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1st edition, original cloth, 4to, xix+ 288+ (2) pages. Illustrations throughout. Yiddish, with English introduction. There once was a town of Jewish tailors Brzezin. From early dawn until late at night one could hear the music of the Singer sewing machines. It was the music of hard work, of intense anxiety, of a hard life, but also of noisy youth, semi-intellectuals, observant Jews, Hasidim who lived and had aspirations in the small Jewish town Brzezin. The Nazi savages extinguished this life forever, transformed it into ashes. Only a few Jews from the tailoring town Brzezin, by some miracle, remain, scattered over the entire world, individuals who were witnesses to the German cannibalism. May these words, frail in print, but inscribed not with ink but with blood, be a modest contribution to the matseve [gravestone] for my native town, Brzezin. Brzezin was one of the oldest and most popular Jewish communities in Poland. When this community was established, it carried the name Krakowek [Little Krakow]. At that time, the community extended from the Strykower highway to beyond the Jewish besoylem [cemetery] to the surrounding hills. The Polish noblewoman, Anna Lasocka, had brought the first weavers from afar into this community. Then the community developed even further and began to broaden its borders. At that time, the town already carried the name Brzezin. Jewish tailors came to Brzezin from many places, and after several generations, the town developed its own type of tailoring industry, by which it was known all over the world. A cottage industry was the main occupation here. As early as 1772, Brzezin was famous for its mass production in tailoring. Until 1914 the great Czarist Russia was flooded with the inexpensive products of Brzeziner tailors. In the years between the two world wars, the export of Brzezin industry was spread over many lands in Europe and into other parts of the world. In this, the great Jewish magaziners [owners of clothing enterprises] exporters such as Frankensztejn, Tuszynski, Sulkowicz, and others played a great role. The Jews in Brzezin did not only work, they also participated actively in the socio-political and cultural life of the town, had their representatives on the town council in town hall, and had their religious and secular educational, cultural, and social organizations. Materially, it was a life of Jewish poverty, but spiritually, socially, and culturally, it was rich. (translated from book) SUBJECT(S) : Holocaust, Jewish (1939-1945) -- Poland -- Brzeziny (Lo´dz´) ; Jews. OCLC: 19306453. Light wear on cover, Good Condition Overall. (YIZ-16-6)
bross. edit. ill., segno di piega al dorso - prima edizione
bross. edit. con sovrac. ill. - prima edizione it. - trad. di Sergio Claudio Perroni
br. Nell'ottobre del 1943, i nazisti prelevarono alcune tonnellate d'oro dalla Banca d'Italia e le trasportarono prima a Milano e poi in un bunker all'interno del forte asburgico di Fortezza, in Alto Adige, per trasferirne poi parte in Germania l'anno successivo. La "febbre dell'oro", nei giorni convulsi del periodo bellico e dell'immediato dopoguerra, riguardò sia i nazisti sia i loro fiancheggiatori. Molti tesori, occultati in Baviera, Austria e Italia, sono stati ritrovati, ma di altri s'è persa ogni traccia, facendo nascere miti e leggende sui lingotti della Banca d'Italia e della Reichsbank, ma anche sui beni degli ebrei e sul tesoro di Dongo. Le ricerche condotte sul campo da una troupe televisiva negli anni Novanta, fra Trentino Alto Adige, Austria, Svizzera e altre località italiane, sono il pretesto per approfondire l'argomento con materiali inediti raccolti spulciando gli archivi e intervistando i protagonisti. L'indagine sui tesori scomparsi apre altri misteri sulla complessa storia d'Italia e d'Europa nel dopoguerra.
