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br. A Bordeaux c'è una grande piazza aperta dove Ruth scende dal taxi con un trolley e guarda se Johannes verrà. A Bordeaux vive Abel, che dirige una galleria d'arte e porta fuori Ruth di notte. A Bordeaux Lily, la figlia di Abel, cammina sotto gli alberi, lungo il canale, dove incontra Ralf, un ragazzo che porta con sé la custodia di una chitarra. "A Bordeaux c'è una grande piazza aperta" è un romanzo d'amore, un romanzo sul desiderio di vicinanza e sessualità e sullo smarrimento che avviene quando l'altro non si lascia incontrare.
br. A ventidue anni Dan Cooley, figlio di immigrati irlandesi, era una promessa della boxe. All'inizio i pugni gli servivano per difendersi dai bulli del quartiere, poi si sono trasformati nel mezzo per uscire dalla povertà e dalla segregazione. Ma le sue speranze sono sfumate durante un match troppo violento: il solo incontro che doveva vincere per diventare un campione è stato anche l'ultimo, e le lesioni incurabili. Sono passati molti anni, amari, segnati da infiniti lutti. A Dan, che ora fa il carrozziere, sono rimasti soltanto Earl Daw, l'amico di sempre, e soprattutto Tim Pat, il nipotino, l'unica ragione per non arrendersi alla solitudine e alla disperazione. Quando anche il ragazzino si innamora del ring, e chiede al nonno di allenarlo, Dan intravede una nuova luce: sogna ori olimpici, e il riscatto. Anche Eloy Garza, ex pugile messicano, ha i suoi demoni da combattere, demoni che hanno la forma di una bottiglia. Ma la sua lotta più grande è quella per evitare che il nipote adolescente Chicky resti coinvolto nell'ambiente pugilistico di San Antonio, dove crimine, droga e corruzione sono di casa. Sa che Chicky ha bisogno di un vero maestro, e lo manda dal migliore: Dan Cooley. Quello che non gli rivela, però, è che lui, tanti anni prima, ha incontrato Cooley in un match... Unico romanzo di F.X. Toole, "A bordo ring" è una storia aspra e commovente, nella quale il ring diventa metafora della vita, il luogo della gloria e del dolore, del sogno e dell'illusione, ma specialmente del perdono e del riscatto. Prefazione di James Ellroy.
br. Un saggio umoristico in 32 lezioni, e altrettanti vini, sull'arte di discorrere con acuta leggerezza. Il Maestro di cazzeggio distilla con arguzia, ironia e un po' di affettuosa perfidia le sue regole; ci mette in guardia dalle trappole che possono trasformare un gaio consesso in una pestilenziale conferenza; illustra modi e tecniche per scegliere gli argomenti, cavalcare le metafore, aprire parentesi, eludere opinioni; elenca i luoghi e le ore più opportuni per sviluppare un cazzeggio amatoriale o fiammeggiante; prescrive i cibi che meglio accompagnano la sessione... in un turbine vertiginoso, policromatico e polifonico che stimola un immediato cimento.
brossura "Un piccolo paese di montagna che torna a vivere grazie ai personaggi che lo hanno resto grande. La Sciura Perfettini e le sue innumerevoli stramberie. Un autostoppista molto determinato. Un eccentrico cliente con gli alieni nel cervello. Una petulante bambina col nome di un dessert. Esilaranti aneddoti di vita vissuta. Dolci ricordi di amici che non ci sono più. Due pelosini simpatici e monelli. L'amore per Rino Gaetano. Riflessioni sulla mancata maternità, sul buddismo e sull'idiosincrasia al Natale". La blogger di Sapore di Libri torna a raccontarsi, e raccontarci, con spontaneità, alternando momenti umoristici ad altri più profondi e introspettivi. Così... a briglia sciolta.
