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Volume brossurato in cartoncino flessibile lucido, dalla copertina illustrata. Buonissimo lo stato di conservazione, pagine perfettamente tenute, ossidate da tonalità seppia come i tagli, con alcune cartine, a colori e in nero, grafici e tabelle, nel testo. Nel sommario, tra i vari articoli troviamo L' elezione del vescovo di Roma, di A. Melloni - Due Chiese per due Italie, di S. Magister - Così eleggemmo Papa Ratzinger, di L. Brunelli. Numero pagine 199. USATO
br. Il Kurdistan è un'entità inafferrabile, divisa e frammentata che insegue la propria indipendenza. Le difficoltà per la formazione di un'unità nazionale permanente sono dovute al concorso di diversi fattori. Combinando le diverse prospettive della stratificazione storica, politica e culturale, gli autori ricostruiscono le vicende, lo scenario geopolitico etnico-religioso, l'organizzazione amministrativa, il malgoverno, i travagliati rapporti internazionali, la variabilità degli attentati, i rebus irrisolti, il movimento femminile, le affiliazioni e le scissioni del Paese dei Curdi, dedicando all'identità incompiuta del popolo scomposto il primo volume della collana di geopolitica Doctis Ardua, diretta da Daniele Cellamare. Contributi critici di Eva Christina Müller Praefcke, Claudia Candelmo, Federica De Paola, Angela Chiara Festa, Roberta La Fortezza, Marilea Laviola, Gregory Marinucci, Vlora Mucha, Valeria Ruggiu.
I dieci anni che sconvolsero il mondo sono gli anni della prima crisi effettivamente globale che continua a investire gli assetti usciti vincenti, e apparentemente privi di alternative, emersi dalla rivoluzione neoliberista dell’ultimo trentennio. La crisi si caratterizza per aver investito in profondità e successione strettissima i meccanismi della globalizzazione finanziaria, lo scontro geopolitico che ne è seguito a scala mondiale, in particolare tra Stati Uniti e Cina, e le dinamiche della strutturazione e della soggettività delle classi sociali. È solo in questo quadro complessivo che può essere affrontato il fenomeno emergente in Occidente dei neo-populismi, ben oltre la riduttiva contrapposizione fra denigrazione politico-mediatica e facili attese, fra preoccupati e apologeti. Quali gli elementi di rottura, e in quale direzione vanno? Il libro interroga i neo-populismi collocandoli sul filo del tempo, attraverso l’intreccio dialettico tra il Sessantotto e gli assemblaggi della globalizzazione. È in gioco la trasformazione non contingente della lotta di classe dalle forme novecentesche del movimento operaio classico a quelle attuali degli iper-proletari senza riserve. Autori: Raffaele Sciortino.
br. I dieci anni che sconvolsero il mondo sono gli anni della prima crisi effettivamente globale che continua a investire gli assetti usciti vincenti, e apparentemente privi di alternative, emersi dalla rivoluzione neoliberista dell'ultimo trentennio. La crisi si caratterizza per aver investito in profondità e successione strettissima i meccanismi della globalizzazione finanziaria, lo scontro geopolitico che ne è seguito a scala mondiale, in particolare tra Stati Uniti e Cina, e le dinamiche della strutturazione e della soggettività delle classi sociali. È solo in questo quadro complessivo che può essere affrontato il fenomeno emergente in Occidente dei neo-populismi, ben oltre la riduttiva contrapposizione fra denigrazione politico-mediatica e facili attese, fra preoccupati e apologeti. Quali gli elementi di rottura, e in quale direzione vanno? Il libro interroga i neo-populismi collocandoli sul filo del tempo, attraverso l'intreccio dialettico tra il Sessantotto e gli assemblaggi della globalizzazione. È in gioco la trasformazione non contingente della lotta di classe dalle forme novecentesche del movimento operaio classico a quelle attuali degli iper-proletari senza riserve.
stato NUOVO Finalmente svelati gli scandali, i misteri e le procedure della più potente macchina investigativa del mondo.
