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br. In questa serie di colloqui, l'ottantacinquenne linguista e politologo statunitense analizza il mondo contemporaneo e le tensioni che lo animano, denunciando i «sistemi di potere» - governi, organismi finanziari, multinazionali - che alimentano divisioni nella società allo scopo di assoggettare gli individui. A finire sotto il suo sguardo chirurgico non è solo il nuovo imperialismo americano, che perpetua persino sotto Obama strategie consolidate, ma anche il potere, più recente e oramai forse più invasivo, del capitale finanziario transnazionale, che ha scalzato quello legato all'industria e al commercio. È il potere delle multinazionali, della BCE e dei fautori dell'austerity, che impoverisce il ceto medio e tiene sotto scacco l'Europa. Sono questi «sistemi» a muovere una nuova guerra di classe contro i lavoratori e la società, una guerra che non può che essere «unilaterale». Al servizio del potere, oggi come sempre, la macchina della propaganda, che induce nuovi bisogni e crea sottomissione. «Il potere non si suicida», dice Chomsky, ma alcune forme di democrazia partecipata e di cittadinanza attiva emergono a contrastare la sua forza schiacciante: il movimento Occupy e gli indignados, la gestione operaia delle fabbriche, le rivolte della Primavera araba dimostrano che lottare per migliorare le cose è possibile. A patto di non sedersi davanti alla tv: Chomsky interviene qui, infatti, anche su questioni di politica culturale, facendo il bilancio della sua lunga attività di linguista e denunciando lo stato della cultura e dell'istruzione attraverso un'acuta critica ai libri elettronici, a Twitter e ai social network.
ill., br. Sembra di vivere nel film "The day after" (1983), in quella cittadina del Kansas dove la vita scorre tranquilla accanto ai silos dei missili nucleari, con la gente che il giorno prima ascolta distrattamente le notizie sul precipitare della situazione internazionale, finché vede i missili lanciati contro l'URSS e poco dopo spuntare i funghi atomici delle testate nucleari sovietiche. Questo libro ricostruisce la storia della corsa agli armamenti nucleari dal 1945 ad oggi, sullo sfondo dello scenario geopolitico mondiale, contribuendo a colmare il vuoto di informazione creato ad arte su questo tema di vitale importanza. Si è diffusa la sensazione che una guerra nucleare sia ormai inconcepibile e si è creata di conseguenza la pericolosa illusione che si possa convivere con la Bomba. Ossia con una potenza distruttiva che può cancellare la specie umana e quasi ogni altra forma di vita. Lo possiamo evitare, mobilitandoci per eliminare le armi nucleari dalla faccia della Terra. Finché siamo in tempo, il giorno prima.
brossura La guerra avanza, ma non è quella che il mainstream politico-mediatico fa apparire ai nostri occhi. Per capirlo non si può restare al fermoimmagine di ciò che accade in Ucraina. Si deve guardare il docufilm degli eventi che, dalla fine della Seconda guerra mondiale ad oggi, hanno portato all'attuale situazione. Cruciale è il momento in cui, finita la Guerra fredda con la disgregazione dell'URSS, gli Stati Uniti e le altre potenze dell'Occidente impongono il loro ordine unipolare, la loro egemonia economica con la globalizzazione, il loro pensiero unico con il tentacolare apparato multimediale, mentre USA e NATO demoliscono con la guerra gli Stati che sono di ostacolo ai loro piani di dominio. Su questo sfondo si colloca l'operazione militare russa in Ucraina. Essa non è solo la risposta alla escalation USA-NATO, anche nucleare, che mette in pericolo la sicurezza della Russia. È la risposta alla pretesa dell'Occidente di mantenere un mondo unipolare sotto il proprio dominio. Si apre così la sfida del nuovo periodo storico, quella di costruire un mondo multipolare.
br. "Le pagine di 'Contagio Rosso' nascono da una cattività forzata, quella del Coronavirus e del lockdown, e scandagliano una materia inquietante, quella di un'Italia che si fissa nello specchio di Xi Jinping. Il Belpaese, struzzo geopolitico, pratica un pavido neutralismo di facciata. A uno a uno, però, vengono fuori i tic dei palazzi romani alle prese con una mappa geopolitica mondiale in vorticoso riordino. Ci sono previsioni strategiche azzardate, ma anche complessi culturali e antiche sudditanze. C'è, anche, la convinzione di poter essere una tessera decisiva nel mosaico di potere della Cina".
