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196423433BBerlin, 1964. 8°qu. (16) S. Original Karton mit illustriertem Deckeltitel. Einband etwas lichtrandig, Titel mit kleinem Fleck außerhalb der Illustration, sonst gut erhalten.
8°qu. (16) S. Original Karton mit illustriertem Deckeltitel. Einband etwas lichtrandig, Titel mit kleinem Fleck außerhalb der Illustration, sonst gut erhalten. Geleitwort: E.Redslob, Lebensbericht des Künstlers, Ausstellungsverzeichnis mit 9 sw-Abbildungen.
196623392ABKassel., Kasseler Kunstverein e.V., 1966. 8°. 10 unpaginierte Blatt. Farbig gestalteter OKarton. Erste Auflage. Umschlag etwas angestaubt, sonst sehr gutes Exemplar.
196623391ABKassel., Kasseler Kunstverein e.V., 1966. 21 x 18 cm. 20 unpaginierte S. OKarton., 23391AB Erste Auflage. Sehr gutes Exemplar.
19858849o.O. (Münster), Galerie Schnake u.a., (1985). Ausstellungskatalog, verzeichnet 102 Arbeiten. Mit Texten von Dorothea Eimert, einigen Fotoabbildungen und sehr zahlreichen, oft ganzseitigen Farbabbildungen nach Arbeiten. 22/19 cm. 104 ungez. S. Farb. ill. OKarton.
19542594-NWien,Eurasia-Verlag 1954. 227 S. mit zahlreichen photographischen Abbildungen auf Tafeln. Ohln., Einband leicht berieben und minimal fleckig, Vortitelblatt gestempelt, sonst gut erhalten.
19671136331(Frankf.M.), Suhrkamp, (1967). 152 S., 1 Bl. (edition suhrkamp 209). OBr. (gebräunt, einige Unterstreichungen).
2002140444München: Oldenbourg 2002. 362 S. Kart. *neuwertig*.
19749836Cartonnage d'éditeur Bon Paris La Courtille 1974 1 volume in-4°
ORD-11715Publications de l'Université de Grenoble N°42. Mai 1913. Grenoble. Institut Electrotechnique. 1913. Fascicule in-8 (155 x 230mm) broché, couverture imprimée, 28 pages. Couverture lgt insolée sinon bon état.
br. Scritto nel 1927 nel carcere dell'Avana e poi pubblicato a partire dal 1933 in diverse versioni rivedute e corrette, "Ecue-Yamba-Ó" è il primo romanzo di Alejo Carpentier. Novela afrocubana, secondo la definizione che ne diede lo stesso autore, è la storia di Menegildo, nato in una misera capanna all'ombra di un enorme zuccherificio il cui respiro detta i ritmi dell'intero villaggio. In un romanzo di formazione che passa dalla dura realtà contadina al misticismo tribale, seguiamo le sue peripezie dalla nascita all'età adulta, dalle prime scoperte alla conquista dell'amore, in un turbinìo di emozioni che vanno dalla rabbia alla paura, dall'estrema devozione al desiderio di mostrarsi un vero uomo. Pietra miliare della letteratura ispanoamericana, caratterizzato da una scrittura avanguardista, ricca ed evocativa, che concilia tradizione e surrealismo, "Ecue-Yamba-Ó" è un testo fondamentale per comprendere la realtà cubana di inizio '900 e presenta il seme della futura produzione letteraria di Alejo Carpentier. Vi si ritrovano infatti temi a lui cari come la musica e le tradizioni afrocubane, ma soprattutto quell'amore per la parola, quella ricercatezza lessicale che lo rendono uno degli scrittori più influenti del suo genere.
br. Si dice che le dita delle mani siano tutte differenti, ma insieme sono la peculiarità della nostra gente garbata, invidia e rinomanza della nostra tradizione lombarda; e, nondimeno, un pregio che nella terra del 'latte e miele che scorrono a fiumi', compiono il miracolo della vita che si vive all'ombra di una montagna, nelle nostre città piene di lavoro e di cultura; in un'officina nera di fuliggine o in una stalla di cascina nascosta in mezzo ai campi colorati di Madonnini e divozione. Amore per un tempo che vive in armonia e pian piano matura il raccolto e riempie la campagna d'allegria, che corre a piedi nudi incontro alle stagioni della vita e alla speranza. E, nondimeno, il viatico che dai primi del Settecento parlava di unione e di sostanza in seno alla cultura di un'Europa ancora divisa da troppe differenze.
