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in-8°, 358 pp, cartes et tabl., broche, couverture illustree. Bel exemplaire. [DV-22]
in-8°, 318 pp, cartes et tabl., broche, couverture illustree. Bel exemplaire. [CA31-7]
1 Vol. In-8 elegante m.pelle con ang. Oro e cord.al dorso.Piatti e risg marm pag. 175 PROG 41429 CATT_ATT 55
COME NUOVO L'autore, ambasciatore a Mosca dal 1985 al 1989, ripercorre le vidende del mondo comunista, dal prudente processo di democratizzazione di Gorbacev sino alle aspirazioni separatiste delle repubbliche non russe.
br. Una vera e propria "corsa alla terra", considerata non più patrimonio da salvaguardare per assicurare la sopravvivenza alla presente e alle future generazioni, ma proprietà immobiliare su cui investire e speculare: questo è il processo cui stiamo assistendo da più di un decennio e del quale c'è ancora scarsa consapevolezza. L'accaparramento fondiario, nelle due forme di land grabbing e land concentration, non solo sta compromettendo i quadri ambientali, economici, sociali, politici e culturali dei Paesi preda, ma sta paradossalmente minando anche la produttività dei Paesi predatori per la concorrenza dei prodotti ottenuti sulle terre accaparrate a costi di esercizio irrisori. Nel volume si esaminano, a scala planetaria e regionale, le implicazioni geopolitiche, etiche, giuridiche e culturali del fenomeno e vengono stigmatizzati, anche attraverso eloquenti rappresentazioni cartografiche, ruolo e funzione dei Paesi predatori e dei Paesi ombra, responsabili di minare la sovranità alimentare, di generare fame e indigenza e di provocare migrazioni forzate. La nuova edizione del volume, rispetto alla precedente, dedica ampio spazio agli effetti prodotti dall'accaparramento sia nei Paesi predatori che nei Paesi preda e dimostra, attraverso la metodologia GECOAGRI LANDITALY, che land grabbing e land concentration, pur non essendo "facce della stessa medaglia", hanno uguali radici e potranno trovare una soluzione comune.
br. Dopo la caduta del muro di Berlino ormai più di trent'anni fa, l'Europa ha cambiato volto, sia in senso geopolitico che politico-culturale. Alla logica dei blocchi contrapposti che aveva caratterizzato la Guerra fredda si è sostituito un arcipelago di molteplici entità statuali, legate da confini e frontiere multiple e complesse, in continuo cambiamento, che oscillano fra un rapporto conflittuale aperto o strisciante e una feconda interrelazione. I saggi di questo volume, che riportano gli atti del convegno dall'omonimo titolo tenutosi a Roma dal 9 all'11 maggio 2019, intendono contribuire alla redazione di nuove mappe mentali e concettuali, continuamente attraversate e intersecate da questi confini. All'asse sincronico (che indaga fenomeni letterari e politico-culturali, spesso della contemporaneità più recente) si affianca un asse diacronico, che lumeggia le molteplici questioni della memoria culturale connesse a questo epocale passaggio storico.
br. I conflitti, oltre a esprimersi nella dimensione storica e politica, si alimentano perpetuandosi nella vita sociale ed emotiva delle persone. Su queste premesse si sostiene la ricerca etnografica di Simone Mestroni in Kashmir, un territorio al centro di una interminabile disputa tra India e Pakistan, colpito sin dal 1989 da un'insurrezione armata di matrice islamista. Incentrato su quattro anni di permanenza nel Kashmir indiano, "Linee di controllo" è il tentativo di tracciare genealogie e mappe di un conflitto geopolitico ricorrendo a frammenti umani, fatti di voci e vite, che quel conflitto continuano a subire e a tramandare. Attraverso una prospettiva ancorata all'esperienza e uno stile evocativo, questo libro mette in luce come alla Linea di Controllo (il confine disputato tra India e Pakistan) corrisponda in realtà un'eterogenea moltitudine di "linee di controllo", inerenti l'ideologia, la costruzione del sé e soprattutto la dimensione simbolica e morale in cui si produce la violenza politica. Prefazione di Bernardino Palumbo.
