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br. L'Italia è un paese speciale e gli italiani lo hanno sempre saputo: a volte vivono questa specificità come una malattia e un'anomalia, a volte, più di rado, come un eccezionale primato. Quali sono le radici storiche, civili e culturali del caso italiano e quali sono i frutti più recenti? Marcello Veneziani percorre i luoghi teorici e storici in cui nasce e si sviluppa l'ideologia italiana, lo stile, il gusto, la sensibilità civile e religiosa, unita al carattere nazionale. Il suo viaggio va a ritroso dal presente al passato, dal berlusconismo - di cui traccia un bilancio - all'Italia democristiana, dal fascismo all'Italia liberale, dal Novecento al Risorgimento. Prezzolini e Papini, Pareto e D'Annunzio, Malaparte e Berto Ricci, Rensi e Gentile, Evola e Del Noce sono i principali testimoni nel Novecento di questa linea italiana. Sullo sfondo emerge il ritratto filosofico e civile di una Nazione Culturale e di un'italianità scandita attraverso idee e autori, passioni e illusioni di élite e di popolo.
brossura Un giovane pensatore e attivista riflette sulla possibilità di una nuova destra, ossia di un radicale cambiamento di mentalità, concezioni e prospettive all'interno di quest'area politica, ispirandosi ai valori e ai principi della tradizione liberale e della filosofia individualista. Passando in rassegna i principali temi sui quali la destra italiana ha sposato posizioni contrarie a quelli che avrebbero dovuto esserle connaturate - dall'economia ai diritti civili, dalla politica estera fino alla globalizzazione - l'autore rivolge una critica serrata alle visioni attualmente dominanti, più simili a quelle dei reazionari dell'est-europeo che non dei conservatori occidentali, pur senza appiattirsi sulle idee dei "moderati" e arrivando a proporre una sintesi tra le istanze "sovraniste" e quelle liberali, a suo giudizio perfettamente compatibili, se per "sovranismo" non si intende l'esaltazione demagogica della nazione, ma difesa della libertà e dei diritti dei singoli cittadini riuniti sotto tale nome.
br. Attendere la rinascita? È questa la proposta che ci viene da Paul Ricoeur in questa scelta di interviste che spaziano dalla bioetica all'ecologia, dalla giustizia al tema, così caro ai filosofi francesi, del possibile ruolo dell'intellettuale nella società contemporanea. Partendo sempre dalla propria esperienza personale - di orfano di entrambi i genitori, di studioso, di prigioniero di guerra, di docente universitario - Ricoeur propone una lettura di alcuni temi caldi del nostro tempo e assieme addita la direzione di una "rinascita" che, ricomponendo i rapporti sociali, porti in sé la risoluzione o almeno una maggiore coscienza dei dilemmi etici sulle grandi tappe della vita e sulla corretta gestione del pianeta Terra. Su questi punti Ricoeur è chiaro. Il rapporto verticale tra istituzioni e individui deve essere integrato da organismi orizzontali, di prossimità, da "cellule del buon consiglio" che non lascino mai solo l'uomo di fronte alla società nel suo complesso. A partire da questo, Ricoeur propone di superare il dualismo tra una giustizia istituzionale, monolitica, e la pluralità delle etiche individuali, costruendo "sfere di giustizia" in cui la visione dell'altro come controparte si trasformi nella "via buona" del riconoscimento e della relazione.
LIBRO IN BUONE CONDIZIONI CON DEDICA AL PRECEDENTE PROPRIETARIO.
br. Raccogliendo l'appello lanciato da Papa Francesco con l'enciclica Laudato Si', Leonardo Becchetti riconsidera i fondamenti dell'attuale modello di sviluppo economico. Secondo l'autore, il punto di svolta che può determinare l'inversione di rotta e la salvezza dalla minaccia ambientale che incombe, passa attraverso la combinazione sinergica di tre elementi fondamentali: le decisioni politiche delle istituzioni locali e nazionali; l'azione dal basso dei cittadini che, attraverso le loro scelte di consumo e risparmio, devono premiare - mediante il cosidetto "voto col portafoglio" - quelle aziende all'avanguardia nella creazione di valore economico ambientalmente sostenibile; gli stili di vita dei cittadini che, anche fuori dal mercato, devono orientarsi ad una maggiore sobrietà.
