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1 20,5x13,5 cm., cucito con due punti metallici, pp. 16, prima edizione, in italiano, buone condizioni
in 16°, bross. edit. ill., sovrac. con abrasioni, piccole rotture e piccole mancanze, rari segni a penna
Mm 160x215 Volume in copertina rigida priva di sovrccoperta, 419 pagine con 15 tavole e 18 documenti fac-simile fuori testo. Buone le condizioni complessive. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
In 8°, br. edit., pp. 38.
Mm 135x215 Prefazione di Pier Paolo Pasolini. Volume cartonato di 344 pagine, sguardie figurate. Esemplare in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
In 8° br. pp. 67, ben tenuto, data presunta
brossura Il nostro Paese sta per affrontare una nuova stagione politica ed istituzionale, nuove sfide che scaturiscono dalla crisi del sistema tradizionale dei partiti e da un grave morbo morale che pare aver colpito gran parte della classe politica odierna. Il sistema politico bipolare, caratteristico di questi anni, è entrato in una crisi irreversibile dovuta all'inadeguatezza del sistema politico di rispondere ai bisogni del Paese. Tali necessità non possono esser soddisfatte a causa della eterogeneità delle coalizioni. Questo volume vuol esser un contributo programmatico diretto al socialismo per l'Italia, elemento fondamentale per realizzare una proposta riformista per il Paese, con il tentativo di modificare un antico vizio della sinistra italiana che è ben identificato dalla IV scorciatoia dalle Scorciatoie e raccontini, di Umberto Saba: "Gli italiani non sono parricidi; sono fratricidi. Vogliono darsi al padre, ed avere da lui, in cambio, il permesso di uccidere gli altri fratelli". I socialisti hanno scelto di appoggiare subito Bersani, infatti a forza di fare politica con slogan e parolacce da camerate di caserma e da osteria ,si rischia di passare dal populismo berlusconiano a quello grillino, con un paese senza prospettiva politica ma "contro" e l'esser "contro" porta alla crisi delle Istituzioni e alla crisi della democrazia e a facili scorciatoie che la storia ha già visto, il fascismo, artefice un vecchio socialista di Predappio, Benito Mussolini.
8° volantino stampato in entrambi i lati a favore della monarchia e contro il REFERENDUM del 2 giugno 1946. Si prevedono conseguenze disastrose se vincerà la REPUBBLICA ROSSA. Raro e interessante
ril. I tempi sono maturi per cominciare a interrogarsi su quella che viene chiamata "democrazia elettronica", ossia la democrazia esercitata attraverso gli strumenti dell'information technology, con la consapevolezza che, benché la tecnologia non sia né buona né cattiva né neutrale (come dice lo storico della tecnologia Melvin Kranzberg), essa inevitabilmente condiziona il nostro modo di agire creando "affordances", possibilità di azione, che prima non esistevano. Non si tratta quindi solo di studiare ciò che di nuovo è possibile fare, ma anche il modo nuovo in cui è possibile fare cose vecchie, consapevoli che il modo è in grado di determinare il senso dell'azione (secondo la lezione di Marshall McLuan "il mezzo è il messaggio"). Non si tratta ovviamente di sposare concezioni essenzialistiche della tecnologia (se tali concezioni sono pure possibili), ma di indagare il modo in cui le tecnologie vengono usate dalla popolazione e normate dal legislatore e di come, conversamente, le tecnologie modifichino l'idea di popolo e di attività legislativa.
Volantino di propaganda per l'Unione Democratica Nazionale in favore del candidato pistoiese Dino Philipson, cm. 26x23.
Volantino di cm. 20x17. Propaganda comunista per il referendum del 1946
brossura Le campagne elettorali degli ultimi anni sono accompagnate da un ampio dibattito sulle fake news e sulle logiche del potere al tempo di internet e dei social network: è la rivoluzione del fake, sempre più protagonista nell'arena politica dei nostri giorni. Il marketing elettorale e le manipolazioni dell'informazione non sono fenomeni recenti, ma solo con la rete si è arrivati ad annullare le distanze sul piano dello spazio e delle gerarchie. Il caso di Alex Anderson, finto candidato alla presidenza degli USA nel 2016, è il simbolo di questa nuova stagione politica: il congressman frutto della fantasia di un autore italiano ottiene seguito e consenso perché costruito in maniera credibile. Non è vero, ma verosimile, e questo basta in una società in cui le notizie si susseguono così velocemente da non poter essere verificate con attenzione. L'analisi della campagna elettorale di Anderson è ripercorsa con continui riferimenti storici e presenta un interrogativo di fondo: non è stata altro che una democratica illusione? La tesi di laurea dell'autore, presentata in veste editoriale e arricchita dalla prefazione di Alessandro Nardone - il "vero" Alex Anderson - prova a dare una risposta.
Insieme di 4 fogli volanti, cm. 24x16 c.ca: "Questa scala puoi rovesciarla con facilità. Vota Libertas"; "Il diritto di voto e i compiti della donna italiana"; "La propaganda dei comunisti tenta di incantare gli elettori italiani ... la propaganda comunista non dice mai la verità ..."; "Contadini, leggete! ... come avviene la ripartizione dei prodotti in URSS .. Non votate la lista rossa!!!" Minimi segni d'uso.
