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N.9 della collana, Atti del seminario di studi sul tema: La difesa nucleare dell'Europa, Venezia, Fondazione Cini, 19-20 novembre 1982, pagine ingiallite ai bordi causa tempo, brossura editoriale flessibile, appena ingiallita al dorso e con minime tracce d'uso. Numero pagine 109 USATO
Cohen , Warren I. ; Salaini , Raffaele (A cura di) Gli errori dell'impero americano. Le relazioni internazionali americane dopo la guerra fredda. Roma, Salerno 2007, Periscopio 4 cm 24 cm. 263 p. (0000000023068)
Salerno Editrice - Collana: Periscopio, marzo 2007. Prima edizione. Spedizioni tracciabili con raccomandata entro 24 ore dall'ordine. First edition. Soft cover in good conditions, no inscriptions or markings inside. Worldwide delivery.
1 Vol. In-8 t. editoriale, sovracopt. ill. Firma dell'A.all'occhiello pag. 438 Come nuovo PROG 38272 CATT_ATT 51
in-8°, 373 pages, broche, couverture illustree. Tres bel exemplaire. [CA-9]
Jacques Ancel Geopolitique. , Paris Librairie Delagrave 1936, Gepolitica. Il volume riporta usuali segni del tempo, interno pulito e ben tenuto. Buono (Good) . <br> <br> <br> 120<br>
204 p.; 23,5 cm. Hardcover with dustj. Fine
ill., br. Una colossale partita a scacchi, nella quale regole numerose e complicate possono cambiare durante il gioco; molti giocatori si affannano sulla stessa scacchiera; i pezzi, che tutti muovono simultaneamente senza aspettare il loro turno, hanno per ciascuno un valore diverso: è il disordine che caratterizza le relazioni internazionali. In questo caotico panorama, restituire ordine, razionalità e logica alla politica - impresa fuori dalla portata dei suoi stessi attori - è compito della geopolitica, grazie alla quale i diversi fattori possono venire interpretati. Il libro, con ricchezza di esempi e testimonianze, guida il lettore attraverso un'area di studi ancora poco conosciuta ma strategica per capire le complessità della scena globale.
In 8°, brossura editoriale illustrata, pp. 385, collana "Le vie della civiltà", ottimo esemplare. (spedizione standard SEMPRE tracciata con raccomandata-piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
brossura Il termine «geopolitica», seppur utilizzato in molte discipline, designa prima di tutto un sapere geografico. S'interessa alle cause dei conflitti e delle rivalità di potere su dei territori, alla loro evoluzione e alla loro risoluzione. Il suo campo di studio, molto singolare visto che include sia realtà oggettive sia soggettive, richiede una metodologia precisa. Questo libro propone l'insieme dei concetti, strumenti e metodi che occorre possedere per poter condurre delle analisi geopolitiche precise quanto efficaci. Con numerosi esempi e casi studio trattati su diverse scale, "Geopolitica" è un'iniziazione al ragionamento geopolitico e cioè quella griglia di lettura essenziale per comprendere le società del nostro tempo.
In 8, br. ed. pp. 296, lievi tracce d'uso ai tagli, altrimenti ottimoLuogo di pubblicazione MilanoEditore Franco AngeliMateria/Argomento Politica, Geopolitica, EconomiaCollana Centro studi di geopolitica economica-CSGE
In 16° br. edit ill., pp. 63, (1). Copia molto buona (za7) (La spedizione standard è SEMPRE tracciata con raccomandata - piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine) (za7)
Briano , Justo P. Geopolitica e geostrategia americana l'umanesimo integrale americano. Roma, Nuove Idee 2008, Collana di saggi cm ill. 24 cm. 318 p. (0000000027134)
Il libro analizza il rapporto tra commercio estero e geopolitica, studiando le principali tipologie di restrizioni al commercio internazionale che vengono poste dagli Stati per motivi politici, strategici e di sicurezza (sanzioni, embarghi, controllo delle esportazioni, screening degli investimenti, liste di controllo). Nei saggi si affrontano temi come: la geopolitica delle sanzioni, il problema del fattore economico nei rapporti transatlantici, le secondary sanction americane, i fenomeni di de-globalizzazione, l'uso del sistema finanziario nelle sanzioni americane, la trade compliance, il rischio cyber, gli interessi finanziari dell'UE, le blockchain e la sicurezza digitale, le guerre commerciali, l'export control, le politiche sanzionatorie. Nel volume sono illustrate e analizzate le trasformazioni avvenute nel 2019 e 2020 nei regimi sanzionatori verso l'Iran, la Russia, il Venezuela, Cuba e la Corea del Nord. Prefazione di Ivan Scalfarotto e Adolfo Urso. Curatori: Paolo Quercia, Zeno Poggi. Prefazione: Ivan Scalfarotto, Adolfo Urso.
ill., br. Il genio del Cristianesimo fa un salto di qualità, ponendo l'estetica cristiana alla base della civiltà occidentale.
