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Fascicolo in folio di 8 pp. numerate, supplemento mensile illustrato del giornale IL SECOLO, esclusivamente dedicato agli abbonati del quotidiano, cui era dato gratuitamente. Ogni fascicolo era dedicato ad una città od a un territorio, con splendide illustrazioni silografiche della stessa e del circondario, una veduta panoramica e vedute dei principali monumenti e scorci suggestivi. Le illustrazioni erano poste nella prima pagina, nelle pagine centrali e nell'ultima facciata. Di grande fascino e molto ricercate per le illustrazioni, sono anche estremamente interessanti per le succinte ma pregnanti notizie sui luoghi. In perfetto stato.
Piega centrale editoriale
Raffigurazione di Napoleone, attorniato dai suoi ufficiali, durante la sanguinosa battaglia. In calce sotto il titolo, sei righe di descrizione
Veduta generale e panoramica della battaglia di Marengo
Raffigurazione della battaglia di Marengo che vide lo scontro tra le truppe napoleoniche e le truppe della seconda coalizione, combattuta il 14 giugno 1800. Sotto al titolo vengono riportate le ultime parole del generale Desaix che perì nello scontro
Interessante raffigurazione coeva della vittoriosa giornata di Marengo che offre una suggestiva visione del campo di battaglia: al di sopra delle truppe schierate e degli scontri tra i drappelli della cavalleria, si levano le impressionanti nuvole di fumo che si sprigionano dalle bocche dei cannoni, gigantesche e del tutto sproporzionate all’eseguità dei pezzi di artiglieria che le provocano. Nall'angolo in basso a destra si vede Napoleone a cavallo volgersi ai suoi generali con la spada sguainata, mentre sullo sfondo si delinea il profilo dell’abitato di Marengo. Napoleon aigle ou ogre, p. 43 n. 37.
In Firenze, presso Niccolò Pagni, [primi dell'Ottocento], incisione all'acquaforte, mm. 360x458 (l'impronta della lastra) + ampi margini bianchi. Bella veduta generale della battaglia. Al margine bianco inferiore una lieve gora. In sobria cornice lignea con vetro di protezione.
Edinburgh & London, 1880 circa. Incisione su acciaio, confini in colore d'epoca, cm 18 x 24 circa (il foglio). Piano della battaglia. Ottima conservazione.
L’incisione presenta il Generale Bonaparte, accompagnato dal Generale Berthier, a figura intera, in posizione sopraelevata rispetto al campo di battaglia a Marengo, au moment de la victoire. La stampa, dedicata a Louis Guillaume Otto, Ministro Plenipotenziario della Repubblica Francese presso sua Maestà Britannica, venne pubblicata a Londra il primo settembre del 1802. Il dipinto, magistralmente tradotto a stampa da Cardon, venne esposto da Boze, il quale si presentava come l’unico autore della composizione, prima ad Amsterdam e successivamente a Londra. Quando venne esposto a Londra, nell’estate del 1801, l’ambasciatore di Francia in Inghilterra, riferirà a Tayllerand “non c’è uomo agiato che non desideri vedere Parigi, e soprattutto il Primo Console, e il ritratto dipinto da Boze ha suscitato una grande attenzione”. (Fondazione Napoleon)Contemporaneamente all’esposizione del dipinto, l’incisore Cardon, aprì una sottoscrizione per la realizzazione dell’incisione ed il dipinto venne successivamente esposto anche a Bath e Bristol, con l’intenzione di raccogliere nuove adesioni. In merito alla paternità del dipinto è interessante ricordare la querelle che si accese tra Boze ed il Lefèvre; infatti, nel Moniteur Universel del 31 luglio 1801, il pittore Robert Lefèvre affermava che il lavoro non fosse opera di Boze, in difesa del quale intervenne la moglie sostenendo che il marito si occupò della realizzazione della composizione e del disegno delle figure. La disputa tra i due artisti non venne mai del tutto risolta e sembra che prima della Rivoluzione i due collaborassero nella realizzazione di ritratti a piena figura, in piedi, e possiamo affermare che i volti di Bonaparte e Berthier furono opera di Boze. L’incisione presenta un buono stato di conservazione generale ed è inserita in bella cornice dorata del XIX secolo
