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19662844Plon 1966 405 pages in8. 1966. Reliure Editeur avec jaquette. 405 pages.
QWA-16523Editions du Rocher, 2006, in-8 br. (15 x 24), 494 p., coll. "Démocratie ou Totalitarisme", bon état.
201912326Perrin 2019 450 pages 15x22x4cm. 2019. Broché couverture rempliée. 450 pages. Cet ouvrage collectif dirigé par Olivier Guez analyse le phénomène des dictatures au XXe siècle en particulier l'émergence des totalitarismes après la Première Guerre mondiale et leur expansion durant la crise de 1929. Il présente des portraits de dictateurs à travers le monde examinant comment des régimes idéologiques ont présidé aux guerres et exterminations de ce siècle
18183602289Rostock, Adler, 1818. 24 S. Lose Blätter. Folio. (etwas staubig und mit Randläsuren).
br. Il corporativismo in Portogallo fu l'elemento fondamentale dell'ideologia dell'Estado Novo (1933-74). Asse portante della Costituzione, questo rappresentò una potente arma di propaganda del governo salazarista, che raffigurandolo, nella teoria, come frutto del decennale dibattito cattolico e laico-democratico, sviluppatosi tra la fine del XIX secolo e gli anni venti del successivo, nella pratica, lo modellò secondo l'esempio del corporativismo dell'Italia fascista. Questa ricerca parte, dunque, dal pensiero cattolico sulla materia corporativa di fine Ottocento, per giungere ai primi dieci anni (1933-1943) del governo guidato da Antonio Oliveira Salazar, esplicando il processo evolutivo di un fenomeno che in varie forme sorse in tutta Europa tra le due guerre e che in Portogallo si sviluppò in modo piuttosto originale.
In 8°, brossura editoriale illustrata con alette, pp.321, collana "Studi Superiori Nis / 229. Storia contemporanea", nota di possesso al frontesp., per il resto ottimo esemplare. (spedizione standard SEMPRE tracciata con raccomandata-piego di libri, eventuale FATTURA da richiedere all'ordine)
Dopo l'espulsione di Dio dal mondo. La novità del totalitarismo, che secondo la Arendt "non ha precedenti", rimanda in prima istanza alla novità della crisi di senso diffusa nella società di massa del Novecento; è una novità, che pretende di essere un convincente superamento di quella crisi di senso, restituendo alla politica il compito elevato di risolvere i problemi dell'esistenza umana, in precedenza affidati alla pratica religiosa. All'ipotesi sulla difficoltà dell'uomo di esperire il mondo senza una causa e un progetto definiti, e dunque di rispondere alla domanda fatidica sui motivi del vivere, il totalitarismo risponde trasformando la politica in religione e dunque declinando la militanza politica in pratica dai contorni religiosi -, e conferendo agli individui, organizzati in masse, il compito di realizzarne gli ideali supremi (la Nazione, la Razza, la Classe). La religione diviene in questo modo un affare mondano che ha registrato la precedente espulsione di Dio dal mondo. Autori: Francesco Germinario.
Roma, 1956 dicembre 2, copertina illustrata a colori in fascicolo originale completo di pp. 32 de "La Tribuna illustrata" .
(Milano), Mondadori, (1980), cart. edit. con sovraccoperta, pp. 512 (4). Con bibliografia.
ril. Quali sono le origini di quella radicalizzazione della lotta politica che portò in Italia dapprima a una stagione di intensa violenza e poi all'avvento del fascismo? Dove andare a cercare le radici di quella propensione totalitaria di cui si è alimentata la storia italiana per una parte importante del Novecento? La tesi di questo libro è che fu la grande guerra il punto di coagulo di una deriva totalitaria che in qualche modo interessò l'intero campo della lotta politica. Nel corso della prima guerra mondiale, nacque e si diffuse in Italia una nuova mentalità politica, dal carattere "rivoluzionario" e, per non pochi aspetti, "totalitario".