ill., br. Che cosa unisce il Sahara all'Ucraina, Haiti e il Congo, il Pakistan e il Myanmar? La storia di comunità divise da linee tracciate sulla carta, confini che cambiano provocando deportazioni di intere popolazioni, monarchi che non vogliono abbandonare il loro scranno, frontiere illegali che creano ghetti, lasciti coloniali che provocano guerre... In questo volume - scritto a più mani e curato da Emanuele Giordana senza intenti di esaustività ma rappresentativo delle differenti tipologie di frontiere contese - si racconta la geopolitica dei confini analizzando alcuni casi emblematici, per concludere con un inquadramento storico e letterario sul concetto di confine, un'analisi sociologica sulla sua mediatizzazione come nel caso delle tragedie del Mediterraneo e uno sguardo a una situazione di portata globale più emblematica tra quelle attuali che si va consumando attorno al 38º parallelo.
br. Nella contemporaneità il confine tra azioni pubbliche e private si è assottigliato. La "spettacolarizzazione" di guerre come quella del Golfo del 1990 o quella russo-ucraina del 2022 ne è un emblematico paradigma. Viviamo in una realtà in cui è problematico individuare l'identità culturale di un popolo e dove ogni idea o sentimento trova sostanza solo nella comunicazione, nella condivisione pubblica. Analizzare e comprendere le profonde interconnessioni tra l'estetica, quale indagine dei comportamenti socialmente riconoscibili, e le forze economico-politiche che agiscono nella società appare quindi necessario, se non indispensabile, per determinare le dinamiche dell'esistenza, individuale e collettiva.
ill., br. Il saggio si pone l'obiettivo di affrontare il complesso tema del dominio dello spazio cibernetico, mettendo a paragone le condotte degli attori internazionali in questo "nuovo ambiente" che, dall'avvento di Internet, funge da arena di scambi relazionali e nuovo teatro di operazioni belliche. Dopo terra, mare, cielo e spazio, emerge così una "quinta dimensione" che non tarderà ad affermarsi come nuova frontiera della sovranità statale. Il nuovo termine coniato dalla cyber security sarà, infatti, "sovranità digitale". La sfida è anzitutto internazionale, e come molte sfide internazionali, vi sarà molto che gli Stati non potranno controllare. Da chi realmente vogliamo essere sorvegliati? La prefazione è del giornalista Paolo Borrometi e la postfazione è di Leonardo Agueci, già Procuratore aggiunto della Repubblica di Palermo.
ril. Non siamo mai stati così divisi. Ecco perché. Siamo tornati a costruire muri. Sono infatti oltre 6000 i chilometri di barriere innalzati nel mondo negli ultimi dieci anni. Le nazioni europee avranno ben presto più sbarramenti ai loro confini di quanti non ce ne fossero durante la guerra fredda. Il mondo a cui eravamo abituati sta per diventare solo un vecchio ricordo: dalle recinzioni elettrificate costruite tra Botswana e Zimbabwe a quelle nate dopo gli scontri del 2015 tra Arabia Saudita e Yemen, dalla barriera in Cisgiordania fino al mai abbandonato progetto del presidente Donald Trump al confine tra Stati Uniti e Messico. Non appena una nazione si appresta a far nascere un nuovo muro, subito i paesi confinanti decidono di imitarla: quello tra Grecia e Macedonia ne ha generato uno tra Macedonia e Serbia, e poi subito un altro si è alzato tra Serbia e Ungheria. Innumerevoli sono le ragioni alla base di queste decisioni spesso dettate da paura, disuguaglianze economiche, scontri religiosi. Reportage e accorata denuncia, questo libro diventa quindi una bussola per comprendere le ragioni storiche di quello che sta accadendo oggi con la rinascita di forti sentimenti sovranisti e nazionalisti, nella speranza che questa drammatica tendenza si inverta al più presto.
ill., br. Per comprendere quel che accade nel mondo abbiamo sempre studiato la politica, l'economia, i trattati internazionali. Ma senza geografia, suggerisce Tim Marshall, non avremo mai il quadro complessivo degli eventi: ogni volta che i leader del mondo prendono decisioni operative, infatti, devono fare i conti con la presenza di mari e fiumi, di catene montuose e deserti. Perché il potere della Cina continua ad aumentare? Perché l'Europa non sarà mai veramente unita? Perché Putin sembra ossessionato dalla Crimea? Perché gli Stati Uniti erano destinati a diventare una superpotenza mondiale? Le risposte a queste domande, e a molte altre, risiedono nelle dieci fondamentali mappe scelte per questo libro, che descrivono il mondo dalla Russia all'America Latina, dal Medio Oriente all'Africa, dall'Europa alla Corea. Con uno stile chiaro e una prosa appassionante, Marshall racconta in che modo le caratteristiche geografiche di un paese hanno condizionato la sua forza e la sua debolezza nel corso della storia e, così facendo, prova a immaginare il futuro delle zone più calde del pianeta.