Copertina morbida con risvolti pp. 194.<BR>Brunitura nei tagli
ril. Non siamo mai stati così divisi. Ecco perché. Siamo tornati a costruire muri. Sono infatti oltre 6000 i chilometri di barriere innalzati nel mondo negli ultimi dieci anni. Le nazioni europee avranno ben presto più sbarramenti ai loro confini di quanti non ce ne fossero durante la guerra fredda. Il mondo a cui eravamo abituati sta per diventare solo un vecchio ricordo: dalle recinzioni elettrificate costruite tra Botswana e Zimbabwe a quelle nate dopo gli scontri del 2015 tra Arabia Saudita e Yemen, dalla barriera in Cisgiordania fino al mai abbandonato progetto del presidente Donald Trump al confine tra Stati Uniti e Messico. Non appena una nazione si appresta a far nascere un nuovo muro, subito i paesi confinanti decidono di imitarla: quello tra Grecia e Macedonia ne ha generato uno tra Macedonia e Serbia, e poi subito un altro si è alzato tra Serbia e Ungheria. Innumerevoli sono le ragioni alla base di queste decisioni spesso dettate da paura, disuguaglianze economiche, scontri religiosi. Reportage e accorata denuncia, questo libro diventa quindi una bussola per comprendere le ragioni storiche di quello che sta accadendo oggi con la rinascita di forti sentimenti sovranisti e nazionalisti, nella speranza che questa drammatica tendenza si inverta al più presto.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. FONDO DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. QUALCHE MACCHIETTA/FIORITURA, LIEVI SEGNI DEL TEMPO. RARO. Culla del nazionalismo moderno nel diciottesimo secolo, l'Europa sembrava destinata anche a diventarne la tomba. Invece lungi dallo spingersi oltre lo Stato-nazione, l'Europa di oggi sembra aver ingranato una brusca marcia indietro con la disintegrazione dell'Unione Sovietica, della Jugoslavia e della Cecoslovacchia. Questa imponente riorganizzazione dello spazio politico ha generato forme di nazionalismo particolari, in alcuni casi esplosive: il nazionalismo autonomista delle minoranze nazionali, il nazionalismo "nazionalizzatore" dei nuovi Stati nei quali le minoranze vivono, il nazionalismo che guarda oltre confine alle "patrie nazionali esterne", alle quali le minoranze si sentono di appartenere etnicamente. Confrontando i nazionalismi attuali con quelli dell'Europa tra le due guerre, Brubaker delinea un quadro sofisticato e complesso di uno dei problemi principali con cui la nuova Europa deve confrontarsi. Rogers Brubaker è professore di sociologia presso l'università della California. E' autore di opere sulla teoria sociale, l'immigrazione, la cittadinanza e lo status nazionale; tra le principali ricordiamo The limits of rationality (1984) e Citizenship and nationhood in France and Germany (1992). Descrizione bibliografica Titolo: I nazionalismi nell'Europa contemporanea Titolo originale: Nationalism Reframed: Nationhood and the National Question in the New Europe Autore: Rogers Brubaker Traduzione di: Sandro Liberatore Editore: Roma: Editori Riuniti, Ottobre 1998 Lunghezza: 262 pagine; 22 cm ISBN: 8835945550, 9788835945550 Collana: Il cerchio Soggetti: Società, Scienze sociali, Politica, Governo, Nazionalismo, Europa, Ideologie, Teorie politiche, Marxismo, Comunismo, Cittadinanza, Nazionalità, Francia, Germania, Stato-nazione, Fin-de-siècle, Disintegrazione, Unione Sovietica, Jugoslavia, Cecoslovacchia, Autonomismo, Minoranze nazionali, Etnie, Pierre Bourdieu, Sociologia, Weimar, Russia, Questione nazionale, Minoranze etniche, Autodeterminazione, Confini, Frontiere, Emigrazione, Condizioni economiche, Guerre, Identità, Appartenenza, Storia, Patria, Studi culturali, Imperialismo, COlonialismo, Croazia, Bosnia, Serbia, Polonia, Est, Revanscismo, Ebrei, Sionismo, Istituzioni, Indipendenza, Discriminazione