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St Petersburg, I. I. Glazunov, 1868. 8vo. In contemporary half calf with with embossed boards. Three raised bands and gilt lettering to spine. Spine with wear. Small label pasted on to top left corner of pasted down front free end-paper. Removed stamp to half-title and title-page with stamp and a a few number written to top of title-page. A few light occassional underlining in pencil, otherwise internally fine and clean. (1)-515, (1), IV pp.
Kiøbenhavn [Copenhagen], 1779-80. 8vo. Two nice contemporary half calf bindings with four raised bands and gilt leather title label to spines. Volume one lacking one cm of upper part of spine. Volume two with a small tear to lower part of spine. Both volumes with light brown spotting throughout, however, mainly affecting first and last five leaves of both volumes. A fine set. (12), 575" " (8), 775, (3, - errata) pp.
1955871G0085London: Allan Wingate. Good in Fair dust jacket. 1955. First English Edition. Hardcover. Signed and inscribed by author upon front free endpaper. 552 pages. Index. Black and white photographic plates. "One of the most important autobiographies of the post-war period for there can be few personalities still alive who have been so intimately connected with the march of world events for so many years. His first great triumph was to rescue the German Mark from the inflation of 1921. As the Nazi avalanche swelled Hitler persuaded him to occupy the Presidential chair at the Reichsbank. but Schacht soon saw that the Fuhrer was driving relentlessly towards war. A quarrel resulted and he left the Government remaining under a cloud until he was arrested towards the close of the regime." - from dust jacket. Schact was aquitted of war crimes at Nuremberg. Moderate wear to book. Binding intact. Several patches and touch-ups to dust jacket which is now preserved in archival-grade Brodart. Kehr & Langmaid 1217 Aldcroft & Rodger p.83.; 8vo - over 7¾" - 9¾" tall; My First Seventy-six Years: The Autobiography of Hjalmar Schacht Biography Nazi Germany Nuremberg Trials Reichsbank Central Banker German Democratic Party Weimer Republic Hyperinflation Bankers Montagu Norman Mark Inflation; Signed by Authors . Allan Wingate hardcover
1930169H4385New York: The Macmillan Company of Canada Limited. Good. 1930. First Edition. Hardcover. xx853viii899 pages. Index in each volume. First printing. Reflections and recollections of Paul Warburg 1868 - 1932 considered by many to have been the main driver behind the establishment of the Federal Reserve System in 1913. Warburg was reluctant to publish this work until in the autumn of 1928 "I became convinced that the Federal Reserve System had entered upon a gravely critical period in its career and that for the discussion about to ensue it was highly important that certain vital facts in the origin and growth of the System be adequately understood." - viii v1. Gilt lettering upon spines. Average wear to publisher's navy cloth. Bookplate of prior owner a Dutch doctor inside each front board. Laid in is the original handwritten purchase receipt dated 1931 issued by an Amsterdam book dealer. Front free endpaper of volume 2 neatly removed. Bindings and hinges intact. Dust jackets not included. A sound copy of this essential chronicle of early twentieth century American central bank history. Masui p.1431 Rist p.321.; 4to - over 9¾" - 12" tall; Federal Reserve System The Fed History Nelson Aldrich Jekyll Island Central Banking - United States Federal Reserve Act Owen-Glass Bill Daddy Warbucks An Adventure in Constructive Finance Carter Glass . The Macmillan Company of Canada Limited hardcover
154814107Basileae, per Henrichum Petri, 1548. Petit in-folio (290 x 187 mm) de 408 pages mal chiffrées 385 (a6; A-Z6; Aa-Kk6), plein vélin, dos à nerfs, titre doré, triple filet à froid encadrant les plats. Petit manque de peau au premier plat, quelques feuillets légèrement brunis. Ex-libris manuscrit du XVIIIe: Ex bibliotheca Claperoniana au premier contreplat; ex dono sur la page de garde: Charles Freynier, 1825; ancienne collection Michel Slatkine père.
