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ill., br. Nel 1959 e nel 1961 Antonino Uccello realizzò due campagne di ricerca in Lombardia che, toccando marginalmente il territorio bergamasco, interessarono in particolare le province di Como, Lecco e Monza Brianza, con 265 brani rilevati a Cantù, Caslino d'Erba, Ceriano Laghetto, Figino Serenza, Lurago d'Erba, Mariano Comense, Montevecchia, Rovagnate, Seveso e Seregno. Confluiti nelle raccolte 49 e 61 del Centro nazionale studi di musica popolare, i brani raccolti da Uccello costituiscono la prima documentazione di ampio respiro di musiche tradizionali lombarde, realizzata a pochi anni di distanza dalle esigue registrazioni di Alan Lomax e Diego Carpitella e dalle più consistenti rilevazioni di Roberto Leydi, circoscritte però al mondo dei cantastorie di area settentrionale. Ninne nanne e filastrocche, favole e proverbi, canti rituali e d'osteria, satirici e di lavoro, ballate e brani strumentali per flauto di Pan delineano nella sua integrità il panorama musicale di un'area non ancora travolta dai processi di modernizzazione che stavano investendo il resto della regione.
ill., br. La cultura del "mangiare per strada", oggi nuovamente in auge, trovava la sua massima espressione in epoche in cui la strada fungeva anche da luogo di incontro tra gli abitanti della via, della piazza, del quartiere. Una cucina (se così si può chiamare il cuocere o il friggere all'aperto) sobria, fatta di poche e povere cose, presenti nei luoghi di passaggio della gente.
br. "Quale meccanismo spinge l'uomo moderno, apparentemente figlio della ragione e indenne dall'oscurantismo, a credere che figure, gesti o situazioni, possano condizionare il destino? E a quando, nella storia del genere umano, risalgono i primi documenti relativi alla superstizione? A queste e a tante altre domande hanno cercato di trovare una risposta l'archeologia, l'antropologia, la sociologia, la psicoanalisi e anche la storia delle religioni. In questo libro, vedremo come alcuni illuministi cercarono di analizzare le credenze, al fine di smantellare le pseudocertezze, ritrovare le radici, scoprire i meccanismi antropologici posti alla base della jettatura, arrivando a conclusioni che oggi possono far sorridere, ma sicuramente affascinano per la loro particolarità." (Dalla prefazione di Massimo Centini)
In-8° (20,5x14), pp. 72. Elegante cart. avorio scuro venato, tit. oro su fondo verde in cornice orn. oro. al piatto e al dorso. Garbato scherzo uscito a Napoli nel 1787. Allegato biglietto da visita con auguri di pugno di Carlo Emanuele BONA. Ed. fuori commercio di 900 es. num. su carta Burgo 3F uso mano, di cui un limitato numero sono "AD PERSONAM" (cognome oscurato), come questo, n° CIX.
16° br. fig. pp.184 con ill a colori
In 8° br. fig. col. pp. 182, con ill.ni , ben tenuto
ill., ril.
