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DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. OTTIME CONDIZIONI, MAI SFOGLIATO, LIEVI SEGNI DEL TEMPO, MACCHIETTE/BRUNITURA, TIMBRO DI BIBLIOTECA ESTINTA IN ANTIPORTA. Descrizione bibliografica Titolo: Le chiese nella società industriale: prospettiva e profezia Titolo originale: Prospective et et prophétie. Les Eglises dans la société industrielle Autore: André Dumas (1918-1996) Traduzione di: Laura De Clementi Editore: Roma: Coines, Febbraio 1974 Lunghezza: 244 pagine; 20 cm Collana: Cristianesimo e mondo d'oggi Soggetti: Religione, Teologia, Cristianesimo, Chiesa, Morale sociale, Sociologia industriale, Ideologie politiche, Confessioni cristiane, Bibbia, Produzione, Progresso, Capitalismo, Lavoro, Sfruttamento, Merce, Rivoluzione industriale, Marxismo, Lotta di classe, Profezie, Vangelo, Esegesi biblica, Socialismo, Comunismo, Potere, Mercificazione, Commercio, Libertà, Libero arbitrio, Tecnica, Tecnologia, Modernità, Masse, Operai, Lavoratori, Coscienza, Rivoluzione, Ricchezza, Povertà, Distribuzione, Organizzazione, Umanità, Speranza, Uguaglianza, Giustizia sociale, Società, Fede, Ebraismo, Etica, Puritanesimo, Protestantesimo, Lutero, Calvino, Cultura, Popolo, Proprietà privata, Beni ecclesiastici, Clero, Divisione, Potere, Valore, Alienazione, Dio, Cristo, Vangelo, Vecchio Testamento, Esegesi biblica, Grecia, Medioevo, Scambio, Altruismo, Globalizzazione, Natura umana, Storia, Necessità. Bisogni, Possesso, Schiavitù, Collettivismo, Economia, Produzione, Sviluppo economico, Terzo mondo, Fame, Miseria, Creazione, Comunicazione, Abbondanza, Escatologia, Tecnocrati, Burocrazia, Libri Vintage Fuori catalogo, Marcuse, Sinistra, Stato, Anni Sessanta, Anni Settanta, Evoluzione, Avvenire, Ecclesiologia, Menucha, Riposo, Contadini, Terra Promessa, Canaan, Jeruscha, Nachala, Israele, Giudaismo, Produttività, Fonti, Ideologia, Mito, Vuoto, Civiltà, Apocalisse, Dialettica, Filosofia, Consumismo, Conformismo, Società tecnologica post-industriale, Roszak, Robert Guillain, Servan-Scheriber, Solitudine, Harvey Cox, Dottrina sociale, Jahvè, Religion, Theology, Christianity, Church, Social morality, Industrial sociology, Political ideologies, Christian confessions, Bible, Production, Progress, Capitalism, Labor, Exploitation, Commodities, Industrial revolution, Marxism, Class struggle, Prophecies, Gospel, Biblical exegesis, Socialism, Communism, Power, Commodification, Commerce, Freedom, Free will, Technique, Technology, Modernity, Masses, Workers, Consciousness, Revolution, Wealth, Poverty, Distribution, Organization, Humanity, Hope, Equality, Social justice, Society, Faith, Judaism, Ethics, Puritanism, Protestantism, Luther, Calvin, Culture, People, Private property, Ecclesiastical goods, Clergy, Division, Power, Value, Alienation, God, Christ, Gospel, Old Testament, Biblical exegesis, Greece, Middle Ages, Exchange, Altruism, Globalization, Human nature, History, Necessity. Needs, Possession, Slavery, Collectivism, Economy, Production, Economic development, Third world, Hunger, Misery, Creation, Communication, Abundance, Eschatology, Technocrats, Bureaucracy, Vintage books out of print, Left, State, Sixties, Seventies, Evolution, Future, Ecclesiology, Menucha, Rest, Farmers, Promised Land, Israel, Judaism, Productivity, Sources, Ideology, Myth, Empty, Civilization, Apocalypse, Dialectic, Philosophy, Consumerism, Conformism, Post-industrial technological society, Solitude, Social doctrine Parole e frasi comuni appelé besoin Bible biblique bonne capitalisme choses chrétienne cité civilisation classe collective communauté communication conscience consommation contemporaines cours courte création crée croissance culture culturel d'abord davantage demeure développement devenir Dieu doit domaine économique effet espérance exemple fonction fondement force forme futur global Grecs hommes humaine idéologies Israël Jésus l'autre l'avenir l'Eglise l'espérance l'histoire l'homme l'humanité l'idéologie l'ordre laisse liberté maintenant marxisme masse milieu monde morale moyens nations nature niveau Nouveau nouvelle organisation parole passé pauvre pauvreté pays pensée personnelle peuple pouvoir première présent prise privé problème production progrès propriété puritain question raison rapport rationalité réalise réel relations révolution riche salut savoir siècle sociale société industrielle technique technologique terre Testament théologie traits travail valeur vérité vivre
