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2023AUTRICHE7946060724Paris, Perrin, 2023, 14 x 21, 506 pages sous couverture rempliée illustrée. "La véritable histoire de la résistance autrichienne à Hitler. Le 13 mars 1938, Hitler proclamait le rattachement de l'Autriche au Reich et, deux jours plus tard, faisait son entrée dans la capitale danubienne. Ces événements sont connus, et plus encore les photos qui les illustrent : douaniers autrichiens accueillant les soldats de la Wehrmacht, foule acclamant le Führer au coeur de Vienne. Le 10 avril suivant, par plébiscite, 99, 75 % des Autrichiens approuvaient l'Anschluss. Mais pourquoi ne dit-on jamais que les célèbres photos de 1938 ont été orchestrées par la propagande nazie ? Et pourquoi n'expose-t-on jamais l'autre face du décor ? Le désarroi de la petite République d'Autriche créée en 1918 sur les décombres de la monarchie des Habsbourg et l'attraction exercée par l'Allemagne, dans les années 1920, sur tous les courants politiques autrichiens représentés au Parlement, à commencer par les socialistes. Le combat de l'Etat autrichien contre le national-socialisme intérieur et extérieur, de 1933 à 1938, combat mené aussi par le régime autoritaire institué en 1934. En 1934 encore, la répression par l'armée autrichienne de la tentative de putsch nazi qui conduisit à l'assassinat du chancelier Dollfuss. Quatre ans plus tard, le sursaut du chancelier Schuschnigg qui voulut consulter les Autrichiens par référendum sur leur volonté de préserver l'indépendance de leur pays, consultation prévue le 13 mars 1938 et dont le résultat aurait sûrement été positif si Hitler, précisément, n'avait pas voulu en interdire la tenue en faisant envahir le pays par l'armée allemande, dans l'indifférence des démocraties occidentales. Ensuite le trucage du plébiscite nazi du 10 avril 1938, l'impitoyable destruction des attributs souverains de l'Autriche, la poursuite des opposants (70 000 arrestations lors de l'Anschluss), le règne de la terreur et la persécution des juifs. Et enfin la résistance autrichienne en exil ou intérieure - résistance communiste et socialiste, résistance catholique, résistance conservatrice et monarchiste -, résistance méconnue, qui eut ses héros et ses martyrs. L'Autriche, libérée par les Alliés en 1945 et redevenue souveraine en 1955, se relèvera grâce à des hommes ayant survécu aux camps nazis. Jean Sévillia, fin connaisseur de l'Autriche et de son histoire, et fort de sources en grande partie inédites, brise les idées reçues et rend justice à cette Autriche qui, très tôt, a dit non à Hitler."
ill., br. Sono ventenni, trentenni, quarantenni, sono popolani della città e contadini della provincia. Le carte di polizia li chiamano comunisti, anarchici o solo antifascisti. Sono i sovversivi di Parma e delle terre circostanti, che tra i 1936 e il 1939, unendosi a quel vasto moto di popolo che fu la guerra di Spagna, si arruolarono come volontari nelle Brigate Internazionali per combattere le forze reazionarie di Francisco Franco. Arrivarono dopo viaggi rischiosi, lasciarono a casa genitori, mogli e anche bambini piccoli. Alcuni morirono in battaglia, altri furono feriti o risultarono dispersi. Seguendo le strade che attraverso i Pirenei e la Catalogna conducono al fronte, il libro ricompone i sentieri personali dei parmensi che sulle trincee antifranchiste misero in gioco se stessi, trovarono spunti di esaltazione o motivi di profondo sconforto affrontando un nemico per sconfiggere il quale, da lì a poco, sarebbe servita una guerra mondiale. Un'intuizione, quest'ultima, che ne fa oggi i primi resistenti al fascismo e che li rende - come scrisse Attilio Bertolucci sulle Barricate del 1922 - "vincenti per qualche giorno, vincenti per tutta la vita".