br. L'Ordine Liberale Internazionale è un progetto che intendeva armonizzare la sovranità statale e l'economia di mercato, attraverso la promozione della democrazia liberale all'interno e il sostegno alla cooperazione economica e commerciale sul piano internazionale. A partire dagli anni '80 del secolo scorso, l'OLI è stato dirottato e il potere del mercato ha offuscato la forza della democrazia. L'obiettivo di proteggere le società nazionali dagli shock costituiti dalle guerre e dalle crisi finanziarie si è ribaltato nella difesa fanatica del mercato globale dalle pressioni sociali. Lo squilibrio causato dalla pandemia, il riscaldamento globale, la dilagante disuguaglianza, l'ascesa delle potenze autoritarie, il dramma delle migrazioni e la perdurante minaccia terroristica, sono sfide che possiamo vincere solo a condizione di trovare un diverso equilibrio tra cooperazione e competizione, per rendere solide, inclusive, eque e attraenti le nostre democrazie di mercato.
br. L'autore del presente saggio intende chiarire il rapporto fra la cultura fascista e gli atteggiamenti razzistici del regime, riservandosi la specola privilegiata della rivista "Geopolitica", edita dal 1939 al 1942. Patrocinatore Giuseppe Bottai che, come ministro dell'Educazione Nazionale, si era posto il problema di potenziare la conoscenza di una geografia insegnata nelle scuole secondo la volontà pedagogico-nazionale. Non più sufficiente la geografia politica, troppo statica, sceglieva la formula della geopolitica, capace di contemperare ed esaltare entro una cornice epistemiologicamente nuova gli aspetti geografici, economici strategicie e politico-contemporanei. La rivista, sotto l'impulso di un intellettuale di grande caratura come Bottai, pur nella forzata acquiescenza alle leggi razziali volute da Mussolini, appare però priva degli aspetti beceri del razzismo biologico alla tedesca.
ill., br. Cosa sta succedendo nel Vicino e Medio Oriente? Perché quest'area nevralgica continua a essere l'epicentro dei più cruenti e sanguinosi conflitti che scuotono il mondo? Chi sono i protagonisti interni ed esterni che hanno contribuito a rendere tale zona la più instabile e turbolenta dalla metà del Novecento fino alla cosiddetta "Primavera araba" e oltre? A queste domande, come a diverse altre che vi sono strettamente legate (11 settembre 2001, terrorismo "islamista", politiche neo-securitarie, ruolo delle grandi lobby internazionali), risponde Paolo Sensini in questo suo nuovo libro che rappresenta in qualche modo il seguito e uno sviluppo ad ampio raggio di "Libia 2011", ossia del lavoro uscito in Italia che ha documentato in presa diretta ciò che stava realmente accadendo nelle "rivolte arabe". Dopo aver descritto le condizioni storico-sociali che hanno portato alla nascita degli Stati del Vicino e Medio Oriente con la caduta dell'Impero Ottomano, l'autore esamina quali sono i "grandi giochi" e la rete degli interessi mondiali che si sono scontrati e continuano tuttora a scontrarsi determinando i destini dell'area.
