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due volumi in 16°, segni di piega ai dorsi, tracce d'uso, bruniture e piccole rotture in cop., fioriture ai tagli - trad. di Gustavo Glaesser
trad. di Gustavo Glaeser 2 voll. bross. edit. ill., scoloriture ai dorsi, lievi tracce d'uso alle cop.
trad. di Gustavo Glaeser 2 voll. bross. edit. ill., firme di appartenenza anche al taglio anteriore, piccola piega alla cop. del primo vol.
n. 69*-69** in 16°, bross. edit. ill., pieghe, lievi abrasioni e tracce d'uso alle copertine
BIBL. CULTURA STORICA. Legatura non editoriale. Tracce d' umido
Biblioteca di cultura storica 73 - Traduzione di Gustavo Glaeser - Premessa - Bibliografia 1 20,5x14,5 cm., legatura in piena tela, sopraccoperta illustrata con immagine in nero, pp. XVIII, 1260 (2), in italiano, segni d'uso alla sopraccoperta, per il resto in buone condizioni
trad. di Gustavo Glaesser n. 69*-69** in 16°, bross. edit. ill., lievi pieghe di lettura ai dorsi
trad. di Gustavo Glaeser 2 voll. - n. 22*-22** bross. edit. ill.
PP. 1262, CM. 21,5X15,5, CART.
1^ ediz. ital., in 8°, pp. XVIII, 1260, leg. edit. con sovracop. ill. Biblioteca di cultura storica, ricca bibliografia e indice dei nomi. 465/33
brossura Il libro narra l'ascesa e il crollo del Terzo Reich da Norimberga a Norimberga, ovvero il lungo incubo che comincia da quella fatidica notte in cui si proclamò l'inizio del millennio nazista e termina nel settembre 1946 con il processo che avrebbe condannato a morte o alla carcerazione i superstiti criminali nazisti.
Copia priva della sovracopertina ma in stato molto buono, ottima copia da studio
ITALO ALIGHIERO CHIUSANO STORIA DEL TEATRO TEDESCO MODERNO DAL 1889 AD OGGI EINAUDI 1976 V-531 PP. FONDO DI MAGAZZINO: SEGNI DEL TEMPO, TIMBRO "VOLUME DI SECONDA SCELTA" ALL'ANTIPORTA E ALL'ULTIMA BIANCA, PRIMO FOLIO UN PO' LENTO, VOLUME INTONSO, MAI SFOGLIATO. Italo Alighiero Chiusano ci offre in questo volume un documentatissimo e aggiornato «racconto critico Italo Alighiero Chiusano ci offre in questo volume un documentatissimo e aggiornato «racconto critico» sulle affascinanti vicende del teatro tedesco dal naturalismo ad oggi. E fuor di dubbio che la Germania e i paesi di lingua tedesca hanno giocato un ruolo di leader nella ricerca drammaturgica del '900: basti pensare a due fenomeni di straordinaria vitalità, come l'espressionismo - fucina di ricerche di cui beneficia ancora l'attuale sperimentazione, in ogni paese - e il teatro epico brechtiano, che ribalta d'un colpo la conce zione tradizionale del teatro. Ma l'indagine di Chiusano spazia anche su periodi, episodi, scrittori meno noti: come quelli che segnarono il faticoso distacco dal naturalismo; o quelli che vissero, con alterne scelte letterarie e politiche, la tragedia nazista; o gli scrittori del dopoguerra che, sul duplice fronte di una Germania divisa, portano innanzi un discorso teatrale coraggioso, folto di contenuti civili e morali Panoramica introduttiva Se l'anima del dramma è il contrasto, nessuna forma letteraria e spettacolare, più del dramma, dovrebbe essere congeniale al popolo tedesco, forse il più ricco di contrasti del nostro continente. Combattuto tra origina rio paganesimo barbarico e civiltà cristiana acquisita; in certo tra isolamento individualistico e azione politico-sociale a largo raggio; in equilibrio tra un Occidente che gli offre chiarezza e armonia, e un Oriente che lo alletta col suo misticismo anarchico e irrazionale; ora beato in un suo tenero sentimentalismo Biedermeier, ora travolto a eccessi di spietata crudeltà; a volte spiritualista e idea lista come lui solo, a volte ciecamente carnale e pragmatista; oggi di un esteriore avvenirismo all'americana, do mani tutto dedito al culto del passato, - il popolo tedesco, popolo scomodo e difficile come pochi, ma ricco e interessante come pochissimi, è in effetti il popolo dei contrasti, e come tale dovrebbe