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br. Quattro notti e un mattino per raccontare una storia che si muove al buio e nella penombra della coscienza. Un giovane sognatore, abituato a nutrirsi di sentimenti e impressioni, incontra nella notte una ragazza piangente e sola che sarà per lui l'appiglio verso il concreto mondo diurno. La città di San Pietroburgo saprà cullare nel suo bianco silenzio questa storia a due voci, fatta di confidenze notturne, attese e speranze e il mattino, al risveglio, rimarrà quello strano sapore in bocca, quella domanda di realtà inevasa: nelle notti bianche, negli improbabili intrecci e nei sussurri furtivi di due ipotetici amanti, qual è il vero confine del sogno?
br. Collocato tra il mito e la storia, Esopo, il leggendario "padre della favola", ha tramandato all'umanità, dai primordi della letteratura greca in prosa, un arguto e amabile messaggio di vita, nel quale saggezza e sottile ironia si fondono felicemente in una narrazione sorridente e garbata, che dispensa consigli e ammaestramenti sotto forma di fantasiosi apologhi. Siano uomini o divinità, piante o animali, i personaggi di Esopo dialogano e si confrontano in una rappresentazione spontanea e sapidamente mimetica, che brilla per naturalezza e colpisce per l'originalità delle invenzioni.
brossura Due destini che si incrociano, sulle labbra il colore rosso della passione. Elsa è americana, ha ventidue anni e fa l'infermiera in un piccolo villaggio dell'Afghanistan. Ogni giorno i suoi occhi vedono povertà, dolore, orrore e devastazione. Ma Elsa è una donna coraggiosa e ostinata e continua a lavorare senza sosta. Si adatta ai costumi locali e indossa il burqa, senza però rinunciare alla sua grande passione: il rossetto. Nascosta sotto abiti pesanti, Elsa ogni mattina continua a colorare le sue labbra. Rosso ciliegia, malva, rosa, sfumature che l'aiutano a sorridere e ad andare avanti, anche quando la legge sanguinaria dei talebani arriva nel suo villaggio. Parween è una giovane e ribelle afgana, che come Elsa non si piega alla repressione del regime. I talebani le hanno ucciso il marito e lei vuole vendetta. Sarà proprio un rossetto, ritrovato per caso dopo la spaventosa esplosione di un autobus, a farle incontrare. È l'inizio di un'amicizia che cambierà per sempre la vita di entrambe.
ril. Aprile 1975. A soli quarantotto anni, Matilde Carbiana sta per diventare nonna. Il nipote ha deciso di nascere proprio il giorno del suo compleanno. Eppure, quello che dovrebbe essere un momento di grande gioia pare turbarla. E il turbamento arriva da lontano... Estate 1943. La cittadina di Venosa è occupata dai nazisti, che terrorizzano gli abitanti. Matilde, giovane e determinata, non ha intenzione di rimanere confinata nella provincia lucana: vuole convincere il padre, viceprefetto della cittadina, a lasciarla andare a Bari per completare gli studi. Fausto Carbiana accetta, ma a patto che la accompagni suo fratello Antonio. A Bari, nella pensione che li ospita, vivono altri studenti, tra cui Gregorio, un giovane medico. L'antipatia iniziale che Matilde nutre per lui si trasforma ben presto in un sentimento profondo. Ma la guerra e gli eventi avversi rischiano di separarli proprio quando hanno capito di non poter più fare a meno l'una dell'altro. Matilde si troverà suo malgrado di fronte a scelte più grandi di lei, che cambieranno per sempre la sua vita. E non soltanto la sua...
ril. Il romanzo è la cronaca di un giorno reale, un inno alla cultura e alla saggezza popolare, e il canto di un'umanità rinnovata. L'intera vicenda si svolge in meno di ventiquattro ore, tra i primi bagliori del mattino del giorno 16 giugno 1904 - data in cui Joyce incontra Nora Barnacle, la futura compagna di una vita, che nel tardo pomeriggio dello stesso giorno lo farà "diventare uomo" - fino alle prime ore della notte della giornata seguente. Il protagonista principale, l'ebreo irlandese Leopold Bloom, non è un eroe o un antieroe, ma semplicemente un uomo tollerante, di larghe vedute e grande umanità, sempre attento verso il più debole e il diverso, e capace di cortesia anche nei confronti di chi queste doti non userà con lui. Gli altri protagonisti sono il giovane intellettuale, brillante ma frustrato dalla vita e dalle forze politiche e religiose che lo costringono, Stephen Dedalus - già personaggio principale del libro precedente di Joyce, "Dedalus. Un ritratto dell'artista da giovane" - e Molly Bloom, la moglie dell'ebreo, vera e propria regina del romanzo. "Ulisse" è un romanzo della mente: i suoi monologhi interiori e il flusso di coscienza sono una vera e propria versione moderna dei soliloqui amletici. Si insinuano gradualmente nelle trame dell'opera, fino a dissolvere ogni limite tra narrazione realistico-naturalista e impressione grafica del pensiero vagante.
