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br. Il mondo islamico, che spesso tende a essere presentato come un universo monolitico, nasconde in realtà una cultura estremamente variegata ed eterogenea. L'esempio lampante è rappresentato dalla storica divisione interna tra sunniti e sciiti, le cui origini risalgono a ben 14 secoli fa, ai tempi della successione al profeta Muhammad. Un filo rosso che ha percorso secoli, fino ad assumere nuovo, esplosivo significato nel 1979, con la rivolta islamica sciita di Khomeini in Iran. Tuttavia, più che come scontro teologico-dottrinale, fin dall'inizio tale «scisma» si è configurato soprattutto come una lotta per l'egemonia politica ed economica... Una questione delicata e complessa che riguarda il mondo musulmano e rappresenta uno dei nodi cruciali dell'attuale scenario internazionale.
br. Le Forze armate hanno attraversato le fasi più complesse della storia recente conquistando la fiducia degli italiani e la stima degli alleati. Oggi i nostri militari sono impegnati in decine di missioni fuori area e rappresentano una risorsa fondamentale in caso di emergenze nazionali. Nonostante ciò, bilanci sempre più esigui e decisioni estemporanee in politica estera impediscono all'Italia di recitare nel Mediterraneo il ruolo che le compete. Dal 1945 ad oggi, l'evoluzione, gli impegni internazionali, le caratteristiche e le criticità di un settore strategico penalizzato dalla mancanza di una chiara visione geopolitica da parte della classe dirigente del Paese.
br. Il 2019 è stato l'anno delle rivolte in piazza, esplose - a ritmo ravvicinato - in quindici Paesi di quattro Continenti. L'America Latina è stato quello con maggior "concentrazione" di rivolte. Non a caso, a fare da apripista all'anno di turbolenze è stato il Venezuela di Nicolás Maduro, anche se proprio quel governo è stato tra i più impermeabili all'urto. Perché questa specifica turbolenza latina? Lo racconta la giornalista di "Avvenire" Lucia Capuzzi, che in questi anni ha realizzato diversi reportage e interviste nella terra latina: dal terremoto di Haiti nel 2010, dove tutto è cominciato, alle rivoluzioni in Venezuela, Honduras e Nicaragua; dalla terra dei narcos tra Messico e Colombia, dove ramificazioni globali approfi ttano della debolezza locale delle istituzioni, al Brasile e all'Argentina, dove la protesta si è incanalata nelle urne anziché in piazza. Non manca uno sguardo su Cuba, che sta scontando l'impatto delle restrizioni di Trump sulla sua precaria economia. La sfida geopolitica del XXI secolo, quella della lotta alle diseguaglienze da cui nascono le rivolte, trova in America Latina la sua manifestazione più clamorosa, in un intreccio inestricabile tra interessi finanziari ed emergenza ambientale. Dalle rivolte di piazza potrà nascere una più giusta società civile? È questa la speranza.
ill., br. L'entità Kurdistan non esiste. Forse perché le sue genti intendono superare il sovranismo con una gestione confederale dei territori, senza modifiche di confini sempre sullo sfondo della diaspora curda. Questo libro, fin dall'accurato apparato iconografico iniziale, è una disamina della identità curda trasnazionale, delle lotte - anche intestine delle tante anime curde; tasselli incasellati nei rapporti internazionali e nel coinvolgimento geopolitico della società clanica. Il volume si avvale delle competenze di esperti nelle specifiche aree e si chiude con un'analisi di Nicola Pedde, direttore dell'Institute for Global Studies, esperto di relazioni politiche iraniane, che collabora con "Huffington Post" e "Limes". Giovanni Caputo, studioso del "popolo che non c'è", ha illustrato la situazione nelle aree curde in Siria fino all'occupazione turca di Afrin. Kamal Chomani, giornalista freelance curdo-iracheno, ha narrato con passione i rapporti interni alla sua comunità. Antonella De Biasi studia da molti anni la questione curda: oltre a occuparsi dell'ambito turco, ha approfondito anche la centralità della donna nell'evoluzione della società patriarcale curda. I contributi sono solo apparentemente limitati dai confini coloniali, dipanando un'unica storia raccontata da diversi punti di vista, tutti riconducibili a una sola cultura declinata in tante lingue e divisioni.