Collezione completa. Qualche fioritura, nel complesso un ottimo esemplare, a margini quasi pieni (375 x 255 mm), in legatura coeva (restauri con rinforzi in pelle alla cerniera superiore; la cerniera inferiore risulta parzialmente fessurata). Timbretto di antica provenienza «Raccolta Levino Robecchi» alla seconda carta. -- Allegato al volume il rarissimo bifoglio che annunciava la prossima uscita del periodico: stampato su carta bianca l’1 luglio 1818, conteneva il «Programma» e i «Patti dell’associazione». Il «Programma» qui non è firmato, ma nella ristampa approntata su carta azzurra in occasione dell’uscita del primo numero (con il differente titolo di «Introduzione») compare in fine la sigla P. B. (Pietro Borsieri). I «Patti dell’Associazione», invece, recano la firma di Vincenzo Ferrario, e risultano di grandissimo interesse, esplicitando, con oltre due mesi di anticipo rispetto all’uscita del primo numero, quale sarebbe stato l’aspetto assunto dal giornale: «I. Il primo numero del Conciliatore comparirà il giorno 3 di settembre prossimo venturo. Questo foglio uscirà due volte per settimana, ne’ giorni di Giovedì e Domenica precisamente a mezzodì. II. Esso sarà composto di quattro pagine di due colonne ciascuna, nella forma e nel carattere di questo Programma [...]. III. La carta sarà della dimensione e qualità della presente, ma di colore alquanto ceruleo [...]». Rarissima raccolta completa in 118 fascicoli compresi gli ultimi due, mai distribuiti. Il «Foglio azzurro», così detto dall’inconfondibile colore della carta utilizzata per la stampa, si pubblicò due volte la settimana dal 3 settembre 1818 al 17 ottobre 1819, per cura della Società del Conciliatore, un organismo che vedeva Luigi Porro Lambertenghi e Federico Confalonieri in qualità di soci finanziatori, Ludovico Di Breme, compilatore, Pietro Borsieri «sottocompilatore», Giovanni Berchet «sottocompilatore», Silvio Pellico, compilatore e Vincenzo Ferrario, tipografo stampatore. Tra gli altri collaboratori, Giovanni Arrivabene, Giovan Battista De Cristoforis, Giannantonio Llorente, Giuseppe Longhi, Giuseppe Montani, Fabrizio Mossotti, Giuseppe Nicolini, Giuseppe Pecchio, Giovanni Rasori, Adeodato Ressi, Gian Domenico Romagnosi, Pellegrino Rossi, Sismonde de Sismondi, Rodolfo Vantini, Ermes Visconti. Tutti firmavano con le sole iniziali. Fino al fascicolo 112 (pp. 1-454), il foglio mantenne la medesima testata, estremamente spoglia, caratterizzata dal titolo centrale in corpo grosso, sormontato in piccolo da numero (in arabi) e data, e seguito sempre in piccolo dal famoso motto «... Rerum concordia discors»; a partire dal numero 113 e fino alla fine, nella maggioranza degli esemplari il titolo viene sostituito da una piccola incisione centrata, raffigurante un albero piegato dalla tempesta, cui segue semplicemente, in corpo grosso maiuscolo, l’indicazione del numero in romani. -- Sulla falsariga del «Caffè» di Verri e Beccaria, il Foglio azzurro si occupò di moltissimi argomenti, dalle lettere alle scienze, passando per l’economia, il diritto, la filosofia morale, le questioni politico-amministrative: «Silvio Pellico si incaricava della preparazione dei singoli numeri e si preoccupava, nonostante le sue opinioni allora politicamente molto avanzate, di contrastare gli atteggiamenti anticristiani del Rasori, designato fin dall'inizio fra i collaboratori del Conciliatore. [Al periodico] collaborarono fin dal principio i giuristi Romagnosi e Ressi, mentre l’abate di Breme, Pietro Borsieri, Giovanni Berchet ed Ermes Visconti vi sostenevano con cultura e con brio la lotta contro i classicisti. Il Pecchio si occupò soprattutto di materie economiche, per le quali furono corrispondenti da Ginevra il Sismondi e Pellegrino Rossi» (Treccani 1931, s.v.). -- Del «Conciliatore» sono noti i momenti di polemica letteraria e politica, che videro i romantici, di idee liberali, attaccare a viso aperto i classicisti, vicini alla Restaurazione austriaca. Più recentemente, si è posta attenzione anche all’importante dibattito economico sviluppato nel foglio: «due sono i filoni principali d’intervento: il dibattito sull’industrializzazione e quello sulla forma di proprietà più adatta ad un corretto ed equilibrato sviluppo economico. In relazione al primo punto, la discussione sullo sviluppo industriale si amplia e arricchisce il dibattito in favore o contro il protezionismo doganale. Accanto ad autori come Pellico, convinti