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ill., br. Gambassi è un piccolo paese in Toscana, di cui pochi hanno sentito parlare. Eppure a Gambassi è nato il cane Blasco, e a Gambassi ha trovato rifugio e salvezza la famiglia materna dell'autrice, in fuga dalle persecuzioni nazifasciste. Quando Marina Morpurgo mette per caso a fuoco questa strana coincidenza, comincia un bizzarro viaggio nella memoria che la porta a vedere con altri occhi la malattia che nel frattempo si è impossessata del suo cane e la fuga verso la Toscana dei suoi nonni e di sua madre. Qualcuno ha aiutato la sua famiglia a sopravvivere e qualcuno l'ha aiutata a salvare Blasco, qualcuno si è mostrato solidale e qualcuno no, qualcuno le ha insegnato la speranza e allo stesso tempo l'elaborazione della perdita. La lotta che combatte per salvare Blasco viene seguita con partecipazione inattesa da amici e sconosciuti, e a anni di distanza Morpurgo rivisita amici e sconosciuti intervenuti per salvare quella piccola famiglia di ebrei. Potrebbe sembrare sacrilego questo continuo accostamento tra salvezza di un animale e salvezza di esseri umani, ma solo per coloro che non comprendono come l'amore - per un cane o per i nonni - possa scavare dentro l'animo dei solchi profondissimi che è giusto riconoscere e apprezzare. Il libro viene pubblicato nel 2016 e in questi anni all'autrice si sono presentate altre significative coincidenze, di cui ha voluto dar conto in questa nuova edizione. Romanzo memoir, "È solo un cane (dicono). La storia continua" parla della speranza, della salvezza, delle brave persone, della perdita, della capacità di lottare.
brossura
brossura Ho capito che la vita ti offre due possibilità, decidere di viverla o aspettare che finisca. Oggi è un altro giorno, uno di quelli che non ha né vincitori e né vinti e ringrazio Dio per avermi dato una seconda possibilità. La vita avanza veloce come un soffio, passano i giorni, i mesi e gli anni e quasi non ce ne accorgiamo. A volte sappiamo utilizzarla sapientemente, altre la sprechiamo dimenticando quanto sia importante. Perché la vita è la protagonista di questo racconto in cui assume il volto di Roberta, una donna a cui viene diagnosticato una malattia importante, da cui però può ancora guarire. È soggettivo è una gemma preziosa, una storia delicata che ci ricorda l'importanza della fede, dell'amore e della solidarietà, che mette in discussione tanti presupposti errati e ne crea di nuovi. È un racconto intimo, pieno di forza e vibrazioni, che proprio nel momento in cui tutto sembra perduto riesce paradossalmente a riempire di nuova luce la nostra vita.
ril. Quattro uomini disperati decidono di lasciare la capitale argentina per tentare una rapina in una banca di provincia. Il colpo sembra essere andato a segno, ma qualcosa va storto e la banda deve ritirarsi precipitosamente. Gli abitanti della cittadina danno vita a una collettiva reazione di difesa e di atti selvaggi. I quattro non riescono a fuggire e cercano scampo nei vicoli e nelle case, ma è come se si fossero nascosti sotto la pietra che occulta i rancori, le miserie e le turpitudini della gente. I rapinatori così si trasformano da carnefici in vittime crudelmente perseguitate, braccati come animali dal cerchio dei cacciatori che si chiude intorno a loro.
br. Per saldare un debito morale con l'ex compagna Rebecca, David viaggia in Africa sulle tracce di George, il loro figlio adottivo originario dell'Uganda. Questi, ormai adulto, ha deciso di tornare nella sua terra di origine: cosa lo ha riportato là? E quali segreti nasconde la sua storia?
br. Nuri è un ragazzo nato a Baghdad e immigrato in Israele agli inizi degli anni '50. I genitori, costretti a vivere in condizioni di estremo disagio in un campo profughi, acconsentono a mandare il figlio in kibbutz. Provenendo da una società mediorientale, conservatrice e tradizionalista, Nuri dovrà affrontare una lotta interiore tra il suo vecchio mondo e l'esperimento sociale più audace del XX secolo, volto a far nascere un ebreo nuovo, ribelle, laico e creatore di una cultura nuova. Il cibo, la musica, il rapporto con i genitori e con le ragazze, l'ideologia socialista - tutto è nuovo e diverso, e Nuri sa che deve farli propri se non vuole restare emarginato. Il lettore si affezionerà a questo ragazzo sensibile e coraggioso le cui vicende ci offrono un'opportunità unica per comprendere l'angoscia dello sradicamento dalla propria cultura sperimentata dagli immigrati.