br. Questo libro parla di Francesco che non era felice e invece poi sì. Finito. Francesco è un normale trentenne di oggi. Ha un lavoro stressante, anche se remunerativo, che fa per comprarsi cose che gli plachino lo stress, dovuto peraltro a un lavoro stressante... Ha storie di sesso, con tipe una diversa dall'altra. Sente il bisogno di star solo ma ha paura di tagliarsi fuori dal branco, adora i genitori ma non è mai riuscito a comunicare col padre, si fa le canne ma vuole smettere di fumare, è ansioso di crescere ma rimpiange la nonna che lo portava alle giostre. Ma un giorno si accorge di esistere senza vivere davvero, e decide che così non va. Con una buona dose di coraggio e tanta autoironia affronta la depressione, l'ipocondria, il torpore esistenziale. Come? Chiedetelo a Francesco. E a Ilaria. Perché non vorremmo anticiparvelo, ma in questa storia c'è anche un lieto fine. Fabio Volo esplora con un linguaggio semplice il complesso mondo interiore di tutti e di ognuno.
br. Paul è un diciassettenne come tanti, gentile, sportivo e anche molto religioso. Come ama ricordare lui stesso ha "affidato il proprio cuore a Gesù" e la sua aspirazione è di comportarsi come i suoi tanti eroi biblici, da Abramo a Mose. Eppure dentro di sé scopre di avere sentimenti e desideri che la sua religione considera peccaminosi: è infatti attratto dai ragazzi. Da anni combatte con questo segreto che non riesce a confidare a nessuno, finché il primo giorno di scuola dell'ultimo anno di liceo non si presenta nell'aula un nuovo studente, Manuel. Anche lui è molto religioso e anche lui è gay, ma diversamente da Paul lo dichiara e non si odia per questo. Paul è immediatamente attratto da Manuel, e proprio per questo cerca di evitarlo e di allontanarlo da sé. Ma i suoi sentimenti e gli eventi lo costringeranno a ripensare se stesso e a cercare finalmente di accettarsi, riconoscendo che in fondo è solo una questione d'amore.
br. Stavano così bene insieme, cosa è successo alla loro vita? Cosa è successo ai due chiusi in una camera d'albergo con il cartello "non disturbare" sulla porta? Dove sono finite la passione, la complicità? Il romanzo è un'immersione nella vita quotidiana di una coppia, nell'evoluzione di un amore. Racconta la crisi che si scatena alla nascita di un figlio e, ancora di più, racconta di quando qualcosa rompe l'incantesimo tra due innamorati. E suggerisce, lascia intravedere una risposta, una via d'uscita. È come se i protagonisti dei suoi romanzi più amati, "Il giorno in più" o "Il tempo che vorrei", si ritrovassero ad affrontare quello che viene dopo l'innamoramento, la responsabilità e la complessità dello stare insieme per davvero. Volo sorprende per la capacità di fotografare e dare un nome ai sentimenti, perfino quelli meno nobili e non per questo meno comuni. Si tratta di un romanzo diretto, sincero, spudorato. Leggendolo capita di ridere e commuoversi, come quando qualcosa ci riguarda da vicino.
br. Milano, novembre 1995. Giacomo, studente all'ultimo anno delle superiori, si ritrova a vivere una crisi introspettiva legata alla mancanza di certezze e alla totale assenza di prospettive riguardo al futuro. Ancora condizionato dalla brusca chiusura della prima relazione importante della sua vita, affronta ogni giorno senza entusiasmo ma con cinismo e disillusione. L'unica persona che riesce a comprenderlo è il suo migliore amico, ma non è sufficiente per colmare il vuoto che sente nella sua esistenza. Tutto procede invariato finché un giorno, durante un concerto punk al Leoncavallo, conosce Chiara, una ventiduenne universitaria dotata di una forte personalità autodistruttiva. Mentre intorno a loro il mondo cambia grazie soprattutto alla tecnologia, i due giovani, così simili ma anche così diversi, iniziano una frequentazione e cercano di comunicare, quando intorno a loro nessuno sembra più interessato a farlo. Il racconto sincero e crudo di una Milano anni '90, tra luci e ombre, rimbomba tra le pagina, con una colonna sonora punk rock in sottofondo.
