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Mm 135x210 Brossura editoriale di 188 pagine. Opera in ottime condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
br. Questo libro raccoglie le memorie di prigionia di due martiri albanesi che hanno vissuto la dittatura di Enver Hoxha. Anton Luli e Gjovalin Zezaj svelano il prezzo della grande utopia albanese: passare da paese più arretrato d'Europa a paese guida della rivoluzione mondiale. Tra carceri e torture, gulag e lavori forzati, il sogno egualitario si realizza a rovescio, nell'abbrutimento comune a tutti. Dopo il 1990, con l'avvento della democrazia, gli albanesi scopriranno che la vera felicità non sta nell'agognato consumismo bensì nell'essere e restare umani.
Fayard 1983, In-8 broché, 275 pages. Bon état
1983185363Fayard Fayard 1983, In-8 broché, 275 pages. Bon état
Mm 145x220 Brossura editoriale di pp. 400. Opera in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE. WORLDWIDE DELIVERY.
19473385652Heidelberg, Schneider, 1947. 43 S. OKart. (fleckrandig)
19733382903Paris, 1973. 410 S. Mit zahlreichen, teils farbigen Abbildungen. Lwd (mit OUmschlag). Gr.-8vo.
Mm 140x210 Volume nella sua brossura originale con alette, 142 pagine. Opera in buone condizioni, presenta una piccola etichetta di biblioteca dismessa alla prima carta, la copertina mostra segni del tempo. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Firenze, 1963, 8vo brossura, articolo di pp. 630/655 in fascicolo completo de “Il Ponte” (Anno XIX, n. 5) .
500361822JULLIARD Sans date. Les compagnons de la Forêt-Noire est un livre de Michel Droit publié chez Julliard en 1966. Il s'agit d'un récit historique décrit comme une chanson de geste qui traite de la fin d'un monde et de l'avènement d'un nouveau après la chute des totalitarismes
br. Il primo marzo 1921 migliaia di marinai e soldati di Kronstadt, città-fortezza al largo di Pietrogrado, si ribellano contro la miseria e la dittatura dei bolscevichi. "Tutto il potere ai soviet, non ai partiti!", proclamano gli insorti, considerati fino a quel momento "orgoglio e gloria della rivoluzione russa". La rivolta di Kronstadt si consuma in poco più di due settimane, sconfitta non senza difficoltà dai cannoni e dalle baionette dell'armata rossa. Con La Comune di Kronstadt, scritto nel 1938 ma pubblicato solamente dopo la seconda guerra mondiale, Ida Mett torna a riflettere su questo cruciale episodio chiedendosi se è possibile costruire il socialismo senza libertà. È una questione focale per la storia del Novecento, che tocca il rapporto tra utopia e potere, tra mezzi e fini, e che percorre le pagine di questo libro, al tempo stesso appassionata ricostruzione dei fatti e vibrante pamphlet di denuncia politica. (introduzione di David Bernardini)
In-8 (cm. 21.70), tela editoriale, pp. 346, (2). Prima edizione italiana. Lievi abrasioni a cuffie e punte. Carte leggermente brunite ai tagli. Qualche orecchia alle punte superiori. Rari segni a matita. Peraltro, volume in buono stato (good copy).
195913226Wien, Forum, 1959. Leinen, Schutzumschlag, gr-8°, 135 S., 91 s/w Abbildungen auf Tafeln und zahlreiche Abbildungen im Text; -Umschlag berieben und mit kleineren Einrissen, sehr gutes Exemplar.
ill. Internauti e amanti delle nuove tecnologie da anni cercavano di far vacillare il regime, attaccandolo dalla sfera virtuale. Donne con il velo e senza, abbandonato lo schermo dei propri computer, sono scese nelle prime file dei cortei. Fedeli, copti e musulmani, si sono decisi a disobbedire al proprio clero, pur di far crollare la dittatura. Questi sono i protagonisti di piazza Tahrir, giovani incontratisi nelle chat room che hanno saputo trasformare le proprie tastiere negli strumenti di una nuova forma di opposizione, lanciando messaggi ironici e sovversivi per colpire l'immagine del faraone considerato intramontabile, e dando il via alla loro rivoluzione.
ril. Due delle maggiori religioni politiche del Novecento, il fascismo italiano e il comunismo sovietico, si fondano su corpi defunti, eletti a sacre reliquie. Nello stesso anno 1924, infatti, Mussolini poneva le spoglie di Alfredo Oriani (morto nel 1909) in un sarcofago di pietra, creando un luogo cerimoniale al Cardello (dov'era nato) e la figura del "precursore" del fascismo; Stalin invece patrocinava l'immortalizzazione di Lenin, appena deceduto, ponendolo in un mausoleo sulla Piazza rossa a Mosca. Il culto del capo era impersonato da due vivi: la retorica intorno a Oriani parava il culto di Mussolini; l'imbalsamazione di Lenin quella del culto della personalità di Stalin. I totalitarismi ponevano così la loro legittimazione non sulle elezioni ma sulla pubblica condivisione dei corpi sacri dei "fondatori". Ne discendeva l'indiscutibilità delle ideologie ridotte a catechismi, un modello di leadership di tipo mistico, il primato dei dirigenti sui militanti. Un "lutto" prolungato impregnava sotterraneamente due morali sociali antindividualistiche, al fine di impedire che la formazione dell'io, propria della modernità, potesse scivolare verso l'individualismo e il corpo "edonista" dell'Occidente liberale. Questo libro ripercorre, attraverso l'attenzione alla sacralizzazione della politica, il ruolo del corpo del capo nella formazione del consenso.