br. In tempi di pandemia, nuove minacce terroristiche e scontri economici globali, il termine «geopolitica» è soggetto a ripetute rivisitazioni e, in molti casi, anche a utilizzi impropri. Come orientarsi? Un utile strumento giunge da Mirko Mussetti, analista di geopolitica e geostrategia, che in questo saggio rimette ordine nello studio della disciplina, partendo da un'analisi delle sue branche - geoeconomia, geostrategia e geocultura - e di come la mancanza di politiche incisive in questi ambiti sia alla base dell'attuale declino delle nazioni. Prefazione di Lucio Caracciolo.
br. Nell'era della postmodernità il soggetto geopolitico che detiene il monopolio dell'uso della forza non necessariamente si identifica nello Stato quale massima organizzazione politica delle comunità. In una visione classica delle relazioni internazionali la guerra è certamente un atto politico, un modo per continuare le relazioni politiche con altri mezzi. Ma la guerra oggi, pur restando un atto politico, non è più interpretabile soltanto come confronto militare, bensì come impiego della violenza per finalità diffuse e non deterministicamente identificate in un obiettivo di semplice ed esclusivo potere militare. Prefazione di Fabio Mini.
br. Come si comprenderà dal sottotitolo, questi Appunti - articolati in otto contributi - hanno un duplice obiettivo. Il primo è quello di inquadrare il contesto internazionale in cui si collocano Europa e Italia con le loro politiche programmatiche (Next Generation Eu e Pnrr) ispirate, per molti versi, dall'Agenda Onu 2030 e dal piano Green Deal (2019): i primi tre capitoli si riferiscono a questo scenario e si muovono lungo le coordinate del processo di globalizzazione e della «grande transizione» - aspetti entrambi accelerati dalla pandemia e dalla crisi ucraina - approfondendo le condizioni che possono condurre a una forma di capitalismo migliore. Il secondo intento, prevalentemente legato agli altri cinque capitoli, è quello di riconoscere i punti cardinali che dovranno caratterizzare la trasformazione dell'economia e del lavoro nel segno della sostenibilità e della digitalizzazione. Sviluppo locale, Intelligenza artificiale e politiche di welfare: sono questi i fattori fondamentali per la modernizzazione economica e sociale. Si è scelta la parola «appunti» perché il discorso, naturalmente, qui non si esaurisce. Tuttavia, da qui può iniziare. Il volume è curato da Giuseppe Sabella. I diritti derivanti dalla vendita del volume saranno devoluti all'associazione Eskenosen (Como) per affrontare l'emergenza della guerra in Ucraina.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. OTTIME CONDIZIONI, COPERTINA LEGGERMENTE SCOLORITA. Gran parte del miliardo di musulmani del pianeta vive e soffre sotto regimi autocratici che negano i diritti fondamentali dell'uomo e fomentano l'odio contro l'Occidente e contro Israele. Regimi dittatoriali che sono nati sulle rovine dell'impero ottomano, si sono alleati prima con i nazisti, poi con i sovietici, e hanno generato una grave minaccia dei nostri tempi: il fondamentalismo islamico. In queste pagine Panella, passando in rassegna quasi un secolo di storia, analizza un fenomeno importante del XX e XXI secolo: l'asservimento e l'accecamento di una larga parte dell'umanità a un folle programma totalitario. Intende poi mostrare una via per sconfiggere il terrorismo: alimentare il filone democratico della tradizione politica araba. Informazioni bibliografiche Titolo: Il libro nero dei regimi islamici. 