Mm 145x210 Collana "I volti della geografia". Volume nella sua brossura originale con alette, 182 pagine con illustrazioni in nero nel testo. Opera in ottime condizioni, presenta una piccola etichetta di biblioteca dismessa alla prima carta. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
In-8°, pp. 112. Bross. edit. illustrata.
br. Nel 2020, l'amministrazione Trump ha deciso di abbandonare l'OMS proprio mentre l'agenzia si trovava a fronteggiare la più importante crisi sanitaria della sua storia, ancora in corso. L'accusa frontale all'OMS di aver coperto l'opaca gestione dell'epidemia da parte della Cina, origine del virus, rivela quanto sia facile per l'agenzia diventare il capro espiatorio di un conflitto geo-politico tra paesi, in questo caso due potenze mondiali. Non è la prima volta che l'OMS si trova sotto tiro. In altre occasioni epidemiche si è mossa con incertezza, talora sbagliando. Ma la qualità del suo operato dipende molto da quella dell'intervento dei governi, ovvero dei soggetti titolari dell'organizzazione. Per valutarne le decisioni serve ripercorrere la sua storia, capirne il mandato, i meccanismi di finanziamento, le tensioni che attraversano la sua gestione. Questo libro vuole fare chiarezza, con un'analisi schietta, sul funzionamento dell'OMS, sulle influenze esterne cui è esposta, sulle responsabilità dei diversi "portatori d'interesse". Il libro fa riferimento al contesto del Covid-19 e al ruolo dell'Organizzazione nelle emergenze sanitarie, ma l'intento è richiamare l'attenzione sulla sfida più grande: la tutela del diritto alla salute e l'azione della politica per promuoverne la realizzazione. Un obiettivo che richiede una OMS autorevole e credibile, all'altezza di un mondo che aspira sul serio a dotarsi degli strumenti per difendersi dalle nuove crisi sanitarie che già si prospettano all'orizzonte.
br. Un rovesciamento completo di prospettiva sta riorientando equilibri e relazioni internazionali: da strumento di esercizio del potere gestito dall'alto, la paura si è trasformata oggi in una leva che, agendo dal basso, condiziona le scelte della classe politica. L'ipotesi del libro è che permanendo, e anzi accelerandosi, questo colossale spostamento di forze economiche e politiche, e in previsione di una massiccia crisi sociale provocata dalla recessione in corso, queste tendenze possano non solo confermarsi ma aggravarsi, contribuendo così a un ulteriore scivolamento dei pesi economici e politici. Perché sentimenti ed emozioni appartengono a pieno titolo ai fattori determinanti della politica.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. COPERTINA MACCHIATA, PER IL RESTO PERFETTO, MAI SFOGLIATO. Dettagli del libro Titolo: Geopolitica dell'Islam. I paesi musulmani, il fondamentalismo, l'Occidente Titolo originale: A Sense of Siege: The Geopolitics of Islam and the West Autori: Graham E. Fuller, Ian O. Lesser Traduttore: Baiocchi Maria Editore: Roma: Donzelli Collana: Saggi. Storia e scienze sociali Data di Pubblicazione: Giugno 1996 ISBN: 8879892266 ISBN-13: 9788879892261 Pagine: 205; 20 cm Reparto: Politica e società Soggetti: Geopolitica, Fondamentalismo Islamico, Guerre Di Religione, Musulmani, Radicalismo, Maghreb, Medio Oriente, Iraq, Pakistan, Afghanistan, Guerra Del Golfo, Saddam Hussein, Algeria, Terrorismo, Balcani, Sudan, Bosnia Turchia, Israele, Jihad, Palestina, Arafat, Siria, Libia, Iran, Emirati Arabi, Arabia Saudita, Al Queida, Paesi Arabi, Egitto, Conflitto Israelo-palestinese Parole e frasi comuni Algeria algerini all'interno americani armi Balcani Bosnia centrale coloniale comunità musulmane confini conflitto confronti contesto controllo crisi cristiani cultura culturale dell'Europa dell'Islam dell'Occidente diritti umani economico Egitto etnico europea fattore islamico forze geopolitico governi gruppi islamici guerra del Golfo guerra fredda ideologico interessi interna internazionale Iran Iraq Islam e Occidente Israele