brossura - nuovo - ancora cellophanato
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. OTTIME CONDIZIONI, MAI SFOGLIATO, LIEVI SEGNI DEL TEMPO, DEDICA IN ANTIPORTA. Alberto Asor Rosa (Roma, 23 settembre 1933) è un critico letterario, scrittore, politico e docente universitario italiano. Descrizione bibliografica Titolo: La repubblica immaginaria: idee e fatti dell'Italia contemporanea Autore: Alberto Asor Rosa Editore: Milano: Arnoldo Mondadori, 1988 Lunghezza: 341 pagine; 23 cm ISBN: 8804319054, 9788804319054 Collana: Frecce Soggetti: Politica, Società civile, Storia d'Italia, Ideologie politiche, Storia contemporanea, Prima Repubblica, Saggistica, Critica, Analisi, Partiti politici, Democrazia cristiana, DC, PCI, PSI, PRI, Radicali, Referendum, Divorzio, Aborto, Scuola, Istruzione, Salario, Partito Comunista Italiano, Sinistra, Destra, Classe dirigente, élite, Potere, Socialismo, Capitalismo, Misteri, Rivoluzione culturale, Marxismo, Sessantotto, Rapimento Moro, Vicende storiche, Economia, Terrorismo, Brigate rosse, Stragi, Mafia, Compromesso storico, Strategia della tensione, Sindacalismo, Diritti sociali e civili, Elezioni, Voto, Sistema elettorale, Clientelismo, Corruzione, Istituzioni, Ricambio politico, Riforme, Intellettuali, Televisione, Giornalisti, Benessere, Integrazione, Cicli, Felicità, Welfare, Linguaggio, Trasformismo, 1989, Muro di Berlino, Cortina di Ferro, Unione Sovietica, Crollo, Crisi, Valori, Occidente, Guerra Fredda, Americani, Politica estera, 1956, Rivoluzione, Riformismo, Nomenclatura, Mediazione, Rappresentanza sociale, Industria, Stato, 1977, Contestazione, Costumi, Studenti, Masse, Alleanze, Beppe Grillo, Libri Vintage, Fuori catalogo, Politics, Civil Society, History of Italy, Political Ideologies, Contemporary History, First Republic, Non-Fiction, Criticism, Analysis, Political Parties, Christian Democracy, Radicals, Divorce, Abortion, School, Education, Salary, Italian Communist Party, Left, Right , Leadership Class, Power, Socialism, Capitalism, Mysteries, Cultural Revolution, Sixty-eight, Moro Abduction, Historical Events, Economy, Terrorism, Red Brigades, Massacres, Historical Compromise, Tension Strategy, Unionism, Social and Civil Rights, Elections, Vote, Electoral system, Clientelism, Corruption, Institutions, Political replacement, Reforms, Intellectuals, Journalists, Welfare, Integration, Cycles, Happiness, Language, Transformism, Berlin Wall, Iron Curtain, Soviet Union, Collapse, Crisis, Values, West, War Cold, Americans, Foreign Policy, Revolution, Reformism, Mediation, Social Representation, Industry, State, Dispute, Costumes, Students, Masses, Alliances, Books Out of Print Parole e frasi comuni Aldo Moro Bettino Craxi capitalistico caso classe complesso compromesso storico comunista condizioni conflitto Congresso conseguenza crisi politica culturale decisivo democrazia consociativa Democrazia cristiana democristiani democristiano demoproletari destino discorso economico elettorale De Mita Enrico Berlinguer esempio Eugenio Scalfari fase fondamentali fondo formula forze politiche funzione gioco governo gruppo dirigente ideologica istituzionale italiana lavoro linea linguaggio politico logica lotta maggioranza marxismo mediazione movimento operaio nazionale obiettivi organizzazioni paese pentapartito poli posizione possibile potere pratica problema processo progetto programma progresso prospettiva questione radicale rapporto realtà risultato senso sessantottesco europea sinistra storica sistema politico italiano situazione socialdemocrazia socialista strategia Studentesco sviluppo Palmiro Togliatti tradizione trasformazione valori voto
Lawrence K. Grossman La repubblica elettronica . , Editori Riuniti 1997, Copertina: cartonata, sporca lievemente. Legatura: a colla. Pagine testo: ingiallite, brunite ai margini. Sguardi: ingialliti. Frontespizio: ingiallito. Margini delle pagine: ingialliti. Dorso: nervato. Taglio: ingiallito, sporco Buono (Good) . <br> <br> <br> <br> 8835943434
ril. Nel presupposto dell'inevitabile "morte" delle civiltà quando si esauriscono i princìpi che le animano, anzitutto quelli religiosi, il volume, che è stato originariamente scritto nel 1935, costituisce un'analisi delle crisi culturali che in epoca moderna e contemporanea hanno minato l'edificio della civiltà occidentale e alle loro ricadute socio-politiche. L'Autore esamina dunque la dinamica storica del comunismo sovietico, del fascismo e del nazionalsocialismo, ai quali associa il New Deal statunitense e il laburismo britannico, insieme come esito e come reazione alla disgregazione provocata nella società occidentale dalla filosofia liberale.