br. E se il Natale non fosse come lo abbiamo sempre immaginato? Un album illustrato che, con umorismo, stravolge i precetti fondamentali della chiesa cattolica, portando al lettore una versione insolita del presepe che conosciamo: tre re Magi senza senso d'orientamento che lavorano come corriere espresso, il più grande raduno dei maghi proprio lì, di fronte alla grotta della natività, e un Gesù bambino che, appena nato, fa bungee-jumping dalla stella cometa.
brossura Sara è una donna matura, con una solida posizione sociale e una vita apparentemente tranquilla. Vive con Andrea, il marito, e il figlio Federico. Ma nel momento in cui si rende conto che Andrea è un traditore incallito, Sara decide di dare un calcio al benessere economico e alla sicurezza famigliare. Rinuncia a tutto, abbandona la famiglia e si trasferisce in un anonimo appartamento. Da quel momento tutto cambia. Un viaggio interiore che la porterà a incontrare personaggi di ogni genere, a vivere esperienze anche negative, a versare lacrime di rabbia e delusione... Fortunatamente la vita riserva anche momenti di respiro e Sara, a quel punto decide di godere quel che il destino le offre.
br. Quattordici racconti, quattordici flash che aprono squarci di luce, e di verità, sulla vita di chi si trova in bilico fra due mondi e due culture diversi, nella difficile ricerca di una propria identità: immigrati e figli di immigrati, neri o "neri a metà". Si susseguono così, come una serie di incontri inaspettati e sorprendenti, i protagonisti di storie, spesso narrate in prima persona, a volte con estrema durezza ma anche con molta ironia, in cui emerge la stessa condizione di incertezza, precarietà e spaesamento che rende ancora più profonda la solitudine globale di quella vita contemporanea in cui tutti siamo immersi. È il caso di Omar, sprofondato dal Senegal nell'hinterland milanese, dove abita in trenta metri quadri insieme ad altri nove "compagni di lavoro, di sonno, di masturbazione", con un'unica evasione, il sabato sera: andare a ballare in un centro sociale (Dancehall). In "Nero a metà" il figlio di una coppia mista separata non riesce a riconoscersi né nella madre "bianca", sfuggente e quasi alcolista, né nel padre "nero", che ha rinnegato le sue origini per diventare più italiano di un italiano. Chacko, che è fuggito da un matrimonio combinato in India, scappa poi dalla moglie italiana che l'ha sposato perché "non le interessava viaggiare per conoscere il Terzo Mondo, voleva che il Terzo Mondo venisse a lei" ("Matrimonio e Neve") mentre in "La casa" il sogno del ritorno alle origini, per finire la vita "fra manghi e papaye, nel giardino dell'infanzia", rimane un'illusione...
brossura È la storia di un'amicizia straordinaria e di un amore difficile. Rosa e Isabella vivono un periodo storico importante, dalla metà degli anni '50 fino all'inizio dei '70, e non è il tempo delle mele. Per Milano è un impegnato combattuto e burrascoso ventennio: dal boom alla lotta operaia, dalla grande contestazione studentesca alla bomba di piazza Fontana, dalla legge sul divorzio all'approdo sulla Luna. Anni difficili ma anche appassionati. Isabella ha una famiglia ricca, una madre gelida, un padre che fa con lei giochi che non dovrebbe fare. Rosa cresce in una famiglia operaia, con pochi soldi ma molto calore. Si incontrano bambine il primo ottobre 1956, il loro primo giorno di scuola elementare, e da quel momento camminano tenendosi per mano nel mondo che cambia. E sempre per mano arrivano a quell'età che gli adulti dicono bellissima, ma in realtà è un groviglio di passioni e paure, di voglia di futuro e nostalgia d'infanzia. Negli anni della loro adolescenza temi come la sessualità, l'aborto, l'eutanasia, la violenza contro le donne, escono dal buio dell'ipocrisia sociale ed entrano prepotentemente nella vita di Rosa e Isabella. Il finale lascia un retrogusto misto di malinconia, di gioia, di rabbia, di speranza. Il sapore della vita di altri, che poi è la vita di tutti.