essere il popolo «drammatico» per eccellenza. Parimenti, se il teatro, il rito teatrale presuppone un forte senso comunitario, il popolo tedesco, col suo spirito di massa, a volte supino e pericoloso, col suo senso della collettività anche artistica (si pensi alla sua propensione per il canto corale), dovrebbe essere, in maniera eminente, un popolo «teatrale» (e non importa se, a questo senso del collettivo, faccia contrappeso, come abbiamo già accennato, un non meno forte senso dell'individuo). In effetti la conclusione è esatta, come la storia della letteratura e dello spettacolo tedeschi stanno a provare. Parole e frasi comuni ambiente amore artista assai attori autore Berliner Ensemble Berlino borghese Brahm Brecht buon casa certo commedia conflitto dell'espressionismo dialogo donna drammatica drammaturgo Erwin Piscator espressionista espressionistica figlio Friedrich Wolf Germania gioco giovane grand guignol grottesco guerra Hacks Handke Hauptmann Helene Weigel Hitler Hofmannsthal invece ispirato Kaiser Kroetz Kurt Weill lavoro lingua tedesca linguaggio lirica lotta madre Max Reinhardt moderno moglie mondo morte musica nazista Neue Sachlichkeit nuovo opere ormai padre personaggi poesia poeta poetica politica povero proprio protagonista psicologica pubblico ragazza rappresentazione realismo realtà regia regista Reinhardt religioso ribalta ricorda rivela rivoluzione romanzo satira scena scenica Schnitzler sente sionismo sociale spettacolo sposa Sternheim stile storia successo suicidio teatrale teatro dell'assurdo teatro epico teatro tedesco testo Theater Thomas Mann tono torna tragedia tratti troppo trova uccide umana uomo vecchio vede versi visione vive Wedekind Wolf
brossura Questo libro ripercorre, avvalendosi di una ricerca documentale, l'intera vicenda del Partito fascista repubblicano, ricostituito da Mussolini dopo la sua liberazione nel settembre 1943, fino all'epilogo di piazzale Loreto. Filo conduttore è il rapporto fiduciario tra il Duce e il Pfr, caratterizzato da parte del dittatore da atteggiamenti contraddittori legati alle alterne fortune della Repubblica sociale italiana, che lo portavano a vedere nel Partito, per la sua lealtà e inflessibilità, lo strumento più adatto ad affrontare le fasi gravi e incerte, e quello più riottoso e scomodo nei momenti di distensione e compromesso. Ampio spazio è dedicato all'indagine dei modi e dei settori in cui si espresse l'antisemitismo del fascismo risorto; si analizza inoltre come la struttura politica ufficiale fu d'impulso e supporto a quella amministrativa - talvolta sovrapponendosi - nella persecuzione degli ebrei. Prefazione di Giuseppe Parlato.
MONDADORI 1958 917 PP. LIEVI SEGNI DEL TEMPO, DUE CREPE AL FIANCO SUPERIORE DEL COFANETTO CARTONATO, TIMBRO DI APPARTENENZA IN ANTIPORTA, DUE PAGINE TAGLIATE (SENZA MANCANZE), MA IL VOLUME è PROBABILMENTE INTONSO, MAI SFOGLIATO
2 voll. tela edit. con cofanetto ill., rare sottolineature a matita nel 1° vol., mancano le sovrac.
Quaranta studiosi raccontano i grandi avvenimenti politici, culturali, scientifici dalla preistoria ai nostri giorni. MONDADORI 1973 3 VOLUMI, RISPETTIVAMENTE: VOLUME 1. Età antica e medioevo; 473 PP.; VOLUME 2. Età moderna; 479 - 893 PP.; VOLUME 3. Età contemporanea; 899 - 1164 PP. FONDO DI MAGAZZINO: ANGOLI DEL COFANETTO TAGLIATI E NON INTEGRI, TAGLI ALTI DELLE PAGINE DI TUTTI E TRE I VOLUMI CON UN FREGO A PENNARELLO, PER IL RESTO OTTIME ED ECCELLENTI CONDIZIONI GENERALI, VOLUMI MAI SFOGLIATI.
br. Dopo aver ricostruito le motivazioni di fondo che portarono allo sfaldamento del sistema liberale post-risorgimentale, all'interno di un contesto mondiale di crisi economica profonda, Santarelli tratteggia il lungo periodo di successo e consenso del fascismo, puntando sul concetto di "dittatura capitalista", insistendo cioè sull'elemento estremamente spregiudicato e moderno dell'ideologia e della prassi politica fascista.