ril. "Sono le piccole cose che fanno la differenza. La mia piccola cosa è piantare alberi." Con questo semplice gesto Wangari Maathai ha creato il Green Belt Movement, il movimento ecologista che ha ridato respiro al suo Paese e nuove speranze alla Terra. Mettendo a dimora le piante, facendole crescere e prosperare, le donne keniote hanno sperimentato la forza del legame con l'ambiente, l'appartenenza a un tutto, il potere di cambiare le cose. Recuperare un rapporto diretto con la Natura, però, è solo il primo passo per ritrovare quella sintonia profonda - distrutta dalla cultura moderna - che da sempre ha garantito il benessere del pianeta e dei suoi abitanti, incluso l'uomo. È necessario guardare al nostro passato e riconoscere le radici spirituali di un intero retaggio di precetti etici e religiosi - dal tikkun olam ("ripara il mondo") delle Scritture ebraiche al mottainai ("non sprecare") della tradizione giapponese -, per capire che l'armonia naturale può essere ripristinata solo ispirando le nostre azioni ad autentici principi morali. Un nuovo punto di vista sulla difesa dell'ambiente, i cui valori, sostiene il premio Nobel per la Pace, coincidono con i più alti insegnamenti delle religioni. E la sintesi estrema che Wangari Maathai fa della sua attività altro non è che la "preghiera" che la Terra rivolge a ognuno di noi: è il "mantra delle tre R", ovvero Ridurre, Riutilizzare, Riciclare. Da queste linee guida e da queste azioni dipende il futuro dell'umanità e del mondo.
Giovanni Lorenzo Imbriaco La Regione nel nuovo ordinamento dello Stato. , Libreria Politica Moderna 1947, Copertina cartonata ingiallita, usurata al dorso e ai margini. Tagli bruniti e irregolari. Pagine ingiallite e intonse. Cucitura allentata. Mediocre (Poor) . <br> <br> <br> <br>
In 16°, br. edit., pp. 130,(2); prima ed., buon es.. (z010/bis)
Paris, Hartmann . 1936. Plaquette in 8 brochée de 31 pages non coupée, couverture rempliée, envoi .
Paris, Payot, collection science de l'homme 1972. In-8 broché, 341 pages. Bon état
Paris, Payot, collection science de l'homme 1972. In-8 broché, 341 pages. Rares passages discrètement soulignés au crayon de papier sinon Bon état
Mm 125x220 Collana "Saggi" - Prefazione di Cesare L. Musatti. Brossura editoriale, ix-613 pagine. Tracce d'uso e del tempo concentrate all'esterno, peraltro il libro è in buone condizioni nelle sue legature ben salde. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
br. Tra articoli, interviste, partecipazioni a tribune politiche ed elettorali televisive, dichiarazioni e messaggi, assommano a quasi ottanta gli interventi su vari mezzi di informazione attribuibili ad Aldo Moro negli anni in cui tenne la segreteria politica della Democrazia cristiana. Proponendone in questo volume una prima raccolta organica, si è inteso restituire la parola allo statista pugliese su una fase cruciale della vicenda politica italiana e contribuire così al lavoro degli studiosi che, da qualche tempo, provano a sottrarlo alla luce abbagliante di riflettori troppo a lungo puntati quasi esclusivamente sul suo rapimento e assassinio da parte delle Brigate rosse. Prefazione di Giuseppe Acocella.
br. Questo libro rivaluta la grande esperienza del "centrismo" degasperiano, che non fu (come la maggior parte della storiografia sostiene) un periodo di conservazione, bensì di forte impegno riformatore. Esso pose le premesse del "miracolo economico", che fece dell'Italia una grande nazione industriale. Il "centro-sinistra" fu del tutto inadeguato a sostenere questo sviluppo e a correggerne gli squilibri. Tale inadeguatezza pose le premesse del lungo Sessantotto e dell'"autunno caldo" del 1969, che ebbe influssi assai negativi sull'economia e che destabilizzò la società civile. Di qui un successo sempre più grande del PCI, il quale però non riuscì mai a diventare un partito democratico, nel senso occidentale della parola. La democrazia italiana è rimasta quindi sempre, nella "prima Repubblica", una democrazia "bloccata", priva di alternanza fra schieramenti politici diversi. Tale "blocco" ha impedito qualunque rinnovamento della società e ha determinato una profonda degenerazione della politica.
br. Le opportunità offerte dal trionfo della democrazia sui regimi autoritari ed espresse nella Dichiarazione dei diritti umani avrebbero dovuto portare all'affermazione della giustizia o a porre un limite alla disuguaglianza. Queste opportunità non sono mai arrivate a quella parte di umanità per la quale erano state emanate perché la politica non le ha divulgate, considerandole quasi un pericolo per se stessa. Si sono aperti così spazi per un incontrastato dominio degli egoismi individuali dei più potenti.