br. Pensati, scritti e pubblicati da quaranta a cinquant'anni fa, i testi che qui si ripubblicano - saggi, articoli, recensioni, stroncature, interventi politico-sociologici - rappresentano la testimonianza di un periodo storico (i mitici anni Sessanta) e di un'esperienza politica e culturale (l'operaismo), di cui l'autore, Alberto Asor Rosa, è stato allora un giovane, anzi giovanissimo protagonista. Una testimonianza cioè di una fase della nostra vita nazionale, in cui il conflitto come base della critica e la critica come base del conflitto non erano considerati, come accade oggi, da evitare e combattere ma il vero sale della terra, il condimento di ogni posizione seriamente innovativa. Al culmine di questo processo di scavo e di ricerca si colloca "Thomas Mann o dell'ambiguità borghese": uno di quei rari saggi in cui analisi critica, ricostruzione di una di quelle grandi personalità letterarie che hanno connotato in maniera indelebile la storia del Novecento europeo e interpretazione critica profonda di un momento storico di ciclopica e irrimediabile, irreversibile rottura, raggiungono un'intensità anche emotiva di altissimo livello.
Mm 170x240 Collana "I pamphlet". Volume nella sua brossura originale, 197 pagine. Opera in ottime condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
cm. 17 x 24, iv-278 pp. Fondo di studi Parini-Chirio - Universit? degli Studi di Torino. Storia Questo lavoro intende fornire un contributo allo studio di una delle pi? importanti operazioni politico-culturali attuate nell?Italia interbellica. Proponendo una dettagliata ricostruzione dell?incessante opera di divulgazione della figura muliebre svolta dal Pnf, viene compiuta una rivisitazione della storiografia relativa agli strumenti e ai modi con cui i fascisti cercarono di mobilitare le donne in favore del partito e della nazione, focalizzando l?attenzione soprattutto sulle esponenti dei ceti medi che aderirono ai Fasci femminili. This work is meant as a contribution to the study of one of the most significant political-cultural operations accomplished in Italy between the wars. Starting from an accurate reconstruction of the unremitting campaign of popularization of the feminine figure carried out by Pnf, the Author revisits the historiography of the Fascist attempts to mobilize women in favour of the party and the nation, focusing mainly on exponents of the middle class who adhered to the Female Fascist movement. 510 gr. iv-278 p.
foto-cronache-interviste-documenti della contestazione al global forum di Napoli 15/17 marzo 2001 alcune illustrazioni nel testo
br. L'autore affronta il tema dell'uomo creatura di Dio a partire dalla tradizione cristiana e francescana. Dapprima offre un excursus della persona umana nella Sacra Scrittura e nei testi dei Padri della Chiesa di Oriente e di Occidente. Successivamente, attraverso la lettura del Cantico delle creature, riflette sulle cinque relazioni con cui l'uomo realizza se stesso nella comunione con Dio. Infine, propone una visione della persona umana in cui la Parola di Dio sull'uomo è diventata carne, cioè visibile. Facendo riferimento all'arte, e in particolare ad alcune opere d'arte cristiana che narrano, attraverso le immagini, il mistero dell'uomo e della creazione (Michelangelo nella Cappella Sistina). Prefazione di Angelo Branduardi. Postfazione di mons. Domenico Pompili.
