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br. In linea con la collana che offre agili monografie biografiche, divulgative nell'esposizione e rigorose nel contenuto, il testo si rivolge sia allo studente universitario sia al lettore non-specialista appassionato di storia e interessato al confronto tra le realtà di ieri e di oggi.
ill., br. Raimondo di Sangro, Principe di Sansevero, talmente famoso a Napoli da essere chiamato semplicemente "o Principe", visse a metà del XVIII secolo. Inventore, ricercatore, scienziato alchimista, la leggenda lo vuole negromante in grado di sconfiggere la morte stessa.
br. L'arte e la storia, la scienza e lo sport, il buon cibo e il genius loci che serpeggia ovunque. La provincia di Livorno, con la città capoluogo, i suoi borghi affascinanti e le meravigliose isole, è culla di personaggi che hanno avuto ed hanno percorsi professionali di eccellenza non solo a livello locale e nazionale, ma anche internazionale. In questo "Dizionario" si raccontano le loro storie, che al tempo stesso diventano le storie di un territorio, con i suoi cambiamenti, il suo sviluppo, le sue potenzialità, i suoi umori. In questo libro sono comprese alcune centinaia di nomi, forse troppo pochi rispetto alla effettiva realtà. Ne abbiamo scelti alcuni, le cui storie sono di fatto un omaggio anche a tante altre persone che, in questo o quel settore, si sono costruite solida fama.
br. L'arte e la storia, la scienza e lo sport, il buon cibo e il genius loci che serpeggia ovunque. La provincia di Livorno, con la città capoluogo, i suoi borghi affascinanti e le meravigliose isole, è culla di personaggi che hanno avuto ed hanno percorsi professionali di eccellenza non solo a livello locale e nazionale, ma anche internazionale. In questo "Dizionario" si raccontano le loro storie, che al tempo stesso diventano le storie di un territorio, con i suoi cambiamenti, il suo sviluppo, le sue potenzialità, i suoi umori. In questo libro sono comprese alcune centinaia di nomi, forse troppo pochi rispetto alla effettiva realtà. Ne abbiamo scelti alcuni, le cui storie sono di fatto un omaggio anche a tante altre persone che, in questo o quel settore, si sono costruite solida fama.
br. Il 28 agosto 1996, giorno in cui il divorzio reale venne ufficializzato, aveva segnato per Diana l'inizio di una nuova vita. La "principessa triste", schiacciata dal peso della monarchia, che meno di un anno prima aveva confessato pubblicamente la sua fragilità e rivelato i tradimenti del marito, si era trasformata in una persona radiosa, più consapevole, genuinamente interessata alle sorti dei più deboli, decisa a difendere il rapporto con i figli e il suo diritto alla felicità. Un simbolo di bellezza e sensibilità, che oscurava l'immagine della Corona inglese; il personaggio più appetibile per quei fotografi e reporter che avranno un ruolo non secondario nella sua drammatica fine. Il racconto di Antonio Caprarica prende le mosse da qui, con l'intento di restituire Diana alla sua storia: quella autentica, privata, che la frenesia dei media ha sepolto sotto improbabili rivelazioni, teorie complottistiche e gossip. Il rapporto con il medico pakistano Hasnat Khan - l'unico uomo che non tradì i segreti e le confidenze della principessa -, le campagne umanitarie, le ultime vacanze con i figli, l'incontro con Dodi al-Fayed: i pochi mesi che precedono lo schianto sotto il tunnel dell'Alma, a Parigi, ricostruiti in una narrazione dal ritmo e dalle immagini cinematografiche, mostrano una donna sempre in bilico fra ingenuità e astuzia, generosità e attaccamento ai privilegi. Una donna inquieta ma piena di vita, che con le sue scelte ha lasciato un segno evidente nella storia di una nazione e, a vent'anni dalla scomparsa, continua a esercitare il fascino e la suggestione dei miti.