assertori di uno sviluppo agricolo e commerciale fondato soprattutto sulla capacità degli aristocratici illuminati della Lombardia di promuovere il benessere e l’incivilimento regionale […], Giuseppe Pecchio si dichiara a favore di una politica di diretto intervento governativo, con il compito di promuovere lo sviluppo e di garantire, mediando gli interventi delle varie classi. Esemplari in questo senso sono gli articoli tratti dall’opera di Jean Antoine Chaptal sull’industria francese […]. Pecchio allarga poi la sua analisi allo sviluppo dell’economia lombarda del periodo, esaminando i riflessi e l’importanza avuta per il Lombardo-Veneto dal blocco continentale, e dalla formazione di un più vasto mercato in seguito alla creazione di un grande stato dell’Italia settentrionale. […]. Pellico […] mostra la sua netta predilezione per il modello inglese della concentrazione terriera e nel presentare la seconda edizione dell’Inquiry di James Maitland Lauderdale scrive che benché in Gran Bretagna vi siano “parecchie enormi fortune sembra che per esse non diminuisca essenzialmente il bene della maggior parte. I contadini proprietarj, i massaj e i manifattori, se si paragonano a quello del continente, si distinguono in Inghilterra per l’agio e persino l’opulenza in cui vivono” (2 maggio 1819, p. 284) […]» (Bibliografia dei periodici economici lombardi). -- Dopo un primo periodo di relativa tranquillità, «Il Conciliatore» divenne bersaglio della censura austriaca, complici le posizioni sempre più moderne che andava abbracciando: in un crescendo di malsopportazione e ammonimenti, il foglio fu costretto a chiudere. Vittore Branca scrive che col n. 116 terminava la parte del Conciliatore distribuita agli associati; anzi lo stesso n. 116 ebbe pochissima diffusione («… come si rileva dalle numerose raccolte in cui manca») causa il sequestro quasi immediato. I numeri 117 e 118 non vennero neppure distribuiti, anche se già pronti per la stampa; le poche copie che ebbero modo di circolare furono soltanto quelle destinate ai redattori. Branca, rist. anast. del Conciliatore (3 voll. Firenze, 1953-54); Clerici, Il Conciliatore (Pisa 1903); Bibliografia dei periodici economici lombardi (Milano 2005), s.v.
178089640Sans nom d'éditeur | Saint-Pétersbourg 1780 | 20.8 x 27 cm | Relié
1600175261600 1 volume, reliure demi-velin havane in-folio (binding half calfskin in-folio) (33,5 x 22 cm), reliure pastiche tardive (19ème), dos 5 nerfs (spine with raised band) décoré or (gilt decoration), pièce de titre à filets sur fond noir (label of title with gilt line) , papier peigné marron clair aux plats (cover with painting paper), coins écornés, toutes tranches lisses tranches jaspées (marbled edges), étiquette blanche ex-libris imprimée en noir : Léon Galibert...(l'écrivain de l'Histoire de Venise et de l'Histoire d'Algérie), orné d'une page de titre entièrement gravée sur bois (engraving wood) en noir par Mallery (avec restauration ancienne en marge) + bandeaux, culs de lampes et lettrines historiées gravées sur bois en noir (engraving wood) + 8 larges vignettes en tête de chaque "lieux" gravées sur bois (engraving wood) en noir + 16 grandes illustrations hors-texte (parterres) dont une double page gravées sur bois (engraving wood) en noir, légère trace d'humidité en marge des 30 premières et 20 dernières pages (sans atteinte au texte), manque les 10 dernières pages de la table (la table s'arrete à la lettre G incluse) + le feuillet de colophon, je joint le texte des pages de table manquante en fac-similé : Gallica - BNF, XIV + 1004 pages + 18 p de table , MDC (1600) à Paris Chez Iamet Metayer imprimeur Editeur,
193057969New York, Macmillan, 1930. 8vo. In the original red full cloth and with the the original dust-jacket. Dust-jacket price-clipped and missing 2 cm of lower part of spine, spine discoloured. Internally very fine and clean. Binding likewise very fine and clean. xxvi, (2), 286 pp.
177648982Leipzig, Weidmann, 1776-78. 8vo. Bound in two nice uniform contemporary half calf bindings with five raised bands and gilt lettering to spine. Ex-libris pasted on to pasted down front free end-papers and a small embossed stamp to front free end paper on volume 1 (""Buchhändler u. Antiquar Carl Helf""). Stamp to p. 1 of both volumes. Spines with light soiling and capital on volume 1 lacking a small part of the leather. A few light brown spots throught. A fine set. VIII, 632 pp"" XII, 740 pp.