ill., br. Un nuovo lavoro della qualificata équipe francese di studiosi di geopolitica propone gli scenari e le questioni più rilevanti per il mondo di domani, partendo dall'analisi di quanto accaduto nel 2016. Mappe tematiche e infografiche accompagnano gli approfondimenti realizzati da geografi, politologi, demografi e sociologi. È difficile essere ottimisti circa ciò che ci attende nel 2017, un anno che si preannuncia scuro come II fondale nero della bandiera dei terroristi jihadisti. L'onda d'urto del conflitto nel Vicino Oriente, partita dalla guerra civile siriana e poi dall'insediamento del gruppo terrorista dello Stato islamico (o ISIS), promette di essere duratura. Oltre al Medio Oriente, di particolare gravità si è dimostrata la crisi dell'Unione Europea, incapace di fronteggiare il fenomeno migratorio e l'ondata di eurofobia che ha attraversato numerosi Stati membri, giungendo alla dirompente Brexit. L'atlante si articola in quattro grandi sezioni: la prima descrive le grandi poste in gioco geopolitiche, sottolineando i nuovi rapporti di forza che si delineano e le tensioni che si accentuano e mettono a rischio la stabilità del mondo. Viene poi una panoramica sulle guerre e i conflitti, oltre che sulle minacce che stanno prendendo piede, sia che si tratti della proliferazione nucleare, del terrorismo o del ciberattacchi. Aprendosi su un bilancio della COP21, la terza parte cerca di dare un senso al concetto di sviluppo sostenibile, valutando l'adeguamento delle risorse disponibili del pianeta per soddisfare i bisogni di una popolazione mondiale che, alla fine del secolo, dovrebbe raggiungere i 9 miliardi. Infine, si getta uno sguardo sul mondo nell'epoca della globalizzazione, sottolineando le Ineguaglianze, i centri del potere, come le sfide che essa genera per l'economia, in termini d'indebitamento, flussi illeciti e traffici di ogni tipo. L'anno 2017 vedrà anche salire al potere un nuovo presidente della prima potenza economica mondiale. Questo importante avvenimento per il mondo conduce alla quinta parte, per trarre un bilancio degli otto anni dell'amministrazione Obama e a interrogarsi su ciò che sta alla base della potenza americana: la forza militare? O quella economia? La cultura? O l'innovazione? Partendo da queste domande, sarà importante capire quali vie imboccherà il nuovo presidente americano sullo scenario internazionale, quello del multilateralismo o del ripiegamento su se stesso.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. RIMANENZA DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. Il secondo volume dell’Annuario Armi-Disarmo Giorgio La Pira, affronta il tema delle spese militari nel mondo. Il testo illustra con una ricca documentazione lo stato delle spese militari nel corso degli ultimi anni, mettendo in evidenza i cambiamenti rispetto al passato e ricercandone le cause. Il quadro che emerge è quello della necessità di tali spese non solo a fini espansionistici o di controllo egemonico, ma come inevitabile costo dell’insicurezza. Questo costo ricade sia sugli alleati degli USA costretti ad adeguare i propri standard a quelli del partner principale, la cui economia è molto spesso dipendente dalle spese militari (armi e logistica), ma anche sui paesi che si sentono minacciati. Il quadro complessivo sarebbe più vicino alla realtà se fosse possibile avere accesso ai dati sulle spese per la sicurezza interna, essendo ormai venuta meno la distinzione tra questa e quella esterna. Il volume è chiuso da alcuni capitoli di finestra sull'attualità che aggiornano i dati sull'esportazione italiana delle armi e sulle armi nucleari. Una ricerca realizzata da IRES Toscana per la Regione Toscana dedicata alle questioni della spesa militare. A quanto ammontano le spese militari internazionali? Quanto si spende e come si spende? Quali sono i costi di questa spirale di riarmo? Quanto costa ed è realmente costata la guerra globale al terrorismo? Quali le spese per le missioni in Afghanistan e in Iraq? Chi spende di più e come spende? Quale ruolo comporta l'entità e la tipologia di spesa per l'Italia e per l'Europa? La domanda determina l'offerta oppure è l'offerta di armamenti che influisce sulla domanda e sulle modalità di risposta? Quali relazioni intercorrono tra spesa militare, complesso militare industriale ed economia dei principali paesi? Quali ricadute sulle