Privat, 2011. In-8 broché, 460 pages, avec index des noms de personnes et des noms de lieux. Bon état
Mm 140x225 Brossura editoriale di pagine 249 un po' ingiallito. Interventi di P. Carabellese - Padre G. Bozzetti- - U. Spirito Mons. P. Pavan - V. Vinay - A. Bausani - D. Are G. Calogero - U. Serafini - R. Assunto, E. Giudici - A. M. Musu - J. de Semprun Gurrea. Piccola abrasione al piatto posteriore. Opera in buone condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 110x180 Collana "Saggi tascabili". Brossura editoriale di VII-127 pagine, sovraccoperta originale. Esemplare in perfette condizioni, come nuovo. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
br. La nostra Repubblica è fondata sul lavoro. E proprio nel lavoro le diverse culture politiche hanno trovato il punto di caduta più simbolico della Costituzione. Questo riferimento a un laburismo di ispirazione cattolica conserva tutta la sua attualità perché continua a essere il fondamento di una cultura politica popolare, di una comunità internazionale ispirata ai valori dell'interdipendenza e della solidarietà, nella quale sia impossibile il ricorso alla guerra in quanto strumento impraticabile e anacronistico. Un lavoro plurale e dalle conclusioni aperte, caratterizzato dalla consapevolezza che un contrasto fra idee non è mai un dramma, bensì un'opportunità.
br. Una riflessione sui rapporti tra politica e morale, sorretta dal rimando a filosofi e pensatori, con lo sguardo rivolto all'indietro, alla storia dell'Italia repubblicana, ma anche in avanti, al futuro che sapremo costruirci. Nell'Italia democratica che nasceva dalle macerie della guerra la moralità della politica risiedeva nella solidarietà. La classe dirigente, la classe politica, aveva come obiettivo il potere non la ricchezza ed era un potere povero (come dimenticare il cappotto rivoltato con cui De Gasperi si recò negli Stati Uniti?). Poi il miracolo economico, il protagonismo dei giovani, delle donne, i cupi anni Settanta e i rampanti anni Ottanta, la nascita della questione morale. Fino a oggi. "Quello che manca alla politica è un verso; il senso della sua missione, il traguardo alto e lontano a cui cercare di tendere. E quando manca un traguardo, tutto si riduce allo scambio". L'essere "sfibrati" moralmente alla fine, però, consente straordinari recuperi. Come quando l'Italia del pallone, travolta dal colossale scandalo di Calciopoli, finì col vincere i mondiali in Germania. Perché non provare ad assecondare il futuro di un'Italia nuova, capace di una misurata, gentile e riflessiva virtù?
br. Un leader anti-europeista per alcuni, il più europeo di tutti per altri. È stato ritenuto un opportunista capace di approfittarsi delle contingenze storiche del suo Paese, ma anche un difensore dei valori tradizionali, un conservatore dell'identità cristiana dell'Ungheria. Lo hanno accusato di essere un leader con tendenze dittatoriali in patria e all'estero, ma anche apprezzato come attento e accorto stratega. Viktor Orbán è il personaggio politico più divisivo della storia recente dell'Ungheria e del Vecchio Continente. Il giovane tribuno liberale di Piazza degli Eroi, divenuto celebre nel 1989 per aver protestato contro il regime comunista, è divenuto il leader della destra conservatrice e portavoce del populismo sovranista europeo e globale. In questo libro scopriremo la sua parabola politica e quella del suo partito, Fidesz, quali siano i punti salienti della sua agenda politica e come sia riuscito a cambiare l'Ungheria. Dai rapporti con l'Unione Europea a quelli con Mosca, dalle mire sui territori che un tempo componevano l'Ungheria dell'Impero asburgico ai rapporti con l'Ucraina, ritroviamo il germe delle tensioni che sono sfociate nel conflitto russo-ucraino.