Mm 115x200 Collana "Temi". Brossura editoriale di 142 pagine, etichetta di biblioteca dismessa in apertura. Ottimo stato. Spedizione entro 24 ore dalla conferma dell'ordine.
br. La tragedia rappresenta uno dei più vasti ambiti di interesse e di indagine dal punto di vista letterario, teatrale e filosofico. Questo volume ricerca, nello specifico, un possibile "sentimento tragico della Storia", ispirandosi a Miguel de Unamuno. Si guarda a Karl Marx, quindi alla Storia come "tragedia" nell'interpretazione di Arnold Toynbee e di Oswald Spengler, alla dialettica tra tragedia e Storia di Lucien Goldmann - e György Lukács -, sino alla "tragedia del popolo" di Orlando Figes. Attraverso la definizione della Storia come tragedia e farsa, si procede a una doppia lettura di un contesto storico delimitato, quello della Romania di Nicolae ed Elena Ceausescu, identificando gli atti attraverso cui la tragedia della Storia si struttura, per poi ripresentarsi sotto forma di farsa. In particolare, si considerano la forma della farsa e il teatro delle minoranze magiare in Romania, capaci di rileggere la tragedia della Storia attraverso testi con elementi religiosi o di puro Assurdo, sino al ripresentarsi della Storia e dell'ideologia nella farsa di autori romeni come Stanescu, che fanno propri alcuni elementi della "revenge parody" a fine quasi catartico, nel reenactment dello svizzero Milo Rau, nei documentari di Andrei Ujica, o nei lavori di Matei Visniec e Norman Manea.
Mm 180x255 Brossura originale con restauri e lievi perdite della copertina originale, 368 pagine con il testo in buon ordine e legature salde. Sentita dedica in apertura. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 145x225 Collana "Le Scie" - Volume in copertina rigida con sovraccoperta, 457 pagine. Copia eccellente, spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Mm 150x210 Brossura editoriale di pagine 279 con alcune tavole in bianco e nero, etichetta di biblioteca dismessa alla prima carta, alcune fioriture ai piatti. Opera in buone condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
in-8°, 349 pp., broche, couverture illustree Bel exemplaire. [MI-7]
brossura Un'inchiesta condotta sul campo, in Argentina, che fa piena luce sul modo di muoversi di Jorge Mario Bergoglio negli anni dei desaparecidos. Lungi dall'essere stato connivente o passivo, Bergoglio mise in salvo quanti poté, preti e laici, cattolici come lontani dalla fede, a costo di elevati rischi personali e con stratagemmi talora rocamboleschi. A dittatura finita, il cardinale di Buenos Aires si è fatto voce della richiesta di perdono da parte della chiesa per le sue responsabilità in quella "guerra sporca".
19733382903Paris, 1973. 410 S. Mit zahlreichen, teils farbigen Abbildungen. Lwd (mit OUmschlag). Gr.-8vo.
Mm 140x220 Brossura editoriale di 282 pagine, sovraccoperta con usuali segni del tempo e d'uso, etichetta al piede del dorso. Buono stato. Spedizione entro 24 ore dalla conferma dell'ordine.
br. La dittatura militare che si instaurò in Argentina nel 1976 è tristemente nota per aver trasformato gli oppositori in desaparecidos e per la sconfitta militare subita alle Isole Falkland. Il testo affronta i principali aspetti del regime (dalla violenza alla politica economica, dalle dinamiche istituzionali alla politica estera, dalla politica educativa a quella culturale, dai rapporti con la società civile e i partiti politici a quelli con la Chiesa, i sindacati e gli organismi padronali), restituendo l'immagine della tragica crisi in cui l'Argentina precipitò negli anni settanta e di cui la dittatura militare fu l'espressione più brutale.
