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Antonio Gramsci Il Risorgimento. , Einaudi 1949, Brossura ed. allentata, ma che non compromette la tenuta. Copertina cartonata, margini stanchi. Sovraccoperta in acetato trasparente artigianale. Pagine ingiallite brunite ai margini. Opere di Antonio Gramsci, n° 4 Buono (Good) . <br> <br> <br> <br>
ill., br. Il progetto Clean Everest nasce nel 2016 per iniziativa di Marion Chaygneaud-Dupuy ed è stato creato, afferma l'autrice, "con i tibetani per i tibetani". Lavorando insieme a un team locale di cinquanta guide, in tre anni è stato possibile rimuovere oltre otto tonnellate di rifiuti dalla montagna più alta della Terra. I campi in quota sono stati ripuliti dall'immondizia accumulata da decenni di spedizioni alpinistiche e dal campo base i sacchi di rifiuti sono stati trasportati a valle a dorso di yak. La logistica del progetto si è perfezionata grazie al supporto delle autorità locali che ben presto sono subentrate nella gestione, attivandosi anche per il recupero dei rifiuti riciclabili. Un altro passo importante nella tutela dell'ecosistema montano è stato la redazione della "Carta ambientale per gli himalaisti" che detta le regole e educa tutti gli attori dell'industria della montagna in Tibet. Il progetto Clean Everest è presto diventato un modello per altre vette, nonché patrimonio collettivo della popolazione locale, la cui cultura porta con sé una spiccata coscienza ecologica.
Mm 170x240 "LIMES - Rivista Italiana di Geopolitica, luglio/2021" diretta da Lucio Caracciolo - Brossura originale, 240 pagine con tavole a colori non comprese nel testo. Copia in buone condizioni complessive; spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Biblioteca di cultura storica 84 - Prefazione - Ringraziamento - Dedica - Introduzione - I. L'arretratezza economica in prospettiva storica - II. Riflessioni sul concetto di prerequisiti dell'industrializzazione - Atteggiamenti della collettivit?, imprenditori e sviluppo economico - Osservazioni sul saggio di sviluppo industriale dell'Italia: 1881-1913 - Rosario Romeo e l'accumulazione originaria del capitale - VII. Il problema dello sviluppo economico economico nella storia della cultura russa dell'Ottocento - VIII. Aspetti dell'industrializzazione in Bulgaria: 1878-1939 - IX. Un indice a prezzi Usa della produzione dell'industria pesante sovietica nel decennio 1927-1937 - X. Osservazioni sul saggio di sviluppo industriale della Russia sovietica XI. L'impresa industriale nella Russia sovietica - XII. Una fonte trascurata di informazione economica sulla Russia sovietica - XIII. Riflessioni su alcuni romanzi sovietici - XIV. Osservazioni sul 'Dottor Zivago' - Appendici - Indice analitico 1 21X14,5 cm., legatura in piena tela verde, sopraccoperta, pp. XXIV, 444 (4), prima edizione italiana, numerose annotazioni ai margi e sottolineature in matita, normali segni d'uso ai margini della sopraccoperta, buon esemplare. Allegata Scheda bibliografica Einaudi
brossura "Il principio speranza" costituisce una delle imprese filosofiche più ambiziose di sempre. Il viaggio di Bloch nel "continente speranza" e nella dimensione utopica del pensiero in tutte le sue manifestazioni appare, ai nostri occhi, meravigliosamente inattuale e, al contempo, ancora ricco di suggestioni per il futuro. Realizzato in oltre vent'anni, il capolavoro di Bloch non intende infatti negare la realtà, ma si oppone con fermezza alla passiva accettazione di una realtà "già data" e immutabile, fondando la sua ontologia sulle potenzialità dell'essere e sull'apertura al cambiamento. "L'importante è imparare a sperare. Il lavoro della speranza non è rinunciatario perché di per sé desidera aver successo invece che fallire." Questa edizione presenta l'opera in tre volumi divisibili.