br. Veri e propri cacciatori di libri, gli agenti letterari risaltano come personaggi chiave nelle vicende editoriali del Novecento. Comparsi alla fine del XIX secolo in Gran Bretagna, essi hanno agito dietro le quinte della diffusione libraria internazionale, influenzando gusti, modi di pensare, immaginari individuali e collettivi. Eppure, benché le categorie interpretative di transnazionalità e transfert culturale abbiano ormai dimostrato il potenziale euristico che il libro tradotto e i traduttori offrono alla ricerca storiografica, queste figure sono rimaste a lungo escluse dal dibattito della comunità scientifica. Attraverso una documentazione in gran parte inedita, il volume ricostruisce la storia dell'Agenzia Letteraria Internazionale (Ali), fondata a Torino nel 1898 da Augusto Foà: la prima in Italia e una delle più antiche d'Europa. L'autrice analizza l'offerta editoriale dell'Ali, caratterizzata soprattutto dalla selezione di opere contemporanee straniere, e l'impatto della censura sulla sua attività, nell'Italia liberale e attraverso le diverse fasi del ventennio fascista. Che cosa mediava l'agenzia? E ancora, fra chi mediava (autori, case editrici, agenti) e fra quali piazze editoriali? Nel rispondere a queste domande il volume intreccia alle numerose storie di libri gli itinerari biografici di intellettuali come Alessandra Scalero, Bobi Bazlen e Adriano Olivetti, fornendo un contributo alle pionieristiche riflessioni sulle agenzie letterarie nel più ampio orizzonte di una storia globale della cultura.
ril. Una storia rimasta segreta per settant'anni: quella del SAS, lo special air service, un corpo d'élite britannico che durante la seconda guerra mondiale operò in particolare dietro le linee nemiche, nella Francia occupata dai nazisti. Ufficialmente il SAS venne sciolto alla fine del conflitto, dopo la sconfitta elettorale di Winston Churchill, grande sostenitore delle azioni di guerra "non convenzionali". Ma in realtà il SAS non fu mai sciolto davvero: continuò a lavorare, senza che nemmeno il governo inglese ne sapesse nulla. Gli uomini del Reggimento vennero inviati in un'Europa devastata e in macerie a cercare i nazisti che tentavano la fuga, soprattutto quelli scampati alla giustizia nella Germania post-bellica. Con tenacia e abnegazione, riuscirono a portare alla sbarra degli imputati diversi ex gerarchi, anche se alcuni di loro fuggirono grazie alle nuove alleanze dello scacchiere mondiale, che oramai vedeva come nemico numero uno la Russia di Stalin. Questa è la loro inedita, incredibile, scioccante storia.
194697356Couverture souple. Revue de 45 pages. Quelques rousseurs.
brossura L'opera "Calasetta e fascismo. La documentazione inedita dell'archivio storico comunale" è stata pubblicata dall'autrice per permettere al lettore di venire a conoscenza di quella che era la realtà di una piccola cittadina sarda durante il ventennio fascista. L'analisi di circa 5.000 documenti conservati presso l'archivio storico comunale di Calasetta ha permesso di portare avanti le ricerche di microstoria attinenti al periodo preso in esame. La formazione di archivista dell'autrice si manifesta grazie alla realizzazione di un elenco cronologico dei documenti che si lega all'appendice documentaria.
Milano, Mondadori, 1979, 8vo con copertina illustrata a colori, pp. 158 con illustrazioni n.t. (Numero di "Storia illustrata")
Milano, Mondadori, 1979, 8vo con copertina illustrata a colori, pp. 158 con illustrazioni n.t. (Numero speciale di "Storia illustrata")
ril. Il libro mette a confronto le organizzazioni paramilitari del fascismo e del nazismo, fotografate nel momento di massima ascesa, antecedente alla presa del potere dei due movimenti: il 1921-22 per le "squadre d'azione" fasciste, il 1929-32 per le SA, "le camicie brune" naziste. Ciò che ne risulta è il quadro di due organizzazioni che vivevano e si rafforzavano nell'azione, e questa azione era la violenza, che trovava in sé la propria giustificazione. Di straordinario interesse risulta lo studio della composizione delle squadre: chi erano infine gli squadristi, qual era la loro estrazione sociale, a quale fascia d'età appartenevano? E come si strutturavano le squadre, cosa le teneva insieme, come si esplicava la loro azione e quali erano i loro ideali?
bross. edit. ill. con bandelle, lievi fioriture e bruniture in cop. e ai tagli, segni di piega al dorso - prima edizione
31579Sans lieu ni nom (Nancy, Imprimerie Humbolt), 1976, in 8° broché, 93 pages ; nombreuses illustrations ; couverture illustrée en couleurs.