1914-2006 oppressione, fondamentalismo, terrore Autore: Carlo Panella Editore: Milano: Rizzoli Collana: Saggi italiani Data di Pubblicazione: Maggio 2006 ISBN: 8817011576, ISBN-13: 9788817011570 Pagine: 455; 23 cm Reparto: Storia Formato: brossura Soggetti: Religioni, Islam, musulmani, Stati islamici, Politica, Teocrazia, Geopolitica, Radicalismo, Terrorismo, Guerre di religione, Fondamentalismo, Imam, 11 Settembre, Medio Oriente, Dittature, Osama bin Laden, jihad, Allah, Conflitti, Stati Uniti, fatwa, Occidente, Infedeli, Occidente, Democrazia, Sunniti, Sciiti, Conflitto arabo-israeliano, Israele, Palestina, Occupazione, Intifada, Gerusalemme, Arafat, Libia, Iran, Iraq, Afghanistan, Emirati Arabi, Arabia Saudita, Pakistan, Siria, Egitto Parole e frasi comuni Abdulaziz ibn Saud Abdullah Abu Mazen Algeria algerini all’interno Allah americana americano armate ayatollah Baath Baghdad britannico Cairo califfato combattere complotto conflitto controllo Costituzione crisi dell’Impero dell’Iraq dell’Islam dell’Olp dell’Onu dirigenti diritto dollari ebraico ebrei economico Egitto erano europei Fatah feddayn Feisal fondamentale forze Fratelli Musulmani Gaza Gerusalemme Giordania golpe governo Gran Muftì guerra civile Hamas Hashemi Hassan ibn Saud ideologica ikhwan infatti inglesi iniziò internazionale iracheno Iran iraniana Iraq islamico Israele israeliani Jihad Khomeini kurdo Kuwait l’altro l’Arabia l’Egitto l’esercito l’Iraq l’Islam l’unico l’Urss leader leadership massacro Mecca Medio Oriente mediorientale milioni militare militari ministro Mohammed mondiale mondo arabo movimento musulmano Nasser nazionalismo arabo nazista Nuri al Said organizzazioni ottomano Paesi arabi Pakistan Palestina palestinese panarabismo petrolifera petrolio politica popolo presidente regime religioso rivolta Sadat Saddam Hussein sciiti sharia sheikh sionista Siria sociale società strategia sunnita Teheran territorio terrorismo Transgiordania Turchia umma wahhabiti Yasser Arafat Yemen
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. OTTIME CONDIZIONI, LIEVI SEGNI DEL TEMPO, LIEVE BRUNITURA. SENZA SOVRACCOPERTA. Descrizione bibliografica Titolo: Dizionario delle battaglie Curatore: Dono M. Antonioli Editore: Milano: Arnoldo Mondadori, 1966/68 Lunghezza: 654 pagine; 20 cm; ill. Collana: Storia illustrata Soggetti: Battaglie, Enciclopedie e dizionari, Storia universale, Riferimento, Reference, Cronologia, Bibliografia, Battaglie di terra, di mare e di cielo, assedi, rivoluzioni, colpi di Stato, Guerre civili, Eserciti, Combats, Vittorie, Sconfitte, Batailles terrestres, navales et aériennes, sièges, révolutions, coups d'état, guerres civiles, armées, victoires, défaites, Battles of land, sea and sky, revolutions, coups d' état, civil wars, armies, America, Europa, Asia, Africa, Stati Uniti, Russia, Geopolitica, Strategia, Tattica militare, Militaria, campagne, Flotte, Assedio di Leningrado, Unione Sovietica, Guerre Mondiali, Worlds Wars, Stalingrado, Verdun, Somme, Budapest, Kursk, Luzon, Passchendaele, Marna, Napoleone Bonaparte, Storia militare, History, Carl Von Clausewitz, Samurai, Cuzco, Famagosta, Costantinopoli, Roma, Gerusalemme, Waterloo, Austerlitz, Gaeta, Medioevo, Adua, Farsalo, Crimea, Charleroi, Cheronea, El Alamein, Lepanto, Lodi, Maratona, Nicea, Pavia, Rio de la Plata, Tannenberg, Guerra di Troia, Libri vintage, Consultazione
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. OTTIME CONDIZIONI, VOLUME MAI SFOGLIATO, LIEVI SEGNI DEL TEMPO, LIEVE BRUNITURA. Fra le testimonianze della nostra civiltà, l'impero romano rappresenta il più riuscito esempio di governo sovrannazionale della storia: secondo Luttwak esperto di strategia militare ed ex consulente del Pentagono - la chiave per comprendere i successi dei Romani risiede nell'esemplare integrazione di diplomazia, forze militari e capacità politica e nell'impiego di sofisticate strategie di "intelligence" nei confronti dei nemici. Attraverso un'analisi rigorosa e sistematica della storia romana dal I al III secolo