168760297Paris, Arnould Seneuze, 1687. 4to. Two contemporary uniform full calf bindings with five raised bands to richly gilt spines. Capitals and upper front hinge of volume one worn and boards with a few scrapes. Internally very nice and clean with just the occasional light brownspotting. Engraved frontispiece in vol. 1, engraved title-vignettes, large engraved vignette to verso of title-page of vol. 1, engraved portrait in vol. 1, woodcut vignettes and initials. Printed on good paper and with wide margins. (48), 621, (3) pp. + frontispiece and portrait" (4), 197, (3) pp.
New York, Macmillan, 1930. 8vo. In the original red full cloth and with the the original dust-jacket. Dust-jacket price-clipped and missing 2 cm of lower part of spine, spine discoloured. Internally very fine and clean. Binding likewise very fine and clean. xxvi, (2), 286 pp.
Paris, Arnould Seneuze, 1687. 4to. Two contemporary uniform full calf bindings with five raised bands to richly gilt spines. Capitals and upper front hinge of volume one worn and boards with a few scrapes. Internally very nice and clean with just the occasional light brownspotting. Engraved frontispiece in vol. 1, engraved title-vignettes, large engraved vignette to verso of title-page of vol. 1, engraved portrait in vol. 1, woodcut vignettes and initials. Printed on good paper and with wide margins. (48), 621, (3) pp. + frontispiece and portrait " (4), 197, (3) pp.
1947169H4974Irvington-on-Hudson New York: The Foundation for Economic Education Inc. 1947. Book. Good. Hardcover. Signed by Authors. First Edition. 8vo - over 7¾" - 9¾" tall. Signed and inscribed by author upon front free endpaper to General R.E. Wood 1879-1969 under whose leadership Sears Roebuck was transformed from a mail-order to a retail sales behemoth. pp. 6 7-90. "Communist plotters in the United States as elsewhere are preparing for the conquest of political power. The discerning student however should consider how interventionism under various enticing labels is setting the stage for the final overthrow of the voluntary society the market economy and constitutional government. This work by a world-famous expert will prove a valuable aid to understanding in this field. It will help to explain the errors of those who believe a system based on individual freedom can be 'mixed' with socialism." - Foreword. Book clean and unmarked with moderate wear. Binding tight. Above-average wear to price-clipped dust jacket now preserved in archival-grade Brodart. Greaves & McGee B-14. The Foundation for Economic Education, Inc. Hardcover
Milano, 1803 e successivi, volumi 50, in-8, brossura con copertine originali tranne due volumi che hanno le copertine molto simili, ma non originali. Esemplare intonso.
18988675015 décembre 1898 | 13.50 x 20.50 cm | quatre pages sur un bifeuillet
189886837[Weybridge] 19 août 1898 | 13.50 x 20.50 cm | quatre pages sur un bifeuillet
Torino, Unione Tipografico-Editrice, 1886. Royal8vo. Bound uncut and largely unopened with the original printed wrappers in a very nice recent red half calf binding with marbled paper covered boards. Half-title and title-page browned. Published as ""Biblioteca dell'Economista"", Third Series, volume 9. An unusually fine copy. Il Capitale: 685 pp. [Entire volume: (4), 903, (1) pp.].
Varna, 1900. 8vo. In contemporary half calf with four raised bands to spine. Extremities with wear. Frontboard missing parts of cloth. Two bands on spine missing some of the leather. Verso of front free end paper with notes in contemporary hand and previous owner's name to title-page of all three works. A few occassional marginal lignings in pencil, otherwise internally good and clean. [Predpostavkit na sotsializma i zadachitu...:] XII, 257, (1), XIV pp. [Marksovata Istoricheska Teoria:] 86, (2) pp. [Kapitalutu:] IV, (5)-284 pp.