Vol. in -8 (15,5 x 24 cm.), brossura editoriale illustrata a colori, pp. 91, (3) con ill. fotogr. in b.n. a p.pagina. In buone condizioni. Testo in francese. Realise par le COMITE NATIONAL POUR L'ERECTION ET LA CONSERVATION D'UN MEMORIAL DE LA DEPORTATION AU STRUTHOF.
Interventi di: Arturo Arcomano, Giuseppe Barone, Giovanni Calice, Antonio Cestaro, Antonio Checco, Raffaele Colangelo, Rocco Colonnese, Alessandro D'Alessandro, Giampaolo D'Andrea, Franco De Felice, Maria Pia Di Giorgio, Piero Di Siena, Ester Fano, Giuseppe Giarrizzo, Raffaele Giura Longo, Antonio Letta, Salvatore Lupo, Michele Mancino, Francesco Renda, Marcello Saija, Giacomo Schettini, Girolamo Sotgiu, Lucio Tufano, Vincenzo Verrastro, Paolo Villani, Francesco Volpe - bross. edit. ill. - prima edizione
ill., ril. Il campo 10 con le sue 1000 tombe non è un cimitero come un altro. In questo camposanto c'è la storia della Patria che non si è arresa e di chi, sotto le insegne della RSI ha combattuto, sofferto ed è morto per non rinnegare il giuramento di fede. Qui riposano i Caduti in guerra, ma soprattutto le vittime militari e civili della primavera di sangue del 1945, tra cui alcuni esponenti del Fascismo Repubblicano come Borsani, Pavolini e Bombacci. Molti tumulati anche nei decenni successivi, giunti da remoti cimiteri del Nord Italia: salme di giovani, donne e volontari che hanno donato tutto per un ideale. Nomi e date che ai più dicono poco, specie col passare degli anni; ma dietro a ogni stele c'è un vissuto, una madre, un figlio, una famiglia che hanno sofferto e atteso invano il ritorno del proprio caro. Vengono riscoperte le loro semplici storie, perché siano rese note ai più giovani ai quali, ancora oggi dopo oltre settant'anni, si vuole nascondere la verità sugli accadimenti di quel cruento periodo storico.
(Il Cammeo). 16°, pp.408 + 4 tavv.f.t. T.tela edit. con sovrac. ill.
Perrin Grand Livre du Mois 2012, In-8 relié cartonnage souple éditeur, 225 pages, avec un index. Très bon état.
bross. edit. ill. con bandelle - con dedica autografa dell'autore - prima edizione - prefazione di Nilde Jotti - illustrazioni in b.n. e a colori nel testo
fascicolo in bross. edit. ill., pp. 12, in testa alla copertina: Noi tireremo dritto
Original Wraps. 8vo. 354 pages. 25 cm. First edition. In Spanish, English, and French. Capacidad de la República dominicana para absorber refugiados, díctamen de la Comisión nombrada por el poder ejecutivo para el estudio del informe de la Brookings institution sobre 'La colonización de refugiados en la República dominicana. ' Capacity of the Dominican republic to absorb refugees ... Capacité de la République dominicaine pour absorber der refugiés. Trilingual report commissioned by the executive committee (Trujillo) of the Dominican Republic to study the Brookings Institution report on the capacity for the refugee settlement in the Dominican Republic. With maps, fold out statistic tables, and various charts. Subjects: Refugees - Dominican Republic. Brookings Institution. Refugee settlement in the Dominican republic. Light institutional pencil markings on endpages; spine split, edge wear to wraps, with some loss at edges, otherwise clean and fresh. Good condition. (HOLO2-115-53)
Siena, Circolo Giuridico dell'Università, 1976, in-8, brossura editoriale. Estratto da “Studi Senesi”, LXXXVIII (III Seriew, XXV), fasc. 2, pp. 326-337.
in cop.: Il Carcere degli Scalzi - bross. edit. ill. con bandelle - terza edizione riveduta e ampliata - illustrazioni in b.n. nel testo