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In 16, cm 11 x 17,5, pp. XII + 154. 2 testatine xilografiche. Cartonatura. Edizione originale di questinteressante storia sulla istituzione dei Monti di Pieta', contro lusura e gli usurai in Italia ed in alcuni paesi dEuropa, corredata di numerosi documenti emanati dallautorita' civile ed ecclesiastica. Kress Libr. n. 5188. Kress Italian n. 282
In-12, broché, couverture imprimée, xi, 340 p., 6 gravures hors texte. Edition originale illustré de 6 gravures. La léproserie - Saint-Lazare devenu couvent puis prison - maison d'arrêt et de correction - hôpital - La prison de femmes - Un chapitre est consacré à la Commune. Nombreux documents dont l'enquête parlementaire sur les établissements pénitentiaires en France. Rousseurs sur la couverture sinon bon exemplaire, intérieur très frais.
In 8, pp. VIII + 584. Legatura in mz. marocchino coevo. Ex libris nobiliare al contropiatto anteriore. Interessante edizione originale che esamina le opere a favore dei poveri, dei malati, dei fanciulli, dei prigionieri a Roma.
First and only edition, 15, [1]pp., disbound. Not recorded on Copac.
In-8, broché, couverture imprimée, xv, 318, 132 p. Inventaire complet des institutions sociales, en particulier de protection et prévoyance pour l’année 1909.
In-8, broché, couverture imprimée, 181 p. Formes et organisation de l'aide sociale. Les différentes formes d'aide sociale. L'aide sociale et l'enfance, etc.
In-12, broché, couverture imprimée, 12 p. Édition originale des statuts et du règlement de l'Union des Coopérateurs de Paris, l'une des principales sections françaises.
In 16, pp. 437 + (1b) + (4) + (2b). Timbretto al fr. Sporadiche fioriture. Br. ed. Saggio storico sulla nascita degli orfanotrofi in Italia (Lombardia, Modena, Napoli, Parma, Piemonte, Stato Pontificio) e all'estero (Germania, Belgio, Danimarca, Francia, Inghilterra, Scozia, Irlanda, Olanda, Russia, Spagna, Portogallo, Svezia, Norvegia, Svizzera). Sono descritte in particolare le vicende del Bigallo, della casa pia di San Filippo Neri, delle Scuole Normali e dell'educatorio di Fuligno a Firenze, e degli orfanotrofi toscani di Buggiano, Cortona, Montalcino, Lucca, Pisa, Prato, Livorno, Arezzo, Pistoia, Seravezza, Siena, San Sepolcro. Come chiarisce l'A. nelle lunghe conclusioni, con questo lavoro non ha inteso 'redigere una storia nuda e pretta di fatti, ma sibbene un Manuale pratico del governo delli istituti specialmente diretti alla tutela delli orfani'. Andreucci da' quindi conto delle diverse posizioni emerse in Italia e all'estero sulla questione: 'l'osteggiatore il piu' acerrimo delli Stabilimenti Ospitalieri e' Moreau Christophe. Esso gli dice nati dalla morte della primitiva carita' [...] non esita a proclamare li Stabilimenti di Carita', piccoli e grandi, 'les Versailles de la mise're' dichiarando che la promiscuita' conventuale e monumentale e' cagione di profonde ferite alla moralita', alla salute, alla fortuna pubblica'. Christophe propugnava il 'soccorso domiciliare esclusivo', che consisteva in una sorta di sussidio da dare direttamente al povero. Contro questa soluzione si scagliava Malthus, ritenendo i soccorsi a domicilio un incentivo ai 'troppo frequenti matrimonj' fra i poveri. Altri, come Lodovico Ricci e Arrivabene, ritenevano che vi fosse comunque bisogno degli Stabilimenti di Beneficenza, e che il soprrimerli sarebbe stata causa di mali maggiori. 'Ma l'autorita' di De Gerando, piu' d'ogni altro competente, chiude la bocca alli oppositori delle Pie Istituzioni ospitaliere; egli che col suo Visitatore del povero combatte una teoria erronea e funesta, dimostrando come e con quali felici resultamenti si possa consequire lo intento di una ragionata carita''.