br. Quattro anni dopo la fine della Grande Guerra, dopo due anni di scontri sanguinosi, la classe dirigente dell'età liberale assisteva all'ascesa legale di Mussolini. Molti, anche convinti democratici, tirarono un sospiro di sollievo pensando che l'incarico di Presidente del Consiglio al capo delle camicie nere fosse il prezzo minore, e provvisorio, da pagare per lo scampato pericolo della rivoluzione bolscevica. Non andò così. In questa approfondita storia del fascismo, rigorosa e al contempo accattivante, due dei maggiori storici francesi dell'età contemporanea ripercorrono tutte le fasi dell'età mussoliniana con occhio distaccato e imparziale - dall'Italia del 1918 all'offensiva proletaria, dalle origini del fascismo fino all'epilogo della Repubblica di Salò - ricostruendo un periodo fondamentale della nostra storia e aiutandoci a capire, attraverso questa ricostruzione, chi siamo oggi. Perché interrogarsi sul fascismo significa interrogarsi sulla nostra identità nazionale.
8°; pp. 503; brossura editoriale figurata.<BR>In buono stato.<BR>Ristampa BUR.
Quasi una Prefazione: Predappio vent'anni dopo 3 30x23 cm., legatura in piena tela blu e dorso rosso, titolo impresso in oro al piatto, pp. 638 (2); 638 (2); 671, numerosissime illustrazioni in bianconero, testo su due colonne, prima edizione, in italiano, buone condizioni. ...intende offrire un ampio e obiettivo documento di venticinque anni di vita italiana. Il racconto comincia il 4 novembre 1918, fine del primo grande conflitto mondiale, e si conclude il 25 luglio 1943, data dell'ultima seduta del Gran Consiglio fascista
br. Questa "Storia del Fascismo" è la narrazione di uno che il fascismo l'ha fatto come protagonista. Il suo maggior pregio risiede dunque nel rispecchiare il sentimento genuino di un idealista nella cornice di una narrazione non ostile, come invece accade per la maggior parte di quelle prodotte dai cosiddetti storici. Inoltre è stata scritta mentre il Fascismo era ancora in piedi, e da un uomo che si è fatto da sé in tutti i sensi Farinacci era di umili origini, e fu un autodidatta: ma il suo carattere e la sua esuberanza gli permisero di divenire prima uno dei più quotati ras del periodo squadrista, poi addirittura segretario del PNF tra il 1925 e il 1926 (il periodo difficile dopo il delitto Matteotti) ed infine rappresentante autorevole del fascismo repubblicano intransigente. Non solo uomo d'azione, Farinacci fu il fondatore e direttore del battagliero giornale "Il Regime fascista", il cui prestigioso inserto culturale "Diorama filosofico" era affidato ad un personaggio di rango quale Julius Evola.
bross. edit. con sovrac. ill., mancanza dell'occhietto, lievi tracce d'uso in sovrac., timbri di appartenenza
CONTINUATA FINO AD OGGI DA ALBERT WUCHER TRADOTTA DA BRUNO MAFFI 2 VOLUMI IN COFANETTO IL SAGGIATORE 1968 27 CARTINE GEOGRAFICHE 1413 PP. + INDICI. COFANETTO CON RIPARAZIONE A SCOTCH AL FONDO DI UN FIANCO, VOLUMI CON LIEVI SEGNI DEL TEMPO MA INTONSI, MAI SFOGLIATI, PERFETTI. Opera innovativa rispetto alle varie fasi della storiografia classica e moderna (cui accenna) nell'interpretazione della storia: "una lotta intorno ai quattro grandi beni della vita: religione, arte, scienza e forma dello Stato", che "non si esaurisce nella lotta di classe"; prefigura un superamento dell' "ipertrofia della potenza statale", verso "il diritto delle genti esteso a tutti e veramente riconosciuto". Dall'indice: Tre stadi di civiltà; L’antico Egitto; Il popolo d’Israele; Ellenismo; Patrizi e plebei a Roma; Cristianesimo e Germanesimo; Islamismo; Epoca delle Crociate; Rinascimento italiano; La Controriforma; L’assolutismo di Luigi XIV; Carlo VI e i Borboni di Spagna; La guerra civile americana; La grande rivoluzione; Napoleone; Nascita dell’imperialismo; Da Lenin a Stalin; La guerra totale