br. Cosa significa per un bambino essere l'erede al trono? All'apparenza, godere di privilegi inarrivabili per i comuni mortali, ma in realtà, ieri come oggi, anche essere sottoposti a regole e modelli di comportamento che sembrano studiati apposta per creare dei disadattati in lotta col proprio destino. Ne sa qualcosa Carlo d'Inghilterra, il più longevo pretendente alla Corona, al quale il libro dedica un vivace e accurato ritratto: a tre anni ha già imparato a fare l'inchino alla bisnonna, la regina Mary, e a quattordici viene spedito in un collegio gelido e isolato dove subisce, insieme a una disciplina da caserma, anche le umiliazioni dei bulli con cui divide la camerata. E se oggi i suoi figli e nipoti godono di trattamenti molto meno severi, l'attenzione ossessiva dei mass media rende l'esistenza di tutti loro piuttosto scomoda. Spostandosi avanti e indietro nel tempo, infilandosi nelle residenze reali di tutta Europa, Antonio Caprarica registra con brio e gusto per i particolari gli aspetti più significativi e curiosi della vita e dell'educazione di giovani principi e principesse: infanzie dorate o complessate; disgrazie scolastiche di zucconi coronati; eccessi e debiti di giovani viziosi; amori borghesi che si scontrano con la ragion di Stato. Le stanze dei bambini diventano così un insolito punto di osservazione per scrivere un nuovo, originale capitolo della storia delle famiglie reali. E per indagare, attraverso le vite di famosi eredi - la regina Vittoria, Carlo e William d'Inghilterra, Vittorio Emanuele III di Savoia, Felipe di Spagna, Harald di Norvegia e altri ancora - il senso attuale di una istituzione che affida le sorti delle Nazioni a una lotteria genetica.
brossura Un papà con gli alamari non è una biografia ma un toccante viaggio fra i sentimenti, le emozioni, i luoghi, i valori del Generale e Prefetto Italiano Carlo Alberto dalla Chiesa. Un viaggio di famiglia, guidato dai suoi figli Rita, Nando e Simona, i quali, aprendo le stanze dei ricordi, ci regalano il ritratto privato di un papà e, insieme, di un eroe. «Vi voglio bene, tanto, e in questo momento vi chiedo di essermi vicini; così come nei mesi e negli anni che verranno. Vogliatevi soprattutto e sempre il bene di ora! Quanto vi ho scritto, l'ho fatto a 7-8000 metri di altezza, in cielo, mentre l'aereo mi portava veloce verso Palermo. Vi abbraccio forte forte, il vostro papà» (Carlo Alberto dalla Chiesa, Aprile 1982).
br. Vivevano in sontuosi palazzi, animavano le chiese in occasione di fastosi matrimoni, incoronazioni, investiture, brillavano in politica, negli studi o nell'attività militare: erano gli appartenenti alle grandi famiglie di Napoli, gli esponenti di quella aristocrazia che ha partecipato attivamente al processo economico e civile della città e che ha lasciato comunque una traccia importante nella storia del Paese. Con l'intento di rievocare le gesta di tanti illustri personaggi, l'autore scarrozza il lettore su e giù per l'Italia, attraverso i feudi e i luoghi d'origine delle schiatte. E talvolta anche altrove, fino in Inghilterra, in Scozia, in Spagna, in Francia, in Germania e addirittura in Albania, con l'eroe nazionale Giorgio Castriota. Ma è comunque Napoli lo scenario principale di storielle e aneddoti, vicende grandi e piccole, che portano alla ribalta i sovrani normanni, svevi, angioini e aragonesi, con il più vivo ricordo di quelli spagnoli e napoletani di Casa Borbone che, con la parentesi decennale degli avventurieri francesi di Bonaparte, conclusero uno dei capitoli più enigmatici, affascinanti e tuttora discussi della storia d'Italia. I nomi e le dinastie che hanno segnato la storia della città. Le famiglie del libro: Gli Acquaviva; Gli Acton; Gli Álvarez; I D'Aquino; I d'Avalos; I del Balzo; I Beccadelli; I Borgia; I Brancaccio; I Capece; I Galeota; I Capecelatro; I Capece-Minutolo; I Caracciolo; I Carafa; I Caravita; I Carbonelli; I Castriota Scanderbeg; I Cattaneo; I Colonna; I Coppola; I Cossa; I Doria; I Filangeri; I Filomarino; I Firrao; I Gaetani; I Gambacorta; I de Gennaro; I Gesualdo; I Giusso; I Grifeo; I Griffi; I Guevara; I Guzmán; Gli Imperali; I de Liguoro; I Loffredo; I de Majo; I Mastrilli; I de' Medici; I Mirelli; I Miroballo; I Muscèttola; I Nunziante; Gli Orsini; I Piccolòmini; I Pignatelli; I Piscicelli; I Ravaschieri; I Riario-Sforza; I Ruffo; I Sanfelice; I de Sangro; I Sanseverino; I Serra; I Sersale; I di Somma; Gli Spinelli; I Tocco; I Tomacelli; I Tuttavilla; I Winspeare.