spese sociali, per la sanità e l'istruzione? Quali ricadute sullo sviluppo e sulla cooperazione? Molteplici sono gli spunti di riflessione che scaturiscono dai tentativi di risposta a tali domande e che implicano uno sforzo di rilettura critica del ruolo dei principali attori internazionali e delle modalità di affronto delle nuove sfide in un contesto internazionale mutato. Il volume presenta una disamina aggiornata sui temi degli armamenti, con particolare attenzione all'Italia, in parallelo a rapporti simili pubblicati in altri paesi europei. Uno strumento di documentazione rivolto a studiosi, ricercatori e operatori, o anche cittadini interessati alle tematiche della pace, delle armi e dei conflitti su scala internazionali. Descrizione bibliografica Titolo: Le spese militari nel mondo: il costo dell'insicurezza. Annuario Armi-Disarmo Giorgio La Pira Autore: AA.VV. (Autori Vari) Curatori: Chiara Bonaiuti e Achille Lodovisi Prefazione di: Claudio Martini Editore: Milano: Editoriale Jaca Book, Ottobre 2006 Lunghezza: 359 pagine; 23 cm ISBN: 8816407492, 9788816407497 Collana: Volume 749 di Di fronte e attraverso Sottocollana: TerraTerra. Co-edizione con Alce Nero Soggetti: Società, Attualità, Geopolitica, Militaria, Spese militari, Esercito, Armi, Guerra, Difesa, Politica estera, Diritto internazionale, Alleanze, Trattati internazionali, Vendita, Armamenti, Nucleare, Forze armate, Aerei militari, Spesa pubblica, Stati, Forniture, Multinazionali, Produzione, Stati Uniti, Mediterraneo, Europa, NATO, Distruzione di massa, Relazioni internazionali, Negoziazione, Controllo, Terrorismo, 11 Settembre, Globalizzazione, Imperialismo, Sicurezza, Navi, Marina militare, Bombe, Intelligence, Servizi segreti, Diplomazia, Guerre giuste, Conflitti, Medio Oriente, Israele, Iran, Afghanistan, Iraq, Libia, Siria, Asia, Pacifico, Cina, Pakistan, Arabia Saudita, Russia, Interventismo, Francia, Inghilterra, Difesa comune, Strategia, Tattiche, Generali, Disarmo, Contenimento, Potenziale, Deterrenza, Bomba atomica, Guerra fredda, Fonti, Anni Settanta, Anni Ottanta, Anti Novanta, Unione Sovietica, Occidente, Terzo Mondo, Potenze mondiali, Bilancio, Corruzione, Falchi, Banche, Credito, Paesi esportatori, Mercato, Embargo, Importatori, Status, Dottrine politiche, Geografia economica, Economia, Society, News, Geopolitics, Military, Military Expenses, Army, Weapons, War, Defense, Foreign Policy, International Law, Alliances, International Treaties, Sale, Armaments, Nuclear, Armed Forces, Military Aircraft, Public Expenditure, States, Supplies, Multinationals, Production, United States, Mediterranean, Europe, Mass destruction, International relations, Negotiation, Control, Terrorism, September 11, Globalization, Imperialism, Security, Ships, Navy, Bombs, Secret services, Diplomacy, Just wars, Conflicts, Medium East, Libya, Syria, Pacific, China, Interventionism, France, England, Common Defense, Strategy, Tactics, General, Disarmament, Containment, Potential, Deterrence, Atomic Bomb, Cold War, Sources, 1970s, 1980s, Anti Nineties, West, Third World, World Powers, Budget, Corruption, Falcons, Banks, Credit, Exporting Countries, Market, Importers, Political Doctrines, Economic Geography, Economy Parole e frasi comuni adottato Afghanistan Africa africani Andamento spesa Arabia Saudita armamenti armi nucleari attività aumento autorizzazioni aziende base Bilancio Difesa Cina cinese civili complessivo conflitti controllo Corea del Sud corso costi crescita dati SIPRI decennio dirigenti disarmo economici Elaborazione dati esportazioni europei finanziamenti finanziari Fonte fornitura forze armate globale governo Gran Bretagna Guerra Fredda incremento Indonesia internazionale investimenti Iraq Israele livello maggiori Malaysia Medio Oriente miliardi di dollari euro militare ministero missili nazionale Nazioni Unite notevole Novanta nucleare occidentale operazioni paesi Pakistan Pechino Pentagono percentuale periodo politica potenza problemi produzione progetto programmi quinquennio regione registrare relative ricerca sviluppo riduzione risorse rispetto Russia scenario servizi settore sicurezza Sierra Leone sistemi d'arma situazione sociali stanziamenti statunitense stime strategia Tabella Taiwan tale tecnologie tendenza termini reali totale UNDP valore vP Washington
Vol.in 8°grande bross.edit.illustr. 239 pp.Pressochè intonso.