jihad l'Europa l'Iran l'Islam l'Occidente laica livello maggiore Maghreb Medio Oriente mediorientale Mediterraneo militare mondiale mondo islamico mondo musulmano movimenti islamici musulmani nazionale New York Times Nord Nordafrica nuovi obiettivi oggi paesi musulmani Pakistan percezione perfino petrolio politica estera politiche occidentali popolazione posizione possibilità potere potrebbe potrebbero preoccupazioni pressioni probabilmente problemi proliferazione questione radicali rafforzare rapporti fra Islam regimi islamisti regionali religione religiosi rispetto ruolo Russia Saddam Saddam Hussein Saudita scontro Security sicurezza sistema situazione sociale società solidarietà statunitense strategico Sudan sulmani sviluppo terrorismo Terzo Mondo tratta Turchia violenza zione
Stanno ritornando alla luce gli interessi nazionali, le scelte politiche di tipo regionale, le autonomie culturali e, quindi, anche economiche e organizzative. La globalizzazione ovvero americanizzazione che ha seguito la caduta dell'URSS è cessata, ognuno farà per sé e si ricostruiranno aree omogenee, nuovi progetti strategici, nuovi punti di comando globale. L'imposizione a tutti gli Stati e a tutte le popolazioni della stessa pillola globalista non funziona, la gente e le stesse élites non la vogliono né la digeriscono più. L'autore analizza con competenza le grandi questioni geopolitiche che stanno cambiando il mondo in cui viviamo. Si va dalla Turchia del tentativo di golpe militare all'asse Cina Russia, dalla Brexit alla questione nordcoreana, dalla strategia jihadista in Europa alla crisi siriana, dalla finanza iraniana alla nuova strategia economica e finanziaria della BCE. Un viaggio nella stretta attualità per allontanare l'alone d'incertezza che avvolge la nostra epoca, per capire meglio il presente del mondo e per cercar di prevedere gli equilibri geopolitici futuri. Autori: Giancarlo Elia Valori.
Da settant'anni l'umanità ha cominciato a esplorare lo Spazio, dodici astronauti hanno calpestato il suolo lunare e una decina di sonde hanno percorso i miliardi di chilometri che ci separano da Saturno o da Plutone, fotografando mondi sconosciuti che ci appaiono come surreali immagini oniriche. Affermare che l'uomo abbia conquistato lo Spazio equivale a dire che il genere umano ha compreso il motivo della sua presenza nell'Universo. Semplicemente, non è vero. Le conquiste dell'esplorazione spaziale sono state invece la scoperta dell'immensa fragilità del nostro pianeta e della nostra stessa vita su di esso. Ma i satelliti e le stazioni spaziali hanno permesso anche un altro tipo di conquista, per la supremazia politica ed economica sulla Terra. La conquista, cioè, di un dominio geopolitico terrestre con strumenti extraterrestri. L'esplorazione dello Spazio ha percorso traiettorie disegnate dalle ambizioni scientifiche ma, soprattutto, da quelle politiche. Per mezzo secolo, il bipolarismo USA/URSS ha segnato la "Corsa alla Luna", e il sogno millenario di calpestarne il suolo è stato la cortina ideale per mascherare il confronto militare che spingeva l'uomo lontano dalla sua casa terrestre. Poi, con il predominio degli Stati Uniti sulla Terra, l'ordine geopolitico sembrava aver trovato un suo equilibrio anche nel Cosmo. Oggi nuovi attori come la Cina si uniscono a Russia e Stati Uniti nella "Corsa allo Spazio" per imporre il proprio ruolo geopolitico sulla Terra, mentre i paesi europei sembrano smarrire il loro peso politico globale. L'esplorazione spaziale del nuovo secolo sta per assumere forme che oggi sembrano fantascientifiche, ma che diventeranno reali. Le minacce informatiche del Cyberspazio, invisibili ai nostri occhi, si uniranno a quelle, visibili, del Cosmo dove stazioni spaziali con armi laser e missili ipersonici sovrasteranno i sogni ingenui, seppur genuini, di sbarcare su Marte e di colonizzare altri mondi. Autori: Marcello Spagnulo. Prefazione: Luca Parmitano, Carlo Pelanda.