razziale, Diritti politici, Lingua, Jacques Delors, Unione europea, Geopolitica, Flussi migratori, Divisione del mondo, Globalizzazione, Imperi, Volk, Popolo, Nazismo, Anschluss, Deutschtumspolitik, Slesia, Galizia, Renania, Pomerania, Poznania, Slovenia, Montenegro, Macedonia, Azerbaijan, Repubbliche Sovietiche, Nagorno-Karabakh, Armenia, Uzbekistan, Tajikistan, Bulgaria, Lituania, Romania, Slovacchia, Ucraina, Ungheria, Residenza, Gruppi etnici, Deportazioni, Russofoni, Crimea, URSS, Conquest, Horowitz, Madrelingua, Irredentismo, Conflitti, Kossovo, Donbass, Slavi, Kazakistan, Turchia, Etnocidio, Multiculturalismo, Etnicità, Bibliografia, Libri Vintage Fuori catalogo, Society, Social sciences, Politics, Government, Nationalism, Europe, Ideologies, Political theories, Marxism, Communism, Citizenship, Nationality, France, Germany, Nation-state, Disintegration, Soviet union, Yugoslavia, Czechoslovakia, Autonomism, National minorities, Ethnicities, Sociology, National question, Ethnic minorities, Self-determination, Borders, Emigration, Economic conditions, Wars, Identity, Belonging, History, Homeland, Cultural studies, Imperialism, Colonialism, Croatia, Poland, East, Revanchism, Jews, Zionism, Institutions, Independence, Racial discrimination, Political rights, Language, European union, Geopolitics, Migration flows, Division of the world, Globalization, Empires, People, Nazism, Silesia, Galicia, Rhineland, Soviet republics, Ethnocide, Nagorno-Karabakh, Lithuania, Slovakia, Ukraine, Hungary, Residence, Ethnic groups, Deportations, Russian speakers, Mother tongue, Irredentism, Conflicts, Kosovo, Donbass, Slavs, Kazakhstan, Turkey, Multiculturalism, Ethnicity, Bibliography, Books out of print Parole e frasi comuni abroad associations autonomy belong borderlands Central Europe century citizenry citizens citizenship claims communities Croatian cultural Czechoslovakia defined developed discussion dynamic East eastern economic elites emigration Empire ethnic Germans ethnocultural nationality ethnonational European existence external national homeland Federation forced foreign former frame Germans groups Habsburg historical homeland nationalism Hungarian identity independent institutional institutionalized interests interwar Italy Jews land language live majority mass migration million mobilization nation-state national minority nationalist nationhood official organizations period persons Poland Poles policies Polish political population position post-Soviet protect question regime regions Reich relations republics response rule Russian Serbs social Soviet Union stances struggles substantial successor Sudeten territorial Ukraine Ukrainian understanding University Press unmixing Weimar western World York Yugoslavia
br. Dalla rivoluzione industriale in poi, l'energia ha costituito sempre più il motore "fisico" dello sviluppo. Gli Stati Uniti, che di energia sono stati importatori per lunghi anni, sono diventati una potenza esportatrice che sarà presto alla pari dell'Arabia Saudita e della Russia. Si sono così generate nuove questioni, come un'utile boccata d'ossigeno per la (lenta) ripresa dell'Europa, ma anche ulteriori incognite nella tenuta economica e politica di nazioni fondate sulla esportazione di gas e petrolio, dalla Russia all'Iran e al Venezuela. Il volume, che contiene gli atti del seminario promosso nel 2014 dalla Fondazione Spadolini, si concentra su queste tematiche approfondendo in modo particolare tre aspetti: la sovrapposizione di una componente religiosa ai problemi energetici, il loro impatto sulla questione climatica, il ruolo dell'Italia e dell'Europa.
tela edit. con sovrac. ill.
