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ril. I tempi sono maturi per cominciare a interrogarsi su quella che viene chiamata "democrazia elettronica", ossia la democrazia esercitata attraverso gli strumenti dell'information technology, con la consapevolezza che, benché la tecnologia non sia né buona né cattiva né neutrale (come dice lo storico della tecnologia Melvin Kranzberg), essa inevitabilmente condiziona il nostro modo di agire creando "affordances", possibilità di azione, che prima non esistevano. Non si tratta quindi solo di studiare ciò che di nuovo è possibile fare, ma anche il modo nuovo in cui è possibile fare cose vecchie, consapevoli che il modo è in grado di determinare il senso dell'azione (secondo la lezione di Marshall McLuan "il mezzo è il messaggio"). Non si tratta ovviamente di sposare concezioni essenzialistiche della tecnologia (se tali concezioni sono pure possibili), ma di indagare il modo in cui le tecnologie vengono usate dalla popolazione e normate dal legislatore e di come, conversamente, le tecnologie modifichino l'idea di popolo e di attività legislativa.
In 8°, br. edit., pp. 38.
br. Gli Stati Uniti d'America sono diventati, da feroce baluardo della War on Drugs, terreno di sperimentazione delle più avanzate politiche di legalizzazione e regolamentazione della cannabis. A colpi di vittorie referendarie i cittadini americani stanno spingendo la marijuana fuori dal mercato nero, fuori dal monopolio della criminalità con indubbi vantaggi collettivi sotto il profilo economico, occupazionale, sanitario, fiscale, di giustizia e di welfare. Se l'impetuosa legalizzazione made in USA procede principalmente attraverso iniziative di democrazia diretta, il Canada è il primo Paese del G7 ad avere regolamentato produzione, commercio e consumo di marijuana per via legislativa su iniziativa del Governo Federale. Marijuana rulez! 2018 version ci accompagna in un viaggio al centro del dibattito pubblico sulla cannabis, al centro della "Rivoluzione Verde" che sta affermandosi in tutto il Nord America.
brossura C'era una volta la Democrazia cristiana, il partito dei cattolici. C'erano i cattolici e i comunisti, due entità opposte, definite e apparentemente inconciliabili. E c'era la Politica. Oggi, di tutto questo, in questi termini, non c'è più nulla. Ci sono ancora i cattolici ma dispersi su più fronti e spesso in micro partiti, senza riuscire a farsi sentire con voce comune se non con l'intervento diretto della Chiesa. I comunisti di fatto non ci sono più, c'è una sinistra che è un'altra cosa e che - se guardiamo alle ultime elezioni del 4 marzo 2018 - rischia l'irrilevanza. Nuove forze, di rottura e antisistema, conquistano il campo e raccolgono il senso di disagio che serpeggia ormai da anni nei confronti dell'establishment. Un mondo nuovo. Con nuovi colori. Così la democrazia cambia pelle, passa da picchi di astensionismo a dilaganti voti di protesta. Alle urne, ma contro. Al voto senza comizi, senza manifesti, senza dibattiti e faccia a faccia in tv. Solo fiumi di post e tweet, per una politica virtuale di chi la spara più grossa, senza contraddittorio. La politica senza la politica. Settant'anni dopo le elezioni politiche che aprirono la cosiddetta Prima Repubblica può essere utile allora fare un passo indietro, al clima appassionato e ideologico che caratterizzò il 1948, l'anno in cui l'Italia si divise, si schierò in maniera netta da una parte o dall'altra. Democrazia Cristiana e Fronte Democratico in campo in quella che veniva considerata la madre di tutte le battaglie: perché in gioco c'erano la costruzione del nuovo corso istituzionale, i valori fondanti della società e le alleanze nello scacchiere internazionale. Cattolici contro comunisti. Comunisti contro cattolici. In un confronto che si giocava nelle piazze, con i comizi, e attraverso manifesti, radio e giornali. Una infuocata stagione elettorale che viene qui riletta attraverso le pagine di due fra le testate più vicine alla Chiesa: il quotidiano del Vaticano L'Osservatore Romano e la rivista quindicinale dei padri gesuiti La Civiltà Cattolica. Con la testimonianza inedita di Oscar Luigi Scalfaro.