d.C, l'autore ripercorre le decisioni di grandi figure come Augusto, Adriano e Marco Aurelio, e portando alla luce sorprendenti somiglianze con il mondo contemporaneo - dalla pluralità di minacce da cui difendersi alla presenza di un permanente, benché limitato, stato di guerra - offre al lettore un saggio per interpretare in prospettiva le strategie politiche e militari dell'Occidente. Descrizione bibliografica Titolo: La grande strategia dell'impero romano: dal 1. al 3. secolo d. C. L'apparato militare come forza di dissuasione Titolo originale: The grand strategy of the Roman empire from the first century A. D. to the third. Autore: Edward N. Luttwak Introduzione di: J. F. Gilliam Traduzione di: Pierangela Diadori Editore: Milano: Biblioteca universale Rizzoli, 1986 Lunghezza: 342 pagine; 20 cm; illustrato ISBN: 8817165751, 9788817165754 Collana: Volume L 575 di BUR Storia Soggetti: Storia antica, Storia romana, Espansione, Conquiste, Roma, Impero romano, Imperatori, Civiltà, Diritto, Tattica militare, Politica, Esercito, Legionari, Strategia, Augusto, Adriano, Marco Aurelio, Militaria, Difesa, Confini, Invasioni barbariche, Cittadinanza, Sicurezza, Minacce, Pericolo, Nemico, Geopolitica, Crisi, Siria, Soldati, Legioni straniere, Multi-nazionalismo, Cristianesimo, Impero multirazziale, Forze, Cartine, Diagrammi, Analisi strategiche, Provincie, Città fortificate, Confini, Studi comparativi, Britannia, Oriente, Parti, Dacia, Bibliografia, Libri Vintage, Fuori catalogo, Classici, Ancient history, Roman history, Expansion, Conquests, Rome, Roman Empire, Emperors, Civilization, Law, Military tactics, Politics, Army, Legionaries, Strategy, Defense, Borders, Barbarian invasions, Citizenship, Security, Threats, Danger, Enemy, Geopolitics, Crisis, Syria, Soldiers, Foreign Legions, Multi-nationalism, Christianity, Multiracial Empire, Forces, Maps, Diagrams, Strategic Analysis, Provinces, Fortified Cities, Borders, Comparative Studies, Britain, East, Parts, Dacha, Bibliography, Books Out of print, Classics Parole e frasi comuni A. H. M. Jones attacchi Augusto Britannia Cambridge Ancient History cavalleria chilometri Clarendon Press clienti cohortes combattimento concentrazione conquista contingente controllo coorti Dacia Danubio Decebalo Armenia impero difesa di confine profondità Diocleziano dislocate Domiziano E. B. Birley equites eserciti da campo fanteria Flavi fortificazioni forze Frontier Germany inferiore Germania superiore Giuseppe Flavio guerra giudaica H. M. D. Parker Iazigi III secolo incursioni L’armée de Dioclétien Later Roman Empire legionarie legioni limes limitanei linea confini Marcomanni militare Militärgrenzen militari mobili nemici Notitia Dignitatum Oxford Parigi politica popolazioni potere provincia Reno Frontier Roman Legions Studies Sassanidi secolo settore sistema soldati strategia tattica territorio imperiale tetrarchia Traiano truppe ausiliarie University Press Vallo di Adriano Vespasiano vexillationes zona alae cohortes Antonine Wall Arabia Armenia Arsacid attacks Augustus auxilia auxiliary barbarians base Berchem Birley border Britain Cappadocia cavalry Clarendon Press client cohortes equitatae comitatenses conquest Constantine Dacia Danube Decebalus defense-in-depth Demougeot Diocletian Domitian East elastic defense emperor enemy field armies fight Flavians fortifications fortresses forts Frontier in Germany garrisons Hadrian Wall Imperial Army infantry invasion Journal of Roman legionary logistic Marcus Aurelius Maroboduus milliary Moesia North-Western Roman Empire Notitia Dignitatum offensive Parker perimeter Petrikovits preclusive province Raetia revolt Rhine Legions Roman Studies Rome rulers Sarmatians Sassanid Septimius Severus Seston siege soldiers strategic Studien Syme Syria Tacitus tactical tetrarchy third century threat Trajan's Parthian troops Vespasian warfare