br. Una commovente storia vera. Lily Ebert fu deportata a 14 anni, ed è sopravvissuta ad Auschwitz. Non ha mai dimenticato il giorno in cui, appena dopo la liberazione degli Alleati, un soldato ebreo americano le ha regalato una banconota con su scritto: "Buona fortuna e felicità". Quel singolo gesto, dopo aver assistito all'orrore dei campi di concentramento, ha segnato in modo decisivo la vita di Lily, che si è impegnata a raccontare la verità sulla Shoah affinché non si ripetano mai più le atrocità del passato. Anni dopo, il suo pronipote Dov ha deciso di usare i social media per rintracciare il soldato, che è stato così determinante nella storia della loro famiglia. Ed è così che la popolarità di Lily è esplosa: il suo modo schietto e autentico di comunicare ha conquistato milioni di follower in rete, amplificando il suo messaggio di speranza. La storia di Lily, dall'infanzia felice in Ungheria all'arrivo ad Auschwitz, dalla morte della madre alla liberazione, è raccontata in prima persona con parole indimenticabili di speranza, coraggio, amore per la vita.
ill., br. La storia dei Savoia e delle vicende che hanno accompagnato l'evolversi di questa dinastia, si può equiparare a un grande racconto con dei risvolti che a volte si possono avvicinare alla dimensione del fantastico. Una lunga narrazione che percorre un arco temporale di quasi mille anni e che vede coinvolti uomini, territori, istituzioni. Come per uno scherzo del destino questo casato si affaccia sul palcoscenico della storia con Umberto I (detto il Biancamano) e si conclude con Umberto II, l'ultimo re d'Italia in un percorso che vede i Savoia prima conti, poi duchi ed infine cinti della corona regia. Come in tutti i casi umani, i mille anni hanno visto il passaggio di grandi personaggi che hanno lasciato un segno nella storia come: il conte Verde, Emanuele Filiberto, Vittorio Amedeo II, Vittorio Emanuele II, ed altri che non furono all'altezza del loro ruolo, però è bene avere la giusta conoscenza sia degli uni, sia degli altri, per avere una visione chiara di ciò che i Savoia furono per la storia, prima del Piemonte e poi d'Italia.
br. Sono circa 250 le famiglie nobili di Milano, molte delle quali ancora oggi rappresentate, molte di meno quelle che fanno capo al patriziato milanese, titolo particolare e riservato a poche. Non sono solo i Beccaria, i Borromeo, gli Odescalchi, i Pallavicini, gli Sforza e i Visconti a occupare le pagine di questo libro; alle storiche famiglie vanno senz'altro aggiunte quelle dell'imprenditoria milanese che a volte hanno ottenuto titoli nobiliari e più spesso hanno intrecciato rapporti di parentela con le famiglie di antica nobiltà: Pirelli, Crespi, Falck, De Angeli, Cantoni, Breda, Longoni, Belloni, Ponti, Badini, Borletti, Mondadori, Rizzoli, Moratti, Salmoiraghi, Bassetti... Vi sono poi moltissime famiglie, discese da un medesimo capostipite, ma con storie tanto distinte da dover essere narrate ognuna singolarmente, come ad esempio i moltissimi rami di Casa Visconti, talora estinti in altre famiglie, come i Visconti di Cislago, o ancora fiorenti, come i Visconti di Modrone. E attraverso le personalità uniche che hanno fatto grande la città, scopriamo che è possibile rivivere tutta la storia milanese. Dalla nobiltà all'imprenditoria, le famiglie che hanno fatto la storia del capoluogo lombardo; Beccaria; Borromeo; Odescalchi; Pallavicini; Sforza; Visconti; Pirelli; Crespi; Falck; De Angeli; Cantoni; Breda; Longoni; Belloni; Ponti; Badini; Borletti; Mondadori; Rizzoli; Moratti; Salmoiraghi; Bassetti...
