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In 16, pp. 87 + (1b) con 2 tavv. sinottiche f.t. piu' volte rip. Lievissima mancanza al d. Br. ed. Saggio relativo alla diffusione della pellagra in Friuli: 'una moltitudine di campagnuoli onesti e laboriosi, dalla miseria piu' squallida va nel sepolcro, passando per una serie di sofferenze tanto crudeli, da parer beneficio la demenza che li coglie togliendoli alla coscienza del proprio stato'. Secondo l'A. il mais guasto 'proveniente dagli Stati Danubiani e dal Mar Nero' non e' il principale responsabile dell'insorgenza della malattia, altrimenti non si potrebbe spiegare il motivo per cui alcuni si ammalano e altri no: il fatto si spiega pensando 'che la parte che si mantiene sana mescola quel cibo con altre sostanze, le quali contengono principi nutritivi, necessari al mantenimento della salute. Possiamo percio' sostenere la tesi che la pellagra non e' oggetto di germi morbosi che il granoturco, specialmente sano, introduce nell'organismo; essa e' effetto di scarsa alimentazione'. Segue poi un'ampia sezione dedicata all'allevamento dei conigli che, poco costosi, apportano all'alimentazione benefici derivanti dal consumo di carne. L'ultima appendice e' riservata alle norme per la coltivazione della soja.
In 16, pp. 10. Dedica autogr. dell'A. a p. 3. Br. ed. L'A. esordisce in maniera ironica ricapitolando le due principali posizioni relative all'eziologia della pellagra. La prima e' quella del Lombroso: 'a dar retta all'amico Cesare questa cagione e' facilissima a capirsi, non trattandosi che di un avvelenamento vero e proprio, dovuto ad un elemento eterogeneo che si svolge nel frumentone avariato, e, per provare che non ha preso un granchio a secco, e' riuscito ad isolare questo veleno, sperimentarlo sui gatti, ed a farli crepare cogli stessi sintomi che presentano i malati pellagrosi'. La seconda teroria, detta 'carenzialista' ha tra i suoi principali sostenitori Clodomiro Bonfigli: 'a sentire, invece, l'amico Clodomiro [...] gli sperimenti del rivale non valgono un'jota, e la vera cagione che rovina la salute fisica e mentale dei disgraziati agricoltori dell'agro ferrarese [e'] la scarsita' di alimento azotato, la fame cronica - come egli la chiama - che, a poco a poco, riduce l'organismo a quelle tristi condizioni'. Giacchi, da parte sua, proponde per la teoria lombrosiana. In qualita' di direttore del manicomio di Racconigi - scrive - 'mi consta con certezza che la maggior parte di questi disgraziati sofferse giammai di penuria di alimenti, trattandosi, generalmente, di coloni provveduti di bestiame da pascolo, che usano per cibo quotidiano, oltre la solita polenta, formaggio ed altri latticini, senza privarsi assolutamente di pane di frumento, di legumi e, neppure, di carne di vaccina, di pollo o di maiale'. Giacchi prosegue prendendosela quindi con quanti sostenevano la necessita' di migliorare il vitto dei braccianti: 'ci sarebbe da sganasciarsi dalle risa a leggere le ampollose proposte di certi filantropi, i quali, in fin dei conti, consigliano di trattare a carne e vino i coloni ove regna l'epidemia pellagrosa'. Bisogna invece rendersi conto che la colpa e' 'negli acini del mais' e se il Governo e le Commissioni desiderano risolvere il problema dovrebbero cominciare a studiare le qualita' naturali del mais e le alterazioni che accidentalmente puo' subire.
Volume in 8° grande legato in pelle, titolo al dorso decorato in oro, sguardie, frontespizio, 254 pp.. La questione degli istituti di pubblica beneficenza ed accoglienza è con questa legge finalmente codificata dallo Stato unitario. Il volume riporta inoltre i regolamenti d'attuazione e le istruzioni necessarie. Un caposaldo di civiltà. In ottimo stato, non comune.
In-8, broché, couverture illustrée, 916 p., illustrations hors texte. L'indispensable ouvrage de référence sur le sujet.