tela edit. ill. con fascetta edit. e acetato protettivo, mancanza e rotture all'acetato - prima edizione
ril. La storia di Auschwitz non può essere affrontata senza una visione di insieme di tutto quanto il campo rappresenta e racchiude in sé. Oggi tenta di fornirla Frediano Sessi, in una poderosa opera che è il risultato di mezzo secolo di ricerche e lavoro sul campo, a contatto e in relazione con storici e ricercatori di tutto il mondo. Dalle radici storiche alla geografia della città, dalle origini dell'idea stessa di lager all'attuazione concreta dei progetti, dalla ricostruzione minuziosa della vita quotidiana alla topografia completa (gli alloggi e il lavoro) e questioni ancora poco affrontate, come la differenza di «genere» circa il trattamento e il destino differente dei deportati se uomini o donne. Il volume presenta e raccoglie tutte le nuove acquisizioni: mappe, fotografie inedite, metodi di sterminio e resistenza, analisi inedita dei processi e degli atti, con il commento delle sentenze più controverse. Vengono ripercorsi la nascita dei musei e i cambiamenti, fino agli ultimi anni e le nuove esperienze di visita al campo, per educare e formare le giovani generazioni al corretto trasferimento della memoria. Corredano la pubblicazione apparati e cronologie dettagliate e complete.
br. Con l'invasione della Francia da parte dell'esercito di Hitler, in Alsazia vengono aperti due lager: Schirmeck e Natzweiler. Proprio lì, un medico virologo, il dottor Eugen Haagen, praticherà esperimenti medici utilizzando gli internati come cavie, alla ricerca di un vaccino contro il tifo, la febbre gialla e altre malattie infettive. Nel contempo, nei due lager verranno rinchiusi i giovani, non ancora maggiorenni, che hanno dato vita a un'organizzazione di resistenza e di opposizione al nazismo in Alsazia. Le esistenze del dottor Haagen e dei ribelli della "Mano nera", si incrociano drammaticamente, dando luogo a due modelli di vita in contrasto tra loro: quella di un uomo che, considerandosi uno scienziato al servizio dell'umanità, coglie nella guerra l'opportunità di servire insieme la Germania nazista e la scienza; e quella di un gruppo di adolescenti, che decide di lottare a costo della vita per restituire la libertà alla loro terra. Due storie parallele, dimenticate, che ci consentono di comprendere, non solo il dramma della deportazione ma soprattutto la barbarie di una guerra che puntava a disumanizzare gli esseri umani. Due storie che mettono l'accento su aspetti della dominazione nazista troppo spesso trascurati. Laddove la giustizia umana non è arrivata (il dottore morirà in libertà con il massimo della considerazione, mentre il nome dei giovani martiri si è perduto nella polvere del nulla) il libro di Frediano Sessi pone rimedio.
Sessi Frediano Sessi Frediano. Auschwitz 1940-1945. L'orrore quotidiano in un campo di sterminio. BUR 2001.. Milano, BUR 2001 italiano, in ottavo pp. 392 30729 Sessi Frediano. Auschwitz 1940-1945. L'orrore quotidiano in un campo di sterminio. BUR 2001. In-8. 392 pp. Brossura. Molto buono.
22260Paris, Perrin, 1992. 16 x 24, 325 pp., quelques illustrations en N/B, broché, très bon état.
23492Paris, Perrin, 1992. 16 x 24, 325 pp., quelques illustrations en N/B, broché, bon état (1 cachet).
ril. Per sottrarsi alle persecuzioni naziste dopo aver perso i genitori nei campi di concentramento, settantatré giovanissimi ebrei, tra i sei e i diciassette anni, attraversano la Germania e la Slovenia e riescono ad arrivare in Italia, a Nonantola, un paese in provincia di Modena. Qui, a dispetto del fascismo e delle campagne razziali, l'intera popolazione si mobilita per aiutarli, offrendo loro protezione per un anno intero. Ma l'8 settembre del 1943 la situazione precipita: Nonantola viene occupata dai nazisti e i ragazzi devono essere messi in salvo in fretta e tenuti nascosti, con la speranza di farli espatriare in Svizzera. Ripercorrendo la storia rocambolesca dei ragazzini in fuga dal Reich, Mirella Serri riporta alla luce anche il segreto e tenace lavorio di un personaggio poco conosciuto ma centrale nella Shoah: il gran Muftì di Gerusalemme, Amln al-Husaym, esponente dell'islamismo più radicale. Da Berlino, dove si era rifugiato lavorando a fianco di Hitler e di Eichmann, al-Husay-ni cercò in ogni modo di bloccare l'espatrio e la salvezza degli ebrei, inclusi i ragazzi che si rifugiarono a Nonantola, arrivando perfino a costituire una divisione autonoma di SS musulmane nei Balcani per precludere l'ultima via di scampo. Quella dei ragazzi di Nonantola e dei loro salvatori è una storia di eroi dimenticati o trascurati, una storia di ribellione corale alle dittature, una storia tutta italiana e al tempo stesso universale di generosità e di profonda umanità, in una lotta contro il male che si rivela, con altri volti e altri nomi, drammaticamente attuale.