br. L'idea principale del Grande Reset è la prosecuzione della globalizzazione e il rafforzamento del globalismo in seguito a una serie di fallimenti: la presidenza conservatrice dell'antiglobalista Trump, la crescente influenza di un mondo multipolare - soprattutto di Cina e Russia, l'ascesa dei paesi islamici come Turchia, Iran, Pakistan, Arabia Saudita e il loro sottrarsi all'influenza dell'Occidente. Il Grande Risveglio è la risposta spontanea delle masse umane al Grande Reset.
br. Con il crollo dell'Unione Sovietica nel 1991, le cinque repubbliche dell'Asia centrale fino ad allora controllate da Mosca ottengono l'indipendenza. Nel corso di settant'anni di regime sovietico, Turkmenistan, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan, i paesi che, dalle catene montuose più alte del mondo al deserto, segnavano un tempo la rotta della Via della Seta, sono in qualche modo passati direttamente dal Medioevo al ventesimo secolo. E dopo venticinque anni di autonomia, tutte e cinque le nazioni sono ancora alla ricerca della loro identità, strette fra est e ovest e fra vecchio e nuovo, al centro dell'Asia, circondate da grandi potenze come la Russia e la Cina, o da vicini irrequieti come l'Iran e l'Afghanistan. A unirle sono i contrasti: decenni di dominio sovietico convivono con le amministrazioni locali, la ricchezza esorbitante data da gas e petrolio con la povertà più estrema, il culto della personalità con usanze arcaiche ancora vitali. E mentre le steppe si riempiono di edifici ultramoderni e ville sfarzose abitate dai nuovi despoti, continuano a sopravvivere la passione per i tappeti e i bazar, l'amore per i cavalli e i cammelli, e innumerevoli tradizioni che rendono una visita alla regione e ai suoi abitanti indimenticabile. Nel suo reportage sui paesi alla periferia dell'ex Unione Sovietica, Erika Fatland unisce un approfondito lavoro di ricerca e analisi geopolitica al gusto dell'avventura.
Il presente volume inaugura la collana Harmonic Innovation. Che ruolo può e deve svolgere l'innovazione nella ricostruzione di un mondo migliore? Che ruolo può e deve svolgere l'innovazione per favorire processi anti-ciclici in funzione post emergenza Covid-19? Che ruolo può e deve svolgere l'innovazione nella più ampia cornice del paradigma della Società 5.0 e delle politiche mondiali per lo sviluppo e la sostenibilità, quali l'Agenda Onu 2030, il Programma New Green Deal della Commissione europea e le Encicliche "Laudato si'" e "Fratelli tutti" di Papa Francesco? La domanda non è nuova ma nuova è la prospettiva che introduce la riflessione sviluppata nel testo (e la relativa chiave ermeneutica che la ispira): ovvero, la necessità di definire, qualificare, implementare e promuovere un nuovo ed aggiornato paradigma del concetto di innovazione, quale naturale evoluzione del modello dell'innovazione aperta e di superamento della retorica autoreferenziale delle pratiche di innovazione, mediante l'introduzione dell'idea di Innovazione Armonica (Harmonic Innovation). Autori: Francesco Cicione, Luca De Biase.
br. Per molti il frutto di una cultura millenaria, per altri solo il più grande mercato di beni e servizi al mondo; un paese lontano e misterioso o il luogo di sviluppo dei moderni assetti capitalistici? La Cina di oggi è ormai protagonista indiscussa della scena globale: come partner commerciale o punto di riferimento ideologico, gran parte dei paesi del mondo ha relazioni con essa. Otto parole chiave ci aiutano a comporre il quadro sociale, politico e culturale della Cina di Xi Jinping, mettendo in luce continuità e cesure rispetto alle grandi trasformazioni storiche dal XIX secolo a oggi. Per comprendere un paese incredibilmente poliedrico e in sempre più rapida evoluzione.