br. Chi conquista la presidenza degli USA è sempre il migliore dei candidati? Questa domanda ha sempre angosciato studiosi, commentatori e semplici cittadini, e neppure i dibattiti o le primarie hanno contribuito a far chiarezza. La più grande democrazia del mondo sembra soffrire il diluvio di immagini, parole e dollari che si riversa sulla campagna elettorale. Ma la corsa per la Casa Bianca è pur sempre il più importante spettacolo prodotto dalla politica americana. Non a caso, accanto alle classiche analisi di Tocqueville & Co., è oggi il cinema una delle chiavi privilegiate per interpretare cosa succede sul palcoscenico delle elezioni americane. Percorrendo l'intera produzione cinematografica di Hollywood che abbia a tema la competizione elettorale, questo libro ci racconta in maniera brillante e puntuale come lo show business abbia descritto, spiegato e finanche influenzato il meccanismo che dovrebbe portare al potere "The Best Man".
cm. 17, brossura; pp. 14
br. Qual è la verità sugli ultimi giorni della Monarchia in Italia? Col distacco dello storico, Mola documenta innumerevoli brogli, sbagli, pasticci nella gestione del referendum istituzionale e nei drammatici giorni tra la partenza del Re e l'avvento effettivo della Repubblica (13-18 giugno). Il governo cercò affannosamente di "far tornare i conti" di una consultazione, che escluse dal voto tre milioni di cittadini: la vera "grande frode". Con l'incubo del punitivo Trattato di pace e per scagionarsi dei tanti errori antichi e recenti, i partiti repubblicani misero sul banco degli imputati Casa Savoia, che però era tutt'uno con la storia d'Italia... Infine, si può immaginare un nuovo referendum sulla forma dello Stato?
Mm 120x190 Collana "Opere di Indro Montanelli". Prima edizione. Volume in mezza pella con cofanetto originale, 278 pagine. Ottimo stato, come nuovo. Spedizione entro 24 ore dalla conferma dell'ordine.
In 16°, br. edit., pp. 32. Propaganda dell'Azione Cattolica per le elezioni per la Costituente.
br. Dal 1970 a oggi i referendum previsti dalla Costituzione sono stati utilizzati ripetute volte e con obiettivi molto diversi: talvolta per pronunciarsi su questioni di grande rilevanza per la vita sociale e democratica del Paese (il divorzio, l'aborto, le leggi elettorali, la giustizia, le riforme costituzionali), talvolta per battaglie episodiche (si pensi alla raccolta firme contro il green pass). Ma il ricorso al referendum è sempre intrecciato al contesto politico, alle scelte o alle non scelte del parlamento e dei partiti, la cui funzione di mediazione oggi si mostra in crisi, specie di fronte al consolidamento di forze antisistema e sovraniste. Qual è stato e come cambia il ruolo dei referendum nello svolgersi della democrazia italiana? Qual è la relazione che la politica italiana intrattiene con l'unico, vero, istituto di democrazia diretta che prevede la Costituzione? La chiave interpretativa della «Repubblica dei partiti» mantiene ancora una validità, o siamo (diventati) anche, parallelamente, una «Repubblica dei referendum»? Ora che la firma digitale ne espande le potenzialità politiche e apre il dibattito sulle possibili riforme, questo libro risponde all'urgenza di comprendere un fondamentale istituto del diritto costituzionale all'interno della storia politica italiana.
In 16°, br. edit., pp. 55. Compendio della legge utile per il recupero dei danni di guerra
Mm 135x215 Prefazione di Pier Paolo Pasolini. Volume cartonato di 344 pagine, sguardie figurate. Esemplare in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
Mm 120x200 Collana "I libri del Borghese". Volume nella sua brossura originale con alette, 275 pagine. Opera in buone condizioni, presenta una piccola etichetta di biblioteca dismessa alla prima carta e leggere fioriture. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
br. Questa è l'Italia impossibile che ha le radici nell'ur-fascismo come lo definì Umberto Eco. La tentazione proiettata sulle elezioni del 2023 è quella di un modo d'essere arrogante e autoritario, lontano anni luce dallo spirito critico, qualcosa che permane nel tempo, e assume forme nuove e abiti civili. Sono entrato come avatar nel metaverso, nello spazio tridimensionale per esplorare la politica italiana che si prepara al voto forse più drammatico del dopoguerra. Ho visto cose di un mondo-altro. Anzi dell'altro-mondo. Come in Matrix, l'unica reale possibilità di salvezza alle elezioni dell'anno prossimo è un errore di sistema, una variabile non prevista e non prevedibile dai creatori di questa follia politica.