Brossura in cartonato flessibile, copertina patinata illustrata al piatto, titoli su piatto e dorso, ingiallita dal tempo, con minimi segni di usura. Tagli ben preservati, legatura salda, pagine leggermente ambrate da fattore tempo, in particolare ai margini, completamente fruibili con occasionali sottolineature a penna. Sporadiche becche di lettura. Numero di pagine 159. USATO
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. TIMBRI/SEGNI DI CATALOGAZIONE DI BIBLIOTECA ESTINTA IN ANTIPORTA. OTTIME CONDIZIONI, MAI SFOGLIATO, LIEVISSIMI SEGNI DEL TEMPO. Nei momenti di crisi, quando radicali e irreversibili appaiono le trasformazioni e più incerto il futuro, il mondo di chi è rimasto ai margini di tali cambiamenti o ne ha pagato il prezzo (il mondo folklorico ed etnologico) gode di rinnovato e spesso ambiguo interesse. In questi stessi momenti, il pericolo di un uso strumentale delle sue tracce, di una storia non trascritta, prende maggiormente corpo. Allora, ancora più urgente si fa il compito del sapere antropologico nel dare indicazioni innanzitutto sugli scopi e sulla funzione della sua ricerca, sia attraverso lo sviluppo del dibattito interno (epistemologico e metodologico), sia attraverso la diffusione dei suoi temi di applicazione verso il più largo pubblico degli interessati. Descrizione bibliografica Titolo: Demologia e scienze umane Autore: Valerio Petrarca Prefazione di: Giuseppe Galasso Interviste a: Buttitta, Cardona, Carpitella, Cirese, Colajanni, De Simone, Gallini, Lanternari, Lombardi Satriani, Petrucci, Portelli, Rak, Signorelli Editore: Napoli: Guida Editori, 1985 Lunghezza: 264 pagine; 22 cm ISBN: 8870428508, 9788870428506 Collana: Volume 53 di La Spirale Soggetti: Folklore, Scienze sociali, Studi storici, Etnoantropologia, Folclore, Espressione popolare semidotta, Interpretazione, Documentazione, Epistemologia, Sciences de L’Homme, discipline antropologiche, Fonti storiche, Mediterraneo, Africa nera, Dinamismi culturali, Rituali, Simbologia, Migranti, culture subalterne, tradizioni popolari, folcloristiche, classi subalterne, Storia orale, Non trascritta, Arte, Musica, Letteratura, Mitologia, Dialettologia, Linguistica, Bibliografia, Riferimento Parole e frasi comuni Alessandro Portelli ambienti antropologi culturali aspetti autonomia Buttitta campo caso Cattolicesimo chiesa civiltà classi colonialismo complesso comunità considerazione contadina contesto crisi critica cultura popolare antropologia demo-antropologica demologici dialetto Diego Carpitella discipline antropologiche diverse Ernesto De Martino etnocentrismo etnografia etnologia etnomusicologici europea fenomeno folklore Gramsci gramsciana gruppi sociali ideologico impegno interessi italiana Jivaro sociale Lanternari lavoro letteraria letteratura lettura lingua linguistica marxista materiale metodo metodologico missionari modello musica nazionale oggetto orale paesi politica pratica problema processo produzione prospettiva Protestantesimo rappresenta realtà religiosa ricerca ricostruzione riferimento rituale scientifico scienze scrittura sembra senso sincretismo sistema società sociologia specifica storia storico storiografia studi demologici studiosi subalterna subalterne sviluppo tecniche tematiche teoria teorico Terzo Mondo testo tradizionale tradizione studi tradizioni popolari valori vari Vittorio Lanternari Woody Guthrie
Presentazione di Riccardo Stecconi, introduzione di Valeria Cottini Petrucci, pagine in buonissimo stato di conservazione, con numerose illustrazioni a colori ed in nero nei testi, rilegatura in tutta similpelle editoriale, verde con titoli d'oro al solo dorso, sovraccoperta illustrata, appena ingiallita, con ombrature al posteriore e con leggere tracce di polvere. Numero pagine 207 USATO
pp. 159, cm 22, brossura, 2° edizione ampliata e arricchita, con un racconto dai Bozzetti: Carmela, di Edmondo De Amicis.
