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br. "Carissimo padre, recentemente mi hai chiesto per quale motivo sostengo di avere paura di te. Come al solito, non ho saputo darti una risposta..." Con queste parole si apre la lettera che Franz Kafka scrisse a suo padre, Hermann Kafka, nel novembre del 1919. L'affidò alla madre Julie, nella speranza che queste pagine, così sentite, profonde e strazianti, potessero donare nuova vita a una relazione consumata da anni di incomprensioni, liti e pesanti silenzi: un rapporto contraddittorio, che condizionò pesantemente la formazione e l'opera letteraria del giovane Kafka, tra ammirazione e repulsione, paura e amore, rispetto e disprezzo. Ma a nulla valse quest'ultimo, disperato tentativo: la madre Julie, forse consapevole dell'inutilità del gesto del figlio, restituì la lettera, che non fu mai letta, al mittente. Fu pubblicata, postuma, nel 1952, non più documento personale ma parte dell'opera letteraria di uno dei più grandi scrittori della modernità.
br. "Il Gatto Maltese" è uno dei racconti più conosciuti scritti da Rudyard Kipling. Pubblicato per la prima volta nel 1895, è ambientato nell'India della fine del XIX secolo. La vicenda è incentrata su una partita di polo nell'India britannica, ed è narrata dal punto di vista di uno dei cavalli, di nome Gatto Maltese.
br. Si può liberare dal dolore chi si ama, prendendo su di sé il male di cui soffre? Davanti a un tè, due vecchie amiche scoprono che forse è possibile, se si va a bussare alla casa dei desideri.
br. "Se si vuol riscrivere, non bastano la forma o le strutture narrative, bisogna arrivare al cuore di un'opera". "L'Iliade è il classico dei classici: ci sono tutte le passioni umane, c'è un modo grandioso, commovente, anche sublime di raccontare, insieme a episodi truci e all'oscurità che grava sul cuore umano. Dalla letteratura, alla religione, alla psicanalisi lì c'è tutto, in potenza. Perché leggerla? Perché è bella." (G. Guidorizzi)
br. In un gelido mattino d'inverno un uomo lascia il sentiero dello Yukon per andare a incontrare in serata i suoi soci in una miniera. È accompagnato solo da un grosso husky, il cui istinto suggerisce all'animale che fa troppo freddo per viaggiare. Il tempo non dissuade però l'uomo, finché, mentre cammina seguendo il corso di un ruscello, il ghiaccio si rompe, e lui sprofonda nell'acqua fino alle ginocchia.
br. Nelle stupende isole delle Hawaii non fa mai né troppo freddo né troppo caldo. Eppure qualcosa di malvagio si annida in questo straordinario paesaggio. Qualcosa in grado di fiaccare anche l'uomo più grosso, forte e sicuro di sé che si sia mai visto aggirarsi in quelle terre. Lyte Gregory, lo sceriffo di Kona, è rimasto vittima del marchio della bestia, la lebbra, che lo ha costretto a lasciare le isole che amava più di se stesso.
br. Una volta terminato quello che lui definiva il suo «ranch delle meraviglie», con l'aiuto di Eliza Shepard, Jack London si sentiva finalmente pronto per un viaggio lungo tre mesi e millecinquecento miglia verso nord. Qualcuno con meno spirito d'avventura avrebbe preferito un comodo viaggio in treno, ma Jack optò per una sfida molto più eccitante: avrebbe attrezzato una carrozza e guidato una squadra di cavalli lungo la costa. "Quattro cavalli e un marinaio" è la storia di questo fantastico viaggio.
br. "Istanti, insomma. Alcuni valgono una intera esistenza, altri hanno la forza di farla rotolare giù. Tutta intera, come da una rupe. Altri ti danno la forza per condividere, sostenere, immaginare ancora di poterlo rendere migliore, il mondo. È un mistero la scrittura di Marilena Lucente: sapienza gravida che tiene insieme protezione e capacità di smottamento. È una scrittura delicata e potente la sua, col talento primario di "tenere insieme", allacciare, congiungere. Sì, tiene insieme: il mondo e il cuore, il confine e il suo superamento, il desiderio e la paura, milioni di sensazioni e una sola, la sola: tremore e desiderio di vita, di senso. Tiene insieme il ritmo ed il tempo: quello già stato e quello che sarà e può essere, in un presente particolare dove accompagna il lettore verso territori che, forse, senza un accompagnamento così delicato, non così facilmente attraverserebbe. Territori di sé". (Dall'introduzione di A. C. Scardicchio)
br. Raccolta poetica di quarantuno componimenti dalla quale emerge il valore e la profondità dell'animo umano, provato da momenti di struggente crisi interiore. Amore, introspezione, emozioni diverse e intime, colte negli anfratti nascosti dell'anima.
br. Quando Birichina provoca suo fratello, lui la colpisce e poi scappa, vergognandosi del proprio gesto. Lei corre a cercarlo nella foresta, ma presto si perde; e senza saperlo attraversa una pericolosa frontiera. Laggiù bisogna stare all'erta, perché c'è un gigante famelico che vuole divorarli. E Birichina scopre che il gigante ha una strana forza e una strana debolezza... il suo cuore.