br. Da settant'anni l'umanità ha cominciato a esplorare lo Spazio, dodici astronauti hanno calpestato il suolo lunare e una decina di sonde hanno percorso i miliardi di chilometri che ci separano da Saturno o da Plutone, fotografando mondi sconosciuti che ci appaiono come surreali immagini oniriche. Affermare che l'uomo abbia conquistato lo Spazio equivale a dire che il genere umano ha compreso il motivo della sua presenza nell'Universo. Semplicemente, non è vero. Le conquiste dell'esplorazione spaziale sono state invece la scoperta dell'immensa fragilità del nostro pianeta e della nostra stessa vita su di esso. Ma i satelliti e le stazioni spaziali hanno permesso anche un altro tipo di conquista, per la supremazia politica ed economica sulla Terra. La conquista, cioè, di un dominio geopolitico terrestre con strumenti extraterrestri. L'esplorazione dello Spazio ha percorso traiettorie disegnate dalle ambizioni scientifiche ma, soprattutto, da quelle politiche. Per mezzo secolo, il bipolarismo USA/URSS ha segnato la "Corsa alla Luna", e il sogno millenario di calpestarne il suolo è stato la cortina ideale per mascherare il confronto militare che spingeva l'uomo lontano dalla sua casa terrestre. Poi, con il predominio degli Stati Uniti sulla Terra, l'ordine geopolitico sembrava aver trovato un suo equilibrio anche nel Cosmo. Oggi nuovi attori come la Cina si uniscono a Russia e Stati Uniti nella "Corsa allo Spazio" per imporre il proprio ruolo geopolitico sulla Terra, mentre i paesi europei sembrano smarrire il loro peso politico globale. L'esplorazione spaziale del nuovo secolo sta per assumere forme che oggi sembrano fantascientifiche, ma che diventeranno reali. Le minacce informatiche del Cyberspazio, invisibili ai nostri occhi, si uniranno a quelle, visibili, del Cosmo dove stazioni spaziali con armi laser e missili ipersonici sovrasteranno i sogni ingenui, seppur genuini, di sbarcare su Marte e di colonizzare altri mondi.
br. Il tempo delle guerriglie è forse concluso, ma la gente centroamericana ha ancora fame di benessere, oltre che di pace. Dallo stato settentrionale del Guatemala a quello meridionale di Panama, i paesi dell'istmo sono ancora lontani dal trovare concordia e pace sociale, lontanissimi dal trovare benessere per tutti i propri abitanti. L'inquietudine ha origini antiche, radicate nella tradizionale distanza tra le diverse classi sociali; confermate nei secoli della colonizzazione spagnola e non superate dagli anni dell'indipendenza e della parziale modernizzazione. Lo strapotere delle oligarchie non ha consentito che venissero definiti dei terreni di confronto istituzionale e spesso ha trasformato lo Stato in uno strumento di controllo e dominio. Incombono su tutta la regione la vicinanza e gli interessi economico-strategici della maggiore potenza mondiale, gli Stati Uniti. Aggravano la debolezza politica e sociale dell'intero territorio le sue divisioni interne: tra stato e stato, tra classi sociali, tra etnie. Spesso il folklore nasconde, in parte, la povertà e la segregazione presenti ovunque.
br. A dispetto dell'immagine corrente della globalizzazione giuridica, l'uniformità senza confini degli ordinamenti che sembra caratterizzare il mondo contemporaneo non azzera il peso delle diverse tradizioni giuridiche: le diverse immagini della 'legge' continuano a segnare differenze, scarti che interrompono lo spazio globale. Persino lo stile, i linguaggi e le modalità di legittimazione della giustizia divengono, seppur in modo più sotterraneo e indiretto, elementi pregnanti di una nuova 'geopolitica', gli strumenti culturali di una lotta per l'egemonia dei modelli giuridici. In particolare due forme della legge si stagliano ancora nel mondo e nell'Occidente: quella anglo-americana della 'legge orale' e quella continentale della 'legge scritta'. Si tratta di due forme antitetiche, che marcano una profonda dualità dell'Occidente.