brossura È la storia di un'amicizia straordinaria e di un amore difficile. Rosa e Isabella vivono un periodo storico importante, dalla metà degli anni '50 fino all'inizio dei '70, e non è il tempo delle mele. Per Milano è un impegnato combattuto e burrascoso ventennio: dal boom alla lotta operaia, dalla grande contestazione studentesca alla bomba di piazza Fontana, dalla legge sul divorzio all'approdo sulla Luna. Anni difficili ma anche appassionati. Isabella ha una famiglia ricca, una madre gelida, un padre che fa con lei giochi che non dovrebbe fare. Rosa cresce in una famiglia operaia, con pochi soldi ma molto calore. Si incontrano bambine il primo ottobre 1956, il loro primo giorno di scuola elementare, e da quel momento camminano tenendosi per mano nel mondo che cambia. E sempre per mano arrivano a quell'età che gli adulti dicono bellissima, ma in realtà è un groviglio di passioni e paure, di voglia di futuro e nostalgia d'infanzia. Negli anni della loro adolescenza temi come la sessualità, l'aborto, l'eutanasia, la violenza contro le donne, escono dal buio dell'ipocrisia sociale ed entrano prepotentemente nella vita di Rosa e Isabella. Il finale lascia un retrogusto misto di malinconia, di gioia, di rabbia, di speranza. Il sapore della vita di altri, che poi è la vita di tutti.
brossura Attraverso due storie possibili, rese con un filo d'ironia, si raccontano gli Stati Uniti d'America mediante le persone che li hanno generati e resi così veri e diversi da qualsiasi altro paese, in particolare l'Europa che pure ne è stata la grande mamma.
br. Sette vite trasformate da un singolo, minuscolo evento, travolte dalla valanga scatenata in una mattina di aprile a Londra dallo scippo dell'anziana Charlotte, che costringe la figlia Rose a rinunciare ad accompagnare a Manchester il suo datore di lavoro, Lord Henry Peters, celebre professore di storia, il quale decide allora di portare con sé la nipote Marion, costretta a inviare al proprio amante un messaggio, puntualmente intercettato dalla moglie, che in questo modo scopre la loro relazione... Una sequenza apparentemente inarrestabile. Perché se il battito d'ali di una farfalla può scatenare una tempesta, se le dimensioni del naso di Cleopatra avrebbero potuto mutare la storia di Roma - un'idea che affascina il professor Peters -, a maggior ragione le nostre minuscole esistenze personali sono in balia del caso: le scelte che crediamo di compiere sono modellate da circostanze esterne su cui non abbiamo alcun controllo e una persona che non abbiamo mai nemmeno incontrato può alterare per sempre il nostro destino. Penelope Lively mette le sue doti narrative al servizio di questa teoria, seguendo con il consueto sguardo caloroso ed empatico un cast di personaggi, cesellati con perizia e amore, dentro e fuori dalle loro vicende intrecciate e mostrandoci come, malgrado tante svolte arbitrarie e imprevedibili, l'avventura della vita valga davvero la pena di essere vissuta fino in fondo.
br. I dieci soldati della squadra Bravo hanno compiuto una coraggiosa azione di guerra in Iraq, immortalata per caso dalle telecamere di un tg; trasformati di colpo in eroi nazionali, vengono richiamati in patria per due settimane di Victory Tour (interviste in tv, visita alla Casa Bianca, comizi pubblici aperti dal sermone di un predicatore), che culminano nell'apparizione come ospiti d'onore alla tradizionale, popolarissima partita di football del Giorno del Ringraziamento. Durante questa fatidica giornata, fra le strette di mano ai petrolieri texani, le canne fumate di nascosto, il trauma ancora vivissimo della recente morte di un compagno, la sensualità delle cheerleader, le avances di Hollywood e una proposta di diserzione, il diciannovenne soldato scelto Billy Lynn cerca di non impazzire: la mattina dopo, la squadra deve tornare al fronte.