br. Il tempo delle guerriglie è forse concluso, ma la gente centroamericana ha ancora fame di benessere, oltre che di pace. Dallo stato settentrionale del Guatemala a quello meridionale di Panama, i paesi dell'istmo sono ancora lontani dal trovare concordia e pace sociale, lontanissimi dal trovare benessere per tutti i propri abitanti. L'inquietudine ha origini antiche, radicate nella tradizionale distanza tra le diverse classi sociali; confermate nei secoli della colonizzazione spagnola e non superate dagli anni dell'indipendenza e della parziale modernizzazione. Lo strapotere delle oligarchie non ha consentito che venissero definiti dei terreni di confronto istituzionale e spesso ha trasformato lo Stato in uno strumento di controllo e dominio. Incombono su tutta la regione la vicinanza e gli interessi economico-strategici della maggiore potenza mondiale, gli Stati Uniti. Aggravano la debolezza politica e sociale dell'intero territorio le sue divisioni interne: tra stato e stato, tra classi sociali, tra etnie. Spesso il folklore nasconde, in parte, la povertà e la segregazione presenti ovunque.
br. "Primavera araba", attacchi terroristici, elezioni democratiche, una nuova Costituzione, una coalizione di governo assicurata da un partito laico e uno islamico: la Tunisia è stata teatro e laboratorio di importanti mutamenti politici negli ultimi anni. Nel ripercorrere le tappe fondamentali della storia del paese, il volume mette in luce i cambiamenti, le contraddizioni e la ricchezza sociale, culturale e politica di una Repubblica che lotta per non rimanere sospesa tra il peso del passato e la costruzione del futuro e che oggi rappresenta un raro elemento di speranza in un Vicino Oriente sempre più lacerato.
Mm 145x210 Collana "I volti della geografia". Volume nella sua brossura originale con alette, 182 pagine con illustrazioni in nero nel testo. Opera in ottime condizioni, presenta una piccola etichetta di biblioteca dismessa alla prima carta. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
In 8, br. ed. col., pp. 320.Leggere tracce di sporco alla cop., interno in ottime condizioni.Luogo di pubblicazione MilanoEditore FrancoAngeliAnno pubblicazione 2007Materia/Argomento Geopolitica, Economia
Opera incompleta. Volume uno di due. Volume intonso, brossurato in cartoncino semirigido, protetto da sovraccoperta illustrata, con bandelle, lesionata e leggermente macchiata. Buono lo stato di conservazione, pagine ben tenute e ossidate da tonalità seppia, come i tagli, con sporadiche fioriture, con CXXIII ( 123 ) figure ed una tavola fuori testo. Numero pagine 562. USATO
bross. edit. ill. con bandelle, fascetta edit.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. BUONE/OTTIME CONDIZIONI GENERALI, MAI SFOGLIATO. MACCHIETTE/FIORITURE LUNGO I TAGLI, LIEVE BRUNITURA, LIEVI SEGNI DEL TEMPO. Idi Amin (Koboko, 17 maggio 1925, Gedda, 16 agosto 2003) è stato un politico, generale e dittatore ugandese, il cui nome completo era Idi Oumee Amin Dada. Fu Presidente dell'Uganda dal 1971 al 1979. La sua condotta in Uganda fu improntata alla più settaria violenza, includendo la persecuzione razziale degli acholi, lango, indiani e altri gruppi etnici inclusi quelli di religione induista e cristiana dell'Uganda. L'ammontare delle vittime causate dal regime di Amin non è mai stato quantificato in maniera precisa. Una stima della International Commission of Jurists ha stabilito che esse siano non meno di 80.000 e verosimilmente vicine ai 300.000. Un'altra stima, effettuata dalle organizzazione degli esuli con l'aiuto di Amnesty International, pone il numero di vittime a 500.000 morti. Descrizione bibliografica Titolo: Idi Amin. Un eroe dell’Africa? Titolo originale: Idi Amin, ein Held von Afrika? Autore: Erich Wiedemann Traduzione dal tedesco di: Amina Pandolfi Editore: Milano: Sonzogno, 1977 Lunghezza: 247 pagine; 21 cm; illustrato Collana: Sonzogno Dossier Soggetti: Biografie, Storia