in-8°, 48 pages, ill. et tabl., notes, broche, couv. Bel exemplaire. [EN-7*][AR-1*][CA28-5][SO-8]
brossura Se oggi l'Isec rappresenta una realtà di assoluto rilievo in campo storico per la ricchezza dei suoi archivi e della sua biblioteca, lo si deve soprattutto a Giuseppe Vignati, per tutti Peppino. Ma, come ricorda Gianni Cervetti nella sua introduzione, "Vignati non è stato soltanto un prezioso raccoglitore di archivi; no, egli è stato anche, e direi soprattutto, uno studioso" e un "facilitatore instancabile delle ricerche altrui", come ben sanno quanti negli anni hanno frequentato la sala di studio della Fondazione, trovando in Peppino una guida e un insostituibile punto di riferimento. In questo volume sono raccolte le testimonianze di coloro che con Vignati hanno lavorato, gli sono stati amici e ne hanno apprezzato le qualità morali e intellettuali: Alberto De Cristofaro, Luigi Ganapini, Giorgio Oldrini, Gianfranco Petrillo, Antonio Pizzinato, Giuseppe Valota.
br. "...I cognomi, che in Italia sono circa 350000, derivano molto spesso da nomi di persona, vezzeggiativi, soprannomi, situazioni, provenienze, mestieri." In questo piccolo lavoro si è deciso di analizzare e spiegare, anche con aneddoti e curiosità, alcuni cognomi veneti che derivano espressamente da lavori... Alcuni ancora in voga, altri completamente ingoiati dal progresso, che avanza come un rullo compressore. Un piccolo grande tassello di cultura veneta, per regalare una boccata d'ossigeno alla salvaguardia delle nostre tradizioni.
br. "Erano le nove e mezza quando il re arrivò sul campo dei giochi. Era domenica. Un sole accecante, fra gente che esultava, applaudiva al suono della banda, gli atleti che reclamavano il privilegio di un saluto, le guardie che contenevano gli entusiasmi della folla, divise, mani e braccia in continua agitazione, un movimento e un frastuono da stordire. Non mi fu facile farmi sotto alla tribuna, inserito fra spinte, qualche cedimento, mi ritrovai davanti, in prima fila, allungai il braccio in mezzo a tante braccia. Tre colpi, tre soli colpi, come ho ripetuto in tribunale. Il re si è ripiegato sul suo corpo come aveva costretto a fare alla gente di Milano. "Non uccisi Umberto, uccisi il re". Lo disse più volte, non voleva passare per un assassino. Un gesto di grande senso politico, non un delitto. Ma solo il potere può rendere legale il delitto di Stato. Quindi, quello che doveva restare era l'esistenza di complotti, di trame sovversive, di giustificati provvedimenti per favorire l'ordine sociale. Colpire il socialismo sotto qualsiasi forma si presentasse, o comunismo o anarchia."
br. Questo libro può definirsi una guida introduttiva al Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, tra le più eccelse Milizie che la storia abbia mai conosciuto. Diciassette secoli di gloriosa tradizione sono riassunti in un appassionante saggio, utile a chi per la prima volta si avvicini al mondo degli Ordini Cavallereschi.