(Principio attivo). 8°, pp.(14) 240 (2), br. edit.
ill., br. Lo stupore e l'incomprensione manifestati di fronte a quanto avvenuto nei Paesi arabi dal 2011 hanno resa manifesta una certa ignoranza - se non incomprensione - riguardo agli aspetti della vita sociale e politica della maggior parte di questi Paesi. Se è vero che essi concedono, in ragione della loro vicinanza geografica, l'illusione di un'affinità intellettuale e culturale, la realtà è che una gran parte di queste società vive ad anni luce di distanza dall'Occidente, soprattutto in termini di libertà civili e di stato di diritto. Ed è per attenuare questo "conflitto di percezioni" che si è fatta avanti l'idea di questo libro, di riflesso alle guerre e a conflitti intervenuti nel corso degli ultimi anni a sud del Mediterraneo. Questa rassegna geopolitica si basa su mappe e infografiche inedite in grado di fornire dati aggiornati riguardo ai popoli e ai territori. Essa sottolinea anche prospettive particolari quali il peso nel "mondo arabo"del Maghreb e del Mashreq, oltre a quello del Golfo. In questo modo il lettore potrà rendersi conto delle linee di forza che attraversano i diversi paesi quali le etnie (curdi, armeni, berberi...), le lingue e i dialetti (arabo marocchino, siro-libanese, iracheno...), le religioni (islam, cristianesimo, giudaismo), le dottrine e le confessioni minoritarie e maggioritarie (sunniti, sciiti, alauiti, maroniti, drusi...). Il sottotitolo - un mondo in trasformazione - indica che è il futuro dei diversi paesi della Lega Araba che guida questa riflessione. Ma di fronte agli avvenimenti puntuali, la prudenza è d'obbligo. Perché manca il passo indietro e le carte da sole non sono in grado di riferire delle aspirazioni dei popoli. Lo spirito critico dovrebbe continuare a essere esercitato davanti alla complessità dell'umanità e all'imprevedibilità della storia. È dunque nella combinazione di questi due utensili, mappe e testi, che occorre formarsi un'equilibrata consapevolezza degli eventi e dei fenomeni descritti, che sia in grado di preconizzare il futuro di questi popoli contemporaneamente vicini e remoti.
OTTIME CONDIZIONI, MAI SFOGLIATO; COPERTINA UN PO' BRUNITA. Informazioni bibliografiche Titolo: I Paesi arretrati Titolo originale: Les nations prolétaires Collana: Volume 4 di Saggi di cultura contemporanea Autore: Pierre Moussa Traduzione di: Amerigo Guadagnin Editore: Milano: Edizioni di Comunità, 1961 Lunghezza: 241 pagine; 21 cm Soggetti: Paesi in via di sviluppo, Sviluppo economico, Paesi sottosviluppati, Terzo mondo, Economia, Capitalismo, Asia, Africa Nera, Politica, Imperialismo, Sistema mondiale, Soluzioni, Occidente, Banca Internazionale, FMI, Organismi mondiali, Debito, Nazioni povere, Spoliazione, Saggi, Progresso, Imposizione fiscale, Riforme, Capitale privato, Investimenti, Finanza, Agricoltura, Industria, Socialismo, Finanziamenti, Geopolitica, Marxismo, Les États-Unis, Stati Uniti, Dialectique de l'anticolonialisme, Dialettica, Anti-colonialismo, Tiers monde, Globalizzazione, guerre d'Algérie, Guy Mollet, Cuba, Fidel Castro, décolonisation, Caliban, canal de Panama, économiques, empire colonial, pays sous-développés, Madagascar, Afrique Noire, agricole, américains, Amérique latine, bauxite, bénéfices, Brésil, Cambodge,Cambogia, Brasile, réforme agraire, matières premières, Grande-Bretagne, Risorse, Materie prime
In-8° pp. 288 con 8 tav. f.t. Bross. edit. come nuovo.
