze naturali e fu segretario dell'Accademia delle scienze di Torino. Il suo nome, pero', e' particolarmente legato a diversi vocabolari da lui realizzati e in particolare a quello di arti e mestieri che indusse il Manzoni a indirizzargli, nel 1847, una famosa lettera sulla questione della lingua. Fu anche sucessore alla cattedra di fisica nell'universita' di Torino, di Vassalli Eandi. Saggio singolare che tende a confrontare le azioni e reazioni presenti nei fenomeni fisici con i comportamenti dell'uomo, nellandare, nello stare e nell'essere. Enc. biogr. universale, 4, p. 248.
In 8° (20,5x14 cm); 24, (36) pp. Brossura coeva, qualche lieve piega e segno del tempo. All’interno in buone condizioni di conservazione. Prima edizione rara, stampata a Parma da Bodoni nei suoi chiari ed eleganti caratteri. L’opera raccoglie le “Effemeride Astronomica” del celebre matematico veronese, Pietro Cossali (Verona, 29 giugno 1748 – Padova, 20 dicembre 1815) per l’anno 1792. Di nobili origini, suo padre era il conte Benassù e sua madre la contessa Laura Malmignati, l’autore iniziò gli studi presso il collegio gesuitico di Verona dove fin dai primi ann i dimostrò una grande predisposizione per le dottrine matematiche. Fattosi teatino, probabilmente per la maggior apertura di quest’ordine verso le moderne tesi scientifiche, perfeziona i suoi studi a Milano concentrandosi particolarmente nell’eloquenza, nella teologia, nella matematica e nella fisica. E’ qui che conosce in modo approfondito gli studi di Newton, Locke e Wolff. Nel 1770 il suo nome inizia a circolare negli ambienti accademici italiani tanto che gli viene offerta una lettura di diritto canonico all’Università di Padova, lettura che però lo stesso rifiuta, sembra, per concentrarsi completamente sugli studi scientifici. Nel 1778 torna a Verona dove fonda un’Accademia e si pone in luce come matematico e fisico. E’ in questo periodo che pubblica i primi scritti scientifici fra i quali un interessante studio dal titolo su “Su l'equilibrio esterno ed interno nelle macchine aerostatiche” nel quale l’autore dibatte sulle recenti esperienze di volo di Montgolfier che dimostra la grande attenzione di Cossali per le nuove scoperte scientifiche. Cossali fu anche uno dei primi in Italia a far alzare un pallone aerostatico in una manifestazione pubblica tenuta all’Arena di Verona. Proprio gli scritti di Cossali dedicati al volo, spinsero nel 1787, il Duca Ferdinando di Borbone ad offrire al matematico veronese la cattedra di fisica teorica prima e poi dal 1791 quelle di astronomia, idraulica e meteorologia dell’Università di Parma poi. L’autore si impegnò fin da subito a fornire una strumentazione scientifica adeguata all’ateneo parmense che nella seconda metà del XVIII° secolo aveva visto un grande progresso didattico e di fama. È in questo periodo che le sue "ricerche si concretarono in sette volumi di effemeridi astronomiche annue (Effemeride astronomica per l'anno..., Parma 1791 e seguenti) pubblicati fino al 1804 con saggi introduttivi su temi d'astronomia generale. Altri scritti di questa fase furono le Apparenze del solare eclissi del 3 apr. 1791, Parma 1791, il Discorso... astronomico su l'eclissi del 1800 (Parma s. d.) ed il Prenuncio... sull'eclissi dell'11febbr. 1804, Venezia 1804. Il C. ottenne anche dal governo un aiuto finanziario per osservazioni su pianeti che effettuò a Milano, nell'osservatorio di Brera, e per l'istallazione d'un osservatorio meteorologico nella casa parmense dei teatini, nel quale effettuò registrazioni sistematiche pluriennali che non riuscirà mai, malgrado l'intento, a pubblicare. […]A Parma il C. s'impose tra le personalità culturali più in vista, e fu vicino alla stessa famiglia ducale e in particolare al principe ereditario Ludovico, che in una lettera allo Spallanzani l'indicò come ispiratore di suoi esperimenti volti a smentire le tesi del naturalista sull'orientamento dei pipistrelli (un sonetto del C. al principe è a Guastalla, Bibl. Maldottiana, Fondo provenienze varie, ms. 39); inoltre il C. fu consulente governativo per questioni idrauliche., e arbitro in vertenze analoghe tra famiglie parmensi. "(da http://www.treccani.it). Con il cambiamento della situazione politica parmense, nel 1805, torna a Verona dove “si vide offrire la cattedra di introduzione al calcolo sublime nel locale liceo e la sovrintendenza a canali, ponti e strade, mentre il governo austriaco ricorse a lui per consulenze idrauliche; proseguì anche la ricerca e le pubblicazioni scientifiche” (da http://www.treccani.it). L’opera qui presentata riporta le effemeridi per l’anno 1792 con la posizione dei pianeti e delle stelle nei diversi mesi dell’anno, rendendo così possibile indirizzare gli strumenti astronomici ed individuare correttamente gli oggetti astrali presenti nel campo visivo dei telescopi. Le effemeridi erano anche ampiamente utilizzate nell’astrologia. Prima rara ed unica edizione. Rif. Bibl.: IT\ICCU\PARE\068657.