brossura "Il principio speranza" costituisce una delle imprese filosofiche più ambiziose di sempre. Il viaggio di Bloch nel "continente speranza" e nella dimensione utopica del pensiero in tutte le sue manifestazioni appare, ai nostri occhi, meravigliosamente inattuale e, al contempo, ancora ricco di suggestioni per il futuro. Realizzato in oltre vent'anni, il capolavoro di Bloch non intende infatti negare la realtà, ma si oppone con fermezza alla passiva accettazione di una realtà "già data" e immutabile, fondando la sua ontologia sulle potenzialità dell'essere e sull'apertura al cambiamento. "L'importante è imparare a sperare. Il lavoro della speranza non è rinunciatario perché di per sé desidera aver successo invece che fallire." Questa edizione presenta l'opera in tre volumi divisibili.
brossura "Il principio speranza" costituisce una delle imprese filosofiche più ambiziose di sempre. Il viaggio di Bloch nel "continente speranza" e nella dimensione utopica del pensiero in tutte le sue manifestazioni appare, ai nostri occhi, meravigliosamente inattuale e, al contempo, ancora ricco di suggestioni per il futuro. Realizzato in oltre vent'anni, il capolavoro di Bloch non intende infatti negare la realtà, ma si oppone con fermezza alla passiva accettazione di una realtà "già data" e immutabile, fondando la sua ontologia sulle potenzialità dell'essere e sull'apertura al cambiamento. "L'importante è imparare a sperare. Il lavoro della speranza non è rinunciatario perché di per sé desidera aver successo invece che fallire." Questa edizione presenta l'opera in tre volumi divisibili.
brossura "Il principio speranza" costituisce una delle imprese filosofiche più ambiziose di sempre. Il viaggio di Bloch nel "continente speranza" e nella dimensione utopica del pensiero in tutte le sue manifestazioni appare, ai nostri occhi, meravigliosamente inattuale e, al contempo, ancora ricco di suggestioni per il futuro. Realizzato in oltre vent'anni, il capolavoro di Bloch non intende infatti negare la realtà, ma si oppone con fermezza alla passiva accettazione di una realtà "già data" e immutabile, fondando la sua ontologia sulle potenzialità dell'essere e sull'apertura al cambiamento. "L'importante è imparare a sperare. Il lavoro della speranza non è rinunciatario perché di per sé desidera aver successo invece che fallire." Questa edizione presenta l'opera in tre volumi divisibili.
brossura "Il principio speranza" costituisce una delle imprese filosofiche più ambiziose di sempre. Il viaggio di Bloch nel "continente speranza" e nella dimensione utopica del pensiero in tutte le sue manifestazioni appare, ai nostri occhi, meravigliosamente inattuale e, al contempo, ancora ricco di suggestioni per il futuro. Realizzato in oltre vent'anni, il capolavoro di Bloch non intende infatti negare la realtà, ma si oppone con fermezza alla passiva accettazione di una realtà "già data" e immutabile, fondando la sua ontologia sulle potenzialità dell'essere e sull'apertura al cambiamento. "L'importante è imparare a sperare. Il lavoro della speranza non è rinunciatario perché di per sé desidera aver successo invece che fallire." Questa edizione presenta l'opera in tre volumi divisibili. Introduzione di Remo Bodei.
brossura "Il principio speranza" costituisce una delle imprese filosofiche più ambiziose di sempre. Il viaggio di Bloch nel "continente speranza" e nella dimensione utopica del pensiero in tutte le sue manifestazioni appare, ai nostri occhi, meravigliosamente inattuale e, al contempo, ancora ricco di suggestioni per il futuro. Realizzato in oltre vent'anni, il capolavoro di Bloch non intende infatti negare la realtà, ma si oppone con fermezza alla passiva accettazione di una realtà "già data" e immutabile, fondando la sua ontologia sulle potenzialità dell'essere e sull'apertura al cambiamento. "L'importante è imparare a sperare. Il lavoro della speranza non è rinunciatario perché di per sé desidera aver successo invece che fallire." Questa edizione presenta l'opera in tre volumi divisibili. Introduzione di Remo Bodei.