OTTIME CONDIZIONI, LIEVI SEGNI DEL TEMPO. Informazioni bibliografiche Titolo: Mutamento sociale e comportamento elettorale: il caso del referendum sul divorzio Collana: Volume 30 di Sociologia Autori: Renato Mannheimer, Giuseppe A. Micheli, Francesca Zajczyk Editore: Milano: Franco Angeli, 1978 Lunghezza: 147 pagine; 22 cm ISBN: 8820457539, 9788820457532 Generi: Politica e Società, Istituzioni, Elezioni e referendum, Strutture e processi politici, Self Help, Famiglia Scuola e Università, Famiglia e Figli, Relazioni interpersonali, Separazione, Cultura, Anni settanta, Storia d'Italia, Contestazione, Movimenti, Elettorato, Donne, Femminismo, Chiesa, Scienze sociali, Social sciences, Analisi elettorali, Comportamento, Divorzio, Sociologia dei fenomeni politici, Statistiche, Sondaggi, Libri rari, vintage, Radicali, Marco Pannella, Emma Bonino Indice • Tipologie di voto No e processi sociali sottostanti • Sul criteri di interpretazione del voto del 12 maggio • Uso del dati aggregati e analisi ecologica del comportamento elettorale • Dalle ipotesi alla loro verifica: il problema degli Indicatori • Dalle ipotesi alla foro verifica: il ruolo del contesto • Motivazioni del voto e tipologia dei sistemi socioeconomici di appartenenza • Motivazioni del voto, modello di sviluppo e localismi • Appendice I: Un'analisi del comportamento elettorale nelle venti zone del decentramento milanese • Appendice II: Il sondaggio: possibile strumento di analisi del mutamento. Parole e frasi comuni 12 maggio Alberto Asor Rosa alcuni analisi antidivorzisti aree Arturo Parisi atteggiamento capoluoghi caratteristiche caso categorie classi di età complesso componenti comportamento elettorale concreto considerazione consultazione consumistica contesto correlazione correlazione spuria dati aggregati definito elettorato Democrazia cristiana differenti diffusione dimensione distribuzione diverse domande ecologica economico effetti elettorato elezioni esempio fattori fenomeno flussi formulate Giorgio Galli grandi città gruppi occupazionali gruppi sociali impiegatizia indicatori individuare industriale influenza intervistati ipotesi ipotizza Italia legge istituente livello logica maggiore Marradi marxismo mass media misura modello modernizzazione motivazioni Nord occasione referendum operai osservazioni particolare percentuale di favorevoli piccole città politica popolazione possibile precedenti processi culturali province pubblica amministrazione quartieri reddito pro-capite relativa relazione ricerca risultati elettorali scelte elettorali Sivini socioeconomiche sociologia sostanzialmente sottostanti specifica spostamento successive sviluppo tipologia trend ideologico urbanizzazione valori verifica
In 8°, brossura editoriale illustrata, pp. 233, (3), collana "L'identità italiana 25", nota di possesso al frontesp., per il resto ottimo esemplare. (spedizione standard SEMPRE tracciata con raccomandata-piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
brossura Le campagne elettorali degli ultimi anni sono accompagnate da un ampio dibattito sulle fake news e sulle logiche del potere al tempo di internet e dei social network: è la rivoluzione del fake, sempre più protagonista nell'arena politica dei nostri giorni. Il marketing elettorale e le manipolazioni dell'informazione non sono fenomeni recenti, ma solo con la rete si è arrivati ad annullare le distanze sul piano dello spazio e delle gerarchie. Il caso di Alex Anderson, finto candidato alla presidenza degli USA nel 2016, è il simbolo di questa nuova stagione politica: il congressman frutto della fantasia di un autore italiano ottiene seguito e consenso perché costruito in maniera credibile. Non è vero, ma verosimile, e questo basta in una società in cui le notizie si susseguono così velocemente da non poter essere verificate con attenzione. L'analisi della campagna elettorale di Anderson è ripercorsa con continui riferimenti storici e presenta un interrogativo di fondo: non è stata altro che una democratica illusione? La tesi di laurea dell'autore, presentata in veste editoriale e arricchita dalla prefazione di Alessandro Nardone - il "vero" Alex Anderson - prova a dare una risposta.