In-8° pp. 288 con 8 carte f.t. Bross. edit. illustrata.
br. Una vera e propria "corsa alla terra", considerata non più patrimonio da salvaguardare per assicurare la sopravvivenza alla presente e alle future generazioni, ma proprietà immobiliare su cui investire e speculare: questo è il processo cui stiamo assistendo da più di un decennio e del quale c'è ancora scarsa consapevolezza. L'accaparramento fondiario, nelle due forme di land grabbing e land concentration, non solo sta compromettendo i quadri ambientali, economici, sociali, politici e culturali dei Paesi preda, ma sta paradossalmente minando anche la produttività dei Paesi predatori per la concorrenza dei prodotti ottenuti sulle terre accaparrate a costi di esercizio irrisori. Nel volume si esaminano, a scala planetaria e regionale, le implicazioni geopolitiche, etiche, giuridiche e culturali del fenomeno e vengono stigmatizzati, anche attraverso eloquenti rappresentazioni cartografiche, ruolo e funzione dei Paesi predatori e dei Paesi ombra, responsabili di minare la sovranità alimentare, di generare fame e indigenza e di provocare migrazioni forzate. La nuova edizione del volume, rispetto alla precedente, dedica ampio spazio agli effetti prodotti dall'accaparramento sia nei Paesi predatori che nei Paesi preda e dimostra, attraverso la metodologia GECOAGRI LANDITALY, che land grabbing e land concentration, pur non essendo "facce della stessa medaglia", hanno uguali radici e potranno trovare una soluzione comune.
ril. Alcuni anni orsono, Ray Dalio ha cominciato a notare una convergenza di condizioni politiche ed economiche che non aveva mai visto prima. Forte indebitamento e tassi di interesse prossimi o uguali allo zero, che spingevano alla stampa di moneta in proporzioni massicce nelle tre valute di riserva principali del mondo; gravi conflitti politici e sociali all'interno dei Paesi a causa delle più forti disparità di ricchezza, di idee politiche e di valori; e l'ascesa di una potenza mondiale (la Cina) che sfida la potenza in carica (gli USA) e l'ordine mondiale esistente. L'ultima volta che questi elementi si erano presentati insieme era tra il 1930 e il 1945. Partendo da qui, Dalio ha iniziato a ricercare gli schemi ricorrenti e le relazioni causa-effetto alla base dei principali spostamenti della ricchezza e del potere negli ultimi cinquecento anni. In questa straordinaria e tempestiva nuova puntata della serie dei Principi, Dalio accompagna i lettori nel suo studio dei grandi imperi - tra cui quelli olandese, britannico e americano - mettendo in prospettiva il "Big Cycle" che in tutto il corso della storia ha guidato le sorti dei grandi Paesi del mondo. Rivela le forze eterne e universali che determinano queste trasformazioni e le usa per scrutare nel futuro, offrendo la sua strategia per prepararci a ciò che ci attende.
1 Vol. In-8 pag. 56. Es.intonso. Mende in copt PROG 18170 CATT_ATT 29
MAI SFOGLIATO, INTONSO. MACCHIETTE E SEGNI DEL TEMPO ALLA COPERTINA, PAGINE BIANCHISSIME. PRIMA EDIZIONE. L'imperialismo, fonte di guerra. Il socialismo e la pace sono inscindibili. La guerra può essere scongiurata. La coesistenza pacifica è una necessità obiettiva. Il disarmo, strumento di una pace stabile. Liquidare i residui della seconda guerra mondiale. Informazioni bibliografiche Titolo: I problemi della pace Titolo originale dell'opera: Predotvrascenie vojny - pervostepennaja zadača. Autore: Nikita Kruscev (Hruščëv, Nikita Sergeevič) Prefazione dell'autore all'edizione italiana e una nota dell'editore Editore: Torino: Giulio Einaudi, 1964 Lunghezza: 258 pagine ; 22 cm Note: Scritti vari Traduzione di: Vittorio Paganelli. Soggetti: Politica internazionale, Geopolitica, RELAZIONI INTERNAZIONALI, Politica estera, URSS, Guerra Fredda, Unione