brossura Raymond "Ray" Bosco è un lunatico, arruffato e cinico romanziere italo-americano che, in una carriera trentennale, iniziata nel 1971, può vantare un paio di romanzi arrivati ai vertici delle classifiche di vendita. Freneticamente al lavoro sulla diciottesima fatica letteraria, al risveglio dopo l'ennesima nottata davanti alla macchina per scrivere, con l'imprevisto rientro a casa di Anna, scoprirà che il mondo come lo conosceva è cambiato per sempre, senza preavviso, e anche Ray sarà costretto a cambiare, più di quanto avrebbe potuto immaginare. "È tutta una follia Raymond Bosco" è il primo romanzo d'una saga tutt'ora in lavorazione sulla vita dello scrittore Raymond Bosco.
br. Arthur è un orfano accolto da una famiglia benestante. La madre adottiva viene colpita da un fulmine e muore, e lui viene educato in un collegio svizzero di giovani rampolli dove matura l'intenzione di farsi prete. Arthur racconta, ma sarà tutto vero? Narra che ha studiato teologia, ma ha preso solo gli ordini minori; la nuova matrigna gli ha rubato l'eredità paterna e, un po' per necessità un po' per antica passione, lui si è ritrovato a fare l'illusionista in un bar di infima categoria e il baro in un retrobottega. A quel punto ha capito qual è la sua reale vocazione, si è reso conto di essere un mago e ha cominciato a frequentare Jan van Rode, il più geniale incantatore in circolazione, che gli ha insegnato tutti i suoi trucchi, ed è diventato a sua volta uno dei più famosi e meglio pagati illusionisti del mondo. Improvvisamente, durante uno show, il suo mondo è crollato e Arthur ha deciso di ascendere al cielo. Ma è vero, o è solo un altro gioco di prestigio?
br. È il 1949. La guerra è finita. I nazisti sono stati sconfitti. Come molte altre città, Amburgo è ridotta a un cumulo di macerie e in parecchi si ritrovano senza un tetto sulla testa. Fra questi, Henny, che ha finalmente accettato di sposare Theo e continua a cercare la cara Ka?the, che risulta ancora dispersa nonostante l'amica sia sicura di avere incrociato il suo sguardo, la sera di San Silvestro, su quel tram... Nel frattempo, mentre Lina e la sua compagna Louise aprono una libreria in città, Ida si sente delusa dal modesto ménage coniugale con il cinese Tian, pur avendo mandato all'aria il suo precedente matrimonio per stare con lui, e ricorda con nostalgia la sua giovinezza di rampolla di una famiglia altolocata. Sono in molti ad aver perso qualcuno di caro, e sono in molti ad attendere il ritorno di qualcuno, giorno dopo giorno, alla finestra. Ma per i sopravvissuti tornare a casa non è facile, si ha paura di cosa si potrebbe trovare, o non trovare più.Gli anni passano, i figli delle protagoniste crescono e anche loro hanno delle storie da raccontare. Sullo sfondo, la ripresa dell'economia tedesca e le rivoluzioni sociali che hanno scandito gli anni Cinquanta e Sessanta: lo sbarco sulla Luna, la costruzione del Muro di Berlino, il riarmo e la paura del nucleare, l'arrivo della pillola anticoncezionale, l'irruzione della televisione nella vita quotidiana delle famiglie, l'inizio dei movimenti studenteschi e la musica dei Beatles. Dopo "Figlie di una nuova era", il secondo capitolo di questa trilogia che racconta la vita di quattro amiche nella Germania del Novecento.
ill., ril.