Mm 105x175 Collection Folio Histoire - Brossura originale, 591 pagine. Testo in francese. Qualche raro tratto a matita, peraltro buona copia.
Foglio doppio di cm. 57,6x43. pp. 4. con 1 foto e 17 fotoritr. (tra cui PARRI e ANTONICELLI). Manifesto della Concentraz. Ricostruzione e Costituente. Crisi dei Governi del C.L.N. Pace. la sinistra liberale. Articoli di Luigi SALVATORELLI ecc. Foto e profili de CANDIDATI. La Concentrazione Democratica Repubblicana fu un partito politico italiano fondato in vista delle elezioni politiche del 2 giugno 1946. La formazione si costituì a seguito della confluenza di due distinti soggetti politici: il Movimento della Democrazia Repubblicana, nato su iniziativa di Ferruccio Parri e di Ugo La Malfa; e il Movimento Liberale Progressista, oalizione cui aderirono, oltre al PLI, Democrazia del Lavoro di Ivanoe Bonomi, l'Unione Nazionale per la Ricostruzione di Francesco Saverio Nitti e Alleanza Democratica della Libertà di Arturo Labriola. Prestigioso e fondamentale documento, subito prima del Referendum e della Costituente.
ill., br. Per spiegare il carattere non comune delle elezioni del 2013 e del 2018 si è invocata la reazione degli elettori alle trasformazioni epocali dei nostri tempi: su di esse avrebbero gravato gli effetti della Grande Recessione, della globalizzazione o della crisi migratoria. La tesi avanzata nel libro è invece che la motivazione decisiva della scelta di tantissimi di cambiare voto sia da ricercare nella caduta verticale di reputazione dell'intero ceto politico tradizionale. Una crisi di autorità, dunque, serpeggiante da ben prima della Grande Recessione e alimentata dalla diffusa convinzione che entrambi i partiti-cardine del sistema politico della Seconda Repubblica fossero incapaci di attrezzare il paese alle sfide epoca!i da fronteggiare. Formazioni come il M5s e la nuova Lega di Salmi hanno poi permesso a questi risentimenti di esprimersi sul piano elettorale. Alzare il velo su tale giudizio negativo, e capire le sue ricadute sulla vita democratica italiana, è l'obiettivo di questo lavoro.
MAI SFOGLIATO, LIEVI SEGNI DEL TEMPO. Il saggio di Pergameno esplora nella ferragine delle strutture clericali, piuttosto i settori della rendita che non quelli del profitto... Informazioni bibliografiche Titolo: La roba clericale Collana: Volume 3 di Battaglie radicali Autore: Silvio Pergameno Prefazione di: Angiolo Bandinelli Copertina illustrata di: Piergiorgio Maolon Editore: Roma: Savelli, 1975 Lunghezza: 139 pagine; 19 cm Soggetti: Politica, Radicali, Partito radicale, Battaglie, Marco Pannella, Referendum, Chiesa, Religione, Denaro pubblico, Spesa, Rendita, Profitto, Economia, Stato, Palazzo, Assistenzialismo, Tasse, Clero, Borghesia, Pamphlet, Divorzio, Quaderni radicali, Gestione pubblica, Corte dei conti, Potere temporale, Papa, Scuola, posizioni di rendita parassitarie, Crisi, Democrazia cristiana, PSI, PCI, Politica italiana anni sessanta, settanta, Battaglie politiche, Sperpero, Spreco, Questioni politiche, Vaticano, Concordato, Preti, Disobbedienza civile, Anni sessanta, Settanta
Collana Serie Polemica, n.5.<BR>In 16° grande; pp. 116; legtura artigianale in mezza tela con piccoli fregi oro al dorso.<BR>CONDIZIONI BUONE: non conservata la copertina originale; consueta ingiallitura delle pagine dovuta alla qualità della carta.