Collezione completa in edizione originale. Ottimo esemplare, molto fresco e pulito, con margini discreti (215 x 160 mm; da segnalare solo il taglio basso del fascicolo P del vol. 1 molto radente al testo, con la perdita di una nota a piè pagina a p. 128), in gradevole legatura ottocentesca non sofisticata (qualche segno d’usura ai bordi; cerniere allentate ma resistenti). Interessante la provenienza: al frontespizio del vol. 1 pecetta con timbro ovale recante lo stemma nobiliare della famiglia (De) Silva, e iscrizione «D. Lvigi SijLva». Parenti di Luigi furono il conte Donato Silva (1690-1779), grande matematico e bibliofilo, fra i promotori della Società Palatina, che diede vita a un’importante biblioteca nella villa di famiglia a Cinisello Balsamo (Milano), poi accresciuta da Ercole Silva (1756-1840) fino a raccogliere una ventina di codici manoscritti e una sessantina di incunaboli — oltre a opere di Beccaria e Verri, amici del conte (vedi il «Catalogo de’ libri della Biblioteca Silva in Cinisello», e Ferrari, «Libri “moderni” e libri “antiqui” nella biblioteca di S. Francesco Grande di Milano, pp. 221-223). Una vendita cospicua dei volumi della biblioteca ebbe luogo a Parigi il 15-16 febbraio del 1869. Rara raccolta completa del celebre foglio dell’illuminismo milanese diretto dai fratelli Verri. Primo volume dal giugno 1764 a tutto maggio 1765; secondo volume dal giugno 1765 a tutto l’anno seguente. Stando ai repertori istituzionali online, in Italia sono conservati presso le biblioteche pubbliche solo una decina di esemplari della collezione completa del «Caffè» in prima edizione. In Europa, si rinvengono solo due esemplari alla British Library, e uno alla storica Biblioteca centrale universitaria “Lucian Blaga”, in Romania. Un solo esemplare infine negli Stati Uniti, alla Houghton Library dell’università di Harvard (ex libris Marino Parenti). -- L’idea della stampa di un periodico che desse voce alle nuove istanze illuministe maturate all’interno dell’Accademia dei Pugni, animata da figure di spicco della cultura milanese — Pietro e Alessandro Verri, Cesare Beccaria, Sebastiano Franci, Paolo Frisi, Giuseppe Visconti, Luigi Lambertenghi, Giovan Battista Carlo — si concretizzò il primo giugno 1764, quando, sul modello della rivista inglese «The Spectator», fu pubblicato il primo numero de «Il Caffè». Programmaticamente rivolto a un pubblico di lettori curiosi e interessati, e non di eruditi e specialisti, la rivista si poneva innanzitutto lo scopo di «spargere delle utili cognizioni fra i nostri cittadini, divertendoli». Un tono leggero dunque, che non risparmiava però severe critiche alla società del tempo, le più pesanti dirette ai «Puristi della Lingua»; emblematiche in questa direzione le parole della «Nota al Lettore» del primo volume, anonima ma con tutta verosimiglianza vergata da Pietro Verri in funzione di manifesto programmatico: «La pedanteria de’ Grammatici che tenderebbe ad estendersi vergognosamente su tutte le produzioni dell’ingegno; quel posporre, e disprezzare che si fa da alcuni le cose in grazia delle parole; quel continuo, ed inquieto pensiero delle più minute cose che ha tanto influito sul carattere, sulla letteratura, e sulla politica Italiana meritano che alcuno osi squarciare apertamente queste servili catene». -- Svariati gli argomenti toccati nella rivista: oltre a letteratura e arti, la politica, l’economia, le scienze e la gastronomia. L’esperienza si concluse nel giro di due anni: dissidi interni — in particolare tra Cesare Beccaria e i fratelli Verri — l’allontanamento di alcuni redattori da Milano — Alessandro Verri a Roma, Gian Battista Biffi a Cremona — e la perdita dell’entusiasmo iniziale decretarono la fine delle pubblicazioni e lo scioglimento dell’Accademia dei Pugni, come ricorda l’accorato congedo nella Nota al lettore del secondo volume: «La piccola Società di Amici, che ha scritti questi fogli è disciolta. [...] Noi ringraziamo quelle anime gentili che si sono degnate d’applaudire al nostro progetto, e di fare coraggio a chi tentava di accrescere la coltura degli ingegni, e diminuire il numero de’ pregiudizi volgari. Sarà questa per sempre la più cara meta de’ nostri studj». -- Per la ricostruzione dettagliata della complessa vicenda editoriale del periodico si rimanda senz’altro al puntuale saggio di Luigi Firpo sugli Articoli tratti da «Il Caffè»; basti qui ricordare che, per sfuggire alla censura asburgica, Pietro Verri decise di stampare il periodico in territorio veneto, a Brescia, presso Giammaria Rizzardi, e così fece per tutto il 1764. Sorsero tuttavia