Brossura economica, volume datato con conservazione interna ancora buona, copertina illustrata da composizione grafica, segnata da consuete tracce da manipolazione e attrito maggiori alle estremità e dorso, velature e normale alterazione cromatica, pulviscolo ai tagli ossidati, disegni e vignette affiancano il testo. N. pag. 135. USATO
br. Sono le Sirene le splendide protagoniste del nuovo libro di Luca Valentini. Un sorprendente viaggio alla scoperta degli aspetti meno noti di tali creature che rappresentano da sempre uno degli enigmi più intriganti che hanno stuzzicato la curiosità ed attirato l'interesse degli uomini. Ulisse le incontrò nella sua Odissea, Cristoforo Colombo ne vide tre mentre navigava verso le Americhe, Barnum fece fortuna esponendone una nel suo museo newyorkese. Croce e delizia dei marinai irretiti dal loro canto soave e mortifero appartengono da secoli al retaggio culturale di ogni popolo. Dalla Ningyo giapponese alla dea greca Atargatis, fino a Ligea e Leucosia, abbiamo imparato a riconoscerle ed apprezzarle come creature dolci e bellissime grazie a favole e racconti, ma come spesso accade, la fantasia non sempre coincide con la realtà... "Sirene" è un tuffo nelle profondità del mare alla scoperta dei segreti che queste leggendarie creature dall'argentea coda di pesce nascondono, dalle Orcadi alla Sicilia attraverso racconti e tradizioni millenarie che narrano storie di amori impossibili, eroi, inganni e tradimenti. Avventure per ogni tempo ed ogni età giunte a noi da tempi e mondi lontani
In 8, bross. ed., pp. 274 con 8 tavv. in b.n. f.t.Fior. alla cop. ai tagli e alle prime e ultime bianche, buone condizioni.Luogo di pubblicazione BolognaEditore Licino Cappelli EditoreAnno pubblicazione 1953Collana Collana d'oro "Le Alpi" 14Materia/Argomento Folklore, Storia Locale, Val di Fassa
8° (CM. 20), BROSSURA, PG. 274 (2), LIEVI FIORITURE SPARSE, 8 TAVOLE FOTOGRAFICHE B.N. F.T., BUONO STATO. PRIMA EDIZIONE.
(Montagna - Dolomiti - Trentino - Folklore - Letteratura) In 8°, brossura editoriale con sovraccoperta illustrata a colori, pp. 274, con tavole fotografiche in bianco e nero fuori testo. Collana d'Oro "Le Alpi" n. 14. Prima edizione. Ottimo stato di conservazione.
Brossura con sovraccoperta, cm 20x14, pp 217 (3), 12 tavole in nero fuori testo. Intonso.
Mm 135x200 Brossura editoriale con sovraccoperta illustrata a colori, 217 pagine ancora intonse con tavole in nero fuori testo. Opera in ottime condizioni. SPEDIZIONE IN 24 ORE DALLA CONFERMA DELL'ORDINE.
In-4 p., cartonato editoriale, astuccio, pp. 283, molto ben illustrato nel testo a colori e in bianco e nero. In buono stato (good copy).
br. 16° fig. a col. pp.169, con ill. fot. a col. ben tenuto
br. Dalla storia al mito: la nascita, l'apogeo e la caduta del più potente ordine monastico cavalleresco del Medioevo. Le accuse, il processo, il rogo; i tesori, i presunti segreti, le leggende create dall'immaginario popolare; il recupero attuato e proclamato dall'esoterismo moderno, a partire dalla Massoneria.
brossura "Hai mai sentito i lamenti del mare? O come cantano i ghiacci? Non li hai mai sentiti ma cantano, sai, cantano. Talvolta anche nelle tenebre della notte nordica. Ma non a tutti è dato di udire...". In questo clima poetico sono immerse le storie del popolo lappone, abitante di un territorio situato per la maggior parte oltre il Circolo polare artico e soggetto alle autorità norvegesi, svedesi, finlandesi e russe. Le favole, i miti, le leggende del loro immaginario spaziano dai temi dell'Aurora Boreale e del Grande Vecchio, nume tutelare dell'ordine e della pace sulla Terra, a quelli della renna, l'animale cardine della "cultura lappone", o di antiche dinività come il Sole e i suoi figli, che non disdegnano di vivere come e insieme ai comuni mortali, o delle credenze relative agli spiriti malefici (dèmoni) o benefici (sciamani). Il riferimento al flusso delle stagioni, caratterizzate dalla lunga notte polare e dalla brevissima estate, è una costante di ogni racconto e ammanta tutto di una straordinaria delicatezza, qualità di questo popolo non violento.