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MAI SFOGLIATO; LIEVI MACCHIETTE/FIORITURE ALLA COPERTINA, LIEVI SEGNI DEL TEMPO. Il volume comprende i discorsi pronunciati dal Segretario generale del P.C.I. Enrico Berlinguer e dal Segretario generale del P.C. spagnolo Santiago Carrillo in occasione della manifestazione antifranchista svoltasi a Livorno nel luglio scorso. L’analisi sviluppata dai due uomini politici risente dell’occasione per cui è stata composta; una manifestazione pubblica, di massa, non è l’occasione migliore per un approfondimento teorico o per una analisi che puntualizzi le posizioni politiche dell’oratore. Ciò tuttavia non basta a spiegare perché nessuno dei due oratori abbia affrontato a fondo il problema delle «cause internazionali» della dittatura spagnola. Informazioni bibliografiche Titolo: Una Spagna libera in un'Europa democratica [il testo dei discorsi pronunciati alla grande manifestazione di Livorno dell'11 luglio 1975 e la dichiarazione comune del PCI e del PCS sulla politica dei comunisti nell'Europa occidentale] Collana: Volume 119 di Il Punto Autori: Enrico Berlinguer, Santiago Carrillo Prefazione di: Sergio Segre Editore: Roma: Editori riuniti, 1975 Lunghezza: 65 pagine; 19 cm Soggetti: COMUNISMO, MARXISMO-LENINISMO, PCI, Partito comunista, Franco, Franchismo, Spagna, Dittatura, Democrazia, Libertà, Discorsi, Internazionalismo, Luciano Bussotti, Resistenza, Liberazione, Lotta politica, Fascismo, Anti-fascismo, Politica, Sinistra, Internazionale, Dibattiti, Anni settanta, Novecento, Storia contemporanea, Penisola Iberica, Eurocomunismo, Europa, Libri rari, Vintage Il problema è tanto importante che è stato scelto come titolo del volume: «una Spagna libera in un’Europa democratica», ma nessuno degli oratori ha spiegato con chiarezza cosa significhi questa affermazione. Berlinguer si è limitato ad una frase generica e in ultima analisi ambigua: «la riconquista della democrazia in Spagna, lo sviluppo democratico in Italia, possono assicurare all'Europa occidentale… nuovo slancio nella soluzione dei problemi con i quali è chiamata a confrontarsi, in una prospettiva di libertà di democrazia, di progresso e di pace». Altrettanto vale per il discorso di Carrillo. Il fatto è che le posizioni tenute da Berlinguer e Carrillo a Livorno rappresentano una conferma della situazione delicata in cui si trovano oggi il partito comunista italiano e spagnolo. In entrambi i casi stiamo assistendo ad una profonda trasformazione, cioè al tentativo di questi due partiti di ottenere una più ampia autonomia d’azione nei confronti del partito comunista sovietico e di assumere la fisionomia di partiti popolari e democratici in grado di svolgere un ruolo di primo piano e di assumere responsabilità di governo nell'ambito di sistemi politici a democrazia rappresentativa. Questa evoluzione è stata agevolata e incentivata dalla natura dei problemi che si pongono alla classe politica dei due paesi. Per la Spagna, il passaggio dal franchismo alla democrazia è un’operazione di carattere costituzionale che richiede l’impegno unitario di tutte le forze democratiche. Per l’Italia, la crisi in cui versano il paese e le istituzioni repubblicane risulta tanto grave che solo una fase politica con natura costituente potrebbe offrire una soluzione ad essa. In entrambi i paesi i partiti comunisti hanno dovuto porsi il problema di compartecipare alla gestione del potere, nella coscienza che solo il concorso di tutte le forze politiche può permettere la mobilitazione delle energie necessarie a superare i problemi sul tappeto. Elemento cruciale perché questo coraggioso tentativo riesca è la scelta europea, non a caso compiuta dal partito comunista italiano e spagnolo e rifiutata dallo stalinista Cunhal e da Marchais. La nascita di un polo europeo autonomo spezzerebbe l’equilibrio bipolare che ancora oggi regge i rapporti internazionali e che, riflettendosi sugli