contemporanea, Storia africana, Uganda, Africa, Novecento, Guerre, Rivolta del Mau Mau, Colpo di Stato Ugandese, 1971, Anni Settanta, Guerra ugandese-tanzaniana, Comandante, Esercito Ugandese, Militaria, Libri vintage, Narrativa straniera, Potere, Mu'ammar Gheddafi, Libia, Diplomazia, Relazioni internazionali, Geopolitica, Stati Uniti, Francia, OLP, Palestina, Musulmani, Islam, Induisti, Kenya, Sudan, Nairobi, Tanzania, Violenze etniche, Genocidio, Operazione Entebbe, Israele, Netanyahu, Regime, Re di Scozia, King of Scotland, Dittatori, Politici ugandesi, Diritti umani, Mitologia, Cannibalismo, Eroismo, Timbuktu, Suedafrika, Sudafrica, Afrikanischen, Tansania, Big Daddy, Mobutu, Mombasa, Milton Obote, Daressalam, Libri Fuori catalogo, Saggi storici, Illustrati, Foto d'epoca, Antimperialismo, Anti-sionismo, Antisemitismo, Zambia, Ritratti, Sanguinari, Hitler, Nazismo, Gigante Nero, Persecuzioni razziali, Eccidi, Massacri, Reportage, Der Spiegel, Radio Uganda, The Voice, Guerra Santa, Epurazioni, Donne, Thunderbolt, Putsch, Inglesi, Massime, Discorsi e scritti, Neocolonialismo, Opinione pubblica, Biographies, Contemporary History, African History, Twentieth Century, Wars, Mau Mau, Ugandan Coup, Seventies, Ugandan-Tanzanian War, Commander, Army, Vintage Books, Foreign Fiction, Power, Libya, Diplomacy, International Relations, Geopolitics, United States, France, Muslims, Hindus, Ethnic violence, Genocide, Regime, Dictators, Ugandan politicians, Human rights, Mythology, Cannibalism, Heroism, South Africa, Books out of print, Historical essays, Illustrated, Vintage photos, Anti-imperialism, Anti-Zionism, Anti-Semitism, Portraits, Bloodthirsty, Black Giant, Racial Persecutions, Fight, Massacres, Holy War, Purges, Women, English, Highs, Speeches and Writings, Neocolonialism, Public Opinion
COME NUOVO, PERFETTO. Informazioni bibliografiche Titolo: Storia dell'imperialismo Titolo originale: Imperialism Collana: Saggi Sonzogno Autori: George Lichtheim Traduzione di: Sergio Feldbauer e Mary Rubick Editore: Milano: Sonzogno, 1974 Lunghezza: 151 pagine; 21 cm Soggetti: Storia Moderna, Contemporanea, Ideologie, Politica Internazionale, Conquiste, Colonialismo, Potenze, Imperium Romanum, Sacro Romano Impero, Mercantilismo, Rivoluzione Industriale, Liberalismo, Nazismo, Usa, Urss, Cina, Terzo Mondo, Hobson, Hilferding, Kautsky, Rosa Luxemburg, Sweezy, Magdoff, Filosofia politica, Geopolitica, Relazioni internazionali, Politica estera, Egemonia, Divide et Impera, Marxismo, Holy Roman Empire, British empire, Richard Koebner, Revolution, Theory, laissez faire, Rosa Luxemburg, Pan-Slavism, J. A. Hobson, Fascismo, Keynes, protectionism, ideology, Maoist, Russian, Soviet Union, superprofits, Leninist, liberal, military, Storiografia Indice: L'Imperium; La nascita dell'Europa; L'impero del mare; L'imperialismo liberale; imperialismo e nazionalismo; Imperialismo e rivoluzione: Da Marx a Mao.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. È il suono la nuova arma finale? Rolling Stone Magazine. È possibile usare il suono come un’arma? Stando a ciò che è accaduto sul piano militare e poliziesco negli ultimi vent'anni, la risposta è sì. Dai bombardamenti di rock compiuti dall'esercito americano in Iraq all'Heavy Metal a tutto volume usato come strumento di tortura a Guantanamo, la funzione del suono per usi militari e di ordine pubblico è sempre più importante. Rap, metal e persino canzoni per bambini diventano armi utilizzabili a scopo repressivo, segnale della continuità tra industria del divertimento e industria militare. Questo libro è una genealogia delle armi acustiche per come si sono sviluppate nel corso del XX secolo, tanto nella loro progettualità riuscita quanto in quella fallita. Ma, soprattutto, vuole essere l’occasione per pensare a come sottrarre lo spazio sonoro dall'inesorabile appropriazione commerciale e securitaria. "«Lalafalloujah», tel est le surnom donné par les