br. Di fronte alla diffusione dei sostenitori dell'incontro tra liberalismo e cattolicesimo, Juan Donoso Cortés nega l'esistenza di ogni possibile fondamento di quello che sarebbe un "connubio innaturale".
brossura "Il libro è composto da due grandi saggi: uno di Giorgio Galli, Profili del populismo anticapitalista, e l'altro di Francesco Bochicchio, Il populismo come anticamera (involontaria) della lotta di classe. Due voci critiche (e diverse) sul rapporto tra populismo e sinistra radicale, sia dal punto di vista teorico, che da quello della prassi politica nell'arco storico e nella attualità. Il primo saggio ha un taglio prevalentemente storico anche se molto "eterodosso", con un uso "originale" della analogia storica. Il secondo ha un impianto di analisi e di metodo rigorosamente marxista, usato per fornire chiavi di lettura utili dal punto di vista politico. Una lettura forse spesso contraddittoria, ma utile per orientarci nei tempi difficili in cui navighiamo, spesso senza alcuna bussola".
Antologia di articoli non solo di Mussolini (circa il 60%) ma anche di Papini, Panunzio, De Ambris, Prezzolini da IL POPOLO D'ITALIA 1914-1917 Saggio introduttivo di circa 100 pagine di Marco Tarchi usura del tempo e leggerissime gore
brossura Un presupposto: il pianeta è bello ed è possibile salvarlo. Una consapevolezza: siamo esseri viventi inseriti assieme agli altri in un unico, grande ecosistema. Un viaggio: è quello che ci propone Licia Colò, attraverso i panorami di tutto il mondo e la complessità delle sue forme di vita. Partiamo dall'Australia, che pur devastata da terribili roghi offre riserve naturali simili all'Eden, come Kangaroo Island o le Blue Mountains. Ammiriamo l'Indonesia, le sue isole mozzafiato punteggiate di vulcani, patria di animali a rischio di estinzione come gli orangutan e i draghi di Komodo. Scopriamo l'Africa, la culla dell'umanità, un continente sterminato e favoloso ma devastato dalla deforestazione, dallo sfruttamento dissennato delle miniere, da pratiche di caccia crudeli. Ammiriamo il magico e virtuoso Nord Europa, con le sue avanguardie di bellezza ed ecosostenibilità, a partire dall'Islanda. E poi la Malesia, la Patagonia, l'Amazzonia... quanta meraviglia e quanto selvaggio spreco segnano il rapporto tra noi e la natura. Eppure, cambiare è possibile, come dimostrano tante esperienze generose e positive in ogni continente. Di fronte all'emergenza climatica, all'enormità delle catastrofi, alla complessità dei problemi, il rischio che corriamo, più ancora dell'indifferenza, è quello dell'impotenza, perché ogni cosa appare lontana dalla nostra possibilità d'intervento. Ma non è così. In questo libro avventuroso e battagliero, che attinge alle esperienze e ai viaggi di una vita, Licia Colò ci fa sognare un mondo migliore, e ci fa capire come possiamo aiutare a costruirlo.