ill., br. La polivalente esclamazione "È tardi!" segna l'inizio e la fine della narrazione di sette tempi di attesa di altrettante eroine del teatro lirico. Seguendo l'intreccio di piani che il narratore costituisce (memoir intimo, reinterpretazione precisa e appassionata dei libretti d'opera, storia del teatro lirico) sulla scena compaiono Violetta Valery, coraggiosa Traviata in attesa della redenzione di Alfredo Germont; Madama Butterfly, "rinnegata e felice" nella devozione assoluta a un distratto ufficiale della marina americana; la Contessa mozartiana, che attende il ritorno alla fedeltà coniugale di un marito fedifrago; Carmen, gitana e sigaraia, alla conquista mortale della libertà di amare chi e quando le aggrada; Elektra, spettrale invenzione straussiana dell'attesa di vendetta matricida; Lucia di Lammermoor, eroina manipolata nel suo amore segreto, che trova posto solo grazie alla pazzia assassina; Norma, la sacerdotessa che viola ogni regola nell'attesa di essere scoperta e sacrificata a causa dell'amore per un nemico. In queste storie l'attesa si trasforma in una tensione spasmodica di tutta l'esistenza a ritrovare e affermare la propria natura. L'attesa è sempre d'amore, infine dell'amore e della cura di se stessi, anche a costo della morte, dal prologo del libro fino agli incontri dell'epilogo, ai suoi applausi finali, in cui le storie delle eroine liriche e le vicende private del narratore s'intrecciano intorno a un unico filo: ogni attesa è la paura e il desiderio, del narratore come di tutti noi, che sia troppo tardi.
brossura
br. Cesare Forti, cinquant'anni, ha ottenuto tutto il meglio dalla vita. Ha una famiglia felice, una posizione sociale invidiabile, tante persone attorno che in lui ritrovano l'uomo ideale. Ma questa favola positiva nasconde una realtà individuale assai diversa. Cesare non è l'uomo che appare, lui è altro dalla compiutezza, altro dalla forza. Saranno una donna e un ragazzino a rivelare la sua natura. Saranno una morte prima e un ricatto poi a porre il protagonista con le spalle al muro, faccia contro la verità. Cadono le maschere, e Cesare per la prima volta incontra il proprio volto. Quello vero, nudo, che non lascia via di fuga. Un uomo a metà, un padre interrotto.
br. Tredici "pezzi", suonati o cantati con la voce dell'emozione, tredici brani il cui tema conduttore è l'amore. L'amore che si fa, che sfa, che strugge e che distrugge. L'amore coniugale, quello che dura e quello che non dura, l'amore detto, cantato, raccontato. Di episodio in episodio viene modellandosi un mondo interiore compromesso dall'amore, dall'assenza dell'amore, dalla meraviglia dell'amore. E su ogni piccolo evento passano le note di una canzone.
br. È il 1957 quando Giana, studentessa diciannovenne di Scienze politiche all'Università Cattolica di Milano, incontra uno studioso di economia dall'andatura sghemba e dai dolci occhi giotteschi. Lui è Nino Andreatta, destinato a diventare l'amore della sua vita e una figura di grande importanza nella storia italiana recente. Nel racconto di Giana scorre la loro vita insieme, dal primo incontro al matrimonio alla famiglia, ripercorsa attraverso le memorie dei fatti minuti, quotidiani e privati, alternando il prima e il dopo e preferendo all'ordine cronologico quello tutto interiore dei sentimenti. Una narrazione densa, precisa, accesa da lampi di ironia e dettagli illuminanti. In parallelo si dipanano gli impegni accademici e pubblici di Nino Andreatta, poi gli incarichi governativi, fino alla frattura, a quella "crepa di senso che trasforma tutto il mondo in un abisso"': l'arresto cardiaco, anni di silenzio e d'attesa, la fine. "È stata tutta luce" è la storia di un grande amore, è una storia di persone ma anche un frammento di storia sociale: nelle vicende di una famiglia italiana dagli anni del dopoguerra a oggi e di una classe dirigente appassionata affiora un ritratto di borghesia impegnata che al clamore preferisce la discrezione.