OTTIME CONDIZIONI Essais sur le communisme. IN FRANCESE
Sans lieu ni date, 1921. Brochure in-12 carré agrafée de 32 pages, Peu courant
ill., br.
br. Che fine ha fatto la Dc? È davvero scomparsa, superata dagli eventi politici e da nuovi protagonisti, archiviata con la crisi dei partiti tradizionali? Gianfranco Rotondi, che ha iniziato la sua carriera politica nella Democrazia cristiana, ne ricostruisce la storia in queste pagine concentrandosi sulla parabola discendente della «Balena bianca» ma anche sulle sue molteplici mutazioni e resurrezioni susseguitesi in trent'anni di vita politica. Ne emerge un racconto appassionato e sinceramente di parte. La testimonianza di un protagonista che ha vissuto la dissoluzione del partito e la racconta senza peli sulla lingua e con una prospettiva privilegiata sulla storia politica italiana nazionale. Si va dalla morte ufficiale della Dc alla seconda vita dei democristiani fuori dal partito dello scudo crociato, dal centrosinistra al centro-destra, dal Patto Segni al Partito popolare, da Martinazzoli a Buttiglione, dall'Ulivo al Ccd, da Forza Italia alla Balena verde e oltre. Per scoprire che forse la Dc non è mai finita e i suoi eredi non sono solo i nostalgici.
br. Torna, in una nuova veste, dopo quella anastatica e fuori commercio, voluta nel 1988 dall'Università di Bari, la raccolta degli articoli (46 in tutto) che Aldo Moro pubblicò su "La Rassegna", nell'arco del biennio 1943-1945. Ora l'intera collezione contempla una breve guida alla lettura per ogni singolo articolo, nonché la presenza diffusa di note esplicative. Forse un titolo aggressivo - del tipo "Quando Moro non era (ancora) democristiano" - avrebbe garantito all'insieme di questi contributi sparsi una maggiore efficacia evocativa. La loro lettura rivela il disagio o, più precisamente, l'insoddisfazione del giovane intellettuale cattolico per la fragilità della ripresa democratica, il vero cruccio per la crisi spirituale e politica del Paese, i segni di delusione per le incongruenze che sfibrano le scelte politiche del dopoguerra, anche ad opera delle nazioni vincitrici. Moro sorprende per lucidità di analisi e libertà di pensiero, come, ad esempio, agli inizi del 1945, quando risuona alto il suo "perché siamo all'opposizione". È severo nel giudicare uomini e fatti. Non tiene nascosta neppure la critica a un certo modo di essere dell'antifascismo: in lui prevale un'esigenza di purezza e verità, che trapassa nella speranza di veder edificata la nuova democrazia su principi di rigore morale e umanità. In questa produzione giornalistica, giocata a tutto campo e sull'onda di determinate emergenze, Moro riversa la sua preparazione giuridica - per la quale aveva già ottenuto la libera docenza presso la facoltà di Giurisprudenza dell'Ateneo barese - e la sensibilità, religiosa e sociale, di una generazione cattolica, cresciuta all'ombra della Chiesa di due grandi Papi: Pio XI e, soprattutto, Pio XII. Il titolo scelto per questo volume riprende una testuale espressione di Moro: la "vanità della forza". Con essa si viene a identificare la tragica dialettica che avvolge la guerra, il cui sviluppo, affidato alla potenza delle armi e alla volontà di dominio sul mondo, non porta di solito a compimento le nobili premesse della giustizia e della libertà. È lecito, tuttavia, arguire come, sulla scorta di questo ragionamento, la vanità non si debba rintracciare nella sola dimensione straordinaria del conflitto armato, quanto piuttosto nella stessa normalità della vita politica. Ciò avviene, in conclusione, quando il bene comune e i valori della dignità umana perdono la loro centralità, sicché la lotta democratica declina fatalmente nella pretesa di misurare ogni cosa sulla base dei rapporti di forza, divenendo in assenza della giustizia un'espressione di "dura prepotenza".