GI's à la ville irakienne de Falloujah en 2004, alors qu'ils bombardaient ses rues de hard rock à plein volume. «C'était comme envoyer un fumigène», dira un porte-parole de l'armée états-unienne. Les années 2000 ont en effet vu se développer un usage répressif du son, symptomatique de la porosité entre l'industrie militaire et celle du divertissement, sur les champs de bataille et bien au-delà. Rap, metal et même chansons pour enfants deviennent des instruments de torture contre des terroristes présumés. Des alarmes directionnelles servent de technologies « non létales » de contrôle des foules dans la bande de Gaza comme lors des contre-sommets du G20, à Toronto et à Pittsburgh. Des répulsifs sonores éloignent des centres-villes et des zones marchandes les indésirables, adolescents ou clochards. L'enrôlement du son dans la guerre et le maintien de l'ordre s'appuie sur plus d'un demi-siècle de recherches militaires et scientifiques. La généalogie des armes acoustiques, proposée ici pour la première fois en français, est tout autant celle des échecs, des fantasmes et des projets avortés, que celle des dispositifs bien réels qui en ont émergé. Aujourd'hui, l'espace sonore est sommé de se plier à la raison sécuritaire et commerciale. Souvent relégué au second plan au cours du XXe siècle, celui de l'image, il est devenu l'un des terrains d'expérimentation privilégiés de nouvelles formes de domination et d'exclusion. Et appelle donc de nouvelles résistances." In this disturbing and wide-ranging account, acclaimed journalist Juliette Volcler looks at the long history of efforts by military and police forces to deploy sound against enemies, criminals, and law-abiding citizens. During the 2004 battle over the Iraqi city of Fallujah, U.S. Marines bolted large speakers to the roofs of their Humvees, blasting AC/DC, Eminem, and Metallica songs through the city’s narrow streets as part of a targeted psychological operation against militants that has now become standard practice in American military operations in Afghanistan. In the historic center of Brussels, nausea-inducing sound waves are unleashed to prevent teenagers from lingering after hours. High-decibel, “nonlethal” sonic weapons have become the tools of choice for crowd control at major political demonstrations from Gaza to Wall Street and as a form of torture at Guantanamo and elsewhere. In an insidious merger of music, technology, and political repression, loud sound has emerged in the last decade as an unlikely mechanism for intimidating individuals as well as controlling large groups. Extremely Loud documents and interrogates this little-known modern phenomenon, exposing it as a sinister threat to the “peace and quiet” that societies have traditionally craved. Descrizione bibliografica Titolo: Il suono come arma. L’uso militare e poliziesco dello spazio acustico Titolo originale: Le son comme arme: les usages policiers et militaires du son Autore: Juliette Volcler Traduzione dal francese di: Roberta Cristofani Editore: Roma: DeriveApprodi, 2012 Lunghezza: 170 pagine; 22 cm ISBN: 8865480378, 9788865480373 Collana: Volume 102 di I libri di DeriveApprodi Soggetti: Geopolitica, Musica, Politica militare, Armi e attrezzature belliche, Imperialismo, Inquinamento sonoro, Psicologia, Potere, Tecnologie acustiche, Seconda Guerra Mondiale, Guerre, Massa, Simbolismo, Ultrasuoni, Extremely Loud: Sound as a Weapon, Tortura, Distruzione, Granate, Bombe, Acustica, Disturbo, Diritti umani, Frequenze, Mito Gavreau, Subliminale, Magnetofono, Combattimenti, Altoparlanti, Disturbo, Prigione, Deprivazione, Interrogatorio, Polizia, Sicurezza, Società contemporanea, Militaria Parole e frasi comuni acoustic devices Acoustic Weapons aimed amplitude Applied Research Laboratories ARDEC audible behavior body British broadcast cannon Cusick Defense detonation effects experiments explosions flash-bang Gavreau Gaza grenade frequencies histoire