ill., br. Nel racconto "Là c'era una coppia" si colgono molti dei temi da sempre cari a Makanin: dal conflitto con il passato, che è individuale ma in Makanin assurge a dimensioni escatologiche, al conflitto generazionale che spesso assume una connotazione culturale. Lo scrittore russo entra nel vivo delle grandi questioni irrisolte, ma lo fa con una maestria e una levità di tocco che persino l'amarezza che accompagna l'ineluttabilità del nostro destino umano ne risulta addolcita.
brossura Il protagonista/autore corre tranquillamente in un parco romano, ma viene chiamato al telefono da un altro scrittore, Renzo Paris, il quale gli comunica che è uscito sulla prima pagina della "Repubblica" una lettera inedita di P.P.P. Lettera da cui si capisce che loro due (Manacorda e Pasolini) erano amici. Inizia così un dialogo esasperante, ma anche comico, in cui Paris tenta di estorcere al vecchio amico ricordi e confessioni relative al suo rapporto con il grande poeta friulano. Alla fine - dopo un tormentato percorso di emancipazione dalla paterna figura del maestro - verrà fuori un inedito ritratto di Pasolini.
br. Un ascensore che non funziona, un attico da raggiungere con il peso dell'acqua minerale e di quattro bottiglie di vino. Queste saranno consumate durante la salita. Gli scalini scandiscono la vita e la profonda solitudine del protagonista, la cui mente è occupata dal ricordo del padre, della madre e di Ernesto, l'uomo che ama e che, nel timore di perdere, vorrebbe forse tradire. E infine dal pensiero della psicananalisi. Quando raggiunge il suo attico e la terrazza sovrastante, vuole lasciarsi andare. E guarda il cielo.
br. Paul Baron, chiamato da tutti il signor Paul, va con Madeleine, la sua amante, in barca sulla Senna. Allo stabilimento balneare di La Grenouillère incontrano i soliti escursionisti della domenica: donne di dubbia fama alla ricerca di un pollo, ubriaconi, tutti i distinti gaudenti Parigi. Quando giunge una canoa con quattro donne a bordo, gli uomini urlano entusiasti: «Ecco Lesbo!», e questo scatena una disputa tra i due amanti.
br. Nella Francia occupata, cinque ufficiali prussiani si fanno portare delle prostitute. Il più giovane di questi, soprannominato la signorina Fifì, per aver insultato la Francia, verrà accoltellato dalla sua compagna di gozzoviglie. Maupassant, in questo racconto esemplare del suo stile, torna sul tema della prostituta di buon cuore, donna coraggiosa che mette i propri ideali davanti alla sua stessa vita.
br. Rose e Jacques lavorano nella fattoria di Vallin, hanno una relazione ma subito lei rimane incinta. Jacques, dopo aver promesso di sposarla, scappa via. Rose dà alla luce un maschietto che affida ai vicini di sua madre. Comincia a lavorare duramente per dimenticare, ma Vallin la convince a sposarlo. Gli anni passano ma il padrone insiste per avere un figlio, ascoltano molti consigli e metodi per ottenerne uno, ma niente funziona. La tristezza di Vallin si trasforma una sera in rabbia, diventa violento e Rose gli confessa di avere già un figlio.
br. Tamango, un fortissimo guerriero senegalese, scambia abitualmente membri del suo popolo con alcol e armi. Il capitano Ledoux, un ex aiuto timoniere che ha anche combattuto nella battaglia di Trafalgar, dove gli è stata amputata la mano sinistra, sta compiendo il suo ultimo viaggio alla ricerca del prezioso "legno d'ebano". La trattativa inizia, ma spinto dalla rabbia e soprattutto dall'alcol, Tamango consegna anche la propria moglie, Ayché, al negriero. Il giorno dopo si rende conto del suo errore e pazzo di dolore si mette all'inseguimento della nave su cui la moglie è imbarcata.
ill. "L'autunno venturo, se vi muove il desiderio d'una gita per quelle bande, o festosi villeggianti della Brianza, non ispaventatevi d'un nome che ricorda, a quanto si dice, la storia d'una principessa del mondo antico morta lì presso di crepacuore, e ricordatevi di visitare il laghetto del Segrino. Se mai sulle sue rive incontraste due belle donnine, l'una rosea e bionda come un angiolino di Paolo Veronese, vestita modestamente da damina campagnuola, l'altra bianca e melanconica dagli occhi neri e soavi, acconciata alla contadinesca, salutate di cuore a nome mio la Camilla e la Celeste". Così Ippolito Nievo chiude "La pazza del Segrino", la breve novella campagnola ambientata lungo le rive della piccola e verde bacinella adagiata nelle prealpi lariane, dove "piramideggiano erti e nebbiosi i così detti Corni di Canzo". Celeste, la pazza, è una emanazione del Segrino: è una creatura che pare trovare in quel lago senza increspature una risposta al suo misterioso modo di guardare le cose. La "bell'acqua", richiamo irresistibile per Celeste, è la cifra di una bellezza imperfetta che è anche idealità morale.