rilegato mezza pelle - dedica dell'autore in anteporta libro polemico ma molto intererssante
brossura Si può restare indifferenti dinnanzi al dilagante degrado ambientale generato, nell'arco dell'ultimo secolo, da ripetuti comportamenti errati della collettività e da persone senza scrupoli disposte a tutto pur di accrescere i propri introiti finanziari? Esiste un'imprescindibile interdipendenza fra tutto ciò che esiste dalla quale nessuno può sfuggire. È giunto, ormai, il tempo di riflettere per individuare celermente valide strategie da attuare mediante una proficua e responsabile collaborazione tra cittadini e istituzioni. La natura si sta progressivamente ribellando e invia segnali urgenti di ravvedimento. I repentini cambiamenti climatici generano devastazioni in varie zone della terra: uragani, inondazioni, siccità, alterazioni stagionali. Scompaiono, ogni anno, migliaia di specie animali e vegetali e persino la Foresta Amazzonica, considerata il polmone del mondo, viene continuamente violata dal devastante disboscamento per fini agricoli o per interessi legati al settore minerario e del legname. La vita e la serenità dell'intero pianeta sono seriamente minacciate. Attraverso l'ausilio della filosofia, della bioetica, della dottrina sociale e sull'esempio di Francesco d'Assisi, patrono dell'ecologia, il lettore è invitato ad interrogarsi, quale abitante del mondo, sull'eticità dei propri gesti quotidiani e sui possibili contributi personali e collettivi a favore del bene comune. La terra è il tesoro di cui ognuno dovrebbe godere con l'intento di tramandarlo ben custodito alle future generazioni.
ill., br. Alluvioni, smottamenti, frane e dissesti idrogeologici: catastrofi che seguono a piogge appena abbondanti. Il rapporto dell'uomo con la terra si presenta oggi come una relazione pericolosa e distruttiva, identico nel suo svolgersi alla crisi di un legame affettivo. La grande responsabile è l'incuria, ovvero ciò che ha contraddistinto gli interventi umani sull'ambiente naturale negli ultimi due secoli. Questo libro racconta chi siamo diventati quando si è smesso di comprendere che le mancate attenzioni alla terra avrebbero avuto conseguenze per noi stessi e quando non abbiamo più lasciato alle risorse il tempo per ristabilire il proprio equilibrio. Si tratta di una storia di abbandono e di un possibile recupero del rapporto, sviluppando un nuovo sguardo su ciò che ci circonda: l'osservazione sveglia e consapevole, cosciente dell'importanza dei dettagli paesaggistici trascurati, che ha al suo centro, come serbatoio vincolante la memoria e il suo prezioso scrigno di storie. Essa è l'elemento fondamentale per la sussistenza e la sicurezza delle generazioni passate e future, il perno su cui ruota la nostra esistenza, il nucleo della nostra identità.
br. Si parte dalla sua India e si approda in Italia. Poi si incontrano gli agricoltori d'Africa, le lobby pro-Ogm a Bruxelles, le questioni dell'agro-business in America Latina, le lotte delle contadine indiane... Quello che Vandana Shiva ci fa fare in questo libro è un doppio viaggio: il primo intorno al mondo, per conoscere la battaglia per la sovranità alimentare che aggrega persone, gruppi, associazioni intorno a una vera sfida in favore della democrazia. Il secondo percorso evoca la pluridecennale e pacifica lotta civile che ha reso questa donna "una delle sette femministe più potenti del mondo" (Forbes). Campi di cotone e semi ibridi, ricerche scientifiche e processi nei tribunali, campagne internazionali di boicottaggio e azioni quotidiane come farsi l'orto o acquistare cibo a km zero. In queste pagine, a metà tra il manifesto sociale e il racconto autobiografico, Vandana Shiva ci fa capire una questione centrale per l'oggi: "La difesa dei diritti della Terra innegabilmente contribuisce alla difesa dei diritti umani". Di fronte alla crisi ecologica l'unica via di uscita - secondo la paladina anti-Ogm - è far sì che il mercato non si impossessi anche della nostra aria, terra e acqua, in sostanza della vita: "Poche multinazionali cercano di assicurarsi il controllo delle risorse della Terra. Le manipolazioni della bioingegneria sono il sintomo di una perversione etica. Difendere i diritti della Terra Madre è la lotta con le maggiori chance di portare a una pace duratura."