ill., br. «L'autore racconta la sua lunga esistenza con un testo dallo stile diretto e brillante che ha tutta la dignità di un testo letterario. Si legge con piacere e interesse perché la sua vicenda umana è movimentata, avvincente e imprevedibile. Il nostro spazia, con sicurezza, dall'infanzia alla maturità, fino a giungere alla terza età e anche i momenti più complicati vengono espressi con disinvolta abilità». (Dalla Prefazione di Nino Lombardo)
br. Tom Drury ritorna a Grouse County per raccontare pochi giorni cruciali nella vita della famiglia Darling, in cui tutti cercano di ottenere qualcosa, ma senza sapere come farlo. Charles, ovvero Tiny, vuole un vecchio fucile legato a un ricordo d'infanzia; Joan, sua moglie, è in cerca delle aspirazioni perdute; Lyris, la figlia di Joan, vuole trovare un punto fermo da cui cominciare davvero a crescere; e il piccolo Micah, figlio di Charles e Joan, vuole sfuggire al buio della sua stanza a costo di perdersi nel buio delle strade cittadine, Dalla vastità dei panorami della Fine dei vandalismi, Drury si concentra adesso su un frammento di quel mondo, racchiuso in un unico weekend, in cui gli eventi si dilatano come nei sogni e i protagonisti rivelano tutta la loro umanità, nell'intensità dei desideri e negli sforzi, ora comici ora drammatici, per diventare persone migliori.
Broch?. 24 pages.
br. Michele è un ragazzo calabrese cresciuto nella dignitosa miseria, nelle fragili illusioni e nella volontà di riscatto dell'Italia del Dopoguerra. Alla ricerca di solide prospettive per il futuro, decide un giorno di lasciare il suo paese natale e di trasferirsi a Roma. Lo struggimento e l'iniziale disorientamento tipici degli emigranti vengono alleviati dall'incontro con un alto ufficiale in pensione, che gli offre un impiego e lo accoglie nella sua casa, dimostrandosi un ospite paterno e affettuoso. Con il suo sostegno e i suoi preziosi suggerimenti Michele raggiungerà un faticoso equilibrio tra studio e lavoro, e imparerà a orientarsi nella selva dei primi sentimenti d'amore. La quiete domestica e la stabilità quotidiana, tuttavia, saranno improvvisamente violate da un omicidio dai contorni misteriosi, che delineano un inquietante scenario da guerra fredda. E nulla nella vita di Michele rimarrà come prima...
br. Una guarnigione annoiata al centro di un paesaggio desolato, sentimenti forti e taciuti, violenze esplicite e accettate. A casa del diavolo di E. Zamjatin conduce il lettore attraverso un viaggio infernale - "terrificante", lo definisce il traduttore R. Fontanella -, tra le vicende di un piccolo gruppo di ufficiali di stanza "a casa del diavolo", tra sogni e aspirazioni di civili e il loro scontrarsi con un mondo fatto di volgarità, di superficialità e di morte. Scritto nel 1914 e presto dimenticato, il racconto fonde la crudeltà dei fatti con momenti di intensa poesia. Zamjatin ci riporta alle emozioni più profonde di uomini e di donne destinati a perdere l'originaria purezza e a corrompersi - o arrendersi - in una inarrestabile omologazione verso la bestialità. Il linguaggio è asciutto, ruvido e frammentato.
ill., ril. La storia delle culture politiche e del tempo libero nell'Italia del dopoguerra è ricca e articolata, anche se raramente si è tentato di indagarne forme e strutture. Antonio Fanelli colma questa lacuna grazie a una prolungata ricerca (svolta dal 2009 al 2014) sulla genesi, lo sviluppo e il radicamento delle case del popolo e dei circoli Arci sul territorio italiano. La chiave di lettura adoperata si propone di rilanciare gli studi sulla cultura popolare in Italia attraverso un'antropologia storica di un campo di attività culturali che scardinano le distinzioni classiche tra alto e basso e tra militante e popular. Al centro del libro si colloca uno scenario vasto di esperienze associative che vedono la compresenza e l'incontro tra sfere diverse di cittadinanza e tra pratiche culturali di vario tipo (dallo sport agli incontri culturali, dal microcredito alle cene e sagre locali, dalle primarie del centrosinistra alla musica dal vivo). Prendendo le mosse da un ampio numero di casi di studio, a partire dall'area fiorentina (la zona con la più alta densità associativa nel campo delle attività culturali), Fanelli restituisce l'istantanea di uno spaccato essenziale della società italiana degli ultimi sessant'anni. Presentazione di Francesca Chiavacci, postfazione di Fabio Dei.