Quercia Paolo (a cura di) Migrazione e sicurezza dall'Africa sub-sahariana al Mediterraneo. , Goliardica Editrice 2017-01-01, Ottimo (Fine) . <br> <br> Copertina flessibile <br> 286<br> 9788888745671
ril. Alcuni anni orsono, Ray Dalio ha cominciato a notare una convergenza di condizioni politiche ed economiche che non aveva mai visto prima. Forte indebitamento e tassi di interesse prossimi o uguali allo zero, che spingevano alla stampa di moneta in proporzioni massicce nelle tre valute di riserva principali del mondo; gravi conflitti politici e sociali all'interno dei Paesi a causa delle più forti disparità di ricchezza, di idee politiche e di valori; e l'ascesa di una potenza mondiale (la Cina) che sfida la potenza in carica (gli USA) e l'ordine mondiale esistente. L'ultima volta che questi elementi si erano presentati insieme era tra il 1930 e il 1945. Partendo da qui, Dalio ha iniziato a ricercare gli schemi ricorrenti e le relazioni causa-effetto alla base dei principali spostamenti della ricchezza e del potere negli ultimi cinquecento anni. In questa straordinaria e tempestiva nuova puntata della serie dei Principi, Dalio accompagna i lettori nel suo studio dei grandi imperi - tra cui quelli olandese, britannico e americano - mettendo in prospettiva il "Big Cycle" che in tutto il corso della storia ha guidato le sorti dei grandi Paesi del mondo. Rivela le forze eterne e universali che determinano queste trasformazioni e le usa per scrutare nel futuro, offrendo la sua strategia per prepararci a ciò che ci attende.
br. La finale della Coppa del Mondo di calcio in Qatar si giocherà a Doha il 18 dicembre 2022. Mai nella sua storia centenaria il Mondiale si è disputato in inverno. Saranno fermati tutti i campionati di calcio nazionali nel pieno del tradizionale calendario calcistico già in ottobre. Fermi i tornei principali in Europa, sud America, Asia. Una cosa mai vista prima. Come è stato possibile che la FIFA abbia deciso di assegnare il principale evento calcistico al mondo ad un piccolo paese arabo senza tradizioni sportive, senza strutture adeguate, e in più caratterizzato da un clima desertico? Un mistero che parte da lontano e al quale questo libro vuole provare a dare una spiegazione. È una storia intricata che parla di sport ma anche di molto altro: lotte geopolitiche, terrorismo, riserve energetiche, fondi di investimento, potere televisivo, Al Jazeera, rivoluzioni e Jihad, campioni di calcio e tecnologia, immigrazione e assenza di democrazia. Quella del Qatar è una operazione che ha un indubbio valore tecnico ma soprattutto un inestimabile valore di immagine per dare "legittimità" ai più discussi Mondiali di calcio di calcio di tutti i tempi, che si svolgeranno nell'Emirato nell'inverno del 2022. Una decisione che ha innescato uno scandalo mondiale che ha travolto la FIFA costringendo alle dimissioni il suo storico boss Sepp Blatter, accusato di corruzione. La decisione di stupire il mondo con Neymar che palleggia sotto la Torre Eiffel con la maglia rossoblu del PSG aveva anche uno scopo politico preciso per il Qatar: rompere l'isolamento diplomatico dei paesi del Golfo, oscurare le critiche sulla democrazia interna e soprattutto far dimenticare le accuse di finanziare il terrorismo islamista. Prefazione di Toni Capuozzo.