equilibri interni dei sistemi politici nazionali, rappresenta l’ostacolo principale alla partecipazione al governo dei partiti comunisti nell'area occidentale. Se questa è la scelta che è stata compiuta dal P.C.I. e dal P.C. spagnolo, va posto tuttavia in luce che essa non ha la possibilità di esprimersi compiutamente fino a quando l’Europa sarà solo un’opzione e non una realtà politica. È evidente che, fino a quando l’Europa non sarà una realtà politica, i partiti comunisti europei continueranno ad essere tenuti a rispettare la leadership di Mosca, anche se potranno fruire di un certo grado di autonomia. Fino a quando l’equilibrio internazionale sarà bipolare, i partiti europei potranno scegliere soltanto fra la subordinazione agli Stati Uniti o all'Unione Sovietica; in questo quadro, non si vede come potrebbe (e perché dovrebbe) un partito comunista optare per la leadership statunitense. In questa fase storica si comprende pertanto come i dirigenti comunisti parlino sempre più spesso di «Europa democratica» e possano giungere ad accettare il principio dell’elezione europea, ma debbano mantenersi prudenti quando precisano le implicazioni della propria opzione europea, per non suscitare reazioni nette da parte dei dirigenti sovietici ancora autorevoli agli occhi della base del partito e comunque alleati oggi indispensabili. Il fatto essenziale che questo volume conferma è la disponibilità dei partiti comunisti italiano e spagnolo ad impegnarsi, nei limiti ad essi possibili, nella lotta per la democrazia europea. Spetta a tutte le forze democratiche far sì che questi fermenti nel P.C.I. e nel P.C. spagnolo non muoiano, soffocati dalla reazione stalinista. Lo strumento è l’elezione europea, che cancellerebbe dal quadro politico europeo ogni disegno stalinista ed eversivo.
In-8 (cm. 22), brossura originale, pp. 356. In buono stato di conservazione (good copy).
Torino, 1981, 8vo stralcio con copertina posticcia muta, pp. 417/460. - !! ATTENZIONE !!: Con il termine estratto (o stralcio) intendiamo riferirci ad un fascicolo contenente un articolo, completo in se, sia che esso sia stato stampato a parte utilizzando la stessa composizione sia che provenga direttamente da una rivista. Le pagine sono indicate come "da/a", ad esempio: 229/231 significa che il testo è composto da tre pagine. Quando la rivista di provenienza non viene indicata é perché ci è sconosciuta. - !! ATTENTION !!: : NOT A BOOK : “extract” or “excerpt” means simply a few pages, original nonetheless, printed in a magazine. Pages are indicated as in "from” “to", for example: 229/231 means the text comprises three pages (229, 230 and 231). If the magazine that contained the pages is not mentioned, it is because it is unknown to us.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. BUONE/OTTIME CONDIZIONI GENERALI, BRUNITURA E SEGNI DEL TEMPO. Descrizione bibliografica Titolo: Una settimana come un'altra Titolo originale: Une semaine comme une autre (Nedelja kak nedelja) Autore: Natalija Baranskaja Traduzione dal francese di: Gianni Carullo Editore: Roma: Editori riuniti, 1977 Lunghezza: 112 pagine; 21 cm ISBN: 883593382X, 8835911621, 9788835933823 Collana: Volume 8 di La questione femminile Soggetti: Letteratura russa, Narrativa contemporanea, Donne e politica, Russia, Realismo, Vita quotidiana, Unione Sovietica, URSS, Romanzi, Romanzo sociale, Memorie, Comunismo, Libri vintage, Fuori catalogo, Russische Literaturgeschichte, Nathalie Baranskaia, Just another week, A week like any other: novellas and stories, Russian Studies, Russian Texts, Novyi Mir, Disgelo sovietico, Tardovskij, Anni Sessanta, Novecento, Genere, Russian Literature, Contemporary Fiction, Women and Politics, Realism, Daily Life, Soviet Union, USSR, Novels, Social Romance, Memories, Communism, Vintage Books, Out of print, Soviet Thaw, Sixties, Twentieth Century, Genre
in 16°, bross. edit. ill., tracce d'uso e lievi abrasioni in cop.