Ritratto di Bonaparte primo Console, a mezzo busto rivolto verso destra. Il ritratto di Bonaparte ad opera del Bouillon viene magistralmente tradotto su matrice in rame con l’utilizzo del bulino da Pierre Audouin graveur ordinaire de Roi. La composizione è completata dalla raffigurazione del campo di Marengo dove si svolse l’epica battaglia (14 giugno 1800), in cui le truppe francesi, comandate dal primo Console in persona, sconfissero le truppe austriache guidate dal generale Michael von Melas. L’incisione del bassorilievo fu eseguita all’acquaforte da Jean Duplessi-Bertaux. Primo stato di questo famoso ritratto di cui si conoscono varie tirature; primo stato riconoscibile dall’indicazione editoriale che si legge in calce: A PARIS, chez l’Auteur, rue Grange aux-Belles N.° 1 Division de Bondy – Et chez Martin, M.d d’Estampes, rue des Fossés Montmartre / Imprimé par Ramboz”.“Cette première édition s’enleva rapidement. Un mois plus tard, il fallut procéder à un nouveau tirage”. (Roux 1929: IV, p. 215) L’incisione presenta un restauro professionale ad uno strappetto nella parte incisa che non compromette il buono stato di conservazione generale.BibliografiaDayot 1896: p. 77; Roux 1929; IV, p. 215
In 4° grande (32x21 cm); (4) pp. Legatura in cartoncino moderno. Due piccoli forellini alla prima carta, ininfluente. Antica nota manoscritta ottocentesca con la data della salita al soglio pontificio di Papa Pio V. Grande stemma di Papa Pio V. Rara bolla papale, probabilmente stampata da Antonio Blado, emesse, pochi giorni dopo la salita al soglio pontificio (7 gennaio 1566) dal noto inquisitore e teologo domenicano, Papa Pio V, al secolo Antonio (in religione Michele) Ghislieri (Bosco Marengo in provincia d'Alessandria, 17 gennaio 1504 – Roma, 1º maggio 1572) che fu il 225º vescovo di Roma. Pio V fu tra i massimi riformatori della Chiesa Cattolica secondo i dettami del Concilio di Trento. Insieme a san Carlo Borromeo e sant'Ignazio di Loyola è considerato tra i principali artefici e promotori della Controriforma. Si adoperò nella difesa del Cattolicesimo dall'eresia attraverso un ampliamento dei diritti giurisdizionali della Chiesa. A lui si deve la scomunica di Elisabetta I d'Inghilterra, nel tentativo di favorire l'ascesa al trono inglese della cattolica Maria Stuart. Riordinò i poteri dei cardinali inquisitori nella bolla Cum felicis recordationis, essendo sempre attento al lavoro degli stessi. A lui si deve anche l'istituzione, nel 1571, della Sacra Congregazione dell'Indice dei Libri Proibiti. La Bolla è diretta al nuovo tesoriere generale della chiesa chiamato dallo stesso Papa Pio V a ricoprire l'importante carica, Bartolomeo Bussetti nato a Bibbiena nel 1520. "Il nome del B. venne assumendo nel corso degli anni un'importanza sempre crescente che culminò, il 17 genn. 1566, nella nomina da parte di Pio V a tesoriere generale della Chiesa. Appena eletto al soglio pontificio, Pio V chiamò il B. a sostituire Donato Matteo Minali sulla cui onestà si nutrivano alcuni dubbi; in effetti il B., esperite le indagini, riscontrò l'esistenza nei libri contabili di gravi irregolarità a danno della Camera apostolica per cui il Minali venne condannato. Il B., che mantenne la carica di tesoriere generale durante tutto il pontificato di Pio V, seppe adeguare le sue direttive economiche alla politica che nel campo dell'amministrazione dello Stato pontificio Pio V voleva perseguire. Il pontefice infatti voleva improntare la sua politica economica a grande parsimonia per quanto riguardava il fasto della corte papale, onde poter apportare alleviamenti fiscali alla popolazione. Infatti fra i primi atti del pontefice, suggeriti dal B., figurano l'abolizione, in Roma, dell'imposta sul vino, la revisione generale di altre tasse, l'abolizione dell'imposta sul macinato nel Patrimonio di San Pietro, dietro una prestazione pecuniaria da pagarsi una sola volta. Inoltre emanò severe prescrizioni contro quegli ufficiali dell'amministrazione che si fossero lasciati corrompere da regalie." dal sito Treccani.it. Proprio in quest'ottica di risparmio e gestione del patrimonio ecclesiastico si inserisce questa bolla pontificia. Rara.