In 16, pp. 36 con 2 tabelle piu' volte rip. Br. ed. Analisi dei vari istituti nelle citta' dello Stato Pontificio che comprende ospedali, orfanatrofi, istituti di beneficenza, monti di pieta', istruzione gratuita. Gigli, nel '48, era stato eletto, durante la repubblica romana, segretario della camera dei deputati, avendo egli partecipato attivamente ai moti insurrezionali.
Spesso vol. in-8° (cm. 24,7x17,2), pp. XL, 608, (3) + 33 TAVOLE b.n. f.t. Br. ed. Esamina il periodo dal 1331 al 1951..
In-8° (cm. 24,1), pp. 16. Fascicolo privo dei paitti, ma completo della sguardia, pur staccata. Distingue fra "poveri" d'occasione e "poveri" di professione, mendicanti del paese e accattoni forestieri. LEVI si laureò nel 1902 in Giurisprudenza nell'Università degli Studi di Padova con una tesi su Delitto e pena nel pensiero dei Greci, pubblicata l'anno successivo a Torino dai Fratelli Bocca, e recensita su La Critica da Georges Sorel. Di idee democratiche e socialiste, collaborò a Critica Sociale, e dopo l'avvento del fascismo, al gruppo di Giustizia e Libertà. Nel 1931 prestò il giuramento di fedeltà al fascismo, come il cugino Tullio Levi Civita decise di giurare "ma con riserva", ossia scrivendo al rettore che "in alcun modo avrebbe modificato l'indirizzo del proprio insegnamento".Nel 1938, a seguito delle Leggi razziali fasciste, fu estromesso dall'insegnamento della Filosofia del diritto presso l'Università degli Studi di Catania. Nel giugno del 1940 fu internato e prosciolto nel dicembre dello stesso anno.[3] In seguito espatriò in Svizzera. Dopo la caduta del fascismo tornò a insegnare presso l'Università degli Studi di Firenze. Fu membro dell'Accademia Nazionale dei Lincei. (wiki). Esemplare da studio. Disponibile a 20 € un altro es. privo della sguardia e della dedica.
Un volume (22 cm) di 129 pagine. Prefazione di Luigi Bennani. Una firma di possesso alla pagina bianca. Brossura editoriale gialla (margine brunito, ma copia molto buona). Il dovere della madre, la ricerca della paternità, un istituto da rivedere: l'affiliazione, assistiamo l'infanzia bisognosa, l'opera di assistenza materna a Roma e i Brefotrofi.
Un volume (12x19 cm) di 396 pagine; intonso. In lingua francese. Brossura originale con fascio di bandiere colorate e titolo alla copertina; qualche difetto alla brossura, strappetti, usure, ma buon esemplare genuino di questo volume dedicato aux ouvriers. “ "La seule barrière à l'affranchissement du prolétaire, c'est le défaut d'instruction et surtout d'éducation. C'est pourquoi nous devons tendre de tous nos efforts à renverser cet obstacle, fonder des écoles, des bibliothèques, écrire des livres, fréquenter les ouvriers et les aider à sortir de la misère".
In 8, pp. 132 con 2 tavv. f. t. in litografia di cui una ripiegata. Br. ed. con lievi danni al d. Pari fu unoi dei maggiori studiosi della pellagra, compiendo le sue ricerche nell'area di Udine. In quest'opera si occupa della pellagra villareccia e della pellagra scolastica. Bertolotti, La pellagra, n. 452.
In-8° (cm. 21), pp. 29, (1b) + una grande TABELLA fuori testo, ovviamente allegata successivamente, dei numeri estratti nel giorno 16 marzo 1846 da cui si deduce che furono venduti 27268 biglietti (numero vincente, numero del lotto vinto) e si convoca il pubblico per la distribuzione dei premi. Brossura edit., ma esemplare proveniente da scorporo, cucito ma privo del dorso e dei piatti. Regolamento (coi nominativi dei membri della Commissione) di 4 pagine e poi la lista descrivente i 429 oggetti per allora pervenuti (ma dalla tabella risulta che arrivarono a più di 600. Bel documento sull'inziativa di assistenza sociale, ma anche di gusto e di costume.