ril. Basato sulla storia vera del famigerato Blocco 31. Alex Ehren è uno dei prigionieri di Auschwitz-Birkenau. Ogni giorno che passa la lotta per sopravvivere all'orrore del campo di concentramento si fa sempre più dura. Eppure Alex ha deciso di contravvenire agli ordini dei suoi spietati aguzzini e, di nascosto, dà lezione ai bambini raccolti nel famigerato Blocco 31. È un piccolo gesto di coraggio, che ha però un incredibile valore sovversivo, perché è il solo modo per tentare di proteggerli dalla terribile realtà della persecuzione che sperimentano sulla propria pelle. Eppure, insegnare ai bambini non è l'unica attività proibita a cui Alex si dedica... Questo romanzo è ispirato alla vera storia di Otto B Kraus, che durante la prigionia nel campo di concentramento osò sfidare le inflessibili regole imposte dai nazisti e creò per i suoi piccoli allievi un'oasi di normalità.
ril. La vicenda del romanzo (Premio Villa San Giovanni 1962), caratterizzato dalla semplicità della struttura narrativa, allo stesso tempo chiara e precisa, è imperniata sulle vicissitudini di Stefano, giovane antifascista disoccupato, dalla complicata psicologia, intorno al quale brulica una comunità viva e vera: dalla madre a Clelia; dalle sorelle, mortificate nella loro condanna a restare zitelle, a Camillo, così umano nella sua rassegnazione alla pena e alla fatica del vivere. Anche le notazioni politiche, gli accenni al fascismo, che questa povera gente istintivamente ripugna, sono in generale sobri e raramente esorbitano dai limiti psicologici dei personaggi.
br. "Il lupo dei mari" (1904) è il quarto romanzo di London: ispirato, come tutte le sue opere, alla sua diretta esperienza, fu accolto dal pubblico con immediato entusiasmo. Il protagonista è il tipico personaggio londoniano, lettore di Darwin e Spencer, che si propone di "sopravvivere a qualsiasi prezzo alle imboscate della vita": perduto allegoricamente nel mare dell'ignoranza, dovrà fare il suo tirocinio per guadagnarsi la stima di sé e l'amore della donna, accedendo finalmente alla maturità. Sempre nutrite di esperienze personali, le imprese grandi e piccole narrate nei "Racconti della pattuglia guardiapesca" con giovanile spensieratezza sono invece caratterizzate da un tono narrativo allegro e disinvolto. Costante riferimento della vita e dell'opera di London, il mare è il grande protagonista di queste storie, simbolo irrinunciabile delle asperità dell'esistenza.
brossura Una distrazione e Arturo, giovane adolescente, si ritrova ingessato. Sdraiato sul letto vede scorrere, dalla finestra di casa, la vita intorno. Poi, comincia a notare strani movimenti che attirano la sua attenzione.
brossura "E tu, Bombe elefantessa, ci guardavi da dietro tondi occhiali senza lenti, bordati di bianco, con quella tristezza dolce da mamma vecchia che a noi bambini faceva star sereni, perché la tristezza era allora una musica ignota, e la vecchiaia una mappa di linee contorte, disegnate sui volti di chi c'era da sempre." Con una presentazione di Giovanna Borradori.
ill., br. "Il ritorno del giovane principe" è un libro per tutti e per tutte le età. È una storia semplice e poetica che ho scritto con lo scopo di trasmettere le esperienze e le conoscenze di cui ho fatto tesoro nella mia vita. Per me la vita è una splendida opportunità di accrescimento spirituale in cui bisogna saper preservare l'innocenza di quando si era bambini e al tempo stesso chiedersi cosa si può fare contro le grandi ingiustizie, la sofferenza, il male nel mondo... Questo piccolo libro, che ho scritto in un periodo buio, cerca di dare delle risposte. L'ho scritto per un ristretto gruppo di amici e di persone a me care, ma in seguito, grazie al loro entusiasmo, ho deciso di offrirlo a un pubblico più ampio. E la pronta risposta dei lettori mi ha confermato nella mia idea che fosse giusto condividere le esperienze che avevo vissuto e gli insegnamenti che ne avevo tratto. "Il ritorno del giovane principe" ha avuto il potere di trasformare la mia vita in un momento difficile e di traghettarmi verso un futuro più felice e mi auguro che possa allietare chiunque lo legga."