br. Una flotta di aerei che raggiunge la stratosfera per formare un «velo» di solfati intorno al mondo e riflettere la luce del sole. Navi fabbrica-nubi che seminano nuclei di condensazione sopra gli oceani per ispessire e imbiancare le nuvole, rendendole più riflettenti. Fertilizzanti a base di ferro sparsi nei mari per rinfoltire la presenza di alghe avide di anidride carbonica. Speciali «lenzuola» plastiche che ricoprono i ghiacciai a rischio di scioglimento e i deserti troppo caldi. Tecniche per catturare l'anidride carbonica emessa dagli impianti a energia fossile e immagazzinarla sotto terra. È la geoingegneria climatica: non è fantascienza, ma una possibilità concreta. Che forse si rivelerà inevitabile. I rischi del cambiamento climatico sono accertati e potenzialmente catastrofici, ma gli sforzi per ridurre le emissioni di anidride carbonica nell'atmosfera faticano a produrre risultati, o anche solo a essere avviati. La riconversione da un modello di sviluppo alimentato dai combustibili fossili a una società fondata sulle energie rinnovabili sta incontrando forti ostacoli politici, economici e tecnici: ecco perché bisogna rivolgersi alla geoingegneria, non come alternativa salvifica, ma come opzione complementare. In questo libro Oliver Morton, con sensibilità e appassionata competenza, esamina i pro e i contro, i dubbi e le certezze scientifiche, i dilemmi morali e sociali di tale opportunità. Intervenire in modo così deliberato e diretto sul clima globale è un'ipotesi che spaventa molti. Ma è da secoli che gli esseri umani interferiscono più o meno involontariamente con gli equilibri del pianeta che li ospita: le trasformazioni subite dai mari, dai venti, dai suoli, dai grandi cicli dell'azoto e del carbonio sono molto maggiori di quanto si pensi. E allora perché rinunciare al tentativo di sfruttare le grandi conquiste della scienza e della tecnologia per un'azione volontaria, volta a ristabilire un migliore equilibrio tra il mondo umano e il sistema Terra? "Il pianeta nuovo" non descrive un pianeta ideale, ma un futuro prossimo in cui l'ingegno umano sarà chiamato a prendersi cura del pianeta.
br. Il comitato delle Settimane Sociali della Conferenza Episcopale Italiana presenta il documento preparatorio alla 49ª Settimana Sociale di Taranto che si terrà dal 4 al 7 febbraio 2021. Questo libretto è per tutte le diocesi e per tutti gli uffici diocesani di pastorale del lavoro nel cammino preparatorio alla Settimana Sociale di Taranto.
br. II peronismo emerge in Argentina tra l'espansione della civiltà liberale, borghese e capitalista e le reazioni a essa, nella delicata fase di passaggio dal liberalismo alla democrazia. In questo incrocio, si fa veicolo d'una peculiare via d'ingresso nella modernità, antiliberale e antiborghese. Il richiamo a un immaginario antico, plasmato da secoli di cattolicità, che postulava l'armonia sociale e l'unanimismo politico, dà forma a un singolare impasto d'integrazione sociale e autoritarismo, consenso e pulsione totalitaria, nazionalismo e socialismo. Pur con le sue caratteristiche singolari, Perón e il suo movimento trovano posto così nell'album di famiglia delle reazioni antiliberali che spazzarono con tanta forza il mondo latino e cattolico, d'Europa e d'America, a cavallo tra le due guerre.