br. "È proprio vero che la vita è strana, indubbiamente nessuno sa cosa può riservargli il futuro. Quando pensi che vada tutto a meraviglia, capita qualcosa che te la stravolge completamente: è successo a me!" Inizia così il nuovo romanzo di Raffaele Galantucci con protagonista Luca Bonelli: giovane operaio che lavora per una piccola ditta di impianti elettrici a Milano, che per motivi suoi, seppure malvolentieri, deciderà di cambiare lavoro. Naturalmente si troverà a dover risolvere un altro problema, ma questa volta volontariamente.
brossura "L'Angelica Football Club di Su" perde l'ennesima finale di Champions. La Coppa con le Ali resta sulla scrivania di Belzebù, presidente della "Infernale Football Club di Giù". Dio, assai amareggiato, sfoga la sua frustrazione sulla sua badante Rita, la santa dai miracoli impossibili. Tra un caffè e l'altro Dio decide di richiamare in sede Tino Des, l'angelo del destino, per un consulto. Al cherubino chiede di "scendere" in Piemonte per indagare sulle abilità dei calciatori del Grande Torino, la più forte squadra di calcio del mondo. L'idea è di "convocarli" per la prossima finale, nella speranza di riportare sulla sua scrivania, dopo sette secoli, la Coppa con le ali.
br. Ai margini della Roma che tutti conosciamo, dove il Tevere crea un'ampia ansa prima di correre verso il mare, vivono uomini e donne che sembrano essersi incontrati solo grazie alle rispettive necessità. Fra baracche e chiatte, uniti dalla gestione di una trattoria improvvisata, mentre si alternano in piccoli lavori nei campi e nella guida dei turisti cittadini attratti dai loro lavori arcaici, essi hanno formato una comunità fuori dal tempo e dal mondo in cui oggi siamo abituati a vivere. Già da qualche tempo hanno accolto un uomo in fuga. Lo chiamano tutti «il dottore» perché sembra venuto a offrire le sue cure. Ma hanno anche intuito che quest'uomo, di quasi cinquant'anni, in realtà si è ritrovato fra loro per curare se stesso. Qual è il suo passato? Quale il dolore che lo ha strappato alla sua casa? Mentre il respiro del fiume scandisce il tempo della lettura, veniamo attratti nella storia della sua vita, di sua moglie Anna e di sua figlia Teresa, delle sue perdite, del suo coraggio, del suo terrore. Accompagnati da racconti di nutrie, di cani, di animali fiabeschi, dai ritmi della natura che si approfondiscono nel cuore della città, conosceremo tutto di questo indimenticabile personaggio, antico e moderno assieme, e apprenderemo di nuovo come solo il dolore possa spingere l'essere umano alla rinascita. Una rinascita che passa per le mani di donne, e attraversa una notte cui è giusto obbedire.
ill., br. Alla fine degli anni Venti, nella Parigi di Hemingway e di Django Reinhardt, l'anarchico Rigoberto Aguyar Montiel si innamora di Consuelo, la modella spagnola che posò per la Rimet, la prima coppa del mondo di calcio. Scomparsa misteriosamente la donna, Rigoberto veste i panni di cronista sportivo e cerca di rubare il trofeo rincorrendolo in ogni continente tra guerre, rivoluzioni e traversate atlantiche, «per togliere le utopie dalle teche e ridargli il significato che avevano perduto». Attraverso l'improbabile intervista rilasciata dal ladro l'ultimo giorno del 1999, Fabio Stassi racconta la geografia di tutte le speranze perdute nel Novecento, rievocando partite leggendarie, la voce di Yves Montand e le finte di Garrincha, la garota di Ipanema, il mercoledì delle ceneri in cui in Brasile si instaurò la dittatura e Vinicius de Moraes scrisse quella canzone che inizia così: «Acabou nosso carnaval». È finito il nostro carnevale è il viaggio a ritroso di un Orfeo nero. La storia di quando il futebol aveva le ali e di chi preferiva morire piuttosto che perdere la vita. Un romanzo che è il canto dolente per un'epoca ormai conclusa e insieme un richiamo romantico alla resistenza: come dice Rigoberto, «tutto svanisce, ma non i desideri che abbiamo avuto».
brossura Dopo i tragici fatti di Catania vengono inasprite le pene per reati da stadio e introdotto lo strumento del DASPO (Divieto di accedere alle manifestazioni sportive). È in questo clima repressivo che prende vita la storia racchiusa in queste pagine. Una storia che non va capita o compresa, ma semplicemente letta e conosciuta.