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. FONDO DI MAGAZZINO PARI AL NUOVO. LIEVI SEGNI DEL TEMPO. Ensayo sobre la evolución y situación actual de la democracia en España, que pone de relieve cómo el régimen de libertades afirmado por la Constitución de 1978 ha ido perdiendo su efectividad, dando paso a una auténtica "dictadura silenciosa". La experiencia periodística del autor le suministra fuentes de conocimiento abundantes, variadas y solventes, lo que le ha permitido construir sus argumentos respecto a lo que considera la progresiva transformación, íntima y no aireada, del régimen democrático español en una realidad de signo totalitario, dados el monopolio político de un solo partido, el nacionalismo creciente de Cataluña y el País Vasco, los defectos del liberalismo económico socialista y la creciente tensión contra la libertad informativa. Tanto la visión histórica de los mecanismos totalitarios de diversos regímenes como el informe sobre la situación actual en España significan una aportación al conocimiento de estas realidades y la fundamentación del deterioro democrático. El texto es descriptivo y valorativo con una de orientación democrática liberal y progresista en la que se detecta una visión temporalista o laicista de algunos conceptos o citas de la Iglesia. Saggio sull'evoluzione e l'attuale situazione della democrazia in Spagna, che evidenzia come il regime di libertà affermato dalla Costituzione del 1978 abbia perso la sua efficacia, cedendo il posto a una vera e propria "dittatura silenziosa". L'esperienza giornalistica dell'autore gli fornisce fonti di conoscenza abbondanti, varie e accertate, che gli hanno permesso di costruire le sue argomentazioni su ciò che considera la progressiva trasformazione, intima e non sopravvalutata, del regime democratico spagnolo in una realtà di segno totalitario, dato il monopolio politico di un unico partito, il crescente nazionalismo della Catalogna e dei Paesi Baschi, i difetti del liberalismo economico socialista e la crescente tensione contro la libertà di informazione. Sia la visione storica dei meccanismi totalitari dei vari regimi che la relazione sull'attuale situazione in Spagna attraverso un contributo alla conoscenza di queste realtà e al fondamento del deterioramento democratico. Il testo ha un orientamento democratico liberale e progressista in cui viene rilevata una visione temporalistica o secolarista di alcuni concetti o citazioni della Chiesa. Descrizione bibliografica Titolo: La dictadura silenciosa: mecanismos totalitarios en nuestra democracia Titolo tradotto in italiano: La dittatura silenziosa: meccanismi totalitari nella nostra democrazia Autore: Federico Jiménez Losantos Editore: Madrid, Ediciones Temas de Hoy, 1993 Edición: Quinta (Junio de 1993) Lunghezza: 270 pagine; 23 cm ISBN: 8478802746, 9788478802746; 8478806105, 9788478806102 Collana: Volume 7 di Colección Grandes temas Idioma: Español Lingua: Spagnolo Language: Spanish Soggetti: Política, Generalidades, Ciencias Sociales, Gobierno, Estudios, Referencias, Historia de Europa, Libros, Libri in spagnolo, Saggi, Democrazia, Scienze sociali, Filosofia politica, Storia contemporanea, Spagna, Europa, Dittatura, Democrazia, Parlamentarismo, Totalitarismo, Partecipazione, Chiesa, Potere, Elites, Classi dirigenti, Regimi politici, Nazionalismo, Populismo, Teorie e ideologie politiche, Rivoluzione, Guerra Fredda, Comunismo, Proletariato, Partitocrazia, Partiti politici, Diritto, Diritti umani, Libertà, Pensiero, Liberalismo, Liberismo, Capitalismo, Comunicazione, Elezioni, Riformismo, Progressismo, Sinistra, Destra, Secolarizzazione, Cristianesimo, Amministrazione, Burocrazia, Stato, Diritto, Opinione pubblica, Mass Media, Giornali, Stampa, Editoria, Monopolio, Libri Vintage Fuori catalogo, Intellettuali, Linguaggio, Dopoguerra, Fascismo, Neofascismo, Movimenti politici, Separatismo, Books in Spanish, Essays, Democracy, Social Sciences, Political Philosophy, Contemporary History, Spain, Europe, Dictatorship, Democracy, Parliamentarism, Totalitarianism, Participation, Church, Power, Leading classes, Political regimes, Nationalism, Populism, Political theories and ideologies, Revolution, Cold War, Communism, Proletariat, Partitocracy, Political parties, Law, Human rights, Freedom, Thought, Liberalism, Liberalism, Capitalism, Communication, Elections, Reformism, Progressiveism, Left, Right, Secularization, Christianity, Administration, Bureaucracy, State, Law, Public