ill., br. Pensato come un vero e proprio atlante, dove ogni conflitto ha pari dignità, è un annuario aggiornato delle guerre in atto sul Pianeta. Vengono analizzate e spiegate le ragioni di tutti gli scontri armati in corso: chi combatte e perché, qual è la posta in gioco e le ragioni che muovono al conflitto. Senza prendere posizione a favore di qualcuna delle parti in causa, l'Atlante è uno strumento fondamentale di informazione e di costruzione di una coscienza civile.
br. Pensato come un vero e proprio atlante, dove ogni conflitto ha pari dignità, è un annuario aggiornato delle guerre in atto sul Pianeta. Vengono analizzate e spiegate le ragioni di tutti gli scontri armati in corso: chi combatte e perché, qual è la posta in gioco e le ragioni che muovono al conflitto. Senza prendere posizione a favore di qualcuna delle parti in causa, l'Atlante è uno strumento fondamentale di informazione e di costruzione di una coscienza civile. L'XI edizione dell'Atlante ha il suo focus sulle conseguenze della guerra in Ucraina. Contiene dossier tematici su: crisi alimentare generata dal conflitto Russia-Ucraina; riarmo e nuovo pericolo nucleare; pandemia da Covid19: a che punto siamo?; il dramma dei civili in zona di guerra e le evoluzioni del diritto umanitario (in collaborazione con Anvcg e Intersos); schede conflitto e infografiche generali. L'invasione russa dell'Ucraina nel febbraio del 2022 e il ritorno in Afghanistan del governo dei talebani hanno convinto la redazione ad accelerare i tempi d'uscita di questa XI edizione.
br. Quello in cui viviamo è un mondo sempre più complesso; in poco più di un secolo la popolazione è passata da 1,5 a più di 7 miliardi e secondo le stime demografiche entro il 2050 arriverà a 10. Anche gli Stati nel giro di cinquant'anni sono quadruplicati, passando da 50 a oltre 200. Il nostro establishment politico, economico e finanziario, come nella Francia di Maria Antonietta, pare avulso dalla realtà dei popoli e inadeguato ad affrontare i profondi cambiamenti che stanno investendo il pianeta. All'aumentare della complessità del mondo corrisponde una progressiva perdita di credibilità dei piloti, quell'élite occidentale a cui nessuno riconosce più il suo ruolo di guida. Allo stesso tempo, con la crisi della globalizzazione acquisiscono nuova importanza gli Stati, le unioni, gli accordi bilaterali, il giusto mix di hard e soft power, l'equilibrio tra i diversi attori. "Verso un mondo multipolare" esamina lo scacchiere internazionale attingendo alle forme di pensiero della cultura della complessità e dei sistemi. Il risultato è un'analisi condotta su diversi livelli dei punti di forza e debolezza sia degli attori tradizionali (USA, Cina, Russia ed Europa), sia dei nuovi centri emergenti, tutti impegnati nel grande gioco di tutti i giochi: assicurarsi le migliori condizioni di possibilità per accedere a un futuro in cui cambieranno molte cose. Un mondo in cui se l'Europa non troverà in fretta una sua chiara collocazione finirà per essere una pedina all'interno di un gioco a tre: Cina, Russia e America. Un mondo nuovo per il quale sono necessari un agire e un pensare inediti.
br. Fino ad anni recenti la democrazia veniva considerata quasi una prerogativa dell'Occidente e gli studi sui regimi democratici, con rare eccezioni, si limitavano a tale ambito geografico. Uno scenario che sta rapidamente cambiando: oggi molti dei migliori specialisti di politica comparata e relazioni internazionali rivolgono la propria attenzione ai processi di democratizzazione in altre aree, il cui peso è in costante crescita sullo scacchiere globale. Il volume offre un quadro di queste ricerche, in una serie di capitoli dedicati rispettivamente all'America latina, all'ex Unione Sovietica e ai paesi post-comunisti dell'Europa orientale, all'Africa sub-sahariana, al Medio Oriente e all'Africa del nord, all'Asia meridionale, orientale e sud-orientale.
ill., br. Il genio del Cristianesimo fa un salto di qualità, ponendo l'estetica cristiana alla base della civiltà occidentale.