br. Se chiedessimo al professor Federico Gastaldi quando tutto è cominciato, risponderebbe d'istinto: «Quel pomeriggio d'ottobre. Proprio nel momento in cui mia moglie aveva più bisogno di me, io ero fuori casa, avevo altro per la testa, e non ho nemmeno sentito il telefonino che squillava a vuoto. Da allora, mi è andato tutto storto, e io ho commesso fin troppi sbagli...» Questo romanzo, invece, inizia qualche mese dopo, una mattina di maggio, quando a scuola - un liceo classico di una cittadina di provincia - viene trovato un biglietto anonimo che subito viene fotografato e condiviso sulle chat di WhatsApp. È una confessione, uno sfogo, forse una lettera d'addio. L'autore è di sicuro uno studente, ma chi? L'ultimo a sapere dell'accaduto è come al solito Federico, che tornato a casa si accorge di avere il telefono pieno di notifiche. Legge i messaggi allarmati dei colleghi, infila la mano nella tasca dei pantaloni e impreca... Ha perso quello stupido biglietto, scritto di getto all'alba, e proprio nei corridoi della scuola! Nel giro di un paio di giorni, il biglietto diventa virale su Facebook e la storia monta a tal punto da interessare persino giornali e televisione. Ma un risvolto positivo in questa faccenda c'è. Mentre è freneticamente impegnato a proteggere la sua vita privata dalla curiosità dei social, Federico è finalmente costretto ad affrontare tutto ciò che è accaduto da quel famoso pomeriggio di ottobre a quella mattina di maggio. E così anche noi lettori, rivelazione dopo rivelazione, impareremo a conoscere davvero Federico, un brav'uomo che si è scoperto fin troppo fragile, al punto da commettere un ultimo, imperdonabile errore. Vittoria, una moglie allo stesso tempo presente e assente. E Matilde, una studentessa diversa dalle altre: testarda, intelligente e... innamorata. E assieme a loro ci renderemo conto che non c'è più posto per alibi, bugie e scorciatoie. Perché tutti noi sbagliamo nella vita, l'importante è trovare il modo giusto di riscattarci.
brossura La favola di Eva e Jack non ha nulla di tradizionale, è piuttosto una spericolata avventura condita di ironia, sentimenti, travolgenti passioni, segreti, situazioni surreali, intrighi, altolocati ambienti internazionali, inseguimenti, terzi e quarti incomodi. Pagina dopo pagina il racconto si arricchirà di numerosi personaggi stravaganti come Tatiana, munifica prostituta di un albergo di lusso, Shinzo, uno sgangherato ma arguto investigatore giapponese, William "il Mastino", un'inflessibile guardia di sicurezza scozzese, Franz, un impenitente autista austriaco divorziato più volte, Bashir, un pervertito fuorilegge arabo, Mr. Jones, un solerte addetto alla sicurezza di un albergo viennese, un misterioso e controverso poliziotto israeliano, Joe, un pittore britannico più romano di un nativo, Nicolas, la spia che venne dal freddo... Eva vi porterà attraverso bellissime città d'arte e incantevoli scenari esotici. Come in una favola.
br. Certi incontri hanno una forza quasi magica, perché dilatano lo sguardo lasciando affiorare le nostre paure più profonde. A volte sono persone, altre idee, altre ancora solo voci. Ma tanto basta. Non saremo più gli stessi. È quello che ci racconta Anna Marchesini in questo suo ultimo romanzo. Due vite, due donne, due storie vicine e lontane: una creatura che sta per venire al mondo e un'orfana che del mondo conosce solo l'indifferenza. Un prima e un poi legati a doppio filo dalla stessa presenza: il passaggio dell'arrotino che deposita le sue orme sulla polvere, lo specchio di tutto quello che nella vita temiamo e amiamo. In bilico tra il sorriso e la lacrima, queste pagine sono un inno alla gioia e alla libertà, il dono più bello di una delle più grandi artiste italiane degli ultimi anni.
brossura Racconti, alcuni surreali, altri trucidi, alcuni reali e altri ancora completamente di fantasia, tenuti insieme dal filo dell'amore. Quel filo che a volte esalta e altre fa dire che "È al peggio che non c'è mai fine".
2015500089354Gallimard 2015 175 pages 14 4x2x20 4cm. 2015. Broché. 175 pages.