In-8° (cm. 25 ca.), pp. 36. Brossura editoriale. Lievi ombre in cop.
Tradotto dall'11° ediz. inglese, riveduto e corretto dall'autore.<BR>(tip. della Gazzetta d'Italia).<BR> 16°, pp.XII-598, mz. pelle coeva, con nerv. con filetti oro e tit. oro a dorso. L'Aut. seguì la filosofia positivistica di Comte e, come si legge nella pref.della 3°ediz. (contenuta in questo vol. insieme alla pref. dell'ediz.orig.) ritenne le leggi di natura e le teorie di Malthus gli "elementi più importanti della scienza sociale" e questo lo convinse che era opportuno mutare il titolo originario dell'op. - Religione fisca, sessuale e naturale -, in quello attuale. L'op. è divisa in 4 parti. Parte I: Religione fisica (L'uomo come medico; La donna come medico; La medicina soggettiva; Vita e morte; Salute delle città; Malattie dello spirito; Spiritualismo) - Parte II: Religione sessuale (Riproduzione e sviluppo; Malattie degli organi genitali maschili; Leggi degli organi sessuali; Mali derivanti da astinenza, eccesso, abuso; Spermatorrea; Malattie veneree: balanite, gonorrea, sifilide; Malattie degli organi genitali femminili: clorosi, isterismo; Eccesso sessuale; Disordini delle mestruazioni; Infammazioni; Malattie veneree delle donne; Prostituzione; Legge della popolazione; Saggio sul principio della popolazione di Malthus; La povertà sua unica causa, suo unico rimedio) - Parte III: Religione naturale (Dignità, libertà e indipenza; Religione naturale) - Parte IV: Scienza sociale (Principali elementi della scienza sociale; Leg ge della popolazione ossia la legge di Malthus; Leggi dell'esercizio, della fecondità, dell'industria agricola; Opinioni di scrittori inglesi e altri; Principali leggi dell'economia politica; Leggi della produzione, distribuzione, scambio). [Einaudi 1619: "Il nome dell'Aut. siricava da Halkett II 149... è la trad. dell'originale The elements of social science... 11°ed. London, Truelove, 1872."].
In-8 p. (mm. 221x110), 3 volumi, brossura orig., pp. (4),509,(3); (4),652; (4),603; con 2 tavole di vedute (Maisons dans la Colonie de Frederik-Oords en Hollande) e 4 tavole ripieg. fuori testo, relative a “Pauperisme et Mendicité en Europe et en France”. "Prima edizione". Cfr. Cat. Biblioteca Luigi Einaudi, II, p. 876. E' questa l'opera più importante del sociologo, economista e uomo politico francese Villeneuve-Bargemont (1784-1850), ispirata spesso al Sismondi. Deputato legittimista del Nord, contribuì nel 1841 a far emanare il divieto del lavoro dei fanciulli inferiori a 8 anni. Dal 1848 si dedicò unicamente allo studio e temperò il liberismo della scuola classica con spirito di carità cristiana, tanto che è considerato un precursore della dottrina sociale cattolica. Cosi' Diz. Treccani,XII, p. 778. Solo alcune pagine con lievi fioriture, altrimenti esemplare con barbe, pressochè intonso, ben conservato.