I dieci anni che sconvolsero il mondo sono gli anni della prima crisi effettivamente globale che continua a investire gli assetti usciti vincenti, e apparentemente privi di alternative, emersi dalla rivoluzione neoliberista dell’ultimo trentennio. La crisi si caratterizza per aver investito in profondità e successione strettissima i meccanismi della globalizzazione finanziaria, lo scontro geopolitico che ne è seguito a scala mondiale, in particolare tra Stati Uniti e Cina, e le dinamiche della strutturazione e della soggettività delle classi sociali. È solo in questo quadro complessivo che può essere affrontato il fenomeno emergente in Occidente dei neo-populismi, ben oltre la riduttiva contrapposizione fra denigrazione politico-mediatica e facili attese, fra preoccupati e apologeti. Quali gli elementi di rottura, e in quale direzione vanno? Il libro interroga i neo-populismi collocandoli sul filo del tempo, attraverso l’intreccio dialettico tra il Sessantotto e gli assemblaggi della globalizzazione. È in gioco la trasformazione non contingente della lotta di classe dalle forme novecentesche del movimento operaio classico a quelle attuali degli iper-proletari senza riserve. Autori: Raffaele Sciortino.
ill., br. La tragedia della deportazione nazista, raccontata percorrendo gli orari ferroviari dei convogli del Reich. Le tracce del cruento assedio di Sarajevo negli anni novanta, rinvenute in una mappa d'epoca della città. La ricostruzione della politica russa d'inizio Novecento nell'analisi delle sedi di partito e del loro arredamento d'interni. Secondo tali percorsi si muove Karl Schlögel, capace, nei suoi studi innovativi sullo spazio e la storia d'Europa, di ritrovare il senso del passato nei luoghi che di quel passato sono stati teatro. In questo libro si interrogano cartine, atlanti geografici, planimetrie di edifici scomparsi, case aristocratiche, ghetti e hotel di lusso, selciati di marciapiedi, cimiteri, guide del telefono. Si perlustrano i varchi del muro di Berlino e si seguono i passi di Walter Benjamin attraverso i 'passages' parigini e nei labirinti silenziosi delle biblioteche. Il risultato di tali esplorazioni è una storiografia rigorosa quanto inattesa, non limitata all'uso di fonti scritte, ma in grado di interpretare il passato attraverso oggetti concreti; di arricchire, introducendo una nuova dimensione geografica, la tradizionale impostazione cronologica: di leggere il tempo nello spazio.
br. I dieci anni che sconvolsero il mondo sono gli anni della prima crisi effettivamente globale che continua a investire gli assetti usciti vincenti, e apparentemente privi di alternative, emersi dalla rivoluzione neoliberista dell'ultimo trentennio. La crisi si caratterizza per aver investito in profondità e successione strettissima i meccanismi della globalizzazione finanziaria, lo scontro geopolitico che ne è seguito a scala mondiale, in particolare tra Stati Uniti e Cina, e le dinamiche della strutturazione e della soggettività delle classi sociali. È solo in questo quadro complessivo che può essere affrontato il fenomeno emergente in Occidente dei neo-populismi, ben oltre la riduttiva contrapposizione fra denigrazione politico-mediatica e facili attese, fra preoccupati e apologeti. Quali gli elementi di rottura, e in quale direzione vanno? Il libro interroga i neo-populismi collocandoli sul filo del tempo, attraverso l'intreccio dialettico tra il Sessantotto e gli assemblaggi della globalizzazione. È in gioco la trasformazione non contingente della lotta di classe dalle forme novecentesche del movimento operaio classico a quelle attuali degli iper-proletari senza riserve.