Firma della convenzione dopo la battaglia di Marengo
ill., br. I restauri di Santa Croce in Bosco Marengo (Alessandria) hanno evidenziato come tutta la struttura pittorica e architettonica della chiesa sia riconducibile all'intelligenza di Giorgio Vasari, che l'ha anche corredata di una serie ineguagliabile di opere artistiche. Nel corso del tempo furono molte le maestranze incaricate di concepire l'imponente chiesa di Bosco Marengo, un unicum per magnificenza e per il ruolo che riveste nella Storia dell'Arte del Basso Piemonte. Nel volume si fornisce una lettura delle diverse stratificazione e si chiarisce quali siano stati gli interventi occorsi nella chiesa nel progredire del tempo. Il volume è dotato di una significativa sezione dedicata alle biografie delle maestranze che si sono alternate nei lavori di costruzione e restauro di Santa Croce.
In 8°, broch. ill. , pp 56 e num. ill. f.t. raff. le opere d'arte della chiesa e del convento. Ediz. orig., a tiratura limitata, con ded.
Ritratto alla maniera nera del generale Desaix ad opera di Levachez. Sotto al ritratto raffigurazione dell'episodio della morte del Gènèral de Division alla battaglia di Marengo. In basso sono riportati alcuni cenni biografici
In 8, pp. 40. Br. ed. Estr. da: Riv. di storia arte e arch. di Alessandria.
Stampa antica originale raffigurante il ritratto del Generale Desaix morto il 14 maggio del 1800 durante la battaglia diMarengo, in allegato pagina descrittiva. Inserita nell'opera "Serie di vite e ritratti de Famosi Personaggi degli ultimi Tempi" edita da Bettalli e Fanfani a Milano dal 1815 al 1818
In 8, pp. 18. Br. ed. Estr. da: Riv. di storia, arte e arch. di Alessandria.
'Beni culturali in provincia di Alessandria : 1-2'. 8vo (cm 24 x 17 ca); brossura illustrata a colori, p. (2) 40 (4); 49 illustrazioni in b/n nel testo, 1 carta geografica a colori della provincia di Alessandria in fine. Un tassello adesivo del prezzo in quarta di copertina. Buona copia.
Bross. edit in folio, copert. su carta pesante, dorso conservato e rinforzato con tela, pp. (4)-79-(1), 59 figure e 17 tavole f.t. Ottimo.
Book is in excellent condition with reversed binding: text spine is where the page ends would usually be. A few very small indications of use; bumped upper corner, otherwise Fine. Binding is solid and square, covers have sharp corners, exterior shows no blemishes, text/interior is clean and free of marking of any kind. Heavily illustrated with a great many full page, full color illustations, prints, photos of the exhibition the book is derived from, lots of blasphemous material, mocking of authorities, especially the Shaw of Iran, re-creation of persian miniatures, photos from the Iranian revolution. Contributors to the exhibition include: Yasmin Sinai, Reza Mafi, Siah Armajani, Ali Akbar Sadeghi, Shoja Azari, Arviz Tanavoli, Abbas, Shirin Neshat, Hussien Qular Aqasi, Antonin Sevruguin, Herbert rose Barraud, Luigi Pesce, Fataneh Dadkhan, Shazedeh Ehtejab, Nicky Nodjoumi, Kaveh Golestan, Kimon Evan Marengo, etc.
Mm 245x305 Volume in copertina rigida, sovraccoperta policroma, 280 pagine, illustrazioni in nero e a colori nel testo. Come nuovo, mai letto. Spedizioni entro 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 245x303 Volume rilegato di pp. 276, sovraccoperta editoriale illustrata a colori, con 250 illustrazioni in bianco e nero, in ottimo stato. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
In 16o, pp. 62, br. ottimo (9218/ MARENGO - PUERICULTURA - MILANO)
In-8 (cm. 20.10), brossura illustrata, pp. (2), 37, (1), con illustrazioni in bianco e nero nel testo. In ottimo stato (nice copy).