br. La vita del giovane Trotta, rampollo di una famiglia viennese divenuta nobile grazie al gesto eroico di un prozio che salvò la vita all'imperatore Francesco Giuseppe, trascorre senza alcuna preoccupazione se non quella di sperperare soldi e perdere tempo in compagnia di amici sfaccendati. Finché l'esperienza della guerra e della prigionia darà inizio a una lunga sequenza di disgrazie che, malgrado il matrimonio con la bella Elizabeth, segneranno indelebilmente gli anni della maturità di Trotta. Dilapidato il patrimonio di famiglia, la situazione precipita: la madre muore, la moglie parte in cerca di fortuna come attrice, abbandonando lui e il loro figlio. A questo punto, l'unica cosa che dà al protagonista la forza di andare avanti è la sua fede nell'Impero. Un romanzo dalla portata storica e simbolica eccezionale, caratteristica di tutta l'opera di Joseph Roth, non a caso definito il più grande "cantore" della caduta dell'Impero Asburgico. «Un amato fardello fedelmente custodito era per me mia madre. In tutta la mia vita non avevo mai sentito la predisposizione per una qualche professione, adesso finalmente ne avevo due: ero figlio ed ero padre.» Introduzione di Giorgio Manacorda.
br. Inizio del Duecento, una schiera di fanciulli si avvia alla volta della Terra Santa per liberare il sepolcro di Cristo. È una follia collettiva che guida gli innocenti verso la guerra e il sangue. I due protagonisti, Ugo e Agnes, vivranno vicende piene di imprevisti e incontreranno personaggi singolari che li aiuteranno a costruire il loro viatico dall'odio all'amore, dall'intolleranza alla fratellanza, portando allo scoperto l'assurdità di una religione che, come un arma potente, è usata per colpire e uccidere. Ne Il ballo della sposa, Santucci riflette con grande forza sul vero messaggio delle religioni e, in particolare, del cristianesimo, una parola di riappacificazione e rispetto che ancora stenta a essere compresa.
ril. Nella cittadina di Rosewood, Pennsylvania, tutto sembra perfetto: il sole dell'inverno spande i suoi raggi dorati e il lago luccica come un diamante. Ma spesso questa apparente perfezione nasconde dei segreti... proprio come le quattro ragazze più carine di Rosewood. Hanna, Aria, Spencer ed Emily hanno cominciato a dire bugie da quando sono diventate amiche di Alison DiLaurentis. Ali le ha costrette a fare cose terribili. Eppure, anche dopo che è stata assassinata durante l'ultimo anno di liceo, la loro cattiva condotta non è terminata. Hanna è impegnata a sedurre i ragazzi più belli e popolari della scuola, Aria non può fare a meno di indagare nel passato del suo fidanzato, Spencer arriva addirittura a derubare i suoi familiari e perfino la piccola Emily non riesce a stare lontana dai guai. Le quattro amiche, però, devono stare attente. Anche se l'assassino di Ali è stato catturato, i pericoli non sono finiti. C'è un nuovo killer in città, e stavolta Rosewood rischia di essere distrutta dalle fiamme...
ril. Rosewood, Pennsylvania. Spencer; Aria, Emily e Hanna nascondono ciascuna un piccolo segreto: Spencer ha soffiato il ragazzo alla sorella, ma adesso lui l'ha lasciata senza darle alcuna spiegazione. Aria ha scoperto che il padre ha un'amante e non trova il coraggio di confessarlo alla madre. Emily ama una sua compagna di scuola, ma fa di tutto per allontanarla e Hanna continua a dimagrire e rubare nei centri commerciali. Ma le quattro ragazze, tanto carine ma tanto bugiarde, hanno un segreto ben più inquietante, che riguarda il passato e che loro chiamano "l'affare Jenna". Qualcun altro oltre loro ne è a conoscenza, qualcuno che invia terribili messaggi dimostrando di sapere tutta la verità. Una verità legata a una ragazza, Alison, la leader del gruppo misteriosamente scomparsa...