opinion, Newspapers, Press, Publishing, Monopoly, Out of print books, Intellectuals, Language, Postwar period, Fascism, Neofascism, Political movements, Separatism Parole e frasi comuni Antena Antonio cabo cadena cambio Canal casi castellano catalán Cataluña ciudadanos Civil clase comunicación Conde Constitución control corrupción crítica cultural defender democracia democrático derecho dictadura económica embargo empezó empresas entonces España española Felipe frente fuerza futuro García González grupo Guerra hablar Herrero historia humana idea institucional intelectual izquierda lengua liberal libertad libro lingüística Luis Madrid Martín Ferrand mecanismos mejor millones modo muerte mundo nacionalismo opinión OTAN país pasado periódico poder Polanco política primera principio privada problema PSOE pública pueblo radio razón régimen siglo silenciosa sistema sociedad soviético televisión totalitarismo trabajo vasco voto revolucion comunismo cultura proletaria evangelio Franco Archipelago Gulag URSS Solgenitsin partidogracia felipismo PSOE Asensio Aznar Boyer Silvio Berlusconi Carrasacal Cebrian Mario Conde Camus Berlinguer Ceausescu Cervantes Fidel Castro Fukuyama Fraga Marx Feuerbach Gonzales Herrero Hobbes Hitler Hayek Kautsky Benito Mussolini Pujol Ortega y Gasset Poulantzas Popper Orwell Polanco Tocqueville Sciascia Sartori Salazar Rushdie Solchaga Romero Thatcher Stalin Unamuno Wojtyla Vargas Llosa Manica Catalani Catalogna cittadini Costituzione controllo culturale critica corruzione difendere democrazia democratica dittatura economica aziende Spagna forza futuro Gruppo García González Discorsi guerra Blacksmith storia umana idea intellettuale libertà lingua liberale libro linguistico Luis Madrid Martín Ferrand meccanismi morte nazionalismo mondiale opinione NATO potere Polanco politica principio privato PSOE pubblico villaggio ragione regime sistema silenzioso Società sovietica televisione totalitarismo Lavoro basco società civile
br. La Corea del Nord evoca l'immagine di un paese fuori dalla storia, governato da un dittatore lunatico e omicida. Nel migliore dei casi quello di Kim Jong-un viene descritto come un regime eccentrico, feroce e cupo nel suo remoto grigiore totalitario. Ma è davvero così? O non è possibile un esame più lucido della realtà coreana? Come mai, d'altronde, le più grandi potenze mondiali sembrano prendere tanto sul serio questo staterello circondato da Cina e Giappone? Questo libro intende rispondere alle molte domande suscitate dalla Repubblica popolare della dinastia Kim, ripercorrendo la storia della penisola coreana, divisa tra un Sud democratico e "occidentale" e un Nord additato come una delle maggiori minacce per la sicurezza globale. Per decifrarne le diverse sfaccettature si è deciso di tralasciare la retorica dell'indignazione puntando su una riflessione capace di offrire un quadro completo su storia, geopolitica, avanzamento nucleare, diritti umani e relazioni internazionali di uno dei paesi più enigmatici, chiusi e sconosciuti del mondo: la Corea di Kim.
br. Il primo marzo 1921 migliaia di marinai e soldati di Kronstadt, città-fortezza al largo di Pietrogrado, si ribellano contro la miseria e la dittatura dei bolscevichi. "Tutto il potere ai soviet, non ai partiti!", proclamano gli insorti, considerati fino a quel momento "orgoglio e gloria della rivoluzione russa". La rivolta di Kronstadt si consuma in poco più di due settimane, sconfitta non senza difficoltà dai cannoni e dalle baionette dell'armata rossa. Con La Comune di Kronstadt, scritto nel 1938 ma pubblicato solamente dopo la seconda guerra mondiale, Ida Mett torna a riflettere su questo cruciale episodio chiedendosi se è possibile costruire il socialismo senza libertà. È una questione focale per la storia del Novecento, che tocca il rapporto tra utopia e potere, tra mezzi e fini, e che percorre le pagine di questo libro, al tempo stesso appassionata ricostruzione dei fatti e vibrante pamphlet di denuncia politica. (introduzione di David Bernardini)
in-12, 316 pages, -, broche, couverture plast. Bel exemplaire [CA30-1] Une topographie bouleversante de l’univers totalitaire tel qu’il était pratiqué à l’Est de l’Europe.
Mm 165x235 Seconda edizione - Brossura editoriale con bandelle, 796 pagine, in perfette condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.