5 voll. leg. in uno, pp. VIII + 196; 144 + (4); 52 + (3) + (1b); 24; 86. Mancanze al d. e agli angoli dei p. P. pl. coeva con fregi oro al d. Stemmi xilogr. ai fr. capilettera e finalini xilogr. Annotazioni manoscritte coeve al fr. della prima opera. Rara raccolta di ordinamenti, saggi e statuti sulla mendicita'. La mendicita' sbandita e' il noto saggio principale in ed. orig, poi piu' volte ristampato, le altre sono pubblicazioni intimamente collegate. Dopo una prima serie di ordinamenti realizzati da Carlo Emanuele I nel 1627, i principi finalizzati ad un buon governo dei poveri, vennero strutturati organicamente da Vittorio Amedeo II nel 1717. La riforma era espressione di un assolutismo monarchico che avocava a se' i compiti tradizionalmente affidati alla chiesa e ai privati. Il centro del sistema in Torino doveva essere l'Ospedale della SS. Carita', luogo di smistamento, in cui i poveri potevano essere ricoverati, condotti in carcere o rimanditi ai luoghi d'origine. Lo scopo era quello di ridurre al massimo la mobilita' dei poveri. Questo intento, nel corso degli anni si rivelera' non realizzabile, essendo troppo profonde le ragioni che spingevano i poveri piemontesi a inurbarsi. Scrive Guevarre nell'incipit: "Il fine, che si propone nello stabilimento d'uno Ospizio pubblico, e' di sbandire per sempre la mendicita', e di soccorrere spiritualmente, e temporalmente con economia, con ordine, e con metodo tutti i poveri di una Citta', i quali sarebbero forzati a mendicare, se non avessero simile ajuto". Guevarre e' anche molto attento alla distinzione tra poveri veri e fannulloni alla ricerca di facili elemosine. Il povero riluttante, poco docile, veniva ritenuto "falso" e "infingardo", e quindi da rinchiudere. In ogni caso la soluzione, sia per i poveri "veri" sia per i "falsi", era l'internamento: i primi l'accettavano volentieri ed erano grati all'autorita' che si prendeva cura di loro gratuitamente, gli altri, invece, essendo figli del demonio, "fannulloni, bugiardi, impudichi, ubriaconi", mandavano maledizioni e ingiurie ai fondatori e ai direttori dell'Ospedale di carita'. L'internamento, pertanto, diventa ricompensa e punizione, e il povero e' ritenuto in qualche modo responsabile della sua condizione. Andrea Guevarre, gesuita, si adopero' a Parigi e in Francia per la reclusione dei poveri e la soppressione della mendicita'. L'opera di Guevarre continuo' poi a Torino (1720-1724) dove diresse l'Ospedale della Carita'. Bibl. Einaudi, 2800, 5106, 5107, 1228. Cfr. Serratrice, Assistenza e internamento..., p. 190, cit. in La scienza e la colpa, 1985.
In 16, cm 13 x 19, pp. 148. Brossura editoriale. Esemplare intonso. Seconda edizione dove si descrive la vita di questa benefattrice delle donne carcerate. Presento' anche un progetto di riforma della carcerazione femminile e il governo nel 1821 la nomino' soprintendente del carcere che, in breve, divenne una struttura modello
In-12, demi-chagrin violine (rel. du XIXème), dos janséniste à nerfs, (12), 414, 16 p., qqs auréoles et mouillures. Docteur à la Sorbonne et ecclésiastique, appelant de la bulle Unigenitus et proche de la mouvance janséniste, l'auteur consacra sa vie au "soulagement des pauvres" et à l'instruction du peuple pour lequel il fonda plusieurs écoles gratuites. Cet ouvrage, qui remporta un immense succès, devint un véritable "usuel" en ces matières et fut réédité jusqu'en 1830. (Hoefer, 29, 150). Quelques petits accrocs de papier. Exemplaire bien relié. Ex-libris gravé et armorié Frédéric Chéron.
In-8, demi-veau rouge de l'époque, dos lisse, titre doré, v, 587 p. Deuxième édition augmentée. Préface de Ferdinand Dreyfus. L'étude est précédée d'un historique des "retraites pour la vieillesse" en France, depuis les généreux essais de la République de 1848 jusqu'aux propositions de 1880. Ces dernières devaient aboutir, après trente années d'études, à la loi fondatrice de 1910 sur la prévoyance obligatoire inspirée par la doctrine solidariste et organisée par Léon Bourgeois. L'organisation du service de l'assurance forme la quatrième partie du traité. L'auteur était membre de l'institut des actuaires français, chef de bureau à la Caisse des Dépôts et secrétaire du conseil supérieur des retraites ouvrières. Importantes annexes: textes de loi, tables de concordance, index détaillé. Bon exemplaire, intérieur frais
Mm 130x195 Brossura editoriale di 190 pagine a cura di Piero Jaheir. Ristampa anastatica dell'edizione originale. Ottimo stato. Spedizione entro 24 ore dalla conferma dell'ordine.
Un volume di XV-402 pagine, con illustrazioni fuori testo. Brossura editoriale (un po' sporca). Prima edizione. Marie Tromel, soprannominata Marion du Faouet, fu una leggendaria ladra bretone a capo di una banda che imperversò per anni in Bretagna, scontrandosi con lo stesso esercito del re. Venne impiccata nel 1755, ma la sua banda continuò ad esistere ancora per dieci anni.