G. De Ruggiero Il pensiero politico meridionale nei secoli XVIII e XIX . , Laterza 1954, Copertina: ingiallita dal tempo, piccoli segni di usura, margini stanchi. Pagine: ingiallite dal tempo, intonse. Collana biblioteca di cultura. Mediocre (Poor) . <br> <br> <br> <br>
GIAN MARIO BRAVO CORRADO MALANDRINO Il pensiero politico del Novecento. , Piemme 1994, Volume in copertina lucida cartonata in ottimo stato. Agli interni risguardi e frontespizio privi di segni, pagine color avorio, si notano sottolineature a matita che non influiscono su una lettura scorrevole. Tagli regolari, rilegatura salda. Prefazione di Maurilio Guasco. Molto buono (Very Good) . <br> <br> paperback <br> 328<br> 9788838421877
G. Giordano Il patto a quattro nelle politica estera di Mussolini. , A. Forni Ed. 1976, Buono stato. Brossura editoriale cartonata. Sovraccoperta con alette informative ombrata. FASCISMO - POLITICA - STORIA (cod. mag: MA - 1601) Fascismo Nazismo G Giordano Il patto a quattro nelle politica estera di Mussolini A Forni Ed 1976 Fascismo Nazismo Buono (Good) . <br> <br> <br> <br>
Volume brossurato, copertina con bandelle segnata da leggera compressione alle punte di testa, ingialliti lievemente in cornice alonati da impronte di umido i toni, n. 630 di collana, piccola fioritura alla risguardia posteriore, interno integro offuscato da leggera ossidazione ai margini, ruggine e pulviscolo ai tagli. N. pag. 176. USATO
Luciano Russi Il passato del presente. Rodolfo De Mattei e la storia delle dottrine politiche in Italia. , E.S.A. 2006, Copertina: cartonata. Legatura: a colla. Taglio sporco lievemente Usato (Used) . <br> <br> <br> <br> 8890148233
br. L'umanità sta vivendo un momento critico. Il nostro mondo è in rapido mutamento, pericolosamente instabile, e l'umanità si trova ad affrontare un rischio esistenziale. Ma se da un lato all'orizzonte si delineano diversi scenari, positivi e negativi, dall'altro il nostro approccio verso il futuro è connotato da riflessioni a breve termine, dibattiti che dividono invece che unire, allarmismi retorici e pessimismo. In questo breve saggio, Martin Rees sostiene che la chiave per prendere in mano le sorti del nostro destino sia la scienza. Biotecnologie, intelligenza artificiale, ingegneria aerospaziale, robotica, sono tutti strumenti che possono aiutarci a dare la spinta necessaria per affrontare, e vincere, le sfide che ci attendono. «Il nostro futuro» è un grande affresco del presente, con uno sguardo lucido e attento rivolto al domani; una riflessione ottimista sul rapporto tra scienza e società.
br. «Corri compagno, il vecchio mondo è dietro di te»: è la parola d'ordine del Maggio '68. Uno slogan che traduce perfettamente l'essenza stessa della sinistra progressista: l'idea che la lotta consista nel lasciarsi sempre alle spalle il vecchio mondo in quanto tale e correre incontro al nuovo. È tuttavia questa la prospettiva propria del socialismo? Abbracciare il mondo nuovo in quanto tale? Il mondo, ad esempio, che la sinistra liberale odierna ha già palesemente fatto suo, quello del riscaldamento globale, di Goldman Sachs e della Silicon Valley? Jean-Claude Michea prova a rispondere a questi interrogativi nelle pagine che seguono composte da scritti e interviste risalenti a periodi differenti. Il primo nume tutelare che alimenta il pensiero di Michea è, naturalmente, Karl Marx, precisamente il Marx del Capitale che svela i meccanismi della società moderna per attrezzare la lotta dei lavoratori non per abbracciare il mondo nuovo, ma esattamente per combatterlo, in quanto mondo che annuncia un'alienazione e una schiavitù senza pari. Tra i numi tutelari di Michea figurano, tra gli altri, anche l'Orwell della common decency, Marcel Mauss con la sua teoria del dono e Guy Debord con la sua critica della società dello spettacolo e della «dissoluzione di tutti i legami sociali». Numi chiamati tutti a sostenere «l'urgenza di tornare al tesoro perduto della critica socialista originaria, perché [...] oggi, al tempo della globalizzazione e del liberismo trionfante, ciò che minaccia di distruggere la natura e l'umanità stessa [...] è innanzitutto il continuo e dissennato perseguimento del tornaconto capitalistico». Il nostro comune nemico, da questo punto di vista, non è affatto, per Michea, il mondo vecchio che, per dirla con l'ironia propria di Orwell, non era fatto soltanto di guerra, nazionalismo e religione, ma anche di professori di greco, poeti e cavalli, ma il nuovo ordine della libertà del profitto, quella libertà che si impone quotidianamente attraverso il discorso retorico dei media e che, come scriveva Debord, si è ormai «costretti ad amare».