Alla domanda "Vuoi ridurre il numero dei parlamentari?" molto probabilmente rispondereste "Sì"; ma se vi chiedessero: "Vorresti ridurre il tuo diritto ad una adeguata rappresentanza democratica, peggiorando la funzionalità del parlamento, in cambio del risparmio di un caffè?" probabilmente la vostra risposta sarebbe "No". Qui c'è già il senso di questo libro e della campagna social #iovotono al referendum costituzionale del 20 e 21 settembre 2020 sulla riduzione dei parlamentari. Simone Baldelli, a colpi di resoconti parlamentari, porta il lettore tra i banchi di Montecitorio e gli racconta una battaglia d'Aula controcorrente, fatta a viso aperto, con interventi, argomenti, provocazioni, appelli e moniti, contro la propaganda antiparlamentarista e i luoghi comuni dell'antipolitica. Ma anche una battaglia per una Politica con la schiena dritta, capace di difendere, a costo di apparire impopolare, il potere del voto dei cittadini e, con esso, la forza e la rappresentatività di un parlamento sovrano. «La corsa ad essere il più popolare tra i rivoluzionari - dice lo stesso Baldelli - è uno sport molto pericoloso. Robespierre, detto l'incorruttibile, era il più popolare tra i rivoluzionari, fino a un minuto prima che gli tagliassero la testa». Prefazione di Elio Vito. Autori: Simone Baldelli. Prefazione: Elio Vito.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. OTTIME CONDIZIONI, MAI SFOGLIATO, LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. RARO. Descrizione bibliografica Titolo: Sì, no: la battaglia per il referendum in due comunità del Mezzogiorno Autore: AA.VV. (Autori Vari) Curatore: Studenti di Sociologia dell'Università di Napoli Introduzione di: Percy Allum Editore: Napoli: Editrice CLU, Novembre 1975 Lunghezza: 172 pagine; 21 cm; illustrato Collana: Volume 1 di Collana di scienze sociali Soggetti: Sociologia, Scienze sociali, Inchieste sociologiche, Divorzio, Comportamento elettorale, Battaglie politiche, Anni Settanta, Storia sociale, Società, Matrimonio, Processi culturali, Gruppi sociali, Famiglia, Ricerche sociali, Sud, Caserta, Marcianise, San Sebastiano al Vesuvio, Referendum abrogativo del 1974, Partito radicale, Radicali, Marco Pannella, Emma Bonino, Voti di preferenza, Mutamenti sociali, Analisi, Critica, Interpretazione, Alberto Asor Rosa, Giorgio Galli, Arturo Parisi, Democrazia cristiana, Mass Media, Marradi, Domenico De Masi, Questionario, Ipotesi, Istruzione, Classi sociali, Femminismo, Quartieri, PCI, Comunisti, MSI, DC, Manifesti elettorali, Propaganda, Tribune, Comunicazione, Terrorismo psicologico, Populismo, Scrutinio, Sivini, Marxismo, Consultazioni elettorali storiche, Materiali propagandistico, Forze clerico-fasciste, Destra, Sinistra, Dialetto locale, Genitori, Figli, Posizioni, Dibattiti, Potere, Risultati, Schieramenti politici, Divorzisti, Anti-divorzisti, Voto, Dissenso, Topografia elettorale, Legislazione, Partecipazione, Pregiudizio, Operatori sociali, Interviste, Partiti politici, Preti, Chiesa, Papa, Politica, Divorce, Italy, Napoli, Sud, Paesi Vesuviani, Libri Vintage, Fuori catalogo, Libri rari, Legge 898/70, Fortuna-Baslini, Libertà di scelta, Italia meridionale, Vaticano, Sociology, Social sciences, Sociological investigations, Divorce, Electoral behavior, Political battles, Seventies, Social history, Society, Marriage, Cultural processes, Social groups, Family, Research, South, Repeal referendum, Radical party, Radicals, Preferred votes, Social changes, Analysis, Criticism, Interpretation, Christian democracy, Questionnaire, Hypothesis, Education, Social classes, Feminism, Neighborhoods, Communists, Election posters, Tribunes, Communication, Psychological terrorism, Populism, Polls, Historical electoral consultations, Materials, Clerical-fascist forces, Right, Left, Local dialect, Parents, Children, Positions, Debates, Power, Results, Political alignments, Divorists, Anti-divorcees, Vote, Dissent, Electoral topography, Legislation, Participation, Prejudice, Social workers, Interviews, Political parties, Priests, Church, Pope, Politics, Naples, Vesuvian countries, Out of print books, Rare books, Freedom of choice, Southern Italy, Vatican