ill. Una favola tenera e struggente? Così "Il monaco e la volpe" appare al suo aprirsi e nel suo svolgimento. E invece è una storia vera, ma di una tale densità e complessità da assumere le polivalenze di una storia esemplare e fin l'andamento di una parabola: nella quale, come ben sappiamo, i fatti assumono i valori del simbolo. E non a caso la prosa stessa par quasi avere il sapore di una preghiera. Ma anche si tratta di un puro raccontare, disponibile a farsi leggere ad ogni età, per quanto di semplice e di coinvolgente allo stesso tempo vi è nel suo distendersi. Semplice il tema, l'incontro di un monaco e di una volpe e il nascere di una sorprendente fraternità tra due mondi pur così lontani; suggestivo il paesaggio, tra boschi, sentieri e stagioni; immediata la disponibilità a farsi leggere; destinata a un lungo ricordo la storia che racconta della vita nella sua semplice assolutezza, nel suo nascere e svolgersi e finire. E nel suo segreto, quello del ricordo che la rende infinita nel suo durare nella memoria. Senza contare che le parole che narrano sono accompagnate da una serie di tavole a colori nelle quali è piena e perfetta la complicità tra il narratore e l'illustratrice [rc].
br. È il racconto di un ritorno e di un approdo in Sicilia che si configura come andirivieni continuo in diversi luoghi dell'isola e nella memoria del protagonista: Serafino. Un viaggio che contiene tanti viaggi, un'avventura dello sguardo, un'esplorazione lucida e fantastica che connette mondo interno e mondo esterno, paesaggi e parole, in un arcipelago di tempi scanditi da incontri e conversazioni. La "conversazione in Sicilia" con Vincenzo Consolo, ad esempio, nasce come un incontro tra viandanti in cui il grande scrittore diventa un compagno di viaggio. Con lui, oltre che con altri autori e con la madre siciliana, Serafino condivide le opposte polarità sentimentali del rimpianto e del nostos.
br. Un uomo sotto una pressa psicologica infernale. Un contabile mansueto vittima dei colleghi. Sulle sue spalle sua moglie, la suocera e la sorella della suocera, tutte cieche. Deve mantenere anche due figlie vedove e sette nipoti. Allora lavora di notte, fa il copista. Una sera, dopo avere sentito il fischio di un treno, sbotta. Gli parte la testa: è fuori controllo. Belluca reagisce. Così i suoi colleghi pensano sia pazzo e lo fanno rinchiudere in un'ospizio. Uno dei più famosi racconti di Pirandello "Il treno ha fischiato" è accompagnato in questo volume da altri quattro racconti: "Tra le due ombre", "La distruzione dell'uomo", "Ciàula scopre la luna" e "Un cavallo nella luna".
br. Durante un viaggio in Francia, il protagonista del racconto decide eli visitare la Maison de Santé, una casa di cura per malati mentali dove si utilizza il «metodo calmante». Il direttore, Monsieur Maillard, lo invita a pranzo con la promessa di fargli visitare la struttura. Ma si scopre subito che il metodo è stato abbandonato per gli inconvenienti che causava e sostituito da quello di due eminenti studiosi, il dottor Catrame e il professor Piuma, mentre il pranzo diventa sempre più strano...
br. Un uomo e una donna, una visita inattesa, un viaggio: brevi, fatidici incontri, temuti o cercati, che sommuovono vite senza passioni, che incriminano armature di orgoglio e vanità. Come nell'indimenticabile "Amore cieco", è da scabre situazioni narrative che nascono i racconti perfetti di Pritchett. Piccoli capolavori di una prosa limpida e tagliente, "La donna del Guatemala" e "Una gita al mare" sono orchestrazioni essenziali come ballate, in cui l'amara commedia dell'ordinario si trasforma in un'epifania fulminea e ineluttabile.
br. Natale è tempo di emozioni, che ogni persona vive in maniera diversa. Ne "L'eroe dell'officina" la scrittrice Cordelia racconta di come, proprio a Natale, i dissapori radicati tra famiglie si possano appianare: basta semplicemente che qualcuno abbia il coraggio di compiere il primo passo. Piergiorgio Pulixi ne "La lettera" tratteggia le confessioni di tante donne e uomini che stanno attraversando delle situazioni personali difficili. Grazie alle lettere, le loro vite si intrecciano indissolubilmente, modificandosi. Un racconto sul coraggio necessario per scegliere la felicità o ritrovarla, che saprà scaldare il cuore di lettrici e lettori. Una nostalgica poesia di Sebastiano Satta introduce i due testi.
ril. "Sacher-Masoch proprio in questi Racconti di Galizia, certo più che nella ultracelebrata e sopravvalutata Venere, dimostra di essere uno scrittore di grande spessore, come d'altra parte in vita non solo attestatogli dal successo riscosso tra i lettori ma altresì riconosciutogli da grandi scrittori coevi, Victor Hugo e Ibsen in primo luogo, ma anche Flaubert, Daudet e Zola. Nella sua prosa si avverte il costante richiamo alla "poesia dei sensi", quell'attitudine a far percepire le magiche e segrete atmosfere dell'oriente danubiano".