(Codice SO/0646) In 16° (19 cm) 193 pp. Prima edizione. Brossura editoriale. Ottimo. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA
OTTIME CONDIZIONI
DESCRIZIONE: Euroclub Milano 1979 I^ Ed. Rizzoli 1976, br. ed. ca. t.t. con sovracc. ill. con alette, pp. 265 in 8°. Un protagonista della vita politica italiana del dopoguerra, un personaggio che fu sempre guardato con rispetto sia all'interno del suo partito (il PCI) sia dagli avversari, racconta i principi morali che lo condussero alla scelta della lotta antifascista e all'intransigente difesa della libertà contro qualsiasi totalitarismo le minacciasse. Scritto nel 1976 - ai tempi in cui il partito di Enrico BERLINGUER ricercava una propria via all'eurocomunismo e preparava lo "strappo" con Mosca - questo testo autobiografico rimane un punto riferimento per chi ritiene che la lotta politica sia un confronto di idee e non uno scontro fazioso. CONDIZIONI: Ottime. PESO / WEIGHT: 480 gr. without package
Mm 140x215 Brossura editoriale, 269 pagine. Copia come nuova, mai letta. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Questo lungo racconto di Giorgio Amendola è differente dai libri che ha pubblicato come scrittore politico, come protagonista della storia del nostro paese, come militante rivoluzionario del Partito Comunista Italiano. Il racconto si basa su una trama politica ma allo stesso tempo prende l'avvio e il respiro del romanzo.
br. Questa selezione di Lettere dal carcere di Antonio Gramsci intende essere un omaggio della collana "La Salamandra" al centenario della fondazione del Pcd'I (Partito Comunista d'Italia, poi no, Partito Comunista Italiano, 1921). Si è scelto di proporre al lettore un testo altamente significativo, legato in maniera forse non diretta alla storia politica del partito, ma certamente a quella umana, civile e culturale di uno dei suoi grandi protagonisti. Sono qui raccolte le lettere che Gramsci scrisse ai figli Delio e Giuliano (spesso nominati con i diminutivi-vezzeggiativi alla russa) e alcune missive indirizzate alla moglie Julia, alla cognata Tatiana, alla madre di Gramsci in cui si parla dei figli e della loro educazione. La scelta è stata condotta secondo un criterio di rappresentatività, che desse conto non solo del risvolto biografico ed esistenziale, ma anche della profondità delle intuizioni educative gramsciane, che traspaiono in queste lettere con la voce amorevole e dolente di un padre lontano dai propri figli. Ne emerge un Gramsci padre "presente", si direbbe oggi, pur nella distanza fisica, e un educatore attento, che vuole vivere ogni istante della crescita dei suoi ragazzi stimolandone l'intelligenza e la fantasia: ovvero, in altre parole, la libertà di pensiero.
Milano-Mursia, 1980 in 8° pp. 317 con 31 fotogr. b.n. f.t. Cop. ill.
Milano, Mursia, 1978, 8vo brossura con copertina illustrata a colori, pp. 271
271 p. con alcune tavole fuori testo, 20 cm. Brossura editoriale. Leggere fioriture all'occhietto e all'ultima pagina, leggere tracce di polvere in copertina
In 8°, br. edit. ill., pp. 269,(3); coll. "Interventi. Politica, economia, cultura. 4"; prima ed., copia molto buona. (m175) (spedizione standard SEMPRE tracciata con raccomandata-piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
317 pp.; 20,5 cm. Bross. edit. Buono
In 8° br. fig. col. pp. 272, piccolo timbro al frontespizio, ben tenuto
8° bross. pp. 318, con 31 ill. f.t. Nuova ediz. aumentata e aggiornata.
I “metodi” di Boris Ponomariov in Europa. Pref. di M. Matteotti. 1ª ediz. Milano Mursia 1978. In 8°; pp. 272 (bruniture marg.).
Mm 150x230 Collana "Di fronte e attraverso - Religioni" - Volume nella sua brossura originale, 238 pagine. Libro in condizioni di nuovo - brand new. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 235x295 Brossura editoriale, da pagina 387 a 584, numerose illustrazioni in bianco e nero. Titolo a penna al dorso, peraltro buona copia. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
(Codice SO/1766) In 8º 368 pp. Brossura editoriale. Ottimo, freschissimo volume. ~~~ SPEDIZIONE IN ITALIA SEMPRE TRACCIATA