ril. Rosewood, Pennsylvania. Spencer, Aria, Emily e Hanna sono favolose come sempre, ma stanno affrontando un momento complicato. La loro amicizia si sta indebolendo sempre più a causa del misterioso "A" e dei suoi messaggi che raccontano i loro segreti più intimi e più pericolosi. È come se Alison, la loro amica uccisa anni prima, fosse tornata dal regno delle ombre per punirle dei loro peccati e delle loro bugie. Ma una sera Hanna chiede alle sue amiche di incontrarsi perché sa chi si cela dietro la sigla "A". Proprio mentre le ragazze stanno per iniziare a parlare, Hanna viene investita da un SUV e quando si risveglia in ospedale ha perso la memoria. Accanto a lei, a supportarla, c'è una nuova amica, Mona, il brutto anatroccolo della Rosewood Day trasformatosi all'improvviso in un bellissimo cigno. In un clima di sospetto reciproco, inizia la caccia al colpevole, fra mezze verità, amori impossibili e abiti da sogno. Solo le quattro amiche di un tempo conoscono tutta la verità, ma una di loro sa qualcosa più delle altre. E qualcun altro forse sta per morire...
ril. Combattuta tra l'amore per il figlio, il vincolo matrimoniale e la passione per un altro uomo, Anna Karenina sarà travolta da un conflitto tanto drammatico da trascendere i confini del personaggio per divenire emblematico, che la accomunerà ad altre tormentate figure di donne, come Madame Bovary, per citare la più famosa. Ispirandosi con inconfondibile potenza creativa a un fatto di cronaca, Tolstoj trasfuse in Anna Karenina l'ansia e il desiderio di chiarezza etica che dominarono la sua vita. Costruito con un raffinato gioco d'incastri narrativi, e tuttavia con la consueta scorrevolezza stilistica dei capolavori tolstojani, il romanzo presenta una bruciante problematica morale, lasciando al lettore il giudizio definitivo. Introduzione di Eraldo Affinati.
brossura Scegliamo qui di pubblicare tre delle dodici novelle della raccolta "Per le vie", provando, con un pizzico di fantasia, a seguire Verga in alcune delle sue numerose passeggiate milanesi, accompagnandolo dall'uscita di casa su per "Il Bastione di Monforte", in una giornata di primavera, o, un po' infreddoliti dal clima invernale, mescolandoci alla folla "In Piazza della Scala" per giungere infine nei quartieri popolari che fanno da sfondo alle disavventure di Tonino, assiduo frequentatore dell'"Osteria dei 'Buoni amici'".
ril. L'autrice lo definì «libriccino» orchestrato «in uno stile burla». Nigel Nicholson «la più lunga e affascinante lettera d'amore» mai scritta, quella di Virginia Woolf all'eccentrica aristocratica Vita Sackville-West, alla quale la unì un complesso legame ventennale. È questo, in molteplici sensi, un libro di confine: tra la biografia romanzata, il poema e il saggio critico (che la Woolf mima con divertita disinvoltura secondo la tecnica proustiana del pastiche), ambientato tra l'epoca elisabettiana e quella contemporanea, che il libro attraversa con ironica incisività, giocato sull'intercambiabilità e l'interazione dei sessi del personaggio protagonista, incarnazione dell'androginia prediletta dalla Woolf, simbolo della libertà interiore e della completezza creativa propria dell'artista. «Orlando è un moderno mito, una metafora brillante e nostalgica del desiderio di fama e d'amore, delle illusioni, dell'immortalità e della caducità connaturate alla vita umana» (Maura Del Serra). «Orlando non guardò oltre. Scese a precipizio la collina, rientrò per un cancelletto. Divorò la scala a chiocciola. Raggiunse la sua camera. Gettò le calze da una parte della stanza, il farsetto dall'altra. Tuffò la testa nell'acqua. [...] Era pronto. Era rosso. Era eccitato. Ma era in grave ritardo.» Introduzione di Armanda Guiducci.