6488La Table Ronde Broché sous jaquette au format approx de 14x20cm , couverture souple éditeur, 248 pages , ensemble défraichi mais intègre . Bon état
1990113263Desclée 1990 Desclée-Fayard, 1990, 1149 p., cartonnage sous jaquette, environ 245x160mm, des défauts sur la jaquette (dos insolé, quelques frottements et bords froissés par endroits), bon état pour le reste et intérieur très propre.
brossura Una persona di fronte alla morte può ancora desiderarla? Come si può desiderare la morte? Forse nessuno è partito in montagna con il desiderio di uccidere, ma sono queste le condizioni che si sono create. Se qualcuno ti dà uno schiaffo non puoi restare fermo... Quando la tua identità è stata spezzettata non puoi continuare a vivere. Se fosse per me, avremmo dovuto risolvere i nostri problemi parlando, senza imbracciare le armi. Se le persone arrivano a combattere, vuol dire che sono state messe in queste condizioni.
br. Un racconto coinvolgente ed entusiasmante dei primi giorni della rivoluzione egiziana, un personale resoconto degli avvenimenti contestuali e successivi alle dimissioni di Mubarak. A parlarne è un giornalista che vive dal 2006 a Il Cairo. Un quadro complesso e realistico viene dipinto dalle voci dalla gente di piazza Tahrir, scrittori, artisti, bloggers ma anche politici, i protagonisti della Primavera araba. Emblematica è l'intervista all'allora non ancora Presidente della Repubblica, Mohamed El Morsi, che mostra la mediazione e la sagacia politica dell'intera organizzazione dei Fratelli Musulmani. La post-rivoluzione con i suoi interrogativi e i suoi attori politici prende forma nell'analisi sviluppata da Vincenzo Mattei che, con estrema lucidità, trae le somme di una situazione ancora in bilico. La valutazione socio-politica delle forze in campo, dagli Shabab, i ragazzi della piazza, ai Fratelli Musulmani, relativi vincitori, fino ai militari, inizialmente alleati della Rivoluzione e successivamente abili destabilizzatori sociali, evidenzia quanto l'Occidente non abbia realmente compreso cosa si urlava nella piazza della capitale egizia.
brossura 1 Settembre 1969: un colpo di stato incruento rovescia la corrotta monarchia feudale di re Idriss e scaccia i colossi petroliferi multinazionali dal suolo libico. A guidare gli insorti, nel nome del pensiero nasseriano di unità araba contro il neo colonialismo occidentale, un pugno di giovani figli del deserto sirtico comandati da un ventisettenne idealista e sconosciuto. Il loro progetto, costruire una nuova Libia indipendente, islamica nel senso più puro del termine, esperimento di democrazia diretta e padrona delle proprie immense fonti di ricchezza. È il sogno della rivoluzione verde, non gradito dal sistema internazionale, temuto dai paesi arabi e presto tradito da tutti i suoi principali propugnatori. Conclusosi, infine, tragicamente con la morte in diretta mondiale del suo principale protagonista: Muammar El Gheddafi.
2007500195733Imprint unknown 2007 96 pages 17 4x0 8x12cm. 2007. pocket_book. 96 pages.
2007500274601Imprint unknown 2007 96 pages 17 4x0 8x12cm. 2007. pocket_book. 96 pages.
2014500298726Hachette 2014 96 pages 12 5x17 6x1cm. 2014. pocket_book. 96 pages.
Mm 165x235 Seconda edizione - Brossura editoriale con bandelle, 796 pagine, in perfette condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
br. Si può scampare alle persecuzioni dei due grandi regimi totalitari del Novecento e poi scrivere un libro di memorie come questo: sobrio, indomito, luminoso. Heda Bloch è fuggita dalla marcia della morte verso Bergen-Belsen, ma Praga la riaccoglie con ostilità: troppo forte, per i suoi amici, è il terrore delle rappresaglie naziste. Dopo la liberazione e la «rinascita comunista», nel 1952 il marito, Rudolf Margolius, alto funzionario governativo - un «mercenario al servizio degli imperialisti» -, verrà condannato all'impiccagione nel clima plumbeo e maligno del processo contro il segretario generale Slànsky. Inizia il periodo del «silenzio attonito, terrorizzato»; solo le seconde nozze con Pavel Kovàly salveranno Heda e il figlio Ivan da una lunga, tragica vita da reietti. E quando sta per giungere il lieto fine, quando dopo la Primavera di Dubcek tutta la popolazione di «una città che non riusciva a dormire per la gioia» si riversa festosa in strada, ecco l'estremo orrore: l'arrivo dei carri armati sovietici.