non pochi problemi: innanzitutto, l’incuria della stampa, con l’impiego di piombi e carta scadenti, a cui si aggiungeva la costante mancanza di puntualità dello stampatore nella consegna dei fogli; poi, la distanza da Milano rendeva assai difficile il processo di correzione delle bozze, cosa che comportava la presenza di non pochi refusi e inesattezze; infine, contro le aspettative del Verri, anche i veneziani si dimostrarono censori invadenti, imponendo continue revisioni sui testi. Verri si risolse così di stampare a Milano presso Galeazzi, al quale affidò l’impressione di tutti i numeri della seconda annata. Infine, secondo l’uso dell’epoca, i fogli del periodico rimasti invenduti vennero raccolti in volume dallo stampatore: con un ingegnoso espediente, ancora una volta per sfuggire alla censura, il frontespizio di entrambe le annate reca la data di Brescia, genuina dunque per il primo, falsa per il secondo. Melzi, Dizionario di opere anonime e pseudonime, s.v.; Biblioteca Luigi Einaudi n. 6161; Firpo, Articoli tratti da «Il Caffè» (in Beccaria: Scritti filosofici e letterari, Milano 1984: 349-358) 2 voll. in uno
Stable Money Association gift bookplate inside front board is signed by Irving Fisher, James Rand, Jr., and Frederic A. Delano. Delano [1863-1953] was uncle to FDR, President of the Stable Money Association and was appointed to serve on the first Board of the Federal Reserve by Woodrow Wilson. James Rand Jr. [1886-1968] was Chairman of the Committee For the Nation and a prominent American businessman. This copy inscribed to Ethan Bates Stanley who was President of the American Laundry Machinery Company. pp. [vi], vii-xxiii, 484. Selected bibliography. Index. Extensive footnotes. "The present book is intended to be not so much a history of [monetary] catastrophes, due to unstable money and endured by unsuspecting millions subject to the money illusion, but rather a history of the efforts of a few to remedy or prevent such catastrophies." - xxi. Pages 443-484 constitute a lengthy list of Stable Money Pioneers, individuals who supported the movement. Corporate affiliations are included for most of these names, thus the list reads like a corporate Who's Who of America. Dust jacket not included. Average wear to publisher's pebbled navy cloth. Binding sound. Bookseller ink stamp inside front board. 21 x 14.5cm. Rist p.379, Cohen p.186, Fisher M-2058, Book
Signed and inscribed by Nobel laureate Hayek to prominent German legal scholar E.W. (Ernst-Wolfgang) Bockenforde atop front free endpaper. XIII, [1], 136, [1] ad pages. Text in German. Argues government monopolization of the printing and circulation of money leads to its excessive creation, thus inflation. Proposes private businesses be allowed to issue their own currency. Perhaps Satoshi Nakamoto was spurred, in part, by this work to introduce Bitcoin to the world. It is intriguing to contemplate what Dr. Hayek would think of cryptocurrencies. Clean, bright and unmarked with negligible wear. A splendid copy. [Bibliographic Reference: Pressman pages 177 and 180] Book
180731326Altona, J.F. Hammerich, 1807. 8vo. Bound in the two orig. blue cardboardbindings. The backs have been professionally restored, preserving the orig. printed paper title-labels and cont. paper library-labels at lower backs. Occasional brownspotting due to the paper-quality, but all in all a very nice and attractive copy. XVI, (4), 368" VIII, 358, (1) pp. Some of the first leaves of the ""Erstes Buch"" in the first volume have been misbound, but are all present.
Altona, J.F. Hammerich, 1807. 8vo. Bound in the two orig. blue cardboardbindings. The backs have been professionally restored, preserving the orig. printed paper title-labels and cont. paper library-labels at lower backs. Occasional brownspotting due to the paper-quality, but all in all a very nice and attractive copy. XVI, (4), 368 " VIII, 358, (1) pp. Some of the first leaves of the ""Erstes Buch"" in the first volume have been misbound, but are all present.
183748130Philadelphia & London, 1837-1840. 3 volumes lex 8vo. Bound in three absolutely lovely, contemporary, uniform moiré-impressed dark brown full cloth bindings. The impressed pattern of the cloth varies on the three bindings, contributing to the charm of the set. Gilt lettering to spines. Very neatly and gently re-backed, barely noteceable, laying down the original cloth spines. Some brownspotting, mostly to end-papers and first and last leaves in each volume. (2), XVI, 342 VI, pp. (9) - 466" (6), 270 pp. - Fully complete, collation in accordance with Einaudi.