Mm 140x210 Nuovo. Collana Sagittari. Brossura editoriale con bandelle, xxii-117 pagine, timbro commerciale dell'editore al foglio d'apertura. Volume in stato di nuovo. Spedizione entro 24 ore dalla conferma dell'ordine.
BUONO - USURA TEMPO Dorso leggermente scialbo, interno ottimo - titolo in oro al dorso La crisi e la riscossa del partito liberale. Il 1859. Il Cavour di F.S. Kraus. Il pensiero politico di Silvio Spaventa. Diritto e politica. L'insegnamento religioso nelle scuole. Il monopolio di Stato delle Assicurazioni.
Mm 170x240 Due volumi nelle loro brossure originali con bandelle: Vol. I: Il sistema finanziario italiano e il contesto internazionale (556 pagine); Vol. II. Obiettivi e strumenti (562 pagine). Ordinari segni di lettura ai dorsi, peraltro esemplari in ottimo stato con pagine perfettamente pulite. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
br. Il declino politico di Berlusconi ha aperto scenari nuovi per la destra italiana che Matteo Salvini sembra aver colto al volo. Sotto la sua guida la Lega ha cambiato pelle, marginalizzando le non più spendibili rivendicazioni regionaliste ed egemonizzando il centrodestra con un populismo fortemente caratterizzato dai temi dell'identità e sovranità nazionale. Lo storytelling di Salvini è ridotto all'osso: pochi fronzoli per una comunicazione nuda e cruda, concetti chiari e ripetuti ossessivamente. Le vittime siamo noi non loro, spiega agli elettori parlando dei migranti. Il punto del resto non è la realtà o meno dei fatti, ma il successo della loro rappresentazione. Slogan come "prima gli italiani" o "aiutiamoli a casa loro" hanno però una genealogia precisa nello sviluppo del pensiero di estrema destra in Europa, che negli anni ha aggiornato vecchie ideologie e dato voce a nuovi teorici, tra cui l'ispiratore della nouvelle droite Alain de Benoist e Aleksandr Dugin, il filosofo vicino a Putin. L'ascesa della "nuova" Lega si inserisce infatti nel più generale affermarsi delle destre populiste nel vecchio continente: da Alba Dorata in Grecia all'Ukip di Farage in Gran Bretagna, dalle formazioni xenofobe dei paesi scandinavi all'Ungheria di Viktor Orbàn. Storie diverse ma che condividono molte parole d'ordine e narrazioni. Questo libro inquadra l'ascesa di Salvini nel più complessivo fenomeno delle nuove destre europee.
In-8 (Cm 23 x 16), pp. 178, br. ed. ill. Brossura leggermente ingiallita, normale ingiallitura delle pp. Ordinari segni del tempo. BUONO
br. Il riscaldamento globale è la sfida più formidabile della nostra epoca. Non si tratta di salvare il pianeta, che sopravviverà qualunque cosa facciamo. Il punto è preservare un livello di vita accettabile per gli esseri umani sulla Terra, e se possibile migliorarlo. Ne va della nostra civiltà. Perché, allora, la maggior parte delle persone agisce come se si potesse ignorare una minaccia di questa gravità? I pericoli che il cambiamento climatico porta con sé appaiono astratti, sfuggenti, estranei alla vita quotidiana, e tendono a passare in secondo piano rispetto a problemi più immediati. Ma se per attivarci concretamente attendiamo di essere scossi da catastrofi e tragedie macroscopiche, a quel punto la situazione sarà già irreversibile. "La politica del cambiamento climatico" fornisce gli strumenti analitici per superare questo drammatico paradosso. Anthony Giddens passa in rassegna le alternative, gli interessi e le opportunità in gioco, smascherando i contraddittori luoghi comuni che imperversano nel dibattito pubblico sui temi ambientali, dallo sviluppo sostenibile al principio di precauzione, dal capitalismo verde alla decrescita. Non basta immaginare un mondo diverso, o indicare soluzioni tecniche e buone pratiche: le ricette devono essere effettivamente applicabili, democratiche e generalizzate. Per questo i nodi da sciogliere sono soprattutto di natura politica. Sensibilizzare le persone senza eccedere in allarmismi...