ril. Nel prossimo decennio, con l'innalzarsi delle temperature, l'allarmante crescita del livello dei mari e i devastanti incendi che si verificano in tutti i continenti nella stagione calda, ogni decisione che prenderemo determinerà il destino del pianeta e il futuro dell'umanità. Eric Holthaus, giornalista da sempre in prima linea nella lotta al cambiamento climatico, ha attinto alle conoscenze di economisti, futurologi, attivisti ed esperti di climatologia per esplorare il futuro ormai prossimo e spiegare che cosa potrebbe accadere se decidessimo di unirci e tutti insieme adottassimo i cambiamenti su vasta scala necessari per fronteggiare la crisi che stiamo vivendo. Le scelte che faremo nei prossimi trent'anni, infatti, saranno decisive per i prossimi cento. Il conto alla rovescia è già iniziato, ma c'è ancora tempo. Possiamo ricostruire con criteri diversi le nostre città e rimodellare le nostre case. Possiamo ridefinire le modalità di partecipazione alla vita democratica e adottare politiche economiche redistributive. E possiamo assicurare giustizia ed equità alle popolazioni più colpite dai cambiamenti climatici. Commovente testimonianza di ciò che è possibile fare nell'era del riscaldamento globale, "La Terra di domani" ci invita a riflettere sul nostro rapporto con il pianeta in cui viviamo e a riaffermare con forza il nostro impegno reciproco a favore dell'umanità.
br. Padre fondatore degli Stati Uniti d'America, Thomas Jefferson sarebbe oggi una mente di Occupy Wall Street? Con l'eredità del suo pensiero in mano non possiamo escluderlo. Ritratto poliedrico di una personalità creativa che ha fatto la storia, questo libro fa emergere la lunga battaglia del presidente contro la corruzione e lo strapotere delle banche, un contro-potere illegittimo. Ma Jefferson fu anche architetto, difensore della libertà religiosa, agricoltore e fondatore della prima università laica in Virginia. Pensatore e costruttore lungimirante, Jefferson restituisce l'immagine e i valori originari del sogno americano: la terra conquistata da dividere e lavorare senza speculazioni. Una strada quanto mai aperta nella nostra era di crisi finanziarie e dissesti idrogeologici. Il libro è riportato alla sua autentica vivacità grazie all'introduzione del noto filosofo Giulio Giorello e alla curatela di Luca Gallesi, collaboratore di quotidiani nazionali, tra cui "Avvenire" e "Il Giornale", e autore di numerosi libri di carattere economico-filosofico.
br. Il nostro capitale naturale e ambientale è a rischio: le ondate emotive nell'opinione pubblica a ogni notizia di catastrofe e il successo mediatico delle denunce globali si scontrano con l'atteggiamento di quanti, istituzioni o cittadini o imprese - anche condizionati da interessi economici - minimizzano o negano il problema. Con esemplare chiarezza il manuale approfondisce quattro campi di battaglia: l'erosione della diversità biologica, l'onnipresenza dello spreco e la scarsità crescente di acqua e suolo, l'ambivalenza di un sistema energetico indispensabile ma distruttivo, le minacce di cambiamento climatico. Per ciascuno di essi prospetta strumenti, strategie e politiche di contrasto, perché si possa costruire una governance globale dello sviluppo sostenibile.