br. Per sottrarsi alle persecuzioni naziste dopo aver perso i genitori nei campi di concentramento, settantatré giovanissimi ebrei, tra i sei e i diciassette anni, attraversano la Germania e la Slovenia e riescono ad arrivare in Italia, a Nonantola, un paese in provincia di Modena. Qui, a dispetto del fascismo e delle campagne razziali, l'intera popolazione si mobilita per aiutarli, offrendo loro protezione per un anno intero. Ma l'8 settembre del 1943 la situazione precipita: Nonantola viene occupata dai nazisti e i ragazzi devono essere messi in salvo in fretta e tenuti nascosti, con la speranza di farli espatriare in Svizzera. Ripercorrendo la storia rocambolesca dei ragazzini in fuga dal Reich, Mirella Serri riporta alla luce anche il segreto e tenace lavorio di un personaggio poco conosciuto ma centrale nella Shoah: il gran Muftì di Gerusalemme, Amln al-Husaym, esponente dell'islamismo più radicale. Da Berlino, dove si era rifugiato lavorando a fianco di Hitler e di Eichmann, al-Husay-ni cercò in ogni modo di bloccare l'espatrio e la salvezza degli ebrei, inclusi i ragazzi che si rifugiarono a Nonantola, arrivando perfino a costituire una divisione autonoma di SS musulmane nei Balcani per precludere l'ultima via di scampo. Quella dei ragazzi di Nonantola e dei loro salvatori è una storia di eroi dimenticati o trascurati, una storia di ribellione corale alle dittature, una storia tutta italiana e al tempo stesso universale di generosità e di profonda umanità, in una lotta contro il male che si rivela, con altri volti e altri nomi, drammaticamente attuale.
Serri Mirella Gli invisibili : la storia segreta dei prigionieri illustri di Hitler in Italia. Milano, Longanesi 2015 italian, 232 CR.22 Copertina rigida, volume come nuovo, copertina e interno in condizioni eccellenti, legatura salda 232 pagine circaCopertina come da foto
Mm 150x210 Brossura editoriale di pagine 279 con alcune tavole in bianco e nero, etichetta di biblioteca dismessa alla prima carta, alcune fioriture ai piatti. Opera in buone condizioni. Spedizione in 24 ore dalla conferma dell'ordine.
ill., br. Gli anni che vanno dal 1943 al 1949 hanno rappresentato per la Sardegna l'inizio di una nuova stagione politica effervescente e dinamica, ricca di tensione morale, fatta di aspri scontri e di dure polemiche, ma solo marginalmente coinvolta nel dramma del la guerra civile, non ancora del tutto cessata, col suo strascico di vendette, rancori e rivalse, che si fece sentire, soprattutto in alta Italia. L'interesse che coinvolse, per la prima volta nella sua storia, pressoché la totalità del popolo sardo, si polarizzo intorno a tre date: il 2 giugno 1946, data del referendum sulla repubblica, il 18 aprile 1948, data che sancì la schiacciante vittoria della DC sul fronte social-comunista e, infine, le prime elezioni regionali, a coronamento dell'istituzione della Regione Autonoma della Sardegna,l'8 maggio del 1949. In questo triennio post-bellico operarono nell'isola un gran numero di forze politiche, tutte, in qualche modo, ben radicate nel territorio e tutte portatrici di istanze, idee e progetti che trovavano eco fra la popolazione e che avevano modo di esprimersi attraverso una miriade di organi stampa.
in 16°, bross. edit. ill., lievi fioriture - prima edizione it. - trad. di Glauco Felici e Saverio Tutino
EDITORI RIUNITI 1961 340 PP. FONDO DI MAGAZZINO: SEGNI DEL TEMPO, FIORITURE AI TAGLI, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO.