br. "Addio rosa d'Inghilterra, che tu possa crescere sempre nei nostri cuori" canta Elton John ai funerali di Lady Diana. È il 6 settembre 1997, pochi giorni dopo che un tragico e discusso incidente d'auto ha posto fine alla vita della "principessa del popolo", quella donna generosa e informale, ribelle eppure fragile, capace come pochi di entrare nel cuore dei sudditi e del mondo intero. La penna di Umberto Cecchi ricostruisce la vicenda umana di Diana Spencer, dall'infanzia agli ultimi giorni di vita, passando per il matrimonio con Carlo e la nascita dei figli William e Henry, il grande impegno umanitario, gli scontri con la famiglia reale e il difficile rapporto con i tabloid inglesi: come in un album fotografico, si succedono luoghi e momenti chiave di una storia unica, quella di una "bella, simpatica, sfortunata principessa dalle gambe lunghe, gli occhi dolci e ironici, lo spirito battagliero".
br. 1194. Nella piazza principale della cittadina di Jesi, in provincia di Ancona, sotto una tenda, nasce Federico II, un personaggio che sarà stimato come uno tra i più carismatici della storia. Il lettore si ritrova immediatamente immerso in un medioevo che ruota attorno alla figura dello Stupor Mundi, che attraverso il suo incredibile carisma si è fatto innovatore del suo tempo. In una trattazione in cui storia e leggenda si intrecciano, sorgono domande a cui soltanto il lettore, attraverso l'immaginazione, può rispondere.
br. Il brigante Carmine Crocco, flagello della monarchia sabauda, durante la sua condanna all'ergastolo presso il carcere di Portoferraio si dedicò alla stesura delle sue memorie. Avrebbe potuto essere un onesto contadino timorato di Dio, con una moglie devota e figli affezionati, ma l'invasione piemontese e la caduta del Regno delle Due Sicilie serbavano per lui un destino diverso, un destino che rivive nelle pagine di questa testimonianza.
brossura
ill., br.
ill., br. Il volto della guerra appare in tutta la sua quotidiana drammaticità nella storia del trentenne Bepi, padre e bersagliere nella campagna di Russia del 1941-42. L'Ucraina, il Donbass, come oggi, furono in quegli anni un sanguinoso teatro di guerra. Nel 1942 si aggiunsero più ad oriente i territori sul Don e sul Volga dove avvenne l'epica e decisiva battaglia di Stalingrado.
brossura
brossura La Storia vuole che Garibaldi fosse pressoché astemio, che prediligesse l'acqua in ogni occasione, dallo spuntino sul campo di battaglia alle cene ufficiali, alla sua tavola solitaria di Caprera. Questo perlomeno ci dicono le numerosissime biografie dell'Eroe dei Due Mondi scritte dalla sua morte ad oggi. Ma sarà verità, o è una delle tante dicerie e leggende che circondano il mito dell'indomito condottiero? Garibaldi amava il vino? Questo libro lo afferma decisamente. E ne porta a testimonianza un curioso ed interessante episodio, una pagina di vita dell'Eroe e della storia del nostro Paese assolutamente dimenticate e pressoché inedite. Nel 1861 l'Eroe dei due Mondi fu ospite per alcuni giorni, nella villa di campagna della marchesa Teresa Trecchi-Araldi, sulle colline di Sala Baganza, in provincia di Parma. Qui Garibaldi si innamorò a tal punto della Malvasia, il frizzante vino bianco locale prodotto dalle vigne di Maiatico, che volle trapiantarne alcuni virgulti sulla sua sassosa Caprera.
br. «Ho quattro figli e quattro nipoti. Talvolta mi chiedono notizie di un nonno, oppure del paese dove io sono nato e quale e come fosse la casa di famiglia. Do loro alcune risposte, ma noto che se mi dilungo in spiegazioni perdo la loro attenzione. Eppure ne avrei di cose da raccontare! Tradizioni orali di storie riferitemi da mia madre o da mio padre ed anche dalla nonna paterna. Ho trovato poi in casa fasci di fogli antichi, che talvolta ho sfogliato in tempi addietro e che ora, avendo più tempo a disposizione, ho cercato di leggere e di classificare quanto meno in ordine cronologico. Ecco che per questi motivi mi sono deciso a mettere per scritto questi miei ricordi e questi miei ritrovamenti sotto forma di una cronistoria della famiglia Gotti prima di Montelopio e poi di Lari, che riguarda dodici generazioni in 400 anni». Dalla prefazione