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. OTTIME CONDIZIONI GENERALI, LIEVI SEGNI DEL TEMPO. RITAGLIO DI GIORNALE EX-LIBRIS E DEDICA IN ANTIPORTA. Descrizione bibliografica Titolo: Blizzard, il tifone bianco. E se il maltempo non smettesse più? Un giallo meteorologico. Romanzo Titolo originale: Blizzard: a novel Autore: George Stone Traduzione di: Paola Montagner Copertina di: Paolo Guidotti Editore: Milano: Rizzoli, 1978 Lunghezza: 207 pagine; 22 cm Prezzo originale in Lire: L. 5.500 Collana: La Scala Soggetti: Narrativa, Romanzi, Letteratura Americana, Fantascienza, Fantasy, Libri vintage, Fuori catalogo, Anni Settanta, Clima, Meteorologia, Blizzard, Bufere, Tifoni, Perturbazioni atmosferiche, Gialli, Mistero, Cicloni tropicali, Guerra meteorologica, Guerra fredda, Disastri naturali, Fantapolitica, Geopolitica, Geologia, Scienze della terra, Racconti, Inverno, Nevicate, Neve, Tempeste, Thriller, Fantameteo, Precipitazioni, Comunismo, America, Russia, Spionaggio, Potere, Politica, Giallo, Mistery, Temperatura, Previsioni, Pioggia artificiale, Fiction, Novels, Literature, Sci-Fi, Fantasy, Books out of print, Seventies, Climate, Meteorology, Buffaloes, Typhoons, Weather perturbations, Mystery, Tropical cyclones, Meteorological war, Cold war, Natural disasters, Political science, Geopolitics, Geology, Earth sciences, Tales, Winter, Snowfall, Snow, Storms, Phantasm, Precipitation, Communism, Espionage, Power, Politics, Yellow, Temperature, Predictions, Artificial Rain, Freeze, Blizzard. Roman einer Katastrophe Parole e frasi comuni abyssal bathyscaphe BAROMETER Berger blizzard booth Cabinet Room chair cigarette CLEARING COLDER coffee Conroy Council Curtis Zimber damn David Bradford TEMPERATURE desk door DRIFTS emergency ENDING TONIGHT eyes face feet FORECAST glanced glass goddam Gonn hair Herbert Salisbury Howard Jane Joni Dubin Joni Keithley-Smythe Leopard Shark Low Blow Manatee meeting Megastorm Metro morning MPH PRECIPITATION MPH SNOW DEPTH Narwhal National Security Nessie nodded Okay Paul Garfield Pete Tavern Popowski President Professor Uriah reactors ROCKEFELLER CENTER Rodek satellites Kroner Secretary Norris Senator Bradford ship skis SNOW ENDING snowmobile Soviet storm submarine Thank voice Walter Popowski WASHINGTON NATIONAL AIRPORT watch wave weather White House Wilcox wind window
COME NUOVI, MAI SFOGLIATI. LIEVI SEGNI DEL TEMPO AL COFANETTO E ALLE COPERTINE. Testo fondamentale per la comprensione dell'evoluzione economica dei paesi asiatici dalla fine degli anni '60. Informazioni bibliografiche Titolo: Il dramma dell'Asia: ed. abbreviata del Saggio sulla povertà di undici paesi asiatici Titolo originale: Asian Drama: An Inquiry Into the Poverty of Nations Collana: Volumi 5.1, 5.2 di I grandi gabbiani Autore: Gunnar Myrdal Curatore: Seth King Traduzione di: Lia Volpatti Ricerca patrocinata dal Twentieth Century Fund Editore: Milano: Il Saggiatore, 1973 Lunghezza: 633 pagine (297 + 336); 2 volumi, in custodia Soggetti: Paesi in via di Sviluppo, Asia Meridionale, Condizioni Economiche e Sociali, Storia Economica, Economia, Terzo Mondo, Cina, India, Comunismo, Geopolitica, Politica, Capitalismo, Imperialismo, Marxismo, Corea, Sviluppo, Reportage, Povertà, Studi, Saggi, Teorie Economiche, Premio Nobel, Colonialismo, Occidente, Relazioni Internazionali, Demografia, Sviluppo, Malthus, Marxismo, Engels, John Maynard Keynes, Welfare, Diplomazia, Politica Economica, Risorse Energetiche, Reddito, Birmania, Pakistan, Agricoltura, Artigianato, Manodopera, Industria, Commercio Estero, Esportazioni, Emigrazione, Immigrazione, Socialismo, Democrazia, Pianificazione, Chesneaux, Maddox, Aron, Beaton, Economisti svedesi, Stato sociale, Ceylon, Classici, Filippine, Philippines, Vietnam, Thailandia, Five Year Plan, Burma, Pakistan, underemployment, UNESCO, primary school, Problems of Population, investment, Karachi, Malaria, Underdevelopment, levels of living, South Asian countries, World Health