cartone edit. con titoli al dorso e sovrac. ill. - prima edizione - illustrazioni in b.n. fuori testo
bross. edit. ill., lievi tracce d'uso in cop. - illustrazioni in b.n. fuori testo
Nuovo. ISBN-13: 9788879842228
bross. edit. ill. con bandelle, minime tracce d'uso, data all'ultima bianca - prima edizione - illustrazioni in b.n. fuori testo
cartone edit. con titoli al dorso e sovrac. ill., lievi tracce d'uso alla sovrac. - prima edizione - sguardie illustrate
cartone edit. con titoli al dorso e sovrac. ill., piccola rottura alla sovrac. - prima edizione - cartine alle sguardie
bross. edit. con sovrac. ill., minime tracce d'uso alla sovrac. - prima edizione
DISPONIBILITÀ GARANTITA AL 99%; SPEDIZIONE ENTRO 12 ORE DALL'ORDINE. VOLUME MAI SFOGLIATO, SEGNI DEL TEMPO E GRAFFIETTI ALLA COPERTINA. In quali forme la "desacralizzata" società politica del secolo appena trascorso ha fatto ricorso al cerimoniale, al rituale, per esprimere se stessa? Questo libro intende capire in quale modo simbolico abbia agito e agisca il potere nel nostro mondo contemporaneo, di quale ritualità esso si sia ammantato, dopo l'entrata in quella che è stata definita "l'età delle folle". L'analisi prende le mosse dalle grandi celebrazioni statunitensi, dopo la ritrovata unità in seguito alla guerra di secessione, per esaminare successivamente la funzione del balcone nel Portogallo rivoluzionario, per proseguire con la "parola scolpita" del fascismo, spingendosi fino ai più recenti rituali della parata militare italiana del 2 giugno e ai funerali comunisti. Il volume presenta infine un saggio - il primo in assoluto - sul faraonico progetto della Casa Republicii di Ceausescu, per chiudersi con un'analisi socio-antropologica dell'organizzazione di una celebrazione milanese del 25 aprile. Descrizione bibliografica Titolo: Il teatro del potere. Scenari e rappresentazione del politico fra Otto e Novecento Autore: AA.VV. (Autori Vari) Curatore: Sergio Bertelli Editore: Roma: Carocci, 2000 Lunghezza: 256 pagine; 22 cm; illustrato ISBN: 8843016636, 9788843016631 Collana: Volume 2 di Laboratorio di storia, Nuova serie Soggetti: Studi storici, Università, Storia della storiografia e metodologia della ricerca, Propaganda politica, Aspetti socio-culturali, Sec. 19.-20., Contemporanea, Potere, Regimi, Fascismo, Nazismo, Portogallo, Italia, Comunismo, Romania, Resistenza, Rappresentazione, Riti, Nazionalismo, Ideologie politiche, Massa, Regime salazarista, America, Historical studies, University, History of historiography and research methodology, Propaganda politics, Socio-cultural aspects, 19th-20th century, Contemporary, Power, Regimes, Fascism, Nazism, Portugal, Italy, Communism, Resistance, Representation, Nationalism, Political Ideologies, Mass, Salazarist Regime, Libri Vintage, Fuori catalogo, Feste, Cerimonie, Ritualità, Balconi, Palazzo del Littorio, Parate, Isnenghi, Duce, Maquette, Casa del popolo, Architettura, Uncle Sam, Books, Vintage, Out of print, Festivals, Ceremonies, Rituals, Balcony, Parades, Maquettes, House of the people, Architecture Indice Apertura del problema Sergio Bertelli Il teatro del potere nel mondo contemporaneo Verifiche Alessandra Lorini La World's Columbian Exposition di Chicago (1893), teatro del potere della modernità Rita Costa Gomes Il balcone. Riflessi su un luogo di potere nella storia portoghese Daria Frezza Ritualità e potere. Il cinquantenario in onore di T. A. Edison sull'orlo della grande crisi Paolo Morello Fotomontaggio e rappresentazione politica alla mostra della Rivoluzione fascista Maria Grazia Messina L'orma fermata nella pietra. Il concorso per il palazzo del Littorio del 1934 Ileana Florescu Casa Republicii Franco Andreucci Riti di passaggio e tradizione comunista Virgilio Ilari La parata del 2 giugno. L'omaggio repubblicano all'esercito Aggiornamenti Cristina Cenci La festa nazionale della II Repubblica