sovietica, Stalin, Chruscev, Kennedy, Caraibi, Cuba, Fidel Castro, Crisi dei missili, Socialismo, Internazionale, Termonucleare, Catastrofe mondiale, Coesistenza pacifica, PCUS, Trattati di pace, Germania, Seconda guerra mondiale, Saggi, Berlino Ovest, Muro, Denuclearizzazione, Lotte di liberazione, Autodeterminazione dei popoli, Colonialismo, Imperialismo, Guerra chimica, Armi nucleari, Distruzione di massa, Guerra totale, Forze e operazioni della guerra chimica, biologica, radiologica, Nerve GASES, aggressivi CHIMICI, Catastrofi, Napalm, Uranio, Armi non convenzionali, diritto internazionale, Proliferazione, Deterrenza, Popolazione civile, Cockcroft, David Inglis, Vietnam, Progresso atomico, Guerra fredda, Missili, Radar, Bombe intelligenti, Servizi segreti, Scienza, Tecnica, Etica, Guerriglia, Pakistan, Balcani, Aviazione spaziale, USA, Francia, Dedijer, Iran, Wheeler, Strategie militari, Diplomazia, Microbiologia, Oceani, Klineberg, Psicosi, Gran Bretagna, Glasnost, Perestrojka
Brossura softcover, allegato al vol. n. XI, anno XXIV, del periodico " Ulisse ", brossura commerciale, copertina flessibile in bicromia, appena indebolita nei toni e segnata da comuni sgualciture da scaffale, l'interno del volume presenta fogli, imbruniti dal tempo, con maggior vigore ai margini, tuttavia ben conservati e perfettamente fruibili, sottolineature a penna da pag 152 a pag. 155. N. pag. 286. USATO
Brossura editoriale in cartoncino flessibile lucido, dalla copertina illustrata. Buonissimo lo stato di conservazione, pagine perfettamente tenute, ossidate da tonalità seppia come i tagli, con alcune cartine, a colori e in nero, grafici e tabelle, nel testo. Nel sommario, tra i vari articoli troviamo Così l' America pùò fare la pace, di J. C. Hulman - La preistoria della guerrra al terrorismo, di Mattia Toaldo - Chi comanda in Iran? di Nicola Pedde. Numero pagine 263. USATO
Brossura editoriale in cartoncino flessibile lucido, dalla copertina illustrata. Buonissimo lo stato di conservazione, pagine perfettamente tenute, ossidate da tonalità seppia come i tagli, con alcune cartine, a colori e in nero, grafici e tabelle, nel testo. Nel sommario, tra i vari articoli troviamo Il Grande Gioco artico, di J. Borresen - Il Polo Nord è russo o danese?, di E. Ferrante - Oslo e Bruxelles, così vicine così lontane, di E. Cassina Wolff. Numero pagine 190. USATO
Brossura editoriale in cartoncino flessibile lucido, dalla copertina illustrata. Buonissimo lo stato di conservazione, pagine perfettamente tenute, ossidate da tonalità seppia come i tagli, con alcune cartine, a colori e in nero, grafici e tabelle, nel testo. Nel sommario, tra i vari articoli troviamo Il Mediterraneo nell' Oceano mondo, di M. Paolini e M. Caruso - Prigionieri del mare stretto, di E. Ferrante - Il Mediterraneo secondo l' Italia, di S. Craxi. Numero pagine 199. USATO
Volume brossurato in cartoncino flessibile lucido, dalla copertina illustrata. Buonissimo lo stato di conservazione, pagine perfettamente tenute, ossidate da tonalità seppia come i tagli, con alcune cartine, a colori e in nero, grafici e tabelle, nel testo. Nel sommario, tra i vari articoli troviamo La costruzione dell' identità georgiana, di S. Merlo - Mosca rischia di pagarla cara, di V. Avioutskii - La guerra vista in Russia, di A. Ferrari. Numero pagine 191. USATO
Brossura editoriale in cartoncino flessibile lucido, dalla copertina illustrata, leggermente annerita. Buonissimo lo stato di conservazione, pagine perfettamente tenute, velate da tonalità seppia, come i tagli, con alcune figure a colori e in bianco e nero e cartine, nel testo. Nel sommario, fra i vari articoli, troviamo Tecniche per un massacro, di A. Nativi - Il Montenegro sull' orlo della secessione, di N. Carmineo - Che cosa vogliono i kosovari, di A. Konomi. Numero pagine 143. USATO