Grasset 1965, In-8 broché, 288 pages. Bon état.
Petit in-12, broché, couverture imprimée, 72 p. Défense de la coopération, son rôle social et examen des principales expériences en la matière. Dans les 'Conférences populaires faites à l'Asile impérial de Vincennes'. Exemplaire non coupé.
In-8, broché, couverture dorée imprimée, (16) p., très nombreuses illustrations. Luxueuse brochure réalisée à l'occasion du XVe Congrès de l'alliance coopérative internationale. Très nombreuses photographies. Les hommes, les lieux, la coopération, les réalisations sociales, les institutions, etc.
In-8, broché, couverture imprimée, 64 p. Edition originale. Étude réalisée en préparation au Congrès International Coopératif de 1937. Historique des "premiers pas internationalistes de la Coopération française" - Les congrès, etc.
In 4, pp. (2) + (2b). Stemma e capolettera figurato xilogr. alla prima p. Ordinanza con cui si stabilisce la possibilita' di alienare fondi 'per lo piu' di poco valore' il cui ricavato sara' destinato alla Congregazione primaria generalissima di carita' di Torino.
In 4, pp. (2) + (2b). Stemma e capolettera figurato xilogr. alla prima p. Ordinanza firmata dal conte di Brusasco che stabilisce che ogniqualvolta alcun 'Ospizio o Congregazione di Carita' stimi di divenire ad acquisti di stabili, od impieghi, debba preventivamente ricorrere a Noi per ottenerne il permesso, spiegando la qualita', quantita', situazione, prezzo, e verosimile reddito de' Beni da acquistarsi'. Allo stesso modo le Opere Pie, prima di intraprendere lavori di ristrutturazione ed ampliamento delle sedi, devono 'ricorrere a Noi e giustificare la necessita', od utilita', la qualita', e quantita' della fabbrica da costruirsi, od ampliarsi'.
In-8, broché, couverture imprimée, 14 p. Exemplaire à l'état de neuf.
Extrait des Etudes Historiques 1947, fascicule grand In-8 broché, 6 pages. Trés bon état.
In-8, 608p. Quelques rousseurs.
In-8, demi-chagrin, dos à nerfs, iii, 608 p., rouss. Edition originale. Etat très complet des institutions d’assistance parisienne, créées par des initiatives privées. Du Camp consacre d’importants chapitres aux ateliers de secours destinés à donner du travail aux plus démunis. Tableaux statistiques. (Granier, 504).
In-8° (cm. 24x16,8), pp.,126, (2) con 82 DISEGNI di Ricardo FLORÈS in bianco e nero, di cui molti a tutta pagina solo recto.. Bross. edit. ill. a tenui colori, ma esemplare parzialmente sciolto, difetti ma risarciti ai piatti, DA RILEGARE. Ex libris di Vittorio Parmentola. Opera dal linguaggio "tanto esplicito da costargli 500 franchi d'ammenda e un mese di prigione per oltraggio al pudore" Grande scrittore e drammaturgo, dal 1908 Accademico di Francia.. Così
Un volume (28 cm) di VIII-504 pagine + numerose tabelle ripiegate in fine. Mezza tela con tassello di titolo al dorso; brossura originale conservata all'interno (gore alla brossura); in barbe, con qualche strappetto o fragilità ai margini. Nelle Appendici di tabelle: Opere Pie di Roma a tutto l'anno 1890 e Spese di beneficenza. La principale ricerca sul povertà romana e il pauperismo.
Un volume (27 cm) di VIII-504 pagine + numerose tabelle anche ripiegate in fine. Nelle Appendici di tabelle: Opere Pie di Roma a tutto l'anno 1890 e Spese di beneficenza. Invio autografo del figlio dell'Autore (con data 1938) alla pagina di occhiello. Restauri per perdite di carta ai margini delle prime pagine e all'ultima tabella ripiegata. Legatura moderna in similpelle bordeaux con titolo dorato al dorso. La principale ricerca sul povertà romana e gli interventi di beneficenza e contro il pauperismo.
In-12, broché, couverture imprimée, (2), 284 p., non coupé. Reproduction de cours professés au Collège de France de décembre 1925 à avril 1926. "L'histoire de l'École de Nîmes, c'est aussi, en grande partie celle de la coopération française (...). Le programme de Nîmes est devenu à peu près celui de la Fédération Nationale" (Préface de Charles Gide). Exemplaire non coupé à l'état de neuf, imprimé sur grand papier.
In-12, demi-chagrin bordeaux de l'époque, dos à nerfs, titre doré (épidermures), xxxiv, (2), 537 p.