l’acoustique Human Rights infrasonic infrasounds intensity interrogation Iraq Israeli Jürgen Altmann law enforcement lethal Liénard loud loudspeakers low frequencies LRAD McCoy military MKUltra Mosquito Murray Schafer Neil Davison noise Non-Lethal Weapons ofthe Palestinian Petite histoire Pieslak police prison Project MKUltra propagate Psychological Operations psyops pulse quencies Question ofTorture Report resonance Rex Applegate sensory deprivation shock wave sirens soldiers Sonic Warfare Sound Targets sound weapons Steve Goodman Wright techniques Technology torture U.S. Army Ulrike Meinhof ultrasonic ultrasounds United vibrations Villatoux vortex weap Juliette Volcler vive e lavora a Parigi come giornalista radiofonica presso due testate indipendenti.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. OTTIME CONDIZIONI, MAI SFOGLIATO, LIEVI SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA. Da Hiroshima alla non proliferazione. La posizione degli scienziati. Descrizione bibliografica Titolo: L'età atomica. Gli scienziati di fronte ai problemi politici nazionali e internazionali. Titolo originale: The Atomic Age: Scientists in National and World Affairs Autore: AA.VV. (Autori Vari) Curatori: Morton Grodzins, Eugene Rabinowitch Curatore dell'edizione italiana: Ginestra Amaldi Traduzione di: Maria Laura Franciosi Editore: Milano: Il saggiatore (di Alberto Mondadori), 1968 Lunghezza: 726 pagine; 23 cm Copertina di: Anita Kilnz e Guido Carrer Collana: Volume 1 di Politica Soggetti: Relazioni internazionali, Storia contemporanea, Guerra Fredda, Armi atomiche, Energia nucleare, Ricerche, Articoli, Scienza, Bomba, Seconda Guerra Mondiale, Geopolitica, Contenimento, Controllo internazionale, Politica estera, Stati Uniti, Russia, URSS, Comunismo, Equilibrio Mondiale, Scienziati, Lettera, Albert Einstein, Max Born, Premio Nobel, Hermann Muller, Lord Boyd Orr, James Franck, Karven, Robert Oppenheimer, Dubinin, Nikolaij Semenov, Harold C. Hurey, Bertrand Russell, Appelli, Idrogeno, Governo, Approcci, Responsabilità, Pace, Pacifismo, Leo Szilard, Conferenze Pugwash, Progresso, Rifugi antiatomici, Militarismo, Spionaggio, Disarmo, Dottrine politiche, Sicurezza nazionale, America, Novecento, Armamenti, Radioattività, Effetti, Dichiarazione di Vienna, Geofisica, Fungo atomico, Apocalisse, Provvedimenti, Biofisica, Fisica, Uranio, Chimica, Libri Vintage, Bulletin of the Atomic Scientists, Weapons, World War II, Manhattan Project, Nuclear energy, Atomic bombings of Hiroshima and Nagasaki, World politics, 1955-1965, Science and civilization, Nuclear warfare, The Chemistry of Uranium Parole e frasi comuni accept achieved activities agreement America and Russia American areas armaments arms race asked atomic bombs atomic energy weapons attack become believe cities civilization clear Commission Committee Communist conference conflict cooperation countries danger decision defense destruction deterrence disarmament discussion economic effective effort Eugene Rabinowitch Europe existence explosion fact fallout force future Germany H-bomb hearing Hiroshima hope human hydrogen bomb important increase industrial interests international control issue Leo Szilard loyalty major Manhattan Project mankind means ment military missiles negotiations nuclear war nuclear weapons opinion Oppenheimer Oppenheimer's organization Pauling Pauling's peace perhaps petition political population possible present President problem production proposals Pugwash purpose question radiation reason Russia Russia and America scientific scientists Seaborg Senator Dodd situation social Sourwine Soviet Union statement technical test ban threat tion United Nations uranium USSR visa Western