In 8 grande, pp. 676 con tavv. sinott. n.t. e 8 tavv. in lit. f.t. rip. Mancanze al d. Br. ed. Seconda ed. (la prima usci' nel 1834 in 3 voll.) di questa ponderosa opera sul pauperismo in Francia e in Europa che muove dalla matrice ideologica cristiano - sociale del suo A. De Villeneuve-Bargemont lancia una delle prime sistematiche accuse contro il processo di industrializzazione, generatore di drammatiche conseguenze sociali, mettendo in campo alcuni temi che animeranno il dibattito dei successivi vent'anni. L'A. risponde all'opera dell'economista Charles Dupin che in Forces productives et commercales de la France esaltava il nuovo corso dell'industria e delle infrastrutture francesi. Guarda infatti alla questione da un diverso punto di vista considerando in primo luogo le condizioni di vita degli operai delle periferie industriali. In una Francia sempre piu' ricca, cresceva tuttavia a dismisura la poverta' delle classi deboli, poverta' che aveva caratteristiche del tutto nuove rispetto al passato. L'A. prospetta quindi il ritorno ad un sistema rurale in cui le relazioni fra proprietari terrieri e contadini siano maggiormente improntati ai valori della solidarieta' sociale e, seppure non direttamente, come gia' avevano fatto altri, ad esempio Sismondi, condanna l'utilizzo delle macchine.
In 16, pp. (4) + 194. Br. ed. Piccola manc. al marg. int. delle prime 2 cc. Gora alla br. ed alle prime cc. Edizione originale poco comune di questo agronomo francese che raccoglie 2 saggi: uno dedicato al commercio internazionale in rapporto alla ricchezza delle nazioni, saggio che affronta il problema in chiave protezionista e il secondo dedicato all'organizzazione del lavoro. Coquelin, Dictionnaire, 2, p. 145.
In-12, broché, couverture imprimée, 182 p. Avocat socialiste, membre de la CAP du Parti socialiste SFIO de 1910 à 1933, coopérateur, fervent artisan de la réalisation de l'Unité coopérative, l'auteur devint premier secrétaire général de la Fédération nationale des coopératives de consommation (FNCC), il en fut, jusqu'en 1940, l'animateur. "Son activité s'identifie avec l'histoire de la coopération française d'après 1912 et, pour une bonne part, de la coopération internationale" (Jean Gaumont). (Cf. Maitron, Cd-Rom)
Decreto (27 cm) di 16 pagine. In barbe. Ottime condizioni. Edizione Originale, stampata nella tipografia del governo.
In 8, pp. 37 + (1b). Br. ed. L'A. sostiene che dopo la battaglia vinta contro la pellagra, ve ne sia un'altra da affrontare, quella contro la piaga dell'alcolismo. La pellagra e' stata vinta anche perche' c'e' stato il consenso da parte dei malati, dei proprietari terrieri, degli enti locali e dello Stato. Diverso, invece, il fenomeno dell'alcolismo piu' difficile da debellare in quanto 'manca in primo luogo alla nuova cura il consenso del malato, di quei malati che non leggono nei giornali o nei libri le statistiche eloquenti dei danni che derivano dall'alcolismo, e rifuggono dalle conferenze, per non sentire ivi la condanna della loro vita disordinata e per non vedere nelle proiezioni una immagine che puo' essere la loro fotografia e lo spettacolo di visceri umani avvizziti o tumefatti, nella funerea visione di un'agonia che sara' forse la loro fine'. Burato auspica un intervento dello Stato come e' accaduto, ad esempio, in Svizzera dove 'le persone dedite alle bevande spiritose in modo da non potersi piu' occupare dei loro interessi, o che diventano un pericolo per la sicurezza pubblica, vengono con ordinanza dell'autorita' ritirate in una casa di alienati'. L'A. sembra rimpiangere, anche se poi si premunisce di affermare che 'oggi le pene corporali sono abolite', la soluzione adottata in epoca medioevale quando le pattuglie di polizia, che si imbattevano in un ubriaco, lo portavano nel fossato di cinta della citta', lo mettevano in una grande gabbia di ferro, e gli 'infliggevano certe abluzioni salutari per lui e pei cittadini che all'intorno assistevano giocondamente al comico spettacolo'. Il divieto della distribuzione di liquori nei pubblici esercizi dovrebbe estendersi quindi alla totalita' dei cittadini, subordinando la fornitura delle bevande alcoliche alla presentazione della ricetta medica o di una prova dell'impiego industriale.