Firenze, s.n.t., 1946, in-folio. Si tratta della prima pagina del giornale quotidiano, con titolo a cinque colonne: "Perché Umberto diventò re".
<p>16,5x12 cm, opuscolo di 7 facciate stampate, copertina stampata in rosso e nero. Propaganda del partito monarchico per il referendum del 2 giugno 1946</p>
In 8°, br. edit., pp. 30-(2nn). Estratto dalla rivista "Studium".
br. Questa è l'Italia impossibile che ha le radici nell'ur-fascismo come lo definì Umberto Eco. La tentazione proiettata sulle elezioni del 2023 è quella di un modo d'essere arrogante e autoritario, lontano anni luce dallo spirito critico, qualcosa che permane nel tempo, e assume forme nuove e abiti civili. Sono entrato come avatar nel metaverso, nello spazio tridimensionale per esplorare la politica italiana che si prepara al voto forse più drammatico del dopoguerra. Ho visto cose di un mondo-altro. Anzi dell'altro-mondo. Come in Matrix, l'unica reale possibilità di salvezza alle elezioni dell'anno prossimo è un errore di sistema, una variabile non prevista e non prevedibile dai creatori di questa follia politica.
Mm 120x200 Collana "I libri del Borghese". Volume nella sua brossura originale con alette, 275 pagine. Opera in buone condizioni, presenta una piccola etichetta di biblioteca dismessa alla prima carta e leggere fioriture. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Collana Serie Polemica, n.5.<BR>In 16° grande; pp. 116; legtura artigianale in mezza tela con piccoli fregi oro al dorso.<BR>CONDIZIONI BUONE: non conservata la copertina originale; consueta ingiallitura delle pagine dovuta alla qualità della carta.
ill., ril. Le regole che determinano la scelta dei rappresentanti chiamati a gestire il sistema politico-istituzionale costituiscono il sistema elettorale che si sceglie di attuare. Il volume vuole essere uno strumento di conoscenza dei sistemi elettorali attuati sia in Italia che in Europa per politici e amministratori che intendono approfondire le regole che presiedono alla loro attività al servizio del bene comune.
ril. Il 1946 è una data densa di avvenimenti per la storia italiana, tanto da poter essere letta come l'anno in cui tutto ricomincia. La ricostruzione economica è appena iniziata e i problemi sembrano insormontabili, ma la vita politica si va incanalando lungo il difficile sentiero della democrazia e non mancano grandi speranze; i partiti inaugurano un'attività febbrile, dirigenti e militanti si tuffano nel vortice dei comizi, delle riunioni, della diffusione dei materiali di propaganda. Ma soprattutto le italiane si recano per la prima volta alle urne, votano e sono elette: irrompono di prepotenza sulla scena della politica nazionale. Il volume ricostruisce il clima di quelle giornate elettorali, gli orientamenti dell'opinione pubblica, l'intensa attività di pedagogia politica dispiegata dalle associazioni femminili di massa e la loro significativa presenza nei processi di integrazione delle italiane e degli italiani nella democrazia. Particolare attenzione è rivolta alle elette, alle difficoltà incontrate nel lavoro istituzionale e nella costruzione di un'autorevole rappresentazione della donna politica frontalmente osteggiata da una parte della stampa decisa a svilire e a svuotare, attraverso il richiamo a canoni estetici, le competenze e la professionalità delle elette. Un'angolatura originale per guardare alla nostra storia recente, e all'anno di nascita della Repubblica.
Alla domanda "Vuoi ridurre il numero dei parlamentari?" molto probabilmente rispondereste "Sì"; ma se vi chiedessero: "Vorresti ridurre il tuo diritto ad una adeguata rappresentanza democratica, peggiorando la funzionalità del parlamento, in cambio del risparmio di un caffè?" probabilmente la vostra risposta sarebbe "No". Qui c'è già il senso di questo libro e della campagna social #iovotono al referendum costituzionale del 20 e 21 settembre 2020 sulla riduzione dei parlamentari. Simone Baldelli, a colpi di resoconti parlamentari, porta il lettore tra i banchi di Montecitorio e gli racconta una battaglia d'Aula controcorrente, fatta a viso aperto, con interventi, argomenti, provocazioni, appelli e moniti, contro la propaganda antiparlamentarista e i luoghi comuni dell'antipolitica. Ma anche una battaglia per una Politica con la schiena dritta, capace di difendere, a costo di apparire impopolare, il potere del voto dei cittadini e, con esso, la forza e la rappresentatività di un parlamento sovrano. «La corsa ad essere il più popolare tra i rivoluzionari - dice lo stesso Baldelli - è uno sport molto pericoloso. Robespierre, detto l'incorruttibile, era il più popolare tra i rivoluzionari, fino a un minuto prima che gli tagliassero la testa». Prefazione di Elio Vito. Autori: Simone Baldelli. Prefazione: Elio Vito.
Volantino di cm. 21 x 15 con "matrimonio indissolubile", "rispetto e libertà per la religione", "tutela della proprietà".
In 16°br. edit., pp. 104. Il conferimento dell'incarico, il programma fra i quattro partiti del centro-sinistra, discorsi di repliuca al Senato e alla Camera di Aldo Moro