brossura Il Lido di Latina ed il suo mare; il Quadraro frastornato dai nuovi palazzi che quasi quotidianamente gli spuntano tutt'intorno; una nuova zona di Roma che nasce dal nulla, nella quale riuscire a sentirsi finalmente "a casa": un lungo racconto che descrive questi luoghi con affetto e con un forte senso di appartenenza, attraverso gli occhi di una giovane donna la cui vita, ed i cui sentimenti, cambieranno insieme al mutare della realtà che la circonda.
br. Ci sono tante famiglie nei ventinove racconti che compongono l'antologia dei "Giovani Scrittori IULM" di quest'anno. E ognuna, di sangue o scelta che sia, è unica a modo suo: c'è chi rinuncia alla propria vita prigioniero di un passato che non vuole restare tale e chi invece decide di affrontarlo per chiudere un cerchio o aprirne uno nuovo; c'è chi si confronta con fratelli o genitori assenti, chi non vuole separarsene e chi ha un modo tutto particolare e cinematografico per dimostrare il proprio affetto; ci sono amori finiti difficili da metabolizzare e altri per cui si metterebbe a rischio tutto; ci sono amicizie che sembrano destinate a durare per sempre e incontri che durano un attimo ma lasciano un segno indelebile; c'è chi medita una vendetta sanguinosa e chi semplicemente decide di andare oltre. Ogni storia parte da uno dei più vecchi avvertimenti che si rivolge a un figlio: "a casa prima del buio". Perché con il buio tutto ci appare diverso: suoni, figure, sensazioni, emozioni. Ma chi ha detto che le vere avventure non comincino proprio da lì, disubbidendo a una raccomandazione?
br. Non è amabilmente consolatore, il mondo di Landolfo, né amichevole, né tantomeno compiacente. Estraneo, piuttosto, luminosamente torbido e degradato. E, come in questa raccolta di racconti del 1975 - l'ultima sua -, più che mai urtante, percorso com'è da un eros luttuoso e sogghignante, da orride agnizioni, da avvilenti confessioni, da personaggi oltraggiati dalla vita, feriti dall'«invalicabile stridore» che li separa dagli altri, torturati da un'animale e irrimediabile tristezza. Sicché ogni racconto cela una sorpresa che ha su di noi lo stesso effetto di «un'unghia che stride contro un vetro, o d'una carezza contropelo» (I. Calvino): ci fa rabbrividire, e subito vorremmo scacciarla. Invano: incapsulata in una lingua tanto inconsueta quanto secca, lucida ed esatta, ogni immagine torna a riaffacciarsi, come una piccola testa malevola. Il fatto è che per Landolfi, uccisa ogni speranza, dobbiamo accontentarci «di gioie ambigue, torte e per giunta fuggevoli». Non c'è altra via di scampo, se non, estremo rimedio, un «genosuicidio» capace di liberarci da una «abominosa storia».
1st edition. 8vo, 296 pages, illustrated. Hardback in very good condition, dust jacket in very good condition with a small tear on front of dust jacket. 38964. eng
1st edition. 8vo, 296 pages, illustrated. Hardback in tan cover in very good condition, dust jacket in good condition small tear on front of dust jacket. 38964. eng
br. Succede. Succede tra l'Adda e Milano. Succede che due autori, in quei giorni straordinari, chiusi in casa come tutti, cominciano a parlare. A tutti e due, quei giorni bruciano nelle mani. Sono domande, visioni, pensieri che fanno rumore. Fanno assembramento. Succede che le telefonate si moltiplicano, che si comincia a scrivere un libro insieme. Incrociando quello che si vive con le visioni poetiche. Dialogando. Succede un libro strano, da scrivere a distanza. A qualsiasi ora, scambiandosi email, messaggi, post sui social. Succede, che le parole ritornano necessarie. Perché quello che sta accadendo, accade a tutti. E ogni giorno sembra urlare che quel tempo è davvero straordinario e che nulla potrà tornare come prima. C'è necessità di lasciare traccia di quei giorni in confino e sconfinati. Di interrogarsi sul momento presente, sul futuro. Succede che la scrittura, nata nelle stanze chiuse, immediatamente sente di appartenere al mondo, allo spazio dell'aperto dove i pensieri e le persone si incontrano, si danno appuntamento.