17 documenti in-8° (cm. 24,3 circa), perlopiù di circa 20 pagine caduno, qualcuno con stemma vescovile. iin un volume in mz. pelle e oro coeva. Interno allentato per asportazione di documenti (?). Firma coeva d'appart. alla sguardia (A. N. Borsarelli). a) 3 del Vicario Gen. Capitolare G. B. ACCUSANI, 1921-22 sede vesc. vacante. b) 6 di Francesco Gaetano BUGLIONI vescovo, dal 1826 al 1841 (sul Giubileo, sul culto ai Beati Umberto III e BONIFACIO XI di SAVOIA..e omelia a VICOFORTE sul voto aal vergine contro il COLERA); c) 2 del Vicario gen. capit. C.B. BONGIOANNI a sede vesc. vacante, 1842; d) 6 di Fr. Giovanni Tommaso GHILARDI, Domenicano e Conte, dal 1843 al 1845, di cui notevoli alcune sul "soccorrere con metodo unifrome i POVERI", Ricovero di mendicità (corredato da doc. di Innocenzo XII), sulla maestre DOMENICANE per l'educazione delle ZITELLE "sì civili che povere" (!), con fitte note.
In 8, pp. 52 + (2) con 1 tav. all'antip. con ritratto in lit. di Giovanni Borgi; 13 + (1b). Galleria di tarlo al marg. int. sup. senza lesione del testo. Br. rifatta con carta d'epoca. Memoria dedicata alla vita e all'opera di Giovanni Borgi (1732-1798), mastro muratore che contribui' all'edificazione della Sagrestia Vaticana sotto il pontificato di Papa Pio VI. Il suo nome e' legato all?Ospizio di Tata Giovanni da lui fondato per accogliere gli orfani. L?Ospizio nacque quando Borgi inizio' ad ospitare nella propria casa in via de? Cartari i ragazzi che vedeva dormire abbandonati sulle panche e sui gradini del Pantheon. Oltre a fornire loro vitto e alloggio, comincio' a mandarli a lavorare presso suoi amici artigiani affinche' imparassero un mestiere che potesse poi sostentarli nella vita. Avvalendosi della collaborazione di volontari laici e sacerdoti cercava inoltre di procurare loro un?istruzione scolastica e religiosa. Con il tempo la sua opera si ingrandi' e attrasse l?interesse di diversi personaggi che la sostennero con donazioni e rendite; successivamente Pio VI compro' per l?Ospizio il palazzo Ruggia in via Giulia (dove nel frattempo l?istituto si era trasferito in affitto, arrivando a ospitare fino a 40 orfani). L'A. spiega quindi qual e' l'ordinamento dell'orfanotrofio che prosegui' le sue attivita' dopo la morte del fondatore: 'vanno i nostri alunni [...] a tirocinio nelle botteghe della citta' [...] Convien lasciar libera la scelta del mestiere al fanciullo, che' sarebbe da aspettarsene poca riuscita, ove si contrastasse al suo natural genio. [...] Lavorano i nostri giovanetti da otto a dieci ore al giorno e par forse nella state un po' troppo. Sarebbe vantaggioso che sull'esempio di alcune Societa' di Parigi si facesse col mastro d'arte un patto ridotto a scrittura: e si moderasse il tempo del lavoro: e questi si obbligasse di non impiegare il fanciullo in lavori piu' faticosi che l'eta' non comporta...'. Importante e' l'esercizio fisico, secondo l'A., anche perche' gli orfani fanno lavori in luoghi umidi e malsani e stanno seduti per molte ore al giorno: 'possono ridursi ad utile fisico i divertimenti come il passeggio, la palla, il trucco, gli aliossi, la corsa, che sono i soli che dovrebbero permettersi negl'istituti d'educazione, proscrivendone affatto i dadi, le carte e simili vergogne che conducono a vizii e rovine'.