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. FONDO DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. MACCHIETTE E LIEVE BRUNITURA. Descrizione bibliografica Titolo: Il nuovo futuro di Israele. Interviste Titolo originale: Israel's new feature. Interviews Autore/Curatore: Manfred Gerstenfeld Interventi: AA.VV. (Autori Vari) Traduzione dall'inglese di: Raffaella Novità Editore: Milano: Anabasi, Settembre 1994 Lunghezza: 254 pagine; 22 cm ISBN: 8841760079, 9788841760079 Collana: Metropolis Soggetti: Israele, Secolo 20., Saggi, Palestina, Indipendenza, Sionismo, Ebraismo, Geopolitica, Studi politici, Storia contemporanea, Shoah, Olocausto, Conflitto arabo-israeliano, Interviste, 1948, Territori occupati, Insediamenti, Occupazione, Guerra dei Sei Giorni, Egitto, Inghilterra, Arafat, OLP, Terrorismo, Libri Vintage, Fuori catalogo, Delegittimazione, Antisemitismo, Negazionismo, Genocidio, Cristianesimo, Germania, Seconda Guerra Mondiale, Stati Uniti, Attualità, Nazismo, Pace, Accordi, Gerusalemme, Comunità ebraiche, Tradizioni culturali, Nazionalismo, Teologia, Ahmadinejad, Iran, Medio Oriente, Clinton, Oslo, Islam, Anti-giudaismo, Gaza, Jewish Political Studies, Replacement theology, Robert Wistrich, Russian, Segré, Shevchenko, Diaspora, Judith Butler, Hitler, Identità israeliana, Riflessioni, Conversazioni, Pensiero, Politica internazionale, Vaticano, Dan Segre, Abraham Yehoshua, Abba Eban, Moshe Arens, Sergio Minerbi, Europa, Mediterraneo, Mordechai Abir, Yehezkel Dror, Stato, Fondamentalismo islamico, Daniel J. Elazar, David Bar-Illan, Yaakov Gadish, Uri Marinov, Menachem Friedman, Moshe Sanbar, Miriam Ben-Porat, Peter Medding, Bibliografia, Ortodossia, Diritto, Democrazia, Daniel Elazar, Israel, State, 20th Century, Essays, Palestine, Independence, Zionism, Judaism, Geopolitics, Political Studies, Contemporary History, Holocaust, Arab-Israeli Conflict, Interviews, Occupied Territories, Settlements, Occupation, Six Day War, Egypt, England, Terrorism, Out of print Books, Delegitimization, Anti-Semitism, Denialism, Genocide, Christianity, Germany, World War II, United States, News, Nazism, Peace, Agreements, Jerusalem, Jewish Communities, Cultural Traditions, Nationalism, Theology, Middle East, Anti-Judaism, Israeli identity, Reflections, Conversations, Thought, International politics, Vatican, Europe, Mediterranean, Islamic fundamentalism, Bibliography, Orthodoxy, Law, Democracy, Daniel Elazar
COME NUOVO. L'oggetto della conferenza di Monaco fra i capi di governo di Regno Unito, Francia, Germania e Italia (1938) fu la rivendicazione tedesca di parte della Cecoslovacchia del territorio dei Sudeti abitato dall'etnia tedesca; nello stesso anno la Germania nazista si era impossessata dell'Austria Anschluss. Informazioni bibliografiche Titolo: Cronaca di settembre Titolo originale Chronique de septembre Autore: Paul Nizan Con una conversazione introduttiva di: Augusto Pancaldi e Henriette Nizan Prefazione di: Olivier Todd Editore: Roma: Editori riuniti, 1981 Lunghezza: 231 pagine; 19 cm Traduzione di: Maria Jatosti Memmo. Collana: Volume 47 di Universale Soggetti: Accordo di Monaco, 1938, Storia d'Europa. Nazismo, Storia contemporanea, ACCORDI, Patto, WILSON, ROMA, MOSCA, HITLER, DIPLOMAZIA, CORRISPONDENZA DIPLOMATICA, LETTERE, POLITICA, SECONDA GUERRA MONDIALE, POULANTZAS, FRANCIA, GERMANIA, MUSSOLINI, FASCISMO, UNIONE SOVIETICA, INGHILTERRA, STATI UNITI, ITALIA, CECOSLOVACCHIA, PRAGA, DALADIER, GUERRA, PACE, DOCUMENTI UFFICIALI, Austria, annessione, politica estera, imperialismo, ideologie, Relazioni internazionali, Geopolitica, Novecento, Cronache, Munich, Allemands des Sudètes, Georges Bonnet, Neville Chamberlain, Robert Vansittart, Roosevelt, Mussolini, Konrad Henlein, Affaires étrangères, Churchill, Halifax Lord Runciman, Foreign Office, conférence, conversations