MAI SFOGLIATO, INTONSO. MACCHIETTE E SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA, PAGINE BIANCHISSIME. PRIMA EDIZIONE. L'imperialismo, fonte di guerra. Il socialismo e la pace sono inscindibili. La guerra può essere scongiurata. La coesistenza pacifica è una necessità obiettiva. Il disarmo, strumento di una pace stabile. Liquidare i residui della seconda guerra mondiale. Informazioni bibliografiche Titolo: I problemi della pace Titolo originale dell'opera: Predotvrascenie vojny - pervostepennaja zadača. Autore: Nikita Kruscev (Hruščëv, Nikita Sergeevič) Prefazione dell'autore all'edizione italiana e una nota dell'editore Editore: Torino: Giulio Einaudi, 1964 Lunghezza: 258 pagine ; 22 cm Note: Scritti vari Traduzione di: Vittorio Paganelli. Soggetti: Politica internazionale, Geopolitica, RELAZIONI INTERNAZIONALI, Politica estera, URSS, Guerra Fredda, Unione sovietica, Stalin, Chruscev, Kennedy, Caraibi, Cuba, Fidel Castro, Crisi dei missili, Socialismo, Internazionale, Termonucleare, Catastrofe mondiale, Coesistenza pacifica, PCUS, Trattati di pace, Germania, Seconda guerra mondiale, Saggi, Berlino Ovest, Muro, Denuclearizzazione, Lotte di liberazione, Autodeterminazione dei popoli, Colonialismo, Imperialismo, Guerra chimica, Armi nucleari, Distruzione di massa, Guerra totale, Forze e operazioni della guerra chimica, biologica, radiologica, Nerve GASES, aggressivi CHIMICI, Catastrofi, Napalm, Uranio, Armi non convenzionali, diritto internazionale, Proliferazione, Deterrenza, Popolazione civile, Cockcroft, David Inglis, Vietnam, Progresso atomico, Guerra fredda, Missili, Radar, Bombe intelligenti, Servizi segreti, Scienza, Tecnica, Etica, Guerriglia, Pakistan, Balcani, Aviazione spaziale, USA, Francia, Dedijer, Iran, Wheeler, Strategie militari, Diplomazia, Microbiologia, Oceani, Klineberg, Psicosi, Gran Bretagna, Glasnost, Perestrojka
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. OTTIME CONDIZIONI, LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. In questo libro sono esaminate le cause remote e vicine che hanno provocato quella crisi politico-mondiale che attualmente fa del Mediterraneo la polveriera del mondo intero. Essendo il conflitto arabo-israeliano il nodo gordiano dell'intricata situazione, una parte rilevante del volume è dedicata alle cause che hanno finora impedito alle due parti un dialogo aperto e costruttivo. Descrizione bibliografica Titolo: Mediterraneo forza 8? Autore: Rock Potre Editore: Firenze: Edizioni Licosa-Sansoni, 1971 Lunghezza: 367 pagine; 22 cm; 3 cartine fuori testo in bianco nero Soggetti: Geopolitica, Mar Mediterraneo, USA, URSS, Guerra Fredda, Canale di Suez, Israele, Relazioni internazionali, Paesi Arabi, Medio Oriente, Cina, Guerra dei sei giorni, Politica, Falchi, Arafat, Palestina, Habash, Hawatmeh, Anni settanta, Polveriere, Documentari, Reportage, Storia contemporanea, Colonie ebraiche, Sionismo, Diaspora, Nasser, Egitto, Marina militare, Flotta, Navi, Militaria, Dottrina, Fedayn, Gheddafi, Libia, Francia, Italia, Idriss, Libano, Giordania, Conflitto arabo-israeliano, Pace
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVI SEGNI DEL TEMPO. Informazioni bibliografiche Titolo del Libro: Geografia della crisi. Il mondo indebitato Autore: Sebastiano Monti Editore: Napoli: Loffredo Collana: Geografia e società Data di Pubblicazione: 1992 Pagine: 368; 22 cm Soggetti: Geografia economica, Geopolitica, Capitalismo, Storia, Crisi, Fitoussi, Tassi di interesse, Sviluppo, Politica economica, Globalizzazione, Terzo Mondo, Sud Est Asiatico, Finanza, Debito pubblico, Privato, Mercati finanziari, Moneta, Banche, Fondi di investimento, Globalizzazione, Sviluppo economico, Anni Novanta, Ottanta
In-8° pp. 121, bross. edit. Ottimo stato.
1 Vol. In-8 p t.edit.,tit.oro al dorso, sovracpt pag. 233 PROG 16533 CATT_ATT 27
Quaderni di Studi Militari e Strategici, aprile 2008. Prima edizione. Esemplare in condizioni eccellenti. Spedizioni tracciabili con raccomandata entro 24 ore dall'ordine. First edition. Soft cover in fine conditions, no inscriptions or markings inside. Worldwide delivery.
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