br. Il romanzo dell'oscura, crudele Sicilia. Il dramma di un investigatore lucido che, quanto più indagava, tanto più «nell'equivoco, nell'ambiguità, moralmente e sensualmente si sentiva coinvolto».
brossura
br. I racconti, in stile minimalista, hanno come centro l'intimità dell'uomo e dello scrittore sullo sfondo della dimensione urbana. In essi sono affrontati temi quali l'amore e la tristezza, l'esistenza e la morte, il dolore e la demarcazione dell'identità. La narrazione segue la forma del racconto breve, fatta eccezione per la storia più lunga, "Nikolaj e il lago d'inchiostro", definita dall'autore stesso una metafinzione storiografica. Attraverso un processo di aderenza tra narrazione e finzione siamo proiettati in un'introspezione che vuole ristabilire il rapporto tra testo e lettore, sia che ciò avvenga tra le pareti di una stanza di hotel, tra le vie nebbiose della città, nei ricordi o nel legame tra arte e inconscio. A ciascuno il suo lago.
brossura
brossura
brossura Romanzo autobiografico di forti emozioni e passioni, il testo ripercorre le prime tappe della vita sentimentale di una giovane: dal primo amore a cui sceglie di regalare la sua verginità al ragazzo ritenuto l'uomo della sua vita, da cui sarà costretta a separarsi a causa della sua forza autodistruttiva. Le questioni familiari, il rapporto con la sorella e soprattutto l'esperienza della droga influiranno sulle scelte della ragazza, specie sulla decisione di lasciare la scuola e, in seguito, di cercare un proprio riscatto personale e professionale mettendosi alla prova. Partirà dunque per Ibiza, da sola, alla ricerca di un lavoretto estivo che le consenta di allontanarsi da casa, dal suo ex e dagli amici che l'avevano profondamente delusa; sarà proprio in quei mesi che ritroverà in se stessa la forza di riprendere in mano la propria vita dandone ampia dimostrazione anche alla famiglia e a tutti gli amici e conoscenti. Non si tratta di un racconto a lieto fine, con l'incontro di un "amore" con la "a" maiuscola, ma di certo non può che affascinare il percorso su se stessa fatto dalla giovane ormai donna.
br. Questo libro è la storia di una vita, la storia di Nino. Come in una bella canzone di De Gregori - "Nino non aver paura di tirare un calcio di rigore" in questo libro di rigori non se ne tirano, ma di paura se ne parla. La paura di sapere, la paura di scegliere, la paura di amare, la paura di diventare grandi, la paura di morire, la paura di credere in qualcosa più grande di noi o semplicemente la paura di essere dalla parte giusta. Gli anni di piombo sono stati anni cruenti, estremi per certi versi. Stragi, lotte armate, attentati, morti. Tanti morti. Troppi e inutili. Questo libro racconta di questo. Di un padre del sud immigrato a Milano negli anni '50 in cerca di fortuna, di una dolce madre anch'essa immigrata e di un figlio, Antonino Laganà che crescendo inconsapevolmente viene accompagnato dal suo destino in una delle pagine più violente e controverse della storia politica e non-politica italiana. Non so se davvero questo Nino sia vissuto veramente in quegli anni, ma dopo aver letto questo libro penso di non volerlo sapere. Perché in fin dei conti è pur sempre una storia, e una bella storia, anche se inventata, credo valga la pena raccontarla sempre.