br. Procida racconta. Sei autori in cerca di personaggio, dall'8 al 12 giugno 2016 ha riunito nella piccola, splendida isola del golfo di Napoli sei voci distinte e originali della nostra narrativa: Errico Buonanno, Massimo Gramellini, Nicola Lagioia, Silvia Nucini, Francesco Pacifico, Simona Sparaco. Come l'anno precedente i sei autori, sotto la direzione artistica di Chiara Gamberale, hanno scelto un cittadino procidano e scritto un racconto sulla sua storia. Un'esperienza inedita nella quale i personaggi che hanno ispirato i racconti ne sono infine diventati i primi destinatari, ascoltando la propria storia letta in pubblico dagli stessi scrittori nella serata conclusiva del festival. I sei racconti sono ora riuniti in questa nuova raccolta, destinata ad arricchire il ritratto di Procida e della sua gente. Un incontro tra scrittura e territorio che raccoglie idealmente l'eredità di Elsa Morante, la quale per prima, con L'isola di Arturo, ha trasformato in letteratura vite, atmosfere e paesaggi di uno degli angoli più belli d'Italia.
br. Da cinque anni Procida è soggetto e sfondo di un'iniziativa letteraria che può vantare di essere unica nel suo genere. Sei scrittori sbarcano sull'isola, cercano un personaggio procidano reale e ne fanno il protagonista di un racconto. Procida racconta, festival organizzato dalla libreria Nutrimenti e diretto da Chiara Gamberale, si conclude nella splendida cornice di Santa Margherita, con la lettura dei racconti in pubblico da parte degli stessi autori. La quinta edizione, dal 5 al 9 giugno del 2019, ha visto protagonisti Roberto Alajmo, Alessia Gazzola, Evita Greco, Luigi Lo Cascio, Lorenzo Marone e Nadia Terranova. Capaci, al pari di chi negli anni scorsi li ha preceduti, di ripetere il miracolo di una scrittura che si incarna nel profondo di una piccola comunità, ne raccoglie le storie, e contribuisce così a farla conoscere meglio anche ai suoi stessi membri, oltre che ai tanti lettori giunti da ogni parte d'Italia (e del mondo) in occasione del festival.
br. Otto racconti brevi, intensi, che esprimono con grande forza e coraggio un desiderio di libertà e riscatto. Da "La pancia", sulla maternità illecita, ad "Angeli", dove il sarcasmo pungente di Salwa al-Neimi mette alla berlina la rispettabilità presunta del matrimonio. O, uno per tutti, "Pisolino", inno alla libertà di decidere di vivere la propria vita sessuale in maniera libera e senza inibizioni. Nel raccontare di un uomo e una donna che si incontrano a un convegno sul ruolo della donna nei paesi arabi, Salwa al-Neimi è abilissima, sottile e ironica nell'accostare la sensualità dell'approccio dei due alle voci dei massimi esperti che si affannano a dimostrare come la donna araba non possa avere un ruolo di responsabilità nella società perché non è in grado di gestirlo. Otto racconti dove Salwa al-Neimi critica e sbeffeggia le impalcature che circondano le strutture sociali e le oscurano con una facciata di falsità e buonismo. Otto storie pervase di una femminilità piacevolissima, di una bellezza primitiva e irriverente. Con una scrittura poetica velata da una sottile e malinconica ironia, Salwa al-Neimi racconta l'illecito: nell'amore, nel matrimonio, nella famiglia, nella vita delle donne arabe. Lo sguardo lucido e illuminato di una donna che vive senza inibizioni, né proibizioni, la sua sessualità, la sua femminilità, la sua vita, scegliendo e prendendo ciò che vuole per se stessa.
brossura
br. La marchesa di Listomère riceve da Rastignac, ancora giovane e inesperto, una lettera d'amore destinata a madame Nucingen, sua amante, che per distrazione ha indirizzato alla marchesa. Qualche giorno più tardi, Rastignac si presenta a casa sua per spiegare l'increscioso disguido e porgerle le sue scuse. Ma la marchesa all'inizio della conversazione crede che il giovane stia usando un abile stratagemma per mascherare una dichiarazione d'amore...
br. Le 39 piccole storie ambientate nella Toscana rossa mettono in evidenza le cose che ancora oggi dovrebbero costituire, insieme alle competenze, il sale della buona politica: l'impegno, la passione, l'allegria e, perché no, anche un po' di divertimento. Questo semplice abbecedario va preso quindi come un antidoto dell'antipolitica corrente, alimentata da troppa litigiosità, e come segno di gratitudine nei confronti di chi, nel tempo, si è impegnato seriamente nella vita politica e istituzionale. Un modo anche per affermare che non bisogna mai dimenticare le proprie radici per costruire un futuro migliore.