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. FONDO DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. Tra i primi a comprendere e segnalare l'avvento di una "democrazia mediatica", Debray analizza in questo libro il modo in cui i messaggi simbolici da cui siamo bombardati si iscrivono, si trasmettono e si sedimentano nella società. Dalla videopolitica alla metafora sportiva, dal ruolo dei corpi in un mondo di immagini ai nuovi linguaggi e ai nuovi segni, dallo stravolgimento dei concetti di destra e sinistra alle inedite modalità assunte dallo Stato educatore, dalla perdita di ruolo della politica alla ridefinizione del concetto stesso di cultura, l'autore delinea una mappa utile per comprendere il piano su cui si gioca oggi la partita politica. Il volume è anticipato da un saggio introduttivo di Carlo Freccero. Informazioni bibliografiche Titolo: Lo stato seduttore. Le rivoluzioni mediologiche del potere Titolo originale: L'État séducteur: les révolutions médiologiques du pouvoir) Collana: Black box Autore: Régis Debray Prefazione di: Carlo Freccero Traduzione di: Marina Minucci, Lucetta Negarville Editore: Roma: Editori Riuniti, 2003 ISBN: 8835954436, 9788835954439 Lunghezza: 168 pagine; 22 cm Soggetti: Studi sulla comunicazione, Mediologia, Filosofia, Scienza politica, Stato pubblicitario, Rivoluzione fotografica, Audience, Potere, Consenso, Guerra del golfo, Iraq, Machiavelli, Foucault, Mass Media, Paul Virilio, Stato, Quarto Potere, Orson Welles, Umberto Eco, Semiotica, Roland Barthes, Omar Calabrese, De Saussure, Marshall McLuhan, Villaggio Globale, Immaginario, Immagini, Linguistica, Semiotica, Video, Simbolismo, Influenze culturali, Scienze sociali, Società, Seduzione, Fotografie, Pubblico, Serialità, Riproducibilità, Riproduzione, Arte, Libri Vintage Fuori catalogo, Rivoluzione mediatica, Médiologie, Le Pouvoir, Vita politica, Governo, Videotape, Videoclip, Montaggio, Drammatizzazione, Tecniche, Tecnologia, Sociologia, Antropologia culturale, Demografia, Stato seducente, Sociologie des médias, Emergenza, Pensiero, Messaggio, Passività, Ricezione, Mediazione, Memoria collettiva, Guerre moderne, Communication studies, Mediology, Philosophy, Political science, Advertising state, Photographic revolution, Power, Consensus, Gulf war, State, Fourth estate, Semiotics, Global Village, Imaginary, Images, Linguistics, Semiotics, Symbolism, Cultural influences, Social sciences, Society, Seduction, Photographs, Audience, Seriality, Reproducibility, Reproduction, Out of print books, Media revolution, Political life, Government, Editing, Dramatization, Techniques, Technology, Sociology, Cultural anthropology, Demography, Seductive state, Emergency, Thought, Message, Passivity, Reception, Mediation, Collective Memory, Modern Wars
Roma, Gedi, 2017, 8vo (cm. 24 x 17) brossura editoriale con copertina illustrata a colori, pp. 264 con carte in nero e a colori, nel testo e fuori testo (fascicolo monografico di Limes, n. 12). In condizioni eccellenti.
in-16°, broché. Bon état. [LP-9] Texte en français et arabe.
In-8° pp. VI-306, bross. edit. illustrata con lievi segni al dorso e timbri sul frontespizio.
In-16° pp. 718, leg. in cartoncino flessibile con titolo al piatto.
AA.VV limes. , Giunti nd, Libro in condizioni discrete, presenta pagine interne lievemente ingiallite Mediocre (Poor) . <br> <br> Copertina flessibile <br> 312<br> 9771124904000